Trombosi Venosa Profonda: sintomi, gamba, prevenzione, cura

Ultimo Aggiornamento: 22 giorni

Introduzione

La trombosi venosa profonda (TVP) è una patologia causata dalla formazione di un coagulo di sangue (trombo) in grado di ostruire il torrente circolatorio in una o in diverse vene profonde dell’organismo. I coaguli si formano quando il sangue si addensa e le piastrine aderiscono tra loro anche quando non sarebbe necessario.

La maggior parte degli episodi colpisce la parte inferiore della gamba o della coscia, ma può di fatto verificarsi anche in altre parti del corpo.

Il coagulo è in grado di occludere la vena del tutto o solo in parte, determinando un ostacolo alla normale circolazione venosa con conseguente aumento della pressione della zona e possibile comparsa di dolore alle gambe e gonfiore, anche se in realtà di solito non è accompagnato da alcun sintomo.

L’embolia polmonare è una complicazione potenzialmente fatale della trombosi, che si verifica quando il trombo si stacca dalla sede di formazione (prendendo il nome di embolo) e, seguendo la circolazione venosa vero il cuore, va a ostruire un’arteria polmonare, ostacolando così il normale afflusso di sangue ai polmoni; la TVP e l’embolia polmonare costituiscono insieme quello che si chiama tromboembolia venosa.

I coaguli di sangue che si formano nelle cosce vanno più facilmente incontro a rottura rispetto a quelli che si formano nella parte inferiore della gamba o in altre parti del corpo; allo stesso modo i trombi possono formarsi anche in vene più superficiali, ma in questo caso non esiste il rischio di embolia.

La trombosi può manifestarsi se si sta seduti per lunghi periodi, ad esempio durante un viaggio in aereo od in auto, oppure se si soffre di alcuni problemi di salute che riguardano la coagulazione sanguigna.

Molti casi di trombosi guariscono senza alcuna terapia e si stima che ci sia una generale sotto-diagnosi del problema, ma è importante imparare a

  • riconoscerne i sintomi,
  • prevenirli

date le pericolose complicazioni cui si può andare incontro.

Cause

La trombosi si verifica quando si forma un trombo nelle vene profonde dell’organismo, di solito in quelle degli arti inferiori. La comparsa di trombi può colpire chiunque, ma è favorita da precisi fattori di rischio:

  • Inattività prolungata. Quando per qualsiasi motivo si sta per lungo tempo fermi nella stessa posizione il sangue tende ad accumularsi nella parte inferiore dell’organismo (gambe); nel quotidiano non è un problema, perchè non appena si riprende un qualche movimento il flusso sanguigno si riattiva efficacemente e riprende a circolare in modo regolare. In casi particolari di inattività forzata il rallentamento può essere così significativo da favorire la formazione di trombi.
    • Viaggi lunghi in aereo o auto. Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo, rappresenta un caso particolare del caso precedente.. Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono e si possono così formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa per soggetti altrimenti sani.
    • Ospedalizzazione. Oltre all’immobilità forzata gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli, inoltre i rischi aumentano considerevolmente in caso di:
      • operazione più lunga di 90 minuti (o di 60, nel caso coinvolga gamba, anca o addome),
      • l’intervento riguardi una condizione infiammatoria, ad esempio l’appendicite,
      • si debba necessariamente rimanere a letto per gran parte della giornata o più per almeno tre giorni.
  • Vasi sanguigni danneggiati. Se le pareti di una vena vengono danneggiate (rottura di un osso, infortunio muscolare grave, intervento chirurgico alle gambe, … o condizioni come vasculite, vene varicose, …) il meccanismo di riparazione può esporre a un rischio maggiore di trombosi.
  • Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti possono ereditare malattie in grado di aumentare la facilità di coagulazione del sangue (trombofilia, sindrome da antifosfolipidi, …).
  • Malattie varie. Alcune specifiche patologie possono aumentare il rischio di formazione di trombi, ad esempio:
    • Alcuni tipi di tumore aumentano la quantità dei fattori di coagulazione presenti nel sangue. Anche alcuni tipi di chemioterapia possono aumentare il rischio.
    • I pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca sono a rischio di trombosi perché se il cuore è danneggiato non pompa il sangue con la stessa efficienza di un cuore normale, e quindi aumenta la possibilità che il sangue ristagni e si coaguli.
    • Alcune condizioni infettive come le epatiti.
    • Alcune condizioni infiammatorie come l’artrite reumatoide.
  • Gravidanza. La gravidanza aumenta la pressione all’interno delle vene del bacino e delle gambe. Le donne che soffrono di disturbi ereditari della coagulazione sono particolarmente a rischio. Il rischio di formazione di trombi può continuare anche fino a sei settimane dopo il parto. Si tratta di una complicazione rara, ma che di fatto espone una donna altrimenti sana a un rischio dieci volte superiore quando è in gravidanza. Possono ulteriormente aumentare il rischio:
    • trombofilia,
    • età (più di 35 anni),
    • obesità,
    • gravidanza gemellare,
    • parto cesareo recente,
    • immobilità forzata,
    • fumo,
    • vene varicose,
    • disidratazione.
  • La pillola anticoncezionale e terapia ormonale sostitutiva possono aumentare la facilità di coagulazione.

