Toxoplasmosi: prevenzione, alimentazione, sintomi, gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 1086 giorni

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Introduzione

Secondo i Centers for Disease Control and Preventing (CDC), circa 60 milioni di persone negli Stati Uniti potrebbero avere la toxoplasmosi. Molti non sanno nemmeno di averla perchè è possibile avere un’infezione asintomatica o con sintomi comuni ad altre malattie.

Questa infezione è causata da un microscopico parassita (protozoo Toxoplasma gondii) che può vivere nelle cellule degli uomini e degli animali, soprattutto gatti e animali da allevamento.

Diagnosi

E’ possibile diagnosticare con sicurezza la toxoplasmosi attraverso prove di laboratorio che rilevano  i microscopici parassiti nel sangue, nel liquido spinale, nel liquido amniotico,nella placenta, nei linfonodi, nel midollo osseo o altri tessuti derl corpo.

Più frequentemete si prescrivono tuttavia esami del sangue per misurare i livelli di anticorpi (sostanze che fanno parte delle reazioni immuno difensive del corpo) prodotti per combattere i parassiti.

Sofisticati nuovi test genetici riescono ad identificare il DNA contenente geni di parassiti della toxoplasmosi dopo che hanno invaso il corpo. Questi test sono utili soprattutto per testare nel liquido amniotico la presenza di toxoplasmosi congenita in un feto, rilevabile anche attraverso gli ultrasuoni. Entrambi i test non sono purtroppo sufficientemente accurati e possono dare falsi risultati positivi.

Sintomi

La toxoplasmosi si trasmette dagli animali alle persone, a volte senza causare alcun sintomo. Quando i bambini hanno dei sintomi, possono variare in base all’età del bambino ed alla risposta del sistema immunitario all’infezione.

Anche i gatti infettati spesso non mostrano alcun segno di infezione da toxoplasmosi.

Le infezioni da toxoplasmosi nelle persone possono essere di tre tipi:

  1. toxoplasmosi congenita, in cui un bambino viene infettato prima di nascere,
  2. toxoplasmosi in soggetti sani (con gli stessi sintomi che può avere una donna incinta),
  3. toxoplasmosi in pazienti con sistema immunitario indebolito

Toxoplasmosi congenita

Quando una donna incinta (anche se non ha sintomi) contrae la toxoplasmosi durante la gravidanza e non viene curata, c’è più  di una possibilità che possa trasmettere l’infezione al feto. I bambini che vengono infettati durante il primo trimestre di gravidanza della mamma tendono a manifestare i sintomi più gravi.

E’ invece raro che una donna che abbia contratto la toxoplasmosi prima di rimanere incinta trasmetta l’infezione al feto perchè lei, e di conseguenza il suo bambino, avranno sviluppato immunità all’infezione.

Può invece succedere che una donna in gravidanza, che abbia avuto una precedente infezione, diventi immunocompomessa e la sua infezione si ripresenti. Si consiglia quindi di norma di aspettare prima di cercare una gravidanza almeno 6 mesi dopo la toxoplasmosi.

Fino al 90% dei bambini nati con una toxoplasmosi congenita non manifestano sintomi nella prima infanzia, ma una grande percentuale di loro mostrerà segni di infezione mesi o anni dopo. I pochi che mostrano chiari segni di infezione alla nascita, o poco dopo, potrebbero essere nati prematuramente e/o essere sottopeso.

Altri segni e sintomi , se si manifestano, possono essere:

  • febbre,
  • ghiandole gonfie (linfonodi),
  • ittero (pelle e occhi ingialliti a causa di anormali livelli di bilirubina chimica del fegato),
  • una testa particolarmente grande o piccola,
  • esantema,
  • lividi o emorragia sotto la pelle,
  • anemia,
  • fegato o milza ingrossata,

Alcuni bambini con toxoplasmosi congenita presentano poi disturbi al cervello e al sistema nervoso causa di attacchi epilettici, problemi nel tono muscolare, difficoltà di alimentazione, perdita di udito e ritardo mentale.

C’è infine un alto rischio di danni agli occhi, in particolare alla retina (il rivestimento dietro all’occhio sensibile alla luce, responsabile della vista) che si manifesta con gravi problemi alla vista.

Se un bambino nasce con la toxoplasmopsi congenita e non viene curato durante l’infanzia, manifesterà sempre qualche segno di infezione (spesso danni agli occhi) dalla prima infanzia all’adolescenza.

Toxoplasmosi in pazienti sani

Un soggetto sano che viene infettato dalla toxoplasmosi può non manifestare sintomi o solo ghiandole gonfie nel collo, senza particolari conseguenze.

