Toxoplasmosi: prevenzione, alimentazione, sintomi, gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 45 giorni

Introduzione

Secondo i Centers for Disease Control and Preventing (CDC), circa 60 milioni di persone negli Stati Uniti potrebbero avere la toxoplasmosi. Molti non sanno nemmeno di averla perchè è possibile avere un’infezione asintomatica o con sintomi comuni ad altre malattie.

Questa infezione è causata da un microscopico parassita (protozoo Toxoplasma gondii) che può vivere nelle cellule degli uomini e degli animali, soprattutto gatti e animali da allevamento.

Diagnosi

E’ possibile diagnosticare con sicurezza la toxoplasmosi attraverso prove di laboratorio che rilevano  i microscopici parassiti nel sangue, nel liquido spinale, nel liquido amniotico,nella placenta, nei linfonodi, nel midollo osseo o altri tessuti derl corpo.

Più frequentemete si prescrivono tuttavia esami del sangue per misurare i livelli di anticorpi (sostanze che fanno parte delle reazioni immuno difensive del corpo) prodotti per combattere i parassiti.

Sofisticati nuovi test genetici riescono ad identificare il DNA contenente geni di parassiti della toxoplasmosi dopo che hanno invaso il corpo. Questi test sono utili soprattutto per testare nel liquido amniotico la presenza di toxoplasmosi congenita in un feto, rilevabile anche attraverso gli ultrasuoni. Entrambi i test non sono purtroppo sufficientemente accurati e possono dare falsi risultati positivi.

Sintomi

La toxoplasmosi si trasmette dagli animali alle persone, a volte senza causare alcun sintomo. Quando i bambini hanno dei sintomi, possono variare in base all’età del bambino ed alla risposta del sistema immunitario all’infezione.

Anche i gatti infettati spesso non mostrano alcun segno di infezione da toxoplasmosi.

Le infezioni da toxoplasmosi nelle persone possono essere di tre tipi:

  1. toxoplasmosi congenita, in cui un bambino viene infettato prima di nascere,
  2. toxoplasmosi in soggetti sani (con gli stessi sintomi che può avere una donna incinta),
  3. toxoplasmosi in pazienti con sistema immunitario indebolito

Toxoplasmosi congenita

Quando una donna incinta (anche se non ha sintomi) contrae la toxoplasmosi durante la gravidanza e non viene curata, c’è più  di una possibilità che possa trasmettere l’infezione al feto. I bambini che vengono infettati durante il primo trimestre di gravidanza della mamma tendono a manifestare i sintomi più gravi.

E’ invece raro che una donna che abbia contratto la toxoplasmosi prima di rimanere incinta trasmetta l’infezione al feto perchè lei, e di conseguenza il suo bambino, avranno sviluppato immunità all’infezione.

Può invece succedere che una donna in gravidanza, che abbia avuto una precedente infezione, diventi immunocompomessa e la sua infezione si ripresenti. Si consiglia quindi di norma di aspettare prima di cercare una gravidanza almeno 6 mesi dopo la toxoplasmosi.

Fino al 90% dei bambini nati con una toxoplasmosi congenita non manifestano sintomi nella prima infanzia, ma una grande percentuale di loro mostrerà segni di infezione mesi o anni dopo. I pochi che mostrano chiari segni di infezione alla nascita, o poco dopo, potrebbero essere nati prematuramente e/o essere sottopeso.

Altri segni e sintomi , se si manifestano, possono essere:

  • febbre,
  • ghiandole gonfie (linfonodi),
  • ittero (pelle e occhi ingialliti a causa di anormali livelli di bilirubina chimica del fegato),
  • una testa particolarmente grande o piccola,
  • esantema,
  • lividi o emorragia sotto la pelle,
  • anemia,
  • fegato o milza ingrossata,

Alcuni bambini con toxoplasmosi congenita presentano poi disturbi al cervello e al sistema nervoso causa di attacchi epilettici, problemi nel tono muscolare, difficoltà di alimentazione, perdita di udito e ritardo mentale.

