Trauma cranico: sintomi, pericoli, conseguenze, terapia

Ultimo Aggiornamento: 1016 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

Trauma cranico ed incidenti automobilistici

Trauma cranico ed incidenti automobilistici (http://www.flickr.com/photos/er24ems/4745519562/sizes/s/in/photostream/)

Le ossa del cranio sono spesse e dure e proteggono il cervello dalle ferite, in più il cervello è circondato e protetto da alcuni strati di tessuto (meningi) contenenti il liquido cerebrospinale: la maggior parte degli urti e dei colpi è quindi attutita e non provoca danni al cervello. I traumi alla testa che non hanno conseguenze sul cervello sono considerati traumi cranici lievi o leggeri.

I colpi alla testa in grado di causare danni al cervello (il cosiddetto trauma cranio-encefalico) sono considerati traumi gravi, ogni anno negli Stati Uniti circa 13 persone su 10.000 riportano un qualche tipo di trauma cranico lieve, mentre 3 su 10.000 riportano traumi cranici gravi.

Sempre negli Stati Uniti le ferite alla testa sono la causa di circa 50.000 decessi ogni anno, circa il 40% del totale dei decessi causati da ferite e traumi in generale. Le ferite alla testa sono anche causa di circa 230.000 ricoveri in ospedale, e circa 5,3 milioni di persone soffrono di disturbi permanenti a seguito di traumi cranici. Quasi la metà dei traumi cranici gravi provoca il decesso del paziente.

Circa la metà dei traumi cranici è causata da incidenti che coinvolgono veicoli a motore e nel 70% circa degli incidenti più gravi qualcuno riporta tale tipo di trauma. Tra le altre cause più frequenti figurano gli incidenti domestici, le aggressioni, gli infortuni nello sport, nel tempo libero o sul lavoro (ad esempio mentre si fa funzionare qualche macchinario) e le ferite da arma da fuoco.

Il trauma cranico può essere comprendere:

  • lesioni al cuoio capelluto,
  • fratture al cranio,
  • commozione cerebrale,
  • contusioni e lacerazioni al cervello,
  • accumulo di sangue all’interno del cervello oppure tra il cervello e il cranio (ematoma intracranico),
  • danni alle cellule nervose diffusi in tutto il cervello (danno assonale diffuso).

Il cervello può subire danni anche in assenza di fratture al cranio. Spesso i danni subiti dal cervello sono più gravi rispetto alle ferite esterne, mentre a volte può succedere che il cervello non subisca danni nonostante siano presenti ferite gravi.

Cause

Molto spesso si riporta un trauma cranico quando si ha un incidente d’auto e non si indossa la cintura di sicurezza.

Altre situazioni tipiche sono gli incidenti in bici, in moto o le cadute dalla finestra (come capita ai bambini che vivono in città), oppure le cadute in casa, molto frequenti tra i bambini piccoli e gli anziani.

Tipologie di trauma cranico

La commozione cerebrale è causata dallo scuotimento del cervello a seguito di un urto e di solito comporta una perdita di conoscenza di breve durata: chi la subisce può sentirsi stordito ed avere problemi di vista e di equilibrio per un breve periodo dopo il trauma.

La contusione cerebrale è una lesione del cervello, con versamento emorragico e conseguente rigonfiamento.

La frattura del cranio comporta la rottura delle ossa della testa: a volte i bordi delle ossa possono penetrare nel cranio causando un’emorragia o danni di altro tipo.

Si ha infine un ematoma quando un versamento emorragico nel cervello ristagna fino a formare un accumulo di dimensioni sensibili. A volte gli ematomi possono restare invisibili per un certo periodo, variabile da un giorno a diverse settimane: per questo è importante avvisare un medico se qualcuno che ha subito un trauma alla testa si sente poco bene o si comporta in modo strano, facendo particolare attenzione se lamenta mal di testa, se è spesso confuso o distratto, ha problemi di equilibrio o episodi di vomito.

