Tendine d’Achille: rottura, infiammazione e dolore

Ultimo Aggiornamento: 721 giorni

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Introduzione

Tendine d'achille

Tendine d’achille

La tendinite d’Achille è l’infiammazione del tendine che collega i muscoli del palpaccio (la parte inferiore e posteriore della gamba) all’osso del tallone.

La tendinite d’Achille di norma è provocata da una lesione avvenuta durante la corsa o la pratica sportiva, dovuta allo stress del tendine, all’esercizio fisico intenso, ai salti o ad altre attività che sforzano il tendine e i muscoli del polpaccio.

La maggior parte dei casi di questo disturbo può essere curata a domicilio, con provvedimenti continuativi e relativamente semplici, ma sempre sotto la supervisione del proprio medico. Per evitare le ricadute è di solito necessario ricorrere ad alcune strategie di prevenzione.

I casi più seri di tendinite d’Achille possono causare la rottura del tendine e possono richiedere un intervento chirurgico per riparare i tessuti danneggiati.

Cause

La tendinite d’Achille, o infiammazione del tendine, è causata da uno sforzo ripetitivo o troppo intenso del tendine.

Il tendine d’Achille è una grande striscia di tessuto che collega i muscoli della parte inferiore e posteriore della gamba al calcagno. Anche detto tendine calcaneare, il tendine d’Achille viene usato quando si cammina, si corre, si salta o si piegano verso l’alto le dita del piede.

La tendinite d’Achille può essere scatenata da molti fattori diversi:

  • rapido aumento della distanza o della velocità delle corse d’allenamento,
  • corsa in salita o scale fatte a forte velocità, se non si è allenati o dopo un periodo di inattività fisica,
  • attività sportive che richiedono salti e ripartenze improvvise, come il basket o il tennis,
  • esercizio fisico effettuato senza riscaldamento,
  • programma di attività fisica nuovo o troppo intenso, dopo un periodo in cui non ci si è allenati regolarmente,
  • scarsa flessibilità dei muscoli del polpaccio,
  • corsa su superfici dure o irregolari,
  • scarpe consumate o non adatte per l’attività sportiva,
  • piede piatto, che fa aumentare lo sforzo richiesto dal tendine d’Achille,
  • altre malformazioni, anche lievi, del piede, della caviglia o della gamba, che possono far sforzare il tendine più del normale,
  • lesioni traumatiche del tendine.

Sintomi

Il sintomo più frequente della tendinite d’Achille è il dolore, che insorge gradualmente e peggiora con il passare del tempo. Tra gli altri sintomi della tendinite d’Achille, ricordiamo:

  • dolore lieve nella parte posteriore della gamba e sopra il tallone dopo una corsa o altre attività fisiche,
  • episodi di dolore più forte quando si corre per più tempo, si fanno le scale o si fanno esercizi fisici più intensi, come la corsa veloce o gli scatti,
  • dolore o rigidità del tendine, che compare soprattutto al mattino e di norma migliora dopo un’attività fisica poco intensa,
  • lieve gonfiore in corrispondenza del tendine,
  • schiocchi o scricchiolii quando si tocca o si muove il tendine,
  • debolezza o fiacchezza nella parte inferiore della gamba.

Quando chiamare il medico

Se avete male al tendine d’Achille od al calcagno, andate dal medico. Il dolore potrebbe essere causato dalla tendinite d’Achille, da un’infiammazione o da una lesione di un tessuto vicino, quindi è fondamentale ottenere una diagnosi tempestiva e curarsi nella maniera più appropriata.

In attesa della visita, potete alleviare il dolore con questi semplici accorgimenti:

  • diminuite l’intensità dell’attività fisica,
  • sospendete temporaneamente gli allenamenti,
  • dopo l’esercizio o quando sentite male mettete la borsa del ghiaccio sulla zona dolorante,
  • assumete un antinfiammatorio non steroideo in vendita in farmacia senza ricetta, come l’ibuprofene (Moment®, Moment Act®)  od il naprossene (Momendol®, Aleve®). Seguite sempre le indicazioni riportate nella confezione.

