I sintomi di ansia ed attacchi di panico

Ultimo Aggiornamento: 2124 giorni

Introduzione

Ogni anno nei soli Stati Uniti i disturbi d’ansia colpiscono circa 40 milioni di adulti di età superiore ai 18 anni (circa il 18% della popolazione), facendoli sprofondare nella paura e nell’incertezza. Diversamente dall’ansia breve e relativamente leggera causata da un singolo evento stressante (come il dover parlare in pubblico o il primo appuntamento con una persona che vi piace), i disturbi d’ansia patologici si protraggono per almeno sei mesi e possono peggiorare se non vengono adeguatamente curati; di norma si verificano contemporaneamente ad altre malattie fisiche o mentali, tra cui la dipendenza da alcool o da altre sostanze: queste patologie possono mascherare o aggravare i sintomi ansiosi. In alcuni casi, queste altre malattie devono essere curate prima di iniziare la terapia per il disturbo ansioso.

Per i disturbi d’ansia esistono terapie efficaci e la ricerca ne sta mettendo a punto di nuove, in grado di aiutare la maggior parte dei pazienti a vivere una vita produttiva e soddisfacente. Se ritenete di essere affetti da un disturbo d’ansia, dovreste informarvi e iniziare una cura il prima possibile.

In questo articolo:

  • descriveremo i sintomi dei diversi disturbi d’ansia,
  • descriveremo le terapie più efficaci,
  • vi insegneremo come farvi curare e come lavorare insieme a un medico o a un terapeuta,
  • vi suggeriremo alcuni modi per rendere più efficace la terapia.

Affronteremo i seguenti disturbi d’ansia:

  • disturbo da attacchi di panico,
  • disturbo ossessivo-compulsivo (DOC),
  • disturbo post-traumatico da stress (DPTS),
  • fobia sociale (ansia sociale),
  • fobie specifiche,
  • disturbo d’ansia generalizzato (GAD),

Ciascun disturbo d’ansia ha sintomi diversi, ma tutti hanno in comune la paura e il terrore eccessivi e irrazionali.

Disturbo da attacco di panico

Posso dire che l’attacco di panico è un’esperienza quasi violenta. Mi sento come se si interrompessero i contatti con la realtà. Sento di perdere il controllo in modo estremo e pericoloso. Il cuore mi batte fortissimo, non riesco a respirare e mi pervade la sensazione che tutto si schianti contro di me.

È iniziato tutto dieci anni fa: ero fresco di laurea e avevo appena iniziato a lavorare. Stavo partecipando per lavoro ad un seminario in un albergo e questa cosa si presentò all’improvviso. Mi sentivo come se stessi per morire.

Dopo un attacco, ho il terrore e l’ansia che se ne verifichi un altro. Ho paura di ritornare nei luoghi in cui ho avuto un attacco. Se non mi farò aiutare, fra un po’ non esisterà più alcun luogo in cui potrò sentirmi al sicuro dal panico.

Il disturbo da attacchi di panico è una vera e propria malattia da cui però si può guarire. È caratterizzato da:

  • attacchi di terrore improvvisi,
  • accompagnati di solito da un’accelerazione del battito cardiaco,
  • da forte sudorazione,
  • debolezza,
  • senso di svenimento,
  • vertigini.

Durante gli attacchi, le persone affette da disturbo da attacchi di panico possono avere

  • forti vampate di calore o brividi di freddo,
  • avere formicolio o sensazione di addormentamento alle mani,
  • provare nausea,
  • mal di stomaco,
  • una sensazione di soffocamento.

Gli attacchi di panico di solito causano

  • una sensazione di straniamento,
  • la paura di una catastrofe imminente,
  • il timore di perdere il controllo.

Un altro sintomo del disturbo da attacchi di panico è la paura dei propri sintomi fisici che apparentemente sembrano inspiegabili. Chi soffre di attacchi di panico spesso li scambia per attacchi di cuore o per sintomi di pazzia, oppure teme di essere in punto di morte. Il paziente non è in grado di prevedere dove e quando si verificherà l’attacco successivo e, tra un episodio e l’altro, può preoccuparsi profondamente nell’attesa e nel terrore dell’attacco successivo.

