Tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo: sintomi e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 122 giorni

Introduzione

La tiroidite di Hashimoto, nota anche come tiroidite linfocitaria cronica o tiroidite autoimmunitaria, è una malattia autoimmune, ossia un problema del sistema immunitario che attacca cellule e organi del suo stesso organismo.

In condizioni normali il sistema immunitario protegge il corpo dalle infezioni, riconoscendo e distruggendo batteri, virus e altre sostanze estranee potenzialmente pericolose; nel morbo di Hashimoto il sistema immunitario attacca la ghiandola tiroidea, causandone l’infiammazione e interferendo con la sua capacità di produrre gli ormoni tiroidei. Un gran numero di globuli bianchi del sangue, detti linfociti, si accumula nella tiroide e queste cellule producono gli anticorpi che avviano il processo autoimmunitario.

Questa tiroidite spesso porta a una riduzione della funzionalità tiroidea, ossia all’ipotiroidismo, una condizione che si verifica quando la tiroide non produce abbastanza ormone tiroideo per il fabbisogno dell’organismo. Gli ormoni tiroidei regolano il metabolismo (il modo in cui il corpo usa l’energia) e interagiscono praticamente con qualsiasi organo del corpo. Senza ormoni tiroidei in quantità sufficiente molte delle funzioni corporee vengono rallentate.

La tiroidite di Hashimoto è la causa più comune di ipotiroidismo.

Cos’è la tiroide?

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla, lunga circa 5 cm e con un peso di meno di 85 g. È posta anteriormente nel collo, davanti alla laringe (l’origine della voce); ha due lobi, uno su ciascun lato della trachea.

È una delle ghiandole che costituiscono il sistema endocrino. Le ghiandole del sistema endocrino producono e immagazzinano ormoni che vengono rilasciati nel circolo sanguigno. Gli ormoni si distribuiscono quindi nel corpo e dirigono le attività delle cellule dell’organismo.

La tiroide produce due ormoni, la triiodiotironina (T3) e la tiroxina (T4). T3 è l’ormone attivo, derivato da T4. Gli ormoni tiroidei regolano

  • il metabolismo,
  • lo sviluppo del cervello,
  • la respirazione,
  • il cuore,
  • le funzioni del sistema nervoso,
  • la temperatura corporea,
  • la forza muscolare,
  • la secchezza cutanea,
  • i cicli mestruali,
  • il peso,
  • i livelli di colesterolo.

L’ormone tireotropo o tireostimolante (TSH), secreto dalla ghiandola ipofisi sita nel cervello, regola la produzione degli ormoni tiroidei. Quando i livelli ormonali sono bassi, l’ipofisi rilascia più TSH. Quando i livelli sono alti, l’ipofisi riduce la produzione di TSH.

La tiroide produce due ormoni tiroidei, T3 e T4. Il TSH, secreto dalla ghiandola ipofisi sita nel cervello, regola la produzione degli ormoni tiroidei.

Cause

La tiroidite di H. è molto più frequente nelle donne che negli uomini.

Benché la malattia si manifesti spesso nelle adolescenti o nelle donne giovani, si verifica più di frequente tra 30 e 50 anni di età.

Il morbo tende ad avere un andamento famigliare. La comunità scientifica sta cercando di identificare il o i geni responsabili della trasmissione della malattia da una generazione all’altra.

Sono oggetto di studio anche possibili fattori ambientali. Per esempio si è scoperto che un eccessivo consumo di iodio può inibire la produzione di ormoni tiroidei negli individui predisposti. Anche agenti chimici rilasciati nell’ambiente, come i pesticidi, insieme ad alcuni farmaci o infezioni virali possono contribuire alle malattie autoimmunitarie della tiroide.

