Morbo di Crohn: sintomi, diagnosi e dieta

Ultimo Aggiornamento: 17 giorni

Introduzione

Il morbo di Crohn è una malattia cronica che provoca infiammazione e irritazione dell’apparato digerente; colpisce in particolar modo l’intestino tenue e l’inizio dell’intestino crasso, ma di fatto può interessare qualunque porzione dell’apparato digerente, dalla bocca fino all’ano.

Il morbo di Crohn fa parte delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), di cui per esempio fanno parte anche la colite ulcerosa e la colite microscopica.

La malattia in genere insorge gradualmente e tende a peggiorare nel tempo, anche se può dare periodi di remissione della durata di settimane o anche anni.

Si stima che in Italia siano interessati da una qualche malattia infiammatoria intestinale circa 150-200000 pazienti, di cui probabilmente il 30-40% affetti dal morbo di Crohn (negli Stati Uniti si ritiene che oltre mezzo milione di persone sia colpita dal morbo); esistono studi scientifici che dimostrano come nel tempo l’incidenza della malattia sia aumentata, sia negli Stati Uniti che in altre parti del mondo, anche se ad oggi i motivi di tale aumento non sono noti.

Poichè molte persone affette dalla malattia di Crohn presentano sintomi per anni prima che venga formulata una diagnosi, si raccomanda di contattare il medico curante in caso di:

  • diarrea persistente,
  • dolore addominale,
  • perdita di peso inspiegabile,
  • sangue nelle feci.

Ad oggi purtroppo non c’è cura per il Crohn; il trattamento mira al controllo dei sintomi e alla prevenzione delle complicazioni, ma è da notare che alcuni pazienti possono andare incontro a periodi di remissione anche piuttosto lunghi, in cui si assiste alla completa assenza di sintomi.

Cause

Le cause esatte alla base della comparsa del morbo non sono ad oggi note, ma l’opinione più diffusa è che possa essere il risultato di una combinazione di numerosi fattori.

  • Reazione autoimmune: Il morbo può essere dovuto a una reazione autoimmune, una condizione in cui il sistema immunitario attacca cellule sane dell’organismo. Si ritiene che i batteri del tratto digerente possano attivare erroneamente il sistema immunitario. Questa risposta del sistema immunitario è causa di infiammazione, inducendo i sintomi del morbo di Crohn.
  • Genetica: Talvolta l’andamento del morbo è famigliare. La ricerca ha dimostrato che le probabilità di sviluppare la malattia sono maggiori con un consanguineo (fratello o genitore) affetto dal morbo. Il legame tra geni e morbo di Crohn è tuttora oggetto di studi.
  • Altri fattori:
    • Il fumo sembra associato a un rischio raddoppiato di sviluppare il morbo di Crohn.
    • Alcuni farmaci, tra cui gli antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’aspirina o l’ibuprofene, antibiotici e pillole anticoncezionali sembrano leggermente aumentare il rischio di avere la malattia.
    • Anche una dieta ad alto contenuto di grassi sembra legata a incidenze del morbo leggermente maggiori.
    • Lo stress e l’assunzione di specifici cibi non causano il morbo di Crohn, mentre possono essere causa di peggioramento dei sintomi.

Un’interessante revisione pubblicata su Lancet che ha preso in esame quasi 200 studi presenti in letteratura evidenzia uno stretto legame tra la diffusione delle malattie infiammatorie intestinali (Crohn e rettocolite ulcerosa) e il grado di “occidentalizzazione” di un Paese; i ricercatori puntano il dito ovviamente sulla dieta, ma anche sull’urbanizzazione della società.

Il morbo può insorgere a qualunque età, anche se tende a manifestarsi in soggetti:

  • tra i 20 e i 29 anni,
  • con un consanguineo (genitore o fratello) portatore di MICI,
  • fumatori di sigaretta.

Sintomi

I sintomi più comuni del morbo di Crohn sono:

Altri sintomi possono comprendere:

  • anemia,
  • rossore o dolore degli occhi,
  • stanchezza,
  • febbre,
  • dolori articolari,
  • nausea o perdita dell’appetito,
  • modifiche della pelle, in particolare tumefazioni arrossate.

I sintomi variano secondo le sedi e la gravità dell’infiammazione, inoltre possono verificarsi lunghi periodi, che durano settimane o mesi, in cui i sintomi regrediscono fino a diventare molto lievi o addirittura sparire del tutto (remissione), seguiti da periodi in cui i sintomi si riacutizzano.

Alcuni studi suggeriscono che lo stress, compreso quello di convivere con il morbo, può far peggiorare i sintomi. Alcuni soggetti, inoltre, possono associare alcuni cibi all’insorgenza o al peggioramento dei sintomi.

