Trombosi Venosa Profonda: sintomi, gamba, prevenzione cura

Ultimo Aggiornamento: 1000 giorni

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Introduzione

La trombosi venosa profonda è una patologia che provoca la formazione di un coagulo di sangue (trombo) in una o in diverse delle vene profonde dell’organismo, di solito negli arti inferiori (gambe). La trombosi venosa profonda potrebbe causare dolore alle gambe, ma di solito non è accompagnata da alcun sintomo.

La trombosi può manifestarsi se si sta seduti per lunghi periodi, ad esempio durante un viaggio in aereo od in auto, oppure se si soffre di alcuni problemi di salute che riguardano la coagulazione sanguigna.

La trombosi è una malattia che non va sottovalutata, perché i trombi che si formano all’interno delle vene possono liberarsi ed arrivare fino ai polmoni; in ogni caso molti casi di trombosi guariscono senza alcuna terapia.

Cause

La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori. I trombi possono essere causati da diversi fattori, vale a dire da tutto ciò che impedisce la circolazione sanguigna normale o la coagulazione normale.

Diversi fattori sono in grado di aumentare il rischio di trombosi, tra di essi ricordiamo:

  • Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo. Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo, i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono. Se questi muscoli non si muovono, si possono formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa.
  • Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti ereditano una malattia che fa coagulare il sangue con maggiore facilità. Questa malattia ereditaria può rimanere silente fin quando non si presentano altri fattori di rischio concomitanti.
  • Riposo a letto protratto, ad esempio durante un lungo ricovero in ospedale, o paralisi. Se le gambe rimangono ferme per lunghi periodi, i muscoli del polpaccio non si contraggono e quindi non aiutano il sangue a circolare, e questo facilita la formazione dei trombi.
  • Lesioni od interventi chirurgici. Le ferite e le lesioni alle vene, come pure gli interventi chirurgici, possono rallentare la circolazione sanguigna, aumentando il rischio di formazione di trombi. Gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli.
  • Gravidanza. La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto.
  • Tumore. Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di terapia contro il cancro aumentano il rischio di comparsa di trombi.
  • Insufficienza cardiaca. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli.
  • Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva. I contraccettivi orali (pillola) e la terapia ormonale sostitutiva possono facilitare la coagulazione sanguigna.
  • Pacemaker o catetere (tubicino flessibile) inserito in una vena. Questi dispositivi medici possono irritare la parete del vaso sanguigno e rallentare la circolazione.
  • Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro.
  • Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano.
  • Sovrappeso o obesità. I chili di troppo fanno aumentare la pressione nelle vene del bacino e delle gambe.
  • Fumo. Il fumo influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione, e quindi fa aumentare il rischio di trombosi.

Sintomi

Nella metà dei casi circa, la trombosi non manifesta sintomi evidenti.

Se i sintomi della trombosi si manifestano, tra di essi possiamo ricordare:

  • Gonfiore della gamba colpita, della caviglia e del piede.
  • Male alla gamba, che può estendersi anche alla caviglia e al piede. Il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento.
  • Rossore e aumento della temperatura della zona colpita.
  • Male o gonfiore alle braccia o al collo. Possono comparire se il trombo si forma nelle braccia o nel collo.

Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato:

[I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone. I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

Quando chiamare il medico

Se si manifestano i segni e i sintomi della trombosi venosa profonda, chiedete aiuto al vostro medico di famiglia.

Se invece compaiono i segni e i sintomi dell’embolia polmonare, una complicazione potenzialmente fatale della trombosi, andate immediatamente al pronto soccorso.

Tra i segni premonitori dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile e improvvisa,
  • Dolore o fastidio al torace, che peggiora quando si fa un respiro profondo o quando si tossisce,
  • Vertigini, capogiro, o svenimento,
  • Catarro con tracce di sangue,
  • Ansia o nervosismo.

Pericoli

Embolia polmonare

L’embolia polmonare si verifica quando un’arteria polmonare è ostruita da un coagulo (trombo o embolo) che giunge nei polmoni da un’altra parte dell’organismo, di solito dalla gamba.