Se il dolore è grave e invalidante, andate immediatamente al pronto soccorso. Con ogni probabilità il tendine d’Achille è rotto, se:

  • il dolore è intenso e compare all’improvviso,
  • non riuscite a piegare il piede verso il basso o a camminare sulla punta dei piedi,
  • non riuscite a scaricare il peso sul piede o a camminare normalmente.

Pericoli

La tendinite d’Achille può progredire e trasformarsi in un disturbo degenerativo detto tendinosi d’Achille: La struttura del tendine cambia: il tendine si indebolisce e corre un rischio maggiore di subire lesioni gravi.

Il tendine d’Achille, dopo la degenerazione, può rompersi: questa lesione è molto dolorosa e di solito richiede l’intervento chirurgico per riparare il tendine danneggiato.

Diagnosi

La diagnosi di tendinite d’Achille si basa sulla risposta alle domande del medico, sul risultato della visita e, se necessario, sugli esiti degli esami di imaging.

Visita

Il medico tocca delicatamente la zona colpita, per capire dov’è localizzato il dolore, l’intensità e se sono presenti gonfiori. Valuta inoltre la flessibilità, l’allineamento, la mobilità e i riflessi del piede e della caviglia.

Esami di imaging

Gli esami di imaging possono essere utili per escludere altre possibili cause dei sintomi e scoprire le lesioni al tendine. Il medico con ogni probabilità prescriverà uno o più degli esami seguenti:

  • La radiografia produce immagini dei tessuti duri e può essere utile per escludere altre possibili cause dei sintomi.
  • L’ecografia usa le onde sonore per produrre immagini dei tessuti molli e può essere utile per rivelare segni di infiammazione e lesioni al tendine d’Achille. L’ecografia può anche produrre immagini in tempo reale del tendine in movimento.
  • La risonanza magnetica (MRI) usa un campo magnetico e le onde radio per produrre immagini in sezione o a tre dimensioni, in grado di visualizzare i dettagli dei tessuti degenerati e del tendine rotto.

Cura e terapia

Di solito è possibile curare la tendinite con provvedimenti relativamente semplici ma, per avere successo, la terapia richiede molta pazienza e ci si deve attenere scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico. Il medico, probabilmente, consiglierà un approccio combinato che integra:

  • rimedi pratici,
  • farmaci antinfiammatori ed antidolorifici,
  • stretching ed esercizio fisico.

Rimedi pratici

Tra i rimedi pratici per la tendinite d’Achille ricordiamo i seguenti:

  • Riposo. Il riposo è fondamentale per la guarigione dei tessuti. A seconda della gravità dei sintomi, con la parola riposo possiamo intendere:
    • astensione dall’esercizio fisico per diversi giorni,
    • diminuzione della durata e dell’intensità dell’allenamento,
    • cambiamento di attività e passaggio a uno sport che non faccia sforzare il tendine d’Achille, ad esempio al nuoto.

    Probabilmente, se avete molto male e non riuscite a scaricare il peso sul piede, dovrete indossare una scarpa ortopedica e usare le stampelle. Il vostro medico vi consiglierà quale tipo di riposo è più adatto nelle vostre condizioni.

  • Ghiaccio. Per diminuire il dolore o il gonfiore, potete fare impacchi di ghiaccio sul tendine per circa 15 minuti, dopo l’esercizio fisico o quando avvertite dolore.
  • Compressione. Le bende normali o le bende elastiche possono essere utili per diminuire il gonfiore e limitare la mobilità del tendine.
  • Sollevamento. Sollevate il piede sopra il livello del cuore, per diminuire il gonfiore. Quando siete nel letto, continuate a tenere il piede sollevato.

Antidolorifici

Per diminuire l’infiammazione e alleviare il dolore, il medico probabilmente vi prescriverà o vi consiglierà un antinfiammatorio non steroideo (FANS), come l’ibuprofene o il naprossene.