Gli attacchi di panico possono verificarsi in qualsiasi momento, persino durante il sonno. Il singolo attacco di solito si risolve nel giro di dieci minuti, ma alcuni sintomi possono durare molto più a lungo.

Negli Stati Uniti il disturbo da attacchi di panico interessa circa 6 milioni di adulti; le donne sono due volte più colpite degli uomini. Si presentano per la prima volta alla fine dell’adolescenza o nelle prime fasi dell’età adulta, ma il singolo episodio non evolve automaticamente in disturbo da attacchi di panico. Molte persone hanno un unico attacco nel corso della vita. La tendenza a soffrire di attacchi di panico sembra essere ereditaria.

Episodi  ripetuti e conclamati hanno forti conseguenze invalidanti; i pazienti dovrebbero farsi curare prima di iniziare a evitare i luoghi o le situazioni in cui si sono verificati gli attacchi. Ad esempio, se l’attacco di panico si è verificato in ascensore, la persona colpita potrebbe iniziare ad avere paura degli ascensori e questo potrebbe influenzare la scelta del lavoro o dell’abitazione, oppure restringere l’ambito dei luoghi frequentati per lavoro, svago o necessità (ad esempio gli ambulatori medici).

In alcuni pazienti il grado di invalidità è tale che si arriva ad evitare anche le attività normali, come la spesa al supermercato o la guida dell’auto. Circa un terzo dei soggetti colpiti è costretto a rimanere a casa, oppure affronta le situazioni di cui ha paura soltanto se è accompagnato dal coniuge o da un’altra persona fidata. Quando la malattia arriva a questo punto, viene definita agorafobia, o paura degli spazi aperti.

La diagnosi e la terapia precoci spesso sono in grado di prevenire l’agorafobia, ma chi soffre di attacchi di panico spesso può cambiare medico per anni e recarsi più volte al pronto soccorso prima che gli venga diagnosticata questa patologia. Questo non dovrebbe avvenire, perché il disturbo da attacchi di panico è uno dei disturbi d’ansia più facilmente curabili e in molti casi risponde bene a determinati farmaci o a determinati approcci di psicoterapia cognitiva che aiutano a modificare gli schemi di pensiero che provocano la paura e l’ansia.

Il disturbo da attacchi di panico spesso è collegato ad altri problemi gravi, come la depressione, l’abuso di stupefacenti o l’alcolismo. Queste patologie concomitanti richiedono ovviamente una cura, diversa da quella per il disturbo da attacchi di panico. Tra i sintomi della depressione troviamo la tristezza o la disperazione, le modifiche dell’appetito o del sonno, la mancanza di energie e la difficoltà di concentrazione. La maggior parte dei pazienti affetti da depressione può essere curata efficacemente con farmaci antidepressivi, con determinati approcci psicoterapici o con una combinazione di entrambe queste terapie.

Disturbo ossessivo compulsivo

La mia vita era diventata una successione di rituali. Tutti gli aspetti della mia vita erano ritualizzati. Ero sprofondato nelle sabbie mobili dei numeri. Mi sarei lavato i capelli tre volte anziché una sola, perché ritenevo che il tre, contrariamente all’uno, fosse un numero fortunato. Ci mettevo molto tempo a leggere, perché contavo le righe di ogni paragrafo. Quando puntavo la sveglia, la puntavo solo a un’ora le cui cifre, sommate, non dessero un numero sfortunato.

Sapevo perfettamente che questi riti non avevano alcun senso e me ne vergognavo profondamente, ma non sono riuscito a liberarmene finché non ho iniziato la terapia.

Persino vestirmi di mattina era un problema, perché avevo il mio rito: se non l’avessi osservato, l’ansia avrebbe avuto il sopravvento e quindi avrei dovuto ricominciare tutto daccapo. Mi sono sempre preoccupata perché, se non avessi fatto qualcosa, i miei genitori sarebbero morti. Avevo questa terribile idea fissa di fare del male ai miei genitori. Era completamente irrazionale, ma queste idee mi rendevano sempre più ansiosa e scatenavano comportamenti ancor più irrazionali. Dedicando così tanto tempo ai rituali, non ero in grado di fare ciò che veramente era importante.

Le persone affette dal disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) sono turbate da pensieri continui (ossessioni) e, per combattere l’ansia che ne deriva, usano i rituali (compulsioni). Nella maggior parte dei casi i rituali finiscono col prendere il controllo delle loro vite.

