Trasmissione dell’HIV (AIDS)

Ultimo Aggiornamento: 179 giorni

Introduzione

Il virus dell’HIV (in seguito, per comodità, solo “HIV”) è il virus dell’immunodeficienza umana; una volta contratto è in grado di danneggiare il sistema immunitario distruggendo i globuli bianchi, cellule del sangue in grado di combattere le infezioni.

Questo espone il paziente al rischio di infezioni gravi e anche alcuni tumori.

AIDS sta invece per “sindrome di immunodeficienza acquisita” ed è la fase finale dell’infezione da HIV, ma fortunatamente non tutti i soggetti sieropositivi (cioè contagiati dall’HIV) sviluppano l’AIDS.

I primi sintomi dell’infezione da HIV possono essere linfonodi ingrossati e sintomi simil-influenzali; possono andare e venire per 2-4 settimane, ma in molti casi non si manifesta inizialmente alcun sintomo e quelli più gravi potrebbero non comparire fino a mesi o anni dopo.

Un semplice esame del sangue permette di evidenziale eventuali infezioni e può essere acquistato senza obbligo di ricetta in farmacia o eseguito gratuitamente e in modo anonimo in qualsiasi ospedale.

Ad oggi non esiste cura definitiva, ma disponiamo di numerosi farmaci in grado di combattere l’infezione da HIV e ridurre il rischio di infettare gli altri; i soggetti che ricevono una diagnosi precoce hanno grazie a queste possibilità un’aspettativa di vita pressoché pari a quella di chiunque altro.

Il virus si trova in diversi fluidi e tessuti della persona malata ma ricordiamo che quando si trova in piccole quantità non significa che il fluido o il tessuto siano necessariamente contagiosi.

L’HIV può essere trasmesso solo da alcune categorie di fluidi della persona infetta, e cioè:

  • dal sangue,
  • dallo sperma,
  • dalle secrezioni vaginali,
  • dal latte materno.

Perché avvenga il contagio questi fluidi devono entrare in contatto con le mucose o con tessuti lesionati, oppure essere iniettati direttamente nel sangue (tramite un ago o una siringa).

Negli Stati Uniti l’HIV viene trasmesso nella maggior parte dei casi tramite condotta sessuale a rischio (rapporti anali o vaginali) oppure tramite la condivisione di siringhe con una persona infetta.

La trasmissione tramite rapporti orali o dalla madre infetta al figlio (prima o dopo il parto, oppure durante l’allattamento o quando la madre mastica il cibo per il bambino) è meno frequente. È anche possibile essere contagiati dall’HIV mediante:

  • esposizione al sangue infetto,
  • trasfusione di sangue infetto,
  • contatto con gli emoderivati o trapianto di organi, ma questo rischio è molto remoto, perché il sangue e gli organi donati vengono controllati con procedure rigorose.

Alcuni infermieri e medici sono stati contagiati quando si sono punti con siringhe contenenti sangue infetto o, con minore frequenza, quando il sangue infetto è entrato in contatto con una loro ferita aperta, con gli occhi o con le mucose interne del naso. In un solo caso un paziente è stato contagiato da un dentista malato.

Quali sono i fluidi che trasmettono l’HIV?

È stato dimostrato che questi fluidi corporei contengono un’alta concentrazione di virus HIV:

  • sangue,
  • sperma,
  • secrezioni vaginali,
  • latte materno,
  • altri fluidi che contengono sangue.

Il personale sanitario può entrare in contatto anche con questi altri fluidi in grado di trasmettere il virus:

  • liquidi che proteggono il cervello e il midollo spinale,
  • fluidi che proteggono le articolazioni,
  • fluidi che proteggono il feto.

L’HIV riesce a sopravvivere fuori dall’organismo?

Gli scienziati e le autorità sanitarie sono concordi nell’affermare che l’HIV non sopravvive fuori dall’organismo, e questo rende il rischio di trasmissione ambientale piuttosto basso.

L’HIV si trova in concentrazioni e quantità variabili nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali, nel latte materno, nella saliva e nelle lacrime. Per ottenere i dati sulla sopravvivenza dell’HIV, le ricerche richiedono l’uso di concentrazioni molto alte, ottenute artificialmente, di virus coltivato in laboratorio. Queste concentrazioni innaturali di HIV possono sopravvivere per giorni o addirittura per settimane in condizioni di laboratorio strettamente controllate e sorvegliate, ma le ricerche del CDC indicano che, anche con queste alte concentrazioni, quando si diminuisce l’umidità la quantità di virus infettivo diminuisce dal 99 al 90 per cento nel giro di alcune ore.

Le concentrazioni di HIV usate in laboratorio sono molto più alte di quelle che si trovano nella realtà nel sangue o in altri campioni, quindi quando diminuisce l’umidità del sangue infetto o degli altri fluidi il rischio potenziale di trasmissione ambientale diminuisce fin quasi ad azzerarsi, come si vede nella pratica.

