Tendinite e borsite: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1357 giorni

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Introduzione

Il dolore provocato dalla tendinite o dalla borsite, che di solito colpisce la spalla, il gomito, il polso, il femore, il ginocchio o la caviglia può essere anche abbastanza intenso: si manifesta all’improvviso e di solito peggiora col movimento. L’infiammazione dei tendini, costituiti da tessuto molle, e delle borse, che si trovano vicino alle articolazioni, spesso possono essere scambiate per artrite. Tuttavia, anche se in alcuni casi possono ricorrere o cronicizzarsi, di solito sono disturbi temporanei, soprattutto se sono individuati e curati per tempo.

Riassumendo:

  • La tendinite e la borsite sono infiammazioni dei tessuti molli che circondano i muscoli e le ossa della spalla, del gomito, del polso, del bacino, del ginocchio o della caviglia.
  • Il dolore provocato dalla borsite o dalla tendinite può essere molto forte e deve essere curato con tempestività.
  • Se non si mette a riposo l’arto o l’articolazione dolorante, almeno temporaneamente, il problema potrebbe cronicizzarsi.

Tendinite

La tendinite è l’infiammazione dei tendini, le strutture fibrose che si trovano in prossimità del raccordo tra il muscolo e l’osso. I tendini sono più fibrosi e densi rispetto ai muscoli, che invece sono più morbidi ed elastici, e trasmettono la spinta del muscolo all’osso, permettendo così il movimento. L’infiammazione dei tendini comporta un aumento del flusso sanguigno diretto verso la loro zona, gonfiore, dolore e diminuzione della funzionalità.

Borsite

La borsite è l’infiammazione di una borsa, cioè del piccolo cuscinetto che attutisce gli urti tra due strutture che si muovono (ossa, muscoli, tendini o pelle). Se un muscolo o un tendine tende a fuoriuscire dalla sua zona, o preme contro un osso, le borse servono per proteggerlo dal logoramento e dal sovraccarico. L’irritazione o l’infiammazione delle borse è detta borsite (il suffisso “ite” indica appunto che si tratta di un’infiammazione).

Cause

La tendinite può essere causata da un trauma improvviso, ma nella maggior parte dei casi è la conseguenza di una serie di microtraumi provocati da movimenti ripetuti. Ad esempio un uomo sedentario di mezza età che passa un pomeriggio a pitturare i soffitti di casa può iniziare a soffrire di tendinite o borsite alla spalla. Chi invece trascorre molto tempo davanti a una tastiera con le mani e i polsi non ben posizionati può iniziare a soffrire di tendinite al polso. Le prime partite di tennis della stagione e i primi colpi di rovescio possono causare uno sforzo del tendine della parte esterna del gomito. La borsite al ginocchio può colpire se si sta per lungo tempo in ginocchio su una superficie dura. In altri casi l’infezione può colpire la guaina della borsa o del tendine. I cristalli, associati alla gotta, possono formarsi all’interno delle borse e, esattamente come le infezioni, possono presentarsi anche in assenza di eventi scatenanti.

La tendinite e la borsite possono verificarsi nei pazienti affetti da: artrite reumatoide, gotta, artrite psoriasica, disturbi della tiroide e diabete.

Sintomi

Il sintomo che caratterizza la tendinite è il dolore, ovviamente nella zona in cui si trova il tendine o la borsa infiammata nel caso di borsite. Questa sensazione di dolore aumenta, o addirittura compare esclusivamente a seguito di pressione esercitata nell’area interessata, oppure durante movimenti effettuati attraverso l’uso del tendine stesso. E’ frequente rilevare un calo della forza muscolare causata dalla lesione.

La rottura del tendine, sia completa che parziale, provoca un dolore acuto ed improvviso a seguito di un particolare movimento. A seguito dell’attività fisica è possibile che il dolore tenda ad attenuarsi a seguito del riscaldamento, per poi ricomparire al termine dell’esercizio.

Pericoli

Per conservare la mobilità è fondamentale completare tutto il programma di esercizi consigliati, soprattutto quelli per l’articolazione della spalla, perché la tendinite o la borsite della spalla in molti casi si trasformano in un problema grave che non permette più di muovere l’articolazione.

