Introduzione
La tenia (Taenia) è un verme piatto parassita, di aspetto nastriforme, in grado di vivere anche nell’intestino umano; i vermi comunemente identificati come tenia (od anche verme solitario) sono in realtà appartenenti a diverse specie:
- Taenia crassiceps
- Taenia pisiformis
- Taenia saginata
- Taenia solium
Verme solitario e ciclo vitale
I parassiti adulti sono vermi nastriformi, piatti, segmentati ed ermafroditi appartenenti alla famiglia dei platelminti.
La loro lunghezza varia generalmente dai 5 ai 10 metri e sono costituiti dallo scolice, dal collo e da segmenti non maturi, in fase di maturazione e maturi in successione lineare.
Le proprietà che caratterizzano il parassita adulto dal punto di vista morfologico e fisiologico rispecchiano il fatto che, da un lato, la tenia è straordinariamente specializzata per sopravvivere nell’intestino dei vertebrati e, dall’altro lato, ha considerevoli capacità riproduttive, rese possibili dalle unità sessuali multiple, i segmenti o proglottidi. La specie riesce così a far fronte all’enorme tasso di perdita di segmenti o uova che vengono espulsi con le feci, e dalla probabilità piuttosto remota che l’uovo riesca a raggiungere l’ospite intermedio e quindi si trasferisca all’interno di un altro essere umano.
La parte terminale del parassita (una frazione variabile dalla metà a un terzo) è costituita da segmenti in fase riproduttiva, che al loro interno ospitano le uova: sono fatti di tessuto muscolare e si muovono esattamente come i millepiedi, quindi possono raggiungere lo sfintere anale ed essere espulsi nell’ambiente. In questo modo sono in grado di infettare gli ospiti intermedi erbivori.
La ciste larvale della tenia, detta cisticerco, è una ciste a contenuto liquido, delle dimensioni di un pisello, che si insedia nei muscoli dell’ospite intermedio. All’interno della ciste c’è un scolice invertito, formato da una porzione germinativa della parete interna della cisti.
Ciclo vitale
La figura illustra il ciclo vitale della Taenia saginata. I segmenti in fase riproduttiva si staccano dal parassita che vive nell’intestino e giungono al suolo, mescolati con le feci oppure muovendosi autonomamente, dove si staccano dal materiale fecale e aderiscono all’erba. Se ingeriti da un ospite intermedio di razza bovina (mucca), si aprono durante la digestione e ognuno di essi produce dalle 50.000 alle 100.000 uova. Le uova si schiudono e ciascuna di esse produce una larva esacanta (oncosfera) con sei uncini, che penetra all’interno delle pareti intestinali e raggiunge i muscoli grazie alla circolazione sanguigna.
Qui l’oncosfera si riempie di liquidi e si trasforma nel cisticerco, delle dimensioni di 8 mm. Se un essere umano mangia carne bovina infetta cruda o non ben cotta, il cisticerco viene digerito, si apre e inverte lo scolice, che si attacca alle pareti dell’intestino tenue e inizia a produrre la lunga catena di segmenti. Dopo circa tre mesi il parassita avrà già raggiunto i 4, 5 metri di lunghezza e i segmenti in fase riproduttiva inizieranno a essere espulsi. Il verme è estremamente longevo: può sopravvivere anche per 5, 20 anni o più.
Sintomi
I sintomi dell’infezione da Taenia si limitano a:
- episodi di nausea o vomito,
- diminuzione dell’appetito,
- dolore epigastrico o ombelicale,
- diarrea,
- stitichezza,
- dimagrimento.
È anche possibile rilevare un’eosinofilia (quantità di eosinofili nel sangue) moderata. Una manifestazione piuttosto allarmante e imbarazzante della presenza della tenia è la fuoriuscita dei segmenti del parassita in grado di muoversi dall’ano.
In rari casi può verificarsi anche la perforazione intestinale.
Trasmissione
La tenia, il più frequente dei parassiti platelminti dell’essere umano, viene trasmesso sottoforma di cisticerchi ai bovini: è possibile vedere che il bovino è infetto perché la sua carne presenta piccole macchie caratteristiche. La carne bovina non ben cotta, affumicata od in salamoia può essere infetta, ma il meccanismo di trasmissione più frequente dell’infezione è la carne cruda (carne alla zingara o tritata), come testimonia la frequenza della teniasi nei paesi come l’Etiopia e l’Argentina, dove la carne cruda o non ben cotta è un alimento molto comune.
I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno nell’intestino umano e sono in grado di produrre dieci segmenti al giorno, che possono rilasciare fino a un milione di uova nell’ambiente per tutto il ciclo vitale del parassita. Le uova possono anche essere presenti nei campi irrigati o fertilizzati con liquami di origine umana.
Pericoli
Il contatto tra il parassita adulto e il tessuto epiteliale dell’uomo è limitato, quindi la tenia scatena poche reazioni infiammatorie, allergiche, cellulo-mediate od umorali. L’azione di succhiamento dello scolice sembra avere effetti immunogenici relativamente limitati. La lunghezza del ciclo vitale del parassita sembrerebbe indicare l’assenza di un meccanismo inibitore efficace.
