Steatoepatite non alcolica (NASH): sintomi, diagnosi, terapia

Ultimo Aggiornamento: 192 giorni

Introduzione

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato che spesso rimane silente: assomiglia molto alla cirrosi epatica, ma colpisce pazienti astemi o quasi astemi. La caratteristica principale della steatoepatite non alcolica è l’accumulo di grasso (lipidi) nel fegato, accompagnato da infiammazione e lesioni epatiche; la maggior parte dei pazienti colpiti dalla steatoepatite non alcolica non presenta sintomi e quindi non sa di avere un problema al fegato, tuttavia questa patologia può essere anche grave e portare all’epatopatia alcolica, cioè a una situazione in cui il fegato subisce danni e lesioni permanenti e non è più in grado di funzionare correttamente.

La steatoepatite non alcolica colpisce una percentuale variabile tra il 2 e il 5 percento degli americani, oltre a questi pazienti una percentuale compresa tra il 10 e il 20 per cento della popolazione presenta un accumulo di grasso nel fegato, senza infiammazioni né danni all’organo: questo disturbo è detto “fegato grasso”. Avere del grasso nel fegato non è una condizione normale, ma da sola probabilmente provoca danni e lesioni permanenti piuttosto lievi. Se a seguito di analisi del sangue o dopo un’ecografia epatica si sospetta la presenza di grasso nel fegato, il disturbo diagnosticato è detto fegato grasso non alcolico. L’eventuale biopsia evidenzierà che alcuni dei pazienti soffrono di steatoepatite non alcolica, mentre altri semplicemente di fegato grasso.

Sia la steatoepatite non alcolica sia il fegato grasso non alcolico si stanno diffondendo sempre di più, forse per via dell’aumento dell’obesità se si pensa che rispetto al decennio scorso la percentuale di persone obese negli Stati Uniti è raddoppiata tra gli adulti e triplicata tra i bambini bambini.

L’obesità è anche uno dei fattori di rischio per il diabete e per il colesterolo alto, che a loro volta possono causare ulteriori problemi di salute ai pazienti affetti da steatoepatite non alcolica. Anche il diabete e il colesterolo alto sono sempre più diffusi nei paesi occidentali.

Cause

La steatoepatite non alcolica è sempre più diffusa, ma di fatto non è ancora stata fatta piena luce sulle sue cause. Si verifica con maggior frequenza nei pazienti:

  • di mezza età,
  • in sovrappeso od obesi.

Molti pazienti affetti dalla steatoepatite non alcolica hanno il colesterolo e i trigliceridi alti e molti sono diabetici o prediabetici ma, viceversa, non tutti gli obesi o i diabetici sono affetti dalla NASH. Inoltre alcuni pazienti affetti dalla NASH non sono né obesi né diabetici e hanno il colesterolo e i lipidi normali. La steatoepatite non alcolica può presentarsi anche in mancanza di fattori di rischio apparenti e persino nei bambini, quindi non si tratta semplicemente di obesità che colpisce il fegato.

La causa delle lesioni al fegato che provocano la NASH non è nota con esattezza, però ci sono alcuni possibili candidati:

  • insulinoresistenza,
  • rilascio di proteine tossiche che provocano infiammazione da parte delle cellule grasse (citochine),
  • stress ossidativo (deterioramento cellulare) delle cellule epatiche.

Sintomi

La steatoepatite non alcolica è un disturbo silente, cioè presenta sintomi lievissimi o addirittura nessun sintomo.

I pazienti nei primi stadi della malattia di solito si sentono bene e iniziano ad avvertire i sintomi come

  • affaticamento,
  • dimagrimento,
  • debolezza

solo quando il disturbo è in uno stadio più avanzato o si sviluppa la cirrosi. La steatoepatite può insorgere nel giro di qualche anno o addirittura di qualche decennio, il processo può arrestarsi spontaneamente e, in alcuni casi, guarire senza ricorso a terapie specifiche.

