Tenia o verme solitario: sintomi, prevenzione e cura

Ultimo Aggiornamento: 2158 giorni

Introduzione

La tenia (Taenia) è un verme piatto parassita, di aspetto nastriforme, in grado di vivere anche nell’intestino umano; i vermi comunemente identificati come tenia (od anche verme solitario) sono in realtà appartenenti a diverse specie:

Tenia adulta (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Taenia_saginata_adult_5260_lores.jpg)

Verme solitario e ciclo vitale

I parassiti adulti sono vermi nastriformi, piatti, segmentati ed ermafroditi appartenenti alla famiglia dei platelminti.

La loro lunghezza varia generalmente dai 5 ai 10 metri e sono costituiti dallo scolice, dal collo e da segmenti non maturi, in fase di maturazione e maturi in successione lineare.

Le proprietà che caratterizzano il parassita adulto dal punto di vista morfologico e fisiologico rispecchiano il fatto che, da un lato, la tenia è straordinariamente specializzata per sopravvivere nell’intestino dei vertebrati e, dall’altro lato, ha considerevoli capacità riproduttive, rese possibili dalle unità sessuali multiple, i segmenti o proglottidi. La specie riesce così a far fronte all’enorme tasso di perdita di segmenti o uova che vengono espulsi con le feci, e dalla probabilità piuttosto remota che l’uovo riesca a raggiungere l’ospite intermedio e quindi si trasferisca all’interno di un altro essere umano.

La parte terminale del parassita (una frazione variabile dalla metà a un terzo) è costituita da segmenti in fase riproduttiva, che al loro interno ospitano le uova: sono fatti di tessuto muscolare e si muovono esattamente come i millepiedi, quindi possono raggiungere lo sfintere anale ed essere espulsi nell’ambiente. In questo modo sono in grado di infettare gli ospiti intermedi erbivori.

La ciste larvale della tenia, detta cisticerco, è una ciste a contenuto liquido, delle dimensioni di un pisello, che si insedia nei muscoli dell’ospite intermedio. All’interno della ciste c’è un scolice invertito, formato da una porzione germinativa della parete interna della cisti.

Ciclo vitale

La figura illustra il ciclo vitale della Taenia saginata. I segmenti in fase riproduttiva si staccano dal parassita che vive nell’intestino e giungono al suolo, mescolati con le feci oppure muovendosi autonomamente, dove si staccano dal materiale fecale e aderiscono all’erba. Se ingeriti da un ospite intermedio di razza bovina (mucca), si aprono durante la digestione e ognuno di essi produce dalle 50.000 alle 100.000 uova. Le uova si schiudono e ciascuna di esse produce una larva esacanta (oncosfera) con sei uncini, che penetra all’interno delle pareti intestinali e raggiunge i muscoli grazie alla circolazione sanguigna.

Qui l’oncosfera si riempie di liquidi e si trasforma nel cisticerco, delle dimensioni di 8 mm. Se un essere umano mangia carne bovina infetta cruda o non ben cotta, il cisticerco viene digerito, si apre e inverte lo scolice, che si attacca alle pareti dell’intestino tenue e inizia a produrre la lunga catena di segmenti. Dopo circa tre mesi il parassita avrà già raggiunto i 4, 5 metri di lunghezza e i segmenti in fase riproduttiva inizieranno a essere espulsi. Il verme è estremamente longevo: può sopravvivere anche per 5, 20 anni o più.

Sintomi

I sintomi dell’infezione da Taenia si limitano a:

  • episodi di nausea o vomito,
  • diminuzione dell’appetito,
  • dolore epigastrico o ombelicale,
  • diarrea,
  • stitichezza,
  • dimagrimento.

È anche possibile rilevare un’eosinofilia (quantità di eosinofili nel sangue) moderata. Una manifestazione piuttosto allarmante e imbarazzante della presenza della tenia è la fuoriuscita dei segmenti del parassita in grado di muoversi dall’ano.

In rari casi può verificarsi anche la perforazione intestinale.

Trasmissione

La tenia, il più frequente dei parassiti platelminti dell’essere umano, viene trasmesso sottoforma di cisticerchi ai bovini: è possibile vedere che il bovino è infetto perché la sua carne presenta piccole macchie caratteristiche. La carne bovina non ben cotta, affumicata od in salamoia può essere infetta, ma il meccanismo di trasmissione più frequente dell’infezione è la carne cruda (carne alla zingara o tritata), come testimonia la frequenza della teniasi nei paesi come l’Etiopia e l’Argentina, dove la carne cruda o non ben cotta è un alimento molto comune.

I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno nell’intestino umano e sono in grado di produrre dieci segmenti al giorno, che possono rilasciare fino a un milione di uova nell’ambiente per tutto il ciclo vitale del parassita. Le uova possono anche essere presenti nei campi irrigati o fertilizzati con liquami di origine umana.

Pericoli

Il contatto tra il parassita adulto e il tessuto epiteliale dell’uomo è limitato, quindi la tenia scatena poche reazioni infiammatorie, allergiche, cellulo-mediate od umorali. L’azione di succhiamento dello scolice sembra avere effetti immunogenici relativamente limitati. La lunghezza del ciclo vitale del parassita sembrerebbe indicare l’assenza di un meccanismo inibitore efficace.

Sono stati riferiti rari casi di ostruzione intestinale o di perforazione, ma l’infezione di solito non ha conseguenze gravi: tuttavia lo stress psicologico dovuto all’espulsione di segmenti mobili può essere molto intenso.