L’embolia polmonare può essere fatale, quindi è importante fare attenzione ai suoi segni e sintomi e andare immediatamente al pronto soccorso se si verificano. Tra i segni e i sintomi dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile.
  • Dolore o fastidio al torace, che di solito peggiora quando si respira profondamente o si tossisce.
  • Capogiro, vertigini o svenimento.
  • Catarro rossastro con tracce di sangue.
  • Ansia o nervosismo

Sindrome post-flebitica

Una complicazione frequente che si può verificare a seguito della trombosi è la malattia nota come sindrome post-flebitica o sindrome post-trombotica. La parola sindrome indica una serie di segni e sintomi, tra cui ricordiamo:

  • Gonfiore (edema) negli arti inferiori,
  • Male alle gambe,
  • Comparsa di macchie sulla pelle.

Questa sindrome è provocata dal trombo che danneggia le vene, ostacolando la circolazione nelle zone colpite. I sintomi della sindrome post-flebitica possono verificarsi anche a distanza di alcuni anni dall’episodio di trombosi. Tra le possibili terapie ricordiamo i farmaci come l’aspirina o i diuretici e l’uso di calze elastiche a compressione graduata.

Diagnosi

Per la visita durante la quale il medico diagnosticherà la trombosi non è necessaria alcuna preparazione speciale.

Il tempo destinato alla visita può essere breve, e spesso ci saranno molti argomenti da affrontare, quindi è buona norma arrivare preparati. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a organizzarvi e vi indicheranno che cosa potrete aspettarvi dal medico.

Che cosa farà il medico

Con ogni probabilità il medico vi rivolgerà molte domande. Rispondere a tutte potrà occupare il tempo che avevate pensato di riservare ad argomenti per voi più importanti. Il medico potrà chiedervi:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?
  • Recentemente ha avuto periodi di inattività? È stato seduto o a letto per lungo tempo?
  • I sintomi sono continui o intermittenti?
  • Come valuta la gravità dei suoi sintomi?
  • C’è qualcosa che le sembra in grado di alleviare i sintomi?
  • C’è qualcosa che sembra peggiorare i sintomi?
  • Ha dei precedenti personali o famigliari di problemi di coagulazione del sangue?

Che cosa fare prima della visita

Prima della visita è possibile iniziare a prendere alcuni provvedimenti pratici. È consigliabile usare un asciugamano caldo come impacco sulla zona colpita e tenere la gamba sollevata per diminuire il dolore e il disagio. Se decidete di assumere farmaci analgesici di qualsiasi tipo, come il paracetamolo (Tachipirina®) o l’ibuprofene (Moment®), comunicatelo al vostro medico. Questi farmaci, infatti, possono interagire con quelli prescritti dal medico per diminuire la densità del sangue.

Esami

Per diagnosticare la trombosi venosa profonda, il medico vi rivolgerà una serie di domande sui vostri sintomi. In seguito vi visiterà, per controllare se ci sono gonfiori, zone doloranti o zone di pelle macchiata. A seconda delle probabilità di formazione di trombi, il medico potrebbe consigliarvi ulteriori esami, tra cui ricordiamo:

  • Ecografia. Un apparecchio a forma di bacchetta (trasduttore) è collocato in corrispondenza della zona in si è formato il trombo ed emette delle onde sonore. Le onde sonore attraversano i tessuti e vengono riflesse, poi un computer le trasforma in immagine mobile visibile su uno schermo. Grazie a quest’immagine è possibile identificare eventuali trombi. A volte possono essere effettuate diverse ecografie in serie, in giorni diversi, per capire se il trombo sta crescendo o per accertarsi che non se ne stiano formando di nuovi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la TAC (tomografia assiale computerizzata) sia la risonanza magnetica elaborano immagini delle vene e possono scoprire se ci sono dei trombi. A volte i trombi vengono scoperti quando si effettuano questi esami per motivi diversi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi grave hanno alti livelli ematici di una sostanza anticoagulante detta D-dimero. L’esame che individua i livelli elevati di D-dimero nel sangue è utile per diagnosticare la trombosi venosa profonda o per identificare quali pazienti sono a rischio di ricadute.
  • Venografia. Un colorante (mezzo di contrasto) viene iniettato in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nel piede o nella caviglia. Poi una procedura radiografica crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, per scoprire se sono presenti dei trombi. Questo esame è usato più raramente degli altri perché di solito sono sufficienti esami meno invasivi per confermare la diagnosi.

