Morbo di Crohn e colite ulcerosa: sintomi, diagnosi e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1251 giorni

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Introduzione

Quasi 200.000 mila italiani soffrono delle cosiddette malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) tra le quali si annoverano, fra le altre, la malattia di Crohn e la colite ulcerosa: si tratta solo di una stima poiché manca un registro epidemiologico regionale e nazionale.

Quello che risulta però evidente è l’aumento, in questi ultimi anni, dell’incidenza delle MICI fra i bambini; sembra inoltre che negli anni ’70 fosse più colpito il Nord Europa, mentre a partire dagli anni ’90 è cresciuta notevolmente la casistica nel Sud Europa, mentre al Nord la situazione è rimasta pressoché stabile.

La causa dell’infiammazione cronica dell’intestino è tutt’ora sconosciuta. Per spiegare l’origine delle MICI sono state avanzate diverse ipotesi tra le quali, la più “gettonata”, è quella di una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino verso antigeni ivi normalmente presenti. Le ricerche hanno riscontrato un certo grado di familiarità, cioè la tendenza ad un maggior rischio nei parenti delle persone affette, tuttavia le MICI non sono malattie ereditarie.

La colite ulcerosa era già nota nel lontano 1859, mentre la malattia di Crohn è stata scoperta più recentemente, nel 1932, dai dottori Crohn da cui appunto prende il nome.

La colite ulcerosa colpisce essenzialmente il retto, a volte può estendersi anche in parte o totalmente al colon, mentre non interessa mai altre parti dell’intestino. In presenza della malattia la mucosa della zona (o delle zone) colpita si presenta infiammata ed ulcerata, ciò determina l’insorgere di tutti  i sintomi caratteristici.

La colite ulcerosa di solito ha un andamento benigno e permette una vita abbastanza normale, in alcuni casi più gravi tuttavia la malattia può portare ad un netto peggioramento delle condizioni generali ed alla comparsa di serie complicanze come l’anemia grave, perforazione, colon tossico che richiedono il ricovero ospedaliero ed una terapia intensiva. Se la terapia farmacologica non risulta efficace si deve ricorrere all’intervento chirurgico che può eliminare totalmente la malattia conservando l’evacuazione naturale, senza ricorso cioè all’impianto dell’ano artificiale.

Da una ricerca emerge che con una colite ulcerosa estesa presente per più di 10 anni aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare il cancro del colon, tuttavia questo rischio diminuisce se il paziente segue una terapia cronica a base di antiinfiammatori.

La malattia di Crohn invece può manifestarsi in tutto il canale alimentare, dalla bocca fino all’ano. In realtà si è visto che nella maggior parte dei casi interessa la parte finale dell’intestino tenue (ileite) e tratti variabili del colon (colite) o entrambe le zone (ileo-colite). I segmenti intestinali colpiti risultano ispessiti, infiammati, edematosi ed ulcerati in tutto lo spessore della parete. L’instaurazione di questi fenomeni è lenta, ma costante e progressiva.

Possono verificarsi complicanze locali come ascessi, fistole addominali e perianali, perforazioni, emorragie intestinali, oltre a varie complicanze sistemiche.

Purtroppo anche per la malattia di Crohn non esistono cure definitive, infatti anche l’intervento chirurgico di rimozione del tratto di intestino malato, necessario nei casi più gravi, è seguito nell’80% dei casi da una recidiva entro l’anno. Poichè è una patologia che colpisce prevalentemente i giovani, in genere si opta per un intervento chirurgico solo nei casi estremi in cui i pazienti non rispondono più alla terapia medica o solo in caso di complicanze molto gravi.

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn possono manifestarsi a tutte le età, tuttavia l’incidenza più elevata si ha tra i 20 e i 40 anni per la prima e tra i 15 e i 35 per la seconda.

Abbiamo visto come l’insorgenza di complicanze può rendere necessario l’intervento chirurgico, tuttavia per la malattia di Crohn questa necessità si verifica molto meno spesso e l’asportazione dell’intestino è generalmente più estesa nei casi di colite ulcerosa che richiedono l’intervento.