C’è infine un alto rischio di danni agli occhi, in particolare alla retina (il rivestimento dietro all’occhio sensibile alla luce, responsabile della vista) che si manifesta con gravi problemi alla vista.

Se un bambino nasce con la toxoplasmopsi congenita e non viene curato durante l’infanzia, manifesterà sempre qualche segno di infezione (spesso danni agli occhi) dalla prima infanzia all’adolescenza.

Toxoplasmosi in pazienti sani

Un soggetto sano che viene infettato dalla toxoplasmosi può non manifestare sintomi o solo ghiandole gonfie nel collo, senza particolari conseguenze.

Toxoplasmosi in pazienti immunocompromessi

I soggetti il cui sistema immunitario è indebolito (ad esempio malati di AIDS, cancro, o sotto terapia di farmaci assunti dopo trapianti di organo) sono invece in una condizione di forte rischio se infettati dal protozoo.

Soprattutto per i malati di AIDS, la toxoplasmosi potrebbe casusare encefalite toxoplasmica (un infiammazione al cervello) con sintomi quali:

  • febbre,
  • attacchi,
  • emicrania,
  • psicosi,
  • problemi alla vista, al linguaggio, ai movimenti, alla capacità di pensiero.

Trasmissione

E’ ancora piuttosto diffusa l’idea che il principale responsabile delle infezioni sia il gatto di casa, ma se il nostro amico

  • vive sempre all’interno dell’appartamento,
  • mangia abitualmente cibo industriale (scatolette e/o croccantini),
  • non è mai stato cibato con carne cruda, o prodotti a base di carne cruda o salumi (prosciutto crudo, bresaola, …)

la possibilità di contrarre o diffondere la toxoplasmosi è quasi trascurabile.

Ancora più importante, quando il gatto si infesta con il protozoo responsabile della malattia espelle le oocisti (che sono le “uova” del parassita) nelle feci; prima che queste oocisti diventino in grado di trasmettere la malattia all’uomo se ingerite sono necessari da 1 a 5 giorni dall’emissione nelle feci (a seconda delle condizioni di temperatura ed umidità), quindi cambiando quotidianamente la lettiera il rischio praticamente si annulla.

Altro aspetto molto importante è che l’espulsione delle uova avviene per un massimo di 20 giorni consecutivi, dopodiché il gatto acquisisce immunità per il resto della sua vita. (fonte: Merck Veterinary Manual, ringrazio il veterinario “DAN” per l’intervento nei commenti che mi ha permesso di approfondire questi aspetti.)

Alla luce di questi aspetti risulta quindi chiaro che la possibilità di contrarre l’infezione a causa dei gatti sia quasi nulla e, in ogni caso, drasticamente inferiore alle altre possibili cause di contagio (vedi anche BMJ).

Si può infatti più facilmente contrarre l’infezione:

  • mangiando carne contaminata cruda o non cotta bene,
  • mangiando cibi crudi, frutta non lavata o verdure che sono state contaminate dal concime,

poichè le oocisti in grado di causare la malattia possono rimanere contagiose per mesi.

Sebbene l’infezione normalmente non si diffonda da persona a persona, ad eccezione della gravidanza,in rari casi la toxoplasmosi può essere trasmessa attraverso trasfusioni di sangue e organi donati per trapianto.

Pericoli

I pericoli maggiori sono legati alla toxoplasmosi congenita ed in tutti casi di forte immunodepressione.

La probabilità del feto di contrarre la toxoplasmosi congenita è leggermente inferiore se l’infezione si verifica durante il primo trimestre (10% al 25%) rispetto al terzo trimestre (60% al 90%), ma il rischio di complicazioni gravi è sostanzialmente e significativamente più alto se l’infezione si verifica durante il primo trimestre (fonte).

Durata

Nonostante i parassiti siano in grado di moltiplicarsi nel giro di una settimana nell’organismo ospite, i sintomi possono manifestarsi fino a settimane o mesi dopo il contatto con il protozoo.

Una volta contratta la toxoplasmosi il microrganismo responsabile stazionerà a vita nell’organismo, seppure in forma latente (inattiva) non più in grado di manifestare alcun tipo di sintomo. Solo in caso di episodi di immunodepressione l’infezione può nuovamente ricomparire.

