Trauma cranico: sintomi, pericoli, conseguenze, terapia

Ultimo Aggiornamento: 1576 giorni

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Introduzione

Trauma cranico ed incidenti automobilistici

Trauma cranico ed incidenti automobilistici (http://www.flickr.com/photos/er24ems/4745519562/sizes/s/in/photostream/)

Le ossa del cranio sono spesse e dure e proteggono il cervello dalle ferite, in più il cervello è circondato e protetto da alcuni strati di tessuto (meningi) contenenti il liquido cerebrospinale: la maggior parte degli urti e dei colpi è quindi attutita e non provoca danni al cervello. I traumi alla testa che non hanno conseguenze sul cervello sono considerati traumi cranici lievi o leggeri.

I colpi alla testa in grado di causare danni al cervello (il cosiddetto trauma cranio-encefalico) sono considerati traumi gravi, ogni anno negli Stati Uniti circa 13 persone su 10.000 riportano un qualche tipo di trauma cranico lieve, mentre 3 su 10.000 riportano traumi cranici gravi.

Sempre negli Stati Uniti le ferite alla testa sono la causa di circa 50.000 decessi ogni anno, circa il 40% del totale dei decessi causati da ferite e traumi in generale. Le ferite alla testa sono anche causa di circa 230.000 ricoveri in ospedale, e circa 5,3 milioni di persone soffrono di disturbi permanenti a seguito di traumi cranici. Quasi la metà dei traumi cranici gravi provoca il decesso del paziente.

Circa la metà dei traumi cranici è causata da incidenti che coinvolgono veicoli a motore e nel 70% circa degli incidenti più gravi qualcuno riporta tale tipo di trauma. Tra le altre cause più frequenti figurano gli incidenti domestici, le aggressioni, gli infortuni nello sport, nel tempo libero o sul lavoro (ad esempio mentre si fa funzionare qualche macchinario) e le ferite da arma da fuoco.

Il trauma cranico può essere comprendere:

  • lesioni al cuoio capelluto,
  • fratture al cranio,
  • commozione cerebrale,
  • contusioni e lacerazioni al cervello,
  • accumulo di sangue all’interno del cervello oppure tra il cervello e il cranio (ematoma intracranico),
  • danni alle cellule nervose diffusi in tutto il cervello (danno assonale diffuso).

Il cervello può subire danni anche in assenza di fratture al cranio. Spesso i danni subiti dal cervello sono più gravi rispetto alle ferite esterne, mentre a volte può succedere che il cervello non subisca danni nonostante siano presenti ferite gravi.

Cause

Molto spesso si riporta un trauma cranico quando si ha un incidente d’auto e non si indossa la cintura di sicurezza.

Altre situazioni tipiche sono gli incidenti in bici, in moto o le cadute dalla finestra (come capita ai bambini che vivono in città), oppure le cadute in casa, molto frequenti tra i bambini piccoli e gli anziani.

Tipologie di trauma cranico

La commozione cerebrale è causata dallo scuotimento del cervello a seguito di un urto e di solito comporta una perdita di conoscenza di breve durata: chi la subisce può sentirsi stordito ed avere problemi di vista e di equilibrio per un breve periodo dopo il trauma.

La contusione cerebrale è una lesione del cervello, con versamento emorragico e conseguente rigonfiamento.

La frattura del cranio comporta la rottura delle ossa della testa: a volte i bordi delle ossa possono penetrare nel cranio causando un’emorragia o danni di altro tipo.

Si ha infine un ematoma quando un versamento emorragico nel cervello ristagna fino a formare un accumulo di dimensioni sensibili. A volte gli ematomi possono restare invisibili per un certo periodo, variabile da un giorno a diverse settimane: per questo è importante avvisare un medico se qualcuno che ha subito un trauma alla testa si sente poco bene o si comporta in modo strano, facendo particolare attenzione se lamenta mal di testa, se è spesso confuso o distratto, ha problemi di equilibrio o episodi di vomito.

Con il tempo può crescere la pressione cui è sottoposto il cervello, poiché il cranio non è in grado di espandersi per far posto a un aumento di volume di ciò che contiene. In seguito (di solito nel giro di un giorno o due) la pressione sempre più forte può spingere il cervello verso il basso, causando un’ernia cerebrale, cioè una protrusione anomala del tessuto cerebrale attraverso un’apertura tra le sezioni che compongono il cervello. L’ernia cerebrale può causare il coma o anche la morte se la pressione sul tronco cerebrale (la parte più bassa del cervello, che controlla funzioni vitali come il battito cardiaco e il respiro) diventa eccessiva.