Rispetto alla rettocolite ulcerosa è possibile individuare alcune importanti differenze relative ai sintomi con cui queste malattie infiammatorie intestinali si presentano (fonte tabella: Wikipedia):

Malattia di Crohn Colite ulcerosa
Defecazione Talvolta steatorrea (presenza di grassi nelle feci) Presenza di sangue e muco
Sensazione di incompleto svuotamento rettale Poco comune Molto comune
Febbre Comune Indicazione di grave malattia
Fistole Comune Raramente
Perdita di peso Spesso Raramente

Complicazioni

Tra le complicanze più comuni ricordiamo:

  • Ostruzione intestinale. Il morbo di Crohn tende a ispessire la parete intestinale. Nel tempo le aree ispessite possono restringersi, bloccando l’intestino. Un’ostruzione intestinale parziale o completa (anche detta blocco intestinale) arresta la progressione del cibo e delle feci lungo il tubo digerente.
  • Fistole. Nel morbo di Crohn l’infiammazione può interessare tutto lo spessore della parete intestinale e scavare delle gallerie, dette fistole. Una fistola è una via di comunicazione abnorme tra due organi o tra un organo e l’esterno del corpo. Le fistole si possono infettare.
  • Ascessi. L’infiammazione della parete intestinale può anche determinare l’insorgenza di ascessi. Un ascesso è una sacca infetta dolente, gonfia e piena di pus.
  • Ragadi anali. Si tratta di piccole lacerazioni dell’ano, che possono causare prurito, dolore o sanguinamento.
  • Ulcere. Qualunque processo infiammatorio lungo il tratto digerente può generare ulcere, ossia piaghe aperte, nella bocca, nel tratto intestinale, a livello dell’ano o del perineo.
  • Malnutrizione. Uno stato di malnutrizione insorge quando il corpo non assimila una quantità di vitamine, minerali ed elementi nutritizi sufficiente a mantenere in salute tessuti e funzionalità degli organi.
  • Infiammazioni in altre parti del corpo. Possono infiammarsi le articolazioni, gli occhi e la pelle.

Patologie associate al morbo di Crohn

Se il morbo di Crohn interessa l’intestino crasso, aumenta la probabilità di sviluppare un carcinoma del colon. Trattare adeguatamente il morbo e riuscire a mantenerlo in remissione può ridurre le probabilità di sviluppare tale cancro.

Consultarsi con il medico per la frequenza degli esami di screening del carcinoma del colon. Lo screening è la ricerca di malattie tramite esami specifici in soggetti asintomatici. Lo screening del cancro del colon può richiedere la colonscopia con biopsia. Lo screening non riduce di per sé le probabilità di sviluppare il cancro, ma può aiutare a identificarlo in fase precoce, aumentandone le possibilità di guarigione.

Diagnosi

La diagnosi richiede tipicamente il ricorso a una combinazione di esami. Il medico raccoglierà un’anamnesi dettagliata, compresa l’assunzione di farmaci e la storia famigliare, ed eseguirà l’esame obiettivo.

Esame obiettivo

Durante l’esame obiettivo il medico tipicamente:

  • controlla il gonfiore o la distensione dell’addome,
  • ascolta i suoni addominali con un fonendoscopio,
  • palpa l’addome per identificare aree dolenti e controllare le dimensioni del fegato e della milza.

Analisi diagnostiche

I seguenti esami possono essere utili per la diagnosi di morbo di Crohn:

  • esami di laboratorio (urine e sangue),
  • studio radiografico del tratto GE superiore,
  • tomografia computerizzata (TAC),
  • endoscopia intestinale.

Possono essere condotti anche altri esami per escludere altre malattie, come la colite ulcerosa, la malattia diverticolare o il cancro, che danno sintomi simili a quelli del morbo di Crohn.

Esami di laboratorio

Possono essere utili i seguenti esami di laboratorio:

  • Esami del sangue; un campione di sangue viene prelevato da personale sanitario e analizzato in laboratorio alla ricerca di modifiche di:
    • globuli rossi (eritrociti). In caso di riduzione del numero o delle dimensioni, il soggetto può essere anemico,
    • globuli bianchi (leucociti). Una conta leucocitaria superiore al normale può essere indicativa di infiammazione o infezione da qualche parte nel corpo.
  • Analisi delle feci. Consiste nell’analisi di un campione di materiale fecale. Quest’ultimo dovrà essere raccolto tramite un apposito contenitore. Il campione da analizzare dovrà essere prelevato e inviato secondo le istruzioni ricevute. L’analisi delle feci serve a escludere altre cause di malattie intestinali.

Endoscopia intestinale

L’endoscopia è il modo più accurato per diagnosticare il morbo di Crohn ed escludere altre patologie come la colite ulcerosa, la malattia diverticolare o il cancro.

La colonscopia permette l’osservazione dall’interno del retto e di tutto il colon tramite un colonscopio, ossia un tubo lungo, sottile e flessibile dotato a un’estremità di una luce e di una piccola videocamera. È possibile ricercare eventuali segni di morbo di Crohn anche nell’ileo.

L’esame viene svolto da un medico appositamente formato in ambiente ospedaliero o in un centro ambulatoriale. Prima della procedura, bisognerà seguire alcune istruzioni specifiche propedeutiche all’esame. Durante la procedura, vengono somministrati sedativi, analgesici o anche anestetici.

Il colonscopio viene inserito attraverso l’ano con il paziente sdraiato su un lettino, e guidato lentamente attraverso il retto e il colon fino alla parte terminale dell’ileo. In caso di sospetto morbo di Crohn, verranno prelevati campioni per la biopsia da ileo, colon e retto. I prelievi sono indolori.

Durante l’endoscopia del tratto gastroenterico (GE) superiore l’endoscopio viene usato per studiare il tratto digerente o gastroenterico prossimale.

