Tenia o verme solitario: sintomi, prevenzione e cura

Ultimo Aggiornamento: 1356 giorni

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Introduzione

La tenia (Taenia) è un verme piatto parassita, di aspetto nastriforme, in grado di vivere anche nell’intestino umano; i vermi comunemente identificati come tenia (od anche verme solitario) sono in realtà appartenenti a diverse specie:

Tenia adulta (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Taenia_saginata_adult_5260_lores.jpg)

Verme solitario e ciclo vitale

I parassiti adulti sono vermi nastriformi, piatti, segmentati ed ermafroditi appartenenti alla famiglia dei platelminti.

La loro lunghezza varia generalmente dai 5 ai 10 metri e sono costituiti dallo scolice, dal collo e da segmenti non maturi, in fase di maturazione e maturi in successione lineare.

Le proprietà che caratterizzano il parassita adulto dal punto di vista morfologico e fisiologico rispecchiano il fatto che, da un lato, la tenia è straordinariamente specializzata per sopravvivere nell’intestino dei vertebrati e, dall’altro lato, ha considerevoli capacità riproduttive, rese possibili dalle unità sessuali multiple, i segmenti o proglottidi. La specie riesce così a far fronte all’enorme tasso di perdita di segmenti o uova che vengono espulsi con le feci, e dalla probabilità piuttosto remota che l’uovo riesca a raggiungere l’ospite intermedio e quindi si trasferisca all’interno di un altro essere umano.

La parte terminale del parassita (una frazione variabile dalla metà a un terzo) è costituita da segmenti in fase riproduttiva, che al loro interno ospitano le uova: sono fatti di tessuto muscolare e si muovono esattamente come i millepiedi, quindi possono raggiungere lo sfintere anale ed essere espulsi nell’ambiente. In questo modo sono in grado di infettare gli ospiti intermedi erbivori.

La ciste larvale della tenia, detta cisticerco, è una ciste a contenuto liquido, delle dimensioni di un pisello, che si insedia nei muscoli dell’ospite intermedio. All’interno della ciste c’è un scolice invertito, formato da una porzione germinativa della parete interna della cisti.

Ciclo vitale

La figura illustra il ciclo vitale della Taenia saginata. I segmenti in fase riproduttiva si staccano dal parassita che vive nell’intestino e giungono al suolo, mescolati con le feci oppure muovendosi autonomamente, dove si staccano dal materiale fecale e aderiscono all’erba. Se ingeriti da un ospite intermedio di razza bovina (mucca), si aprono durante la digestione e ognuno di essi produce dalle 50.000 alle 100.000 uova. Le uova si schiudono e ciascuna di esse produce una larva esacanta (oncosfera) con sei uncini, che penetra all’interno delle pareti intestinali e raggiunge i muscoli grazie alla circolazione sanguigna.

Qui l’oncosfera si riempie di liquidi e si trasforma nel cisticerco, delle dimensioni di 8 mm. Se un essere umano mangia carne bovina infetta cruda o non ben cotta, il cisticerco viene digerito, si apre e inverte lo scolice, che si attacca alle pareti dell’intestino tenue e inizia a produrre la lunga catena di segmenti. Dopo circa tre mesi il parassita avrà già raggiunto i 4, 5 metri di lunghezza e i segmenti in fase riproduttiva inizieranno a essere espulsi. Il verme è estremamente longevo: può sopravvivere anche per 5, 20 anni o più.

Sintomi

I sintomi dell’infezione da Taenia si limitano a:

  • episodi di nausea o vomito,
  • diminuzione dell’appetito,
  • dolore epigastrico o ombelicale,
  • diarrea,
  • stitichezza,
  • dimagrimento.

È anche possibile rilevare un’eosinofilia (quantità di eosinofili nel sangue) moderata. Una manifestazione piuttosto allarmante e imbarazzante della presenza della tenia è la fuoriuscita dei segmenti del parassita in grado di muoversi dall’ano.

In rari casi può verificarsi anche la perforazione intestinale.

Trasmissione

La tenia, il più frequente dei parassiti platelminti dell’essere umano, viene trasmesso sottoforma di cisticerchi ai bovini: è possibile vedere che il bovino è infetto perché la sua carne presenta piccole macchie caratteristiche. La carne bovina non ben cotta, affumicata od in salamoia può essere infetta, ma il meccanismo di trasmissione più frequente dell’infezione è la carne cruda (carne alla zingara o tritata), come testimonia la frequenza della teniasi nei paesi come l’Etiopia e l’Argentina, dove la carne cruda o non ben cotta è un alimento molto comune.

I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno nell’intestino umano e sono in grado di produrre dieci segmenti al giorno, che possono rilasciare fino a un milione di uova nell’ambiente per tutto il ciclo vitale del parassita. Le uova possono anche essere presenti nei campi irrigati o fertilizzati con liquami di origine umana.