Con il tempo può crescere la pressione cui è sottoposto il cervello, poiché il cranio non è in grado di espandersi per far posto a un aumento di volume di ciò che contiene. In seguito (di solito nel giro di un giorno o due) la pressione sempre più forte può spingere il cervello verso il basso, causando un’ernia cerebrale, cioè una protrusione anomala del tessuto cerebrale attraverso un’apertura tra le sezioni che compongono il cervello. L’ernia cerebrale può causare il coma o anche la morte se la pressione sul tronco cerebrale (la parte più bassa del cervello, che controlla funzioni vitali come il battito cardiaco e il respiro) diventa eccessiva.

Ernia cerebrale

In questo caso il tessuto cerebrale è forzato attraverso una piccola apertura naturale che si trova nella parete, relativamente rigida, che separa i due emisferi e la parte superiore da quella inferiore del cervello (questi divisori sono un’estensione della meninge più esterna, la dura madre). L’ernia comprime il tessuto cerebrale, danneggiandolo.

Il tipo più comune di ernia cerebrale è l’ernia centrale (o transtentoriale). Parte del lobo temporale viene spinta attraverso l’incisura tentoriale, la piccola apertura nel tessuto che separa il lobo temporale dal cervelletto.

Sintomi

Dopo un trauma cranico è normale soffrire di

  • emicrania,
  • nausea,
  • testa che gira.

Altri sintomi frequenti sono:

Chi ha riportato un trauma cranico può inoltre avere problemi di:

  • concentrazione,
  • memoria,
  • organizzazione del pensiero,

oppure può avere problemi a fare diverse cose contemporaneamente.

Questi sintomi di norma scompaiono nel giro di alcune settimane, però possono continuare per più tempo se il trauma è stato molto grave; nella maggior parte dei casi il trauma cranico non causa danni permanenti.

Per chi ha subito un trauma cranico è normale non ricordarsi dell’incidente e neanche dei momenti immediatamente precedenti, e talora questi ricordi sono persi per sempre. Dopo la guarigione in genere la capacità di apprendere e ricordare cose nuove ritorna quasi sempre alla normalità.

Trauma cranico lieve

Può comparire un bernoccolo sulla testa e, se c’è un taglio sul cuoio capelluto, si può perdere molto sangue, dal momento che vicino alla superficie della pelle sono presenti numerosi vasi sanguigni. Proprio per questo una lacerazione al cuoio capelluto può sembrare molto più grave di quanto in realtà non sia.

Tra gli altri sintomi molto frequenti figurano:

  • l’emicrania,
  • le vertigini,
  • il capogiro,
  • un leggero stordimento.

A volte possono presentarsi

  • un leggero stato confusionale,
  • nausea,
  • soprattutto nei bambini il vomito.

I bambini piccoli talora diventano solo più irritabili.

La commozione cerebrale è un’alterazione temporanea nelle funzioni mentali, senza alcun danno strutturale al cervello. Spesso chi ne è colpito perde i sensi per un breve periodo (qualche minuto od anche di meno), ma a volte può semplicemente entrare in stato confusionale e non riuscire a ricordarsi dell’incidente o degli istanti che l’hanno preceduto (amnesia).

Dopo aver subito una commozione cerebrale, talora si può soffrire di:

  • emicrania,
  • giramento di testa,
  • affaticamento,
  • vuoti di memoria,
  • incapacità di concentrarsi,
  • insonnia,
  • alterazioni cognitive,
  • irritabilità,
  • depressione e ansia.

Questi sintomi sono noti con il nome di sindrome post-concussiva.

Trauma cranico grave

I sintomi dei traumi cranici gravi possono essere gli stessi di quelli più lievi: alcuni, come l’emicrania, talora sono più intensi.

Questi sintomi a volte iniziano con un periodo di perdita di conoscenza nel momento in cui si subisce il colpo ed ha una durata diversa a seconda dei casi: alcune persone si svegliano nel giro di pochi secondi mentre altre impiegano ore, o addirittura giorni, a riprendere i sensi.

