Morbo di Crohn e colite ulcerosa: sintomi, diagnosi e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1706 giorni

Introduzione

Quasi 200.000 mila italiani soffrono delle cosiddette malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) tra le quali si annoverano, fra le altre, la malattia di Crohn e la colite ulcerosa: si tratta solo di una stima poiché manca un registro epidemiologico regionale e nazionale.

Quello che risulta però evidente è l’aumento, in questi ultimi anni, dell’incidenza delle MICI fra i bambini; sembra inoltre che negli anni ’70 fosse più colpito il Nord Europa, mentre a partire dagli anni ’90 è cresciuta notevolmente la casistica nel Sud Europa, mentre al Nord la situazione è rimasta pressoché stabile.

La causa dell’infiammazione cronica dell’intestino è tutt’ora sconosciuta. Per spiegare l’origine delle MICI sono state avanzate diverse ipotesi tra le quali, la più “gettonata”, è quella di una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino verso antigeni ivi normalmente presenti. Le ricerche hanno riscontrato un certo grado di familiarità, cioè la tendenza ad un maggior rischio nei parenti delle persone affette, tuttavia le MICI non sono malattie ereditarie.

La colite ulcerosa era già nota nel lontano 1859, mentre la malattia di Crohn è stata scoperta più recentemente, nel 1932, dai dottori Crohn da cui appunto prende il nome.

La colite ulcerosa colpisce essenzialmente il retto, a volte può estendersi anche in parte o totalmente al colon, mentre non interessa mai altre parti dell’intestino. In presenza della malattia la mucosa della zona (o delle zone) colpita si presenta infiammata ed ulcerata, ciò determina l’insorgere di tutti  i sintomi caratteristici.

La colite ulcerosa di solito ha un andamento benigno e permette una vita abbastanza normale, in alcuni casi più gravi tuttavia la malattia può portare ad un netto peggioramento delle condizioni generali ed alla comparsa di serie complicanze come l’anemia grave, perforazione, colon tossico che richiedono il ricovero ospedaliero ed una terapia intensiva. Se la terapia farmacologica non risulta efficace si deve ricorrere all’intervento chirurgico che può eliminare totalmente la malattia conservando l’evacuazione naturale, senza ricorso cioè all’impianto dell’ano artificiale.

Da una ricerca emerge che con una colite ulcerosa estesa presente per più di 10 anni aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare il cancro del colon, tuttavia questo rischio diminuisce se il paziente segue una terapia cronica a base di antiinfiammatori.

La malattia di Crohn invece può manifestarsi in tutto il canale alimentare, dalla bocca fino all’ano. In realtà si è visto che nella maggior parte dei casi interessa la parte finale dell’intestino tenue (ileite) e tratti variabili del colon (colite) o entrambe le zone (ileo-colite). I segmenti intestinali colpiti risultano ispessiti, infiammati, edematosi ed ulcerati in tutto lo spessore della parete. L’instaurazione di questi fenomeni è lenta, ma costante e progressiva.

Possono verificarsi complicanze locali come ascessi, fistole addominali e perianali, perforazioni, emorragie intestinali, oltre a varie complicanze sistemiche.

Purtroppo anche per la malattia di Crohn non esistono cure definitive, infatti anche l’intervento chirurgico di rimozione del tratto di intestino malato, necessario nei casi più gravi, è seguito nell’80% dei casi da una recidiva entro l’anno. Poichè è una patologia che colpisce prevalentemente i giovani, in genere si opta per un intervento chirurgico solo nei casi estremi in cui i pazienti non rispondono più alla terapia medica o solo in caso di complicanze molto gravi.

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn possono manifestarsi a tutte le età, tuttavia l’incidenza più elevata si ha tra i 20 e i 40 anni per la prima e tra i 15 e i 35 per la seconda.

Abbiamo visto come l’insorgenza di complicanze può rendere necessario l’intervento chirurgico, tuttavia per la malattia di Crohn questa necessità si verifica molto meno spesso e l’asportazione dell’intestino è generalmente più estesa nei casi di colite ulcerosa che richiedono l’intervento.