Interpretazioni non corrette di conclusioni tratte dagli studi di laboratorio in alcuni casi hanno causato allarmi ingiustificati.

I risultati delle ricerche di laboratorio non dovrebbero essere usati per valutare il rischio di infezione delle persone, perché:

  1. la quantità di virus usata in laboratorio non è riscontrabile nei campioni di origine umana (e in generale in natura),
  2. non sono stati registrati casi di infezione da HIV di origine ambientale, dovuti al contatto con una superficie infetta.

L’HIV, inoltre, non è in grado di riprodursi al di fuori dell’ospite vivo, diversamente da molti batteri o funghi che invece possono farlo in condizioni adatte. L’HIV può riprodursi fuori dall’ospite solo in laboratorio. Il contagio, quindi, è strettamente legato alla presenza dell’ospite portatore del virus.

Posso essere contagiato dall’HIV durante i rapporti anali?

Sì: i rapporti anali non protetti (cioè in cui non viene usato il preservativo) sono considerati molto a rischio. Entrambi i partner possono contrarre il virus durante un rapporto anale. L’HIV si trova nel sangue, nello sperma, nel liquido pre-eiaculatorio, o nelle secrezioni vaginali delle persone infette. In generale chi riceve lo sperma corre un rischio maggiore di contagio, perché le pareti del retto sono molto sottili e quindi il virus può entrare in circolo durante il rapporto; tuttavia anche nel partner attivo il virus può entrare nell’organismo durante il rapporto, attraverso l’uretra (l’apertura da cui esce l’urina) o minuscoli tagli, abrasioni o ferite sul pene.

L’unico modo sicuro per evitare il contagio da HIV è l’astinenza. Durante i rapporti anali, bisogna usare un preservativo in lattice. Nella maggior parte dei casi i preservativi sono efficaci, ma il rischio che si rompano è maggiore durante i rapporti anali che durante quelli vaginali: anche con il preservativo, quindi, i rapporti anali possono essere a rischio. Per diminuire il rischio di rottura del preservativo, è opportuno usare la giusta quantità di lubrificante a base acquosa.

Posso essere contagiato dall’HIV durante i rapporti vaginali?

Sì: entrambi i partner possono essere contagiati dall’HIV durante i rapporti vaginali. I rapporti vaginali sono la modalità più frequente di trasmissione del virus in gran parte del mondo. L’HIV si trova nel sangue, nello sperma, nel liquido pre-eiaculatorio o nelle secrezioni vaginali delle persone infette.

Nelle donne si possono creare piccole lesioni nelle pareti vaginali che consentono all’HIV di entrare nell’organismo. L’HIV può anche essere assorbito direttamente dalle mucose che rivestono la vagina e il collo dell’utero.

Negli uomini l’HIV può entrare nell’organismo attraverso l’uretra (l’apertura da cui fuoriesce l’urina) o piccole ferite o lesioni sul pene.

Il rischio di contagio aumenta se uno dei partner è affetto da una malattia sessualmente trasmessa (MST). L’astinenza è l’unico modo per evitare il contagio. Se scegliete di avere rapporti vaginali, usate un preservativo in lattice per proteggere meglio voi e il partner dall’HIV e dalle altre malattie sessualmente trasmesse.

Le ricerche hanno dimostrato che il preservativo è molto efficace per proteggere la trasmissione dell’HIV se usato in modo corretto in tutti i rapporti: la sua efficacia però non è totale. Se uno dei partner è allergico al lattice, è possibile usare preservativi (maschili o femminili) in materiali ipoallergenici.

Posso essere contagiato dall’HIV durante i rapporti orali?

Sì, entrambi i partner possono essere contagiati dal virus HIV durante i rapporti orali, ma questa modalità di trasmissione è meno probabile rispetto al contagio tramite rapporti anali o vaginali.

Sono pochi i casi documentati di pazienti contagiati dall’’HIV dopo aver praticato sesso orale ad una persona infetta e nessuno sa con esattezza quale sia la percentuale di rischio, ma i dati indicano che il rischio è minore rispetto a quello dei rapporti anali o vaginali non protetti.

Se è il partner infetto a praticare sesso orale, il sangue della sua bocca può penetrare nell’organismo del partner passivo attraverso:

  • l’uretra (l’apertura del pene da cui fuoriesce l’urina)
  • le mucose della vagina o del collo dell’utero
  • la mucosa dell’ano
  • piccoli tagli e ferite non rimarginati.

Se il partner passivo è infetto, il sangue, lo sperma, il liquido pre-eiaculatorio o le secrezioni vaginali potrebbero contenere il virus. Il virus HIV potrebbe entrare nell’organismo del partner attivo attraverso la mucosa della bocca.

Il rischio di trasmissione dell’HIV aumenta:

  • se il partner attivo ha delle lesioni aperte o dei tagli sulle labbra, in bocca o nella gola;
  • se il partner passivo eiacula nella bocca del partner attivo;
  • se il partner passivo ha un’altra malattia sessualmente trasmessa (STD).