Altri fattori di rischio

  • Obesità.
  • Fumo.
  • Disidratazione.
  • Età (più di 60 anni).
  • Precedenti di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare. Se in passato avete già sofferto di trombosi, avrete maggiori probabilità di soffrirne anche in futuro.
  • Precedenti famigliari di trombosi o embolia polmonare. Se qualche vostro famigliare ha sofferto o soffre di trombosi o embolia polmonare, le probabilità che anche voi soffriate di trombosi aumentano.
  • Presenza di catetere venoso centrale.

Sintomi

Nella metà dei casi circa non compare alcun sintomo.

Quando presenti, i sintomi della trombosi venosa profonda sono:

  • gonfiore della zona colpita,
  • dolore,
  • rossore e aumento della temperatura della zona colpita.

Quando parliamo di trombosi alla gamba

  • il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento,
  • viene avvertito soprattutto stando in piedi o camminando.
  • Gonfiore e dolore possono estendersi fino a caviglia e piede.

Riporto poi una testimonianza diretta di una paziente (Susanna, che ringrazio per la sua esperienza) che descrive quello che ha provato:

[I sintomi della trombosi venosa profonda] non assomigliano per niente ad un crampo o ad uno stiramento; è un dolore intenso, molto intenso che si avverte come se provenisse dal centro della gamba, dal centro profondo della gamba, come se fosse presente un’asta arroventata tra la tibia e il perone. I crampi sono sì dolorosi, ma è un dolore che potremmo definire di superficie. Preciso che le mie TVP sono tutte popliteo-femorali. E’ stato l’unico dolore fisico che mi ha fatto piangere.

Embolia polmonare

Alcuni pazienti non si rendono conto di essere stati colpiti da trombosi fino allo sviluppo di embolia polmonare, ossia un blocco improvviso in un’arteria polmonare la cui causa è di solito un coagulo di sangue che parte dalla trombosi in una gamba e viaggia attraverso il flusso sanguigno fino a raggiungere il polmone.

L’embolia polmonare è una condizione grave e che richiede assistenza ospedaliera immediata, perche in grado di causare

La metà delle persone colpite non manifestano sintomi, e questo purtroppo spesso ritarda la diagnosi, che invece quando presenti possono essere:

Quando chiamare il medico

Sia la trombosi venosa profonda che l’embolia sono condizioni che richiedono intervento medico immediato; nel primo caso può essere sufficiente rivolgersi al medico, mentre nel secondo caso è indispensabile rivolgersi in Pronto Soccorso.

L’embolia può presentarsi con:

  • mancanza di fiato inspiegabile e improvvisa,
  • dolore o fastidio al torace, che peggiora quando si fa un respiro profondo o quando si tossisce,
  • vertigini, capogiro, o svenimento,
  • catarro con tracce di sangue,
  • ansia o nervosismo.

Pericoli

Embolia polmonare

L’embolia polmonare è la più grave complicazione della trombosi venosa profonda e si verifica quando il coagulo si stacca e viaggia attraverso il flusso sanguigno fino ai polmoni, dove termina la sua corsa bloccando uno dei vasi sanguigni più piccoli. Nei casi più gravi può essere fatale.

  • Se il coagulo è di piccole dimensioni potrebbe non causare alcun sintomo.
  • Se si tratta di medie dimensioni può causare dolore al petto e difficoltà respiratorie.
  • Un grande coagulo può portare i polmoni al collasso, con conseguente insufficienza cardiaca, che può essere fatale.

