- Introduzione
- Cause
- Sintomi
- Diagnosi
- Cura e terapia
- Ipertiroidismo in gravidanza
- Morbo di Basedow e gravidanza
Introduzione
Il termine ipertiroidismo si riferisce ad uno stato di salute in cui ci sono troppi ormoni tiroidei nel corpo. In altre parole, la ghiandola tiroide è iperattiva.
Cause
La causa più comune di ipertiroidismo (in più del 70% delle persone colpite) è la eccessiva produzione di ormoni tiroidei. Questa condizione è anche conosciuta come malattia o morbo di Graves.
La malattia di Graves è causata dalla presenza di anticorpi nel sangue che stimolano la tiroide a crescere e a secernere troppi ormoni tiroidei. Questo tipo di ipertiroidismo tende a essere ereditario e si manifesta più spesso nelle giovani donne. Poco si conosce sulle cause che predispongono alcuni soggetti allo sviluppo della malattia.
Un altro tipo di ipertiroidismo è caratterizzato da uno o più noduli presenti nella tiroide che possono gradualmente crescere ed aumentare la loro attività, fino a superare li livelli fisiologici tollerati. Questa condizione è conosciuta come Gozzo Multinodulare Tossico.
Esistono poi ulteriori forme minori di ipertiroidismo, tra cui: Gozzo Tossico Diffuso, l’adenoma tossico di Plummer, tiroidite subacuta, tiroidite post-partum, ipertiroidismo iatrogeno, Hashitossicosi o tiroidite di Hashimoto.
E’ possibile manifestare temporaneamente sintomi di ipertiroidismo in caso di tiroidite. Questa condizione è causata da un problema del sistema immunitario o da un’infezione virale che induce la ghiandola a disperdere gli ormoni prodotti.
Può anche essere infine causata dall’assunzione di eccessivo ormone tiroideo in forma di compresse.
Sintomi
Gli ormoni tiroidei sono responsabili del controllo dei ritmi fisiologici dell’organismo, l’insieme di questi ritmi prendono il nome di metabolismo.
Se vengono prodotti ormoni tiroidei in eccesso, ogni funzione del corpo tende ad accelerarsi.
Non sorprende quindi che alcuni sintomi dell’ipertiroidismo siano:
- nervosismo,
- irritabilità,
- aumento della sudorazione,
- tachicardia,
- tremore alle mani,
- ansia,
- difficoltà nel dormire,
- dimagrimento nonostante un buon appetito,
- capelli molto fragili,
- debolezza muscolare, soprattutto nella parte superiore delle braccia e delle coscie,
- frequenti movimenti intestinali, anche se la diarrea è rara,
- per le donne il flusso mestruale potrebbe diminuire e le mestruazioni potrebbero venire meno spesso.
L’ipertiroidismo di solito inizia lentamente. In un primo momento i sintomi potrebbero essere scambiati per un semplice nervosismo dovuto a stress.
Nella malattia di Graves, che è la più comune forma di ipertiroidismo, gli occhi potrebbero sembrare ingranditi poiché le palpebre superiori sono elevate. A volte uno o entrambi gli occhi possono gonfiarsi ed alcuni pazienti presentano un rigonfiamento della parte anteriore del collo a causa di una ghiandola tiroidea ingrossata (gozzo)
Diagnosi
La diagnosi di ipertiroidismo è molto semplice: con una visita medica può essere facilmente individuata un ingrandimento della tiroide, associata ad un battito cardiaco accelerato; ulteriori conferme si avranno da una pelle particolarmente calda, sottile ed umida.
La diagnosi dell’ipertiroidismo sarà poi confermata dalle prove di laboratorio che misurano la quantità di ormoni tiroidei nel sangue: tiroxina (T4), triiodotironina (T3) e ormone tireostimolante (TSH). Un alto livello di ormoni tiroidei nel sangue, associati ad un basso livello di TSH, è segno inequivocabile di una ghiandola tiroidea iperattiva. Se gli esami del sangue mostrano una tiroide iperattiva, ulteriori accertamenti alla ghiandola verificheranno se tutta la ghiandola tiroide è iperattiva, se si è in presenza di gozzo nodulare tossico o di tiroidite.
Cura e terapia
Non esiste al momento un trattamento d’elezione, efficace nella totalità dei casi: la scelta della cura sarà influenzata dall’età, dal tipo di ipertiroidismo, dalla gravità e da altre condizioni mediche che riguardano la salute del paziente. E’ consigliabile consultarsi con uno specialista di ipertiroidismo e, in caso di dubbi, è possibile sentire una seconda opinione.
