Trombosi Venosa Profonda: sintomi, gamba, prevenzione cura

Ultimo Aggiornamento: 1496 giorni

Introduzione

La trombosi venosa profonda è una patologia che provoca la formazione di un coagulo di sangue (trombo) in una o in diverse delle vene profonde dell’organismo, di solito negli arti inferiori (gambe). La trombosi venosa profonda potrebbe causare dolore alle gambe, ma di solito non è accompagnata da alcun sintomo.

La trombosi può manifestarsi se si sta seduti per lunghi periodi, ad esempio durante un viaggio in aereo od in auto, oppure se si soffre di alcuni problemi di salute che riguardano la coagulazione sanguigna.

La trombosi è una malattia che non va sottovalutata, perché i trombi che si formano all’interno delle vene possono liberarsi ed arrivare fino ai polmoni; in ogni caso molti casi di trombosi guariscono senza alcuna terapia.

Cause

La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori. I trombi possono essere causati da diversi fattori, vale a dire da tutto ciò che impedisce la circolazione sanguigna normale o la coagulazione normale.

Diversi fattori sono in grado di aumentare il rischio di trombosi, tra di essi ricordiamo:

  • Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo. Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo, i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono. Se questi muscoli non si muovono, si possono formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa.
  • Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti ereditano una malattia che fa coagulare il sangue con maggiore facilità. Questa malattia ereditaria può rimanere silente fin quando non si presentano altri fattori di rischio concomitanti.
  • Riposo a letto protratto, ad esempio durante un lungo ricovero in ospedale, o paralisi. Se le gambe rimangono ferme per lunghi periodi, i muscoli del polpaccio non si contraggono e quindi non aiutano il sangue a circolare, e questo facilita la formazione dei trombi.
  • Lesioni od interventi chirurgici. Le ferite e le lesioni alle vene, come pure gli interventi chirurgici, possono rallentare la circolazione sanguigna, aumentando il rischio di formazione di trombi. Gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli.
  • Gravidanza. La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto.
  • Tumore. Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di terapia contro il cancro aumentano il rischio di comparsa di trombi.
  • Insufficienza cardiaca. I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli.
  • Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva. I contraccettivi orali (pillola) e la terapia ormonale sostitutiva possono facilitare la coagulazione sanguigna.
  • Pacemaker o catetere (tubicino flessibile) inserito in una vena. Questi dispositivi medici possono irritare la parete del vaso sanguigno e rallentare la circolazione.
  • Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro.
  • Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano.
  • Sovrappeso o obesità. I chili di troppo fanno aumentare la pressione nelle vene del bacino e delle gambe.
  • Fumo. Il fumo influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione, e quindi fa aumentare il rischio di trombosi.

Sintomi

Nella metà dei casi circa, la trombosi non manifesta sintomi evidenti.

Se i sintomi della trombosi si manifestano, tra di essi possiamo ricordare:

  • Gonfiore della gamba colpita, della caviglia e del piede.
  • Male alla gamba, che può estendersi anche alla caviglia e al piede. Il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento.
  • Rossore e aumento della temperatura della zona colpita.
  • Male o gonfiore alle braccia o al collo. Possono comparire se il trombo si forma nelle braccia o nel collo.

Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato:

[I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone. I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

Quando chiamare il medico

Se si manifestano i segni e i sintomi della trombosi venosa profonda, chiedete aiuto al vostro medico di famiglia.

Se invece compaiono i segni e i sintomi dell’embolia polmonare, una complicazione potenzialmente fatale della trombosi, andate immediatamente al pronto soccorso.

Tra i segni premonitori dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile e improvvisa,
  • Dolore o fastidio al torace, che peggiora quando si fa un respiro profondo o quando si tossisce,
  • Vertigini, capogiro, o svenimento,
  • Catarro con tracce di sangue,
  • Ansia o nervosismo.

Pericoli

Embolia polmonare

L’embolia polmonare si verifica quando un’arteria polmonare è ostruita da un coagulo (trombo o embolo) che giunge nei polmoni da un’altra parte dell’organismo, di solito dalla gamba.