I sintomi

Molto spesso queste due malattie assumono un quadro clinico molto simile ed è per questo che non è facile diagnosticarle esattamente: la sigla MICI le comprende entrambe indistintamente. Sono caratterizzate dall’alternarsi di fasi di benessere e periodi di riacutizzazione. La cronicità delle due patologie non esclude che i pazienti possano godere di un periodo prolungato di benessere, ma sicuramente implica che la fase acuta di infiammazione possa ricomparire periodicamente facendo sospettare che, anche quando il paziente sta bene, un certo grado di infiammazione permanga nei tessuti intestinali.

Il quadro clinico può essere molto variabile nel tipo e nel grado di intensità dei sintomi.

I sintomi più comuni sono:

  • diarrea ricorrente più o meno abbondante con o senza sanguinamento o emissione di muco rettale,
  • diarrea accompagnata spesso da dolori addominali anche forti (alcune volte possono essere scambiati per attacchi di appendicite),
  • a volte può presentarsi anche febbre e dimagrimento causato dalla diminuzione di appetito o da malassorbimento (possono verificarsi cali di 10-15 kg nel giro di poco tempo).

E’ facile che in caso di colite ulcerosa sia presente il sanguinamento del retto ed anche il tenesmo, cioè il frequente stimolo all’evacuazione.

Diagnosi

Entrambe le patologie possono dar luogo a complicanze extraintestinali che possono interessare l’apparato articolare, quello renale, quello oculare, quello epatico e quello cutaneo. Si può anche avere anemia. A causa di queste complicanze è necessaria una stretta integrazione tra diverse specialità cliniche, infatti quando i sintomi di esordio sono extraintestinali come per esempio un eritema nodoso ad una gamba o problemi oculari dovuti alla malattia di Crohn, la diagnosi può risultare difficile e sicuramente più lenta. C’è da dire che negli ultimi anni però le tecniche diagnostiche sono molto migliorate e che il periodo che intercorre fra la manifestazione dei disturbi e la diagnosi definitiva si è molto ridotto rispetto al passato: la media europea per una diagnosi corretta di MICI è di 8-12 mesi; mentre un po’ più di tempo occorre per un’analisi differenziale fra colite ulcerosa, malattia di Crohn e colite indeterminata.

La diagnosi, oltre che sulla storia clinica dei sintomi già descritti, si basa sia su dati di laboratorio: VES, albuminemia, coprocultura, ricerca del sangue occulto nelle feci, ricerca di particolari tipi di anticorpi ecc. e sia su esami strumentali come l’ecografia addominale, il clisma opaco a doppio contrasto, la scintigrafia, la radiologia diretta dell’addome, la TAC, l’RMN, la colonscopia. La biopsia del tessuto colpito, prelevato tramite l’endoscopia, resta tuttavia la sola “prova del nove” per la conferma definitiva della diagnosi.

Dieta

Premesso che, al momento, non esiste prova della correlazione tra tipo di alimentazione e comparsa di colite ulcerosa o malattia di Crohn, proviamo a valutare come variare la dieta per prevenire le recidive e dare sollievo ai sintomi intestinali.

Premessa fondamentale ad ogni tipo di dieta, e nel caso di pazienti malati di malattie intestinali non è un’eccezione, è la pianificazione di una alimentazione completa ed equilibrata.

Molti pazienti addirittura non necessitano di alcun aggiustamento della dieta, perché in grado di tollerare adeguatamente ogni tipo di cibo. Soggetti più sensibili trovano invece sollievo da una dieta più leggera e povera di fibre, evitando anche in particolar modo gli alimenti piccanti.

Evitare cibi ricchi di fibre significa limitare il consumo di frutta e verdura, noci ed in generale derivati dei cereali integrali; molto spesso, per compensare eventuali carenze vitaminiche dovute alla limitazione di frutta e verdura, vengono consigliati integratori polivitaminici.

Il riso è meglio digerito di patate e pane, il cui consumo deve essere moderato. al pari di legumi secchi e funghi.

L’intolleranza al lattosio è abbastanza comune nei pazienti con Crohn e colite, per cui le persone con queste malattie dovrebbero limitare il più  possibile l’assunzione di latti e latticini. Nei pazienti che lo tollerano, il latte e i prodotti che lo contengono sono una buona fonte di sostanze nutritive tale da incoraggiarne il consumo.

