La cataratta è una patologia caratteristica dell’età anziana: nei paesi occidentali colpisce 3 persone su 4 a 70 anni e praticamente tutti a 80 anni.

La cataratta consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale sistemata all’interno del nostro occhio che convoglia i raggi luminosi verso la retina. La particolare struttura anatomica del cristallino e le sue peculiarità funzionali fanno di questa lente un organo molto sensibile al deposito di materiale estraneo e all’ossidazione delle proteine, fenomeni comuni in qualsiasi altro organo, ma più direttamente avvertiti quando succede all’organo della vista.

La cataratta è una patologia che colpisce indipendentemente da eventuali altri difetti della vista (come miopia, presbiopia o ipermetropismo): anche un soggetto perfettamente sano può cominciare a sviluppare la cataratta superati i 50 anni.

Le cause della cataratta, oltre all’invecchiamento, possono essere legate a fattori secondari: diabete, flogosi (l’infiammazione dell’occhio può accelerare questo processo), cause congenite ereditarie. Se non si interviene questa malattia può portare alla completa cecità, per questo è considerata come una patologia fortemente invalidante.

Non esiste una prevenzione efficace contro la cataratta, il consiglio unanime del mondo degli oculisti è quello di usare occhiali da sole che proteggono dalla luce ultravioletta: questo accorgimento potrebbe rallentare l’insorgenza della cataratta. In teoria inoltre assumere cibi con vitamine antiossidanti (vitamine A, C ed E) dovrebbe impedire l’ossidazione delle proteine del cristallino, ma non esistono studi scientifici in grado di dimostrare un’effettiva protezione contro la cataratta.

L’unica soluzione tutt’oggi disponibile per la cura della cataratta è l’intervento chirurgico, che consiste nella rimozione del cristallino opacizzato. Impulsi sonori ad alta frequenza frantumano letteralmente il cristallino: questo processo prende il nome di facoemulsificazione; in seguito si estrae la capsula che contiene i residui del cristallino, e si procede alla sostituzione della lente, con una lente artificiale.

Lente monofocale e lente multifocale

Il cristallino artificiale generalmente impiantato è del tipo monofocale, che permette una buona visione da lontano ma, non essendo deformabile, compromette la visione ravvicinata (lettura) ed intermedia (conversazione con altre persone): risulta quindi indispensabile l’uso di diversi occhiali da vista per le varie situazioni.

Da qualche anno è disponibile una lente multifocale, molto più simile al cristallino originale, che eviterebbe l’obbligo degli occhiali, ma il costo di quest’ultima è 6 volte superiore a quello monolocale.

Dato il costo e l’alta diffusione di questa malattia il Sistema Sanitario Nazionale al momento consente esclusivamente l’uso della lente monofocale, in altre nazioni sono stati adottate soluzioni diverse. Negli Stati Uniti, qualora il paziente richieda la lente multifocale, dovrà esclusivamente pagare la differenza di costo tra lente mono e multifocale. In Baviera al paziente è fatto obbligo di pagare per intero la lente multifocale, qualora la richieda.

Una soluzione diversa, ma ancora in fase di giudizio, è quella proposta per l’Italia: ci sarebbe un aumento del contributo che tutti diamo al Ssn, per garantire a tutti la lente multifocale senza costi aggiuntivi.

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