Ernia cerebrale

In questo caso il tessuto cerebrale è forzato attraverso una piccola apertura naturale che si trova nella parete, relativamente rigida, che separa i due emisferi e la parte superiore da quella inferiore del cervello (questi divisori sono un’estensione della meninge più esterna, la dura madre). L’ernia comprime il tessuto cerebrale, danneggiandolo.

Il tipo più comune di ernia cerebrale è l’ernia centrale (o transtentoriale). Parte del lobo temporale viene spinta attraverso l’incisura tentoriale, la piccola apertura nel tessuto che separa il lobo temporale dal cervelletto.

Sintomi

Dopo un trauma cranico è normale soffrire di

  • emicrania,
  • nausea,
  • testa che gira.

Altri sintomi frequenti sono:

Chi ha riportato un trauma cranico può inoltre avere problemi di:

  • concentrazione,
  • memoria,
  • organizzazione del pensiero,

oppure può avere problemi a fare diverse cose contemporaneamente.

Questi sintomi di norma scompaiono nel giro di alcune settimane, però possono continuare per più tempo se il trauma è stato molto grave; nella maggior parte dei casi il trauma cranico non causa danni permanenti.

Per chi ha subito un trauma cranico è normale non ricordarsi dell’incidente e neanche dei momenti immediatamente precedenti, e talora questi ricordi sono persi per sempre. Dopo la guarigione in genere la capacità di apprendere e ricordare cose nuove ritorna quasi sempre alla normalità.

Trauma cranico lieve

Può comparire un bernoccolo sulla testa e, se c’è un taglio sul cuoio capelluto, si può perdere molto sangue, dal momento che vicino alla superficie della pelle sono presenti numerosi vasi sanguigni. Proprio per questo una lacerazione al cuoio capelluto può sembrare molto più grave di quanto in realtà non sia.

Tra gli altri sintomi molto frequenti figurano:

  • l’emicrania,
  • le vertigini,
  • il capogiro,
  • un leggero stordimento.

A volte possono presentarsi

  • un leggero stato confusionale,
  • nausea,
  • soprattutto nei bambini il vomito.

I bambini piccoli talora diventano solo più irritabili.

La commozione cerebrale è un’alterazione temporanea nelle funzioni mentali, senza alcun danno strutturale al cervello. Spesso chi ne è colpito perde i sensi per un breve periodo (qualche minuto od anche di meno), ma a volte può semplicemente entrare in stato confusionale e non riuscire a ricordarsi dell’incidente o degli istanti che l’hanno preceduto (amnesia).

Dopo aver subito una commozione cerebrale, talora si può soffrire di:

  • emicrania,
  • giramento di testa,
  • affaticamento,
  • vuoti di memoria,
  • incapacità di concentrarsi,
  • insonnia,
  • alterazioni cognitive,
  • irritabilità,
  • depressione e ansia.

Questi sintomi sono noti con il nome di sindrome post-concussiva.

Trauma cranico grave

I sintomi dei traumi cranici gravi possono essere gli stessi di quelli più lievi: alcuni, come l’emicrania, talora sono più intensi.

Questi sintomi a volte iniziano con un periodo di perdita di conoscenza nel momento in cui si subisce il colpo ed ha una durata diversa a seconda dei casi: alcune persone si svegliano nel giro di pochi secondi mentre altre impiegano ore, o addirittura giorni, a riprendere i sensi.

Al risveglio spesso ci si sente intontiti e confusi, oppure irrequieti e agitati; può succedere di vomitare e/o di avere le convulsioni. Anche l’equilibrio e la capacità di coordinazione possono risultare problematici. Inoltre, a seconda di dove è localizzato il danno cerebrale, possono essere pregiudicate (a volte in maniera definitiva) la capacità di pensare, di controllare le emozioni, di muoversi, di provare sensazioni, di parlare, vedere, udire e anche ricordare.

In caso di frattura alla base del cranio, può verificarsi fuoriuscita di liquidi o di sangue dal naso o dalle orecchie.

Ematoma

All’aumentare della pressione dovuta all’ematoma od al ristagno di liquidi, quando presenti, i sintomi peggiorano e ne compaiono di nuovi. Tra i primi sintomi che indicano un aumento della pressione all’interno del cranio figurano:

  • l’intensificarsi dell’emicrania,
  • lo stato confusionale,
  • l’abbassamento del livello di coscienza,
  • il vomito.

In seguito, il soggetto colpito può arrivare a perdere ogni reattività e le pupille possono allargarsi.

Ernia cerebrale

In questi casi la pupilla si dilata e non si contrae più in reazione alla luce. L’ernia centrale (o transtentoriale) può avere conseguenze gravissime:

  • paralisi,
  • stupor,
  • coma,
  • battito anomalo del cuore,
  • respiro affannoso,
  • arresto respiratorio,
  • arresto cardiaco,
  • decesso del paziente.