Ad esempio,

  • se una persona è ossessionata dai batteri o dallo sporco, può sviluppare un comportamento compulsivo che consiste nel lavarsi ripetutamente le mani.
  • Se è ossessionata dai ladri può chiudere diverse volte la porta prima di andare a dormire.
  • Se teme di provare imbarazzo in pubblico la persona affetta da DOC può pettinarsi compulsivamente davanti allo specchio: a volte rimane come “ipnotizzata” dallo specchio e non riesce più a staccarsene.

Vivere in balia dei rituali non è affatto divertente. Al massimo si ha un sollievo temporaneo dall’ansia provocata dai pensieri ossessivi.

Tra gli altri rituali frequenti troviamo la necessità di controllare, toccare (soprattutto seguendo un ordine preciso) o contare ripetutamente le cose. Tra le ossessioni più diffuse ci sono

  • i pensieri frequenti di far del male alle persone care,
  • di compiere atti sessuali sgraditi,
  • di compiere azioni proibite dal proprio credo religioso.

Le persone affette da DOC possono anche preoccuparsi eccessivamente dell’ordine e della simmetria, aver difficoltà a buttar via gli oggetti (e quindi accumularli) oppure ammassare oggetti inutili.

Anche le persone sane hanno i propri rituali, ad esempio controllano diverse volte se il gas è spento prima di uscire di casa. La differenza sta nel fatto che le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo continuano a compiere le azioni rituali anche se queste interferiscono con la vita quotidiana e la loro ripetizione provoca angoscia. Molti pazienti adulti affetti da DOC si rendono perfettamente conto di star compiendo azioni insensate, ma alcuni di essi (e la maggior parte dei bambini malati) non si rendono conto che il loro comportamento non è normale.

Negli Stati Uniti, il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce circa 2,2 milioni di adulti: può essere correlato a disordini alimentari, ad altri disturbi ansiosi o alla depressione. A essere colpiti sono sia gli uomini sia le donne, in percentuali grossomodo simili; il disturbo di solito compare durante l’infanzia, l’adolescenza o le prime fasi dell’età adulta. Un terzo degli adulti colpiti ha iniziato ad avvertire i sintomi durante l’infanzia e le ricerche suggeriscono che si tratta di un disturbo ereditario.

Il decorso della malattia è piuttosto variabile. I sintomi possono essere intermittenti, oppure possono migliorare o peggiorare con l’andare del tempo. Se il disturbo si aggrava il paziente può non essere più in grado di lavorare o assumersi le normali responsabilità in casa e in famiglia. I pazienti possono tentare di curarsi da soli evitando le situazioni che provocano le ossessioni, oppure possono far uso di alcol o stupefacenti per cercare di calmarsi.

Il disturbo ossessivo-compulsivo solitamente risponde bene alla terapia farmacologia e/o alla terapia comportamentale, in cui il paziente affronta le situazioni che provocano paura o ansia, desensibilizzandosi. Tra i nuovi approcci troviamo la terapia combinata e incrementale, ma anche tecniche moderne come la stimolazione cerebrale profonda.

Disturbo post traumatico da stress

Ho subito uno stupro all’età di 25 anni. Per molto tempo ho parlato dello stupro come se fosse qualcosa accaduto a qualcun’altra. Sapevo benissimo che era successo a me, ma non riuscivo a esprimerlo.

Poi ho iniziato ad avere dei flashback. Mi colpivano come una secchiata d’acqua gelida. Ero terrorizzata. All’improvviso rivivevo l’episodio. Ogni singolo attimo era terrificante. Non ero cosciente della realtà che mi circondava: era come se stessi galleggiando in una bolla. Terrificante, davvero. I flashback possono mandarti fuori di testa.

Sono stata stuprata la settimana prima di Pasqua; sembra impossibile, ma tutti gli anni l’ansia e la paura mi assalgono ancora quando arriva il momento dell’anniversario. È stato come guardare un lupo negli occhi. Non riesco a rilassarmi né a dormire; devo stare sola. Non so se riuscirò mai a liberarmi di questo terribile problema.