Circa un soggetto su 10 con TVP se non viene trattato sviluppa un’embolia polmonare importante.

Sindrome post-trombotica

In caso di trombosi si possono sviluppare sintomi a lungo termine, che nel loro insieme prendono il nome di sindrome post-trombotica; è una conseguenza che colpisce circa il 20-40% delle persone con storia di TVP.

Nel caso in cui l’episodio colpisca il polpaccio il coagulo di sangue nella vena può deviare il flusso di sangue ad altre vene, causando quindi un aumento della pressione cui sono sottoposte e manifestandosi come:

  • dolore al polpaccio,
  • gonfiore,
  • eruzione cutanea,
  • ulcere (nei casi più gravi).

Negli episodi che colpiscono la coscia il rischio è maggiore, così come è maggiore nel caso di sovrappeso o recidive nella stessa gamba.

Diagnosi

Per diagnosticare la trombosi venosa profonda, il medico si baserà su:

  • anamnesi (storia medica, fattori di rischio, stato di salute, farmaci assunti, …),
  • valutazione visiva dei segni e sintomi,
  • eventuali approfondimenti diagnostici.

In alcuni pazienti purtroppo è possibile che il disturbo non venga identificato fino alla comparsa dei sintomi di embolia polmonare.

L’esame più comune richiesto quando esiste il sospetto di trombosi è l’ecografia, in cui uno specifico strumento sfrutta le onde sonore per creare un’immagine del flusso sanguigno attraverso le arterie e le vene ed evidenziare così eventuali interruzioni causate da trombi. A volte possono essere effettuate diverse ecografie in serie, in giorni diversi, per capire se il trombo sta crescendo o per accertarsi che non se ne stiano formando di nuovi.

Tra gli esami del sangue più utili ricordiamo il dosaggio del D-dimero, un test in grado di segnalare la possibilità che siano presenti in circolo piccoli frammenti di coaguli; maggiore è il numero di frammenti trovati, più è probabile che si sia formato un trombo a ostruzione di una vena. Purtroppo l’affidabilità non è assoluta, in quanto si possono avere falsi positivi in caso di interventi chirurgici, gravidanza, …

Raramente può essere richiesta una venografia nel caso di risultati dubbi da ecografia ed esami del sangue; in questo esame un colorante (mezzo di contrasto) viene iniettato in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nel piede o nella caviglia, dopodichè attraverso una procedura radiografica è possibile creare un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, per scoprire se sono presenti dei trombi.

In casi particolari può essere richiesta una TAC ed eventuali ulteriori esami del sangue per capire la causa del trombo e prevenire recidive.

Cura e terapia

Gli scopi della terapia anti-trombotica sono:

  • interrompere la crescita del trombo,
  • impedire al trombo di frammentarsi e spostarsi causando un’embolia polmonare,
  • prevenire le ricadute.

Farmaci anticoagulanti

I medicinali anticoagulanti hanno come funzione principale quella di ridurre la facilità di formazione dei coaguli (per impedire che se ne formino di nuovi) e prevenire l’aumento di dimensioni del trombo responsabile della trombosi in corso. Non permettono invece la dissoluzione del coagulo, che avverrà fisiologicamente con il tempo.

  • L’eparina viene in genere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee (nella pancia, per esempio) o direttamente in vena. L’azione farmacologica è pressoché immediata.
  • Il warfarin (nome commerciale Coumadin®) viene invece assunto per bocca sotto forma di compresse e richiede qualche giorno per essere dosato correttamente e dare quindi il via al suo effetto sull’organismo. È necessario aumentare gradualmente il dosaggio fino a trovare il giusto compromesso tra prevenzione della coagulazione e rischio di emorragie e possono essere necessari nel tempo aggiustamenti della dose, guidati da periodici esami del sangue.
  • Sono da qualche anno in commercio i cosiddetti nuovi anticoagulanti che, a differenza di Coumadin, non richiedono continui esami del sangue perchè dotati di un meccanismo di azione che permette di dosare il farmaco con maggior semplicità, senza correre il rischio di gravi emorragie. Si tratta di rivaroxaban (Xarelto®), apixaban (Eliquis®) e dabigatran (Pradaxa®).

La durata della terapia viene valutata in base alle cause della trombosi e ai fattori di rischio associati al paziente.

