Varicella: foto, sintomi, durata e cura

Ultimo Aggiornamento: 115 giorni

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La varicella, malattia esantematica per la quale non esiste ancora l’obbligatorietà del vaccino, è tuttora una delle infezioni più comuni che colpisce adulti e bambini. Come tutte le malattie esantematiche durante la varicella, a meno di manifestazioni molto gravi o situazioni a rischio, non c’è molto da fare se non lasciare sfogare completamente la malattia alleviando come si può quelli che sono i disturbi da essa provocati.

Introduzione

La varicella è una malattia comune tra i bambini, in particolare tra quelli al di sotto dei 12 anni. Un rash di macchie pruriginose che somigliano a vesciche si possono manifestare su tutto il corpo e possono essere accompagnate da sintomi simil-influenzali, sintomi che di solito scompaiono senza trattamento.

Poiché l’infezione è molto contagiosa, un bambino infetto da varicella deve rimanere a casa e riposarsi fino a quando i sintomi non sono scomparsi del tutto.

La varicella è causata dal virus varicella-zoster (VZV). I bambini possono essere protetti dal virus responsabile della varicella attraverso la somministrazione del vaccino contro la varicella, che di solito viene somministrato in età compresa tra i 12 ed i 15 mesi. Nel 2006, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ha raccomandato un richiamo dai 4 ai 6 anni di età per avere un’ulteriore protezione. Il CDC raccomanda inoltre che le persone dai 13 anni di età e gli anziani che non hanno mai contratto la varicella o che siano senza vaccino prendano le due dosi del vaccino almeno con 28 giorni di distanza l’uno dall’altro.

Una persona di solito può manifestare un solo episodio di varicella, ma i VZV possono rimanere inerti all’interno del corpo e causare un diverso tipo di eruzione cutanea in un secondo momento della vita chiamato herpes zoster . Prendere il vaccino contro la varicella abbassa notevolmente nel bambino la possibilità di contrarla, anche se non esclude lo sviluppo dell’herpes zoster in seguito.

Foto

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Windpocken.jpg

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http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Vetrospa.jpg

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http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Child_with_chickenpox.jpg

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http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Bild:IMG_6933.JPG&filetimestamp=20070407180813

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Sintomi

La varicella causa un rash rosso e pruriginoso sulla pelle che appare di solito prima sul ventre o sulla schiena e viso, e poi si propaga a quasi tutto il corpo, compreso il cuoio capelluto, la bocca, il naso, le orecchie e i genitali. L’eruzione cutanea inizia con piccole e multiple protuberanze rosse che sembrano brufoli o morsi di insetto, sviluppa quindi delle sottili vesciche piene di liquido chiaro, che diventano torbide. La pelle della vescichetta si rompe, lasciando una piaga aperta,  che infine sviluppa una crosta che diventa secca e marrone.

Le vesciche della varicella hanno di solito meno di mezzo centimetro di larghezza, hanno un colore rossastro alla base e appaiono in più riprese da 2 a 4 giorni. L’eruzione cutanea può essere più ampia o grave nei bambini che hanno disturbi della pelle come l’eczema.

Alcuni bambini hanno la febbre, dolori addominali, mal di gola, mal di testa, o una vaga sensazione di malessere uno o 2 giorni prima che l’eruzione cutanea appaia. Questi sintomi possono durare per un paio di giorni, durante i quali la febbre rimane tra i 37,7 ° e i 38,8 ° C, anche se in rari casi può essere più elevata. I bambini più piccoli hanno spesso sintomi lievi e un minor numero di vesciche dei bambini più grandi o degli adulti.

Tipicamente la varicella è una malattia lieve, ma può colpire alcuni bambini, adolescenti, adulti,e le persone con sistema immunitario debole, in modo particolarmente grave. Alcune persone possono sviluppare infezioni batteriche che coinvolgono la pelle, i polmoni, le ossa, le articolazioni e il cervello (encefalite). Anche i bambini con sistema immunitario normale possono occasionalmente sviluppare complicanze, più comunemente infezioni della pelle in prossimità delle vesciche.