Il disturbo post-traumatico da stress (DPTS) si sviluppa dopo un evento doloroso e spaventoso (trauma) che ha comportato un dolore fisico o una minaccia di dolore fisico. Il paziente che ne soffre può essere stato offeso in prima persona, l’offesa può essere stata recata a una persona a lui cara, oppure può essere stato testimone di un episodio traumatico accaduto a una persona cara o ad un estraneo.

Il DPTS fu portato all’attenzione del grande pubblico nel caso dei veterani di guerra, ma può essere causato da avvenimenti traumatici di natura molto diversa come:

  • aggressioni,
  • stupri,
  • torture,
  • rapimenti,
  • prigionia,
  • episodi di pedofilia,
  • incidenti automobilistici,aerei o ferroviari,
  • bombardamenti,
  • calamità naturali come alluvioni o terremoti.

Chi è affetto da disturbo post-traumatico da stress può

  • sussultare all’improvviso,
  • diventare emotivamente insensibile (soprattutto in relazione alle persone che prima del trauma gli erano più vicine),
  • perdere interesse per le attività che gli piacevano,
  • non riuscire a manifestare affetto,
  • essere irritabile,
  • più aggressivo del solito o addirittura violento.

I pazienti evitano le situazioni che ricordano loro l’episodio traumatico e gli anniversari dell’evento spesso creano molti problemi. Sembra che i sintomi del DPTS siano più gravi se l’evento scatenante è stato provocato intenzionalmente da un’altra persona, come nel caso delle rapine e dei rapimenti.

La maggior parte delle persone colpite rivive il trauma più volte, mentalmente nel corso della giornata e negli incubi durante il sonno. Nel complesso queste situazioni sono definite flashback. I flashback possono essere composti da immagini, suoni, odori o sensazioni; spesso sono scatenati da eventi apparentemente normali, come il rumore di una porta che si chiude o da un’auto che frena improvvisamente. Se si vive un flashback si può perdere il contatto con la realtà e ritenere che l’evento traumatico stia accadendo di nuovo.

Non tutte le persone che hanno subito un trauma soffrono di disturbo post-traumatico da stress conclamato o lieve. I sintomi di solito iniziano dopo 3 mesi dal trauma, ma in alcuni casi possono apparire anche dopo anni. Per essere definiti disturbo post-traumatico da stress devono protrarsi per più di un mese. Il decorso della malattia è variabile: alcuni pazienti guariscono nel giro di sei mesi, mentre in altri i sintomi durano molto più a lungo. In alcune persone la patologia si cronicizza.

Negli Stati Uniti, il DPTS colpisce circa 7,7 milioni di adulti, ma può colpire persone di qualsiasi età, compresi i bambini. Le donne hanno più probabilità di ammalarsi rispetto agli uomini e alcune ricerche sembrano confermare che la tendenza ad ammalarsi possa essere ereditaria. Il disturbo post-traumatico da stress spesso è accompagnato dalla depressione, dall’abuso di sostanze o da uno o più degli altri disturbi d’ansia.

Alcuni tipi di farmaci e di approcci psicoterapici spesso si rivelano molto efficaci contro il DPTS.

Fobia sociale

Tutte le situazioni sociali mi impaurivano. Ero già ansiosa prima di uscire di casa e l’ansia aumentava esponenzialmente man mano che mi avvicinavo a scuola, alla festa o all’occasione che mi impauriva. Mi faceva male la pancia, quasi come se avessi avuto l’influenza. Il cuore mi batteva forte,avevo le mani sudate e mi sentivo come se fossi staccata da me stessa e da chiunque altro.

Quando dovevo entrare in una stanza piena di gente arrossivo e mi sentivo tutti gli occhi puntati addosso. Starmene in un angolo da sola mi metteva in imbarazzo, ma non riuscivo a pensare a nulla che potessi dire. Era umiliante. Mi sentivo molto a disagio e non vedevo l’ora di andarmene.

La fobia sociale, anche definita ansia sociale, viene diagnosticata quando il paziente, nelle normali situazioni sociali, è oppresso dall’ansia e diventa eccessivamente insicuro. Chi è affetto da ansia sociale ha un timore intenso, continuo e cronico di essere osservato e giudicato dagli altri e di compiere azioni che potrebbero risultare sconvenienti. La preoccupazione e la paura possono iniziare anche giorni o settimane prima dell’evento temuto. La paura può diventare così opprimente da interferire con il lavoro, la scuola o le altre attività quotidiane e può rendere difficile la creazione e il proseguimento delle amicizie.

