Tachicardia sopraventricolare parossistica: sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 154 giorni

Introduzione

La tachicardia sopraventricolare parossistica (PSVT) è una condizione caratterizzata da

  • episodi di accelerazione del battito cardiaco (tachicardia)
  • che hanno origine nella parte del cuore sopra i ventricoli (sopraventricolare),
  • che si verificano occasionalmente (parossistica).

Durante ogni episodio il paziente può avvertire palpitazioni e altri disturbi più o meno fastidiosi, come sensazione di stordimento, sudorazione, mancanza di fiato e dolore al petto. Ogni episodio inizia e finisce improvvisamente.

In pazienti altrimenti sani la prognosi è assolutamente buona e il disturbo non è causa di ulteriori complicazioni.

Cause

In condizioni normali, le camere del cuore (atri e ventricoli) si contraggono in modo coordinato.

  • Le contrazioni sono innescate da un segnale elettrico che ha origine nella zona del cuore chiamata nodo senoatriale (NSA).
  • Il segnale si sposta nelle camere superiori (atri) e li fa contrarre.
  • In seguito il segnale si sposta nella parte bassa del cuore e fa contrarre anche le camere inferiori (ventricoli).

L’accelerazione del battito cardiaco dovuta alla tachicardia sopraventricolare parossistica inizia con eventi che si verificano nelle zone del cuore sopra ai ventricoli.

Nella maggior parte dei casi la condizione è legata alla presenza di una sorta di “corto-circuito” elettrico del cuore, scatenato per esempio da determinate situazioni (attività fisica, digestione, …).

Colpisce circa due persone ogni mille, con maggior frequenza i giovani e i neonati e preferibilmente di sesso femminile, ma tra i fattori di rischio più generali ricordiamo:

  • sindrome di Wolff-Parkinson-White (una condizione caratterizzata da alterazioni del sistema elettrico cardiaco e spesso ereditaria),
  • stress,
  • consumo di alcool,
  • consumo di caffeina,
  • uso di droghe,
  • fumo.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi i sintomi iniziano e finiscono improvvisamente e possono durare da qualche minuto a qualche ora.

Tra i sintomi più comuni della tachicardia parossistica ricordiamo:

La frequenza cardiaca può raggiungere e superare i 100 battiti al minuto, nei casi più severi addirittura più di 250. Nei bambini il battito tende ad accelerare moltissimo.

Il paziente può avvertire sintomi tipici di problemi circolatori, ad esempio il giramento di testa. Tra un episodio e l’altro di tachicardia il battito ritorna alla normalità (cioè tra i 60 e i 100 battiti al minuto).

In alcuni casi, soprattutto al primo episodio di tachicardia parossistica, il paziente può avere il dubbio di un attacco cardiaco; se il dolore è al petto è significativo è dunque sempre consigliabile farsi accompagnare in Pronto Soccorso per verificare.

Quando chiamare il medico

Si consiglia di rivolgersi al medico se:

  • Avete la sensazione che il cuore batta troppo velocemente e i sintomi non cessano da soli nel giro di qualche minuto.
  • In passato avete sofferto di tachicardia sopraventricolare parossistica e si verifica un episodio di tachicardia che non migliora né con la manovra di Valsalva né tossendo.
  • Avete altri sintomi oltre l’accelerazione del battito.
  • I sintomi si ripresentano con eccessiva frequenza.
  • Si presentano sintomi nuovi e/o anomali.

In caso di pregressi problemi cardiaci si raccomanda di rivolgersi urgentemente al medico o in Pronto Soccorso.

Pericoli

Questa forma di tachicardia non è in genere pericolosa e spesso non richiede trattamenti; in presenza di altri disturbi cardiaci o fattori di rischio cardiovascolari il medico vorrà invece fare il possibile per prevenire nuovi episodi.

Rare complicazioni comprendono

Diagnosi

La visita durante l’episodio di PSVT evidenzia l’accelerazione del battito cardiaco, riscontrabile anche come pulsazione al livello del collo; a seguito di questa conferma il medico potrebbe consigliare alcuni approfondimenti per meglio caratterizzare il disturbo e in particolare individuare l’esatta posizione delle anomalie elettriche, per esempio attraverso studi elettrofisiologici.

