Vaginosi batterica: sintomi, cura e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1826 giorni

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Introduzione

La vaginosi batterica è una malattia femminile in cui il normale ecosistema vaginale è alterato e alcuni batteri proliferano più del normale: i sintomi più frequenti sono le perdite, anche maleodoranti, il dolore, il prurito o l’irritazione.

La vaginosi batterica è l’infezione vaginale più comune tra le donne in età fertile e frequente anche tra le donne incinte.

Diagnosi

Il ginecologo deve esaminare visivamente la vagina e fare esami di laboratorio su un campione di fluido vaginale, alla ricerca dei batteri connessi alla vaginosi.

Cause

La causa della vaginosi batterica non è ancora del tutto chiara, anche se si sa che è associata ad un’alterazione della flora batterica vaginale. La vagina normalmente dovrebbe contenere più batteri buoni che batteri cattivi: questa patologia si manifestaa quando il numero di batteri cattivi aumenta.

Anche il meccanismo di sviluppo della malattia non è del tutto chiaro, ci sono ancora molti interrogativi aperti sul ruolo dei batteri cattivi.

Qualsiasi donna può contrarre la vaginosi, tuttavia alcune attività e comportamenti sono in grado di turbare il normale equilibrio della flora batterica vaginale e quindi di aumentare il rischio; tra di essi troviamo:

  • I rapporti con un nuovo partner o con diversi partner,
  • Le lavande vaginali.

Il ruolo dell’attività sessuale nello sviluppo della vaginosi batterica non è invece chiaro ed anche chi non ha mai avuto rapporti può ammalarsi; è poi impossibile contrarre la vaginosi venendo in contatto con gli oggetti che ci circondano come l’asse del water, le lenzuola o l’acqua della piscina. .

Sintomi

Le donne affette da vaginosi batterica hanno perdite vaginali anomale, con un odore sgradevole. Alcune donne paragonano l’odore a quello del pesce e riferiscono di avvertirlo soprattutto dopo i rapporti. Le eventuali perdite di solito sono di colore bianche o grigie e possono essere piuttosto fluide. Inoltre le donne colpite avvertono bruciore durante la minzione (mentre si fa pipì) e/o prurito sui genitali esterni.

Tuttavia, la maggior parte delle donne malate non presenta alcun sintomo.

Pericoli

Nella maggior parte dei casi la vaginosi batterica non provoca nessun problema grave, tuttavia bisogna tenere in conto alcune potenziali complicazioni molto gravi tra cui:

  • può rendere la donna maggiormente soggetta all’infezione da HIV, in caso di esposizione al virus;
  • aumenta le probabilità che la donna, se contagiata dall’HIV, possa contagiare anche il partner;
  • è stata associata all’aumento dello sviluppo di infezioni a seguito di interventi chirurgici come l’isterectomia o l’aborto;
  • se contratta durante la gravidanza può far aumentare il rischio di alcune complicazioni come il parto prematuro;
  • può rendere la donna maggiormente soggetta alle altre malattie sessualmente trasmesse, come il virus dell’herpes simplex genitale, la clamidia e la gonorrea.

I batteri che provocano la vaginosi batterica possono anche infettare l’utero e le tube di Falloppio (le tube che permettono il transito dell’ovulo dall’ovaio all’utero). Un’infezione di questo tipo è detta malattia infiammatoria pelvica e può provocare la sterilità oppure danneggiare le tube, aumentando il rischio di gravidanze ectopiche e sterilità. La gravidanza ectopica è un’eventualità potenzialmente letale: l’ovulo fecondato si impianta e inizia a crescere fuori dall’utero, di solito in una tuba, che quindi si può lacerare.

Gravidanza

Le donne incinte affette da vaginosi batterica hanno maggiori probabilità di mettere al mondo bambini prematuri o con basso peso alla nascita (per basso peso alla nascita si intende inferiore ai 2,5 kg).