L’astinenza è il modo più efficace per evitare il contagio.

Se scegliete di praticare sesso orale con un partner di sesso maschile:

  • fategli mettere il preservativo
  • se voi o il vostro partner siete allergici al lattice, potete usare i preservativi ipoallergenici.

Le ricerche hanno dimostrato che i preservativi sono molto efficaci per prevenire il contagio, se usati in modo corretto in tutti i rapporti. La loro efficacia però non è totale.

Se scegliete di praticare sesso orale su una partner di sesso femminile:

  • usate una barriera di lattice (ad esempio un fazzoletto di lattice, una diga dentale o dental dam o un preservativo tagliato a formare un quadrato) tra la bocca e la vagina. La barriera di lattice diminuisce il rischio che il sangue o le secrezioni vaginali entrino nella bocca. Come barriera può anche essere usata la pellicola per gli alimenti.

Se scegliete di avere rapporti orali che comprendano il contatto con l’ano del partner o della partner (analingus o rimming):

  • usate una barriera di lattice (ad esempio un fazzoletto di lattice, una diga dentale o dental dam o un preservativo tagliato a formare un quadrato) tra la bocca e la vagina. Come barriera può anche essere usata la pellicola per gli alimenti.

Come mi devo regolare con i sex toy per evitare il contagio?

Se scegliete di condividere i sex toy (dildo, vibratori, …) con il partner:

  • ognuno deve usare un preservativo nuovo sul sex toy,
  • ricordate di pulire il sex toy prima di farlo usare a qualcun altro.

Se faccio uso di droghe iniettabili posso contrarre l’HIV?

Sì: all’inizio dell’iniezione un po’ di sangue entra nell’ago e nella siringa e il virus dell’HIV si trova nel sangue della persona infetta. Riutilizzare gli aghi e le siringhe contaminate (condivisione delle siringhe) è una pratica ad altissimo rischio di trasmissione dell’HIV, perché il sangue infetto può entrare direttamente in circolo con l’iniezione.

Condividere tutte le attrezzature necessarie per drogarsi è un comportamento a rischio per la contagio da HIV. Il sangue infetto può essere introdotto nei preparati iniettabili in questi modi:

  • usando siringhe contaminate per preparare la droga,
  • riutilizzando l’acqua,
  • riutilizzando i tappi di bottiglia, i cucchiai o altri contenitori per sciogliere le droghe nell’acqua o per riscaldarle,
  • riutilizzando i frammenti di cotone o i filtri di sigaretta per filtrare le particelle che potrebbero ostruire l’ago.

Gli spacciatori in alcuni casi rivendono le siringhe usate facendole passare per sterili. Per questo motivo chi fa uso di droghe iniettabili dovrebbe procurarsi le siringhe da fonti affidabili, ad esempio dalle farmacie.

È fondamentale ricordare che condividere gli aghi e le siringhe per qualsiasi uso, ad esempio per le iniezioni intramuscolari di droga o per iniettarsi gli steroidi, è una pratica a rischio per il contagio da HIV e da altre infezioni trasmissibili attraverso il sangue.

L’HIV e le altre malattie sessualmente trasmissibili sono collegati?

Sì: chi soffre di malattie sessualmente trasmissibili (MST) corre un rischio maggiore di contagio da HIV, sia che la MST causi lesioni alla pelle (come nel caso della sifilide, dell’herpes o dell’ulcera molle) sia che non provochi lesioni alla pelle (come nel caso della clamidia e della gonorrea).

Se la MST causa irritazione della pelle, lesioni o ulcere, il virus HIV può entrare nell’organismo con maggior facilità durante i rapporti sessuali. Anche quando la STD non causa lesioni alla pelle, l’infezione può stimolare una risposta immunitaria nella zona genitale in grado di facilitare la trasmissione dell’HIV.

Inoltre, se la persona sieropositiva è anche colpita da un’altra MST, corre un rischio da 3 a 5 volte maggiore rispetto alle persone solo sieropositive di trasmettere l’HIV tramite contatti di natura sessuale.

L’astinenza è il modo più efficace per evitare tutte le MST, compreso l’HIV. Per chi sceglie di avere una vita sessuale attiva, sono molto efficaci questi consigli per prevenire il contagio da HIV:

  • non avere rapporti vaginali, orali o anali,
  • avere rapporti con un partner solo e sano,
  • usare il preservativo in ogni rapporto.

Il personale sanitario rischia di contrarre l’HIV?