Soggetti con altri problemi autoimmunitari sono più a rischio di sviluppare la tiroidite. Anche il contrario è vero, ossia i soggetti con morbo di Hashimoto sono più a rischio di sviluppare altre malattie autoimmunitarie, tra cui:

  • Vitiligine, una condizione in cui alcune aree della pelle perdono il loro colore naturale.
  • Artrite reumatoide, una malattia che causa dolore, gonfiore, rigidità e perdita di funzionalità delle articolazioni quando il sistema immunitario attacca il rivestimento della membrana articolare.
  • Morbo di Addison, una patologia in cui le ghiandole surrenali sono danneggiate e non riescono a produrre quantità sufficienti di alcuni ormoni fondamentali.
  • Diabete di tipo 1, una situazione di sofferenza del pancreas che non riesce più a produrre insulina, causando iperglicemia.
  • Anemia perniciosa, un tipo di anemia dovuta a carenza di vitamina B12. L’anemia consiste in una riduzione del numero di eritrociti, con meno ossigeno distribuito alle cellule dell’organismo e stanchezza estrema.
  • Morbo celiaco, una forma di sensibilità gastroenterica al glutine di origine autoimmunitaria in cui un soggetto non tollera il glutine che gli causa danni al rivestimento dell’intestino tenue e impedisce l’assorbimento di nutrienti. Il glutine è una proteina che si trova nel grano, nella segale, nell’orzo e in alcuni prodotti.
  • Epatite autoimmunitaria, o infiammazione non virale del fegato, una malattia in cui il sistema immunitario attacca le cellule del fegato.

Sintomi

Molti pazienti non hanno inizialmente alcun sintomo.

Man mano che la malattia progredisce la tiroide in genere si ingrandisce e può far sembrare il davanti del collo gonfio. La tiroide ingrossata, chiamata gozzo, può dare una sensazione di pienezza nella gola, anche se in genere non è dolorosa. Dopo molti anni o addirittura decadi, il danno può portare a una riduzione di volume della tiroide e alla scomparsa del gozzo.

Non tutti i soggetti con morbo di Hashimoto sviluppano ipotiroidismo.

In chi lo sviluppa l’ipotiroidismo può essere subclinico, ossia leggero e senza sintomi, specie nei suoi primi stadi. Con l’evoluzione allo stadio clinico, l’ipotiroidismo può dare uno o più dei seguenti sintomi:

  • stanchezza,
  • incremento di peso,
  • intolleranza al freddo,
  • dolore articolare e muscolare,
  • stipsi o meno di tre defecazioni settimanali,
  • assottigliamento dei capelli,
  • cicli mestruali copiosi o irregolari e difficoltà a restare incinta,
  • depressione,
  • problemi di memoria,
  • rallentamento della frequenza cardiaca.

Gravidanza

Durante la gravidanza, l’ipotiroidismo è in genere causato dal morbo di Hashimoto e si manifesta in 3-5 casi ogni 1000 gravidanze. L’ipotiroidismo non controllato aumenta le probabilità di aborto spontaneo, parto prematuro, parto di feto morto e preeclampsia, un aumento pericoloso della pressione arteriosa nella fase tardiva della gravidanza.

L’ipotiroidismo non trattato durante la gravidanza può anche interferire con la crescita del feto e lo sviluppo del cervello. I farmaci tiroidei possono aiutare a prevenire questi problemi e possono essere assunti senza rischi durante la gravidanza. Le donne con morbo di Hashimoto dovrebbero discutere le proprie condizioni di salute con il proprio medico prima di affrontare una gravidanza.

Diagnosi

La diagnosi inizia con l’esame obiettivo e l’anamnesi. L’esame obiettivo può evidenziare un gozzo, noduli o ingrossamenti; i sintomi possono indicare l’ipotiroidismo.

Il medico farà quindi eseguire esami del sangue per confermare la diagnosi. L’esame del sangue implica il prelievo di un campione presso un ambulatorio o un laboratorio di analisi. Gli esami del sangue possono includere:

  • TSH: la misurazione del TSH ultrasensibile è in genere il primo esame eseguito. Questo test rileva anche quantità infinitesimali di TSH nel sangue ed è la più accurata misura di attività tiroidea disponibile.
    In generale, un TSH alto indica che il soggetto è ipotiroideo.
  • T4: questo test misura la quantità effettiva di ormone tiroideo circolante nel sangue. Nell’ipotiroidismo, il livello di T4 nel sangue è inferiore al normale.
  • Anticorpi tiroidei: è la ricerca di anticorpi antitiroidei, ossia molecole che per errore attaccano i tessuti del proprio organismo. I due tipi principali di anticorpi antitiroidei sono gli anticorpi antiTG, che attaccano una proteina della tiroide detta tireoglobulina, e gli anticorpi antitireoperossidasi (TPO), che attaccano un enzima tiroideo, la tireoperossidasi, che aiuta a convertire T4 in T3. La presenza di anticorpi TPO in circolo indica che il sistema immunitario ha attaccato il tessuto tiroideo nel passato. La maggior parte dei soggetti affetti da morbo di Hashimoto ha questi anticorpi, mentre i soggetti in cui l’ipotiroidismo è causato da altri fattori non li ha.

