Introduzione

Il tetano è una malattia che colpisce i muscoli ed i nervi del nostro organismo: è grave, ma può essere prevenuta con successo. Di solito ha origine quando una ferita della pelle viene contaminata da un batterio di nome Clostridium tetani, che spesso si trova nel terreno.

Dopo essere penetrati nell’organismo, il batteri producono una neurotossina (una proteina che agisce come un veleno sul sistema nervoso), di nome tetanospasmina, in grado di provocare spasmi muscolari. La tossina può diffondersi in tutto il corpo mediante il flusso sanguigno ed il sistema linfatico, in questo modo va ad interferire con la normale attività dei nervi in tutto l’organismo, causando spasmi muscolari generalizzati.

In realtà il tetano è ormai molto raro negli Stati Uniti e negli altri paesi che hanno reso obbligatorie le vaccinazioni antitetaniche, almeno per le categorie a rischio come in Italia: ogni anno nel nostro Paese vengono diagnosticati circa 100 morti di tetano. In molti paesi sviluppati che hanno programmi di prevenzione e di vaccinazione meno efficaci la malattia è invece molto più frequente, situazione ancora più grave si registra nei Paesi del Terzo Mondo.

Se non viene curato, il tetano può essere letale; questa malattia è in grado di provocare la morte per collasso cardio-respiratorio, causando la contrazione con paralisi della muscolatura, perché si localizza a livello dei nervi. In un caso su dieci porta a morte per l’impossibilità di respirare.

Cause

Il tetano è provocato da ferite (http://www.flickr.com/photos/melanieburger/3561169913/sizes/s/)

Il tetano è provocato da ferite (http://www.flickr.com/photos/melanieburger/3561169913/sizes/s/)

In Italia la maggior parte dei casi di tetano è causata da un taglio o da una lesione profonda, come ad esempio un’unghia schiacciata: a volte la lesione è talmente lieve che il paziente non va nemmeno dal dottore.

Le lesioni che comportano la morte della pelle (come ad esempio le scottature, il congelamento, la cancrena o le lesioni da schiacciamento) hanno maggiori probabilità di provocare il tetano. Anche le ferite contaminate da terra, saliva o feci, soprattutto se non vengono disinfettate con attenzione, e le punture effettuate con aghi non sterili (come ad esempio quando ci si droga o si fa un tatuaggio od un piercing casalingo) presentano un rischio maggiore.

Esiste anche un altro tipo di tetano, il tetano neonatale, che si verifica nei neonati partoriti in condizioni igieniche precarie, soprattutto se il cordone ombelicale si infetta dopo essere stato reciso. Negli Stati Uniti, prima dell’introduzione dei vaccini, il tetano neonatale era molto più frequente. Al giorno d’oggi le vaccinazioni antitetaniche obbligatorie producono gli anticorpi che le madri trasmettono ai figli durante la gravidanza. Questi anticorpi materni ed il miglioramento delle tecniche di recisione del cordone ombelicale hanno diminuito drasticamente la frequenza del tetano neonatale nei paesi sviluppati.

Sintomi

Il primo sintomo del tetano spesso sono gli spasmi muscolari della mascella (trisma), che possono essere accompagnati da difficoltà di deglutizione. Seguono quindi altri muscoli del capo che danno luogo al Riso Sardonico (aspetto tipo iena), poi si rileva la discesa degli effetti del tetano che provoca rigidità e dolore dei muscoli del collo, delle spalle, della schiena e degli arti, fino ad arrivare alla posizione “cane di fucile” (tutto rannicchiato).

I sintomi possono verificarsi in un periodo variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi dopo che si è venuti in contatto con i batteri; in genere il periodo di incubazione varia da 2 giorni a mesi, anche se la maggior parte dei casi si manifesta entro 14 giorni. Ferite più gravi sono in genere legate a periodi di incubazione minore.