Per il personale sanitario, il rischio di esposizione all’HIV sul luogo di lavoro è molto basso, soprattutto se si seguono semplici precauzioni di buonsenso (ad esempio seguire tutte le misure di sicurezza e usare tutti i dispositivi di protezione per prevenire l’HIV e altre infezioni trasmissibili attraverso il sangue). È importante ricordare che il contatto casuale quotidiano con i pazienti sieropositivi non espone il personale sanitario e nessun’altra persona all’HIV. Per il personale sanitario, il principale rischio di trasmissione del virus sul luogo di lavoro è dato dalle punture e dalle lesioni accidentali dovute a siringhe o altri strumenti appuntiti che possono essere contaminati dal virus. Questo rischio tuttavia è trascurabile. I ricercatori stimano che il rischio di contagio tramite puntura accidentale sia inferiore all’1 per cento; questa stima è basata sui risultati di diverse ricerche condotte su personale sanitario punto da siringhe contaminate dall’HIV o esposto in altri modi al sangue contaminato.

La strategia più importante per diminuire il rischio di trasmissione dell’HIV sul luogo di lavoro è quella di prevenire l’esposizione occupazionale, ma devono comunque essere messe a punto misure di emergenza per la gestione del personale sanitario esposto al virus.

Chi è ricoverato in ospedale può essere contagiato dall’HIV?

La trasmissione dell’HIV all’interno degli ospedali è possibile ma è estremamente rara. Gli esperti sottolineano che le pratiche di controllo della trasmissione, tra cui le precauzioni universali di buonsenso (pratiche protettive e protezioni personali per prevenire l’HIV e altre infezioni trasmissibili attraverso il sangue), proteggono i pazienti e il personale sanitario dal contagio dell’HIV negli ospedali e negli ambulatori, anche dentistici.

Nel 1990 il CDC ha documentato il caso di un dentista sieropositivo residente in Florida che avrebbe contagiato alcuni dei suoi pazienti. Gli studi delle sequenze virali del DNA hanno collegato il dentista a sei dei suoi pazienti anch’essi sieropositivi. Il CDC non è ancora stato in grado di stabilire come sia avvenuta la trasmissione. Nessun’altra ricerca ha scoperto prove della trasmissione dal personale medico al paziente negli ospedali e negli ambulatori.

Il CDC ha documentato rari casi di contagio avvenuti negli ospedali tramite tessuti provenienti da donatori infetti. La maggior parte di essi è stata causata da negligenze del personale sanitario che non ha seguito scrupolosamente le precauzioni universali né le linee guida per il controllo delle infezioni. La maggior parte dei casi si è verificata all’inizio della pandemia di HIV, prima che fossero attivate le procedure di screening.

Si può essere contagiati da punture accidentali fuori dagli ospedali?

No. È possibile essere contagiati dall’HIV se ci si punge con una siringa infetta, ma non sono stati documentati casi di contagio fuori dagli ospedali e dagli ambulatori.

Il CDC spesso riceve domande relative alle siringhe usate lasciate in giro da chi fa uso di droghe. È stato detto che il CDC conferma la presenza del virus HIV in quelle siringhe, ma è falso! Il CDC non esamina direttamente quelle siringhe e può dire nulla sulla presenza del virus HIV nei campioni connessi a episodi di punture accidentali. Si tratta dunque, per la maggior parte, di leggende metropolitane senza alcun fondamento.

Il CDC è stato informato di incidenti avvenuti in Virginia in cui una persona si è punta con una siringa (che pensava essere una siringa per l’insulina) trovata in una cabina telefonica e un’altra ha trovato in un distributore automatico una siringa che però l’ha soltanto graffiata. La polizia locale e le autorità sanitarie hanno indagato sui due casi e hanno stabilito che nessuno ha è stato in alcun modo contagiato dalle siringhe.

Spesso in giro si trovano siringhe usate e si pensa che siano state abbandonate da chi si droga o da chi fa uso di insulina. In alcuni casi si può essere punti da siringhe lasciate in giro: i più soggetti a questi incidenti sono i bambini, gli operatori ecologici o il personale addetto alle pulizie. Le punture accidentali possono trasferire il sangue e gli agenti patogeni che colpiscono il sangue (ad esempio i virus dell’epatite B, dell’epatite C e dell’HIV), ma il rischio di trasmissione è estremamente basso e non sono stati documentati casi di trasmissione al di fuori degli ospedali e delle strutture sanitarie.

Il CDC non consiglia il controllo di routine delle siringhe usate per scoprire se sono presenti agenti patogeni al loro interno. Le persone esposte al virus vanno però gestite caso per caso per capire:

  1. il rischio di presenza nella sorgente di un agente patogeno trasmissibile attraverso il sangue,
  2. la natura della lesione.

Chiunque sia stato punto da una siringa all’interno di un ospedale o di una struttura sanitaria dovrebbe andare immediatamente dal medico o al pronto soccorso. I farmaci antiretrovirali somministrati subito dopo la puntura di una siringa infetta dall’HIV possono diminuire il rischio di contagio. Il medico poi deve comunicare il caso alle autorità sanitarie locali.

Le donne omosessuali rischiano di contrarre l’HIV?