L’esame viene svolto da un medico appositamente formato in ambiente ospedaliero o in un centro ambulatoriale. Prima della procedura, bisognerà astenersi dall’assumere cibi solidi e liquidi. Occorrerà seguire apposite istruzioni per prepararsi all’esame endoscopico. In genere, viene somministrato un anestetico liquido per addormentare la gola e un blando sedativo per aiutare il paziente a rilassarsi durante la procedura.

Il medico introduce quindi con cautela l’endoscopio in esofago e poi nello stomaco e nel duodeno.

Durante un’enteroscopia, il medico studia l’intestino tenue con uno speciale endoscopio più lungo, usando una delle procedure seguenti:

  • enteroscopia a spinta, in cui la porzione più alta dell’intestino tenue viene esaminata tramite un lungo endoscopio,
  • enteroscopia a pallone singolo o doppio, in cui vengono usati dei palloncini per spostare l’endoscopio nell’intestino tenue,
  • enteroscopia a spirale, in cui un tubo attaccato all’endoscopio viene usato come un cavaturacciolo per spostare l’endoscopio nell’intestino tenue.

L’endoscopia con videocapsula richiede l’ingestione di una capsula contenente una minuscola videocamera che consente al medico di visualizzare l’interno del tratto digerente. Prima della procedura, bisognerà astenersi dall’assumere cibi solidi e liquidi. Occorrerà seguire apposite istruzioni per prepararsi all’esame endoscopico con videocapsula. Questa procedura non richiede anestesia.

Il test inizia in un ambulatorio, dove si ingerirà la videocapsula. È quindi possibile lasciare l’ambulatorio. Via via che transita attraverso il tratto digerente, la videocapsula registra e trasmette immagini a un piccolo ricevitore indossato dal paziente. Completata la registrazione, il medico scarica e rivede le immagini. La videocapsula viene quindi espulsa con la defecazione; può essere tranquillamente eliminata nello scarico del gabinetto.

Studio radiografico del tratto GE superiore

Questa procedura è basata sull’acquisizione di radiografie combinate a un liquido gessoso, il bario, e serve a studiare il tratto GE superiore.

La procedura viene eseguita da un tecnico e da un radiologo in ospedale o in un centro ambulatoriale. Prima della procedura, bisognerà astenersi dall’assumere cibi solidi e liquidi. Occorrerà seguire apposite istruzioni per prepararsi all’esame radiografico. Questa procedura non richiede anestesia.

La procedura viene eseguita con il paziente in posizione seduta o eretta di fronte all’apparecchio radiologico e richiede l’ingestione del bario. Questo liquido rende visibile ai raggi X il tratto GE superiore. Il paziente viene quindi posto supino sul lettino radiologico, mentre il radiologo osserva in scopia lo spostamento del bario attraverso il tratto GE superiore.

TAC

La TAC impiega una sequenza di raggi X e un’elaborazione computerizzata per generare sezioni del tratto digerente.

Per questo esame, può essere necessario somministrare al paziente una soluzione da bere e l’iniezione di un colorante speciale, detto mezzo di contrasto. Il mezzo di contrasto facilita la visualizzazione delle strutture interne del corpo. Durante l’esame, il paziente è sdraiato su un lettino che scorre in un dispositivo a tunnel in cui avviene l’acquisizione radiologica. La TAC permette di diagnosticare sia il morbo di Crohn che le sue complicanze.

Cura

Il morbo di Crohn viene trattato con

  • farmaci,
  • riposo intestinale
  • e chirurgia.

Non esiste un singolo approccio terapeutico sempre efficace. Gli scopi del trattamento sono

  • la riduzione dell’infiammazione intestinale,
  • la prevenzione delle recrudescenze sintomatiche
  • e il mantenimento delle remissioni.

Farmaci

Molti casi di morbo di Crohn hanno bisogno di farmaci. Il tipo di medicine indicato dipende dai sintomi.

Nessun farmaco riesce a guarire il morbo, ma molti riescono a ridurne i sintomi.

Gli aminosalicilati contengono acido 5-aminosalicilico (5-ASA), che aiuta a controllare l’infiammazione. Gli aminosalicilati vengono in genere impiegati per trattare i soggetti in cui il morbo sia stato appena diagnosticato e che hanno sintomi lievi. Sono esempi di aminosalicilati:

  • mesalazina (Asacol®, Asalex®, …),
  • balsalazide,
  • mesalamina,
  • olsalazina,
  • sulfasalazina.

Gli aminosalicilati possono dare i seguenti effetti collaterali:

  • diarrea,
  • mal di testa,
  • bruciore di stomaco,
  • nausea e vomito,
  • dolori addominali.

I corticosteroidi (cortisone) aiutano a ridurre l’attività del sistema immunitario e diminuiscono l’infiammazione. Il medico prescrive i corticosteroidi nei soggetti con sintomi moderati o gravi. Sono corticosteroidi:

  • budesonide,
  • idrocortisone,
  • metilprednisolone,
  • prednisone.

Sono effetti collaterali dei corticosteroidi:

Nella maggior parte dei casi questi farmaci non vengono prescritti per un impiego protratto.

Gli immunomodulatori riducono l’attività del sistema immunitario, riducendo l’infiammazione del tratto digerente. Possono richiedere da diverse settimane fino a tre mesi prima di iniziare a mostrare efficacia. Includono:

  • 6-mercaptopurina (6-MP),
  • azatioprina,
  • ciclosporina,
  • metotrexate.