Nei pazienti malati di Crohn/colite ulcerosa assume un’importanza vitale anche un’adeguata assunzione di liquidi, utili a reintegrare le perdite dovute alla frequente dissenteria. In questo modo si riduce inoltre la probabilità di sviluppo di calcoli renali, purtroppo abbastanza frequenti.

(fonte: Dieta per malati di Crohn e colite ulcerosa)

Cura

La terapia medica è essenzialmente farmacologica e mira ad eliminare i sintomi nel tempo, prevenendo e curando le possibili complicanze. I farmaci più usati sono mesalazina, cortisone, immunosoppressori, antibiotici. I farmaci di ultima generazione sono quelli biologici (infliximab ed adalimumab) che svolgono un’azione antiinfiammatoria specifica, infatti sono capaci di inibire selettivamente l’azione delle citochine ad azione proinfiammatoria o di bloccare l’infiammazione a vari livelli.

L’infliximab è stato il primo ad entrare in commercio ed è utilizzato in Europa da più di quattro anni; la sua efficacia è stata dimostrata nel 60-70% dei casi di malattia di Crohn non rispondente alle terapie tradizionali. La sua somministrazione per via endovenosa ogni 8 settimane si è rivelata efficace nel mantenere sotto controllo la remissione della malattia. Visti i possibili effetti collaterali, anche seri, e la modalità di somministrazione (lenta iniezione endovenosa) ad oggi i farmaci biologici sono somministrati solamente in centri ospedalieri specializzati a seguito di attenta valutazione delle possibili alternative mediche e chirurgiche, in modo da ottimizzare il rapporto costo-beneficio dell’uso di queste nuove terapie appunto molto costose.

Ma i costi?

Come accade in genere per le malattie croniche, i costi non sono legati strettamente al trattamento farmacologico o chirurgico necessario, ma anche e sopratutto alla riduzione della capacità lavorativa degli interessati, alle loro difficoltà nelle relazioni sociali e al generale peggioramento della qualità della vita. I costi diretti ed indiretti sono costanti e spesso crescono con l’avanzare della malattia.

Una ricerca condotta dall’AMICI (Associazione per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino) condotta su 417 malati di MICI ha rivelato che la spesa media annuale per l’acquisto di farmaci e per effettuare esami senza esenzione supera i 600€ nel 18,8% dei casi e si colloca tra i 300-600€ nel 26,7%.

E’ facile immaginare come questa spesa possa incidere significativamente nel bilancio familiare, è per questo che molte associazioni si battono per cercare di ampliare le prestazioni sanitarie esenti da ticket ad alcuni esami clinici e strumentali.

Inoltre le nuove terapie sono ancora molto costose: si pensi che il costo annuo di mantenimento con infliximab di un solo paziente si aggira intorno ai 10.000€.

Il decorso cronico di queste malattie richiede adeguati controlli periodici clinico-strumentali ed anche questo aspetto incide sul bilancio familiare ed il paziente non ha scelta perché una malattia intestinale fuori controllo può essere molto invalidante e molto costosa per il paziente e per la società; pertanto i controlli vanno sempre eseguiti proprio per mantenere più a lungo possibile la fase di remissione e per trattare in modo corretto e tempestivo le ricadute, limitando il rischio di complicanze anche serie.

Si diceva dei costi indiretti, ebbene la stessa associazione AMICI ha chiesto una maggiore tutela sul luogo di lavoro per i pazienti affetti da MICI, che spesso devono affrontare discriminazioni e mobbing. Da una ricerca svolta è emerso che il 25,1% degli intervistati ha riscontrato limitazioni nella carriera, il 10,9% è stato obbligato a cambiare mansione e il 27,8% si è visto penalizzare il reddito.

Per approfondire:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Vincenzo

    Salve dottore mi scusi,il morbo di crohn viene diagnosticato in base agli esami del sangue alterati o normali? e dall’ecografia all’addome si vede?