Cura e terapia

I medici hanno un ruolo importante nella prevenzione del tetano, perché si devono accertare che le vaccinazioni dei bambini siano valide e perchè si occupano della profilassi post-esposizione se il paziente ha una ferita che è a rischio tetano.

Il bambino che si ammala di tetano dovrà essere ricoverato in ospedale, di solito nel reparto di terapia intensiva. Qui, di norma, gli verranno somministrati degli antibiotici per eliminare i batteri ed il siero per neutralizzare la tossina già rilasciata dai batteri. Al bambino verranno anche somministrati farmaci in grado di tenere sotto controllo gli spasmi muscolari e altre terapie a supporto delle funzioni vitali dell’organismo.

Prevenzione

Antitetanica (http://www.flickr.com/photos/yanivba/505065706/sizes/s/)

Antitetanica (http://www.flickr.com/photos/yanivba/505065706/sizes/s/)

Esistono due modi importanti per prevenire il tetano: fare le vaccinazioni antitetaniche, insieme a tutte le altre vaccinazioni obbligatorie, oppure dopo una lesione che potrebbe provocare il tetano, ricevere una dose di vaccino (profilassi antitetanica post-esposizione).

Per i bambini, il vaccino antitetanico fa parte delle vaccinazioni DTaP (contro la difterite, il tetano e la pertosse). I bambini di solito ricevono una serie di 3 dosi di vaccino prima dei due anni, e poi una dose di richiamo tra i 5 e i 6 anni. In seguito è consigliata un’ulteriore dose di richiamo tra gli 11 e i 12 anni e, in età adulta, un richiamo del vaccino contro il tetano e la difterite ogni 10 anni.

Non lasciate che i vostri bambini saltino questi appuntamenti importanti e fateli vaccinare al momento giusto.

Come per qualsiasi calendario di vaccinazione, ci sono dei casi particolari e delle eccezioni da tenere presenti. Il medico vi fornirà tutte le informazioni aggiornate.

La vaccinazione degli adulti si esegue somministrando due dosi di vaccino per via intramuscolare ad una distanza di 4 settimane, seguita da una terza dose dopo 6-12 mesi. La protezione non è permanente, per restare protetti occorre una dose di richiamo ogni dieci anni.

Il batterio del tetano vive nella terra (http://www.flickr.com/photos/soilscience/2511944184/sizes/s/)

Il batterio del tetano vive nella terra (http://www.flickr.com/photos/soilscience/2511944184/sizes/s/)

Anche nella profilassi antitetanica post-esposizione, ossia dopo l’infortunio, vengono somministrate dosi di vaccino antitetanico, ma solo dopo che si è verificata la ferita o la lesione. Il numero di dosi dipende da quanti anni sono trascorsi dall’ultimo richiamo, dal totale di vaccinazioni antitetaniche effettuate fino a quel momento e dalla natura della ferita. Il medico può consigliarvi un richiamo di vaccino antitetanico  e/o un’iniezione di immunoglobulina tetanica (siero) per neutralizzare tutte le tossine prodotte dai batteri.

Tutte le ferite della pelle, soprattutto le lesioni profonde o le ferite che potrebbero essere contaminate da feci, terra o saliva, dovrebbero essere disinfettate e medicate immediatamente.

La medicazione delle ferite è fondamentale, ma non rappresenta un’alternativa in grado di sostituire la vaccinazione.

Il tetano neonatale può essere prevenuto se tutte le donne incinte si fanno vaccinare per tempo, se il parto avviene in condizioni igieniche ottimali e se si fa attenzione al cordone ombelicale.

Quando chiamare il medico

Se non siete sicuri che vostro figlio abbia già fatto una vaccinazione antitetanica, o non sapete se la sua o vostra vaccinazione sia ancora valida, chiamate il medico. Se un membro della vostra famiglia ha lasciato passare più di 10 anni dall’ultimo richiamo di antitetanica, prendete un appuntamento per farlo vaccinare.