Molte persone affette da fobia sociale si rendono conto che le paure legate alle occasioni sociali sono eccessive o irragionevoli, ma non sono in grado di superarle. Anche se tentano di combatterle e di stare insieme agli altri, di solito sono molto ansiosi prima dell’incontro ed estremamente a disagio quando si trovano insieme agli altri; inoltre si preoccupano del giudizio altrui per ore dopo l’incontro.

L’ansia sociale può essere limitata a un’unica situazione (parlare in pubblico, mangiare, bere o scrivere alla lavagna davanti agli altri) oppure può essere così estesa (come nel caso della fobia sociale generalizzata) che la persona prova ansia praticamente per ogni contatto al di fuori della sfera famigliare.

Tra i sintomi fisici che di solito accompagnano la fobia sociale troviamo:

  • il rossore,
  • la sudorazione abbondante,
  • il tremore,
  • la nausea,
  • la difficoltà a parlare.

Quando si verificano i sintomi le persone affette da fobia sociale si sentono come se avessero gli occhi degli altri puntati addosso.

Negli Stati Uniti la fobia sociale colpisce circa 15 milioni di adulti. Il disturbo colpisce con uguali probabilità gli uomini e le donne e di solito si manifesta per la prima volta durante l’infanzia o nei primi anni dell’adolescenza. Alcune ricerche sembrano suggerire che potrebbe essere causato da fattori genetici. La fobia sociale spesso è accompagnata da altri disturbi d’ansia o dalla depressione; se i pazienti cercano di curare da soli l’ansia, possono sviluppare dipendenza dai farmaci o da altre sostanze.

La fobia sociale può essere curata efficacemente usando determinati approcci psicoterapici o farmacologici.

Fobie specifiche

Ho una paura tremenda di volare e non volerò mai più. Una volta iniziavo ad aver paura di un viaggio in aereo anche un mese prima della partenza. Quando il portellone dell’aereo si chiudeva ero veramente spaventata e mi sentivo in trappola. Il cuore mi batteva forte e iniziavo a sudare come una fontana. Quando l’aereo decollava avevo sempre più la sensazione di essere in trappola. Quando penso a un viaggio in aereo, mi immagino che perdo il controllo e compio atti inconsulti , ma ovviamente nella realtà non l’ho mai fatto. Non ho paura degli incidenti né delle turbolenze. Quello che temo è la sensazione di sentirmi in trappola. Tutte le volte che ho pensato di cambiare lavoro, mi sono trovata a pensare: “E se fossi costretta a volare?” Attualmente frequento soltanto luoghi raggiungibili in macchina o in treno. I miei amici mi ricordano sempre che non sarei in grado di scendere nemmeno da un treno che viaggia ad alta velocità… Allora perché i treni non mi danno alcun problema? Tutto ciò che posso rispondere è che la mia paura è irrazionale.

La fobia specifica è una paura intensa e irrazionale di qualcosa che in realtà è poco o per nulla pericoloso. Alcune delle fobie specifiche più comuni riguardano:

  • i luoghi chiusi,
  • l’altezza,
  • le scale mobili,
  • le gallerie,
  • la guida in autostrada,
  • l’acqua,
  • il volo,
  • i cani,
  • il sangue.

Le fobie non sono soltanto paure portate all’estremo: sono paure irrazionali di un oggetto o di una situazione particolare. Magari si potrebbe essere in grado di scalare l’Everest, ma non di salire oltre il quinto piano di un palazzo. Gli adulti affetti da fobie si rendono conto che le loro paure sono irrazionali però, spesso, affrontare (o anche solo pensare di affrontare) l’oggetto o la situazione che li spaventa provoca un attacco di panico o una forte ansia.

Negli Stati Uniti, le fobie specifiche colpiscono circa 19,2 milioni di adulti e le donne sono due volte più colpite degli uomini. Il disturbo di solito fa la sua comparsa durante l’infanzia o l’adolescenza e tende a continuare anche in età adulta. Le cause delle fobie specifiche non sono ancora certe, ma alcune ricerche sembrerebbero provare che siano ereditarie.