L’elettrocardiogramma è tuttavia l’esame più eseguito, almeno in prima battuta, perchè in grado di tracciare ritmo e attività elettrica del cuore. È del tutto indolore e dura solo pochi minuti; quando è possibile eseguirlo durante un episodio di tachicardia sopraventricolare può contribuire in modo determinante alla diagnosi.

Il problema è infatti riuscire a eseguirlo durante un episodio, che non è sempre prevedibile, quindi in alcuni casi può essere preferito un controllo holter per 24 ore.

Cura e terapia

La tachicardia che si verifica una volta ogni tanto di solito non deve essere curata, a patto che il paziente non abbia sintomi o altri problemi cardiaci.

Fare il possibile per evitare i fattori scatenanti (stress, alcool, caffeina, …) è spesso sufficiente a convivere con il disturbo, ma per far cessare la tachicardia si può ricorrere alle tecniche seguenti (da verificare con il medico!, vengono qui riportate a solo scopo divulgativo):

  • Manovra di Valsalva. Questa manovra consiste nel trattenere il respiro tappando il naso con le dita e chiudendo la bocca, tendere i muscoli ed espirare in modo forzato, come quando si prova ad andare di corpo. Si tratta di una compensazione forzata dell’orecchio medio, usata spesso dai subacquei, ma che in questo caso viene sfruttata per la sua azione di stimolazione sui nervi vaghi che innervano i polmoni e che contribuiscono a rallentare il battito cardiaco.
  • Tossire da seduti, con il tronco piegato in avanti, provoca una simile stimolazione vagale.
  • Spruzzare dell’acqua gelata sulla faccia o immergere il viso in acqua fredda ha anche in questo caso effetti stimolanti sul nervo vago, allo stesso modo di bere un bicchiere di acqua fredda.

Se la tecnica eventualmente consigliata dal medico non dovesse funzionare e la tachicardia persistesse, si raccomanda di farsi accompagnare in Pronto Soccorso (è generalmente controindicato mettersi alla guida in questi casi, per sé stessi e per gli altri).

Per alcuni pazienti può diventare necessaria l’assunzione di antiaritmici per prevenire la comparsa di nuovi episodi, per esempio diltiazem, verapamil o betabloccanti come il sotalolo.

La terapia di lungo periodo per chi ha episodi ripetuti di tachicardia parossistica, o soffre anche di disturbi cardiaci e non risponde adeguatamente ai farmaci può diventare ospedaliera e comprendere:

  • Ablazione cardiaca, un intervento usato per distruggere piccole zone del cuore dove si origina l’accelerazione del battito (attualmente è la terapia d’elezione per la maggior parte dei casi di tachicardia sopraventricolare parossistica).
  • Impianto di un pacemaker per riportare il battito cardiaco alla normalità (in alcuni casi possono essere usati nei bambini che soffrono di tachicardia sopraventricolare parossistica che non rispondono alle altre terapie).

Fonte Principale:

(Adattamento ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se prescritto sì, va benissimo.

      Preciso il “se prescritto” perchè in questi casi è importante verificare con il medico le cause dell’aumento di frequenza del battito, una volta accertato che sia ansia questa viene trattata nei modi canonici.

  1. Anonimo

    Ho una tachicardia parossistica sovra ventricolare, ma capita che i miei battiti si aggirino sui 50 al minuto. Non sono sportiva! Insomma per mesi sono stata bradicardia ma non sono riuscita a rilevarla con holter. Potrebbe essere una malattia del nodo del seno invece? O il fatto che sia stata diagnosticata la tachicardia parossistica sovra ventricolare esclude già da sé la bradi tachi aritmia o malattia del nodo del seno?
    Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non la esclude a priori, nè però ce la fa sospettare in particolare…ovviamente va valutato il quadro clinico d’insieme dal cardiologo.