La trasmissione dell’HIV tra donne sembra essere un’eventualità rara, tuttavia ne sono stati riferiti alcuni casi. Il rischio documentato di trasmissione dalla donna all’uomo dell’HIV indica che le secrezioni vaginali e il sangue mestruale possono essere infetti e l’esposizione delle mucose (orale e vaginale) a queste due sostanze può causare il contagio.

Per diminuire il rischio di contagio da HIV, le donne che hanno rapporti omosessuali dovrebbero:

  • Evitare l’esposizione delle mucose (ad esempio di quelle della bocca, soprattutto se il tessuto non è integro) alle secrezioni vaginali e al sangue mestruale.
  • Usare il preservativo correttamente e in ogni contatto sessuale con gli uomini o quando utilizzano i sex toy. I sex toy non vanno condivisi con nessuno. Nessuno dei metodi di barriera utilizzabili per rapporti orali è stato giudicato completamente sicuro dalla Food and Drug Administration (FDA), tuttavia i fazzoletti di lattice, le dighe dentali (dental dam), i preservativi tagliati o la pellicola per alimenti possono proteggere almeno in parte dal contatto con i fluidi corporei durante i rapporti orali e forse anche diminuire il rischio di contagio.
  • Fare gli esami per l’HIV e capire se la partner è sana. In questo modo, se si è sane, si possono adottare i comportamenti più adeguati per diminuire il rischio di infezione, mentre se si è malate si può iniziare immediatamente la terapia ed evitare di contagiare altre persone.

Posso contrarre l’HIV se mi faccio fare un tatuaggio o un piercing?

Il rischio di trasmissione dell’HIV esiste se gli strumenti contaminati con il sangue non sono sterilizzati o disinfettati oppure vengono riutilizzati in modo inappropriato tra un cliente e l’altro. Il CDC impone che gli strumenti che penetrano nella pelle siano usa e getta. Gli strumenti o le apparecchiature riutilizzabili che penetrano sottopelle e/o entrano in contatto con il sangue dei clienti devono essere puliti accuratamente o sterilizzati dopo l’uso.

Chi fa i tatuaggi o i piercing dovrebbe sapere quali sono le modalità di trasmissione dell’HIV e prendere precauzioni per impedire il contagio dall’HIV e delle altre infezioni trasmissibili attraverso il sangue.

Se state pensando di farvi fare un tatuaggio o un piercing chiedete al personale del centro in cui andate quali precauzioni adotta per prevenire la diffusione dell’HIV e delle altre infezioni trasmissibili attraverso il sangue, ad esempio l’epatite B. Potreste inoltre contattare le autorità sanitarie locali per scoprire quali norme e quali procedure di sterilizzazione devono osservare gli studi in cui vengono realizzati i tatuaggi e i piercing.

L’HIV può essere trasmesso con i baci?

Dipende dal tipo di bacio. Se il bacio è a bocca chiusa non presenta alcun rischio.

I casi di trasmissione dell’HIV tramite baci alla francese sono molto rari, ma avvengono perché c’è scambio di sangue infetto, ad esempio perché le gengive sanguinano o perché ci sono lesioni alla bocca. Proprio per via di questo lieve rischio, si raccomanda alle persone sieropositive di non baciare con la lingua il partner sano, per via del rischio potenziale di trasferimento di sangue infetto.

Riassumendo:

  • I baci a labbra chiuse non presentano alcun rischio di contagio.
  • Nei baci con la lingua il rischio c’è (ma è molto basso) se c’è scambio di sangue tra i due partner, ad esempio in caso di lesioni alla bocca o sanguinamento delle gengive. Chi è sieropositivo non deve baciare con la lingua il partner sano.

Se una persona sieropositiva mi morde, mi contagia?

L’HIV in circostanze specifiche può essere trasmesso da persona a persona tramite un morso: si tratta di una modalità di trasmissione molto rara. Nel 1997 il CDC ha pubblicato il risultato di un’indagine su un incidente in cui una persona era stata contagiata dal morso di un paziente sieropositivo. In letteratura sono stati riferiti altri rari casi in cui l’HIV pare essere stato trasmesso da un morso di un paziente sieropositivo. I morsi non sono una modalità frequente di trasmissione del virus, tant’è che sono stati documentati sono diversi casi di morsi che non sono stati causa di contagio. Tutti gli episodi in cui è stato dimostrato (o anche solo sospettato) il contagio comprendevano traumi gravi con lesioni profonde ai tessuti e presenza di sangue. I morsi che non comportano la lacerazione della pelle non sono a rischio, perché la pelle integra fa da barriera contro il virus.

Riassumendo:

  • Se il paziente positivo morde qualcun altro senza lacerare la pelle, non c’è alcun rischio.
  • Il rischio di contagio da persona a persona tramite morso è piuttosto basso. Tutti i casi in cui è stata documentata la trasmissione si sono verificati contestualmente a traumi gravi, lesioni profonde ai tessuti e presenza di sangue.

Se una persona sieropositiva mi graffia, mi contagia?

