Trombosi Venosa Profonda: sintomi, gamba, prevenzione cura

Ultimo Aggiornamento: 600 giorni

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Introduzione

La trombosi venosa profonda è una patologia che provoca la formazione di un coagulo di sangue (trombo) in una o in diverse delle vene profonde dell’organismo, di solito negli arti inferiori (gambe). La trombosi venosa profonda potrebbe causare dolore alle gambe, ma di solito non è accompagnata da alcun sintomo.

La trombosi può manifestarsi se si sta seduti per lunghi periodi, ad esempio durante un viaggio in aereo od in auto, oppure se si soffre di alcuni problemi di salute che riguardano la coagulazione sanguigna.

La trombosi è una malattia che non va sottovalutata, perché i trombi che si formano all’interno delle vene possono liberarsi ed arrivare fino ai polmoni; in ogni caso molti casi di trombosi guariscono senza alcuna terapia.

Cause

La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori. I trombi possono essere causati da diversi fattori, vale a dire da tutto ciò che impedisce la circolazione sanguigna normale o la coagulazione normale.

Diversi fattori sono in grado di aumentare il rischio di trombosi, tra di essi ricordiamo:

  • Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo. Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo, i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono. Se questi muscoli non si muovono, si possono formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa.
  • Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti ereditano una malattia che fa coagulare il sangue con maggiore facilità. Questa malattia ereditaria può rimanere silente fin quando non si presentano altri fattori di rischio concomitanti.
  • Riposo a letto protratto, ad esempio durante un lungo ricovero in ospedale, o paralisi. Se le gambe rimangono ferme per lunghi periodi, i muscoli del polpaccio non si contraggono e quindi non aiutano il sangue a circolare, e questo facilita la formazione dei trombi.
  • Lesioni od interventi chirurgici. Le ferite e le lesioni alle vene, come pure gli interventi chirurgici, possono rallentare la circolazione sanguigna, aumentando il rischio di formazione di trombi. Gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli.
  • Gravidanza. La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto.
  • Tumore. Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di terapia contro il cancro aumentano il rischio di comparsa di trombi.
  • Insufficienza cardiaca. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli.
  • Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva. I contraccettivi orali (pillola) e la terapia ormonale sostitutiva possono facilitare la coagulazione sanguigna.
  • Pacemaker o catetere (tubicino flessibile) inserito in una vena. Questi dispositivi medici possono irritare la parete del vaso sanguigno e rallentare la circolazione.
  • Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro.
  • Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano.
  • Sovrappeso o obesità. I chili di troppo fanno aumentare la pressione nelle vene del bacino e delle gambe.
  • Fumo. Il fumo influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione, e quindi fa aumentare il rischio di trombosi.

Sintomi

Nella metà dei casi circa, la trombosi non manifesta sintomi evidenti.

Se i sintomi della trombosi si manifestano, tra di essi possiamo ricordare:

  • Gonfiore della gamba colpita, della caviglia e del piede.
  • Male alla gamba, che può estendersi anche alla caviglia e al piede. Il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento.
  • Rossore e aumento della temperatura della zona colpita.
  • Male o gonfiore alle braccia o al collo. Possono comparire se il trombo si forma nelle braccia o nel collo.

Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato:

[I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone. I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

Quando chiamare il medico

Se si manifestano i segni e i sintomi della trombosi venosa profonda, chiedete aiuto al vostro medico di famiglia.

Se invece compaiono i segni e i sintomi dell’embolia polmonare, una complicazione potenzialmente fatale della trombosi, andate immediatamente al pronto soccorso.

Tra i segni premonitori dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile e improvvisa,
  • Dolore o fastidio al torace, che peggiora quando si fa un respiro profondo o quando si tossisce,
  • Vertigini, capogiro, o svenimento,
  • Catarro con tracce di sangue,
  • Ansia o nervosismo.

Pericoli

Embolia polmonare

L’embolia polmonare si verifica quando un’arteria polmonare è ostruita da un coagulo (trombo o embolo) che giunge nei polmoni da un’altra parte dell’organismo, di solito dalla gamba.

L’embolia polmonare può essere fatale, quindi è importante fare attenzione ai suoi segni e sintomi e andare immediatamente al pronto soccorso se si verificano. Tra i segni e i sintomi dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile.
  • Dolore o fastidio al torace, che di solito peggiora quando si respira profondamente o si tossisce.
  • Capogiro, vertigini o svenimento.
  • Catarro rossastro con tracce di sangue.
  • Ansia o nervosismo

Sindrome post-flebitica

Una complicazione frequente che si può verificare a seguito della trombosi è la malattia nota come sindrome post-flebitica o sindrome post-trombotica. La parola sindrome indica una serie di segni e sintomi, tra cui ricordiamo:

  • Gonfiore (edema) negli arti inferiori,
  • Male alle gambe,
  • Comparsa di macchie sulla pelle.