Curare la vaginosi batterica è importante soprattutto per le donne incinte; a coloro le quali in passato abbiano un precedente di parto prematuro o abbiano dato alla luce un bambino che pesava poco dovrebbe essere proposto un esame per la vaginosi batterica (anche in assenza di sintomi). Se la diagnosi è di vaginosi batterica, si dovrebbe poi procedere con una terapia adeguata. Tutte le donne incinte che manifestano i sintomi della vaginosi dovrebbero essere visitate e curate.

Cura e terapia

La vaginosi batterica a volte può guarire senza nessuna cura, tuttavia le donne che presentano i sintomi dovrebbero farsi visitare per evitare le potenziali complicazioni.

I partner di sesso maschile di solito non devono ricevere alcuna cura.

Alcuni medici consigliano alle donne che si devono sottoporre a un’isterectomia o devono abortire di seguire una strategia preventiva per la vaginosi prima dell’intervento (anche in assenza di sintomi), per diminuire le probabilità di infezione.

La vaginosi batterica può essere curata con semplici antibiotici prescritti dal medico, si usa di norma uno o il metronidazolo o la clindamicina. Entrambi possono essere usati anche durante la gravidanza, però il dosaggio consigliato è diverso. Le donne positive al virus HIV dovrebbero ricevere la stessa terapia delle donne negative all’HIV.

La vaginosi batterica può ripresentarsi anche dopo la terapia.

Prevenzione

I ricercatori non hanno ancora chiarito completamente le cause della vaginosi batterica, quindi non si sa ancora quali siano i modi migliori per prevenirla. Tuttavia sembra che un fattore di rischio certo siano i rapporti con un partner nuovo o con diversi partner.

Per contribuire alla prevenzione degli squilibri nella flora batterica vaginale e quindi della vaginosi, è possibile seguire questi semplici consigli:

  • Praticare l’astinenza,
  • Limitare il numero dei partner,
  • Non fare lavande vaginali,
  • Usare tutti i farmaci prescritti per la cura della vaginosi batterica, anche se i sintomi scompaiono già durante la terapia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Sara

    Buongiorno dottore,domani finisco una cura contro la Gardnerella con antibiotico metronidazolo Flagyl e same gel 1%..cosa mi consiglia per riequilibrare la flora batterica,avevo pensato al normagin..grazie in anticipo

  2. Anonimo

    Salve dottore le espongo il mio problema io ho sempre avuto le perdite vaginali sin dalla prima mestruazione e io ho 25 anni e la prima volta e stata a 10 anni.. uso anticoncezionale mai avuto infezzione li neanche cistite xo in sti giorni noto una cosa strana. Le perdite sono sempre le stesse ne si più ne si meno colore normale bianche trasparenti se o la mutande colorata o bianca si vede solo bagnato se ho la mutande nera si vede pou bianco e fin lì e sempre stato cosi zero prurito zero irritazione l’unica cosa è che moto che se annuso la mutande c’è un odore un po aspro xo lo noto x dire dopo il lavoro o se esco che sono in giro insomma quando sudo a casa la mattina o semplicemente a casa non mi capita mai.. lei dice c’è qualche problema o è causa del sudore??

  3. Simona

    Buona sera dottore è da ieri sera che ho delle perdite liquide continue , la sera ho avuto rapporto con il mio fidanzato è ad uscito sempre questo liquido faceva un cattivo odore , tanto da non avere più continuato. Due anni fà l’ho avuto pure se non mi sbaglio facendo il pap-test la dottore mi ha detto che erano dei batteri che si trovano nelle feci e sono andati a finire nella vagina. Cosa posso prendere ? Faccio dei lavaggi ? Io non ricordo cosa mi aveva lasciato. In più sono in vacanza e vorrei risolvere il problema a giorni. Mi aiuti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dovrebbe rivolgersi ad un medico per una diagnosi certa, solo in questo modo sarà possibile prescrivere una terapia adeguata.