Quando chiamare il medico

E’ necessario rivolgersi sempre ad un medico se:

  • Sintomi come mal di testa, nausea o sonnolenza continuano a peggiorare,
  • Compaiono cambiamenti nel comportamento, come irritabilità o stato confusionale,
  • Le pupille sono dilatate o hanno grandezza diversa,
  • Si hanno difficoltà nel camminare o nel parlare,
  • Si perde sangue o altri fluidi dalle orecchie o dal naso,
  • Si verificano attacchi di vomito,
  • Si hanno le convulsioni,
  • Gli arti sono deboli o intorpiditi.

A volte un trauma cranico può comportare emorragie, ferite lacerocontuse oppure un rigonfiamento cerebrale causato dal movimento del cervello all’interno del cranio al momento dell’impatto. Anche se la maggior parte delle persone si riprende dal trauma cranico, senza postumi di lunga durata, il medico può accertarsi che non ci siano danni o pericoli interrogando il paziente sulle circostanze in cui si è procurato il trauma e sulla sua storia medica, chedendogli se dopo aver riportato il trauma ha vomitato, ha avuto le convulsioni oppure ha presentato difficoltà respiratorie.

Il paziente in certe circostante dovrà rimanere in ospedale in osservazione e, in alcuni casi per escludere eventuali complicazioni, sarà necessario eseguire un esame del cervello, realizzato con tecniche di imaging come la TAC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica (MRI).

Pericoli e prognosi

Trauma cranico lieve

Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, soprattutto se non si sviluppano i sintomi della sindrome post-concussiva, abbastanza frequenti nella settimana immediatamente successiva all’infortunio. Tali sintomi spesso scompaiono nel giro di una settimana, ma talora possono continuare per mesi o anche, sebbene più raramente, per anni; colpiscono con maggiore frequenza pazienti che hanno già sofferto in passato di commozione cerebrale, soprattutto se si riporta un trauma prima che siano scomparsi completamente i postumi di quello precedente (come capita, ad esempio, agli atleti che riprendono l’attività sportiva troppo presto).

Trauma cranico grave

Un adulto che abbia subito un trauma cranico grave di solito guarisce quasi completamente nel giro di 6 mesi, anche se i miglioramenti possono continuare ancora per un paio d’anni. I bambini tendono a riprendersi meglio, a prescindere dalla gravità del trauma, e continuano a migliorare per un periodo molto più lungo.

Le conseguenze di un trauma cranico grave possono essere diverse e variano dalla guarigione completa alla permanenza di problemi e invalidità di vario tipo, fino ad arrivare fino al decesso del paziente.

Sul lungo termine, possono manifestarsi

  • amnesia,
  • problemi comportamentali (ansia, agitazione, impulsività, abbassamento dei freni inibitori o mancanza di motivazione),
  • sbalzi d’umore improvvisi,
  • disturbi del sonno,
  • diminuzione delle facoltà intellettuali.

Il recupero della memoria dopo aver perso conoscenza a causa di un trauma cranico forte dipende dal tempo trascorso in stato d’incoscienza: chi si risveglia nel giro di una settimana ha maggiori probabilità di recuperare la memoria. A seguito di un trauma cranico forte, possono verificarsi episodi di epilessia, anche fino a quattro anni dopo l’incidente.

Il tipo e la gravità delle conseguenze invalidanti dipendono dalla posizione delle lesioni cerebrali e dalla loro gravità: alcune funzioni, come la vista e il controllo degli arti, sono controllate da singole aree su un lato del cervello e, se queste hanno subito danni, di solito ne conseguono menomazioni alle funzioni corrispondenti, con conseguente invalidità permanente.

A volte le zone del cervello che non hanno subito danni prendono il controllo di determinate funzioni al posto di altre aree che sono rimaste danneggiate, permettendo un recupero funzionale almeno parziale.

Tuttavia, quando s’invecchia, il cervello perde la capacità di scambiare le funzioni tra un’area e l’altra: ad esempio le abilità linguistiche sono gestite da numerose parti diverse del cervello nei bambini, ma sono concentrate in un unico punto (l’emisfero sinistro) negli adulti. Se questo subisce danni prima dell’ottavo anno di età, l’emisfero destro è in grado di farsi carico quasi interamente delle facoltà linguistiche, mentre se le aree del linguaggio rimangono danneggiate in età adulta l’invalidità che ne deriva è permanente.

La rieducazione può contribuire ad alleviare gli effetti della maggior parte delle invalidità funzionali.

Diagnosi

  1. La gravità del trauma cranico nella maggior parte dei casi non è proporzionale a quella delle lesioni cerebrali.
  2. La radiografia del cranio non è quasi mai utile per la diagnosi di trauma cranico.
  3. Se il paziente ha un trauma cranico grave, non gli si dovrebbe far muovere il collo, perché potrebbe essere rotto.