Il medico può anche prescrivere esami di diagnostica per immagini, come l’ecografia o la TAC:

  • Ecografia: questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, in genere un radiologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia.
    Le immagini mostrano dimensione e grana tessutale della tiroide, nonché aspetti tipici di un’infiammazione autoimmunitaria, di ausilio alla diagnosi di morbo di Hashimoto. Le immagini possono anche mostrare noduli o ingrossamenti interni della ghiandola evocatori di tumore maligno.
  • TAC: la TAC usa una combinazione di raggi X e tecnologia informatica per generare immagini. Per questo esame, può essere necessario somministrare al paziente una soluzione da bere e l’iniezione di un colorante speciale, detto mezzo di contrasto. Durante l’esame, il paziente deve sdraiarsi su un lettino che entra in una specie di galleria in cui vengono acquisite le immagini radiologiche. La procedura viene eseguita da un tecnico radiologo in un laboratorio o in ambiente ospedaliero; le immagini vengono refertate da un radiologo. Non è necessaria l’anestesia. In alcuni casi di morbo di Hashimoto, la TAC viene usata per valutare sede ed estensione di un gozzo di grosse dimensioni, e i suoi effetti sulle strutture circostanti.

Cura e terapia

Il trattamento in genere dipende da quanto la tiroide è danneggiata e dal fatto che il danno causi ipotiroidismo.

In assenza di ipotiroidismo, alcuni medici trattano il morbo di Hashimoto per ridurre le dimensioni del gozzo. Altri scelgono di non trattare la malattia ma semplicemente monitorarne la progressione.

Il morbo di Hashimoto, con o senza ipotiroidismo, viene trattato con la tiroxina sintetica, che è T4 di sintesi. I medici preferiscono usare T4 sintetico (come Synthroid) invece di T3 sintetico, perché ha una vita nell’organismo maggiore e assicura quindi una disponibilità omogenea di ormone tiroideo durante tutta la giornata.
Le preparazioni fatte con tiroide animale non sono considerate affidabili come quelle sintetiche (levotiroxina) e ormai vengono prescritte solo di rado.

Il medico esamina regolarmente il sangue dei pazienti in terapia con ormone tiroideo sintetico e regola la dose al bisogno, tipicamente in base al valore del TSH.

L’ipotiroidismo può essere quasi completamente controllato con tiroxina sintetica, purché questa venga assunta quotidianamente secondo prescrizione.

Alimentazione

Lo iodio è un minerale essenziale per la tiroide, tuttavia soggetti con morbo di Hashimoto possono essere sensibili a effetti collaterali dello iodio pericolosi. L’assunzione di gocce di iodio o di cibo contenente iodio in grandi quantità (come alghe o dulcamara) può causare o peggiorare l’ipotiroidismo.

  • In gravidanza, le donne hanno bisogno di più iodio (circa 220 microgrammi al giorno) per assicurare l’apporto al feto.
  • Durante l’allattamento al seno le donne necessitano di circa 290 microgrammi al giorno per coprire anche il fabbisogno del lattante.

Negli USA, il 7% circa delle donne in gravidanza rischia di non assumere iodio a sufficienza nella dieta o con le vitamine prenatali. Le donne incinte dovrebbero scegliere sale arricchito di iodio rispetto al sale semplice e assumere composti vitaminici prenatali contenenti iodio per garantirsi un apporto adeguato.
Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari come lo iodio, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

Fonte Principale: NIDDK (traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)

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  1. Anonimo

    Salve,
    io ho la tiroidite di Hashimoto e vorrei sapere come faccio a sapere se devo assumere più iodio oppure no. Non assumo alcun farmaco perché la mia tiroide è ancora funzionante e – mi ha detto l’ultimo medico che mi ha visitata – usare l’ormone sostitutivo ne decreterebbe una fine più precoce.
    Tuttavia, negli ultimi tempi ho avuto un forte diradamento dei capelli e vorrei sapere se posso aggiustare la mia dieta – già ricca di verdura, povera di grassi saturi e zuccheri e farine raffinate -, ad esempio, arricchendola di iodio.
    Grazie

