Tendinite e borsite: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1484 giorni

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Introduzione

Il dolore provocato dalla tendinite o dalla borsite, che di solito colpisce la spalla, il gomito, il polso, il femore, il ginocchio o la caviglia può essere anche abbastanza intenso: si manifesta all’improvviso e di solito peggiora col movimento. L’infiammazione dei tendini, costituiti da tessuto molle, e delle borse, che si trovano vicino alle articolazioni, spesso possono essere scambiate per artrite. Tuttavia, anche se in alcuni casi possono ricorrere o cronicizzarsi, di solito sono disturbi temporanei, soprattutto se sono individuati e curati per tempo.

Riassumendo:

  • La tendinite e la borsite sono infiammazioni dei tessuti molli che circondano i muscoli e le ossa della spalla, del gomito, del polso, del bacino, del ginocchio o della caviglia.
  • Il dolore provocato dalla borsite o dalla tendinite può essere molto forte e deve essere curato con tempestività.
  • Se non si mette a riposo l’arto o l’articolazione dolorante, almeno temporaneamente, il problema potrebbe cronicizzarsi.

Tendinite

La tendinite è l’infiammazione dei tendini, le strutture fibrose che si trovano in prossimità del raccordo tra il muscolo e l’osso. I tendini sono più fibrosi e densi rispetto ai muscoli, che invece sono più morbidi ed elastici, e trasmettono la spinta del muscolo all’osso, permettendo così il movimento. L’infiammazione dei tendini comporta un aumento del flusso sanguigno diretto verso la loro zona, gonfiore, dolore e diminuzione della funzionalità.

Borsite

La borsite è l’infiammazione di una borsa, cioè del piccolo cuscinetto che attutisce gli urti tra due strutture che si muovono (ossa, muscoli, tendini o pelle). Se un muscolo o un tendine tende a fuoriuscire dalla sua zona, o preme contro un osso, le borse servono per proteggerlo dal logoramento e dal sovraccarico. L’irritazione o l’infiammazione delle borse è detta borsite (il suffisso “ite” indica appunto che si tratta di un’infiammazione).

Cause

La tendinite può essere causata da un trauma improvviso, ma nella maggior parte dei casi è la conseguenza di una serie di microtraumi provocati da movimenti ripetuti. Ad esempio un uomo sedentario di mezza età che passa un pomeriggio a pitturare i soffitti di casa può iniziare a soffrire di tendinite o borsite alla spalla. Chi invece trascorre molto tempo davanti a una tastiera con le mani e i polsi non ben posizionati può iniziare a soffrire di tendinite al polso. Le prime partite di tennis della stagione e i primi colpi di rovescio possono causare uno sforzo del tendine della parte esterna del gomito. La borsite al ginocchio può colpire se si sta per lungo tempo in ginocchio su una superficie dura. In altri casi l’infezione può colpire la guaina della borsa o del tendine. I cristalli, associati alla gotta, possono formarsi all’interno delle borse e, esattamente come le infezioni, possono presentarsi anche in assenza di eventi scatenanti.

La tendinite e la borsite possono verificarsi nei pazienti affetti da: artrite reumatoide, gotta, artrite psoriasica, disturbi della tiroide e diabete.

Sintomi

Il sintomo che caratterizza la tendinite è il dolore, ovviamente nella zona in cui si trova il tendine o la borsa infiammata nel caso di borsite. Questa sensazione di dolore aumenta, o addirittura compare esclusivamente a seguito di pressione esercitata nell’area interessata, oppure durante movimenti effettuati attraverso l’uso del tendine stesso. E’ frequente rilevare un calo della forza muscolare causata dalla lesione.

La rottura del tendine, sia completa che parziale, provoca un dolore acuto ed improvviso a seguito di un particolare movimento. A seguito dell’attività fisica è possibile che il dolore tenda ad attenuarsi a seguito del riscaldamento, per poi ricomparire al termine dell’esercizio.

Pericoli

Per conservare la mobilità è fondamentale completare tutto il programma di esercizi consigliati, soprattutto quelli per l’articolazione della spalla, perché la tendinite o la borsite della spalla in molti casi si trasformano in un problema grave che non permette più di muovere l’articolazione.

Diagnosi

Per diagnosticare tendinite e borsite il medico deve procedure all’anamnesi (analisi del passato del paziente) e a una visita approfondita.

Durante la visita spesso si evidenzia dolore nella zona in cui è presente il tendine, dolore che aumenta quando il muscolo a cui è attaccato il tendine lavora sotto resistenza.