Trauma cranico lieve

La diagnosi di trauma cranico lieve è basata sui sintomi e sui risultati degli esami.

Se il trauma cranico causa una perdita di conoscenza, anche breve, è necessario un intervento medico immediato. Se il medico osserva sintomi o segnali che potrebbero indicare una lesione cerebrale, viene effettuata una TAC (tomografia computerizzata) o una risonanza magnetica (MRI) e poi le lesioni significative del cranio o del cervello vengono curate. La TAC diagnostica con maggiore accuratezza le fratture craniche, mentre la risonanza magnetica è più utile per alcuni tipi di lesioni cerebrali. Le radiografie del cranio non sono quasi mai utili.

Se i medici, a seguito della visita o dei risultati della TAC, sospettano un danno cerebrale, il paziente è ricoverato in ospedale. I bambini sono ricoverati in ospedale sia per questi stessi motivi, sia se hanno perso conoscenza anche per poco tempo, sia se hanno avuto le convulsioni; inoltre i bambini possono essere ricoverati in ospedale anche quando si sospetta che qualcuno abbia abusato di loro.

Trauma cranico grave

Se il trauma ha coinvolto anche altre parti dell’organismo (ad esempio a seguito di un incidente in macchina) o se la persona ha perso conoscenza, è fondamentale chiamare l’ambulanza.

Quando il paziente arriva al pronto soccorso i medici e gli infermieri lo visitano per capire la gravità del trauma. Per prima cosa controllano i parametri vitali, cioè il battito cardiaco, la pressione e la respirazione. Se il paziente non respira normalmente viene attaccato al respiratore.

I medici controllano immediatamente se è cosciente e se risponde ai comandi; controllano inoltre quanti stimoli sono necessari per fargli aprire gli occhi. In seguito si verificano le funzioni cerebrali di base controllando, ad esempio, il diametro delle pupille e la reattività alla luce, la capacità di muovere gli arti, l’uso del linguaggio, la coordinazione e i riflessi.

Per escludere eventuali lesioni cerebrali si esegue la TAC e, in alcuni casi, anche la risonanza magnetica. Le radiografie di solito non sono necessarie, perché diagnosticano le fratture del cranio ma non danno praticamente nessuna informazione sulle lesioni cerebrali. Le radiografie e la TAC del collo sono effettuate solo quando si deve capire se il collo è rotto.

Cura e terapia

Non sempre è vero che occorre tenere sveglio chi ha appena subito un trauma cranico; se il medico ritiene opportuno tenere sotto stretta osservazione il paziente, di solito ne dispone infatti il ricovero in ospedale.

A volte chi ha subito un trauma cranico viene rimandato a casa, se la persona che è con lui è abbastanza affidabile e in grado di tenerlo sotto osservazione. In questi casi a volte il medico chiede all’accompagnatore di tenere vigile con una certa frequenza il paziente e rivolgergli domande come “come ti chiami?” o “dove ti trovi?” allo scopo di verificare che sia tutto a posto.

Trauma cranico lieve

Se il trauma cranico è lieve e non provoca sintomi diversi dal dolore nella zona colpita, possono essere utili gli analgesici normali, come il paracetamolo. Non è invece consigliabile assumere l’aspirinao altri antinfiammatori non steroidei, perché potrebbero aggravare eventuali emorragie cerebrali o craniche.

I medici suturano le ferite e le bendano. Nelle prime 24 ore dopo il trauma, il paziente è controllato a cadenza regolare, a intervalli di alcune ore, per escludere la comparsa di sintomi potenzialmente pericolosi. I bambini che hanno riportato un trauma cranico lieve possono dormire, ma devono essere svegliati a intervalli di alcune ore per il controllo dei sintomi.

I sintomi controllati sono quelli che possono indicare un peggioramento delle funzioni cerebrali; tra di essi ricordiamo: aumento o persistenza della sonnolenza e della confusione, convulsioni, episodi ripetuti di vomito, mal di testa molto forte, incapacità di muovere gli arti, perdita di sensibilità degli arti, incapacità di riconoscere le persone o i luoghi circostanti, perdita dell’equilibrio, disturbi del linguaggio o della vista, perdita di coordinazione, respirazione affannosa e perdita di liquido trasparente (liquido cerebrospinale) dal naso o dalle orecchie. Questi sintomi possono comparire dopo ore, o addirittura giorni, dal trauma. Se si verificano, è fondamentale un intervento medico tempestivo.

Trauma cranico grave

Quando i soccorritori spostano il paziente che ha un trauma cranico grave, fanno molta attenzione a non peggiorare la situazione: il collo viene dato per rotto finché non si dimostra il contrario.