Farmaci antitiroidei
I farmaci anti-tiroidei, conosciuti come tirostatici, inibiscono la produzione ormonale della tiroide: metimazolo (Tapazole) o propiltiouracile (PTU) potrebbero venire prescritti se il medico sceglie di curare l’ipertiroidismo bloccando la capacità della ghiandola tiroide di produrre nuovi ormoni tiroidei.
Questi farmaci riescono a tenere immediatamente sotto controllo la tiroide iperattiva senza causare danni permanenti. In circa il 20%-30% dei pazienti con malattia Grave la cura con farmaci tirostatici per un periodo di 12 o 18 mesi si tradurrà in una prolungata remissione dei sintomi.
Per i pazienti con gozzo nodulare o multinodulare tossico i farmaci antitiroide vengono usati in vista sia di una cura con iodio radioattivo che di un intervento chirurgico.
I farmaci antitiroide causano reazioni allergiche in circa il 5% dei pazienti che li assumono. Comuni reazioni minori sono:
- eruzioni rosse alla pelle,
- orticaria,
- occasionalmente febbre e dolori alle articolazioni,
- raramente (1 paziente su 500), si verifica una diminuzione dei globuli bianchi. Una tale diminuzione potrebbe abbassare la resistenza alle infezioni. Molto raramente questi globuli bianchi possono scomparire completamente, causando una condizione conosciuta come agranulocitosi, un problema potenzialmente fatale in caso di grave infezione. In caso di interruzione della terapia i globuli bianchi tornano alla normalità.
- Danni al fegato potrebbero essere un altro raro effetto collaterale. La terapia dev’essere interrotta, richiedendo un nuovo consulto medico, in caso di comparsa di occhi gialli, urine scure, stanchezza grave,o dolori addominali.
Iodio radioattivo
Un altro metodo per curare l’ipertiroidismo è di danneggiare o distruggere le cellule tiroidee che producono ormoni tiroidei. Poiché queste cellule hanno bisogno di iodio per produrre ormoni, assorbono ogni forma di iodio nel circolo ematico, che sia radioattivo o meno.
Lo iodio radioattivo usato in questo tipo di cura viene somministrato oralmente, di solito sotto forma di una piccola capsula assunta in una sola volta. Lo iodio radioattivo dal circolo ematico viene assorbito velocemente dalle cellule tiroide iperattive mentre, la frazione non assorbita, scompare dal corpo in qualche giorno. Viene eliminato attraverso le urine o trasformato dalla decomposizione radioattiva in uno stato non radioattivo.
Per diverse settimane o diversi mesi (durante la quale il trattamento può essere usato per controllare i sintomi dell’ipertiroidismo), lo iodio radioattivo danneggia le cellule da cui è stato assorbito. Il risultato è che la tiroide o i noduli della tiroide si rimpiccioliscono e i livelli di ormoni tiroidei nel sangue ritornano alla normalità.
A volte i pazienti continuano a manifestare ipertiroidismo, ma con una sintomatologia più sfumata; in questo caso potrà essere eseguito un secondo trattamento di iodio radioattivo.
Più spesso si manifesta invece un ipotiroidismo (una tiroide ipoattiva) la cui durata varia da diversi mesi a diversi anni; l’ipotiroidismo può essere curato facilmente con un supplemento di ormoni tiroidei che viene assunto una volta al giorno.
Lo iodio radioattivo viene usato per trattare i pazienti con ipertiroidismo da oltre 60 anni. A causa del fatto che lo iodio radioattivo potrebbe in qualche modo danneggiare altre cellule del corpo, provocare tumori od altri effetti indesiderati a lungo termine come infertilità e difetti di nascita, i medici erano molto attenti nel curare solo pazienti adulti e nel tenerli sotto controllo per il resto della loro vita. Fortunatamente al momento nessuna complicazione da iodio radioattivo è emersa da molti decenni a questa parte. Come risultato, negli Stati Uniti più del 70% degli adulti che sviluppa un ipertiroidismo viene curato con iodio radioattivo e sempre più bambini vengono curati nello stesso modo.