Toxoplasmosi in pazienti immunocompromessi

I soggetti il cui sistema immunitario è indebolito (ad esempio malati di AIDS, cancro, o sotto terapia di farmaci assunti dopo trapianti di organo) sono invece in una condizione di forte rischio se infettati dal protozoo.

Soprattutto per i malati di AIDS, la toxoplasmosi potrebbe casusare encefalite toxoplasmica (un infiammazione al cervello) con sintomi quali:

  • febbre,
  • attacchi,
  • emicrania,
  • psicosi,
  • problemi alla vista, al linguaggio, ai movimenti, alla capacità di pensiero.

Trasmissione

E’ ancora piuttosto diffusa l’idea che il principale responsabile delle infezioni sia il gatto di casa, ma se il nostro amico

  • vive sempre all’interno dell’appartamento,
  • mangia abitualmente cibo industriale (scatolette e/o croccantini),
  • non è mai stato cibato con carne cruda, o prodotti a base di carne cruda o salumi (prosciutto crudo, bresaola, …)

la possibilità di contrarre o diffondere la toxoplasmosi è quasi trascurabile.

Ancora più importante, quando il gatto si infesta con il protozoo responsabile della malattia espelle le oocisti (che sono le “uova” del parassita) nelle feci; prima che queste oocisti diventino in grado di trasmettere la malattia all’uomo se ingerite sono necessari da 1 a 5 giorni dall’emissione nelle feci (a seconda delle condizioni di temperatura ed umidità), quindi cambiando quotidianamente la lettiera il rischio praticamente si annulla.

Altro aspetto molto importante è che l’espulsione delle uova avviene per un massimo di 20 giorni consecutivi, dopodiché il gatto acquisisce immunità per il resto della sua vita. (fonte: Merck Veterinary Manual, ringrazio il veterinario “DAN” per l’intervento nei commenti che mi ha permesso di approfondire questi aspetti.)

Alla luce di questi aspetti risulta quindi chiaro che la possibilità di contrarre l’infezione a causa dei gatti sia quasi nulla e, in ogni caso, drasticamente inferiore alle altre possibili cause di contagio (vedi anche BMJ).

Si può infatti più facilmente contrarre l’infezione:

  • mangiando carne contaminata cruda o non cotta bene,
  • mangiando cibi crudi, frutta non lavata o verdure che sono state contaminate dal concime,

poichè le oocisti in grado di causare la malattia possono rimanere contagiose per mesi.

Sebbene l’infezione normalmente non si diffonda da persona a persona, ad eccezione della gravidanza,in rari casi la toxoplasmosi può essere trasmessa attraverso trasfusioni di sangue e organi donati per trapianto.

Pericoli

I pericoli maggiori sono legati alla toxoplasmosi congenita ed in tutti casi di forte immunodepressione.

Durata

Nonostante i parassiti siano in grado di moltiplicarsi nel giro di una settimana nell’organismo ospite, i sintomi possono manifestarsi fino a settimane o mesi dopo il contatto con il protozoo.

Una volta contratta la toxoplasmosi il microrganismo responsabile stazionerà a vita nell’organismo, seppure in forma latente (inattiva) non più in grado di manifestare alcun tipo di sintomo. Solo in caso di episodi di immunodepressione l’infezione può nuovamente ricomparire.

In un bambino con sistema immunitario indebolito, la toxoplasmosi congenita può essere fatale.

Cura e terapia

A meno di sistema immunitario indebolito o gravidanza, non c’è bisogno di curare un infezione da toxoplasmosi. I sintomi (principalmente le ghiandole gonfie) regrediscono in poche settimane o mesi. I bambini dovrebbero comunque essere sempre visitati da un dottore, perché le ghiandole gonfie potrebbero essere anche segno di un’altra malattia.

Se una donna incinta manifesta un’infezione da toxoplasmosi, nel consulto con il medico e uno specialista di malattie infettive si deciderà il piano di cure. Le ricerche hanno mostrato che curando la madre si può aiutare a ridurre la gravità della malattia nel bambino, ma non necessariamente prevenirla.

I bambini nati con una toxoplasmosi congenita vengono curati con una varietà di farmaci anti-toxoplasmosi, di solito per il primo anno successivo alla nascita.

In un bambino più grande, sano, che sviluppa una seria infezione da toxoplasmosi, la cura di norma dura dalle 4 alle 6 settimane (o almeno 2 settimane dopo che i sintomi sono scomparsi).

I bambini con un sistema immunitario indebolito spesso hanno bisogno di essere ricoverati quando contraggono la toxoplasmosi e quelli che hanno l’AIDS possono aver bisogno di assumere farmaci anti-toxoplasmosi a vita.