Tipicamente verrà in primo luogo somministrata un’iniezione o una flebo di eparina per alcuni giorni, dopodichè la terapia potrà continuare con un altro anticoagulante, questa volta sotto forma di compresse.

In caso di trombosi venosa profonda grave, o quando gli anticoagulanti non siano sufficientemente efficaci, si potrà ricorrere ai farmaci fibrinolitici, farmaci in grado di dissolvere i trombi presenti, ma al rischio di gravi emorragie (vengono per questo motivo usati soltanto in situazioni di vita o di morte).

Se per qualsiasi motivo il paziente non può assumere i farmaci descritti, si può ricorrere al filtro cavale, un dispositivo inserito nell’addome all’interno della vena cava e in grado di filtrare fisicamente i trombi in circolo.

Trattamento casalingo

In alcuni casi, ma sempre e solo a giudizio del medico, può essere praticabile un approccio conservativo della trombosi, a patto che non sussistano condizioni o fattori di rischio che la rendano una scelta controindicata.

In aggiunta alla terapia anticoagulante viene spesso consigliato di utilizzare calze a compressione graduata, il cui utilizzo deve iniziare il più precocemente possibile dopo la terapia anticoagulante. L’obiettivo è quello di prevenire la comparsa di dolore e gonfiore, riducendo così anche il rischio di ulcere e in generale di sindrome post-trombotica.

L’NHS inglese suggerisce un utilizzo quotidiano per almeno due anni, in quanto la sindrome può comparire anche mesi dopo l’episodio di trombosi. La prescrizione deve essere fatta dal medico e, sempre con lui/lei, si può in genere valutare di toglierle durante la notte.

Di norma viene poi consigliato di praticare un moderato esercizio fisico (tipicamente passeggiate) a seguito della prescrizione delle calze.

Così come indossare calze a compressione graduata, altrettanto importante è sollevare la gamba quando ci si riposa, in modo da favorire con la forza di gravità il ritorno venoso al cuore. L’obiettivo è portare il piede a un’altezza superiore al fianco, per esempio ponendo un cuscino sotto la caviglia.

Più in generale è poi consigliabile modificare e migliorare lo stile di vita, per esempio perdendo peso se necessario, smettendo di fumare e verificando periodicamente la pressione sanguigna.

Prevenzione

Prevenire la trombosi venosa profonda è molto più facile che curarla dopo che ci si è ammalati.

Stile di vita

Un corretto stile di vita è il primo e spesso più incisivo passo per prevenire l’insorgenza di episodi di trombosi:

  • smettere di fumare.
  • alimentazione sana, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali e dolci,
  • regolare pratica di esercizio fisico, compatibile con il proprio stato di salute,
  • perdere peso se necessario.

Ospedale

Prima di recarsi in ospedale per un’operazione programmata:

  • Valutare con il medico di interrompere eventuale pillola contraccettiva o terapia ormonale sostitutiva.
  • Valutare con il medico come comportarsi in caso di assunzione di antiaggreganti e/o anticoagulanti.
  • Quando possibile preferire l’anestesia locale.

Durante la permanenza in ospedale:

  • Bere regolarmente e abbondantemente.
  • Muoversi il più possibile, compatibilmente con lo stato di salute.
  • Valutare l’assunzione di anticoagulanti con gli specialisti.
  • Valutare il ricorso a calze a compressione graduata con gli specialisti.

A seguito della dimissione:

  • Attenersi scrupolosamente alle indicazioni ricevute in merito a farmaci, calze e stile di vita.

Viaggi

  1. Mantenersi idratati, bevendo frequentemente.
  2. Evitare il consumo di alcool, responsabile di disidratazione.
  3. Evitare quando possibile l’uso di sonniferi, che aumentano il rischio di immobilità protratta.
  4. Praticare periodici movimenti con le gambe, per esempio di allungamento e contrazione.
  5. Quando possibile camminare per riattivare la circolazione.
  6. Utilizzare calze elastiche a compressione graduata.

Fare il punto con il medico in caso di previsione di viaggi lunghi e precedenti episodi di trombosi.