In un bambino con sistema immunitario indebolito, la toxoplasmosi congenita può essere fatale.

Cura e terapia

A meno di sistema immunitario indebolito o gravidanza, non c’è bisogno di curare un infezione da toxoplasmosi. I sintomi (principalmente le ghiandole gonfie) regrediscono in poche settimane o mesi. I bambini dovrebbero comunque essere sempre visitati da un dottore, perché le ghiandole gonfie potrebbero essere anche segno di un’altra malattia.

Se una donna incinta manifesta un’infezione da toxoplasmosi, nel consulto con il medico e uno specialista di malattie infettive si deciderà il piano di cure. Le ricerche hanno mostrato che curando la madre si può aiutare a ridurre la gravità della malattia nel bambino, ma non necessariamente prevenirla.

I bambini nati con una toxoplasmosi congenita vengono curati con una varietà di farmaci anti-toxoplasmosi, di solito per il primo anno successivo alla nascita.

In un bambino più grande, sano, che sviluppa una seria infezione da toxoplasmosi, la cura di norma dura dalle 4 alle 6 settimane (o almeno 2 settimane dopo che i sintomi sono scomparsi).

I bambini con un sistema immunitario indebolito spesso hanno bisogno di essere ricoverati quando contraggono la toxoplasmosi e quelli che hanno l’AIDS possono aver bisogno di assumere farmaci anti-toxoplasmosi a vita.

Prevenzione

Per prevenire la toxoplasmosi è stato ampiamente dimostrato che non è necessario separarsi dal gatto di casa perchè il rischio di contrarla in questo modo è quasi trascurabile (vedi paragrafo “Trasmissione”), mentre è possibile stilare questi consigli di massima:

  • cuoci bene la carne,
  • lava le mani con sapone e acqua dopo aver toccato cibi crudi o verdure non lavate,
  • lava tutta la frutta e le verdure prima di servirla, sbucciarla è un’ulteriore garanzia,
  • congela la carne per qualche giorno prima di cucinarla, perché aiuta a ridurre la probabilità di toxoplasmosi,
  • lava bene i taglieri, gli altri utensili e le superfici della cucina (soprattutto quelle che vengono a contatto con la carne cruda) con acqua calda saponata dopo ogni uso,
  • fai cuocere bene la carne,
  • se sei incinta fai cambiare la lettiera del tuo gatto a qualcun’altro. E chiedi a lui o lei di usare detergente o acqua calda per pulirla e lavarsi bene le mani dopo averlo fatto. Se nessun altro può cambiare la lettiera, indossa dei guanti quando lo fai e lava bene le mani subito dopo,
  • tieni il tuo gatto sempre in casa per evitare che prenda la toxoplasmosi con gli escrementi,e/o piccoli animali infetti che cerchi di prendere o mangiare,
  • tieni la sabbiera all’aperto e coperta, per evitare che gatti vagabondi la usino come lettiera,
  • non dar da mangiare al tuo gatto carne cruda,
  • non prendere un nuovo gatto se sei incinta,
  • metti i guanti quando pratichi giardinaggio e lava le mani subito dopo,
  • alcune fonti americane consigliano prudenza nel caso di presenza di blatte (insetti simili a scarafaggi) e altri insetti, che potrebbero venire a contatto con feci infette e disperdere nell’ambiente le oocisti,
  • non bere acqua non depurata, soprattutto se stai viaggiando verso paesi sottosviluppati.

Relativamente alla lettiera del gatto, se questi vive anche all’esterno o mangia anche solo occasionalmente carne cruda, è inoltre importante che la pulizia sia tempestiva, in quanto le cisti contenute nelle feci si schiudono e diventano infettanti solo dopo un periodo variabile da 1 a 5 giorni.

Quando chiamare il medico

Chiama immediatamente il tuo dottore se il paziente:

  • è già stato curato per AIDS o cancro,
  • presenta una condizione che influisce sul sistema immunitario.