Le radiografie non mostrano direttamente le borse o i tendini, però possono essere utili per escludere problemi alle ossa o alle articolazioni. Gli esami del sangue non hanno alcuna utilità per questa diagnosi e infatti non vengono usati. La risonanza magnetica e le ecografie invece potrebbero essere utili, ma in genere non sono necessarie né consigliate.

In molti casi, le radiografie alla spalla rivelano la presenza di calcificazioni all’interno della guaina tendinea o intorno all’articolazione tendinea. La tendinite della spalla può quasi sempre essere risolta senza doversi preoccupare dei depositi di calcio. Molti pazienti infatti presentano calcificazioni nella spalla che rimangono asintomatiche.

Cura e terapia

La terapia di questi due disturbi varia a seconda della causa che li provoca. Se la causa è il sovraccarico od un trauma, è fondamentale ridurre la fonte dello stress e la pressione sul tendine o sulla borsa. Ad esempio, se si lavora al computer, occorre assumere una postura corretta e mantenerla per non affaticare il polso. Se il problema è a carico del bacino, è utile non fare sforzi e cercare di risolverlo prima di riprendere l’esercizio fisico.

In generale:

  • Mettete a riposo il tendine: non fate sforzi ed evitate i traumi.
  • Usate la borsa del ghiaccio per 10, 15 minuti una o due volte al giorno.
  • Se il problema non migliora entro due o tre mesi, chiedete aiuto al medico.
  • Evitate i movimenti ripetitivi e il sovraccarico degli arti.
  • Prima di fare uno sforzo o di fare attività fisica, riscaldatevi ad un ritmo non troppo sostenuto.

Se si continua a sovraccaricare la zona irrimediabilmente i sintomi continueranno. Le stecche o i tutori sono un modo per riposare le zone colpite e per ridurre il sovraccarico, soprattutto della mano e del polso. Possono essere sufficienti stecche e tutori standard, ma in genere si rivelano necessari ausili fatti su misura. Per diminuire l’infiammazione ed il dolore può essere utile la classica borsa del ghiaccio. In molti casi possono servire anche gli ultrasuoni, una forma di terapia disponibile presso i fisioterapisti.

Per quanto riguarda le gambe, è necessario ridurre temporaneamente il sovraccarico e le attività che comportano il sollevamento di pesi per far sì che l’infiammazione diminuisca. L’uso di un bastone da passeggio sul lato opposto a quello colpito può essere d’aiuto.

Se il problema colpisce la caviglia o il piede, è opportuno ricorrere a un plantare ortopedico, cioè a una specie di cuscinetto inserito nella scarpa che permette di modificare l’angolazione del piede, di migliorarne la meccanica e di alleviare il dolore o la pressione. Anche i plantari possono essere standard oppure realizzati su misura.

Se è presente un’infezione di solito c’è un’infiammazione intensa, con rossore, calore e dolorabilità (per la diagnosi in questo caso può essere necessario un esame del sangue). Nel caso di infezione si dovrà assumere un antibiotico oppure farsi drenare quotidianamente l’articolazione (i fluidi saranno prelevati con una siringa) o ci si dovrà far operare il tendine o la borsa. Se nel liquido articolare sono presenti i cristalli sintomo della gotta occorre assumere i farmaci appositi che ne impediscono la formazione. Una complicazione potenzialmente grave della tendinite è la rottura del tendine: nella maggior parte dei casi si tratta del tendine d’Achille, nel retro del polpaccio, per cui è necessario l’intervento chirurgico.

Il diclofenac per uso topico (Voltaren Emulgel®) può essere applicato direttamente sulla pelle, sopra il tendine o la borsa doloranti. Questi farmaci rendono possibile l’uso locale degli antinfiammatori con un minor rischio di effetti collaterali.

In rari casi i problemi a carico dei tendini non migliorano con le misure conservative descritte in precedenza, costringendo il paziente a ricorrere all’intervento chirurgico. È possibile prevenire le situazioni di immobilità alla spalla se la tendinite o la borsite, che di solito la precedono, sono curate per tempo. Sdraiatevi supini, unite le mani e usate il braccio sano per aiutare quello malato ad estendersi completamente all’indietro, sopra la testa. Si può parlare di movimento completo se si riesce a portare l’avambraccio superiore verso l’alto e poi indietro, sfiorando l’orecchio. Riabbassate di nuovo il braccio e ripetete per cinque volte. Se siete in piedi, potete cercare di raggiungere con le dita la massima altezza possibile lungo una parete, estendendo così la spalla il più possibile, e mantenendo la posizione per circa venti secondi. Riabbassate il braccio e ripetete per cinque volte.