No. Non c’è rischio di trasmissione tramite i graffi, perché non c’è trasferimento di fluidi corporei. Ricordiamo comunque che tutte le ferite aperte vanno curate con tempestività.

Se una persona sieropositiva mi sputa addosso, mi contagia?

No. In alcuni pazienti il virus è stato individuato nella saliva, ma in quantità estremamente basse. Non è mai stato dimostrato che il contatto con la sola saliva sia stavo veicolo di trasmissione dell’HIV, e non ci sono casi documentati di contagio tramite un semplice sputo.

L’HIV si trasmette tramite contatti occasionali?

No. L’HIV non si trasmette tramite i contatti che avvengono normalmente sul luogo di lavoro, a scuola o nei luoghi pubblici. L’HIV non si trasmette con le strette di mano, con gli abbracci né con i baci sulle guance. Non ci si ammala toccando l’asse del water, bevendo alla stessa fontana, toccando maniglie o superfici toccate dal paziente sieropositivo. Si possono condividere tranquillamente le stoviglie e gli alimenti e si possono accarezzare in tutta sicurezza gli animali domestici delle persone malate.

L’HIV non viene trasmesso nell’aria o tramite gli alimenti e non vive a lungo al di fuori dell’organismo.

In casa si può verificare il contatto con il sangue o con altri liquidi organici, ma la trasmissione dell’HIV con questa modalità è molto rara. Sono stati riferiti pochi casi di trasmissione in cui una persona è stata contagiata dall’HIV entrando in contatto nell’ambiente domestico con il sangue o con altre secrezioni corporee dei pazienti sieropositivi. Per informazioni su questi casi potete consultare il numero del 20 maggio 1994 del Morbidity and Mortality Weekly Report.

Chi convive con una persona sieropositiva e chi presta assistenza a domicilio al paziente sieropositivo deve essere informato sulle misure di sicurezza per impedire il contagio e deve seguirle scrupolosamente.

L’HIV può essere trasmesso dalle punture di zanzara?

No. Fin dall’inizio dell’epidemia di HIV c’è stata una forte preoccupazione per la possibile trasmissione dell’HIV mediante punture d’insetto, ad esempio di zanzara. Tuttavia le ricerche condotte dal CDC e da altri centri non hanno mai dimostrato che la trasmissione può avvenire tramite le punture di zanzara né di altri insetti, anche nelle zone in cui l’AIDS è molto diffuso e ci sono molte zanzare. L’assenza di queste prove, nonostante tutti gli sforzi fatti per trovarle, fa propendere per il fatto che l’HIV non possa essere trasmesso dagli insetti.

I risultati degli esperimenti e delle osservazioni sul comportamento degli insetti indicano che, quando un insetto morde una persona, non inietta né il proprio sangue né il sangue della persona o dell’animale morso in precedenza. Inietta invece la saliva, che funge da lubrificante e permette all’insetto di nutrirsi bene. La febbre gialla e la malaria, ad esempio, vengono trasmesse dalla saliva di particolari specie di zanzare. L’HIV, tra l’altro, sopravvive per pochissimo tempo all’interno dell’insetto e, diversamente dai microrganismi trasmessi tramite le punture, non si riproduce all’interno dell’insetto. Quindi, anche se il virus entra nella zanzara o in un altro insetto, non lo infetta e quindi non può essere trasmesso tramite le punture.

È inoltre irrazionale temere che le zanzare o gli altri insetti siano in grado di trasmettere l’HIV tramite il sangue infetto rimasto sulla loro bocca. In primo luogo nelle persone sieropositive i livelli di HIV nel sangue non sono sempre alti. In secondo luogo sulla superficie della bocca degli insetti si deposita una quantità minima di sangue; infine i ricercatori che studiano gli insetti hanno scoperto che le zanzare e gli altri insetti che mordono le persone lasciano passare un po’ di tempo tra un morso e l’altro, perché si riposano per digerire il sangue che hanno ingerito.

Posso contrarre l’HIV praticando uno sport?

Non sono stati documentati casi di trasmissione dell’HIV durante la pratica di uno sport. Il rischio minimo di trasmissione durante la pratica sportiva riguarda esclusivamente gli sport di contatto in cui ci può essere perdita di sangue.

Se uno sportivo perde sangue, deve essere tenuto a riposo finché la ferita non smette di sanguinare, viene disinfettata e bendata. Non c’è rischio di contagio attraverso attività sportive in cui non si verificano perdite di sangue.

L’HIV può essere trasmesso tramite fluidi corporei che contaminano gli alimenti dei ristoranti?

Al CDC non sono stati riferiti casi di alimenti contaminati da sangue o da sperma infetto né di contagio di origine alimentare.

L’HIV non sopravvive a lungo all’esterno dell’organismo. Anche se sono state ingerite minime quantità di sangue o di sperma infetto, l’esposizione all’aria, al calore della cottura e agli acidi gastrici distruggono il virus, quindi non si rischia di contrarre l’HIV tramite gli alimenti.