Diagnosi

Per diagnosticare tendinite e borsite il medico deve procedure all’anamnesi (analisi del passato del paziente) e a una visita approfondita.

Durante la visita spesso si evidenzia dolore nella zona in cui è presente il tendine, dolore che aumenta quando il muscolo a cui è attaccato il tendine lavora sotto resistenza.

Le radiografie non mostrano direttamente le borse o i tendini, però possono essere utili per escludere problemi alle ossa o alle articolazioni. Gli esami del sangue non hanno alcuna utilità per questa diagnosi e infatti non vengono usati. La risonanza magnetica e le ecografie invece potrebbero essere utili, ma in genere non sono necessarie né consigliate.

In molti casi, le radiografie alla spalla rivelano la presenza di calcificazioni all’interno della guaina tendinea o intorno all’articolazione tendinea. La tendinite della spalla può quasi sempre essere risolta senza doversi preoccupare dei depositi di calcio. Molti pazienti infatti presentano calcificazioni nella spalla che rimangono asintomatiche.

Cura e terapia

La terapia di questi due disturbi varia a seconda della causa che li provoca. Se la causa è il sovraccarico od un trauma, è fondamentale ridurre la fonte dello stress e la pressione sul tendine o sulla borsa. Ad esempio, se si lavora al computer, occorre assumere una postura corretta e mantenerla per non affaticare il polso. Se il problema è a carico del bacino, è utile non fare sforzi e cercare di risolverlo prima di riprendere l’esercizio fisico.

In generale:

  • Mettete a riposo il tendine: non fate sforzi ed evitate i traumi.
  • Usate la borsa del ghiaccio per 10, 15 minuti una o due volte al giorno.
  • Se il problema non migliora entro due o tre mesi, chiedete aiuto al medico.
  • Evitate i movimenti ripetitivi e il sovraccarico degli arti.
  • Prima di fare uno sforzo o di fare attività fisica, riscaldatevi ad un ritmo non troppo sostenuto.

Se si continua a sovraccaricare la zona irrimediabilmente i sintomi continueranno. Le stecche o i tutori sono un modo per riposare le zone colpite e per ridurre il sovraccarico, soprattutto della mano e del polso. Possono essere sufficienti stecche e tutori standard, ma in genere si rivelano necessari ausili fatti su misura. Per diminuire l’infiammazione ed il dolore può essere utile la classica borsa del ghiaccio. In molti casi possono servire anche gli ultrasuoni, una forma di terapia disponibile presso i fisioterapisti.

Per quanto riguarda le gambe, è necessario ridurre temporaneamente il sovraccarico e le attività che comportano il sollevamento di pesi per far sì che l’infiammazione diminuisca. L’uso di un bastone da passeggio sul lato opposto a quello colpito può essere d’aiuto.

Se il problema colpisce la caviglia o il piede, è opportuno ricorrere a un plantare ortopedico, cioè a una specie di cuscinetto inserito nella scarpa che permette di modificare l’angolazione del piede, di migliorarne la meccanica e di alleviare il dolore o la pressione. Anche i plantari possono essere standard oppure realizzati su misura.

Se è presente un’infezione di solito c’è un’infiammazione intensa, con rossore, calore e dolorabilità (per la diagnosi in questo caso può essere necessario un esame del sangue). Nel caso di infezione si dovrà assumere un antibiotico oppure farsi drenare quotidianamente l’articolazione (i fluidi saranno prelevati con una siringa) o ci si dovrà far operare il tendine o la borsa. Se nel liquido articolare sono presenti i cristalli sintomo della gotta occorre assumere i farmaci appositi che ne impediscono la formazione. Una complicazione potenzialmente grave della tendinite è la rottura del tendine: nella maggior parte dei casi si tratta del tendine d’Achille, nel retro del polpaccio, per cui è necessario l’intervento chirurgico.

Il diclofenac per uso topico (Voltaren Emulgel®) può essere applicato direttamente sulla pelle, sopra il tendine o la borsa doloranti. Questi farmaci rendono possibile l’uso locale degli antinfiammatori con un minor rischio di effetti collaterali.