Al risveglio spesso ci si sente intontiti e confusi, oppure irrequieti e agitati; può succedere di vomitare e/o di avere le convulsioni. Anche l’equilibrio e la capacità di coordinazione possono risultare problematici. Inoltre, a seconda di dove è localizzato il danno cerebrale, possono essere pregiudicate (a volte in maniera definitiva) la capacità di pensare, di controllare le emozioni, di muoversi, di provare sensazioni, di parlare, vedere, udire e anche ricordare.

In caso di frattura alla base del cranio, può verificarsi fuoriuscita di liquidi o di sangue dal naso o dalle orecchie.

Ematoma

All’aumentare della pressione dovuta all’ematoma od al ristagno di liquidi, quando presenti, i sintomi peggiorano e ne compaiono di nuovi. Tra i primi sintomi che indicano un aumento della pressione all’interno del cranio figurano:

  • l’intensificarsi dell’emicrania,
  • lo stato confusionale,
  • l’abbassamento del livello di coscienza,
  • il vomito.

In seguito, il soggetto colpito può arrivare a perdere ogni reattività e le pupille possono allargarsi.

Ernia cerebrale

In questi casi la pupilla si dilata e non si contrae più in reazione alla luce. L’ernia centrale (o transtentoriale) può avere conseguenze gravissime:

  • paralisi,
  • stupor,
  • coma,
  • battito anomalo del cuore,
  • respiro affannoso,
  • arresto respiratorio,
  • arresto cardiaco,
  • decesso del paziente.

Quando chiamare il medico

E’ necessario rivolgersi sempre ad un medico se:

  • Sintomi come mal di testa, nausea o sonnolenza continuano a peggiorare,
  • Compaiono cambiamenti nel comportamento, come irritabilità o stato confusionale,
  • Le pupille sono dilatate o hanno grandezza diversa,
  • Si hanno difficoltà nel camminare o nel parlare,
  • Si perde sangue o altri fluidi dalle orecchie o dal naso,
  • Si verificano attacchi di vomito,
  • Si hanno le convulsioni,
  • Gli arti sono deboli o intorpiditi.

A volte un trauma cranico può comportare emorragie, ferite lacerocontuse oppure un rigonfiamento cerebrale causato dal movimento del cervello all’interno del cranio al momento dell’impatto. Anche se la maggior parte delle persone si riprende dal trauma cranico, senza postumi di lunga durata, il medico può accertarsi che non ci siano danni o pericoli interrogando il paziente sulle circostanze in cui si è procurato il trauma e sulla sua storia medica, chedendogli se dopo aver riportato il trauma ha vomitato, ha avuto le convulsioni oppure ha presentato difficoltà respiratorie.

Il paziente in certe circostante dovrà rimanere in ospedale in osservazione e, in alcuni casi per escludere eventuali complicazioni, sarà necessario eseguire un esame del cervello, realizzato con tecniche di imaging come la TAC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica (MRI).

Pericoli e prognosi

Trauma cranico lieve

Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente, soprattutto se non si sviluppano i sintomi della sindrome post-concussiva, abbastanza frequenti nella settimana immediatamente successiva all’infortunio. Tali sintomi spesso scompaiono nel giro di una settimana, ma talora possono continuare per mesi o anche, sebbene più raramente, per anni; colpiscono con maggiore frequenza pazienti che hanno già sofferto in passato di commozione cerebrale, soprattutto se si riporta un trauma prima che siano scomparsi completamente i postumi di quello precedente (come capita, ad esempio, agli atleti che riprendono l’attività sportiva troppo presto).

Trauma cranico grave

Un adulto che abbia subito un trauma cranico grave di solito guarisce quasi completamente nel giro di 6 mesi, anche se i miglioramenti possono continuare ancora per un paio d’anni. I bambini tendono a riprendersi meglio, a prescindere dalla gravità del trauma, e continuano a migliorare per un periodo molto più lungo.