Se la situazione o l’oggetto temuto è facile da evitare i pazienti affetti da fobie specifiche potrebbero non ricorrere ad alcun aiuto; tuttavia, se l’evitare il motivo scatenante interferisce con la carriera o con la vita quotidiana, il disturbo può diventare invalidante e di solito si cerca di curarlo.

Le fobie specifiche rispondono bene ad una terapia psicologica mirata.

Disturbo d’ansia generalizzato

Ho sempre pensato di essere solo un po’ troppo apprensiva. Mi sentivo agitata e non riuscivo a rilassarmi. Alle volte l’agitazione andava e veniva, altre volte era continua. Poteva continuare per giorni. Mi preoccupavo di che cosa preparare agli invitati per cena o di che cosa regalare di bello a qualcuno. Dovevo sempre avere il controllo su tutto.

Quando i miei problemi si sono aggravati ho preso qualche giorno di ferie e mi sono sentita veramente in colpa. Poi ho iniziato a preoccuparmi di perdere il lavoro. Finché non mi sono fatta curare ero ridotta in condizioni pietose.

Avevo gravi problemi a dormire. C’erano delle volte in cui mi svegliavo di soprassalto in piena notte. Anche concentrarmi era difficile, persino quando si trattava solo di leggere il giornale o un romanzo. A volte mi sentivo un po’ meglio. Di solito, però, avevo il batticuore. Mi faceva preoccupare ancor di più. Mi immaginavo sempre le cose peggiori di come in realtà fossero. Una volta, per un semplice mal di pancia, ero convinta di avere l’ulcera.

I pazienti affetti da disturbo d’ansia generalizzato (GAD) trascorrono le giornate in preda a tensione e preoccupazioni costanti, quando in realtà non ci dovrebbe essere nulla che li preoccupa. Sono sempre pessimisti ed eccessivamente preoccupati per la loro salute, per le questioni economiche, per i problemi famigliari o per le difficoltà lavorative. In alcuni casi, basta il pensiero di dover affrontare la giornata per scatenare l’ansia.

Il GAD viene diagnosticato quando la persona si preoccupa eccessivamente per tutta una serie di problemi quotidiani per un periodo di almeno sei mesi. Le persone affette da disturbo d’ansia generalizzato sembrano non venire mai a capo delle loro preoccupazioni, anche se di solito si rendono conto che l’ansia è sproporzionata rispetto alla situazione che la scatena. Non riescono a rilassarsi, si allarmano con facilità e hanno difficoltà di concentrazione. Spesso hanno difficoltà ad addormentarsi o a dormire serenamente. Tra i sintomi fisici che di solito accompagnano l’ansia troviamo:

  • l’affaticamento,
  • il mal di testa,
  • la tensione muscolare,
  • i dolori muscolari,
  • le difficoltà di deglutizione,
  • il tremore,
  • le contrazioni nervose,
  • l’irritabilità,
  • la sudorazione eccessiva,
  • la nausea,
  • le vertigini,
  • la necessità di andare in bagno frequentemente,
  • la sensazione di mancanza d’aria,
  • le vampate di calore.

Se l’ansia è lieve, le persone affette da GAD riescono ancora ad avere una vita sociale e a mantenere il lavoro. Il disturbo non li porta ad evitare determinate situazioni ma, se l’ansia è grave, possono avere difficoltà a svolgere le attività quotidiane più semplici.

Negli Stati Uniti il GAD colpisce circa 6,8 milioni di adulti e le donne sono due volte più soggette degli uomini. Il disturbo di sviluppa gradualmente e può iniziare in qualsiasi momento, nonostante il periodo più a rischio vada collocato tra l’infanzia e l’età adulta. Le ricerche dimostrano che la componente genetica è quasi ininfluente.

Spesso il GAD è accompagnato da altri disturbi d’ansia, dalla depressione o dall’abuso di sostanze, e solo in rari casi non ha altre patologie concomitanti. La terapia più comune per il disturbo d’ansia generalizzato è farmacologica o cognitivo-comportamentale, ma anche i disturbi concomitanti devono essere sconfitti, ciascuno con una terapia adeguata.