Intervento chirurgico
L’ipertiroidismo può essere curato in modo permanente con una rimozione chirurgica della maggior parte della tiroide. Sebbene come ogni intervento chirurgico sia rischioso, complicazioni rilevanti a seguito di intervento alla tiroide capitano in meno dell’1% dei pazienti operati: queste complicazioni includono danni alle ghiandole paratiroidee che circondano la tiroide e sono responsabili del controllo dei livelli di calcio del corpo e danni ai nervi che controllano le corde vocali (causando voce rauca).
Dopo la rimozione della tiroide la causa dell’ipertiroidismo scompare ma, spesso, è necessario calibrare una corretta terapia sostitutiva per contrastare un probabile ipotiroidismo.
Beta-bloccanti
Una terapia spesso associata ai 3 approcci visti sono farmaci conosciuti come agenti beta adrenergici bloccanti, che bloccano l’azione degli ormoni tiroide sul corpo. Di norma provocano un temporaneo miglioramento di qualche ora, ma sopratutto risultano estremamente utili nel rallentare la frequenza cardiaca e ridurre i sintomi di palpitazioni, tremolii e nervosismo prima che altri tipi di cura abbiano effetto. Propanololo (Inderal) è stato il primo a essere sviluppato, ma alcuni medici ora preferiscono farmaci ad azione più lunga come l’atenololo (Tenormin), metropololo (Lopresor) e nadololo (Corgard, non più in commercio in Italia) e Inderal graduale per il suo dosaggio più conveniente di una o due volte al giorno.
Ipertiroidismo in gravidanza
Il sospetto di ipertiroidismo durante la gravidanza può insorgere in presenza della seguente sintomatologia:
- cute calda ed umida,
- perdita di peso,
- frequenza cardiaca superiore a 100 bpm,
- presenza del gozzo,
- stanchezza muscolare,
- ipersudorazione,
- intolleranza al caldo,
- affaticabilità generalizzata,
- ansia.
Tale quadro clinico deve essere approfondito richiedendo alcuni esami di laboratorio, di norma FT4, FT3, TSH ed è confermata l’ipotesi se l’esito risulta essere il seguente:
- FT4 elevato,
- FT3elevato,
- TSH basso.
Il mancato trattamento della tireotossicosi durante la gestazione può apportare molteplici complicanze sia materne che fetali:
Complicante materne
- ipertensione,
- parto prematuro,
- preeclampsia,
- problemi cardiaci,
- distacco di placenta
- aborto spontaneo,
- anemia.
Complicanze fetali
- basso peso,
- prematurità,
- morte endouterina,
- morte neonatale,
- malformazioni congenite,
- ipertiroidismo fetale,
- ipertiroidismo neonatale.
L’ipertiroidismo in gravidanza e le complicanze ad esso associate possono essere controllate con un’adeguata terapia farmacologica, i cui effetti collaterali più comuni sono prurito ed eruzioni cutanee, mentre il ricorso all’intervento chirurgico è limitato a casi eccezionali quali neoplasie e carcinomi.
E’ caldamente consigliata la ripetizione degli esami di laboratorio ogni 4 settimane durante tutta la gravidanza.
La prognosi materna e fetale di queste gravidanze è ottima se l’ipertiroidismo viene adeguatamente controllato; anche durante l’allattamento l’assunzione dei farmaci sopracitati non presenta alcuna controindicazione, come norma prudenziale è tuttavia opportuno che la puerpera in trattamento impieghi il farmaco in dosi frazionate lontano dai pasti del bambino e che lo stato tiroideo del lattante venga verificato periodicamente.
Morbo di Basedow e gravidanza
La gravidanza è in grado di modificare un eventuale morbo di basedow preesistente, favorendone tra l’altro la remissione; l’obiettivo medico durante la gestazione rimane la ricerca di un corretto livello di ormoni con la dose minima efficace, poichè dosi eccessive possono comportare problemi fetali.
Prima della ricerca di una gravidanza è pertanto indispensabile raggiungere il corretto equilibrio, attraverso l’uso di farmaci oppure attraverso approcci definitivi come la chirurgia o lo iodio radioattivo.
Fonte: thyroid.org
ipertiroidismo può essere anche causato da ipersport e iperattività prolungata per 3 anni consecutivi?
No.
I miei esami sono: TSH O,8OO FT3 2,33 FT4 2,38 Anticorpi anti tireoglobina 2o Anticorpi anti perossidasi 21 che vuol dire?
Non mi occupo di questo campo, quindi preferisco non sbilanciarmi nella lettura dei valori riscontrati. In ogni caso il valore della frazione T4 è leggermente elevato, quindi andrà approfondita la possibilità di ipertiroidismo.