L’embolia polmonare può essere fatale, quindi è importante fare attenzione ai suoi segni e sintomi e andare immediatamente al pronto soccorso se si verificano. Tra i segni e i sintomi dell’embolia polmonare ricordiamo:

  • Mancanza di fiato inspiegabile.
  • Dolore o fastidio al torace, che di solito peggiora quando si respira profondamente o si tossisce.
  • Capogiro, vertigini o svenimento.
  • Catarro rossastro con tracce di sangue.
  • Ansia o nervosismo

Sindrome post-flebitica

Una complicazione frequente che si può verificare a seguito della trombosi è la malattia nota come sindrome post-flebitica o sindrome post-trombotica. La parola sindrome indica una serie di segni e sintomi, tra cui ricordiamo:

  • Gonfiore (edema) negli arti inferiori,
  • Male alle gambe,
  • Comparsa di macchie sulla pelle.

Questa sindrome è provocata dal trombo che danneggia le vene, ostacolando la circolazione nelle zone colpite. I sintomi della sindrome post-flebitica possono verificarsi anche a distanza di alcuni anni dall’episodio di trombosi. Tra le possibili terapie ricordiamo i farmaci come l’aspirina o i diuretici e l’uso di calze elastiche a compressione graduata.

Diagnosi

Per la visita durante la quale il medico diagnosticherà la trombosi non è necessaria alcuna preparazione speciale.

Il tempo destinato alla visita può essere breve, e spesso ci saranno molti argomenti da affrontare, quindi è buona norma arrivare preparati. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a organizzarvi e vi indicheranno che cosa potrete aspettarvi dal medico.

Che cosa farà il medico

Con ogni probabilità il medico vi rivolgerà molte domande. Rispondere a tutte potrà occupare il tempo che avevate pensato di riservare ad argomenti per voi più importanti. Il medico potrà chiedervi:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?
  • Recentemente ha avuto periodi di inattività? È stato seduto o a letto per lungo tempo?
  • I sintomi sono continui o intermittenti?
  • Come valuta la gravità dei suoi sintomi?
  • C’è qualcosa che le sembra in grado di alleviare i sintomi?
  • C’è qualcosa che sembra peggiorare i sintomi?
  • Ha dei precedenti personali o famigliari di problemi di coagulazione del sangue?

Che cosa fare prima della visita

Prima della visita è possibile iniziare a prendere alcuni provvedimenti pratici. È consigliabile usare un asciugamano caldo come impacco sulla zona colpita e tenere la gamba sollevata per diminuire il dolore e il disagio. Se decidete di assumere farmaci analgesici di qualsiasi tipo, come il paracetamolo (Tachipirina®) o l’ibuprofene (Moment®), comunicatelo al vostro medico. Questi farmaci, infatti, possono interagire con quelli prescritti dal medico per diminuire la densità del sangue.

Esami

Per diagnosticare la trombosi venosa profonda, il medico vi rivolgerà una serie di domande sui vostri sintomi. In seguito vi visiterà, per controllare se ci sono gonfiori, zone doloranti o zone di pelle macchiata. A seconda delle probabilità di formazione di trombi, il medico potrebbe consigliarvi ulteriori esami, tra cui ricordiamo:

  • Ecografia. Un apparecchio a forma di bacchetta (trasduttore) è collocato in corrispondenza della zona in si è formato il trombo ed emette delle onde sonore. Le onde sonore attraversano i tessuti e vengono riflesse, poi un computer le trasforma in immagine mobile visibile su uno schermo. Grazie a quest’immagine è possibile identificare eventuali trombi. A volte possono essere effettuate diverse ecografie in serie, in giorni diversi, per capire se il trombo sta crescendo o per accertarsi che non se ne stiano formando di nuovi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la TAC (tomografia assiale computerizzata) sia la risonanza magnetica elaborano immagini delle vene e possono scoprire se ci sono dei trombi. A volte i trombi vengono scoperti quando si effettuano questi esami per motivi diversi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi grave hanno alti livelli ematici di una sostanza anticoagulante detta D-dimero. L’esame che individua i livelli elevati di D-dimero nel sangue è utile per diagnosticare la trombosi venosa profonda o per identificare quali pazienti sono a rischio di ricadute.
  • Venografia. Un colorante (mezzo di contrasto) viene iniettato in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nel piede o nella caviglia. Poi una procedura radiografica crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, per scoprire se sono presenti dei trombi. Questo esame è usato più raramente degli altri perché di solito sono sufficienti esami meno invasivi per confermare la diagnosi.