  2. Anonimo

    Buongiorno, ho 20 anni, dopo molte volte che mi sono sentita male i dottori si sono accorti che ho una tachicardia posturale aortica, e mi hanno dato la terapia bisoprololo da 1.25 mg per due volte al giorno, in più ieri il cardiologo mi ha prescritto il procoralan da 5 mg da prendere 2 volte al giorno.. Alla mattina una pastiglia di bisoprololo e una di procoralan e alla sera anche. Volevo chiedere una cosa…il procoralan è un farmaco salva vita? Grazie

    1. Anonimo

      Siccome sono andata in farmacia per comprarlo e mi hanno detto che non c’è l’hanno perché devono farlo arrivare dall’ospedale, come mai solo quel farmaco arriva dall’ospedale? E mi hanno detto che non si paga nulla.
      Allora mi chiedevo se è un farmaco salva vita

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, no non lo è, è un farmaco che viene usato spesso in associazione al primo che le hanno dato come trattamento di questo tipo di patologia. Saluti.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi inserisco solo per aggiungere che la modalità di ritiro descritto è un approccio scelto da diverse Regioni (Distribuzione per conto), in cui il farmaco viene dispensato direttamente dall’ASL ma attraverso la farmacia territoriale con l’obiettivo di un risparmio per le casse regionali.

  3. Anonimo

    Salve sono una ragazza di 21 anni ho avuto 2 bimbi..al’eta di 12 ho avuto la tacchicardia parrossisica e lavevo ogni mese dopo il secondo figlio che ha 10 mesi nn mi e venuta x 8mesi.. poi un giorno ero troppo nervosa e mi e rivenuta in quei 8mesi ke nn mi e venuta nn lo pansata affatto xke mi era morta una mia amica.. dopo ho ripensato alla tacchicardia e mi e rivenuta io nn so se fare lamblazione o no.. secondo lei ho la tacchicardia parrosisica o no o me la faccio venire io perche soffro anche dansia pero riesco a riconoscere la tacchicardia parrossisica.. secondo lei devo fare lablazione o no??ma i rischi quali sono cosa mi puo succedere??

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, bisognerebbe valutare bene la frequenza cardiaca che raggiunge, se è ritmica, la frequenza di questa tachicardia ( se dura giorni interi) , se compromette la sua qualità di vita. Inoltre bisogna escludere patologie che possono causarla ( per esempio controllare la funzionalità tiroidea). E’ stata valutata da un cardiologo?

    2. Anonimo

      Salve si e stata valutata la tiroide ma nn ce lo.. oggi sono andata daun cardiologo e mi a consigliato di fare lo studio elettrico fisiologico del cuore ma io nn voglio farko e le ho detto se aveva qualke pastiglia da darmi per questa tacchicardia e mi a dato seloken metopololo secondo lei me la fa passare la tacchicardia… o con questa pastiglia succede qualcosa?? Ma skusi la mia ignoranza ma di tacchicardia parossistica si muore??

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, il farmaco prescritto abbasserà il battito.

  4. Anonimo

    Gentilissimo dottore, il consulto che chiedo non è per me ma per il mio fidanzato. È un uomo di 45 anni alto 180cm per oltre 90kg di peso. Come sport lui fa ciclismo a livello agonostico. Una mattina dopo avereffettuato una salita ha avuto un episodio di forte tachicardia ripetutosi per due volte a distanza di pico. Non era la oprima volta che ha sofferto di questo disturbo. Si era verificato nelle stesse modalità anche lo scorso anno. Dopo il primo episodio ha effettuato ECG ed ecocardiogramma, esame sottosforzo ed i risultati furono tutti ok. Nell’episodio recente tramite 118 è stato trasportato in ospedale i quali come primo consulto hanno esordito con “principio d’infarto”. Eseguiti gli enzimi cardiaci con risultati negativi sempre. Eseguita coronografia con contrasto che ha dato come esito :
    CORONARIA SINISTRA
    Tronco comune di buon calibro, è esente da lesioni critiche. Ramo discendente anteriore di buon calibro e territorio di distribuzione, esente da lesioni critiche. Il ramo CX di buon calibro e ampio territorio di distribuzione, esente da lesioni critiche. 
    CORONARIA DESTRA
    Vaso di buon calibro e decorso, si occlude alla sua estremità in assenza di flusso anterogrado.
    CONCLUSIONI
    Occlusione di coronaria destra distale. Si decide di non ricanalizzare il vaso poiché di esile calibro, compensato da una CX superdominante. 