In altri casi, invece, la NASH può peggiorare lentamente provocando cicatrici (fibrosi) che si accumulano nel fegato; con il progredire della fibrosi si sviluppa la cirrosi: il fegato subisce quindi danni molto gravi, si indurisce e non è più in grado di funzionare normalmente.

Non tutti i pazienti affetti dalla NASH soffriranno anche di cirrosi ma, qualora siano già presenti lesioni gravi o cirrosi, sono poche le terapie in grado di arrestarne il decorso.

I malati di cirrosi soffrono di:

  • ritenzione idrica,
  • deperimento muscolare,
  • sanguinamento intestinale,
  • insufficienza epatica.

Il trapianto di fegato è l’unica terapia possibile per la cirrosi avanzata con insufficienza epatica ed è sempre più frequente tra i pazienti affetti da steatoepatite non alcolica. La NASH è una delle principali cause di cirrosi negli Stati Uniti, insieme all’epatite C e all’epatopatia alcolica.

Diagnosi

La steatoepatite non alcolica viene di solito diagnosticata grazie ad alcuni esami del sangue di routine per la salute del fegato: i livelli di alcuni parametri, come l’alanina aminotransferasi (ALT) o l’aspartato transaminasi (AST) risultano insolitamente alti.

Se ulteriori esami escludono altre possibili cause del disturbo al fegato (assunzione di farmaci, epatite virale o abuso di alcol) e se le radiografie o la TAC evidenziano la presenza di grasso, il sospetto diventa più fondato.

L’unico modo per diagnosticare con sicurezza la NASH ed escludere il fegato grasso è la biopsia epatica e per effettuarla si preleva un minuscolo campione di tessuto del fegato mediante una siringa. Si può arrivare alla diagnosi di steatoepatite non alcolica se l’esame del tessuto al microscopio evidenzia la presenza di grasso, accompagnata da infiammazione e lesioni alle cellule epatiche.

Se il tessuto contiene grasso ma non è né infiammato né danneggiato, la diagnosi è di fegato grasso o di fegato grasso non alcolico. Un’altra informazione importante che si può ricavare dalla biopsia è l’eventuale presenza di cicatrici nel fegato.

Attualmente né gli esami del sangue né esami di altro tipo possono individuare le cicatrici con precisione.

Cura e terapia

Attualmente non esistono terapie specifiche per la steatoepatite non alcolica, ma i consigli più importanti per chi ne è affetto sono:

  • dimagrire (se obesi o in sovrappeso),
  • seguire una dieta sana e bilanciata,
  • aumentare l’attività fisica,
  • evitare l’alcol,
  • evitare i farmaci non strettamente necessari.

Si tratta di consigli di buonsenso, che però sono in grado di fare la differenza. Potrebbero essere utili anche per altre patologie, ad esempio per i disturbi cardiaci, il diabete e il colesterolo alto.

È fondamentale fare tutto il possibile per raggiungere il peso forma, i pazienti affetti da steatoepatite non alcolica, se dimagriscono, riescono a migliorare gli esiti degli esami del fegato e possono addirittura arrestare il progresso del loro disturbo. Le ricerche attuali stanno cercando di dimostrare se c’è un legame tra il dimagrimento e il miglioramento delle condizioni del fegato, e se questo miglioramento è in qualche modo definitivo.

Chi soffre di NASH spesso è anche affetto da altri disturbi come il diabete, l’ipertensione o il colesterolo alto, che dovrebbero essere curati con farmaci appositi e tenuti ben sotto controllo. La steatoepatite non alcolica e i valori alti degli enzimi epatici non dovrebbero impedire ai pazienti di curare questi altri disturbi.

Tra gli approcci sperimentali attualmente in fase di studio sui pazienti affetti dalla NASH ricordiamo gli antiossidanti, come la vitamina E, il selenio e la betaina. Questi farmaci diminuiscono lo stress ossidativo che sembra maggiore nei pazienti affetti dalla NASH. Non si sa con esattezza se queste sostanze siano davvero efficaci nella cura del disturbo, ma i risultati degli esperimenti clinici saranno resi noti con ogni probabilità nei prossimi anni.