Cura e terapia

Gli scopi della terapia antitrombotica sono:

  • interrompere la crescita del trombo,
  • impedire al trombo di spostarsi e di causare un’embolia polmonare,
  • prevenire le ricadute.

Tra le possibili terapie per la trombosi venosa profonda ricordiamo:

Farmaci anticoagulanti: Tra i farmaci per la terapia della trombosi venosa profonda troviamo, tutte le volte che ne è possibile l’uso, gli anticoagulanti, in alcuni casi definiti anche antiaggreganti Sono farmaci che diminuiscono la capacità di coagularsi del sangue. Non distruggono i trombi già formati, ma possono impedire a quelli esistenti di ingrandirsi o ridurre la probabilità di formarne di nuovi.

Tipicamente vi verrà in primo luogo somministrata un’iniezione o una flebo di eparina per alcuni giorni. Dopo aver iniziato le iniezioni di eparina, la terapia potrà continuare con un altro anticoagulante, questa volta sotto forma di compresse, ad esempio il warfarin (Coumadin®). Potrà essere necessario assumere gli anticoagulanti per un periodo di tre mesi o più.

Se vi sono stati prescritti l’eparina o il warfarin, assumeteli seguendo scrupolosamente la prescrizione medica. Entrambi, infatti, se sono assunti in dosaggi troppo elevati hanno effetti collaterali potenzialmente pericolosi, come l’aumento del rischio di emorragie. Viceversa, se il dosaggio è troppo basso, aumenta il rischio di formare nuovi trombi. Dovrete sottoporvi periodicamente all’esame del sangue per controllare quanto tempo impiega il vostro sangue a coagularsi. Le donne incinte non dovrebbero assumere il warfarin.

Fibrinolitici (trombolitici): Se soffrite di un forma più grave di trombosi o di embolia polmonare, oppure se gli altri farmaci non sono efficaci, il vostro medico potrebbe consigliarvi farmaci di tipo diverso.

Tra di essi ricordiamo la categoria di farmaci detti trombolitici. Questi farmaci, come ad esempio l’attivatore del plasminogeno tissutale (TPA) vengono somministrati per endovena e servono per dissolvere i trombi. Possono causare gravi emorragie e di solito vengono usati soltanto in situazioni di vita o di morte.

Filtri: Se per qualsiasi motivo non potete assumere i farmaci per diminuire la densità del sangue, vi potrà essere consigliato di ricorrere a un filtro cavale, chiamato così perché è inserito nell’addome all’interno della vena cava. I filtri vengono anche chiamati “ombrelli” perché assomigliano all’intelaiatura metallica degli ombrelli.

Calze elastiche a compressione graduata. Aiutano a prevenire il gonfiore causato dalla trombosi. Vengono indossate sulla gamba colpita e coprono la zona che va dal piede fino quasi al ginocchio. La compressione serve per diminuire le probabilità che il sangue ristagni e si coaguli. Se possibile, dovrete indossarle per almeno un anno.

Lo scopo principale del cambiamento dello stile di vita e dei rimedi pratici che vi suggeriamo è quello di prevenire la ricorrenza della trombosi venosa profonda.

Per evitare che la trombosi peggiori o si ripresenti è possibile:

  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o per altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.
  • Fate attenzione ai lividi e al sanguinamento, che possono manifestarsi come effetti collaterali dell’assunzione di farmaci come gli anticoagulanti. Se eseguite attività che potrebbero provocare lividi o tagli, informate il medico, perché anche le lesioni di poco conto potrebbero rivelarsi gravi, se siete in terapia con gli anticoagulanti.

Prevenzione

Prevenire la trombosi è molto più facile che curarla dopo che ci si è ammalati. Tra le misure preventive più frequenti ricordiamo:

  • Assumere tutti i farmaci prescritti seguendo le indicazioni del medico. Se dovete sottoporvi a un intervento chirurgico, ad esempio un intervento ortopedico, probabilmente vi saranno somministrati gli anticoagulanti durante il ricovero in ospedale.
  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o di altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. manuela

    buonasera dottore, domanda: io ho fatto degli esami x la pillola anticoncezionale ma l esame x trombosi mi ha impedito di assumerla perchè il rischio era elevato. un paio di giorni fa avvertivo dolore al polpaccio lancinante che andava e veniva ogni 2 minuti. ieri mi faceva male il polso persisteva da ore e si era gonfiato, anche a sfiorare faceva molto male. può essere trombosi?