Cura e terapia

Gli scopi della terapia antitrombotica sono:

  • interrompere la crescita del trombo,
  • impedire al trombo di spostarsi e di causare un’embolia polmonare,
  • prevenire le ricadute.

Tra le possibili terapie per la trombosi venosa profonda ricordiamo:

Farmaci anticoagulanti: Tra i farmaci per la terapia della trombosi venosa profonda troviamo, tutte le volte che ne è possibile l’uso, gli anticoagulanti, in alcuni casi definiti anche antiaggreganti Sono farmaci che diminuiscono la capacità di coagularsi del sangue. Non distruggono i trombi già formati, ma possono impedire a quelli esistenti di ingrandirsi o ridurre la probabilità di formarne di nuovi.

Tipicamente vi verrà in primo luogo somministrata un’iniezione o una flebo di eparina per alcuni giorni. Dopo aver iniziato le iniezioni di eparina, la terapia potrà continuare con un altro anticoagulante, questa volta sotto forma di compresse, ad esempio il warfarin (Coumadin®). Potrà essere necessario assumere gli anticoagulanti per un periodo di tre mesi o più.

Se vi sono stati prescritti l’eparina o il warfarin, assumeteli seguendo scrupolosamente la prescrizione medica. Entrambi, infatti, se sono assunti in dosaggi troppo elevati hanno effetti collaterali potenzialmente pericolosi, come l’aumento del rischio di emorragie. Viceversa, se il dosaggio è troppo basso, aumenta il rischio di formare nuovi trombi. Dovrete sottoporvi periodicamente all’esame del sangue per controllare quanto tempo impiega il vostro sangue a coagularsi. Le donne incinte non dovrebbero assumere il warfarin.

Fibrinolitici (trombolitici): Se soffrite di un forma più grave di trombosi o di embolia polmonare, oppure se gli altri farmaci non sono efficaci, il vostro medico potrebbe consigliarvi farmaci di tipo diverso.

Tra di essi ricordiamo la categoria di farmaci detti trombolitici. Questi farmaci, come ad esempio l’attivatore del plasminogeno tissutale (TPA) vengono somministrati per endovena e servono per dissolvere i trombi. Possono causare gravi emorragie e di solito vengono usati soltanto in situazioni di vita o di morte.

Filtri: Se per qualsiasi motivo non potete assumere i farmaci per diminuire la densità del sangue, vi potrà essere consigliato di ricorrere a un filtro cavale, chiamato così perché è inserito nell’addome all’interno della vena cava. I filtri vengono anche chiamati “ombrelli” perché assomigliano all’intelaiatura metallica degli ombrelli.

Calze elastiche a compressione graduata. Aiutano a prevenire il gonfiore causato dalla trombosi. Vengono indossate sulla gamba colpita e coprono la zona che va dal piede fino quasi al ginocchio. La compressione serve per diminuire le probabilità che il sangue ristagni e si coaguli. Se possibile, dovrete indossarle per almeno un anno.

Lo scopo principale del cambiamento dello stile di vita e dei rimedi pratici che vi suggeriamo è quello di prevenire la ricorrenza della trombosi venosa profonda.

Per evitare che la trombosi peggiori o si ripresenti è possibile:

  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o per altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.
  • Fate attenzione ai lividi e al sanguinamento, che possono manifestarsi come effetti collaterali dell’assunzione di farmaci come gli anticoagulanti. Se eseguite attività che potrebbero provocare lividi o tagli, informate il medico, perché anche le lesioni di poco conto potrebbero rivelarsi gravi, se siete in terapia con gli anticoagulanti.