SALVE,L’ANNO SCORSO HO AVUTO UNA INFEZIONE CON CROSTE AL LIVELLO DELLA NARICE DESTRA, DURATA QUASI UN ANNO,TANTO DA AVERE VERE E PROPRIE CROSTE. QUEST ANNO SENTO LA STESSA INFEZIONE ALLA PARTE ALTA DELLA GOLA,A VOLTE CON LA FUORIUSCITA DI CROSTE. LE CHIEDO, POTREBBERO ESSERE PROBLEMI RIGUARDANTI LA TIROIDE? GRAZIE ATTENDO UNA SUA RISPOSTA
A mio avviso no.
Salve, ho rifatto le analisi e i valori sono i seguenti:
TSH 4,08
FT3 5,85
FT4 24,33
ANTI.ANTI TIREOGLOB. 260
ANTI PEROSS.TIRO. 421
cosa significa
e potrebbe essere la causa che non riesco a rimanere incinta ???
E’ opportuno che sia il ginecologo a valutarli.
HO L’APPUNTAMENTO CON L’ENDOCRINOLOGO PUO’ AIUTARMI ?????
Meglio ancora, è lo specialista che si occupa di problemi tiroidei, oltre ad essere la figura medica ideale ad individuare eventuali problemi ormonali in grado di interferire con la ricerca di gravidanza.
Salve, lo specialista non crede che i valori riscontrati nelle analisi hanno causato la non gravidanza ma per escludere dice che tra 1 mese dovrei fare di nuovo le analisi e fare la scintografia per escludere ipertiroidismo
e dovrei non provarci per via della scintografia che emana radiazioni ????Cosa devo fare adesso ???
A mio avviso sarebbe utile seguire il parere dell’endocrinologo:
1. Aspettiamo 1 mese e vediamo gli esiti degli accertamenti,
2. A quel punto valuta con l’endocrinologo e/o con il ginecologo come/quando proseguire con la ricerca di gravidanza.
Salve, quanto dura l’effetto delle radiazioni nella scintigrafia ???
Il tempo è poco, ma dipende dalla sostanza usata.
E quanto tempo aspettare prima di provare a rimanere incinta ???
Glielo consiglierà il medico, valutando anche se fornire un supporto farmacologico.
buonasera, il mio problema è che sto dimagrendo a vista d’occhio. Mangio regolarmente , ho partorito 9 mesi fa, ma circa 2 mesi fa ho iniziato a perdere peso sto ancora allattando, ma nn penso che sia questa la causa, potrebbe essere la tiroide???
se no come mi devo comportare ho perso anche completamente seno!!!!! grazie mille
La tiroide è una delle cause possibili, in ogni caso rivolgendosi al suo medico le suggerirà il percorso più opportuno per arrivare alla causa della perdita di peso.
sono ipertiroidea… e questo ormai e’ un dato di fatto… ho periodi nei quali ingrasso altri nei quali dimagrisco…come mai
? la tachicardia e’ costantemente presente… l’umore sempre su e giu’… ma un’altra cosa vorrei chiedere perche’ nessuno mai mi ha fatto capire bene… cosa significa precisamente quel valore ANTIPEROSSIDASI che io ho dieci volte sopra la media? grazie mille
Per quanto riguarda gli sbalzi di peso e gli altri sintomi consiglio di rivalutare con il medico il dosaggio dei farmaci assunti.
Cercherò ora di essere più chiaro possibile, ma non esiti a dirmi se qualcosa non lo fosse:
La tireo-perossidasi è un enzima, può immaginarlo come un operaio, che contribuisce a costruire molecole di ormoni tiroidei.
Per antiperossidasi si intende un anticorpo, lo può immaginare come un soldato creato per combattere in modo specifico un unico tipo di nemico, che si rivolta contro l’operaio di prima.
Se eccessivo è chiaramente un comportamento anomalo e causa di una drastica riduzione della produzione degli ormoni tiroidei, perchè gli operai che collaborano alla costruzione sono resi incapaci dai soldati (anticorpi).
Si parla in questi caso di malattia autoimmune, cioè l’organismo produce meccanismi di difesa contro sè stesso.
buongiorno dottore,
leggendo i vari commenti mi e’ sembrato molto disponibile.
Da 6 mesi sono in cura con tapazole per m.di graves scatento da gravidanza.
Ho iniziato con 4 compresse e sono arrivata a 2.
Gli ultimi esami del sangue dimostravano un leggero ipotiroidismo,tant’e’ che mi e’ stato scalato il farmaco.