In rari casi i problemi a carico dei tendini non migliorano con le misure conservative descritte in precedenza, costringendo il paziente a ricorrere all’intervento chirurgico. È possibile prevenire le situazioni di immobilità alla spalla se la tendinite o la borsite, che di solito la precedono, sono curate per tempo. Sdraiatevi supini, unite le mani e usate il braccio sano per aiutare quello malato ad estendersi completamente all’indietro, sopra la testa. Si può parlare di movimento completo se si riesce a portare l’avambraccio superiore verso l’alto e poi indietro, sfiorando l’orecchio. Riabbassate di nuovo il braccio e ripetete per cinque volte. Se siete in piedi, potete cercare di raggiungere con le dita la massima altezza possibile lungo una parete, estendendo così la spalla il più possibile, e mantenendo la posizione per circa venti secondi. Riabbassate il braccio e ripetete per cinque volte.

Se ci si rivolge immediatamente al medico, si può risolvere il problema più in fretta, prevenendo la rigidità articolare e i problemi cronici che ne possono derivare. Se non si mette a riposo l’arto o l’articolazione, almeno temporaneamente, il problema potrà impiegare più tempo per guarire.

Prevenzione

Il riscaldamento e lo stretching prima dell’esercizio fisico vi aiuteranno a prevenire questi problemi. È consigliabile iniziare qualsiasi attività fisica con calma e arrivare alla massima intensità solo in un secondo momento. Ad esempio chi gioca a calcetto con gli amici dovrebbe riscaldarsi bene prima delle partite.

Chi passa molto tempo alla tastiera dovrebbe controllare che questa sia ad un’altezza corretta. È inutile usare i cuscinetti per riposare i polsi, ma si dovrebbe cercare di scrivere con i polsi estesi, magari leggermente arcuati. E, anche se sembra di non stancarsi, è sempre opportuno fare qualche pausa di tanto in tanto.

Gli esercizi di stretching e quelli per la forza sono molto utili per rafforzare le zone dove i muscoli sono più deboli. Una postura corretta è sempre importante, sia quando si lavora, sia quando si fa ginnastica, sia quando si cammina. Il condizionamento corretto dei muscoli coinvolti è una componente fondamentale della terapia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Ok, scusi la domanda, ma si può parlare di tendinite nel mio caso?
    per il modo in cui me lo sono procurato

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente domani mattina non avrà più nulla.

  2. Anonimo

    Ah scusi dimenticavo, per non stressare ulteriolmente il tendine, c’è una posizione specifica per il braccio in cui mi posso mettere per non sforzare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che le permette di sentire meno dolore possibile.

  3. Anonimo

    Il dolore si alleviato, oggi va già meglio.
    Una curiosita: In cosa si differenzia una rottura con una infiammazione del tendine?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un tendine infiammato è dolente, ma riesce a fare il suo lavoro, un tendine rotto fa molto più male e potrebbe non essere più in grado di garantire la sua funzione.

  4. Anonimo

    Capito, ma con un tendine rotto si riescono comunque a fare determinati movimenti o sarebbe impossiile?

  5. Anonimo

    Grazie ancora e scusi se insisto con le domande, sto chiedendo da parte di un amico:
    Accusa problemi al tendine del braccio ( quello situato nella parte in cui ci sono le vene) da 5-6 giorni, il dolore gli si attenua quando mette il tendine a riposo, al contrario lo sente tirare quando fa sforzi.
    Ora mi chiedo: Fosse stato rotto, il dolore sarebbe continuo e non si allevierebbe mettendo il tendine a riposo ma sarebbe continuo, al contrario in caso di infiammazione mettendolo a riposo si allevia, conferma la mia teoria?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel 90% dei casi è così (le ricordo in ogni caso che NON sono ortopedico, quindi chieda conferma al medico).

  6. sabrina

    Buonasera,oggi ho fatto la visita e ho il morbo di de quervain e mi hanno messo il gesso, ma dopo un po ho accusato dolore al petto e un po anche ora …c’entra qualcosa con il problema ai tendini ? Grazie e arrivederci

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