I sintomi

Molto spesso queste due malattie assumono un quadro clinico molto simile ed è per questo che non è facile diagnosticarle esattamente: la sigla MICI le comprende entrambe indistintamente. Sono caratterizzate dall’alternarsi di fasi di benessere e periodi di riacutizzazione. La cronicità delle due patologie non esclude che i pazienti possano godere di un periodo prolungato di benessere, ma sicuramente implica che la fase acuta di infiammazione possa ricomparire periodicamente facendo sospettare che, anche quando il paziente sta bene, un certo grado di infiammazione permanga nei tessuti intestinali.

Il quadro clinico può essere molto variabile nel tipo e nel grado di intensità dei sintomi.

I sintomi più comuni sono:

  • diarrea ricorrente più o meno abbondante con o senza sanguinamento o emissione di muco rettale,
  • diarrea accompagnata spesso da dolori addominali anche forti (alcune volte possono essere scambiati per attacchi di appendicite),
  • a volte può presentarsi anche febbre e dimagrimento causato dalla diminuzione di appetito o da malassorbimento (possono verificarsi cali di 10-15 kg nel giro di poco tempo).

E’ facile che in caso di colite ulcerosa sia presente il sanguinamento del retto ed anche il tenesmo, cioè il frequente stimolo all’evacuazione.

Diagnosi

Entrambe le patologie possono dar luogo a complicanze extraintestinali che possono interessare l’apparato articolare, quello renale, quello oculare, quello epatico e quello cutaneo. Si può anche avere anemia. A causa di queste complicanze è necessaria una stretta integrazione tra diverse specialità cliniche, infatti quando i sintomi di esordio sono extraintestinali come per esempio un eritema nodoso ad una gamba o problemi oculari dovuti alla malattia di Crohn, la diagnosi può risultare difficile e sicuramente più lenta. C’è da dire che negli ultimi anni però le tecniche diagnostiche sono molto migliorate e che il periodo che intercorre fra la manifestazione dei disturbi e la diagnosi definitiva si è molto ridotto rispetto al passato: la media europea per una diagnosi corretta di MICI è di 8-12 mesi; mentre un po’ più di tempo occorre per un’analisi differenziale fra colite ulcerosa, malattia di Crohn e colite indeterminata.

La diagnosi, oltre che sulla storia clinica dei sintomi già descritti, si basa sia su dati di laboratorio: VES, albuminemia, coprocultura, ricerca del sangue occulto nelle feci, ricerca di particolari tipi di anticorpi ecc. e sia su esami strumentali come l’ecografia addominale, il clisma opaco a doppio contrasto, la scintigrafia, la radiologia diretta dell’addome, la TAC, l’RMN, la colonscopia. La biopsia del tessuto colpito, prelevato tramite l’endoscopia, resta tuttavia la sola “prova del nove” per la conferma definitiva della diagnosi.

Dieta

Premesso che, al momento, non esiste prova della correlazione tra tipo di alimentazione e comparsa di colite ulcerosa o malattia di Crohn, proviamo a valutare come variare la dieta per prevenire le recidive e dare sollievo ai sintomi intestinali.

Premessa fondamentale ad ogni tipo di dieta, e nel caso di pazienti malati di malattie intestinali non è un’eccezione, è la pianificazione di una alimentazione completa ed equilibrata.

Molti pazienti addirittura non necessitano di alcun aggiustamento della dieta, perché in grado di tollerare adeguatamente ogni tipo di cibo. Soggetti più sensibili trovano invece sollievo da una dieta più leggera e povera di fibre, evitando anche in particolar modo gli alimenti piccanti.

Evitare cibi ricchi di fibre significa limitare il consumo di frutta e verdura, noci ed in generale derivati dei cereali integrali; molto spesso, per compensare eventuali carenze vitaminiche dovute alla limitazione di frutta e verdura, vengono consigliati integratori polivitaminici.

Il riso è meglio digerito di patate e pane, il cui consumo deve essere moderato. al pari di legumi secchi e funghi.

L’intolleranza al lattosio è abbastanza comune nei pazienti con Crohn e colite, per cui le persone con queste malattie dovrebbero limitare il più  possibile l’assunzione di latti e latticini. Nei pazienti che lo tollerano, il latte e i prodotti che lo contengono sono una buona fonte di sostanze nutritive tale da incoraggiarne il consumo.