Se sei incinta e noti anche solo una ghiandola gonfia, soprattutto se sei stata a contatto con gatti o hai mangiato carne cruda o non cotta bene, chiama immediatamente il tuo dottore.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Buonasera, si tratta comunque di un gatto di casa, per cui se vive sempre all’ interno dell’appartamento, mangia abitualmente cibo industriale (scatolette e/o croccantini), e non viene cibato con carne cruda, o prodotti a base di carne cruda o salumi (prosciutto crudo, bresaola, …)
    la possibilità di contrarre o diffondere la toxoplasmosi è quasi trascurabile.
    Inoltre quando il gatto si infesta con il protozoo responsabile della malattia espelle le oocisti (che sono le “uova” del parassita) nelle feci; prima che queste oocisti diventino in grado di trasmettere la malattia all’uomo se ingerite sono necessari da 1 a 5 giorni dall’emissione nelle feci (a seconda delle condizioni di temperatura ed umidità), quindi cambiando quotidianamente la lettiera il rischio praticamente si annulla. Pertanto basta seguire semplici norme. saluti

  2. maria

    buongiorno, dovrei fare un viaggio in aereo di circa 3 ore, all inizio dell dodicesima settimana. il ginec. dice tutto ok, ma posso evitare magari le radiazioni in aereo? c è qlke modo?

  3. Bob

    Ho un figlio bei 24 anni nato e vissuto con gatti, compreso nelle ore notturne. Ora segue terapia di ascolto psicologico per ansie, timori, apatia verso il lavoro, verso gli impegni, perdita di memoria.grazie per eventuale commento

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se pensa alla toxoplasmosi non credo siano sintomi relativi, non credo c’entri nulla col problema di suo figlio che è molto probabilmente solo psicologico.

  4. Anonimo

    Buonasera volevo sapere se il rischio toxoplasmosi è alto anche per la frutta che cresce sugli alberi :mandarini, mele , arance perché crescendo sugli alberi come è possibile che vangano contaminate? Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ comunque possibile, dipende da eventuali contaminazioni successive.

  5. MARIA

    Buongiorno, anche se la domanda non e’ inerente al tema non so dove farla.
    mia madre usa il braciere in inverno ( con le bucce delle noccioline) e sono al 3 mese di gravidanza. volevo sapere se per me e’ nocivo e se quindi devo evitare
    grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Va possibilmente evitata l’esposizione a eventuali fumi, nessun problema se invece vengono smaltiti attraverso una canna fumaria.

  6. monica

    BUONGIORNO, UN INFORMAZIONE: DEVO ANDARE ALL ESTERO E VORREI SAPERE LE COSE DA POTER MANGIARE.
    il pane, i cornetti e i dolci secchi da pasticceria li posso mangiare?il mio timore sono le mani contaminate, per cui mi chiedo se facendoli riscaldare nel fornetto posso debellare germi e il toxo.
    dolci snza uova crude ma con la ricotta? ad esempio ricotta e pera o il cannolo, in generale posso mangiarli?
    addirittura mi parlano di probabile contaminazione di toxo attraverso provola e mozzarella.
    se ordino delle patatine fritte e le patate sono lavate male o presentano la toxo, una volta fritte annullo il pericolo?
    grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Deve seguire la stessa alimentazione che fa adesso, evitare cibo crudo e carne poco cotta, scaldare soltanto gli alimenti non evita il rischio al 100%, evitare i cibi potenzialmente contaminati dato che non si conosce la provenienza e come siano stati trattati (frutta e verdura comprese).

    2. monica

      la ringrazio per la risposta. purtroppo l espressione “evitare cibi di cui non si conosce la provenienza” significa x me evitare tutto, per questo chiedevo se posso mangiare un cornetto, un dolce secco in pasticceria senza farmi troppi problemi o un trancio di pizza
      chiedevo se le patate perché vengono fritte debellano in automatico la toxo e se realmente i latticini trasmettono la toxo
      grazie mille

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto ciò che è cotto è sicuro per quanto riguarda la toxo, a meno ovviamente di contaminazioni successive (purtroppo non impossibili).
      Uova crude da evitare sempre, senza se e senza ma.

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