  2. Anonimo

    Salve volevo giusto chiarire un dubbio a me ormai caro. Recentemente mi sono accorta di avere vicino l’ano una specie di pallina esterna. Essa è fatta di carne, se premo sembra essere più dura e allora leggermente dolente (non eccessivamente ed io ho una soglia del dolore molto limitata, perciò anche un pizzicotto per me può essere doloroso). Non so ancora cosa sia con certezza, però do per scontato che avrò qualche problema di stomaco, ancora da definire chiaramente. Dico che do per scontato di averne uno perché da un paio di annetti spesso, avverto pesantezza alla bocca dello stomaco, con annessa difficoltà respiratoria avendo questo peso. Leggendo degli articoli sono molto spaventata poiché ho letto che proprio una malattia letale come il morbo di crohn può essere la causa di una simil “pallina” come quella che mi è spuntata. Due anni fa ho fatto un eco all’addome, dalla quale apparte il gas intestinale eccessivo, non è emerso nulla di che. Se avessi avuto qualcosa di grave, come questa terribile malattia, si sarebbe visto? Non credo, vero?:(
    Inoltre a parte se può, la prego di rispondere a questa mia altra domanda: se ad esempio decidessi di provare una soluzione, una pomata come ad esempio la soluzione H per questa pallina che ho, potrebbe migliorare se fosse dovuta proprio al MC (che spero di non avere)? O se la natura di questa pallina è legata a tale patologia, non potrebbe guarire nemmeno con una soluzione h?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo di pensare al Crohn, ma è comunque consigliabile una visita medica per una diagnosi esatta; probabilmente sarà un’emorroide, ma è da verificare che non si tratti di condiloma.

    2. Anonimo

      Grazie dottore, è stato molto gentile. Il condiloma in se è qualcosa di grave? Inoltre dottore, ma l’emorroide non fuoriesce dall’ano? Questa pallina che ho avuto la sfortuna di vedere, non esce da lì ma è vicinissimo a lì. Poi, scusi la domanda, forse poco intelligente ma.. Le emorroidi possono presentarsi pure di piccole dimensioni? Perché questa pallina è praticamente un cece, insomma non è poi così grande. Se la schiaccio è come se “rientrasse” ma si sente comunque un qualcosa di duro. Ad ogni modo, sospetto il Chron perché da tempo ormai, sono sicura di avere dei problemi di stomaco gravi (secondo me) in quanto ho una forte sensazione di pesantezza alla bocca dello stomaco che mi impedisce di respirare bene. Adesso, siccome ho letto, che in caso di infezioni allo stomaco, (non necessariamente il MC) si possono verificare delle “palline” nella zona anale. E quindi per questo adesso sono troppo spaventata.
      Se sì trattasse di una pallina dovuta al MC dovrebbe poter andar via con una soluzione tipo H oppure essendo appunto legata ad una malattia infettiva dello stomaco non andrebbe comunque via perché il problema deriverebbe da un’altra parte? Scusi se mi sono dilungata, ma almeno quello che avevo da dire gliel’ho detto e spero che lei possa fornirmi, leggendo attentamente rigo per rigo, una risposta abbastanza dettagliata. La saluto, e spero in una sua risposta che possa farmi tornare il sorriso, perché l’ansia mi sta fregando tantissimo. Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il condiloma non sarebbe grave, ma è da valutare.
      2. Le emorroidi quando si infiammano possono essere esterne od interne.
      3. Sì, possono essere anche piccole.
      4. Si rivolga con fiducia al medico per una diagnosi e si tolga dalla testa il Crohn. 😉

    4. Anonimo

      Grazie ancora per il suo tempestivo intervento. Devo ammettere che leggere le sue risposte mi ha comunque un po tranquillizzata, ma ad ogni modo perché secondo lei, stando a quanto le ho scritto, il MC potrebbe essere anche escluso? Scusi, ma sa..

    5. Anonimo

      Sintomi del tipo? Leggendo sul web invece ho riscontrato dei sintomi che non so se sono legati a ciò o se sono solo coincidenze.

    6. Anonimo

      Ad esempio c’è scritto di dolori simili a quelli dell’appendicite, a me capita che se schiaccio vicino l ombelico (a destra) sento un dolorino! C’entra qualcosa!?

    7. Anonimo

      Sangue no, non mi pare di averne visto. Però episodi di diarrea ne ho avuti. Ma non diarrea del tipo che sono stata per un giorno intero o più, ad andare in bagno ed evacuare feci liquide. Ma in ogni caso il dolore al fianco destro è un dolore che si ha pur senza toccare!? Perché a me capita se presso quella zia vicino ombelico!