In caso di trauma cranico grave la testa, il collo e la spina dorsale del paziente vengono immobilizzati: di norma il paziente viene dotato di collare rigido, viene sdraiato su una barella rigida ed immobilizzato accuratamente.

Chi ha un trauma cranico grave viene ricoverato in ospedale, di solito nel reparto di terapia intensiva, dove i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue sono controllati costantemente. I medici tengono sotto controllo la pressione adeguando la quantità di liquidi somministrati tramite flebo e, se necessario, usando i diuretici (come il mannitolo e la furosemide).

L’ossigeno e l’anidride carbonica sono tenuti sotto controllo variando la quantità di ossigeno somministrata dal respiratore, nonché la frequenza e la profondità dei respiri artificiali. La testiera del letto può essere rialzata per diminuire la pressione all’interno del cranio e sul cervello.

Vengono inoltre somministrati farmaci antidolorifici ed eventualmente anche i sedativi, perché l’attività muscolare eccessiva può essere pericolosa. Vengono infine prese le opportune precauzioni anche contro la febbre e le convulsioni.

All’interno della scatola cranica può essere impiantato un minuscolo misuratore di pressione per capire se le terapie prevengono o curano l’aumento della pressione nel cervello; in alternativa può essere inserito un catetere negli spazi interni del cervello (ventricoli cerebrali). I ventricoli contengono il liquido cerebrospinale che scorre sulla superficie esterna del cervello, tra le meningi. Il catetere può essere usato per controllare la pressione e per drenare il liquido cerebrospinale, riducendo quindi la pressione sul cervello. In alcuni casi potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico, per far diminuire la pressione aprendo il cranio.

Riconoscere un trauma grave

La maggior parte dei traumi cranici non è grave. Un trauma cranico grave può essere riconosciuto grazie a determinati sintomi che rivelano un peggioramento nelle funzioni cerebrali.

Se si presentano i sintomi descritti di seguito, sia negli adulti sia nei bambini, è necessario andare immediatamente al pronto soccorso:

  • Vomito, pallore, irritabilità o sonnolenza che si protraggono per più di 6 ore,
  • Perdita di conoscenza,
  • Perdita di sensibilità in alcune parti del corpo o impossibilità di muoverle,
  • Incapacità di riconoscere le persone o i luoghi circostanti,
  • Incapacità di mantenere l’equilibrio,
  • Problemi di linguaggio o problemi visivi (il paziente farfuglia, ha la vista sfocata o ha dei punti ciechi),
  • Perdita di liquido trasparente (fluido cerebrospinale) dal naso o dalle orecchie,
  • Mal di testa molto forte.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Cioccolattina

    La ringrazio veramente tanto per la sua gentilezza. .oggi sono arrivati i risultati della tac che ha fatto due giorni fa e non ci sono peggioramenti ..ci sono ancora alcuni fattori che vanno e vengono ma più leggeri di prima come il ronziio alle orecchie e come il mal di testa. .credo sia normale no ? Secondo lei dopo quanto tempo potrebbe rimettersi del tutto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, è del tutto normale ed è molto positivo che non ci siano peggioramenti emersi dalla TAC.
      2. Su questo non sono in grado di rispondere, ma mi aspetto che ogni giorno continui ad essere migliore del precedente.

  2. Cioccolattina

    Volevo porle i miei complimenti per il suo modo di parlare che trasmette serenità. .forse anche perché mi ha detto quello che speravo di sentire .
    Mi è stato di grande aiuto e mi dispiace di averlo assillato e magari anche scocciato.
    Cordiali saluti

  3. Denis

    Buongiorno dr. Cimurro.
    Volevo porle una domanda:
    quando avevo 16-17 anni mi è capitato di cadere dal marciapiede di una stazione ferroviaria e di sbattere violentemente la testa contro un binario.
    Lì per lì si è formato un gran bernoccolo e un leggero senso di stordimento, non che le classiche “stelline” alla cartone animato, non mi sembra di aver perso conoscenza nemmeno per poco tempo.
    Di lì a breve sono tornato a casa e ricordo veramente poco di quello successo immediatamente dopo il mio rientro ma di sicuro non sono stato osservato da medici.
    Ora ho 41 anni e mi chiedevo se ci possono essere state ripercussioni.
    Leggendo l’articolo mi sono riconosciuto quando si parla di difficoltà nella memoria, difficoltà nel ragionamento, sporadici giramenti di testa e difficoltà nel concentrarsi a volte.
    So bene però che se si cerca su internet malattie che si pensa di avere i sintomi quasi sempre li abbiamo anche se non siamo malati sul serio.
    So anche che sono passati diversi anni dall’accaduto ed è improbabile che io possa subire ancora di danni da quell’avvenimento, ma volevo comunque la sua opinione in merito.
    Secondo lei è meglio fare accertamenti o è tempo perso?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo che non valga la pena di procedere ad accertamenti, ma chiedere un parere al suo medico non è sicuramente tempo perso e potremmo averne conferma.