Il CDC ha scoperto una versione mutata del virus dell’HIV che si trasmette nell’aria?

No, è una leggenda metropolitana. Sono state condotte molte ricerche sulle modalità di trasmissione dell’HIV e nessuna di esse ha scoperto che l’HIV può essere trasmesso tramite l’aria, l’acqua, gli insetti o i contatti casuali.

Traduzione di Elisa Bruno

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    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No, è un virus che dura pochissimo fuori dall’organismo.

    2. Anonimo

      E toccando la maniglia di un bagno e poi portando inavvertitamente le mani agli occhi? Ero in ospedale e credo di averlo fatto, ora sono preoccupatissimo… 🙁

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, con questo tipo di contatti occasionali non è possibile contrarre l’HIV; la quantità richiesta di sangue affinché possa esserci un rischio teorico è elevatissima e non potrebbe in alcun modo passare inosservata.

  1. Anonimo

    Salve, circa 20 giorni fa ho avuto un rapporto con una escort mentre consumavamo il rapporto si è rotto il preservativo e io prontamente sono uscito subito, il rischio di aver contratto qualche malattia c’è?

  2. Anonimo

    Salve dottore, è accertato che con una carica virale sotto 20 non si rischia di contagiare il partner? In questo caso la ragazza con cui sto uscendo….? Oltretutto….durante i rapporti orali quanto è alto il rischio? Ovviamente vorrei sapere se sempre in base a questa condizione posso praticare il rapporto senza protezione…grazie mille in anticipo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono buone probabilità che NON avvenga alcun contagio, ma che io sappia gli infettivologi consigliano di usare SEMPRE il preservativo.

  3. Anonimo

    Salve, ho avuto dei rapporti occasionali vaginali e orali non protetti con un ragazzo, in nessuna delle occasioni e delle tipologie di rapporto è avvenuta una vera e propria eiaculazione da parte sua. Ho molta ansia per il test HIV di cui mi devono arrivare i risultati, secondo voi posso pensare positivo o no?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio esiste, non posso nasconderglielo, ma sforziamo di pensare comunque positivo (la mancata eiaculazione riduce la possibilità di un contagio).

  4. Anonimo

    Ricevuto sesso orale da una escort senza preservativo dopo 40 giorni o fatto il test hiv 1/2 ab Ag più nat con esito negativo devo rifarlo???non ho visto nessuno traccia di sangue sul pene..

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non ce n’è bisogno, il definitivo sarebbe a 90 giorni, ma data la situazione non riterrei necessario ripeterlo.

  5. Anonimo

    al buio e accidentalmente sono caduto a terra. era uno sterrato ricoperto di foglie e sterpaglie.
    al mio rientro a casa mi sono accorto che sulla caviglia nn coperta da calzini avevo un graffio non molto superficiale tanto e vero che c’e stata una minima uscita di sangue.
    se fossi accidentalmente stato punto o graffiato da una siringa abbandonata che rischio sto correndo?
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Pressochè nullo di HIV, dubbio di epatite C, verifichi con il medico la situazione (e il tetano!).

  6. Anonimo

    Buongiorno,
    se viene riutilizzato a distanza di tempo /qualche ora), un preservativo usato (da un sieropositivo e successivamente lavato), è possibile contrarre il virus?

    grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ difficile perché il virus resiste poco in ambiente, ma non si può escluderlo, è comunque una pratica da evitare sempre.

  7. Anonimo

    Buonasera Dottore, scrivo perché risulto essere nel famoso periodo finestra, attendo almeno un mese per poter fare finalmente il test, nel’attesa cerco dei pareri, esattamente due settimane fa, ho avuto un rapporto occasionale, purtroppo il preservativo (non so perché) si è rotto, mentre cambiavo posizione me ne sono reso conto, e ovviamente mi è passata tutta la fantasia, la domanda è: non avendo ancora eiaculato, il rischio si riduce? La ringrazio e attendo un suo cortese riscontro. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La mancata eiaculazione riduce il rischio per la partner, non per il soggetto attivo.

    2. Anonimo

      Buongiorno, pertanto qualora la partner fosse eventualmente infetta, che io eiaculi o meno, il rischio di contrarre è pressoché identico?

  8. Anonimo

    Grazie Dott. Ma leggendo dei blog alcuni dott sostengono contatto diretto altri contatti indiretti e chi come dice lei non del tutto impossibile. Non per polemizzare ma non sarebbe opprtuno avere una idea più chiara in materia . Le ripeto non è una polemica.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Sa lei come sono andate le cose, è vero che il virus dell’ aids resiste poco in ambiente ma mi sembra di aver capito che qui il contatto con eventuali liquidi corporei sia avvenuto subito per cui la possibilità anche se molto scarsa verosimilmente c’è. saluti

    2. Anonimo

      Grazie dott non volevo farla arrabbiare mi scuso. Ma le cose sono andate cosi finito il rapporto dopo 4/5 secondi tolgo il preservativo e nello sfilare la parte esterna abbia sfiorato il glande tutto qua. Volevo sapere se c’è il rischio visto che c’e chi dice che è stato un contatto indiretto. E mi scuso nuovamente se lo fatta arrabbiare.Grazie.