    8. Anonimo

      In genere la diarrea non ti da quella sensazione di dover svuotarsi spesso? Io non ho avuto questa sensazione. È capitato solamente che dovendo andare in bagno, si è verificato questo caso. Una volta finito, non dovevo dopo mezz’ora in bagno per evacuare. Non penso quindi che sia una diarrea “patologica” seppur sempre diarrea è. O sbaglio?

    9. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra un po’ d’ansia e forse colon irritabile.

    10. Anonimo

      Che sia una persona ansiosa è vero, per il colon irritato non saprei. Quali sintomi da?

    11. Anonimo

      Inoltre dottore, scusi l’insistenza, ma un problema del genere possa essere la causa di questa sensazione costante che ho di pesantezza alla bocca dello stomaco e stomaco? Con quindi, conseguente difficoltà a respirare avendo questo peso.

    12. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra più ansia/gastrite, che non esclude il fatto che possa esserci anche colon irritabile.

    13. Anonimo

      Io credevo fosse praticamente al 100% letale! A quanto pare le mie paranoie mi hanno fatto credere cose che non sono?!

    14. Anonimo

      Grazie infinite. Non è la mia priorità far sparire questa pallina, ma vorrei che andasse via. Vorrei provare qualcosa che se usato in modo adeguato possa aiutarmi senza effetti indesiderati. Cosa ne pensa della soluzione H? Potrebbe aiutarmi se si trattasse di un emorroide, no? Nel caso fosse dovuta a problemi di stomaco potrebbe comunque aiutarmi nel suo trattamento o no?

    15. Dr. Cimurro (farmacista)

      SI rivolga al medico, prima di tutto serve una diagnosi.

  3. roberto

    salve io soffro di rettocolite ulcerosa vorrei dei chiarimenti riguardo la dieta da seguire in quanto non vi è un accurata informazione in tal senso.ho letto cose discordanti sull assunzione dei cereali e fibre,c è chi dice che vanno assunti e chi dice di evitarli.sappiamo che l alcool,il piccante,il caffè, il te,bevande gassate ecc ecc non vanno presi ma per il resto non so cosa fare…spero in una risposta e la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere il consumo di fibre è assolutamente consigliabile, nelle giuste dosi ed introdotta in modo graduale; va sospesa durante gli episodi acuti.

  4. roberto

    la ringrazio proverò ad intraprendere questa strada sperando di trovare giovamento e senza gonfiore…

    1. nanda

      Mi scusi dottore cosa può essere che ho sempre lo stimolo di evacuare e come mi siedo mi passa inoltre ho scoperto che delle volte mi è piu facile in piedi altre accovacciata anche se le feci sono liquide ma molte volte mi devo stimolare altrimenti non riesco ad andare di corpo

  5. mariangela

    Salve,ho un mio cuginetto k non sta bene da qualche anni di una malattia di cronh ha avuto un intervento quasi un anno fa ha fatto solamente un buco sull’addome e ha tolto un piccolo pezzettino intestino,e all’inizio stava già cominciando a stare meglio. Andando avanti le cose non sono andati bene ha fatto le analisi e x l’anemia sempre più alta e non sta sempre bene e non ha più forza e ora e’ in ospedale gli stanno facendo la trasfusione, e questo m spaventa sempre e ho paura k non ce la fara’ xke’ ogni vola k mangia e ogni volta k prende la vitamina escono sempre e non rimane niente nell’intestino mm i spieghi k succede? E’ molto grave?

  6. Valya El B

    Salve dottore,
    Una persona a me cara combatte da anni con problemi intestinali forte diarrea e dolori di pancia. Ultimamente le è stato diagnosticato possibile morbo di crohn. Però non esce fuori ne dalle due colon fatte ne dagli esami fatti. Nonostante questo ha cominciato una terapia con medrol 16mg e mesalazina durata due mesi senza miglioramenti al termine addirittura è stato portato al pronto soccorso perchè i dolori e la diarrea erano molto forti. durante l’assunzione di medrol sono usciti dei sintomi alquanto strani. l’ugola si era infiammata con relativo prolungamento e so uscite anche strane bolle in bocca di colore scuro. ora vorrei sapere se si tratta effettivamente del morbo di crohn e se i sintomi venut dopo sono collegabili o meno. grazie anticipatamente per la risposta. Siamo disperati non sappiamo più a chi rivolgerci. Grazie ancora

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma onestamente non mi sento in grado di esprimere giudizi.

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