Questa sindrome è provocata dal trombo che danneggia le vene, ostacolando la circolazione nelle zone colpite. I sintomi della sindrome post-flebitica possono verificarsi anche a distanza di alcuni anni dall’episodio di trombosi. Tra le possibili terapie ricordiamo i farmaci come l’aspirina o i diuretici e l’uso di calze elastiche a compressione graduata.

Diagnosi

Per la visita durante la quale il medico diagnosticherà la trombosi non è necessaria alcuna preparazione speciale.

Il tempo destinato alla visita può essere breve, e spesso ci saranno molti argomenti da affrontare, quindi è buona norma arrivare preparati. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a organizzarvi e vi indicheranno che cosa potrete aspettarvi dal medico.

Che cosa farà il medico

Con ogni probabilità il medico vi rivolgerà molte domande. Rispondere a tutte potrà occupare il tempo che avevate pensato di riservare ad argomenti per voi più importanti. Il medico potrà chiedervi:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?
  • Recentemente ha avuto periodi di inattività? È stato seduto o a letto per lungo tempo?
  • I sintomi sono continui o intermittenti?
  • Come valuta la gravità dei suoi sintomi?
  • C’è qualcosa che le sembra in grado di alleviare i sintomi?
  • C’è qualcosa che sembra peggiorare i sintomi?
  • Ha dei precedenti personali o famigliari di problemi di coagulazione del sangue?

Che cosa fare prima della visita

Prima della visita è possibile iniziare a prendere alcuni provvedimenti pratici. È consigliabile usare un asciugamano caldo come impacco sulla zona colpita e tenere la gamba sollevata per diminuire il dolore e il disagio. Se decidete di assumere farmaci analgesici di qualsiasi tipo, come il paracetamolo (Tachipirina®) o l’ibuprofene (Moment®), comunicatelo al vostro medico. Questi farmaci, infatti, possono interagire con quelli prescritti dal medico per diminuire la densità del sangue.

Esami

Per diagnosticare la trombosi venosa profonda, il medico vi rivolgerà una serie di domande sui vostri sintomi. In seguito vi visiterà, per controllare se ci sono gonfiori, zone doloranti o zone di pelle macchiata. A seconda delle probabilità di formazione di trombi, il medico potrebbe consigliarvi ulteriori esami, tra cui ricordiamo:

  • Ecografia. Un apparecchio a forma di bacchetta (trasduttore) è collocato in corrispondenza della zona in si è formato il trombo ed emette delle onde sonore. Le onde sonore attraversano i tessuti e vengono riflesse, poi un computer le trasforma in immagine mobile visibile su uno schermo. Grazie a quest’immagine è possibile identificare eventuali trombi. A volte possono essere effettuate diverse ecografie in serie, in giorni diversi, per capire se il trombo sta crescendo o per accertarsi che non se ne stiano formando di nuovi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la TAC (tomografia assiale computerizzata) sia la risonanza magnetica elaborano immagini delle vene e possono scoprire se ci sono dei trombi. A volte i trombi vengono scoperti quando si effettuano questi esami per motivi diversi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi grave hanno alti livelli ematici di una sostanza anticoagulante detta D-dimero. L’esame che individua i livelli elevati di D-dimero nel sangue è utile per diagnosticare la trombosi venosa profonda o per identificare quali pazienti sono a rischio di ricadute.
  • Venografia. Un colorante (mezzo di contrasto) viene iniettato in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nel piede o nella caviglia. Poi una procedura radiografica crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, per scoprire se sono presenti dei trombi. Questo esame è usato più raramente degli altri perché di solito sono sufficienti esami meno invasivi per confermare la diagnosi.

Cura e terapia

Gli scopi della terapia antitrombotica sono:

  • interrompere la crescita del trombo,
  • impedire al trombo di spostarsi e di causare un’embolia polmonare,
  • prevenire le ricadute.

Tra le possibili terapie per la trombosi venosa profonda ricordiamo:

Farmaci anticoagulanti: Tra i farmaci per la terapia della trombosi venosa profonda troviamo, tutte le volte che ne è possibile l’uso, gli anticoagulanti, in alcuni casi definiti anche antiaggreganti Sono farmaci che diminuiscono la capacità di coagularsi del sangue. Non distruggono i trombi già formati, ma possono impedire a quelli esistenti di ingrandirsi o ridurre la probabilità di formarne di nuovi.

Tipicamente vi verrà in primo luogo somministrata un’iniezione o una flebo di eparina per alcuni giorni. Dopo aver iniziato le iniezioni di eparina, la terapia potrà continuare con un altro anticoagulante, questa volta sotto forma di compresse, ad esempio il warfarin (Coumadin®). Potrà essere necessario assumere gli anticoagulanti per un periodo di tre mesi o più.