Fonti principali:

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    buongiorno,
    è da circa un mese che noto un piccolo rigonfiamento su vena del polpaccio, non un cordone ma un pallino direi di circa un cm, comunque sulla vena, in questi ultimi giorni sento un fastidio al ginocchio. Potrebbe trattarsi di trombosi? Non avverto dolore al polpaccio, non sembra essere gonfio, differenza di un cm tra un polpaccio e l’altro. non ho rossore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Poco probabile, ma è certamente consigliabile verificare con il medico per una diagnosi esatta.

    2. Anonimo

      io o appena avuto una trombosi alla vena del polpaccio in ospedale eparina ora a casa xarelto piu o meno si kiama cosi il farmaco da prendere x sei mesi pero o ancora un po gonfiore alla caviglia e dolori gabbe tutte e 2 non so se e regolare e da un mese e mezzo ke non lavoro lunedi riprendo ciao

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ normale avere ancora qualche disturbo, l’importante è seguire scrupolosamente la terapia prescritta.

  2. Anonimo

    Salve, soffro di insufficienza venosa alla gamba sinistra.
    il dolore che accerto è dietro al ginocchio, ultimamente è diventato acuto, molto forte sia se sto seduta sia se sto alzata.
    Sto usando una crema ippotoven ma il dolore non si allevia mai.
    La mia paura è che sia peggiorata la situazione della gamba, non era molto grave a giugno quando l’abbiamo riscontrato, la gamba non appare gonfia e nera ma il dolore è sempre presente dietro il polpaccio fino a dietro al ginocchio, faccio sport a corpo libero e cardio, a volte durante lo sforzo in palestra mi tira il lato sinistro del collo, sulla vena, può essere dovuto a un problema circolatorio o magari solo per lo sforzo effettuato?
    Ho 28 anni, mi capita di avere giramenti di testa e mi è capitato già due volte di alzarmi nella notte, tossire e trovare sangue nel catarro.
    potrebbe trattarsi di insufficienza venosa profonda con rischio di embolia polmonare?
    Spero che mi chiarisca questi punti prima possibile.
    La ringrazio di cuore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non vedo rischi di embolia, ma il dolore è da verificare con il medico per escludere problemi di natura ortopedica.

  3. Anonimo

    Buongiorno, saranno 4-5 mesi che dopo poco che sto’ seduta inizia a farmi male la gamba destra posteriormente e lateralmente, a volte mi prende anche l’anca; appena la sollevo e sposto il peso sull’altra gamba passa e mi viene formicolio…cosa ne pensa? Sono 2 anni che assumo la pillola anticoncezionale Fedra…
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che sia un problema di circolazione, se è questo che la spaventa, ma verifichi comunque con il ginecologo.

  4. Anonimo

    buongiorno dottore, mi chiamo Renato e ho 38 anni, le scrivo perché da 20 giorni soffro un dolore lancinante al polpaccio destro e ho fatto 2 ecocolordoppler.
    la prima è risultata tutto ok, e per scrupolo hanno voluto farmi anche esame d-dimero ma avevo 436 su 200, quindi mi ha richiamato ospedale per farmi ripetere ecodopler ma senza rifare d-dimero ,e anche la seconda volta risultava tutto ok…quindi il dolore stava iniziando a scendere, e in stampelle sono stato in piedi per una 15 di minuti caricando pochissimo l’arto danneggiato.
    il giorno seguente il dolore è cresciuto in modo esponenziale, tanto da non passare neppure con antidolorifici, e ora solo se sto sdraiato lo sento meno, mentre seduto o appena mi alzo per andare dal divano in bagno, si acutizza subito.
    gli esami fatti sono stati eseguiti dopo neanche una settimana dall’inizio del dolore, ora sarà circa 10 giorni dal secondo ecodopler.
    la mia domanda è: è possibile che una trombosi profonda possa iniziare anche a seguito degli esami che non segnavano problemi di trombosi?
    anche perchè non ho minimamente segni di ematoma in nessuna parte della gamba.
    cosa mi consiglia? sono un tassista e la gamba destra è fondamentale per lavorare.
    grazie saluti renato

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se l’esame l’ha fatto che aveva già sintomi è difficile che non abbiano visto una trombosi, oltre al dolore dovrebbe avere la gamba gonfia, calda; non le hanno dato nessuna terapia? O consigliato ulteriori controlli? Loro cosa sospettano insomma?