Diagnosi

La presenza del parassita adulto viene diagnosticata grazie alla presenza dei segmenti nelle feci. Le diverse specie di tenia possono essere identificate solo grazie ai segmenti, perché le uova sono identiche. L’utero della Taenia saginata di solito forma da 12 a 20 diramazioni su ogni lato del segmento uterino principale, mentre il segmento della Taenia solium presenta da 7 a 10 rami ed è più piccolo e relativamente più largo.

Cura e terapia

La terapia in caso di infezione intestinale di parassiti adulti è semplice. La niclosamide (Yomesan®) è un farmaco non assorbito dall’intestino umano che, entrando in contatto con lo scolice e i segmenti anteriori del verme solitario, li uccide, provocando l’espulsione del parassita.

Il praziquantel, un derivato di sintesi dell’isochinolina-pirazina, è un composto ugualmente efficace contro il parassita e relativamente poco tossico. Lo scolice viene ucciso nella maggior parte dei casi, ma alcune volte riesce a sopravvivere: un nuovo parassita può rigenerarsi se lo scolice e una minima parte del collo sopravvivono, quindi il paziente deve rimanere sotto osservazione per alcuni mesi, perché i segmenti in grado di riprodursi possono comparire di nuovo dopo dieci, dodici settimane.

Questi ed altri medicinali vengono impiegati spesso in associazione a lassativi, per favorire la naturale eliminazione del parassita e delle uova. Qualora tali farmaci non fossero sufficienti si può ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.

Prevenzione

Il controllo della carne per evidenziare la presenza dei cisticerchi è la miglior misura preventiva possibile. Nelle aree endemiche la carne deve essere sempre consumata ben cotta e deve raggiungere una temperatura di almeno 56 °C in tutte le sue parti. Può essere difficile realizzare una cottura del genere nel caso di tagli grandi di carne grassa, in particolare di maiale. Il congelamento a -10 °C per dieci giorni di solito neutralizza i cisticerchi, che però sono in grado di sopravvivere anche per settanta giorni a una temperatura di zero gradi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Giulia

    Buonasera dottore, le scrivo perché circa 20 minuti fa ho avuto uno spiacevole incidente : stavo accarezzando il mio gatto, gli ho baciato la schiena e mi sono trovata in bocca ( con precisione , sulle labbra o massimo sulla punta della lingua ) un vermetto cicciotto bianco/crema, che io ho associato a tenia felina; era più grande di un chicco di riso ( mi sembra ) e ho visto che aveva un puntino marrone ad una estremità ; ovviamente mi sono subito lavata la bocca, le mani ed i denti accuratamente. Lei pensa che possa essere stata infettata ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è impossibile, ma non tutti i parassiti dei felini trovano ambiente adatto nell’uomo.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sentirei il veterinario, per valutare magari un esame delle feci del gatto con cui curare lui e valutare se sia necessario fare altro per lei.

    3. Giulia

      Certo, il gatto verrà curato come di consueto quando accadono questi episodi, ovvero riscontriamo la presenza di tenia; ero più preoccupata per me.. Farò un salto in farmacia e sentirò cosa mi dicono! Anche se comunque la vedo un po’ scarsa la probabilità di contagio.. Giusto??

    4. Giulia

      O anzi, forse come ha detto lei è meglio mi rivolga in primis al veterinario per quanto riguarda me!

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso sarebbe opportuno caratterizzare con certezza l’infezione, per capire se sia trasmissibile all’uomo o meno.

  2. nina

    da piccola ho avuto il verme solitario,adesso da adulta ho diversi disturbi,allo stomaco,tipo senzo di vuoto,con nusea,stitichezza,amaro in bocca. la mia domanda sarebbe,se possono essere collegati ho causati,dall’infezione avuto in giovane eta’adesso ho,60 anni….grazie x la risposta,

  3. Anonimo

    Volevo fare una domanda dottore avevo una allergia sull corpo mi veniva ogni tanto dopo tanti analisi fatti o scoperto ché avevo un batterio allo stomaco il gastroenterologo mi a datto la cura per 7 giorni antibiotico e vicino claritromicina e la mattina al di giugno Omeprazolo volevo chiedere voi ché dite e possibile ché si è eliminato o può tornare di nuovo??? Grazie 😊

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe tornare di nuovo, ma ovviamente non è detto che succeda.

    2. ros

      Sera vorrei sapere se quando ti vengono i vermi in gravidanza ha qualche rischio il feto. ..e come si guarisce..grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, in genere non ci sono rischi.
      2. Dipende dai casi, talvolta si aspetta il parto per poter somministrare farmaci.

  4. Alessandro

    Buongiorno dottore, io ho dolori allo stomaco da circa 3 settimane, e anche all’intestino.. Si è aggiunta della stitichezza ( sono sempre andato almeno 2 volte al giorno in bagno).. Se premo in alcuni punti dello stomaco o dell’intestino sento dolore, e fastidio durante il resto del giorno.. Il mio medico curante mi ha detto che può essere un po di gastrite mentre All ospedale mi avevano detto che avevo avuto una colica.. Ma ancora adesso non passano questi dolori.. Aggiungo che sono molto stressato non sapendo cos’è! Ora devo fare i raggi e un ecografia.. Ma secondo lei di cosa può trattarsi?
    Ps. Ho 25 anni , e solo da piccolo ho avuto una gastrite.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Una diagnosi non esclude l’altra e, magari per colpa della comprensibile ansia che è subentrata, potrebbe essersi aggiunto un po’ di colon irritabile. Segua con fiducia le indicazioni avute in modo da giungere a una diagnosi certa.

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