  2. manuela

    ovviamente faceva male nelle parti delle vene, ke diventavano più evidenti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può essere, ma ritiene di poter escludere che invece sia ansia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo indaghi con il medico, mi raccomando, ma è probabile che la causa sia questa.

  3. Silvia

    Salve Dottore,
    ho 25 anni e il 19 del mese scorso sono stata operata alla tibia, dove hanno eseguito una correzione, poiché vara.
    Ieri ho terminato anche le punture di eparina.
    Stamane però, ho accusato un dolore come crampo, dietro al polpaccio operato, mentre camminavo con le stampelle, mi era successo anche tre giorni fa, mentre ero andata a fare la lastra di controllo, verso l’esterno, oggi invece più internamente al polpaccio. Potrebbe riguardare una cosa venosa o più plausibile tendini e nervi? Premetto che sono solo 2,3 giorni che ho iniziato a fare piccoli esercizi.
    La prossima settimana andrò in visita e sicuramente lo farò presente al mio ortopedico.
    La ringrazio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è capitato anche tre giorni, quando era sotto eparina, lo ritengo poco probabile, mentre è compatibile con i primi sforzi.

      Se il dolore persistesse inizi comunque a segnalarlo al medico di base.

    2. Silvia

      Certamente, se persisterà in questi giorni, prima di vedere il mio ortopedico, senza dubbio chiamerò la mia dottoressa di famiglia.
      La ringrazio molto, Dottore.

  4. MARIA

    SALVE DOTT,IO O UNA TROMBOSI VENOSA PROFONDA DA DUE ANNI,E ORA PRENDO LA CARDIOASPIRINA PERCHE’ IL COUMADIN LO PRESO X DUE ANNI,E LE DICO CHE LA TROMBOSI ME VENUTA DA UN INTERVENTO DI COLECISTI SENZA CHE MI HANNO FATTO LEPARINA…E AVVERTO DOLORI ALLA GAMBA E GONFIORE…

  5. Anonimo

    Salve, domenica mattina mia mamma, 60 anni, buona pressione 125-75, si è svegliata con braccio sinistro molto gonfio. Ha atteso questa mattina per vedere se scomparisse autonomamente ma non è stato così. Le hanno diagnosticato un trombo. Vorrei sapere, se è una condizione grave o di facile risoluzione. Visto che in famiglia da parte di famigliari di 1° grado hanno avuto molti problemi di vene e coronarie, alcuni sfociati in morte per infarto ed ictus.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La definirei delicata, più che grave; è stata una fortuna che la diagnosi sia avvenuta in tempo, adesso non bisogna abbassare la guardia e si attenga quindi scrupolosamente alle indicazioni del medico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, serviranno per proteggerla da eventi cardiovascolari.

  6. valentina

    Giorno dottore mi chiamo valentina e ho 24 anni le volevo chiedere una cosa. Io ho preso la pillola circa 6 anni fa dopo aver fatto le analisi e nn ho mai avuto problemi poi lo smesso x problemi di eczema. Ora sto usando il nuvaring e ogni tanto alla mattina ho male alle gambe tipo circolazione al polpaccio sopratutto e mi sembra leggermente gonfio.. se tocco mi fa male tipo livido.. lei pensa possa essere trombosi?? Io sto molto in piedi lavoro in un centro estetico e spesso cammino … e in passato quando avevo fatto le visite mediche x La pillola erano tutte apposto lei cosa ne pensa??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche se probabilmente è legato al lavoro, raccomando di verificare assolutamente con il medico.

  7. Iole

    Buongiorno dottore. Il medico mi ha diagnosticato una flebite e mi ha prescritto l’eparina per 15 gg. Faccio la cura da 5 giorni e nonostante la gamba sia meno gonfia e il polpaccio molto più morbido ho ancora molto dolore. Uso calze elastiche, riposo e gambe alzate quando sono a letto. Di solito quanto tempo ci vuole per un miglioramento del dolore. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo serve pazienza, ma già nel week-end ho speranza che possa iniziare ad apprezzare miglioramenti.