  4. Cioccolattina

    Buongiorno dottore ,sono di nuovo io , leggendo il nomignolo si ricorderà di quanto detto in precedenza .. volevo un suo parere ..a distanza di 11 giorni dopo il trauma è normale che si presentino attacchi di vomito e continua nausea ? Oppure potrebbe essere sempre l’influenza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Altri sintomi?
      È ancora in ospedale?
      Il vomito è comparso solo oggi?

  5. Cioccolattina

    Nessun altro sintomo solo il vomito e la nausea ..che sono comparsi domenica notte ..E comunque si è ancora in ospedale anche perché ha ancora la febbre che però non arriva ad un massimo di 38

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene il dubbio di una sindrome parainfluenzale, ce ne sono davvero molte in questo periodo. Anche i medici la pensano così?

  6. Cioccolattina

    Sì anche i medici hanno detto che è per questo che vomita e anche la febbre ..però hanno aggiunto che devono tenerlo sotto controllo ancora un po perché presenta ancora mal di testa e sonnolenza e inoltre il logopedista ha aggiunto ” scatti improvvisi ” non ho idea di cosa voleva dire..Leo saprebbe rispondermi ? E poi anche semplicemente parlando con una persona che presenta l’influenza intestinale è possibile contrarla?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, anche parlando con un soggetto infetto (od anche non infetto, in certi casi) si può contrarre.

      Purtroppo non so dirle esattamente cosa intendesse il logopedista, mi dispiace, ma immagino una qualche difficoltà di articolazione delle parole.

      Mi tenga al corrente.

  7. Cioccolattina

    Temo di poter prenderla dal momento in cui parlando con una mia amica oggi mi ha raccontato che suo fratello l ha contratta e vivendo insieme penso non sia da escludere che l’abbia presa anche lei..può averla trasmessa anche a me ? Io ho il terrore di vomitare e a quanto pare è uno dei sintomi ..comunque dottore la difficoltà di articolazione delle parole è un sintomo che può scomparire da solo ? È qualcosa di grave ? È un brutto segni che lo tengano ancora sotto controllo?..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non è impossibile che venga contagiata, ma non è detto che succeda.
      2. Sicuramente prima di dimetterlo vogliono accertarsi che questi sintomi che sono emersi non siano legati ad un danno in corso.

  8. Cioccolattina

    Il problema di avere difficoltà dell’articolazione delle parole è un disturbo che può andare via come gli altri sintomi precedenti o c’è bisogno di una cura?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho speranza che possa risolversi come tutto il resto, ma non ho l’esperienza clinica necessaria per garantirglielo.

  9. Cioccolattina

    Non continuo a disturbarla più per questa sera sennò finirà per non sopportarmi più ..La ringrazio di tutto.

  10. Cioccolattina

    Mi scusi dottore sono sempre io volevo sapere se rientrava nel programma fare una seduta anche con uno psicologo ..perché oggi gliel’hanno appunto fatto fare dicendo che ne aveva bisogno.
    Il mio fidanzato da un anno a questa parte sta passando dei brutti problemi in famiglia..papà lontano,mamma malata , zio che faceva da papà morto poco più di un anno fa e questo ha influito molto sul suo stress ..può darsi che parlando con il logopedista hanno ritenuto possa essergli di sostegno la psicologa ?o è la prassi ? Ieri il dottore ci ha detto che essendo una parte delicata della testa ci vogliono ancora alcuni giorni .. inoltre quel disturbo di cui parlava il logopedista riguardava per esempio che durante un discorso può capitare di non aver ancora finito un argomento che ne passa subito dopo ad un altro convinto di averlo finito…dottore cosa mi dice lei ? Spero in qualche parola positiva .. ah dimenticavo di dirle che a breve faranno un altra tac..il ronziio non lo presenta più ..solo a volte mal di testa e sonnolenza e poi hanno iniziato a farlo camminare e adesso si alza e si lava anche da solo ..aspetto una sua risposta ..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, non solo è possibile, ma direi che è segno di grande attenzione al malato.
      2. Come sa non ho esperienza specifica in questo campo, ma da come mi descrive mi sembra di capire che si stiano facendo continui passi in avanti e questo è senza dubbio buon segno.

  11. Cioccolattina

    Mi scusi ma non ho capito bene la prima risposta. .rientra nella prassi fare una seduta psicologica o no?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non è la prassi (nel senso che non sempre serve), ma è prassi verificare se ci sia la necessità.

