Ogni anno 300 mila italiani vengono colpiti dall’Herpes Zoster, patologia dalle conseguenze spesso sottovalutate, di cui il 95% rappresentano il primo episodio di infezione ed il 5% sono casi recidivi. Il virus responsabile dell’herpes può colpire a tutte le età, anche se la probabilità di sviluppare questa malattia diventa maggiore con il passare degli anni; parallelamente aumenta notevolmente il tempo di guarigione, che se in un giovane si aggira intorno ai 15 gg, per una persona anziana può arrivare anche a diversi mesi.
L’unica cura finora disponibile è quella dei farmaci antivirali (aciclovir e penciclovir, conosciuti con i nomi commerciali di Zovirax e Vectavir), ma a breve dovrebbe essere registrato anche in Italia il primo vaccino ad hoc, già disponibile negli USA ed autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco. Calcolando che il 90% delle persone ha avuto durante la vita la varicella e che risulta quindi esposto al rischio di Herpes Zoster, vaccinarsi equivale a rafforzare il sistema immunitario e a scongiurarne l’insorgenza con tutte le sue dolorose conseguenze.
Una volta contratto il virus, che si manifesta inizialmente con la varicella, esso rimane vivo latente per tutta la vita nei gangli nervosi spinali; Nel 10-20% dei casi si risveglia a distanza di anni o decenni dando luogo all’herpes zoster, meglio conosciuto come “fuoco di sant’Antonio“. Non sono state del tutto chiarite le cause che indurrebbero il virus a risvegliarsi, ma sembra che in situazioni di estremo stress il sistema immunitario, indebolito da questa condizione di affaticamento, non riesca più a controllare il virus lasciandolo libero di diffondersi e colonizzare i nervi colpiti. L’herpes può manifestarsi solo da un lato, (destro o sinistro) e nella maggioranza dei casi (60%) esordisce sul torace con vesciche simili a quelle della varicella, ma più piccole e disposte a grappolo. I sintomi sono dolore acuto e forte bruciore che si trasforma in forte prurito quando l’herpes è in via di guarigione.
Sembra che il vaccino abbia dimostrato la capacità di ridurre il numero dei casi del 51%, mentre nelle persone che hanno contratto l’herpes ha ridotto del 57% il dolore e la gravità dei sintomi. Il vaccino, nei paesi in cui è già disponibile, viene somministrato per via sottocutanea in un’unica dose alle persone che hanno superato i 60 anni di età. Si presume che anche qui in Italia si seguirà la stessa profilassi.
desiderei essere aggiornato circa la terapia per ilfuoco di sant’antonio
E’ previsto a breve un nuovo articolo maggiormente dettagliato sul fuoco di S. Antonio.
Spero che arrivi quanto prima il vaccino . Ringrazio per la spiegazione.