Nei pazienti malati di Crohn/colite ulcerosa assume un’importanza vitale anche un’adeguata assunzione di liquidi, utili a reintegrare le perdite dovute alla frequente dissenteria. In questo modo si riduce inoltre la probabilità di sviluppo di calcoli renali, purtroppo abbastanza frequenti.

(fonte: Dieta per malati di Crohn e colite ulcerosa)

Cura

La terapia medica è essenzialmente farmacologica e mira ad eliminare i sintomi nel tempo, prevenendo e curando le possibili complicanze. I farmaci più usati sono mesalazina, cortisone, immunosoppressori, antibiotici. I farmaci di ultima generazione sono quelli biologici (infliximab ed adalimumab) che svolgono un’azione antiinfiammatoria specifica, infatti sono capaci di inibire selettivamente l’azione delle citochine ad azione proinfiammatoria o di bloccare l’infiammazione a vari livelli.

L’infliximab è stato il primo ad entrare in commercio ed è utilizzato in Europa da più di quattro anni; la sua efficacia è stata dimostrata nel 60-70% dei casi di malattia di Crohn non rispondente alle terapie tradizionali. La sua somministrazione per via endovenosa ogni 8 settimane si è rivelata efficace nel mantenere sotto controllo la remissione della malattia. Visti i possibili effetti collaterali, anche seri, e la modalità di somministrazione (lenta iniezione endovenosa) ad oggi i farmaci biologici sono somministrati solamente in centri ospedalieri specializzati a seguito di attenta valutazione delle possibili alternative mediche e chirurgiche, in modo da ottimizzare il rapporto costo-beneficio dell’uso di queste nuove terapie appunto molto costose.

Ma i costi?

Come accade in genere per le malattie croniche, i costi non sono legati strettamente al trattamento farmacologico o chirurgico necessario, ma anche e sopratutto alla riduzione della capacità lavorativa degli interessati, alle loro difficoltà nelle relazioni sociali e al generale peggioramento della qualità della vita. I costi diretti ed indiretti sono costanti e spesso crescono con l’avanzare della malattia.

Una ricerca condotta dall’AMICI (Associazione per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino) condotta su 417 malati di MICI ha rivelato che la spesa media annuale per l’acquisto di farmaci e per effettuare esami senza esenzione supera i 600€ nel 18,8% dei casi e si colloca tra i 300-600€ nel 26,7%.

E’ facile immaginare come questa spesa possa incidere significativamente nel bilancio familiare, è per questo che molte associazioni si battono per cercare di ampliare le prestazioni sanitarie esenti da ticket ad alcuni esami clinici e strumentali.

Inoltre le nuove terapie sono ancora molto costose: si pensi che il costo annuo di mantenimento con infliximab di un solo paziente si aggira intorno ai 10.000€.

Il decorso cronico di queste malattie richiede adeguati controlli periodici clinico-strumentali ed anche questo aspetto incide sul bilancio familiare ed il paziente non ha scelta perché una malattia intestinale fuori controllo può essere molto invalidante e molto costosa per il paziente e per la società; pertanto i controlli vanno sempre eseguiti proprio per mantenere più a lungo possibile la fase di remissione e per trattare in modo corretto e tempestivo le ricadute, limitando il rischio di complicanze anche serie.

Si diceva dei costi indiretti, ebbene la stessa associazione AMICI ha chiesto una maggiore tutela sul luogo di lavoro per i pazienti affetti da MICI, che spesso devono affrontare discriminazioni e mobbing. Da una ricerca svolta è emerso che il 25,1% degli intervistati ha riscontrato limitazioni nella carriera, il 10,9% è stato obbligato a cambiare mansione e il 27,8% si è visto penalizzare il reddito.

Per approfondire:

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Lorenzo

    Buongiorno dottore ho 34 anni e da un paio di anni soffro di un leggero fastidio più o meno continuo (a volte bruciore) nel lato sinistro dell addome,che a volte si irradia anche leggermente più in su sempre dalla parte sinistra, mi alleno a calcio tutti i giorni e durante l’allenamento il fastidio sparisce come la mattina non lo sento). Feci ok fatti esami del sangue era venuto fuori helicobacter che il medico mi ha curato con antibiotici infatti agli esami successivi il batterio non c’era più, il fastidio si, allora ho fatto una ecografia addominale, tutto nella norma apparte “millimetrica falda fluida 2-3 mm nello scavo pelvico” , il medico curante mi ha diagnosticato diverticolite che sto curando con normix per 8 giorni, sono al quinto giorno ma senza risultato. Cosa ne pensa?! Grazie mille davvero per la disponibilità. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Possiamo escludere che sia un po’ di stress/ansia?