  4. Sara

    Gentile dottore, verso metà luglio 2015 ho avuto forte prurito intimo, la ginecologa ha visto flora batterica alterata, mi ha dato un antimicotico (fluconazolo 200 mg una pastiglia subito, una dopo tre giorni e un’altra dopo una settimana) e mi si è calmato. Poi sono iniziate le mestruazioni. Ieri e oggi, rispettivamente uno e due giorni dopo il termine delle mestruazioni, è tornato in modo prepotente un forte prurito intimo. Sono disperata, non ce la faccio più e questo prurito mi sveglia la notte. Sarà ancora candida? Possibile che l’ultima pastiglia di antimicotico assunta il sabato appena trascorso, quindi tre giorni fa solamente, non abbia funzionato? Non vorrei dovermi tenere questo prurito che poi diventa bruciore, per un mese intero fino alle prossime mestruazioni! Grazie

    1. Anonimo

      Soffro si intestino irritabile da anni, ma possibile che dopo ben tre pastiglie di antimicotico, sono di nuovo al punto di partenza? Dall’ultimo tampone effettuato a maggio 2015 la flora batterica buona era carente. La mia ginecologa ora è in ferie. Spero che Lei mi possa aiutare. Grazie

    2. Sara

      P.s sto pure assumendo fermenti lattici per la flora vaginale da mesi, da ingurgitare e non in loco perché i prodotti locali non li tollero. Non capisco davvero

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe essere ancora candida e ritengo che dovrebbe sentire il medico curante (se la ginecologa è in ferie) per impostare da subito una terapia adeguata (potrebbe essere un ceppo resistente al fluconazolo).

    4. sara

      Vedo che gli antimicotici in commercio sono tutti fluconazolo come principio attivo. E poi un altro tipo di candida, dove potrei averla presa? Non ho rapporti da più di un mese, e comunque il mio partner è solo uno ed è sempre lo stesso da anni

    5. Sara

      Infine il medico di base mi aveva sempre prescritto Diflucan che è ancora fluconazolo, quindi lui Come farà a sapere se deve prescriverne un altro con altro principio attivo?

    6. Sara

      Altri principi attivi (non chiedo il nome dei farmaci perché so che non può consigliarne), quali sono contro altri ceppi di candida?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il medico dovrà innanzi tutto valutare se effettivamente si tratti ancora di candida, potrebbe per esempio farlo con la sola visita e/o con il tampone.
      2. Se lo fosse si deciderà come curarla, di antimicotici ne esistono diversi e sono sicuramente ben conosciuti dal suo medico; in certi casi si procede anche sommando principi attivi diversi per ridurre il rischio di insorgenza di resistenze.

    8. Anonimo

      Ah capisco. Il medico di base (tra l’altro il.sostituto perche anche il mio di base è in ferie), non credo effettuerà una visita ginecologica e sicuramente non fa il tampone. Credo che dovrò rivolgermi a qualche altro ginecologo per questo. Parlarne con il medico di base a cosa potrebbe servire?

    9. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un disturbo abbastanza comune ed i medici di base sono assolutamente in grado di affrontarlo, ma se preferisce sentire un altro ginecologo ovviamente non c’è problema.

    10. Sara

      Siccome io soffro anche di vulvodinia e sono in cura con 8 gocce di laroxyl al giorno, non potrebbe essere che le mie mucose siano ipersensibili a causa di questo problema?
      Infine non avendo perdite (mi sono guardata con uno specchio e la parte non è nemmeno arrossata), potrebbe essere lo stesso candida?

    11. Anonimo

      Però mi chiedo se il medico di base non fa nè visita ginecologica nè tantomeno il tampone, come fa a darmi la cura? Magari capendo che ho un ceppo resistente al fluconazolo?
      I miei tamponi fatti spesso e in due centri diversi (in passato, l’ultimo a maggio 2015), sono sempre risultati negativi a tutto. Per questo non capisco se è candida o no

    12. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo caso probabilmente non è candida, ma a maggior ragione importante la visita; il medico di base chiaramente non procederà ad una visita ginecologica interna, ma valutare la situazione esternamente e magari suggerirle almeno come tamponare il disturbo fino al ritorno del ginecologo.