Prevenzione

Prevenire la trombosi è molto più facile che curarla dopo che ci si è ammalati. Tra le misure preventive più frequenti ricordiamo:

  • Assumere tutti i farmaci prescritti seguendo le indicazioni del medico. Se dovete sottoporvi a un intervento chirurgico, ad esempio un intervento ortopedico, probabilmente vi saranno somministrati gli anticoagulanti durante il ricovero in ospedale.
  • Fare visite mediche periodiche, per capire se il farmaco o le terapie devono essere modificati.
  • Fare attenzione a non assumere troppa vitamina K, se si è in terapia con farmaci anticoagulanti. La vitamina K può interagire con questi farmaci, ad esempio con il warfarin. Tra gli alimenti ricchi di vitamina K ricordiamo le verdure a foglia verde e l’olio di soia.
  • Tenere in allenamento i muscoli del polpaccio, se si sta seduti a lungo. Appena possibile, alzatevi e sgranchitevi le gambe. Se non potete alzarvi per fare due passi, cercate di alzare ed abbassare i talloni tenendo le dita dei piedi a terra, poi alzate le dita dei piedi tenendo fermi i talloni a terra.
  • Muoversi. Se siete stati per molto tempo a letto, per via di un intervento chirurgico o di altri motivi, prima riuscirete a muovervi, meno rischierete di essere colpiti dalla trombosi.
  • Modificare lo stile di vita. Dimagrite, smettete di fumare e tenete sotto controllo la pressione sanguigna. L’obesità, il fumo e l’ipertensione sono tutti fattori che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda.
  • Indossare le calze elastiche a compressione graduata per prevenire la formazione di trombi negli arti inferiori, se il dottore le consiglia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Roberta

    Buonasera dottore, mio cognato ha subito un intervento per un tumore al sigma, è stato sottoposto a terapia con un farmaco biologico che ha dato ottimi risultati, riducendo parecchio le metastasi ma gli ha provocato una brutta trombosi al cavo popliteo . Ha dovuto interrompere la terapia e curarsi con la chemioterapia tradizionale, purtroppo le metastasi sono aumentate. La mia domanda è se esiste un angiologo oncologico x aiutarlo a guarire il prima possibile dalla trombosi. L’oncologo non mi ha indicato nessuno in particolare. Io sono di Catania. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo temo che se ci fossero state alternative praticabili sarebbero state proposte.

  2. Francesca

    Buona sera dottore io sono francesca volevo dirvi il mio problema,e dal 26 di giugno che ho una varicoflebite nella gamba destra , sto facendo 2 punture al giorno di fluxum 6.400 u.i.a Xa si 2 perchè il dottore mi ha detto che base al peso e io sono un pò obesa,li devo fare x un mese e poi fare x 2 mesi di Vessel capsule 250 uls… Adesso la gamba non mi fa male ma i trombi ci sono sempre..volevo il vostro consiglio come cura va bene posso continuare cosi? Vorrei sapere se vanno via ho rimangono sempre…vi ringranzio in anticipo…..buona notte…..

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, la cura impostata dal suo medico a base di eparina è proprio una terapia per la trombosi venosa profonda per cui è corretta. Se i sintomi sono scomparsi la situazione credo che stia andando bene. Tuttavia per valutare oggettivamente la presenza di eventuali trombi residui e la vascolarizzazione in toto della gamba occorre fare un ecocolordoppler di controllo. Saluti

    2. Francesca

      Grazie dottore per la sua risposta ma mi sono dimenticata di dirvi che di vassel ne devo prendere 2 al giorno,,,va bene ho basta anche una ? ho letto nelle controindicazione che possono dare problemi allo stomaco quindi devo prendere losapranzolo? grazie davvero gentilissimo……

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Si attenga alla dose prescritta dal suo medico, che ha potuto valutare la situazione.
      2. No, in assenza di fastidi o spiccata sensibilità a questo problema.

  3. Anonimo

    Salve! Ho 23 anni e da questo pomeriggio avverto un dolore molto forte e intenso alla gamba sinistra. Potrebbe trattarsi di trombosi? Cosa può essere? Sono molto preoccupato

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è un quadro parecchio aspecifico, sicuramente però meritevole di visita medica, potrebbe essere non preoccupante ma senza nemmeno vedere la gamba non posso starne certa. Saluti.

  4. concetta

    Salve dottore sono una donna di anni 62, mi succede di rado di avere dei dolori nella bassa zona pelvica . Dolori di tipo parto soffro di vene varicose . Il dolore e tipo pulsante certe volte sparisce da solo. Altre volte ho assunto compresse di . Daflon vorrei sapere se vanno bene e se posso usare altri farmaci in mancanza di Daflon Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non abbiamo una diagnosi per cui non si può prescrivere una terapia, non vedo poi il nesso tra il dolore pelvico e le vene varicose; si faccia visitare dal medico per fare il punto della situazione.