Questi farmaci vengono prescritti per indurre una remissione o quando il paziente non risponde ad altri trattamenti. Possono dare i seguenti effetti collaterali:

  • leucocitopenia (ridotte quantità di globuli bianchi), con maggiori rischi di contrarre infezioni,
  • stanchezza,
  • nausea e vomito,
  • pancreatite.

Le ciclosporine vengono prescritte in genere solo a fronte di forme gravi, perché hanno effetti collaterali importanti. Rischi e benefici vanno discussi approfonditamente con il medico.

Le terapie biologiche comprendono farmaci in grado di attaccare proteine prodotte dal sistema immunitario. Neutralizzare queste proteine riduce l’infiammazione intestinale. Le terapie biologiche inducono remissioni rapidamente, specialmente nei pazienti che non rispondono ad altri trattamenti. Comprendono:

  • adalimumab e adalimumab-atto,
  • certolizumab,
  • infliximab e infliximab-dyyb,
  • natalizumab,
  • ustekinumab,
  • vedolizumab.

Viene in genere usato infliximab, somministrato in ospedale o in un centro ambulatoriale ogni 6 – 8 settimane. Gli effetti collaterali comprendono una reazione tossica al farmaco e un rischio aumentato di infezioni, soprattutto la tubercolosi.

Tra gli altri farmaci che il medico potrebbe prescrivere ricordiamo:

  • paracetamolo (Tachipirina) in caso di dolore lieve. È bene evitare l’impiego di ibuprofene, naproxene e aspirina, perché questi farmaci possono peggiorare la sintomatologia;
  • antibiotici per prevenire o trattare complicanze infettive, come ascessi e fistole;
  • loperamide (Imodium), per bloccare o rallentare episodi di diarrea intensa. Nella maggior parte dei casi, il paziente assume questo farmaco per brevi periodi perché aumenta il rischio di sviluppare il megacolon.

Riposo intestinale

In caso di forme gravi, può essere necessario far riposare l’intestino per periodi che oscillano da qualche giorno a diverse settimane. Il riposo intestinale consiste nel bere solo alcuni liquidi, senza mangiare o bere altro. Durante il riposo intestinale, il medico può:

  • prescrivere l’assunzione di liquidi contenenti nutrienti,
  • somministrare un liquido che contiene nutrienti attraverso un apposito sondino inserito nello stomaco o nell’intestino tenue,
  • sottoporre il paziente ad alimentazione endovenosa tramite uno speciale catetere inserito in una vena del braccio.

Il trattamento può richiedere il ricovero ospedaliero o essere erogabile a casa. Nella maggior parte dei casi, il periodo di riposo consente all’intestino di guarire.

Chirurgia

Molti soggetti con il morbo di Crohn necessitano di trattamenti chirurgici nonostante i farmaci.

Uno studio ha riscontrato che circa il 60% dei malati va incontro a chirurgia entro 20 anni dalla diagnosi. La chirurgia non guarisce il morbo, ma ne può trattare le complicanze e migliorare i sintomi.

In genere, la chirurgia viene raccomandata per trattare:

  • fistole,
  • sanguinamenti potenzialmente mortali,
  • ostruzioni intestinali,
  • effetti collaterali dei farmaci se tali da mettere a rischio la salute,
  • i sintomi, se i farmaci si rivelano inefficaci.

Esistono diverse opzioni chirurgiche per il trattamento del morbo di Crohn e tutte richiedono anestesia generale e degenze ospedaliere tipiche di 3 -7 giorni dopo l’intervento. Il pieno recupero necessita di 4 – 6 settimane.

Resezione dell’intestino tenue

Questa chirurgia consiste nella rimozione di parte dell’intestino tenue. Può rendersi necessaria nei casi di ostruzione intestinale o di grave interessamento dell’intestino tenue.

Esistono due tipi di resezione dell’intestino tenue:

  • Laparoscopica, in cui il chirurgo esegue una serie di piccole incisioni (poco più di un cm) sull’addome, attraverso cui introduce il laparoscopio, ossia un sottile tubo con una sorgente luminosa e una videocamera miniaturizzate in punta. La videocamera trasmette immagini ingrandite dell’interno del corpo a un monitor, consentendo un’accurata esplorazione dell’intestino tenue. Guidato dalle immagini sul monitor, il chirurgo inserisce attraverso le incisioni particolari strumenti con cui rimuovere i tratti malati o bloccati di intestino tenue. Il chirurgo ricollega quindi le estremità dell’intestino.
  • Chirurgia aperta, in cui viene praticata un’incisione di circa 15 cm sull’addome. Il chirurgo identifica i tratti malati od ostruiti di intestino tenue, che rimuove o ripara. Il chirurgo ricollega quindi le estremità dell’intestino.

Colectomia subtotale

Anche detta resezione dell’intestino crasso, consiste nella rimozione parziale di tale tratto intestinale. Può rendersi necessaria nei casi di ostruzione intestinale, fistole o di grave interessamento dell’intestino crasso. La colectomia subtotale può essere praticata per via:

  • Laparoscopica, in cui il chirurgo esegue una serie di piccole incisioni (poco più di un cm) sull’addome. Guidato dalle immagini sul monitor, il chirurgo rimuove i tratti malati o bloccati di intestino crasso e ne ricollega quindi le estremità
  • Chirurgia aperta, in cui viene praticata un’incisione di 15-20 cm sull’addome. Il chirurgo identifica e rimuove il tratto malato od ostruito di intestino crasso e ne ricollega quindi le estremità.