      Attenzione anche all’ansia ed allo stress, incidono moltissimo in questi disturbi.

    13. Sara

      L’ostetrica che mi fa le tens per la vulvodinia, ha detto che potrebbe essere anche un disturbo dovuto al termine delle mestruazioni, ma in che senso? Non mi è mai successo a fine mestruazioni una cosa del genere.
      Purtroppo mi ha scritto via mail, telefonicamente non riesco a contattarla.

    14. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo considero poco probabile, ma è comunque possibile, un fastidio dovuto alle fluttuazioni ormonali al termine del ciclo.

    15. Sara

      La ringrazio, come mai secondo Lei è poco probabile?

      Se non è candida e non sono gli ormoni, cosa potrebbe essere?

    16. Dr. Cimurro (farmacista)

      Difficile fare altre ipotesi, ma tra le tante non escluderei la componente psicologica (stress dovuto alla situazione) e soprattutto non dimentichiamo che la stessa vulvodinia può essere causa di prurito.

    17. Anonimo

      Grazie. Volevo chiederle: come mai ritiene poco probabile il cambiamento ormonale di fine mestruo?

    18. Dr. Cimurro (farmacista)

      Perchè verso la fine della mestruazione gli ormoni sono in genere abbastanza stabili, o comunque non così variabili da determinare un prurito così forte; diciamo che potrebbe sommarsi questo effetto alla vulvodinia, così lo vedrei più probabile.

    19. Sara

      Il sostituto del medico di base non mi ha visitato come immaginavo. Ipotizza ancora candida e gli ho chiesto se potrebbe essere un ceppo diverso dall’albicans e se serve un medicinale diverso dal fluconazolo. Dice di no che il fluconazolo è ad ampio spettro. Mah… Non so che dire.. E ha aggiunto che la candida si acutizza dopo le mestruazioni. Io sapevo prima xò boh. È vero che il fluconazolo è ad ampio spettro?

    20. Anonimo

      P.s. Ipotizzava potesse essere anche gardnerella, ma non avendo perdite diceva che era strano. Io mi chiedo: se tutti i tamponi fatti negli anni (l’ultimo a maggio 2015), erano negativi, come potrebbe essere un batterio che non ho mai avuto? Il mio partner è sempre lo stesso da sempre

    21. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è vero che è ad ampio spettro, ma è altrettanto vero che ci sono ceppi di candida resistenti (anche se i tamponi sempre negativi continuano a farmi dubitare che sia candida).

    22. Anonimo

      Non so davvero che fare per lenire il prurito. Ad un certo punto oggi pareva andare meglio, ma stasera è tornato prepotente. Prima mi veniva solo prima delle mestruazioni, ora pure dopo! Nonvoglio passare un mese intero a star sempre male senza un giorno di tregua! Sto già passando le pene dell’inferno con la vulvodinia. Non ne posso piu! È da aprile che sto male! Ne va di mezzo pure la mia vita privata, amici e compagno. Mi fa schifo tutto non trovo più gioia a far niente!

  5. Vera

    Buongiorno dottore un suo parere cortesemente…ma una cura antibiotica per vaginosi batterica (Gardnerella (Flagyl antibiotico x 5 giorni compresse ) può in qualche modo influire e alterare un po i valori ormonali? grazie

  6. Vera

    Grazie dottore x la risposta…allora un altro dubbio se permette ,può allora influire un dosaggio ormonale (l’fsh-ll estradiolo – prolattina) fatto al 4 gg di flusso dove il flusso in questa medesima giornata (cioè il.4 gg) non era più presente? di solito si fanno tra il 2/3 giorni, ma non mi è stato possibile e lo fatto appunto in 4 giornata ma il flusso assente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le differenze rispetto al terzo giorno sono minime e l’abbondanza del ciclo pressochè ininfluente.

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