  12. Cioccolattina

    Va bene dottore grazie .. è un disturbo per lei se continuo ad aggiornarla chiedendole pareri ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel mio piccolo sono a disposizione, ma tenga sempre conto che sono farmacista e non medico.

  13. Cioccolattina

    Lo so ma dato che non posso essere fisicamente con lui per vari motivi mi è di conforto avere la sua opinione da persona più competente rispetto a ciò che può dirmi mia madre ad esempio. .io spero di non recarle disrurbo e spero tanto di non doverla più assillare uscendo al più presto

  14. Andrea

    Stamani sono stato al centro cefalee.Sono stato visitato da un prof.dove in base ai miei sintomi che perdurano da ben due mesi mi ha riconfermato la diagnosi CEFALEA TENSIVA CRONICA, SINDROME DI ATTACCO DI PANICO.Insieme alla terapia che sarebbe 12 gocce di laroxil che ci sono arrivato gradualmente 6 gocce all’inizio aumentando di una ogni 4gg. Inoltre Tavor 1mg 1cp alla sera (lui dice se necessario). La cosa che mi ha incuriosito e che mi ha consigliato di praticare esercizi di Thai-chi. Cosa ne pensa lei dottore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido, le tecniche di rilassamento sono un approccio tanto sottovalutato quanto utile.

    2. Anonimo

      Grazie dottore, senz’altro seguiro’ il consiglio, poi le sapro’ dire!

  15. Ambra

    Buongiorno dottore, scusi se la disturbo, ieri intorno alle 18:30 dopo aver preso qualcosa sulla mensola in alto in cucina non mi sono accorta ci fosse una tavoletta di cioccolato da 100 grammi messa male così mi è caduta di spigolo sulla parte superiore della testa proprio vicino alla cosìdetta “fontanella.” Lì per lì ho sentito un dolore assurdo anche se comprendo bene sembri una cosa da niente dato l’oggetto che me lo ha provocato… ma mi creda, è stato un duro colpo… Ora, a distanza di più di mezza giornata accuso nausea e un leggero mal di testa… secondo lei devo farmi vedere da qualcuno? E’possibile sia qualcosa di grave? sono restìa anandare dal mio medico perchè ho un po’ vergogna a raccontare l’accaduto, non vorrei risultare ridicola ma la mia paura è reale… grazie in anticipo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sentirei telefonicamente il medico, per comunicare gli attuali sintomi (nausea e mal di testa).

    2. Ambra

      intanto grazie.. il mal di testa non c’è quasi più, è rimasta la nausea(anche se, ora che ci penso, tra oggi e domani aspetto il ciclo quindi forse è per questo)Ma lei crede in generale che una tavoletta di cioccolato caduta in testa abbia la forza di provocare qualcosa? O a priori sarebbe da escludere una qualsiasi complicazione?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sarei ragionevolmente tranquillo, ma ovviamente non voglio sottovalutare nulla.

      PS: Vedo già i titoli… donna all’ospedale dopo che una tavoletta di cioccolato la colpisce violentemente in testa… 😉

  16. Ambra

    Appunto, in famiglia mi dicono di non esagerare e non disturbare il medico per cose di poco conto, per questo vorrei evitare di chiamarlo… magari aspetto domani mattina prima di chiamare? O è il caso di farlo subito?

    1. Ambra

      ma in generale non ho qualcosa di preciso, ho solo un leggero mal di testa(è ritornato, magari sollecitato dalle mie preoccupazioni) e un senso di nausea da quando mi sono svegliata che chiaramente è sopportabile, non è una cosa invalidante. Più che altro mi preoccupa il fatto che possa entrarci con l’accaduto. Se così non fosse, non mi preoccuperei neppure di provare a curarla. Diciamo che mi preoccupa la nausea nel caso in cui fosse collegata alla botta, in sè e per sè è un disturbo come un altro.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come detto sono ragionevolmente tranquillo, ma non posso garantirle nulla.

  17. Ambra

    va bene, penso che aspetterò qualche altro minuto e chiamerò il medico giusto per togliermi il dubbio… Se le fa piacere le farò sapere! Grazie comunque, è stata la più importante consolazione fino ad ora!

    1. Ambra

      Ho chiamato il medico, mi ha detto che se la nausea dovesse continuare consiglia di andare al P.S. Questa cosa mi ha fatto preoccupare un po’ perchè mi ha fatto credere fosse qualcosa di importante. Sul serio la nausea é un sintomo di gravi sciagure?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere sintomo di trauma cranico e, come dicevamo prima, in questi casi è preferibile non sottovalutare nulla e fare un controllo in più.