Proctocolectomia e ileostomia

La proctocolectomia consiste nella rimozione chirurgica di tutto il colon e del retto.

L’ileostomia è un’apertura sull’addome, cui viene abboccata una parte dell’ileo. Il chirurgo congiunge l’estremità dell’ileo a un’apertura addominale e la fissa alla pelle, creando una via di comunicazione esterna per il corpo. L’apertura, o stomia, ha dimensioni di circa 2 x 5 cm e viene in genere praticata nella parte inferiore dell’addome, appena sotto la cintola.

Alla stomia viene collegata una sacca esterna rimovibile, detta sacca da stomia, che serve a raccogliere il materiale fecale eliminato dal corpo. In pratica, le feci vengono eliminate attraverso la stomia e non più dall’ano. La stomia non ha muscoli, quindi non può controllare il passaggio delle feci, che fuoriescono liberamente.

È un intervento permanente, quindi il paziente dovrà convivere con la stomia per tutta la sua esistenza.

Trattamento delle complicanze del morbo di Crohn

Le seguenti complicanze del morbo di Crohn possono necessitare di trattamenti specifici:

  • Ostruzione intestinale. Un’ostruzione completa è potenzialmente mortale. Rappresenta un’emergenza medica. Spesso, necessita di un intervento chirurgico.
  • Fistole. La gestione delle fistole dipende dal tipo e dalla gravità. In alcuni soggetti, le fistole guariscono con farmaci e variazioni della dieta, in altri si rende necessari la chirurgia.
  • Ascessi. Vengono trattati con antibiotici e con il drenaggio. Quest’ultimo può essere eseguito per via percutanea con un ago o aver bisogno di chirurgia.
  • Ragadi anali. La maggior parte delle ragadi guarisce con un trattamento conservativo, a base di unguenti, bagni caldi e modifiche della dieta.
  • Ulcere. In genere, il trattamento del morbo di Crohn è efficace anche sulle ulcere.
  • Malnutrizione. Può essere necessario somministrare liquidi per via endovenosa o nutrienti tramite sondino per reintegrare le perdite.
  • Infiammazioni in altre parti del corpo. Posso essere trattate cambiando i farmaci o prescrivendo ulteriori medicinali.

Dieta e morbo di Crohn

Modificare la dieta può aiutare a ridurre i sintomi; possono essere utili le modifiche seguenti:

  • eliminazione delle bevande gassate o effervescenti,
  • eliminazione di cibi ad alto contenuto di fibre, come popcorn, bucce, frutta secca,
  • assunzione di molti liquidi,
  • assunzione di pasti piccoli e frequenti,
  • stesura di un diario alimentare per cercare di identificare cibi nocivi.

Secondo i sintomi o i farmaci, possono essere suggerite diete specifiche, per esempio:

  • regimi ad alto contenuto calorico,
  • alimenti privi di lattosio,
  • diete a basso contenuto di grassi,
  • diete a basso contenuto di fibre,
  • diete a basso contenuto di sodio.

Dieta e sue eventuali modifiche vanno discusse con il proprio medico, che potrà anche raccomandare integratori e vitamine in caso di malassorbimento. Per motivi di sicurezza consultare sempre il medico prima di usare integratori o di ricorrere a forme di medicina complementare o alternativa.

Fonte: NIH

Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Soffro da sempre di colon irritabile, quantomeno così mi è sempre stato diagnosticato, ma ultimamente nessuno mi toglie dalla mente che possa essere Crohn…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Decisamente improbabile che i sintomi più specifici (come il sangue nelle feci) siano sempre passati inosservati a lei e al suo medico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Più che ereditario si parla di famigliarità, quindi avere un parente stretto affetto da Crohn è un fattore di rischio importante, ma non è detto che si andrà certamente incontro allo sviluppo della malattia.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Può causare diarrea e altri disturbi intestinali, ma direttamente è improbabile che causi dissenteria (diarrea con sangue); raccomando in ogni caso di segnalarlo al medico.

  2. Anonimo

    Buona sera io soffro di problemi di diarrea da diversi anni. Negli ultimi mesi la situazione si è aggravata ho fatto un ricovero di 23 gg in gastroenterologia i risultati dopo colon scopia e gastroscopia sono stati colite cronica aspecifica.La calprocteina era alta poi rientrata. NON HO MAI SANGUINATO.
    sono un po confusa non capisco se si tratta di rettocolite o semplice colon irritabile. Meo Donatella

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In base alla diagnosi riportata non sembra rettocolite ulcerosa.

  3. Anonimo

    Buongiorno. Dal momento che non riesco ad avere risposte adeguate dal mio medico, provo a chiedere a voi qualche informazione. Ho 23 anni, sono affetto dal morbo di Crohn. In cura da agosto sotto cortisonici la situazione non migliora, anzi… accuso fitte sempre più forti e dolorose nel quadrante destro (la parte più colpita dalla malattia), ultimamente ho cominciato ad avere anche varie fitte all’ano durante l’arco della giornata. L’addome è perennemente gonfio e dolorante soprattutto al tatto, cosa che prima non si verificavo. Sempre verso la zona destra si crea proprio un rigonfiamento un po’ più pronunciato rispetto al resto dell’addome, immagino ma non sicuro che possa essereun cospiscuo concetramento d’aria. Le poche sigarette che mi concedo mi stanno ora causando un’abbassamento brusco della pressione e nausea che durano anche per diverse ore. Mi sento sempre più affaticato, stanco, infreddolito e con una sensazione a volte di febbricola. Le feci ormai completamente molli… come posso intervenire? L’appuntamento dal gastroenterologo è ancora lontano e con il passare del tempo sto solo peggiorando. Grazie mille in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo temo che sia indispensabile il parere specialistico; l’unico consiglio che posso darle, anche se probabilmente è già in atto, è quello di seguire una dieta attenta e scrupolosa.

