Alimentazione durante l’allattamento

Ultimo Aggiornamento: 1073 giorni

Una corretta alimentazione durante il periodo dell’allattamento consente di preparare l’organismo della mamma a fornire il miglior alimento possibile al neonato, oltre a mantenere una buona condizione fisica e mentale essenziale per affrontare i primi mesi della nuova vita.

Dopo il parto è molto probabile che il peso della mamma sia superiore di almeno 3-4 Kg al peso precedente alla gravidanza: questa condizione non deve rappresentare un problema e non deve indurre a voler seguire diete dimagranti durante questo delicato periodo. Allattare è un impegno faticoso ed energicamente dispendioso per l’organismo femminile ed al momento è più che sufficiente per smaltire i chili in eccesso: si è calcolato infatti che, in media, una donna che allatta produce 700-800 ml di latte al giorno che corrispondono a un costo energetico di circa 500 calorie, in parte prodotte dalla scorta di grassi, in parte dalla dieta adottata.

Alimenti da evitare

  • L’alcol, oltre a non possedere alcuna proprietà di stimolazione della secrezione, può passare nel latte materno e quindi il consumo dev’essere tassativamente limitato o, meglio, evitato del tutto.

  • Fumare diminuisce la produzione di latte e lo impoverisce della preziosa vitamina C contenuta: è inoltre fortemente dannoso per il neonato il fumo passivo.

  • La caffeina viene secreta nel latte materno, causando iperattività e difficoltà di riposo: si raccomanda quindi di limitarne l’assunzione diminuendo la quantità di caffè, the, bibite come Coca-Cola o drink energetici (Red Bull, …)

  • Molti farmaci possono essere secreti nel latte: chiedere sempre al proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco.

  • Sono rischiosi perché veicolo di batteri o potenzialmente allergenici: selvaggina, cacciagione, carni conservate, insaccati, mitili, molluschi, polpa di granchio, pesche, fragole…

  • Anche se alcuni alimenti potrebbero conferire un cattivo gusto al latte (cavoli, cavolfiori, broccoli, cardi,asparagi, verza, cicoria, rape, radicchio, carciofi, pomodori acerbi, patate inverdite, funghi, aglio crudo, cipolla cruda, porro, erba cipollina, camerbert, cheddar, gorgonzola, pecorino, brie, provola affumicata, roquefort, strutto,lardo, panna, maionese, insalata russa, dado da brodo, ketchup, noce moscata, curry, peperoncino) se sono cibi che avete sempre consumato anche in gravidanza non c’è alcun motivo di evitarli. Il feto durante i 9 mesi di gestazione assaggia letteralmente TUTTI i sapori dell’alimentazione della mamma attraverso l’ingestione del liquido amniotico e non c’è alcun motivo di escluderli durante l’allattamento.

Mangiare il pesce durante la gravidanza e l’allattamento

I frutti di mare (pesce e crostacei) possono far parte della dieta sana delle mamme e avere dei vantaggi per il bambino, sia durante la gravidanza sia durante l’allattamento: fanno molto bene alla salute ed i loro benefici sono di molto superiori alle preoccupazioni dovute alla presenza di sostanze chimiche.

Frutti di mare: i grassi sani

Il valore nutritivo dei frutti di mare è particolarmente importante per le gestanti e per le mamme che allattano al seno.Contengono sostanze nutritive salutari, come gli acidi grassi omega-3, fondamentali per la salute della mamma e del bambino. È stato dimostrato che gli omega-3 contenuti nei frutti di mare contribuiscono allo sviluppo del sistema nervoso del feto e del bambino.

Tra i frutti di mare più ricchi di omega-3 ricordiamo:

  • il salmone,
  • l’aringa,
  • le cozze,
  • la trota,
  • le sardine,
  • il merluzzo d’Alaska.

Il mercurio

Pesci e frutti di mare possono contenere sostanze chimiche pericolose, come ad esempio il mercurio. A seconda del tipo di pesce o crostacei, la concentrazione di mercurio varia.

Tra i frutti di mare meno ricchi di mercurio ricordiamo:

  • il salmone,
  • la passera di mare,
  • il tilapia,
  • la trota,
  • il merluzzo,
  • il pesce gatto.

È invece sconsigliabile consumare frutti di mare ricchi di mercurio come:

  • lo squalo,
  • il pesce spada,
  • lo sgombro.

Il tonno bianco contiene più mercurio rispetto agli altri tipi di tonno: cercate di consumarne meno di 170 grammi alla settimana.

Il mercurio può essere dannoso per il sistema nervoso del feto o del bambino. Scegliete frutti di mare poveri di mercurio per ottenere tutti i benefici dei frutti di mare senza rischi per la salute.

Frutti di mare nelle acque locali

Oltre al mercurio, il pesce può contenere altre sostanze chimiche pericolose, e questo discorso vale soprattutto per il pesce pescato nelle acque locali. Chiedete consiglio alle autorità sanitarie locali per sapere se il pesce pescato nei laghi, nei fiumi e sulle coste della vostra zona è sicuro. Le autorità sanitarie possono consigliarvi di limitare il consumo o di non consumare alcuni tipi di pesce pescati in certi luoghi. In assenza di divieti o consigli, potete mangiare tranquillamente una volta a settimana il pesce delle acque locali (al massimo 170 grammi di pesce).