Il mio problema e’ il peso.
Da quando ho iniziato la cura nonostante segua una rigidaeta ipocalorica e faccia un’ora di sport al giorno..ho acqistao ben 5 chili e se mangio meno di cosi’ muoio.
La dottoressa che mi ha in cura dice ch e’ normale in quanto ora il tapazole fa il suo effetto…ma io vivo in un disagio costante,ma soprattutto quando interrompero’ lacura tornero’ al mio peso forma?
c’e’ un modo per arrestare l’ingrassamento?
la prego di rispondermi…
A mio avviso per ora è importante concentrare la propria attenzione sul problema tiroideo, una volta risolto/stabilizzato questo aspetto potrà valutare se e come intervenire sul peso; purtroppo la cura con Tapazole può avere come effetto collaterale un aumento di peso.
Ciao, due mesi e mezzo fa ho iniziato una cura per una forma di dermatite. Il dermatologo mi ha dato da prendere il Prednisolone 5mg. Le dosi: i primi 5gg 60mg di Prednisolon, i seguenti 5gg 50mg, i seguenti 5gg 40mg, e cosi via fino alle ultime dosi di 5mg. Fin dal secondo dall’assunzione del farmaco giorno ho avuto un abbassamento della voce, che io immagino sia causa del Prednisolone che ha agito sulla TIROIDE. Nel giro di un mese di cura con Prednisolone sono anche dimagrito bruscamente perdendo 5,5kg (il mio peso iniziale fu di 81kg). Ritornando alla TIROIDE vorrei chiedervi se il mio abbassamento di voce che continua tutt’ora, dopo aver terminato la cura da a settimane, puo’ dipendere ancora dal Prednisolone, sara’ un problema per tutta la vita? Di questo IPERTIROIDISMO devo allarmarmi che si trasformi in tumore della TIROIDE ? Grazie
A mio avviso il calo di voce non è dovuto ad un’azione sulla tiroide; parla di ipertiroidismo perchè ha effettuato analisi?
ho fatto una ecografia la quale dice che la tiroide e’ leggermente ingrossata. L’esame per stabilire se ce’ un eccesso di produzione di ormoni, no.
Ho letto che un abbassamento prolungato della voce puo’ essere sintomo di cancro; mi pare troppo semplice pensare ad una infiammazione delle vie respiratorie. La ringrazio per l’interesse.
Se non le sono stati prescritti esami del sangue a seguito dell’ecografia a mio avviso il problema alla tiroide è meno grave di quanto pensa; con la terapia cortisonica è stata prescritta una protezione gastrica? Ha mai sofferto di acidità di stomaco e/o di reflusso?
Buongiorno, esami del sangue dopo l’eco non sono stati richiesti. Reflusso ce l’ho 2 volte l’anno. Durante la terapia cortisonica non e’ stata prescritta protezione gastrica, ma ho fatto diversi esami generali del sangue, l’ultimo 3gg.fa. Il valore dei linfociti e’ 47, mentre per il resto delle analisi del sangue tutti i valori sono nella norma.
10 minuti fa stavo leggendo di una malattia chiamata cytomegalovirus, poi mi sono guardato l’interno della gola e ho visto delle aree biancastre ai lati delle tonsille, pero’ i linfonidi non sono ingrossati e febbre non ne ho da piu’ di 2 anni.
La ringrazio per le risposte, io mi trovo in Moldavia. Non so se avere fiducia o meno dei medici di qui. Pertanto sono aggrappato ad Internet per cercare e soprattutto capire che malattia mi da questi disturbi.
E’ assolutamente solo un’ipotesi, ma proverei a fare 14 giorni di terapia con una protezione gastrica piuttosto incisiva; il calo di voce potrebbe infatti derivare da una risalita degli acidi gastrici, in grado di infiammare la laringe e provocare così il disturbo.
Si può poi invece indagare su eventuali piccole infezioni, sulla base delle macchie che ha visto.
per cortesia mi puo’ chiarire cosa e’ “una proteziopne gastrica”"incisiva”? Cosi posso tradurlo in lingua moldava e riferirlo al medico di famiglia. Grazie per la collaborazione.
L’ideale sarebbe un farmaco appartenente alla classe degli inibitori di pompa (lansoprazolo, omeprazolo, …), ma non vorrei in nessun modo sostituirmi alla figura del medico, che resta la figura di riferimento per diagnosi e cura.