    2. Iole

      La ringrazio e le faccio un’ultima domanda. So che per il dolore non posso prendere aspirina e simili ma mi pare che l’ibuprofene vada bene . Non ricordo ciò che ha detto il medico. La ringrazio ancora se vorrà aiutarmi.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il farmaco più sicuro è il paracetamolo, ma va comunque valutato con il medico.

  8. Giovanni

    Buonasera dottore. Sono giovane perchè ho quasi 21 anni ma da circa 4 mesi, accuso dei dolori alla gamba sinistra molto intensi. Normalmente durano solo pochi secondi ma in alcune giornate si arriva anche ai 5-10 minuti. Durante la giornata comunque effettuo movimento e raramente rimango fermo o in posizione seduta o in piedi. Le fitte vengono improvvisamente e poi spariscono senza lasciare rossori o rigonfiamenti. Volevo chiedere a cosa poteva esse riferito perchè il dolore è molto forte e quando dura qualche minuto colpisce anche la caviglia ed il piede(riesco a muovere tutto tranquillamente)ma, è come se internamente avessi del ferro rovente. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra quasi dolore da sciatica, anche se in questo caso spesso il dolore è continuo; il medico cosa ne pensa?

  9. Anonimo

    Le avevo scritto a fine marzo, mia mamma a 60 anni ha avuto trombosi venosa profonda al braccio sinistro. Domani deve essere ricoverata in ospedale per un paio di giorni per fare una serie di esami. Ho un po’ di paura, potrebbe la trombosi essere un precursore di infarto o ictus? Di solito si guarisce da questa condizione ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, si guarisce e se presa in tempo di norma non causa conseguenze.

  10. Anonimo

    La trombosi può essere generata da un tumore? Quante probabilità ci sono?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. In alcune condizioni particolari.
      2. Non sono a conoscenza di statistiche, mi dispiace.

  11. Anonimo

    Mamma ha fatto la tac e dalla tac è stata evidenziata un ovaia più grossa dell’altra e vogliono vederci chiaro. La mamma ha comunque un fibroma nell’utero, che le era stato diagnosticato qualche tempo fa. Potrebbe essere questo che hanno visto dalla tac o ci potrebbe essere sotto un altro tumore? E questa può aver dato il via alla trombosi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fibroma è nell’utero, quindi non c’entra con le ovaie, ma potrebbe essere semplicemente un po’ infiammata.Non mi sento di esprimere giudizi sul possibile rischio trombosi, anche se non credo che sia questa la causa.

  12. Anonimo

    Le oavie sono ok una pare stia ovulando forse era per quello (non è ancora in menopausa la mia mamma) Le volevo chiedere una cosa sul fibroma, le hanno detto che si deve operare per asportare tutto l’apparato e poi lo analizzeranno. Il fibroma lo ha da diverso tempo 2 anni sicuro ma forse anche di più, non le avevano consigliato subito l’asportazione data l’età visto che era in età di menopausa e ci avrebbero pensato dopo ma non ci è ancora andata. dall’ultima volta che ha fatto la visita e mi pare fosse stata nel 2013 è cresciuto di 4mm da 8 è passato a 12. Secondo lei con questi dati potrebbe rivelarsi un fibroma maligno?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Su questo non sono in grado di esprimere giudizi, mi dispiace.

  13. Marco

    Salve,
    da un po di tempo, qualche mese, (da quando assumo circa una volta a settimana il viagra) ho notato che entrambe le mie gambe soffrono di un dolore generale dopo pochi minuti di attività, irrigidendosi e facendo male tanto da non potermi muovere se non camminare, avendo meno di 40 anni e non essendo mai successo prima ho pensato che fosse colpa del viagra. In più nella gamba sinistra si forma un bozzo all’altezza del polpaccio che quando sforzo la gamba con qualsiasi tipo di attività si gonfia, mentre invece tirando su i piedi senza farli appoggiare si riassorbe in circa 10-15 min.. ho pensato a una trombosi venosa..che esami dovrei fare per capire se ce l’ho o meno ?