  18. Cioccolattina

    Dottore si ricorda di me ? Volevo dirle che è andato per il meglio..che il ricovero è terminato e adesso va tutto bene .
    È stato di grande aiuto .
    Distinti saluti

  19. Chiara

    Buonasera, mi permetto di esporle il mio problema, sperando che possa essermi d’aiuto. In data 10/01/2016 mentre mi accingevo ad attraversare la strada sulle striscie pedonali, sono stata investita da una macchina che giungeva dalla mia destra. L’urto mi ha “spostata” di alcuni metri e mi ha fatta cadere sul mio lato sinistro. Cadendo ho sbattuto piuttosto violentemente la tempia (sinistra appunto) a terra. Non ho perso conoscenza, ma da subito ho accusato un fortissimo mal di testa, una forte nausea e giramenti di testa. In più, ho riportato una piccola ferita alla tempia colpita. E’ stata chiamata l’ambulanza e una volta arrivata in ospedale mi sono stati dati due punti di sutura, mi sono stati fatti i raggi al collo, mi è stata fatta una TAC (negativa) e sono stata ricoverata nel reparto di Astanteria per quella notte. La mattina seguente sono stata dimessa con la diagnosi di trauma cranico, trauma cervicale e ferita l.c. fronte. Mi sono stati dati 15 giorni di prognosi, e il medico mi ha ordinato di stare a riposo assoluto e di usare il collare (quello morbido) quando mi alzavo dal letto. Premetto che dal momento dell’incidente il forte mal di testa, la nausea e i violenti giramenti di testa (tanto forti da impedirmi di stare in piedi da sola) non sono mai cessati. Dopo 7 giorni mi sono recata in ospedale per togliere i punti e ho riferito al medico che accusavo ancora gli stessi disturbi. Mi è stato ripetuto di stare a riposo assoluto e di non usare più il collare in modo che il collo si riabituasse a sostenere la testa e i capogiri cessassero.
    Ad oggi, 05/02/2016, continuo ad accusare gli stessi identici disturbi. Non ho avuto alcun miglioramento, neanche minimo. Non mi sono stati prescritti farmaci, ma mi è stato concesso di prendere Novalgina o Tachipirina al bisogno. Non sono un’amante dei farmaci e quindi in quasi un mese mi è capitato di prendere 15 gocce di Novalgina solo due volte. In conclusione, dal giorno dell’incidente ho un mal di testa costante che mi prende tutta la testa, nausea molto forte (ma mai vomito) e continui giramenti di testa. Cerco di non farmi sorreggere e di provare a camminare da sola, ma a volte (ad esempio sulla scale) mi è molto difficile. Quello che mi chiedo è: possibile che dopo quasi un mese non sia cambiato ancora nulla? E’ una terapia corretta secondo lei lo stare semplicemente a riposo? C’è qualcosa che mi consiglia di fare? Non so più che pesci prendere e vorrei solo iniziare a stare meglio.
    P.s. Ho quasi 27 anni e sono (quasi) sempre stata una ragazza in salute. Riferisco però angioma cavernoso frontale destro (ovviamente è stato comunicato anche ai medici che mi hanno visitata) scoperto nel 2008 a seguito di un incidente avvenuto in auto (5 giorni di ricovero in Neurologia e prognosi di trauma cranico, dal quale mi sono ripresa in brevissimo tempo).
    Mi scuso per il poema ma ho cercato di spiegarle tutto nel dettaglio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma non mi sento in grado di esprimere giudizi.

  20. Cioccolattina

    Anche io lo sono davvero tanto, e quando i dottori si limitavano nel parlare lei è stato di rassicurazione non solo per me ma anche per lui ,infatti la ringrazia ..avevamo entrambi una curiosità. .ma è possibile avere degli sbalzi d’umore rilasciati dal trauma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, anzi, direi che è normale; dovrebbero ridursi e sparire con il tempo.

  21. Carla

    Buongiorno dottor cimurto , so bene che il mio problema non riguarda i trauma cranici ma ho veramente bisogno di un parere ..da giorni accuso un continuo rumore all’orecchio che non è un fischio ma sembra ad un soffio violento e continuo un po come quando a gran forza le soffiano all’orecchio ..un rumore continuo 24 su 24 ..cosa potrebbe essere ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta di acufene e le cause sono numerose; contatti già domani il medico per verificare (spesso non è nulla di grave, ma può diventare cronico se non curato rapidamente).

  22. isabella

    Buongiorno dottore
    Dopo un trauma cranico minore provocato da una caduta si può prendere l’aereo. …a oggi 8 febbraio sono passate circa 3 settimane e ho ancora dei giramenti di testa quando mi alzo e quando mi sdraio …quanto tempo mi dureranno questi giramenti
    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Raccomando il preventivo parere del medico.
      2. Difficile prevederlo, ma possono in effetti durare diverse settimane (indispensabile anche per questo rimanere in contatto con il medico ed eventualmente approfondire con un neurologo).

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