Pericoli

Il contatto tra il parassita adulto e il tessuto epiteliale dell’uomo è limitato, quindi la tenia scatena poche reazioni infiammatorie, allergiche, cellulo-mediate od umorali. L’azione di succhiamento dello scolice sembra avere effetti immunogenici relativamente limitati. La lunghezza del ciclo vitale del parassita sembrerebbe indicare l’assenza di un meccanismo inibitore efficace.

Sono stati riferiti rari casi di ostruzione intestinale o di perforazione, ma l’infezione di solito non ha conseguenze gravi: tuttavia lo stress psicologico dovuto all’espulsione di segmenti mobili può essere molto intenso.

Diagnosi

La presenza del parassita adulto viene diagnosticata grazie alla presenza dei segmenti nelle feci. Le diverse specie di tenia possono essere identificate solo grazie ai segmenti, perché le uova sono identiche. L’utero della Taenia saginata di solito forma da 12 a 20 diramazioni su ogni lato del segmento uterino principale, mentre il segmento della Taenia solium presenta da 7 a 10 rami ed è più piccolo e relativamente più largo.

Cura e terapia

La terapia in caso di infezione intestinale di parassiti adulti è semplice. La niclosamide (Yomesan®) è un farmaco non assorbito dall’intestino umano che, entrando in contatto con lo scolice e i segmenti anteriori del verme solitario, li uccide, provocando l’espulsione del parassita.

Il praziquantel, un derivato di sintesi dell’isochinolina-pirazina, è un composto ugualmente efficace contro il parassita e relativamente poco tossico. Lo scolice viene ucciso nella maggior parte dei casi, ma alcune volte riesce a sopravvivere: un nuovo parassita può rigenerarsi se lo scolice e una minima parte del collo sopravvivono, quindi il paziente deve rimanere sotto osservazione per alcuni mesi, perché i segmenti in grado di riprodursi possono comparire di nuovo dopo dieci, dodici settimane.

Questi ed altri medicinali vengono impiegati spesso in associazione a lassativi, per favorire la naturale eliminazione del parassita e delle uova. Qualora tali farmaci non fossero sufficienti si può ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.

Prevenzione

Il controllo della carne per evidenziare la presenza dei cisticerchi è la miglior misura preventiva possibile. Nelle aree endemiche la carne deve essere sempre consumata ben cotta e deve raggiungere una temperatura di almeno 56 °C in tutte le sue parti. Può essere difficile realizzare una cottura del genere nel caso di tagli grandi di carne grassa, in particolare di maiale. Il congelamento a -10 °C per dieci giorni di solito neutralizza i cisticerchi, che però sono in grado di sopravvivere anche per settanta giorni a una temperatura di zero gradi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. GLORIA

    BUONASERA DOTTORE! UN MIO PARENTE MI A DETTO CHE HA!ESPULSO IL VERME SOLITARIO DALLA BOCCA!!!PUÖ ESSERE VERO? O MI A DETTO UNA BUGIA? A DETTO CHE ERA LUNGO 50 CM DISTINTI SALUTI

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vivendo nell’intestino non credo che sia possibile.

  2. lello

    Salve
    Credo di averlo avuto da piccolo nel mío paese,e da piu de 10 anni che vivo qua,e non ho avuto piú sintomi,saró guarito?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono un po’ dubbioso sul fatto che l’abbia avuto, ma se attualmente non ha sintomi può ragionevolmente stare tranquillo.

  3. Anonimo

    buongiorno dottore dopo quanto iniziano a sentirsi i sintomi della presenza del verme dopo la sua crescita? la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dai casi e dalle sensibilità individuali.

  4. Sonu

    dott dopo aver mangiato me fa unpoo de bolle in pancia no iin stomaco puo essere questo ma se sto in piedi sto bene ma quando sto al letto fa unpo de bolle anke quando sto a sede? può essere il verme?

  5. Sonu

    Si ma anche se mangio bene perchè me prende fame,di corpo vado male pure

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come le ho detto è necessario un parere di un gastroenterologo.

  6. Simone

    qualche giorno fa mi è venuta la nausea e da allora non è più passata. Mi è già successo in Agosto ed è durata circa un mese, poi è sparita inspiegabilmente. Quel periodo è stato un inferno, la nausea era fortissima e non riuscivo a fare nulla. La maggior parte del tempo la passavo a letto. Alcune volte, quando la nausea era insopportabile dormivo circa 20 ore al giorno e i pochi momenti che stavo sveglio avevo brividi alternati a vampate di calore. I dottori non hanno saputo dire nulla. Ora ho paura che mi stia ritornando può essere il verme?

    1. Erika

      Salve, anche io sto avendo più o meno lo stesso probema.
      sono due giorni che ho nausea e ogni 2 ore mi viene mal di stomaco come se avessi sempre fame anche se in realta nn ho fame.
      Può essere questo verme ??
      grazie mille.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dopo due giorni viene da pensare ad una sindrome parainfluenzale.

    3. Erika

      Grazie per la risposta Dottore spero sia quello anche perchè i crampi allo stomaco li ho comunque anche quando mangio e dopo mangiato e a volte in passato mi è capitato di trovare delle specie di fili nelle feci soprattutto quando capitavano episodi di stipsi, spero non c’entri nulla.

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