    1. Anonimo

      Buona sera dottor Cimurro,
      Le ultime analisi le ho fatte il mese di marzo 2016.
      Da queste risulta che:
      il TSH è 4,13
      FT3 è 4,19
      Ft4 è 0,91.
      Vorrei aggiungere che ho 45 anni e che, 3 anni fa, insieme alla diagnosi di tiroidite, ho ricevuto anche quella di sclerosi multipla. Attualmente faccio, una volta a settimana, una iniezione di interferone Avonex.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Questi valori non sembrerebbero causa di sintomi (quindi nemmeno relativi ai capelli) e se non è stato prescritto non introdurrei volontariamente integrazioni di iodio.

  2. Anonimo

    Buonasera, l’anno scorso facendo gli esami del sangue sono venuti fuori i valori della tiroide sballati, mi hanno detto che ho ipotiroidismo e mi hanno fatto fare l’ecografia al capo e al collo e hanno visto che ho dei noduli da tenere sotto controllo, per ora non prendo nessun farmaco per la tiroide. Due mesi fa circa ho rifatto gli esami del sangue della tiroide ma i valori erano rientrati.
    È da ieri che faccio fatica a mandare giù il cibo, sento che si ferma in gola, poco fa ho mangiato una nocciolina e si è incastrata in gola. Cosa mi consiglia di fare? Secondo lei è colpa dei noduli?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, a meno di grossi noduli lo escludo, se è passato un anno dovrebbe ripetere l’ecografia.

    2. Anonimo

      Salve ho la tiroidite di hascimoto . Assumo ogni mattina eutirox da 75 mg . Nn ho noduli e I valori stanno rientrando nella norma . Si potrebbe sospendere la terapia? Il mio specialista e’ contrario …… ma io vorrei saperne di piu’ in merito .

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la sospendesse i valori tornerebbero immediatamente ad aumentare; Eutirox non cura il problema, ma permette alla tiroide di lavorare correttamente.

  3. Anonimo

    Salve ho la tiroide hascimoto e volevo sapere se questa tiroide porta ad ingrassare e a dimagrire .

    1. Anonimo

      soffro di ipotiroidismo posso prendere la vitamina D ho 68 anni mi chiamo Titty prendo pillole x rare fibrillazioni atriale crestor da 5 plavix da 75

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso avallare l’uso di farmaci; ovviamente se è stato prescritto dal medico non ha motivo di temere.

  4. Anonimo

    prendo eutirox 50 da più de 10 anni ho 70 annie sento i sintomi facia gonfia estanca aumento del peso pelle seca capelli devoli fini reducsione frecuesia cardiaca

    1. Anonimo

      Ho rifatto le analisi del sangue alcuni giorni fa e ora sto aspettando i risultati, in base a ciò che le ho detto lei cosa pensa?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ipotesi che sia un problema di tiroide sembra plausibile.

  5. Anonimo

    salve, ho tiroidite di Hashimoto. Ultimo valore TSH nella norma (prima dell’estate), quindi non assumo fortunatamente eutirox. Però ultimamente dormo meno ore, mi sveglio sempre dopo 6 ore di sonno e ho notato un aumento di peso. Potrebbe dipendere dalla malattia cronica? L’assunzione di eutirox aiuterebbe? Solo che se possibile vorrei rimandare l’assunzione del farmaco il più possibile. Esistono altri rimedi? La dieta bilanciata mi sembra non sia sufficiente.

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per rispondere servirebbe avere un valore del TSH aggiornato, ma prima di tutto un parere del medico.

  6. Anonimo

    buonasera mi chiamo Fabio è all’eta di 30 anni soffro di tiroide cronoca autoimmune (tiroide di Hashimoto) compensata da eutirox 50, vorrei sapere quali sono i fattori scatenanti di questa patologia, i dott.mi dicono che pussono essere motivi ereditari , chi fattori ambientali ecc ecc grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non sono noti infatti, quello che le hanno detto sono le ipotesi possibili, ma le cause specifiche di ogni singolo caso rimangono sempre sconosciute.

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