Le conseguenze di un trauma cranico grave possono essere diverse e variano dalla guarigione completa alla permanenza di problemi e invalidità di vario tipo, fino ad arrivare fino al decesso del paziente.

Sul lungo termine, possono manifestarsi

  • amnesia,
  • problemi comportamentali (ansia, agitazione, impulsività, abbassamento dei freni inibitori o mancanza di motivazione),
  • sbalzi d’umore improvvisi,
  • disturbi del sonno,
  • diminuzione delle facoltà intellettuali.

Il recupero della memoria dopo aver perso conoscenza a causa di un trauma cranico forte dipende dal tempo trascorso in stato d’incoscienza: chi si risveglia nel giro di una settimana ha maggiori probabilità di recuperare la memoria. A seguito di un trauma cranico forte, possono verificarsi episodi di epilessia, anche fino a quattro anni dopo l’incidente.

Il tipo e la gravità delle conseguenze invalidanti dipendono dalla posizione delle lesioni cerebrali e dalla loro gravità: alcune funzioni, come la vista e il controllo degli arti, sono controllate da singole aree su un lato del cervello e, se queste hanno subito danni, di solito ne conseguono menomazioni alle funzioni corrispondenti, con conseguente invalidità permanente.

A volte le zone del cervello che non hanno subito danni prendono il controllo di determinate funzioni al posto di altre aree che sono rimaste danneggiate, permettendo un recupero funzionale almeno parziale.

Tuttavia, quando s’invecchia, il cervello perde la capacità di scambiare le funzioni tra un’area e l’altra: ad esempio le abilità linguistiche sono gestite da numerose parti diverse del cervello nei bambini, ma sono concentrate in un unico punto (l’emisfero sinistro) negli adulti. Se questo subisce danni prima dell’ottavo anno di età, l’emisfero destro è in grado di farsi carico quasi interamente delle facoltà linguistiche, mentre se le aree del linguaggio rimangono danneggiate in età adulta l’invalidità che ne deriva è permanente.

La rieducazione può contribuire ad alleviare gli effetti della maggior parte delle invalidità funzionali.

Diagnosi

  1. La gravità del trauma cranico nella maggior parte dei casi non è proporzionale a quella delle lesioni cerebrali.
  2. La radiografia del cranio non è quasi mai utile per la diagnosi di trauma cranico.
  3. Se il paziente ha un trauma cranico grave, non gli si dovrebbe far muovere il collo, perché potrebbe essere rotto.

Trauma cranico lieve

La diagnosi di trauma cranico lieve è basata sui sintomi e sui risultati degli esami.

Se il trauma cranico causa una perdita di conoscenza, anche breve, è necessario un intervento medico immediato. Se il medico osserva sintomi o segnali che potrebbero indicare una lesione cerebrale, viene effettuata una TAC (tomografia computerizzata) o una risonanza magnetica (MRI) e poi le lesioni significative del cranio o del cervello vengono curate. La TAC diagnostica con maggiore accuratezza le fratture craniche, mentre la risonanza magnetica è più utile per alcuni tipi di lesioni cerebrali. Le radiografie del cranio non sono quasi mai utili.

Se i medici, a seguito della visita o dei risultati della TAC, sospettano un danno cerebrale, il paziente è ricoverato in ospedale. I bambini sono ricoverati in ospedale sia per questi stessi motivi, sia se hanno perso conoscenza anche per poco tempo, sia se hanno avuto le convulsioni; inoltre i bambini possono essere ricoverati in ospedale anche quando si sospetta che qualcuno abbia abusato di loro.

Trauma cranico grave

Se il trauma ha coinvolto anche altre parti dell’organismo (ad esempio a seguito di un incidente in macchina) o se la persona ha perso conoscenza, è fondamentale chiamare l’ambulanza.