Sono stati riferiti rari casi di ostruzione intestinale o di perforazione, ma l’infezione di solito non ha conseguenze gravi: tuttavia lo stress psicologico dovuto all’espulsione di segmenti mobili può essere molto intenso.
Diagnosi
La presenza del parassita adulto viene diagnosticata grazie alla presenza dei segmenti nelle feci. Le diverse specie di tenia possono essere identificate solo grazie ai segmenti, perché le uova sono identiche. L’utero della Taenia saginata di solito forma da 12 a 20 diramazioni su ogni lato del segmento uterino principale, mentre il segmento della Taenia solium presenta da 7 a 10 rami ed è più piccolo e relativamente più largo.
Cura e terapia
La terapia in caso di infezione intestinale di parassiti adulti è semplice. La niclosamide (Yomesan®) è un farmaco non assorbito dall’intestino umano che, entrando in contatto con lo scolice e i segmenti anteriori del verme solitario, li uccide, provocando l’espulsione del parassita.
Il praziquantel, un derivato di sintesi dell’isochinolina-pirazina, è un composto ugualmente efficace contro il parassita e relativamente poco tossico. Lo scolice viene ucciso nella maggior parte dei casi, ma alcune volte riesce a sopravvivere: un nuovo parassita può rigenerarsi se lo scolice e una minima parte del collo sopravvivono, quindi il paziente deve rimanere sotto osservazione per alcuni mesi, perché i segmenti in grado di riprodursi possono comparire di nuovo dopo dieci, dodici settimane.
Questi ed altri medicinali vengono impiegati spesso in associazione a lassativi, per favorire la naturale eliminazione del parassita e delle uova. Qualora tali farmaci non fossero sufficienti si può ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.
Prevenzione
Il controllo della carne per evidenziare la presenza dei cisticerchi è la miglior misura preventiva possibile. Nelle aree endemiche la carne deve essere sempre consumata ben cotta e deve raggiungere una temperatura di almeno 56 °C in tutte le sue parti. Può essere difficile realizzare una cottura del genere nel caso di tagli grandi di carne grassa, in particolare di maiale. Il congelamento a -10 °C per dieci giorni di solito neutralizza i cisticerchi, che però sono in grado di sopravvivere anche per settanta giorni a una temperatura di zero gradi.
Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.
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BUONGIORNO DOTTORE!!
IL DOTTORE MI HA DATO VERMOX 100mg
2 AL GIORNO PER 3 GIORNI, AVEVO VISTO OSSIURI NELLE FECI, VOLEVO CHIEDERLI VISTO CHE HO UN STRANNO GUSTO IN BOCCA E FORSE L ALITO CATTIVO, PUO’ DIPENDERE DAI PARASSITI O DAL VERMOX?
Probabilmente Vermox, se prima di iniziarlo non lo avvertiva.
Ciao a tutti le persone che interesano questo argomento..parliamo sempre dei vermi..io un bel giorno mi sentivo un prurito ma molto forte in torno al sedere..ma il fatto che non mi sono acorto subito che potrese i vermi…fatto è che mi sono acorta doppo una settimana di prurito,,,vi dico ho fatto di tutto posibile che mi pasase e la fine ho detto sarano i vermi,,allora sono andata in farmasia e ho chièsto il Vermox,posso dire che il prurito mi era passato ma poi mi e venuto din nuovo ma esseguito di un soletico in golla…anche qui ho provata di tutto,mandiare le cose piu dure magare riesco farlo scomparire,,ma niente,,allora sono andata dal dottore,,lui mi a datto le pastilie che si cheamano YOMESAN, e una purga che si cheama Selg1000…ho fatto questa cura,e andato bene 20 giorni,ma adesso mi sento di nuovo il soletico in gola,,ho provato farre la cura
un altra volta vediamo,,io non so,adesso il prurito non l’ho piu ma questo solletico tutti giorni e tutte le notte,e molto fastidioso,,,,vorrei che qualcuno mi aiutase,,,datimi anchè voio una mano vi prego,,,,non ce l’ha faccio più.
Ha idea di che vermi fossero esattamente?
..in verita il dottore di famiglia mia detto che potresi essere il verme solitario,perche non mi ha messo di fare le essame di fece,,,solo che ho tre giorni che ho fatto questa cura e comunque mi sento di gia il soletico in gola,,,perfavore datimi un consiglio,,,,e posso dire che ho un alito molto cativo,sento che arriva da dentro….Dottoresa lei cosa ne pensa dove devo andare per sapere di esato cosa ho nella gola?e sopara tutto cosa devo fare?
Potrebbe valutare di fare un esame delle feci ed eventualmente una visita otorinolaringoiatrica.
Grazie ,dottore..buona giornata,poi li faccio sapere cosa hanno scoperto:)
alla prosima,grazie tante:)