    1. Marco

      i dolori e il bozzo avvengono dopo 10 min massimo di corsa, se cammino non fanno male.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che sia legato al farmaco, ma è senza dubbio indispensabile approfondire; prima di fare esami è sufficiente una visita dal curante.

  14. manu56

    buongiorno
    sono stata operata 2 volte di safenectomia a entrambe le gambe, a 30 e a 40 anni, adesso ho 56 anni le vene varicose di nuovo ingrossate. nell’ultimo mese ho dolori all’interno coscia, in corrispondenza della safena che si accentuano se sto in piedi. la parte dolorante non é né calda né arrossata, cosa potrebbe essere? prendo da un paio di anni la cardioaspirina. questo aiuta o no? grazie dell’eventuale risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cardioaspirin rende più fluido il sangue ed al limite disinfiamma un po’, ma non può prevenire questi episodi; raccomando senza dubbio una verifica medica.

      Posso chiedere peso ed altezza?

    2. Anonimo

      altezza 163
      peso 55
      vorrei anche aggiungere che vivo in Sudafrica e non ho mai problemi di questo genere quando sono là, ma quando torno qui ho sempre fastidi legati alle varici…secondo lei c’é qualche relazione?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      In Italia fa una visita più sedentaria?

      Usi sempre le calze a compressione graduata in aereo, mi raccomando.

    4. Anonimo

      si in Sudafrica faccio molto più attività fisica , frequento la palestra regolarmente.
      non sopporto le calze elastiche, posso ovviare con le fasce ?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. La spiegazione è sicuramente questa.
      2. Valuti con il medico magari almeno un 40 denari.

  15. Anonimo

    salve dottore nel 2012 dopo il parto ho avuto una tvp nella gamba destra il 16 aprile di questo anno ho avuto un interruzione di gravidanza il ginecologo dopo l’intervento mi ha prescritto la seleparina0,3mg ce rischio di una ricaduta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il farmaco è un’efficace prevenzione, vedrà che non succederà.

  16. Anonimo

    purtroppo ho anche dei folori nella parte interno coscia nella gamba sinistra potrebbe essere un campanellino d’ allarme mi aiuti

  17. Simone

    Io da qualche giorno ho un dolore alla gamba destra, non capisco di cosa si tratti, è come la sensazione di quando ci si brucia la pelle e questo senso di bruciore è accentuato proprio in prossimità di una vena dietro il ginocchio, non riesco nemmeno a toccarmi. In più stamattina mi sono svegliato a capogiri, non so se anche questo sia un caso riconducibile alla trombosi

  18. anonimo

    Buona sera dottore mi capita spesso di avere male alle gambe all’altezza del polpaccio la sensazione è quella della circolazione che gira male… lei pensa che possa essere trombosi??? Io cammino spesso e x lavoro sto 4 ore in piedi. . Non ho vene di fuori ma alcune volte mi capita questo! .. cosa mi consiglia??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se le capita da molto tempo escluderei che si tratti di trombosi.

      Uomo o donna?
      Età?

    2. Anonimo

      Donna e quest’anno faccio 25 anni.. può essere collegato al ciclo? ? Xk oggi devo togliere il nuvaring e quindi fine sett arrivano.. può essere collegato questo male di gambe a questo??

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ne parli ovviamente anche con il medico, ma potrebbe essere legato esclusivamente al lavoro svolto.

  19. Anonimo

    Buongiorno dottore, ho 30 anni e ho un obesità che sto cercando di eliminare (ho perso circa 10 kg). Da anni, circa 5 o 6 anni, soffro di gonfiore alla caviglia e piede sinistro(quando premo sul gonfiore resta l’impronta del dito) e di notte quando mi stendo sparisce. Avendo questo problema quando posso cerco di sollevare il piede anche 10 minuti o un oretta nel pomeriggio. Purtroppo faccio un lavoro che mi costringe per molte ore al pc. Domenica scorsa all’altro piede (che non avevo mai avuto problemi se non rari casi di piccoli gonfiori) avendo una giornata un po’ stancante mi si è gonfiata anche l’altra caviglia e piede. La cosa non mi ha preoccupata molto (sono molto ansiosa e in questo periodo particolarmente) perchè ce l’ho da anni anche all’altro piede. Ad oggi però dopo 6 giorni e il piede si gonfia sempre come l’altro ma la cosa che mi mette ansia è che quando si gonfia sento la pelle sensibile come addormentata e se fletto il piede mi fa male un po’ la caviglia.. La notte si sgonfia sempre e la mattina è normale.. ma dopo un oretta si rigonfia. Può trattarsi di trombosi? sono molto preoccupata . La prego di rispondermi. Cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non sembra essere trombosi, in ogni caso l’ultima parola spetta al medico.