Quando il paziente arriva al pronto soccorso i medici e gli infermieri lo visitano per capire la gravità del trauma. Per prima cosa controllano i parametri vitali, cioè il battito cardiaco, la pressione e la respirazione. Se il paziente non respira normalmente viene attaccato al respiratore.

I medici controllano immediatamente se è cosciente e se risponde ai comandi; controllano inoltre quanti stimoli sono necessari per fargli aprire gli occhi. In seguito si verificano le funzioni cerebrali di base controllando, ad esempio, il diametro delle pupille e la reattività alla luce, la capacità di muovere gli arti, l’uso del linguaggio, la coordinazione e i riflessi.

Per escludere eventuali lesioni cerebrali si esegue la TAC e, in alcuni casi, anche la risonanza magnetica. Le radiografie di solito non sono necessarie, perché diagnosticano le fratture del cranio ma non danno praticamente nessuna informazione sulle lesioni cerebrali. Le radiografie e la TAC del collo sono effettuate solo quando si deve capire se il collo è rotto.

Cura e terapia

Non sempre è vero che occorre tenere sveglio chi ha appena subito un trauma cranico; se il medico ritiene opportuno tenere sotto stretta osservazione il paziente, di solito ne dispone infatti il ricovero in ospedale.

A volte chi ha subito un trauma cranico viene rimandato a casa, se la persona che è con lui è abbastanza affidabile e in grado di tenerlo sotto osservazione. In questi casi a volte il medico chiede all’accompagnatore di tenere vigile con una certa frequenza il paziente e rivolgergli domande come “come ti chiami?” o “dove ti trovi?” allo scopo di verificare che sia tutto a posto.

Trauma cranico lieve

Se il trauma cranico è lieve e non provoca sintomi diversi dal dolore nella zona colpita, possono essere utili gli analgesici normali, come il paracetamolo. Non è invece consigliabile assumere l’aspirinao altri antinfiammatori non steroidei, perché potrebbero aggravare eventuali emorragie cerebrali o craniche.

I medici suturano le ferite e le bendano. Nelle prime 24 ore dopo il trauma, il paziente è controllato a cadenza regolare, a intervalli di alcune ore, per escludere la comparsa di sintomi potenzialmente pericolosi. I bambini che hanno riportato un trauma cranico lieve possono dormire, ma devono essere svegliati a intervalli di alcune ore per il controllo dei sintomi.

I sintomi controllati sono quelli che possono indicare un peggioramento delle funzioni cerebrali; tra di essi ricordiamo: aumento o persistenza della sonnolenza e della confusione, convulsioni, episodi ripetuti di vomito, mal di testa molto forte, incapacità di muovere gli arti, perdita di sensibilità degli arti, incapacità di riconoscere le persone o i luoghi circostanti, perdita dell’equilibrio, disturbi del linguaggio o della vista, perdita di coordinazione, respirazione affannosa e perdita di liquido trasparente (liquido cerebrospinale) dal naso o dalle orecchie. Questi sintomi possono comparire dopo ore, o addirittura giorni, dal trauma. Se si verificano, è fondamentale un intervento medico tempestivo.

Trauma cranico grave

Quando i soccorritori spostano il paziente che ha un trauma cranico grave, fanno molta attenzione a non peggiorare la situazione: il collo viene dato per rotto finché non si dimostra il contrario.

In caso di trauma cranico grave la testa, il collo e la spina dorsale del paziente vengono immobilizzati: di norma il paziente viene dotato di collare rigido, viene sdraiato su una barella rigida ed immobilizzato accuratamente.

Chi ha un trauma cranico grave viene ricoverato in ospedale, di solito nel reparto di terapia intensiva, dove i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue sono controllati costantemente. I medici tengono sotto controllo la pressione adeguando la quantità di liquidi somministrati tramite flebo e, se necessario, usando i diuretici (come il mannitolo e la furosemide).

L’ossigeno e l’anidride carbonica sono tenuti sotto controllo variando la quantità di ossigeno somministrata dal respiratore, nonché la frequenza e la profondità dei respiri artificiali. La testiera del letto può essere rialzata per diminuire la pressione all’interno del cranio e sul cervello.