Un diverso approccio terapeutico per la NASH è l’uso dei farmaci antidiabetici di ultima generazione, anche nei pazienti non diabetici. La maggior parte dei pazienti che soffrono di NASH, infatti, è soffre anche di insulinoresistenza: la loro insulina è meno efficace nel controllo del glucosio e degli acidi grassi ematici rispetto a quella dei pazienti sani. Gli antidiabetici di ultima generazione aumentano la sensibilità dell’organismo all’insulina e potrebbero far diminuire le lesioni al fegato nei pazienti affetti dalla steatoepatite non alcolica. Le ricerche su questi farmaci (tra cui ricordiamo la metformina, il rosiglitazone e il pioglitazone) sono finanziate dal National Institute of Health e dovrebbero farci capire definitivamente se si tratta di una terapia efficace contro la NASH.

Ricerca

L’aspetto più importante della lotta contro la Steatoepatite non alcolica è la necessità di ulteriori ricerche che ci aiutino a capire come la malattia possa causare le lesioni al fegato. Quando i ricercatori avranno fatto piena luce sul meccanismo che provoca le lesioni, sarà possibile combatterlo sviluppando mezzi sicuri ed efficaci in grado di aiutare i pazienti affetti dalla NASH.

Le recenti scoperte sulla mappatura del genoma umano e sui passaggi della regolazione del glucosio e dei grassi ematici ad opera dell’insulina e degli altri ormoni potrebbero fornire le indicazioni necessarie.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Buonasera. Ho 38 anni, ma già a 12 anni durante un’ecografia mi domandarono se bevevo alcolici, dato che trovarono il mio fegato “grasso”. All’epoca ero quasi sottopeso, e non ho mai bevuto alcolici. Con il tempo però, i sintomi sono peggiorati moltissimo. Ora prima di dormire assumo 1 compressa di halcion o stilnox + 25 gocce di alprazolam. ( può essere questo che causa il problema? non mi sembra di abusare di farmaci ) Peso 72 kg e sono alto 171 cm.Il dottore mi ha consigliato di prendere una pastiglia di Legalon 140 mg dopo i 2 pasti principali, ma il problema non svanisce, anzi, è sempre peggioIn questo momento, ho dolori fortissimi al fegato , respiro a fatica ( quasi come una colica renale) e espello urina colore marrone . Amen

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono farmaci che raramente possono alterare i valori di funzionalità epatica. Ma indipendentemente da questo ha fatto delle analisi del sangue per valutare le transaminasi, bilirubina, eventuali epatiti?Dovrebbe inoltre rifare una ecografie addominale in quanto questi dolori addominali associati a urine scure potrebbero indicare dei calcoli alla colecisti. Se il dolore diventa insopportabile e dovesse avere nausea e febbre deve andare in PS. Saluti

  2. Anonimo

    Gentile dottore… Per il fegato grasso… Va bene per fare una cura depurativa la soluzione shoum capsule per fegato… .??? Perché ho degli esami del sangue da eseguire e ho sempre i valori un po’ sballati anche se astemio. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ci sono controindicazioni, ma più importante sarà migliorare l’alimentazione e perdere peso se necessario.

  3. Anonimo

    buona sera dottore o fatto delle analisi io soffro di stetaosi epatika segunti valori ast 28 valore massimo 37 alt 44 valore normale 44 colesterolo totale 218 valore normale 200 neutrofili 40,7 valore normale 50 linfociti 44,2 valore normale 40 monociti 9,4 valore normale 9 eosinofili 5,6 valore normale 4 mi devo preoccupare da premettere che o fatto un intervento chirurgico 2 mesi fa

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sono analisi sostanzialmente nella norma, cerchi di abbassare i livelli di colesterolo con una dieta adeguata e cercando di associare movimento fisico, non c’è sofferenza epatica comunque.

    2. Anonimo

      grazie dottoressa ero un bel po preoccupato dagli emocromi e dalle transaminasi visto che ho sofferto per parecchi anni di transaminasi alte cordiali saluti

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