    2. Anonimo

      Salve io ho 32 anni e ho un problema alla gamba sinistra nell altezza della coscia davanti mi pulsa la sento calda e a momento dolore più forte cosa potrebbe essere..ho paura sia una trombosi grazie

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Difficile ipotizzare, sono sintomi un pò vaghi, ha subìto traumi recenti? dovrebbe farsi valutare direttamente dal medico.

  5. Anonimo

    Salve, ho 28 anni ed il mese scorso ho avuto un dolore alla coscia sinistra interna, dolore bruciante e molto doloroso al tatto come se avessi sbattuto che arrivava fino al ginocchio interno sempre, mi dava fastidio appena stiravo la gamba era come se si strappasse la parte.. adesso dopo un mese mi e comparso solo nel ginocchio sulla parte interna sempre, che scende di un paio dincentimentri sempre sento la parte bruciare se la stiro… cosa potrebbe essere? Premetto che ho partorito da due mesi e durante la gravidanza ho avuto una forte pubalgia ed ho avuto un cesareo con spinale!

  6. Anonimo

    Buonasera ho 29 anni e già 10 anni fa sono stata operata alla safena perchè non funzionava, premetto che questa patologia è congenita nella mia famiglia; ma ultimamente soprattutto da sabato dopo un viaggio molto lungo e una passeggiata di 5 ore senza mai sedermi la sera sono tornata a casa con la gamba sx gonfia,dolorante e un piccola macchia rosea all’interno della caviglia che mi brucia,Oggi ho rimesso le calze elastiche le k1 se Mara che il dolore si stia allieviando,Ma la mia domanda è….può essere trombosi o flebite? Grazie per la sua risposta

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      È una situazione da verificare direttamente col medico, meglio non trascurarsi dati i pregressi problemi e la predisposizione individuale.

  7. Anonimo

    Salve, un dolore che viene a fitte intense che durato un minuto circa, a volte anche da disteso, all’interno coscia vicino al ginocchio, ormai da un paio di mesi, può essere legato da problemi di vene (la safena x esempio) o qualcosa di simile? Non una trombosi, ma qualcosa di simile? Sono magro, mi muovo molto, però non sembra essere muscolare perchè non accade solo sotto sforzo, ma anche quando sono semplicemente in piedi. Ho 43 e capitano 2/3 volte al giorno, a volte meno a volte di più. Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sovrappeso? Altri problemi di circolazione? Il medico cosa ne pensa?

  8. Anonimo

    No, anzi sono sotto peso. Ancora dal medico devo andare, sono fuori Italia. Che io sappia non ho problemi di circolazione…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dalla descrizione viene il dubbio che possa essere muscolare o articolare, ma onestamente è quasi come tirare a indovinare.

  9. Anonimo

    HO LA GAMBA SINISTRA GONFIA DALL’ANCA ALLA CAVIGLIA.PREMETTO CHE NEL 2010 SONO STATO OPERATO PER TUMORE ALLA PROSTATA E NEL 2011 SONO STATO RICVERATO PER INGROSSAMENTO GAMBA SX CON FEBBRE 39 40 GRADI PER LINFODEMA SONO RIMASTO IN COMA PER 3 GIORNI.MI E’ STATO DETTO CHE SONO STATO SIRINGATO NELLA FERITA DELL’INTERVENTO PER GRAVE INFEZIONE.ORA HO ESEGUITI I SEGUENTI ESAMI:ANALISI DEL SANGUE,ECOCOLORDOBLER ,ECOADDOME COMPLETO,TAC CON E SENZA CONTRASTO TUTTO CON ESITO NEGATIVO.NELLA GAMBA NON SENTO NESSUN DOLORE ADESSO STO ASPETTANDO CHE ALTRO TIPO DI ESAME FARE….SONO STANCO . D. SALUTI

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Cosa suppongo i medici? le cause possono essere diverse, il Doppler l’ha fatto alla gamba interessata? se non ha evidenziato nulla si può escludere un problema circolatorio, per capire se fare ulteriori esami e cosa in particolare serve valutare la gamba e orientarsi in base al sospetto clinico.

  10. Anonimo

    Perchè il dottore mi ha consigliato di tenere le gambe sollevate mentre dormo? Come devo fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Perchè la gravità aiuterà il sangue venoso a tornare verso il cuore, facilitando così la circolazione.
      2. In genere si mettono dei cuscini o una coperta sotto il materasso, all’altezza dei piedi.

La sezione commenti è attualmente chiusa.