Vengono inoltre somministrati farmaci antidolorifici ed eventualmente anche i sedativi, perché l’attività muscolare eccessiva può essere pericolosa. Vengono infine prese le opportune precauzioni anche contro la febbre e le convulsioni.

All’interno della scatola cranica può essere impiantato un minuscolo misuratore di pressione per capire se le terapie prevengono o curano l’aumento della pressione nel cervello; in alternativa può essere inserito un catetere negli spazi interni del cervello (ventricoli cerebrali). I ventricoli contengono il liquido cerebrospinale che scorre sulla superficie esterna del cervello, tra le meningi. Il catetere può essere usato per controllare la pressione e per drenare il liquido cerebrospinale, riducendo quindi la pressione sul cervello. In alcuni casi potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico, per far diminuire la pressione aprendo il cranio.

Riconoscere un trauma grave

La maggior parte dei traumi cranici non è grave. Un trauma cranico grave può essere riconosciuto grazie a determinati sintomi che rivelano un peggioramento nelle funzioni cerebrali.

Se si presentano i sintomi descritti di seguito, sia negli adulti sia nei bambini, è necessario andare immediatamente al pronto soccorso:

  • Vomito, pallore, irritabilità o sonnolenza che si protraggono per più di 6 ore,
  • Perdita di conoscenza,
  • Perdita di sensibilità in alcune parti del corpo o impossibilità di muoverle,
  • Incapacità di riconoscere le persone o i luoghi circostanti,
  • Incapacità di mantenere l’equilibrio,
  • Problemi di linguaggio o problemi visivi (il paziente farfuglia, ha la vista sfocata o ha dei punti ciechi),
  • Perdita di liquido trasparente (fluido cerebrospinale) dal naso o dalle orecchie,
  • Mal di testa molto forte.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. elisa

    Buongiorno,
    Le scrivo per avere un Suo parere:
    domenica in tarda sera, alzandomi da posizione accovacciata a verticale ho sbattuto parecchio forte la testa (nell’area parietale/occipitale) sullo spigolo di una finestra aperta. Immediato fortissimo dolore, poi un po’ di nausea (metto in conto potesse esser per lo spavento). Ieri e oggi mi perdurano il dolore nell’area della botta, mal di testa (non forte, più il classico cerchio alla testa leggermente più forte nella metà destra -quella dove ho preso il colpo), leggero mal di collo, e mi sento alquanto intontita (la sensazione è quella del post-sbronza, o dei minuti successivi alla sveglia). Non presento altri sintomi al momento (tranne una leggera irritabilità). Mi devo preoccupare, è il caso che mi rechi al pronto soccorso? Oppure sono sintomi normali essendo passate solo 36 ore dall’accaduto?
    La ringrazio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Pronto Soccorso credo che sia eccessivo, ma una visita dal medico di base la farei.

  2. Nicola

    Buonasera dottore . Oggi giocando a calcetto con gli amici per cercare di salvare il pallone prima di uscire dalla linea di fondo ho sbattuto abbastanza forte , a parere dei miei amici anche molto forte, sul muro con la parte posteriore del cranio il cosiddetto “cervelletto” . Al momento dell impatto ho sentito un forte dolore alla zona colpita e un forte tintinnio alle orecchie scarseggiando le capacità uditive. Però dopo qualche minuto tipo 1,2 minuti mi era passato quella specie di “tappo” alle orecchie però persiste il tintinnio che adesso ancora ho. Mi sentivo debole e sbalordito ma cosciente senza altri problemi se non che per una piccolissima perdita di sangue dal naso . Sono passate solo 2/3 ore dall accaduto , che cosa mi consiglierebbe di fare ???
    Cordiali saluti Nicola.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non c’è stato trauma con il naso, ma è ugualmente uscito sangue, raccomando una verifica immediata al Pronto Soccorso.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.