Come scegliere i frutti di mare

Per consumare pesce e crostacei in tutta sicurezza, orientatevi sui tipi più ricchi di omega-3 e poveri di mercurio, come il salmone, l’aringa, le sardine, il merluzzo d’Alaska e la trota.

Alcool ed alcolici

L’alcol passa attraverso il latte nell’organismo del bambino, quindi è meglio non farne uso abituale quando si allatta al seno; è importante inoltre essere a conoscenza che:

  • Non è vero che le mamme che bevono birra producono più latte.
  • Il consumo di alcolici di qualsiasi genere può far diminuire la quantità di latte consumata dal bambino.
  • L’alcol può far cambiare il gusto del latte, e molti bambini potrebbero non gradire.

Se volete a tutti i costi bere un bicchiere, fatelo subito dopo aver allattato o tirato il latte. Meglio subito dopo le poppate che non prima; prima di allattare nuovamente lasciate passare due ore per ogni bicchiere che avete bevuto, in questo modo il vostro organismo avrà tutto il tempo necessario per smaltire l’alcol prima della poppata, quindi ne arriverà di meno al bambino.

Per “bicchiere” intendiamo l’equivalente di: 350 ml di birra, 120 ml di vino o 30 ml di superalcolici.

L’esposizione ripetuta del bambino all’alcol per lunghi periodi attraverso il latte materno desta molte preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, quindi siate prudenti e bevete con moderazione. Il consumo ripetuto di alcol può anche far diminuire la produzione di latte.

Linee guida

  • La carne dev’essere consumata ben cotta.

  • Lavare accuratamente frutta e verdura.

  • Per non depauperare la quantità di vitamine naturalmente presenti in frutta e verdura preferire una cottura al vapore o nel forno a microonde.

  • Non saltare mai i pasti e preferire diversi piccoli spuntini durante la giornata a pochi pasti troppo abbondanti.

  • Assumere molta, molta acqua e liquidi in genere come succhi, spremute e brodi.

Conclusione

L’alimentazione deve fondamentalmente rispecchiare quindi un normale regime alimentare equilibrato, ricco di verdura e frutta, ma in cui siano presenti tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni (pasta, pane, carne, …): particolare risalto viene dato al consumo di pesce che, in quanto ricco di DHA, risulta particolarmente utile nello sviluppo del sistema nervoso del neonato.

Molto importante sarebbe il consumo di latte e latticini, anche se in realtà sono sospettati di essere causa di colichine; in questo caso il consiglio migliore è valutare con il proprio pediatra come procedere per evitare sofferenze al neonato ed eccessive perdite di calcio alla mamma.

Fonti:

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Buonasera é vero che per il latte in polvere si può usare acqua del rubinetto?

  2. Debora

    “Per non depauperare la quantità di vitamine naturalmente presenti in frutta e verdura preferire una cottura al vapore o nel forno a microonde.”

    Spero sua un refuso…

  3. Nensy

    Salve vorrei un informazione sto allattando mio figlio ha 5 mesi posso mangiare frutti di mare crudi mi hanno detto che è meglio tirarlo il latte e darlo con il biberon e dopo quanto tempo posso attaccarlo al seno grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, i frutti di mare può mangiarli anche se qualcuno sostiene che possano favorire lo sviluppo di allergie, ma ovviamente devono essere sicuri e freschi. Se vuole, per sicurezza può tirarsi il latte prima e riiniziare ad allattare il giorno dopo (il latte ‘tirato’ se conservato in frigo deve essere consumato al mas­simo in 24 ore ma è consigliabile consumano entro 10 ore). saluti

    2. Anonimo

      Quindi dovrebbe stare una giornata senza attaccarlo es li mangio a pranzo e la sera come faccio la ringrazio per la sua disponibilità

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, in questo caso è preferibile tirarsi il latte il giorno prima, e una parte conservarlo nel frigo per il giorno dopo e una parte congelarlo e consumarlo il giorno ancora dopo. Altrimenti mangi il pesce solo in uno dei due pasti. Saluti

    4. Anonimo

      Forse mi sono spiegata male io dovrei mangiare i frutti di mare solo a pranzo . Dopo quando posso riattaccarlo al seno grazie e mi scudi

    5. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, se mangia i frutti di mare solo a pranzo, può allattare il bambino dalla mattina seguente. Saluti

  4. Anonimo

    Ma quando ho partorito posso mangiarmi salumi tipo slaame prosciutto crudo bresaola e la verdura cruda? Se prendo la toxo la passo al bimbo in allattamento? se la prende cosa succede? E il pesce e i gamberoni? 1 caffè al giorno a colazione è permesso???? Anche per tutto l’allattamento devo avere restrizioni come in gravidanza? GRAZIE

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no durante l’allattamento ci sono molte meno restrizioni, e la toxoplasmosi non la trasmette allattando, stia tranquilla, ne parli col ginecologo chele spiegherà tutto di preciso. Saluti.

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