  5. arianna

    Salve dottore, ho 25 anni ed è da qualche giorno che avverto dei dolori alla gamba sinistra. Dal collo del piede fino al gluteo. Il dolore si concentra maggiormente dietro al polpaccio. E’ come se qualcosa tirasse. Non è un dolore costante ma insorge spesso quando mi corico mentre se cammino va meglio. Non assumo pillola e sono alta 1.50 cm per 46 kg. Devo preoccuparmi ? Grazie mille.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sembra più una situazione muscolare, se persiste o compaiono altri sintomi si faccia visitare dal medico.

  6. Briciola

    Salve dott Cimurro,
    Sono un paio di giorni che ho gamba sx informicolata , non è trombosi vero?
    Oggi mi fischia anche un po testa….
    Cosa può essere?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che sia trombosi, ma ovviamente è solo attraverso la visita che sarà possibile una diagnosi certa.

    2. Briciola

      Soffro d ansia, può essere questo?
      Mi è capitato l anno scorso al braccio dx e al ps mi hanno detto che è ansia

    3. Briciola

      Ieri ho sentito la mia dott.ssa, mi ha detto di prendere il Polase.
      Oggi sembra meno informicolata gamba sx, ma ancora la testa la sento fischiare.

  7. Federica

    Salve dottore, sono alla 34 settimana di gravidanza,sono stata in cura per 5 mesi con cardirene e da 3 giorni faccio clexane per problemi di trombofilia. Oggi dono stata accovaciata per pulire la lavatrice per 5 minuti. Volevo chiederle se questa,o altre posizioni particolari,possano provocare trombosi.grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, sono semplicemente da evitare posizioni che le causino dolore o fastidio (ma non per rischio di trombosi).

    2. Federica

      Grazie dottore, mi ha rassicurata,pensavo che stando piegata andassi a piegare le vene e bloccare il flusso sanguigna creando problemi…

  8. Sara

    Buongiorno dottore, sono quasi al 9 mese di gravidanza e sto facendo il clexane. Lo sto iniettando all’interno coscia, diciamo 10 centimetri sotto l’inguine, ma mi lascia lividi.la zona è giusta?dove altro potrei farla visto che all’addome è teso?siccome sono magra e la plica che prendo è esigua,bel caso prendessi muscolo o vena,Me ne accorgerei? Oggi ho avuto anche una modesta fuoriuscita di sangue dopo aver tolto l’ago…da cosa può essere dipeso? ?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Piccoli lividi sono normali.
      Il poco sangue uscito può essere un semplice capillare.

      Verificherei comunque la zona e la tecnica di iniezione con il medico o con il ginecologo.

  9. Sara

    Ok grazie.ma per quanto riguarda l’eventuale iniezione in muscolo o vena,Me ne accorgerei?

  10. Aldo

    Salve dottore sono aldo ho 58 anni e dal 12 di luglio mi è stata dia gosticata una trombosi dietro il ginocchio . ( sono un praticante di vari sport da circa 30 anni corsa a piedi da circa 20 bicicletta da corsa e Mountain bike e nell’intervallo faccio un po di palestra .sono alto un metro e settantadue peso 68 kg sto attento alla dieta con tanta verdura e frutta .dagli esami fatti non risulta niente .quale potrebbe essere la causa .io me ne sono accorto perché la notte a riposo mi faceva male il polpaccio.mi curano con (eliquis) una cps mattina e sera.
    Mi è stato detto di andare in bici .
    Vorrei sapere ma la corsa a piedi la posso fare?se no perché! !! A dicembre ho il controllo con l’ecografia. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, dipende dal tipo e dall’entità della trombosi. Le cause sono spesso sconosciute, potrebbe essere semplicemente un soggetto predisposto, si possono fare degli esami per verificarlo (analisi coagulatorie e di fattori specifici). Non andrei a correre comunque per evitare di peggiorare la situazione, segua scrupolosamente le indicazioni che le hanno dato in merito.