    2. Anonimo

      La dieta la seguo alla lettera, anche con dispiacere dal momento che non sto avendo risultati positivi! Attenderò la visita specialistica, grazie mille lo stesso!

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Il fumo è il peggior nemico del Crohn, anche poche sigarette possono peggiorare di molto la situazione, per cui è essenziale smettere di fumare.

    4. Anonimo

      Provvederò ad eliminare anche quelle poche che mi concedo in settimana… grazie ancora

  4. Anonimo

    Ho 63 anni,nel 1960(avevo 8 anni sono del 1952)operato l’intestino per ben 4 volte in 10 gg i medici non sapevano la causa.Da allora sino al 1998
    ho subito 9 interventi(l’ultimo definitivo eseguito a Padova da chirurghi specializzati).Nonostante abbia il M.di Crohn mai ho avuto dolori,ad eccezione di emmorroidi fistole ragadi dovute al Crohn.Ora dal 98
    (malgrado le scariche di 6\20 al giorno)mi sento bene,mangio tutto senza problemi,curandomi con i farmaci adeguati dal mio gastrointerologo,ripeto malgrado benefici e regressi,mai ho avuto dolori,come sento parlare spesso.Posso ritenermi”fortunato”nonostante la grave patologia?
    Sono esente dai farmaci,quindi nessuna spesa anche per gli esami,ho una invalidità massima del 75 per cento,certo che gli effetti collaterali,in particolare scariche giornaliere abbondanti sono esigue ma,mi danno un certo benessere di sollievo.
    Preg.mo Dott. come giudica il mio caso?la ringrazio
    Paolo-VE-(mia e-mail) xxxxxxxxxxxxxxx
    Spero mi risponda,Ringraziandola.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è sicuramente una situazione per certi versi “fortunata”, ma in questi casi sono convinto che contribuiscano anche l’attenzione allo stile di vita (quindi merito suo) e la bravura degli specialisti che la seguono.

      PS: Mi dispiace, ma non posso offrire la risposta via mai.

  5. Anonimo

    Scrivo qui per un consulto che spero faccia chiarezza insieme a quelli di svariati medici. Sarò brevissimo perchè la mia storia è lunga circa 5 anni e non è possibile raccontarla nella sua totalità. 5 anni fa marzo-aprile 2012 fenomeno di diarrea acuto con scariche alcune di solo sangue stavo ( preparazione maturità) faccio vari esami risulta alta la calprotectina nonostante il fenomeno nel giro di pochi giorni perlomeno la fase acuta si risolve da solo. Con la calprotectina alta eseguo colonscopia il colon destro risulta infiammato alla vista ma dalle biopsie non risulta nulla di tutto ciò passano ben 3 anni con casi isolati di diarrea senza più sangue ripeto esami su esami niente anche la calprotectina si è normalizzata gli esami sono sempre perfetti non si muovono ne ves ne pcr eseguo nel giugno del 2015 anche una rmn del tenue nulla risultato tutto nella norma decido di chiudere il capitolo con la prima diagnosi virus che aveva portato al sanguinamento dovuto alle numerose scariche e i 3 anni successivi colon irritabile. Maggio 2016 ( preparazione ultimo esame università) febbre diarrea con 20 scariche di cui l’ultima e unica con un gocciolone di sangue. Di nuovo paranoia , antidiarroico e fermenti risolvono di nuovo tutto e mi rimetto in pace. Ottobre 2016 ( tesi + assunzione a lavoro ) Notte prima del primo giorno di lavoro febbre e diarrea sono fermo attualmente a 5 scariche non vedo sangue ma i sintomi sono i medesimi di sempre solo meno dolori rispetto a quelli di maggio 2016. Non ho idea di cosa fare ormai perchè nonostante i sintomi si presentino nello stesso modo regrediscono anche da soli senza cure per questo crohn che penso di avere e perchè nel mezzo da uno all’altro sto bene ingrasso e i controlli non portano mai a nulla. Ho messo tra parentesi gli eventi della vita in cui si sono manifestati i sintomi perchè mi pare evidente che siano collegati però non possono giustificarli a mio parere. Unico difetto che posso attribuirmi è un regime alimentare pessimo mangio a qualsiasi ora facendo grandi abbuffate prima del sopraggiungere dell’ultimo fenomeno deve ammettere che mi facevo praticamente una volta al giorno un frappè con nutella latte e cocco di cui vado matto ma anche questo non può a mio giudizio giustificare questi fenomeni. NON bevo ne fumo ho 24 anni e sinceramente non idea su cosa fare ? Consigli ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La diagnosi di colon irritabile è assolutamente plausibile, quindi l’unico margine di miglioramento lo troviamo in un’alimentazione migliore e lavorando sulla gestione dello stress.