Chiunque abbia avuto la varicella (o abbia fatto il vaccino contro la varicella) da bambino è a rischio di sviluppare l’herpes zoster più avanti nella vita, e di questi fino al 20% lo sviluppa effettivamente. Dopo una prima infezione il VZV può rimanere inattivo nelle cellule nervose vicino al midollo spinale e riattivarsi successivamente come herpes zoster, che può causare formicolio, prurito, o dolore seguito da una eruzione cutanea rossa con protuberanze e vesciche. L’herpes zoster è talvolta trattato con farmaci antivirali, steroidi, e antidolorifici; nel maggio 2006 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato un vaccino per prevenire l’herpes zoster nei pazienti ultrasessantenni.

Trasmissione

La varicella è contagiosa da circa 2 giorni prima dell’eruzione cutanea fino a che tutte le vesciche hanno sviluppato la crosta e oltre; il periodo di incubazione, su cui non tutte le fonti concordano, è stimabile fra i 10 ed  i 20 giorni.

La varicella è molto contagiosa, la maggior parte dei bambini con un fratello che è stato infettato sono infettati allo stesso modo, presentando gli stessi sintomi circa 2 settimane dopo il primo bambino. Per aiutare a non diffondere il virus, assicuratevi che i vostri figli si lavino le mani spesso, in particolare prima di mangiare e dopo aver usato il bagno. Mantenete infine il bambino con la varicella lontano dai fratelli e dalle sorelle non vaccinati, per quanto possibile.

Le persone che non hanno avuto la varicella possono prenderla anche da qualcuno con l’herpes zoster, ma non possono prendere l’herpes zoster stesso. Questo perché l’herpes zoster può svilupparsi solo da una riattivazione del VZV in qualcuno che ha già avuto la varicella.

Varicella in gravidanza

Le donne in gravidanza e chiunque abbia problemi al sistema immunitario non dovrebbe stare vicino a una persona con la varicella: se una donna incinta che non ha avuto la varicella in passato contrae il virus (in particolare nelle prime 20 settimane di gravidanza) il feto ha maggiori possibilità di sviluppare problemi congeniti, mentre la madre è associata ad un rischio maggiore di complicazioni. Se sviluppa la varicella appena prima o dopo la nascita del bambino, il neonato si trova a rischio di complicazioni gravi per la salute, mentre sembra non esservi alcun rischio per il feto in crescita se la donna sviluppa l’herpes zoster durante la gravidanza.

Se una donna incinta ha avuto la varicella prima della gravidanza, il bambino sarà protetto dall’infezione per i primi mesi di vita, dal momento che la madre trasmette l’immunità al bambino attraverso la placenta e il latte materno.

Per approfondire segnalo il sito gravidanzaonline.

Cura e terapia

Poichè la causa della varicella è un virus il medico non prescriverà gli antibiotici, a meno che non si rendano necessari se le piaghe vengono infettate da batteri. Questo è abbastanza comune tra i bambini, perché spesso grattano e sfregano le vesciche.

Il farmaco antivirale aciclovir può essere prescritto alle persone con la varicella che sono a rischio di complicanze. Il farmaco, che può rendere l’infezione meno grave, deve essere somministrato entro le prime 24 ore dopo l’apparizione dell’eruzione cutanea. L’aciclovir può avere significativi effetti collaterali, per cui è somministrato solo quando necessario. Il medico può dire se il farmaco è la scelta giusta per il vostro bambino.

Coloro che sono a rischio di grave malattia o di gravi complicanze, come i neonati le cui madri hanno avuto la varicella al momento del parto (ma anche i pazienti con leucemia o carenze immunitarie e bambini che ricevono farmaci che deprimono il sistema immunitario), possono prendere l’immunoglobina per varicella e zoster dopo l’esposizione alla varicella per ridurre la sua gravità.