Se vi sono stati prescritti l’eparina o il warfarin, assumeteli seguendo scrupolosamente la prescrizione medica. Entrambi, infatti, se sono assunti in dosaggi troppo elevati hanno effetti collaterali potenzialmente pericolosi, come l’aumento del rischio di emorragie. Viceversa, se il dosaggio è troppo basso, aumenta il rischio di formare nuovi trombi. Dovrete sottoporvi periodicamente all’esame del sangue per controllare quanto tempo impiega il vostro sangue a coagularsi. Le donne incinte non dovrebbero assumere il warfarin.

Fibrinolitici (trombolitici): Se soffrite di un forma più grave di trombosi o di embolia polmonare, oppure se gli altri farmaci non sono efficaci, il vostro medico potrebbe consigliarvi farmaci di tipo diverso.

Tra di essi ricordiamo la categoria di farmaci detti trombolitici. Questi farmaci, come ad esempio l’attivatore del plasminogeno tissutale (TPA) vengono somministrati per endovena e servono per dissolvere i trombi. Possono causare gravi emorragie e di solito vengono usati soltanto in situazioni di vita o di morte.

Filtri: Se per qualsiasi motivo non potete assumere i farmaci per diminuire la densità del sangue, vi potrà essere consigliato di ricorrere a un filtro cavale, chiamato così perché è inserito nell’addome all’interno della vena cava. I filtri vengono anche chiamati “ombrelli” perché assomigliano all’intelaiatura metallica degli ombrelli.

Calze elastiche a compressione graduata. Aiutano a prevenire il gonfiore causato dalla trombosi. Vengono indossate sulla gamba colpita e coprono la zona che va dal piede fino quasi al ginocchio. La compressione serve per diminuire le probabilità che il sangue ristagni e si coaguli. Se possibile, dovrete indossarle per almeno un anno.

Lo scopo principale del cambiamento dello stile di vita e dei rimedi pratici che vi suggeriamo è quello di prevenire la ricorrenza della trombosi venosa profonda.

Per evitare che la trombosi peggiori o si ripresenti è possibile:

  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o per altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.
  • Fate attenzione ai lividi e al sanguinamento, che possono manifestarsi come effetti collaterali dell’assunzione di farmaci come gli anticoagulanti. Se eseguite attività che potrebbero provocare lividi o tagli, informate il medico, perché anche le lesioni di poco conto potrebbero rivelarsi gravi, se siete in terapia con gli anticoagulanti.

Prevenzione

Prevenire la trombosi è molto più facile che curarla dopo che ci si è ammalati. Tra le misure preventive più frequenti ricordiamo:

  • Assumere tutti i farmaci prescritti seguendo le indicazioni del medico. Se dovete sottoporvi a un intervento chirurgico, ad esempio un intervento ortopedico, probabilmente vi saranno somministrati gli anticoagulanti durante il ricovero in ospedale.
  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o di altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. giovanna

    Salve dottore,ho 22 anni e sono sovrappeso di 10 chili. Da ieri provo dolori strani nel polpaccio ..precisamente nella parte posteriore quindici centimetri sotto la piega del ginocchio. ..il dolore va e viene …è un dolore leggero la maggior parte delle volte che va poi sparisce ,può anche sparire per ore ..poi ritorna così ,può aumentare di intensità procurandomi un dolore sopportabile ma non leggero diciamo su una scala da 1 a 10 è un 4…e i dolori possono variare da 2 a 4,5 …non mi sembra di avere il polpaccio gonfio o la parte arrossata ..cosa potrebbe essere ???faccio una vita sedentaria…

    1. Anonimo

      ah dimentico di precisare che il dolore l’ho avvertito quando ero a letto ..sdraiata .
      secondo lei questi possono essere segnali di trombosi ??

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha fatto sforzi di qualche genere? Anche solo magari portare la spesa per le scale?

    3. giovanna

      Gentile dottore,
      No ..non ho fatto sforzi …comunque oggi sembra essere andato via …ossia da quando mi sono svegliata il dolore non c’è più ..e credo che tutta la notte non abbia avuto dolori..mi devo ancora preoccupare ???

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia sensazione è che non ci fosse motivo di preoccupazione nemmeno prima, ma ovviamente a distanza è difficile valutare.

    5. Rosalba

      Salve,l’altro ieri avevo la pressione a 80\45,ieri una giornata intera con un dolore al petto che andava e veniva di continuo,da stanotte ho un dolore lento al polpaccio destro che proprio non va via e qualche fitta al petto. Mi devo preoccupare?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Una pressione così bassa va segnalata al medico.

  2. Pamela

    Avverto da ieri sera forte dolore dietro al ginocchio dx che pare sia ingrossato. Non è arrossato. Non riesco a piegare la gamba. Cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      C’è stato un trauma? L’ha sforzato eccessivamente?

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