Prevenzione

Per prevenire la toxoplasmosi è stato ampiamente dimostrato che non è necessario separarsi dal gatto di casa perchè il rischio di contrarla in questo modo è quasi trascurabile (vedi paragrafo “Trasmissione”), mentre è possibile stilare questi consigli di massima:

  • cuoci bene la carne,
  • lava le mani con sapone e acqua dopo aver toccato cibi crudi o verdure non lavate,
  • lava tutta la frutta e le verdure prima di servirla, sbucciarla è un’ulteriore garanzia,
  • congela la carne per qualche giorno prima di cucinarla, perché aiuta a ridurre la probabilità di toxoplasmosi,
  • lava bene i taglieri, gli altri utensili e le superfici della cucina (soprattutto quelle che vengono a contatto con la carne cruda) con acqua calda saponata dopo ogni uso,
  • fai cuocere bene la carne,
  • se sei incinta fai cambiare la lettiera del tuo gatto a qualcun’altro. E chiedi a lui o lei di usare detergente o acqua calda per pulirla e lavarsi bene le mani dopo averlo fatto. Se nessun altro può cambiare la lettiera, indossa dei guanti quando lo fai e lava bene le mani subito dopo,
  • tieni il tuo gatto sempre in casa per evitare che prenda la toxoplasmosi con gli escrementi,e/o piccoli animali infetti che cerchi di prendere o mangiare,
  • tieni la sabbiera all’aperto e coperta, per evitare che gatti vagabondi la usino come lettiera,
  • non dar da mangiare al tuo gatto carne cruda,
  • tieniti alla larga dai gatti randagi,
  • non prendere un nuovo gatto se sei incinta,
  • metti i guanti quando pratichi giardinaggio e lava le mani subito dopo,
  • usa delle zanzariere per evitare che entrino in casa gli insetti (le feci dei gatti sono il covo preferito di mosche e blatte, e le zanzare potrebbero diffondere le feci, e di conseguenza la toxoplasmosi, sul cibo),
  • non bere acqua non depurata,soprattutto se stai viaggiando verso paesi sottosviluppati.

Relativamente alla lettiera del gatto, se questi vive anche all’esterno o mangia anche solo occasionalmente carne cruda, è inoltre importante che la pulizia sia tempestiva, in quanto le cisti contenute nelle feci si schiudono e diventano infettanti solo dopo un periodo variabile da 1 a 5 giorni.

Quando chiamare il medico

Chiama immediatamente il tuo dottore se il paziente:

  • è già stato curato per AIDS o cancro,
  • presenta una condizione che influisce sul sistema immunitario.

Se sei incinta e noti anche solo una ghiandola gonfia, soprattutto se sei stata a contatto con gatti o hai mangiato carne cruda o non cotta bene, chiama immediatamente il tuo dottore.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. CARLOTTA

    Buongiorno Dottore, sono in gravidanza alla fine del quarto mese e non sono immune dalla toxo purtroppo. Sto molto attenta con il cibo, ma mi è venuto un dubbio: potrebbero essere potenzialmente pericolose come veicolo di trasmissione anche le punture d’insetto, in particolare zanzare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio esisterà sempre, anche per donne con valori eccellenti.

  2. Anonimo

    Sono al 4mese,posso mangiare stasera pesce spada?l ho mangiato un mese fa l ultima volta!

  3. Sara

    Buonasera dottore, sono alla 31 settimana e non sono immune alla toxoplasmosi.
    Ho un dubbio sull’andamento delle igm.
    Nelle prime analisi erano 4,75 nel corso dei controlli successivi sono scese a 4,00, poi a 3,60… Nelle analisi che ho appena ritirato sono a 3,75 quindi c’è stato un aumento anche se comunque sono negative (range: negative <6)… Mi devo preoccupare? Da cosa dipende questa variazione?

    1. Sara

      Quindi posso stare tranquilla e fare le prossime analisi tra 30/40 giorni come sempre?
      Inoltre è vero che a queste settimane non è piú pericolosa per il feto?

  4. Anonimo

    Ho mangiato delle cartoline tagliate a pezzetti erano sotto olio e aceto non so da qnt tempo forse 1 mese !!Non so se erano state lavate!!! Rischio la toxo????

  5. Anonimo

    Erano messe dentro l insalata di riso!le ho tolte tutte x sicurezza ne avrò mangiate solo 3 pezzettini!!!C è rischio??

  6. Anonimo

    Casalinga, erano immerse nell aceto carote, olive e cipolla, ho tolto le carote ne ho mamgiate solo 3 pezzettini..e il resto l ho mangiato?? C è rischio? Pure le altre cose si sono contaminate?riso olive e cipolle ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi sento di escludere completamente il rischio, che coinvolge tutti i cibi venuti a contatto con la carota.