È possibile contribuire ad alleviare prurito, febbre, e in generale il disagio provocato dalla varicella:

  • Usate salviette fresche e umide o fate bagni in freschi o d’acqua tiepida ogni 3-4 ore per i primi giorni. I bagni di farina d’avena, disponibili al supermercato o in farmacia, possono aiutare ad alleviare il prurito (i bagni aiutano a non diffondere la varicella.) ATTENZIONE: Non tutti i pediatri consigliano l’esposizione all’acqua.
  • Tamponate (non sfregate) il corpo asciutto.
  • Utilizzare talco sui settori dove sente prurito (ma non sul volto, in particolare vicino gli occhi).
  • Date al vostro bambino alimenti che siano freddi, morbidi, e blandi perché la varicella in bocca può rendere il bere e il mangiare difficoltosi. Evitate di alimentare vostro figlio con cibi acidi e soprattutto salati, come il succo d’arancia.
  • Chiedete al medico o al farmacista di alleviare il dolore con creme da applicare alle piaghe nella zona genitale.
  • Date al vostro bambino paracetamolo (tachipirina, efferalgan) regolarmente per alleviare il dolore se il bambino ha vesciche in bocca.
  • Chiedete al medico di utilizzare farmaci da bancone per il prurito.
  • Non usare mai l’aspirina per ridurre il dolore o la febbre nei bambini con la varicella perché l’aspirina è stata associata con la grave malattia della sindrome di Reye, che può portare ad insufficienza epatica e perfino a morte.
  • Per quanto possibile, scoraggiate i bambini dal grattarsi. Questo può essere difficile per loro, così valutate l’ipotesi di far indossare al bambino calze o muffole sulle mani per evitare di graffiarsi durante il sonno. In aggiunta, tagliate le unghie e tenetele pulite per contribuire a ridurre gli effetti dei graffi, comprese le rotture delle vesciche e le infezioni.
  • La maggior parte delle infezioni della varicella non richiedono particolari cure mediche. Ma a volte, ci sono problemi.

Cure naturali

La medicina naturale e l’omeopatia possono rappresentare un valido supporto per alleviare i sintomi della varicella per coloro che ne condividono la filosofia, ma ricordiamo di avvertire sempre il proprio medico se si stanno assumendo altri farmaci e si decide di ricorrere a questo approccio che, lo ricordiamo, è spesso privo di fondamenti o dimostrazioni scientifiche.

Dal punto di vista della fitoterapia può essere utile fare uso di Rosa canina, che essendo ricca di vitamina C aiuta a rafforzare le difese immunitarie e previene l’invecchiamento della pelle dovuto alle vescicole della varicella. La Rosa canina può essere assunta sotto forma di tintura madre nella dose di 10 gocce almeno 2 volte al giorno, è auspicabile non superare le dosi consigliate in quanto un uso eccessivo potrebbe causare diarrea e disturbi di stomaco.

A livello topico la Calendula, indicata per il trattamento delle dermatosi, delle ustioni, …può essere usata per alleviare il prurito perchè capace di un’azione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante; in pratica attenua le eruzioni cutanee della varicella. Non sono noti effetti collaterali, come ad es. reazioni allergiche, pertanto può essere usata con sicurezza; è preferibile acquistarla sotto forma di pomata contenente la tintura madre al 20 – 30%, o in alternativa si possono fare delle toccature sulle vescicole con la tintura madre diluita al 50%.

Si raccomanda di valutare con il proprio medico se ricorrere all’uso della Calendula, perché non tutto il mondo scientifico concorda sull’uso di preparazioni semisolide sulle manifestazioni cutanee della varicella.

Dal punto di vista dell’omeopatia la varicella può essere affrontata assumendo 3 granuli, sciolti in acqua o sotto la lingua, 3 volte al giorno dei seguenti rimedi:

  • Rhus Toxicodendron, diluizione 5 – 6CH, se sono presenti delle piccole vescicole contenenti liquido chiaro che bruciano e danno molto prurito;
  • Cantharis, diluizione 5 – 6 CH, se le vescicole sono grosse e contengono siero;
  • Mezereum, diluizione 5 – 6 CH, se le vescicole sono grosse ed infettate con croste spesse e dure che lasciano una lesione sulla pelle quando cadono.