  6. Anonimo

    ho un fastidio e anche un po dolore al lato sinistro in alto a vote mi si gonfia lo stomaco e la pancia tanto da sembrare incinta ho fatto ecografie negativo coloscopia pero fino al tratto cieco negativa prendo debrum capsule 2 volte al giorno devo rifare la colonscopia?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sarebbe auspicabile avere una colonscopia completa per avere un quadro più preciso, farei anche una gastroscopia per completamento diagnotico, potrebbe essere colon irritabile, colite o qualcosa relativo allo stomaco, i sintomi sono piuttosto vaghi, ma non così preoccupanti comunque. Saluti.

  7. Anonimo

    Io soffro di colite ulcerosa sto prendendo delle compresse chiamate Diathynil per causa di una forte caduta si capelli queste compresse possano dare problemi alla colite?

  8. Anonimo

    Dottore spero che possa darmi delle spiegazioni…da isso due anni ormai ho dolore parte destra del ombellico che si irradia alla zona lombare e inguine ho fatto tutti gli esami possibili e mi avevano detto colon irritabile con intolleranza al lattosio sono stata curata con tutti i tipi di antispastici che ci sono in commercio e fermenti lattici fino a due settimane fa stavo meglio ma dalla morte di mio padre sono ricaduta nell incubo dei dolori oltre ai dolori che ho sempre ho forti dolori sotto la costola destra cioè due centimetri sopra L ombellico a destra ieri non potevo nemmeno sfiorare questa parte mi faceva tanto male sentivo di tirare come un peso e nn riuscivo a stare dritta cosìche due giorni fa sono andata dalla Gastro che visitandomi pensava fosse la colecisti e mi fece L eco vedendo solo colecisti nn vide altri organi ma disse che era pulita a questo punto mi diede asacol 3 al di flagyl 3 al di e obispax per un mese mi disse dato che dalle biopsie della colon è risultato infiammazione cronica ileo colite inattiva e dal clisma tac minimo ispessimento della valvola cecale e ispessimento delle valvole conniventi e sporadici linfonodi a questo punto volevo chiederle questo dolore nuovo che ho tra ombellico e ultima costola destra e’ effettivamente il colon? O può essere fegato o stomaco?io sto morendo di paura per questi dolori io ho 36 anni una vita davanti dei bambini da crescere sento come un peso nella parte sotto la costola destra e a volte non posso nemmeno chinarmi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto porta a pensare che sia il colon irritabile, che purtroppo in caso di ansia e/o forti stress può causare dolori anche molto forti.

    2. Anonimo

      Quindi Dottore è’ il colon….ma è possibile che senta un peso sotto costola destra e sopra ombellico a destra si gonfia un po e mi prende dalla costola destra fino dietro la spalla?aento come se stesse qualcosa dentro di pesante

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, dalla storia da lei raccontata sembra esserci uno stato di infiammazione colica cronica, per cui si è possibile che tutte le manifestazioni descritte possano dipendere da quello e da eccessivo meteorismo. saluti

    4. Anonimo

      Scusi dottore se insisto ma anche quando cammino sento questo peso prima ho avuto una sensazione tipo spilli alla parte destra del ombellico ia che stesa sento questa cosa sotto la costola destra nonostante asacol e il flagyl non va via

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve davvero sforzarsi di vivere più serenamente la situazione, continuando con fiducia la cura prescritta.

    6. Anonimo

      Dottore con tutti questi medicinali posso prendere gocce lexotan? O può succedere qualcosa?

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si non ci sono controindicazioni all’uso delle gocce di Lexotan.

    8. Anonimo

      Scusi se la ridisturbo sto prendendo asacol tre volte al giorno ma ho notato nelle feci L involucro intero io ho ipercinesia del primo tratto del tenue con veloce svuotamento può dipendere da quello? Che devo fare

    9. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sì, mi viene segnalato relativamente spesso. Lo faccia presente allo specialista.

  9. Anonimo

    Salve dott.. ma i brondolii che si sentono alla parte destra cioè la parte del fegato x spiegarci e anche sintomi di colite visto che il mio dottorato. . Dice che ho colite. . E secondo voi dovrei rifare visite tomografia la ultima volta lo fatta quasi un anno fa …

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si sono di provenienza intestinale, il fegato non fa rumori; si attenga ai consigli del medico e stia tranquillo, saluti.

  10. Anonimo

    Buon pomeriggio, premetto che ho una grave allergia al nichel e da circa otto mesi non posso più mangiare pasta, pane, carne, verdura, frutta, latte e derivati, ho forti dolori nella zona appendicite (che non ho più) che si aggravano con vomito e diarrea nera quando provo a mangiare anche uno solo degli alimenti sopra citati. Ho 53 anni operata di cancro al seno sx, ipotiroidismo, da 5 anni. Ho eseguito colonscopia anche virtuale negative.Potrei essere affetta dal morbo di Cronh?? Grazie della risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se evitando gli alimenti elencati i sintomi spariscono lo ritengo poco probabile, ma come sempre quello che conta è il parere del suo medico curante.

    2. Anonimo

      Buonasera da ieri ho mal di pancia ,ma senza diarrea e ho preso 3spamex a compresse,mentre da oggi ho dolori allo stomaco, e un po di mal di schiena si potrebbe avere un consiglio ,grazie.Vorrei precisare che il mal di pancia si è tolto,e in passato ho sofferto di golite

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non assumerei nulla di mia volontà senza farmi prima valutare dal medico, per capire quale sia la possibile causa dei dolori, per cui visto che non ha grossi benefici sentirei il medico per una visita.