Se ci si rivolge immediatamente al medico, si può risolvere il problema più in fretta, prevenendo la rigidità articolare e i problemi cronici che ne possono derivare. Se non si mette a riposo l’arto o l’articolazione, almeno temporaneamente, il problema potrà impiegare più tempo per guarire.

Prevenzione

Il riscaldamento e lo stretching prima dell’esercizio fisico vi aiuteranno a prevenire questi problemi. È consigliabile iniziare qualsiasi attività fisica con calma e arrivare alla massima intensità solo in un secondo momento. Ad esempio chi gioca a calcetto con gli amici dovrebbe riscaldarsi bene prima delle partite.

Chi passa molto tempo alla tastiera dovrebbe controllare che questa sia ad un’altezza corretta. È inutile usare i cuscinetti per riposare i polsi, ma si dovrebbe cercare di scrivere con i polsi estesi, magari leggermente arcuati. E, anche se sembra di non stancarsi, è sempre opportuno fare qualche pausa di tanto in tanto.

Gli esercizi di stretching e quelli per la forza sono molto utili per rafforzare le zone dove i muscoli sono più deboli. Una postura corretta è sempre importante, sia quando si lavora, sia quando si fa ginnastica, sia quando si cammina. Il condizionamento corretto dei muscoli coinvolti è una componente fondamentale della terapia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Alberto

    Salve Dottore grazie della sua disponibilita’. Da circa una settimana che sono andato a correre con scarpe comode circa 6 km, accuso un gonfiore all’ interno del piede destro 5cm sotto il tallone ( non so come si chiama quell’ osso). ho fatto un po di RICE con impacchi di ghiaccio e gel Arnica. Ma niente gonfio uguale. A camminare a piedi nudi non si sente, ma se premo con un dito sull osso mi fa male. A camminare con le scarpe dopo un po da fastidio. Che cosa ho? Quel giorno ho semplicemente corso 6 km, contando che non facevo attivita sportiva da un po di tempo pero, per lavoro porto pesi medi camminando quindi le gambe sono sempre toniche.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi è chiarissimo dove le fa male; sulla piante del piede?

    2. Alberto

      No sul fianco interno del piede destro qualche cm sotto il tallone. si dovrebbe chiamare scafoide. mi fa male in quel punto e se premo con un dito appena sotto l’ osso mi fa male.

    3. Alberto

      no e sono anche scarpe da corsa morbide e comode. non di certo strette, uso il plantare. pero’ l’ho sempre usato perche ho un po i piedi che tendono a inarcuarsi verso l interno. forse perche ho fatto troppi km. non lo so. oggi ha smesso di farmi male con le scarpe normali da passeggio quando cammino. faccio sempre ghiaccio e poi arnica tutti i giorni.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Avrei detto una scarpa troppo stretta, ma a questo punto condivido la sua ipotesi, probabilmente ha forzato eccessivamente e c’è stato un piccolo risentimento.

  2. Annamaria

    grazie di cuore per la sua risposta:senta da poco ho scoperto che Dicloreum esiste anche in gel,fa lo stesso effetto o è meglio che lo prendo in pastiglie?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’efficacia è MOLTO diversa, ma d’altra parte in gel è anche molto meglio tollerato.

  3. Annamaria

    grazie di cuore per la sua risposta,allora proverò ad applicare il gel e se non migliora ricorrerò alle pastiglie.Secondo lei quanti giorni dovrò aspettare per avere un miglioramento?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Essendoci le feste di mezzo direi che se lunedì non andasse meglio, sentirei il medico, per avere una diagnosi più specifica.

  4. Nadia

    Salve, Dottore. Dalla fine di giugno ho dolore al polso sinisto. Quando è arrivato il dolore insopportabile anche al braccio, a metà luglio sono andata dal mio medico, mi ha detto che era il tunnel carpale. Per questa infammiazzione, mi ha fatto assumere per 10 giorni bentalan da 1mg, se non passava mi dovevo far vedere dall’ortopedico. Ad agosto ho passato la visita dall’ortopedico perchè il dolore era meno ma c’era. Il Dottore dopo aver toccato con i suoi movimenti, mi ha detto che non era il tunnel carpale, ma una forte tendinite. Stò facendo Arcoxia 60 mg, Artrosilene shiuma,Voltaren gel, ghiaccio. Siamo alla fine di agosto è il polso mi fa male come alla fine di giugno. Grazie per la disponibilità.

  5. Nadia

    Abbastanza. Lavoro nella scuola e rientro a settembre. Per le altre cose mi aiuta il marito, con la speranza che non faccia male al più presto. Secondo lei è la cura giusta? e per quanto tempo la dovrò fare? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Immagino che le abbia suggerito una cura più lunga, quindi per ora procederei.

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