Se vi siete procurati una ferita profonda, disinfettatela e chiamate il medico per capire se deve ricevere la profilassi antitetanica post-esposizione.

Se manifestate spasmi alla mascella o spasmi muscolari, in particolare dopo essersi ferito, rivolgetevi al medico il prima possibile per valutare la possibilità di aver contratto il tetano.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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Commenti e domande

  1. Erry
    5 agosto 2010, 10:13

    Salve,
    3gg fa mi è caduta una bottiglia di plastica piena d’acqua su un dito del piede, sembra incredibile, ma ho avuto uno schiacciamento del dito che ha provocato perdita dell’unghia, frattura dell’ultima falange e una ferita che è stata suturata con 5 punti, non ricordo quando ho fatto la vaccinazione per il tetano,( è possibile l’abbia fatta mentre ero incinta due anni fa?). Avrei dovuto fare le immunoglobuline? Posso fare un richiamo? Ero in casa e sono andata in ospedale subito, ma potrei essere a rischio d’infezione? Mi scuso per la raffica di domande. Grazie per l’attenzione

    • admin
      5 agosto 2010, 10:56

      Improbabile che la vaccinazione sia stata fatta durante la gravidanza; a mio avviso data la situazione non c’è rischio di aver contratto il tetano, anche e sopratutto per la dinamica dell’incidente.
      Inoltre in ospedale, dove hanno potuto vedere la ferita, hanno sicuramente fatto questa valutazione e se non le hanno detto nulla il rischio è probabilmente assente.

  2. giogio
    6 agosto 2010, 09:19

    Ho 40 anni,ieri tagliando la palma mi sono punto ad un dito con una foglia appuntita la quale ha perforato anche il guanto da lavoro che indossavo, ho fatto uscire il sangue e ho disinfettato con amuchina,la parte è leggermente gonfia,non essendo a posto con le vaccinazioni per quanti giorni dovrei preoccuparmi

    • admin
      6 agosto 2010, 11:42

      In genere il periodo di incubazione varia da 2 giorni a mesi, anche se la maggior parte dei casi si manifesta entro 14 giorni. Più che aspettare a mio avviso sarebbe preferibile che la valutasse un medico.

  3. Luigi
    19 agosto 2010, 19:42

    Buonasera,
    mia figlia si trova attualmente in India e ieri all’interno di un tempio ha inciampato e si e si è procurata un bel taglio. E’ stata immediatamente disinfettata con mercurio cromo e la ferita sembra a posto. La sua profilassi di Vaccinazione antitetanica risale al 1995 / tutti e tre i richiami). Quale è il suggerimento migliore?

    Grazie

    • admin
      19 agosto 2010, 23:07

      Anche se studi recenti suggeriscono che la durata dell’immunizzazione vada oltre i 10 anni suggeriti, credo sia opportuno che un medico valuti la ferita.

  4. EMANUELA
    21 agosto 2010, 12:44

    salve, ho 25 anni.ieri sera in pizzeria mi sono procurata un taglio al pollice mentre tagliavo del salamino .(l’affetattrice viene pulita ogni sera). è uscito inizialmente molto sangue poi un infermiera che passava di li mi ha disinfettata e messa apposita garza; dopo tre ore mi ha messa una protezione abbastanza spessa usata apposta negli ospedali per far crescere la pelle mancante. Non ho fatto il richiamo dell’antitettanica. è necessario?

    • admin
      21 agosto 2010, 14:29

      Probabilmente non è necessario dato l’ambiente in cui è avvenuto l’infortunio.