  7. Anonimo

    Ma sotto aceto da tanto tempo non toglie il rischio?! E sono alla 17settimana di gravidanza se la prendessi ora sarebbe grave??quanto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo temo di no.
      2. Meno grave del primo trimestre.

  8. Anna

    Buongiorno! ho mangiato la pasta con melanzane e piccoli pezzetti di salsiccia ben cotta! Per scrupolo ho scartato la salsiccia e mangiato solo melanzane. Le chiedo in questo caso ci sono comunque rischi? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se pensiamo che la salsiccia fosse a rischio sì, aver mescolato il tutto esporrebbe al rischio anche la pasta; onestamente lo ritengo comunque poco probabile, perchè la salsiccia viene fatta saltare in genere in olio bollente.

  9. anna

    Se per rischio intende comunque la cottura, era ben cotta insieme alle melanzane. Io mi regolo guardando l’interno della carne, se mi sembra ancora rosata non la mangio…Mi sembra l’unico metodo. Giusto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un metodo empirico che vale per quando non si cucina personalmente, ma in questi casi nel dubbio sarebbe meglio evitare del tutto il piatto.

  10. anna

    Mi perdoni ma anche quando cucino io mi regolo così! Altrimenti come faccio a capire se la carne è cotta?! Guardo internamente!!
    Quale sarebbe altrimenti l’altro metodo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se cucina lei il tempo di cottura è una prima indicazione, idealmente (ma solo per certi alimenti) si potrebbe poi pensare di usare un termometro da alimenti.

      In ogni caso, per semplificare, l’esperienza in cucina è spesso più che sufficiente.

  11. Vera

    Buona sera dicitore volevo cedere per toxoplasma io sono rimasta incinta 11 settembre dopo a 22 novembre ofato esame di sangue 39 e dopo dice toxoplasma test avidità risulta lg alta supera 30 esclusione di infezione primaria negli ultimi 4 mese intermedia 20-30 interpretazione dubbia basa soto 20 possibile infezione primaria negli ultimi 4 mese. Dopo 1 mese ofato altri esame anticorpi lgg 22,9 lgm negativo scrito

  12. mamita

    gentile Dottore, mi chiedevo se fosse possibile prendere la toxo attraverso i baci. Sono incinta all’undicesima settimana, e mi è venuto il dubbio che ad esempio se mio marito mangiasse un alimento infetto (ovviamente lui sta meno attento di me!), potrebbe trasmettermela baciadomi subito dopo?
    Grazie!
    (e grazie anche per il lavoro sul suo sito, dove si trovano risposte precise e rassicuranti, in mezzo al mare di notizie contradditorie che si trovano su internet!)

  13. Sara

    Buongiorno Dottore,
    sono alla 34a settimana di gravidanza, oggi ho ritirato l’esito delle analisi sul toxoplasma, IgG e IgM sempre negative ma aumentate. Ho letto una sua precedente risposta nella quale spiegava che se risultano negative l’andamento non è da tenere in considerazione. Il mio dubbio è dovuto dal fatto che ho anticipato di una settimana il controllo mensile per averle pronte per una visita che dovrò fare martedì.Il risultato negativo è sicuro anche se ho appunto anticipato il controllo? Le IgG erano 1.36 e adesso 1.55 e le IgM da 0.42 sono passate a 0.77. Grazie mille, Sara.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere può stare tranquillissima, ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

    2. Sara

      Grazie Dottore,
      gentilissimo come sempre. Martedì comunque farò presente il mio dubbio al ginecologo, grazie ancora. Sara.

  14. isa78

    Salve dottore. L’ altro giorno bevendo la coca cola mi sono accorta che nel bicchiere c’era un moscerino affogato. Mi è preso un colpo perché avevo bevuto tutto il bicchiere. La stessa cosa è successa qualche giorno dopo con un succo di frutta :( .possibile contrarre la toxo in questo modo? Ho letto che anche gli insetti possono veicolare la malattia. Consideri che in casa ho anche 2 gatti che nn escono e non mangiano nulla di crudo.

    1. Anonimo

      Davverooooo????!! :) posso stare tranquilla?? A parte lo schifo quei moscerini non possono aver contaminato nulla??
      Approfitto ancora della sua disponibilità:
      Posso mangiare ragù fatto in casa pronto (cioè conservato in barattoli bolliti dopo essere stati riempiti dal ragu”)?
      Grazie grazie Dottore

    2. Anonimo

      Dottore Mi scusi la domanda che può sembrare stupida… intendeva dire che quando lo tolgo dal barattolo lo devo cuocere di nuovo , o intendeva dire di cuocerlo molto bene prima di metterlo in barattolo? Grazie ancora

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando lo toglie dal barattolo, la faccia andare ancora in padella.

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