    ECG : Normale diametro dell’aorta ascendente, della radice aortica e delle camere cardiache; normale cinesi segmentaria e globale del ventricolo sx, normali sezioni dx, normale pericardio, minimo rigurgito mitralico e tricuspidalico E/A <1.
    Esami ematochimici nella norma alla dimissione.
    ECG HOLTER : due episodi notturni di BAV di tipo II tipo Mobitz 1 con periodismo di L-W (RR max 2.3 sec)

    Terapia domiciliare peptazol. Triatec cardioaspirina plavix totalip e zoloft ( per problemi di ansia pregressi). 
    La mia domanda alla luce di tutto questo è: il principio di infarto c'è stato realmente? Secondo lei bisogna fare altro? Può continuare a fare sport? Deve preoccuparsi? La ringrazio infinitamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma temo che sia una situazione al di là delle mie competenze.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi scuso io di non essere in grado di rispondere, ma quando non mi sento sufficientemente competente ritengo corretto farmi da parte.

  5. Anonimo

    Salve,

    soffrivo di tachicardia parossistica, diagnosticata e riscontrata ogni volta che mi presentavo nel pronto soccorso più vicino con l’episodio in corso, dall’età di 18 anni circa. Due, tre o quattro episodi l’anno, trattati con isoptin endovena e una sola volta con pressione sui bulbi oculari. Gli episodi non sono mai cessati da soli, per cui dopo anche 3-4 ore di attesa il ricorso al pronto soccorso era inevitabile.
    Mi sono stati prescritti farmaci beta-bloccanti quotidiani a vita, che non ho mai assunto.
    Poi, all’improvviso, intorno ai 26-27 anni, gli episodi sono scomparsi da soli.
    Come si può spiegare questo fatto?
    Il fatto che nel frattempo mi sono laureato e sistemato sentimentalmente può aver assunto un ruolo su un problema avente cause fisiche e non mentali?

    Nota a margine: se avessi assunto i farmaci beta-bloccanti, probabilmente li starei ancora assumendo (con tanto di effetti collaterali significativi) senza sapere di non avere più la sindrome.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, probabilmente una stabilità psicofisica è stata determinante.

  6. Anonimo

    Buongiorno Dottore. Ultimamente mi capitano episodi di tachicardia che iniziano con senso di ansia e battiti accelerati che inizialmente sono intorno ai 100 poi mi alzo per misurarli con un app, cardiio, e aumentano. Ora le scrivono come sono i battiti in un episodio tipo. Ore 4:36 152 bpm; ore 4:37 119 bpm ( dopo che mi sono buttata dell’acqua fredda su volto e braccia); ore 4:38 114 bpm; ore 4:39 88 bpm; ore 4:41 81 bpm; ore 4:48 74 bpm. Le metto un altro episodio tipo capitatomi ieri. Ore 8:20 84 bpm; ore 8:21 111 bpm; ore 8:23 130 bpm; ore 8:24 139 bpm; ore 8:25 111 bpm; ore 8:26 95 bpm. I battiti sono rimasti intorno agli 85/95 fino alle 9. Alle 9:28 erano a 74. Secondo lei l’andamento della mia tachicardia potrebbe essere parossistica?

    1. Anonimo

      Grazie Dottore. Inoltre le volevo dire come mai dopo mangiato ho extrasistole e ansia? È causa delle stomaco?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere legato a reflusso/ernia iatale, ma anche in questo caso non lo trascuri e lo verifichi con il medico.

  7. Anonimo

    Salve dott. Cimurro ,mi piacciono molto le sue risposte ,sempre ben chiare e rassicuranti….sono unadonna di 50 e da moltisdimo tempo soffro di ansia e ipocondria…..somatizzo tutto con sintomi fisici veri e propri come agitazione ,extrasistoli per qualsiasi emozione,pensiero,a riposo.,,,.mi devo preoccupare? Ptendo regolarmente il cipralex da 10 mg e en al bisogno…..,,ho paura di avere qualcosa al cuore …..ma il mio dottore mi tranquilizza perche’ dice che sono dovute all’ansia…,,,effettivamente le gocce di en me li fa passare….quindi? Lei che mi dice caro dott.cimurro,,,,,grazie.,,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ha già verificato con il medico può stare assolutamente tranquilla, i sintomi possono effettivamente essere spiegati tutti con l’ansia.

La sezione commenti è attualmente chiusa.