  5. billie joe
    24 agosto 2010, 18:30

    Circa 7 giorni fa mi sono tagliato sotto l’alluce del piede sinistro con una lamina di ferro decisamente arrugginito. Il taglio non era molto profondo. Non ho disinfettato la ferita perchè ero al mare e quindi ho pensato che l’acqua salata mi disinfettasse allo stesso modo dell’acqua ossigenata. Circa 4 giorni dopo, mentre ero ancora al mare, stavo nuotando quando ho sentito una fitta di dolore al muscolo della spalla destra che da allora continua a farmi male. Per favore, potete dirmi se è un sintomo del tetano o se è solo una terribile coincidenza?

    • admin
      24 agosto 2010, 18:34

      Premesso che l’acqua ossigenata non sarebbe mai la scelta migliore come disinfettante, probabilmente è solo una coincidenza, ma chiaramente non posso averne la certezza.

  6. NICOLETTA
    28 agosto 2010, 12:32

    salve,chiedo scusa sara banale la mia richiesta ,ma il 13 agosto mi sono tagliata due dita con la latta delle pelate,sono andata in ospedale dove mi hanno medicata con betadine,ma non mi hanno accennato nulla riguardo l antitetanica…essendo molto ansiosa ho cmq preferito farla lo stesso giorno.
    ora non riesco ad essere tranquilla dato il colore al dito che persiste…..posso stare tranquilla riguardo al tetano? premesso che non lo sono per epatite e aids visto cio che si dice in giro delle gammaglobuline.
    grazie mille.
    nicoletta

    • admin
      28 agosto 2010, 15:05

      Per quanto riguarda il dito è possibile che ci sia ancora infezione, consiglierei quindi un parere del suo medico se ancora dolente. Non mi preoccuperei troppo del tetano, mentre non ho capito il discorso su AIDS ed epatite.

  7. silvia
    1 settembre 2010, 19:49

    devo partire per un viaggio fra 5 giorni in un paese in cui è consigliata la profilassi antitetanica….ultimo richiamo fatto quando avevo 16 anni…adesso ne ho 36….mi conviene farla o è peggio avere controindicazioni durante il viaggio?…2 anni fa mi sono operata ( laparotomia…)…forse in quell’occasione mi è stata fatta?

    • admin
      1 settembre 2010, 20:13

      Consiglierei di farla.

  8. Eraldo
    1 settembre 2010, 22:39

    Firenze, 1/9/2010
    Circa 10 gg fa ho fatto un incidente in moto. Cadendo mi sono procurate varie ferite (escoriazioni su varie parti del corpo) ma una profonda sulla parte laterale del piede. L’ultima antitetanica l’ho fatta circa 21 anni fa. Ho rifiutato la profilassi in ospedale, ma 3 gg dopo ho fatto il richiamo del vaccino. Posso stare tranquillo?

    • admin
      1 settembre 2010, 22:51

      Non necessariamente, in genere in questi casi si praticano anche delle gammaglobuline.

  9. Sebastiano Coletta
    2 settembre 2010, 13:15

    Buon giorno, la scorsa domenica mi sono recato in campagna, dove, per puro caso ho la vorato solamente con la terra per piantare delle piante. Un paio di giorni dopo si sono presentati dei forti pruriti ai quali non ho potuto resistere, e, con le unghie un po’ lunghe mi sono grattato, fino a procurarmi due piccole ferite, una la sera del 1/09 con una leggerissima fuoriuscita di sangue e l’altra la mattina successiva. Nel caso della prima feritina non ho applicato niente sul momento, mentre nella successiva, ancora più piccola per dimensioni vi ho applicato subito dell’acqua, e successivamente del Gentalin Beta Vorrei sapere se sono a rischio di tetano, anche perché sono passati oltre due giorni.
    PS: sotto le unghie vi era del nero, probabilmente la terra residua con cui avevo lavorato. Devo stare tranquillo, oppure mettermi in agitazione, perché sapete, io ho sempre avuto molta paura di questa malattia, fin da quando ero molto piccolo.
    Cordialmente,
    Sebastiano Coletta

    • admin
      2 settembre 2010, 14:23

      A mio avviso non ci sono rischi.

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