  11. Anonimo

    Buon giorno Dottore

    Vorrei un consiglio,circa 3 anni fa in occasione di un fine settimana ho avuto un forte fastidio sotto le costole a destra e per paura che fosse una colecisti sono andato al pronto soccorso dove mi hanno fatto una ecografia al fegato riscontrando tutto nella normalità. Dopo questo fatto la cosa é andata peggiorando in questi 3 anni successivi e oramai per almeno 10 giorni al mese ho questo dolore e senso di gonfiore addominale sempre in alto a dx con diarrea e nausea che si attenua solo dopo mangiato alla sera. Premetto che soffro di riflusso gastroesofageo e bevo molta birra ma solo alla sera dove peraltro i sintomi migliorano. L’ultima volta che ho fatto gli esami del sangue é stato l’anno scorso:

    Ggt 75
    Alt/ast perfette e allineate
    Feritina a 410(un po’ alta)
    Colesterolo 226

    Potrebbe essere celiachia?O colite ulcerosa?

    Cosa mi consiglia,perché sto sempre peggio.

    Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, i sintomi sono abbastanza vaghi ed aspecifici, le consiglio di sottoporsi a una visita medica, potrebbe essere necessaria una colonscopia e una gastroscopia, specie se soffre di reflusso. Saluti.

  12. Anonimo

    Salve,
    vorrei un consiglio da lei…. vedo che è un esperto di malattie croniche intestinali.
    Siccome ho la rettocolite ulcerosa e c è il dubbio anche del Crohn.
    Sono stato operato tre volte ed ora ricanalizzato ormai dal 2011.
    Mi hanno asportato il colon e confezionato una pouch.
    Da quel momento ho problemi di anemia sideropenica e ricorro spesso ad infusioni di ferro in ospedale.
    Le chiedo come posso risolvere lo stato di stanchezza e debolezza, non dovuto solo alla mancanza di ferro(ho gli stessi sintomi nonostante poi il valore si alza).
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio per la fiducia, ma mi preme chiarire che sono farmacista e NON sono quindi specialista per questi disturbi.

      L’alimentazione è tutto sommato normale?
      I sintomi sono sotto controllo?
      La tiroide è stata verificata?
      Il medico cosa ne pensa?

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta,
      Si, l’alimentazione è normale anche se, non avendo più il colon, devo stare attento agli alimenti che facilitano l’evacuazione.
      I sintomi sono attenuati dalla cura biologica con Humira e quando c’è infiammazione prendo ciproxin 500.
      Faccio anche clismi Asacol e se è il caso clipper cortisone clismi.
      La tiroide nn l ho mai controllata, cosa dovrei fare?
      Niente, il prof. con cui sono in cura, dice che è l’anemia la responsabile della mia stanchezza e il mancato assorbimento di altre sostanze.
      Io, aggiungerei la stessa patologia che da questi problemi.
      Lei, cosa mi consiglierebbe considerato che anche assumendo integratori c’è il rischio di non essere assorbiti.
      Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di dubitare della valutazione dello specialista se gliene ha già parlato e le ha confermato che la causa è l’anemia. Continui con fiducia a seguirne i consigli, vedrà che presto o tardi si troverà un equilibrio soddisfacente.

    4. Anonimo

      Salve, ho fatto esame per calprotectina ed è positivo 240. Sapevo di soffrire di colon irritabile , ora volevo sapere se questo esame con questo valore è sicuramente una malattia grave o potrebbe essere sempre il colon irritabile? Vi ringrazio anticipatamente

  13. Anonimo

    Buongiorno dottore ho 34 anni e da un paio di anni soffro di un leggero fastidio più o meno continuo (a volte bruciore) nel lato sinistro dell addome,che a volte si irradia anche leggermente più in su sempre dalla parte sinistra, mi alleno a calcio tutti i giorni e durante l’allenamento il fastidio sparisce come la mattina non lo sento). Feci ok fatti esami del sangue era venuto fuori helicobacter che il medico mi ha curato con antibiotici infatti agli esami successivi il batterio non c’era più, il fastidio si, allora ho fatto una ecografia addominale, tutto nella norma apparte “millimetrica falda fluida 2-3 mm nello scavo pelvico” , il medico curante mi ha diagnosticato diverticolite che sto curando con normix per 8 giorni, sono al quinto giorno ma senza risultato. Cosa ne pensa?! Grazie mille davvero per la disponibilità. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Possiamo escludere che sia un po’ di stress/ansia?

    2. Anonimo

      Pensa possa essere così per il fatto che quando mi alleno giornalmente e gioco (calcio) il fastidio non è presente? Perché il fastidio lo sento (non doloroso solo fastidio) quotidianamente parte sinistra addome e avvolte si irradia più in altro parte sinistra. Grazie mille dottore

    3. Anonimo

      Ok quindi secondo lei non dovrei fare altri controlli oltre a quelli fatti?

    4. Anonimo

      Buon pomeriggio, intervengo in questo dialogo perchè anche io presento bruciore di pelle alla schiena che poi si è spostato all’addome e ai lati. Cercando in internet indicavano carenza di vitamina B12, così ho fatto gli esami del sangue ed in effetti ce l’ho molto bassa. Saluti Manuela

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