    2. Anonimo

      Pensa possa essere così per il fatto che quando mi alleno giornalmente e gioco (calcio) il fastidio non è presente? Perché il fastidio lo sento (non doloroso solo fastidio) quotidianamente parte sinistra addome e avvolte si irradia più in altro parte sinistra. Grazie mille dottore

    3. Anonimo

      Ok quindi secondo lei non dovrei fare altri controlli oltre a quelli fatti?

  2. Giovanni

    Salve,
    vorrei un consiglio da lei…. vedo che è un esperto di malattie croniche intestinali.
    Siccome ho la rettocolite ulcerosa e c è il dubbio anche del Crohn.
    Sono stato operato tre volte ed ora ricanalizzato ormai dal 2011.
    Mi hanno asportato il colon e confezionato una pouch.
    Da quel momento ho problemi di anemia sideropenica e ricorro spesso ad infusioni di ferro in ospedale.
    Le chiedo come posso risolvere lo stato di stanchezza e debolezza, non dovuto solo alla mancanza di ferro(ho gli stessi sintomi nonostante poi il valore si alza).
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio per la fiducia, ma mi preme chiarire che sono farmacista e NON sono quindi specialista per questi disturbi.

      L’alimentazione è tutto sommato normale?
      I sintomi sono sotto controllo?
      La tiroide è stata verificata?
      Il medico cosa ne pensa?

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta,
      Si, l’alimentazione è normale anche se, non avendo più il colon, devo stare attento agli alimenti che facilitano l’evacuazione.
      I sintomi sono attenuati dalla cura biologica con Humira e quando c’è infiammazione prendo ciproxin 500.
      Faccio anche clismi Asacol e se è il caso clipper cortisone clismi.
      La tiroide nn l ho mai controllata, cosa dovrei fare?
      Niente, il prof. con cui sono in cura, dice che è l’anemia la responsabile della mia stanchezza e il mancato assorbimento di altre sostanze.
      Io, aggiungerei la stessa patologia che da questi problemi.
      Lei, cosa mi consiglierebbe considerato che anche assumendo integratori c’è il rischio di non essere assorbiti.
      Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di dubitare della valutazione dello specialista se gliene ha già parlato e le ha confermato che la causa è l’anemia. Continui con fiducia a seguirne i consigli, vedrà che presto o tardi si troverà un equilibrio soddisfacente.

  3. Davide

    Buon giorno Dottore

    Vorrei un consiglio,circa 3 anni fa in occasione di un fine settimana ho avuto un forte fastidio sotto le costole a destra e per paura che fosse una colecisti sono andato al pronto soccorso dove mi hanno fatto una ecografia al fegato riscontrando tutto nella normalità. Dopo questo fatto la cosa é andata peggiorando in questi 3 anni successivi e oramai per almeno 10 giorni al mese ho questo dolore e senso di gonfiore addominale sempre in alto a dx con diarrea e nausea che si attenua solo dopo mangiato alla sera. Premetto che soffro di riflusso gastroesofageo e bevo molta birra ma solo alla sera dove peraltro i sintomi migliorano. L’ultima volta che ho fatto gli esami del sangue é stato l’anno scorso:

    Ggt 75
    Alt/ast perfette e allineate
    Feritina a 410(un po’ alta)
    Colesterolo 226

    Potrebbe essere celiachia?O colite ulcerosa?

    Cosa mi consiglia,perché sto sempre peggio.

    Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, i sintomi sono abbastanza vaghi ed aspecifici, le consiglio di sottoporsi a una visita medica, potrebbe essere necessaria una colonscopia e una gastroscopia, specie se soffre di reflusso. Saluti.