Al termine della varicella, quando sembra che non ci siano più nuove vescicole, è utile somministrare Sulphur Iodatum 30 CH che aiuta a migliorare la tosse ed il catarro se presenti, oltre ad essere in grado di accelerare il processo di guarigione.
Le dosi qui consigliate sono pensate per i bambini, di solito i più colpiti dalle malattie esantematiche. Per un adulto si può aumentare la frequenza di assunzione degli stessi rimedi.

Prevenzione

I medici raccomandano che i bambini ricevano il vaccino contro la varicella quando si trovano dai 12 ai 15 mesi di età ed un richiamo dai 4 ai 6 anni di età.

Il vaccino è efficace circa dal 70% al 85% nel prevenire l’infezione lieve e in più del 95% dei casi nella prevenzione delle forme da moderata a grave dell’infezione. Anche se il vaccino funziona abbastanza bene alcuni ragazzi immunizzati contraggono ugualmente la varicella; in questo caso tuttavia i sintomi saranno particolarmente miti rispetto a coloro che non hanno preso il vaccino e vengono infettati.

I bambini sani che hanno avuto la varicella non è necessario che ripetano il vaccino – poichè l’immunità così acquisita è di norma sufficiente per l’intera vita.

Riammissione a scuola

Un bambino con la varicella dovrebbe essere tenuto lontano dalla scuola fino a quando tutte le vesciche non siano secche, di solito circa 1 settimana. Se non siete sicuri che il vostro bambino sia pronto a tornare a scuola, rivolgetevi al medico.

Quando chiamare il medico

Chiamate il vostro medico se ritenete che il vostro bambino abbia la varicella, se avete una domanda o se solo siete preoccupati per una possibile complicazione. Il medico vi può guidare preservando il paziente da complicazioni e nella scelta di farmaci per alleviare il prurito. Nel portare il vostro bambino dal medico fate sapere in anticipo all’ambulatorio che il vostro bambino potrebbe avere la varicella, è importante fare in modo che altri ragazzi nell’ambulatorio non siano esposti perchè, per alcuni di loro, una infezione da varicella può causare gravi complicazioni.

Chiamate il medico se il bambino

  • Ha la febbre che dura da più di 4 giorni o che si alza al di sopra dei 38.8 °.
  • Ha una grave tosse o difficoltà di respirazione.
  • Ha una superficie di eruzione cutanea da cui esce pus o diventa rosso, caldo, gonfia o dolente.
  • Ha un forte mal di testa.
  • Prova un insolita sonnolenza o ha difficoltà a svegliarsi.
  • Ha problemi a guardare la luce.
  • Ha difficoltà a camminare
  • Sembra confuso.
  • Sembra molto malato o vomita.
  • Ha torcicollo.

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. valeria

    buona sera dott ho contratto la varicella oggi è spuntata la prima bolla piena d acqua e nel corso della giornata tante altre, ho partorito da 25 giorni quante probabilita’ ha la mia piccola di contrarre il visus?? ho anche smesso di allattarla momentaneamente…e fra quanti giorni non sarà più contagiosa ???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le probabilità di contagio non sono poche, ma smettere di allattare potrebbe non essere la scelta migliore (sia perchè perderebbe il latte, sia perchè attraverso di esso passerebbe probabilmente gli anticorpi necessari alla piccola), quindi contatti il reparto in ospedale od il pediatra per decidere come gestire la situazione.

  2. m.rita

    ho 47 anni e mi e’ venuta la varicella e’ pericolosa?…sono ai primissimi giorni della comparsa delle crosticine…di cosa dovrei preoccuparmi? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Negli adulti la situazione è sicuramente molto più delicata che nei bambini, ma non parlerei di pericolosità; le sono stati prescritti antivirali? Ha vescicole vicino agli occhi? Problemi respiratori?

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