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Da come sono andate le cose credo che il rischio contagio sia praticamente nullo. saluti

  9. Anonimo

    Se dopo un rapporto vaginale con preservativo, togliendo il preservativo si viene accidentalmente a contatto con liquido vaginale che tocca il glande al di fuori della vagina si può infettare da hiv.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Non è del tutto impossibile ma mi sembra abbastanza difficile. saluti.

    2. Anonimo

      Dott ma dicono che è un contatto diretto e che fuori dal corpo a contatto con aria perde la sua capacità infettiva.

  10. Anonimo

    Buongiorno ho fatto sesso orale non protetto con escort senza sperma in bocca…sono a Rischio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rapporto orale ricevuto è a rischio solo per il partner, a meno di trovare evidenti tracce di sangue sul pene.

      Se invece ha accolto il pene del partner in bocca il rischio in teoria, secondo alcuni medici, esiste anche senza eiaculazione (quanto dichiarato dal partner non conta, potrebbe essere sieropositivo senza saperlo).

  11. Anonimo

    Buongiorno ho fatto sesso e il mio patner occasionale mi ha eiaculato in facciami e una piccola quantità mi è entrata nell’occhio, posso aver contratto Hiv?

  12. Anonimo

    Si leggono sempre più articoli sulla correlazione SESSO ORALE-TUMORE BOCCA. C’è parecchia confusione in merito. Qual è il suo parere? Fare o ricevere sesso orale NON protetto con il proprio UNICO e STABILE partner è un reale rischio? Cosa fare? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Premettiamo un aspetto importante, NON conta il mio parere, ma contano i dati.

      Purtroppo credo che al momento non ci siano ancora dati sufficienti a trarre conclusioni sull’entità del rischio, ma purtroppo il possibile sviluppo di tumore a causa di rapporti orali è un’eventualità possibile a causa del virus HPV.
      Chiaramente se si tratta di coppia monogama e stabile i rischi vengono abbattuti, a meno di un preesistente contagio del virus.

  13. Anonimo

    Buon giorno dottore una settimana fa sono stato aggredito e ho riportato una ferita alla fronte dopo una testata il mio agressore non ha riportato ferite tranne un po’ di sangue non fuoriuscito all’interno della bocca .la mia ferita non è entrata in contatto con la ferita del mio aggressore mi devo preoccupare grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non c’è stato scambio di sangue direi che non c’è rischio di HIV.

    2. Anonimo

      Io e il mio ragazzo non abbiamo l’HIV. Mediante rapporti anali non protetti è possibile contrarlo lo stesso?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, tra due soggetti SICURAMENTE sani una malattia sessualmente trasmessa non può comparire dal nulla.
      Ho sottolineato il “sicuramente” perchè non basta l’assenza di sintomi per essere certi di non essere portatori di MST.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, la sua richiesta non è molto chiara. Se ha avuto rapporti anali non protetti a rischio deve andare in PS per valutare se è il caso di fare una profilassi post esposizione. saluti

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì, ma non è detto, la manifestazione è variabile.

  14. Anonimo

    Circa 6 giorni fa sono stato in discoteca, e nel marasma sono inciampato, mi è caduta anche altra gente addosso. Per fortuna mi sono tirato su e sono andato via. Non sono sicuro che sia stata quell’occasione ma mi sembra la più probabile, comunque tornato a casa mi sono ritrovato un graffio da sotto il collo alo sterno più o meno. Potrei aver contratto in qualche modo la malattia…?

  15. Anonimo

    Dottore ma sono un siero positivo o negativo gia sono stato in ansia x 40 gg e poi attendibile il 1 o il 2…..grazie dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è negativo, ma come detto raccomando di fare il punto con l’infettivologo.

  16. Anonimo

    Buonasera Dottore ,a fine settembre feci il test hiv…..E usci reattivo da vidas poi ho avuto 40 giorni per accertarmi e sono andato in un Reparto infettivo con le carte e mi hanno fatto la westenblot e dopo 20 giorni mi hanno detto e tutto negativo …….a chi devo credere attendo una risp

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      I test normalmente usati sono progettati per garantire di ridurre il più possibile il rischio di falsi negativi, ossia il rischio di non diagnosticare un contagio in un paziente sieropositivo.

      Questa scelta ha come conseguenza un leggero aumento della possibilità di incappare in falsi positivi, ecco perchè si procede sempre a un secondo test di verifica.

      Faccia ovviamente il punto con un virologo/infettivologo, ma credo che possa ragionevolmente essere ottimista.

      Se mi tiene al corrente mi fa piacere.

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