  4. Delia

    Buon pomeriggio, premetto che ho una grave allergia al nichel e da circa otto mesi non posso più mangiare pasta, pane, carne, verdura, frutta, latte e derivati, ho forti dolori nella zona appendicite (che non ho più) che si aggravano con vomito e diarrea nera quando provo a mangiare anche uno solo degli alimenti sopra citati. Ho 53 anni operata di cancro al seno sx, ipotiroidismo, da 5 anni. Ho eseguito colonscopia anche virtuale negative.Potrei essere affetta dal morbo di Cronh?? Grazie della risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se evitando gli alimenti elencati i sintomi spariscono lo ritengo poco probabile, ma come sempre quello che conta è il parere del suo medico curante.

  5. Anonimo

    Salve dott.. ma i brondolii che si sentono alla parte destra cioè la parte del fegato x spiegarci e anche sintomi di colite visto che il mio dottorato. . Dice che ho colite. . E secondo voi dovrei rifare visite tomografia la ultima volta lo fatta quasi un anno fa …

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si sono di provenienza intestinale, il fegato non fa rumori; si attenga ai consigli del medico e stia tranquillo, saluti.

  6. Clara

    Dottore spero che possa darmi delle spiegazioni…da isso due anni ormai ho dolore parte destra del ombellico che si irradia alla zona lombare e inguine ho fatto tutti gli esami possibili e mi avevano detto colon irritabile con intolleranza al lattosio sono stata curata con tutti i tipi di antispastici che ci sono in commercio e fermenti lattici fino a due settimane fa stavo meglio ma dalla morte di mio padre sono ricaduta nell incubo dei dolori oltre ai dolori che ho sempre ho forti dolori sotto la costola destra cioè due centimetri sopra L ombellico a destra ieri non potevo nemmeno sfiorare questa parte mi faceva tanto male sentivo di tirare come un peso e nn riuscivo a stare dritta cosìche due giorni fa sono andata dalla Gastro che visitandomi pensava fosse la colecisti e mi fece L eco vedendo solo colecisti nn vide altri organi ma disse che era pulita a questo punto mi diede asacol 3 al di flagyl 3 al di e obispax per un mese mi disse dato che dalle biopsie della colon è risultato infiammazione cronica ileo colite inattiva e dal clisma tac minimo ispessimento della valvola cecale e ispessimento delle valvole conniventi e sporadici linfonodi a questo punto volevo chiederle questo dolore nuovo che ho tra ombellico e ultima costola destra e’ effettivamente il colon? O può essere fegato o stomaco?io sto morendo di paura per questi dolori io ho 36 anni una vita davanti dei bambini da crescere sento come un peso nella parte sotto la costola destra e a volte non posso nemmeno chinarmi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto porta a pensare che sia il colon irritabile, che purtroppo in caso di ansia e/o forti stress può causare dolori anche molto forti.

    2. Clara

      Quindi Dottore è’ il colon….ma è possibile che senta un peso sotto costola destra e sopra ombellico a destra si gonfia un po e mi prende dalla costola destra fino dietro la spalla?aento come se stesse qualcosa dentro di pesante

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, dalla storia da lei raccontata sembra esserci uno stato di infiammazione colica cronica, per cui si è possibile che tutte le manifestazioni descritte possano dipendere da quello e da eccessivo meteorismo. saluti

    4. Clara

      Scusi dottore se insisto ma anche quando cammino sento questo peso prima ho avuto una sensazione tipo spilli alla parte destra del ombellico ia che stesa sento questa cosa sotto la costola destra nonostante asacol e il flagyl non va via

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve davvero sforzarsi di vivere più serenamente la situazione, continuando con fiducia la cura prescritta.

    6. Clara

      Dottore con tutti questi medicinali posso prendere gocce lexotan? O può succedere qualcosa?

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si non ci sono controindicazioni all’uso delle gocce di Lexotan.

    8. Clara

      Scusi se la ridisturbo sto prendendo asacol tre volte al giorno ma ho notato nelle feci L involucro intero io ho ipercinesia del primo tratto del tenue con veloce svuotamento può dipendere da quello? Che devo fare

    9. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sì, mi viene segnalato relativamente spesso. Lo faccia presente allo specialista.

  7. Francesca

    Io soffro di colite ulcerosa sto prendendo delle compresse chiamate Diathynil per causa di una forte caduta si capelli queste compresse possano dare problemi alla colite?

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