    2. Anonimo

      Grazie mille! Secondo lei cosa può essere? ovviamente comprendo che a distanza può darmi solo un parere però mi farebbe piacere conoscerlo.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere una difficoltà di circolazione (venosa) dovuta al sovrappeso; si potrebbe valutare di provare ad usare gambaletti a compressione graduata.

    4. Anonimo

      Grazie per la sua gentilezza. L’importante non sia niente di grave ma tutto risolvibile. Buona domenica

  20. franco

    Mi si e’ gonfiata la caviglia e il polpaccio destro ,con dolore e calore al tatto ,se premo rimane impronta nella carne.Mi e’ stata diagnosticata all’inizio un edema dovuto al farmaco norvasc,dopo 2 settimane non e’ stato risolto nulla.Il gonfiore e il dolore permangono , il medico ha diagnosticato una trombo flebite sono passati 20 giorni,ho sempre gonfiore e dolore al polpaccio e alla caviglia e non noto riduzione.Cosa posso fare per alleviare gonfiore e dolore? grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso prescrivere farmaci, ma sentirei nuovamente il parere del medico per una rivalutazione.

  21. giancarlo

    buongiorno dottore a me hanno diagnosticato una trombosi profonda alla gamba destra volevo sapere i tempi di recupero a me questa trombosi e successo giocando a calcetto. io ho 49 anni ma anche per poter iniziare ad andare a lavoro e quasi un mese che sono a casa e ancora la gamba non riesco tanto ad appoggiarla in quanti giorni si risolve questa cosa.e poi potro tornare ha giocare a calcetto con i miei amici mi sono curato i primi 15 giorni con punture di eparina poi ora sono sotto controlla con la tao esami 3 volte a settimana più prendo cumadin grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Servono diverse settimane e le raccomando di non affrettare i tempi; non vedo problemi a riprendere a giocare, ovviamente solo e soltanto quando avrà il via libera da parte del medico.

    2. Anonimo

      Non è solo per giocare ma anche ad andare a lavoro dopo un mese non riesco ha guidare anche usando la calza elastica la caviglia mi fa sempre male però devo dire si sta sgonfiando la parte più dolorosa e dal tallone al tendine di Achille

  22. andrea

    Gentile dottore ho 22 anni, ieri appena ho iniziato a correre per riscaldarmi ho iniziato a sentire un dolore al polpaccio nella parte poseriore esterna…lo sento solo quando cammino o corro e nn ho nessun problema da seduto o da fermo…premetto che mi alleno sempre almeno 3-4 volte alla settimana…pensavo fosse di
    origine muscolare invece potrebbe essere qualcosa di piu grave?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche la mia impressione è che sia muscolare, ma l’ultima parola spetta al medico.

    2. andrea

      La ringrazio.Quindi ogni volta che c e un dolore al polpaccio bisogna contattare il medico?..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Solo quando non passa entro qualche giorno, oppure nel caso ci siano sintomi anomali e non riconducibili ad un normale infortunio muscolare.

  23. Nicola

    Salve dottore, dopo le mie tante ore in bicicletta, circa 15 giorni fa, mi è venuto uno strano dolore al ginocchio, poi da lì il dolore è passato al polpaccio, causandomi dolore e gonfiore, oggi dopo 15 giorni ho fatto una visita specialistica, nell’eco-doppler risulta che ho una trombosi venosa profonda dell’asse popliteo sinistro. Circolo venoso superficiale profondo per il resto pervio e continente. il dottore mi ha scritto seleparina 0,6 per 40 giorni, ora vorrei sapere questa trombosi è guaribile? in quanto tempo va via?
    In attesa di una vostra risposta porgo cordiali saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Assolutamente sì, si guarisce.
      2. Dopo i 40 giorni di terapia andrà già decisamente molto meglio.

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