  11. Giulia

    Buongiorno Dottore,
    sono una ragazza di 24 anni, normo peso e sto assumendo da poco la pillola anticoncezionale Rubidelle, previa esecuzione degli esami relativi alla trombofilia (proteina C, proteina S, APC resistance, omocisteina, LAC, Ab anticardiolipina , mutazione protrombina) risultati tutti nella norma. Da qualche giorno sento le gambe pesanti e da un giorno avverto un dolore nella zona interna della coscia ma non si tratta di un dolore continuo ed è piuttosto localizzato; la zona non mi sembra gonfia e la colorazione della pelle è normale. Posso stare tranquilla relativamente ad un rischio trombosi? Grazie per la disponibilità
    Cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Davvero improbabile che sia trombosi, in ogni caso verifichi anche con il medico.

    2. Giulia

      Grazie per la celere risposta. Il dolore è simile a quello di una botta e da qualche ora avverto un fastidio nella pianta del piede

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere proprio una botta cui non ha fatto caso, ma a distanza è quasi come tirare a indovinare.

    4. Mary

      Salve dottore.le scrivo per mia madre.Ha 57 anni ed è da una ventina di giorni che accusa dolore al polpaccio sinistro,specialmente quando cammina.anche mettendo voltaren il dolore non passa.Lei afferma che ha urtato contro qualcosa,ma non ricorda bene esattamente. Cmq ieri siamo andate dal medico curante e palpandola ha supposto si potrebbe trattare di un’infiammazione ai tendini e le ha prescritto un’ecografia. Ma sinceramente io sono molto preoccupata perchè il medico le ha trovato la pressione 150/100. potrebbe essere qualcosa di piu grave? attendo una vostra risposta.grazie!

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, con la pressione non credo ci sia correlazione, bisogna valutare il tipo di dolore e le modalità di insorgenza, per esempio viene dopo che ha iniziato a camminare e migliora se rallenta e/o si ferma? In questo caso potrebbe essere un problema circolatorio, se il medico ha fatto una visita accurata avrebbe potuto escluderlo visto che pensa ad un altro tipo di problema.

    6. Anonimo

      innanzitutto grazie per la risposta! mia madre ha dolore quando fa movimento e soprattutto quando cammina.ad esempio dopo che il medico la visitò, il dolore era molto più forte.

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ipotesi più probabile è quella del medico che l’ha potuta visitare, ma l’ecografia dovrebbe aiutare a chiarire la situazione.

  12. Marco

    Salve,sono un ragazzo di 23 anni da una decina di giorni accuso un fastidio alla gamba sinistra ,quando sono seduto lo sento alla coscia e a volte all’inguine, mentre quando cammino sembra scendere al ginocchio, quando sono disteso invece sembra attenuarsi, inoltre sento la gamba un po’ rigida e debole.A livello esterno non è ne gonfia nè arrossata.Sicuramente nei prossimi giorni mi faró controllare ma volevo farmi un’idea sulle possibili cause. Grazie

    1. Anonimo

      Si faccio palestra con pesi e come riscaldamento corro sul tapis roulant.Stanotte tra l’altro ho cominciato a sentire un po’ di formicolio al piede sinistro mentre ero a letto con la gamba completamente distesa ,non in posizioni che potessero provocarmelo.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il fastidio è legato a un problema di natura ortopedica (muscoli? tendini? …) e non circolatoria (trombosi), ma raccomando di verificare con il medico.

    3. Anonimo

      In effetti la sensazione è quella di tendini infiammati o che comunque rendono la gamba più rigida, la cosa che mi aveva stranito e che è una sensazione diffusa e non localizzata , la ringrazio.

  13. Giada

    Buongiorno dottore,sono.al 9 mese e dopo 8 punture di ciecamente il d diametro è sceso da 3600 a 3000…sta facendo effetto o è sceso poco?grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, mi scusi non capisco la domanda, dopo 8 punture di cosa? Clexane voleva scrivere? il d- dimero può comunque elevarsi in gravidanza, la terapia sembra fare effetto, lei ha una predisposizione alla trombosi, trombofilia o patologie correlate?

    2. Giada

      Si era clexane che volevo scrivere!ho alcune mutazioni in eterozigosi per la trombofilia. Grazie

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, mi sembra che la terapia stia facendo effetto. Ovviamente chieda anche ai medici che la seguono. Saluti

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