L’uso prolungato dei FANS può causare problemi di stomaco, sanguinamento gastrico, ulcere e altri effetti collaterali. Chiedete al medico per quanto tempo dovrete assumere il farmaco e quali controlli dovrete effettuare per evitare gli effetti collaterali.

Stretching ed esercizio fisico

Lo stretching e l’esercizio fisico corretti possono facilitare la guarigione e prevenire le ricadute. Il medico può insegnarvi in prima persona le tecniche corrette, oppure consigliarvi un fisioterapista o un esperto di medicina dello sport. Tra le tecniche consigliate ricordiamo:

  • Stretching con ginocchia rigide. Seduti a terra, con la schiena appoggiata al muro: tenete le ginocchia diritte e i talloni a contatto con il terreno. In questo modo riuscirete ad allungare la parte superiore dei muscoli del polpaccio.
  • Stretching con ginocchia piegate. Piegate il piede in avanti e flettete il ginocchio e la caviglia con il tallone a contatto col suolo: in questo modo allungherete la parte inferiore dei muscoli del polpaccio.
  • Esercizi per i muscoli del polpaccio. Sollevare le dita dei piedi o usare una macchina per rinforzare i muscoli del polpaccio può essere utile per rinforzare il tendine d’Achille e curarne i problemi. Uno particolare tipo di esercizi di rinforzo (esercizio eccentrico) si è dimostrato particolarmente efficace per la cura dei problemi cronici del tendine: un esempio di esercizio di questo tipo è la discesa lenta al suolo, dopo essersi messi in punta di piedi.

Altre terapie

Tra le altre terapie possibili possiamo ricordare le seguenti:

  • I dispositivi ortopedici proteggono o modificano la posizione del piede e della caviglia per facilitarne la guarigione. I cunei o i plantari che sollevano leggermente il calcagno possono alleviare lo sforzo a carico del tendine e fare da cuscinetto, diminuendo così la forza che si scarica sul tendine.
  • Le iniezioni di corticosteroidi (cortisone) possono essere usate con prudenza per diminuire l’infiammazione nella zona del tendine con infiammazione cronica. Con questa terapia, però, si è osservato un aumento del rischio di rottura del tendine: per diminuirlo, il medico può usare l’ecografia per essere sicuro di iniettare il corticosteroide vicino alla zona da curare, evitando l’iniezione diretta nel tendine.
  • Le iniezioni di plasma ricco di piastrine (PRP) sono una terapia relativamente moderna, attualmente all’esame dei ricercatori per la cura della tendinosi d’Achille (la degenerazione cronica e apparentemente incurabile del tendine d’Achille) e di altri problemi cronici ai tendini. In questa terapia il medico inietta nella zona infiammata il plasma ricavato dallo stesso paziente: il plasma contiene fattori in grado di facilitare la guarigione.
  • L’intervento chirurgico per riparare i tessuti danneggiati e migliorare la funzionalità tendinea viene preso in considerazione solo se una terapia più conservativa durata diversi mesi non è stata efficace o se l’infiammazione ha provocato la rottura parziale o totale del tendine.

Prevenzione

In certi casi può essere impossibile prevenire la tendinite d’Achille mentre in altri, invece, si può modificare il proprio stile di vita per diminuire il rischio:

  1. Aumentate il livello di attività fisica gradualmente. Quando iniziate un nuovo programma d’allenamento, fatelo lentamente e aumentate gradualmente la durata e l’intensità.
  2. Andateci piano! Evitate tutte quelle attività che fanno sforzare eccessivamente i tendini, ad esempio la corsa in salita. Se fate un’attività fisica molto intensa, riscaldatevi con la dovuta calma prima di iniziare. Se avvertite dolore durante un certo esercizio, fermatevi per riposarvi.
  3. Fate attenzione alla scelta delle scarpe. Le scarpe che indossate durante l’attività fisica dovrebbero essere in grado di fare da cuscinetto per attutire gli urti al calcagno e dovrebbero avere un adeguato sostegno plantare per diminuire la tensione del tendine d’Achille. Cambiate le scarpe quando sono usurate. Se le scarpe sono in buone condizioni ma non hanno un sostegno plantare adeguato, provate ad indossarle con i plantari da tutti e due i piedi.
  4. Fate stretching ogni giorno. Al mattino, sia prima dell’attività fisica sia dopo l’allenamento, fate stretching per allungare i muscoli del polpaccio e il tendine d’Achille e per mantenerne la flessibilità. Questo consiglio è importante soprattutto per evitare le ricadute della tendinite d’Achille.
  5. Rinforzate i muscoli del polpaccio. Se i muscoli del polpaccio e il tendine d’Achille sono più forti, riescono a gestire meglio gli stress dovuti all’attività e all’esercizio fisico.
  6. Fate un allenamento incrociato. Alternate le attività a forte impatto, come la corsa e i salti, con quelle a basso impatto, come il ciclismo e il nuoto.

Stile di vita e rimedi pratici

Se pensate di soffrire di tendinite d’Achille, potete velocizzare la guarigione e prevenire ulteriori problemi adottando questi semplici rimedi pratici:

  • Riposo. Evitate le attività che fanno aumentare il dolore o il gonfiore. Non cercate di lavorare o giocare quando sentite dolore. Il riposo è fondamentale per la guarigione dei tessuti, ma non significa che dovete mettervi a letto e non alzarvi finché non sarete guariti. Potete dedicarvi ad attività ed esercizi che non sollecitano il tendine ammalato, ad esempio ad attività a basso impatto, come la cyclette o il ciclismo.
  • Ghiaccio. Per diminuire il dolore, gli spasmi muscolari e il gonfiore, mettete la borsa del ghiaccio sulla zona dolorante per 20 minuti al massimo, diverse volte al giorno. La borsa del ghiaccio ferma sulla zona, i massaggi con la borsa del ghiaccio o i pediluvi nell’acqua ghiacciata sono rimedi ugualmente efficaci. Per il massaggio con la borsa del ghiaccio, potete mettere nel congelatore un contenitore di plastica pieno d’acqua fino all’orlo, che terrete in mano appoggiando la parte ghiacciata direttamente sulla pelle.
  • Compressione. Il gonfiore può far perdere la mobilità dell’articolazione, quindi vi consigliamo di comprimere la zona finché non è cessato, usando le bende o le bende elastiche.
  • Sollevamento. Sollevate la caviglia malata sopra il livello del cuore, per far diminuire il gonfiore. È particolarmente importante usare questa posizione durante la notte.
  • Continuate a muovervi: Anche se il riposo è fondamentale per la cura della tendinite, l’inattività prolungata può irrigidire l’articolazione. Muovete la caviglia finché riuscite e allungate delicatamente il tendine d’Achille per mantenere la flessibilità articolare.
  • Farmaci antinfiammatori: Per diminuire il dolore dovuto alla tendinite, potete provare a usare gli antinfiammatori non steroidei, come l’aspirina e l’ibuprofene, oppure prodotti a base di paracetamolo.

Se pensate di aver bisogno degli antinfiammatori per un lungo periodo, parlate con il vostro medico, perché alcuni di essi dovrebbero essere usati solo per periodi brevi (dai sette ai dieci giorni) per evitare le complicazioni.

I FANS, se assunti con frequenza od in dosi maggiori di quelle consigliate, possono provocare mal di stomaco, sanguinamento gastrico e ulcere. In rari casi, l’uso prolungato può causare alterazioni della funzionalità renale. Se avete problemi epatici, chiedete consiglio al vostro medico prima di usare prodotti che contengano il paracetamolo.

 

Fonte Principale: Mayo Clinic, Tendine d’Achille (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. emilia

    dottore siccome mio marito ha avuto dei crampi frequenti che gli bloccano i nervi che deve fare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questa stagione il primo pensiero è che possano essere causati dalla carenza di sali minerali.

    2. Anonimo

      Bungiorno ho dolore ai talloni e mi fa male appoggiare il piede a terra che cosa puo essere?

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