Cura e terapia

(Per quanto riguarda le terapie fare riferimento alla seconda parte: Ansia ed attacchi di panico, rimedi e cure)

Traduzione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Va bene preferirei a casa sarei piu tranquilla .. Stamattina mi è capitato che dopo aver urinato ho avvertito dolore o come se avessi i muscoli tesi nel fianco dx ma toccando nn faceva male ma sforzando internamente si .. Puo essere che è perche lo trattenuta?

  2. Anonimo

    Aspetto anche il ciclo… Sarà questo… Comunque ho avuto pressione bassa in questi giorni 98/58 ora stasera e 115/75 lo misurata xke cn ansia mi sentivo strana ma nn e alta per una persona k la tiene bassa ? E penso che ho colesterolo xke da piccola ci soffrivo ma da anni k nn ci soffro e ho paura di mangiare stasera le uova

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. A me sembrano valori ottimi, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.
      2. Gli studi più recenti hanno dimostrato che le uova da questo punto di vista non sono un problema.

  3. Anonimo

    Il dottore mi diceva k la portavo bassina .. X questo ho paura ma l altro giorno glielo detto e mi ha detto di stare tranquilla che sono ipocondriaca … Ora era 122/65 e poi 109/71 é sballta? Tipo 122/65 che ce differenza?? E che sento tipo quando la testa strana e misuro ma puo essere ansia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ultima parola al medico ma… sì, potrebbe essere ansia.
      Se accetta un consiglio, butti lo strumento per misurare la pressione dalla finestra per impedirsi di misurarla ancora… 😉

  4. Anonimo

    Ma il medico mi dice che nn ho noente .. Secondo lei ce qualcosa che non va nella pressione ???? E che sento quando respiro aria ghiacciata al naso e sembra che arriva in testa bo una sensazione strana … Ma secondo lei la pressione va bene ? Ho 21 anni quasi 22

  5. Anonimo

    Va bene cerchero di stare tranquilla e che facendo una vita sedentaria mi sono fissata di tutti i rischi… :-( e avendola sempre bassa ho paura che sia alta.. Cerchero di non misurarla piu .. Spero di riuscirci grazie mille .. Ah un ultima cosa come esercizi in casa cosa e per quanto tempo dovrei fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che riesce, anche solo 30 minuti al giorno è sufficiente dal punto di vista cardiovascolare.

  6. Anonimo

    Ok tipo anche corsa sul posto non so? Perche ho davvero paura perche lavoro seduta

  7. Anonimo

    Se tipo comprasi un attrezzo per tutto il corpo è la stessa cosa? Anche per prendere massa che sono magra

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Onestamente in questo momento ritengo che sia più importante combattere l’ansia,
      2. in ogni caso faccia quello che si sente e quello che le piace, in modo da avere la costanza di farlo tutti i giorni.

  8. Anonimo

    Va bene la ringrazio.. Comunque si sto curando l ansia sto facendo delle sedute di psicoterapia siamo ancora alla 7 seduta… È presto ancora? I primi risultati quando si vedranno? ?

  9. Anonimo

    Ok lo spero la ringrazio… Per esempio aspetto il ciclo giorno 11.. E ho dolori a fianco dx gamba .. Ma questo sempre ma il mio medico mi dice che non ho niente infatti nemmeno lo chiamo… Puo essere postura e anche l arrivo del ciclo? Quando urino ce l ho pure il dolore.. E penso appendicite ???.. È l ultima domanda

  10. Anonimo

    Grazie davvero di tutto io faró di tutto per superarla … Ora ho preso 7 goccine di lexotan che ho preso due voltw in passato perche il medico mi ha detto al bisogno posso prenderle.. Ma non voglio cadere sui farmaci è solo x stare piu serena oggi … E le ho prese e eentivo gola stringere ma impossibile lo gia prese non possono farmi allergia giusto? Cordiali saluti

  11. Nadia

    Dottore mi scusi, è da un po’ di giorni che avverto (nonostante non ci sia freddo e nonostante ciò non pregiudichi la mia mobilità, sensibilità etc) brividi lungo il braccio sinistro e spalla. Proprio la classica pelle d’oca ha presente? Premetto che da alcuni mesi a questa parte ho sofferto di forte stress emotivo che tutt’ora ho. Secondo lei cos’è? Ho paura che si tratti di SM! Aiuto :(

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo stress potrebbe spiegare la sensazione, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

  12. Alessio

    Dottore, mi scusi se mi permetto di inviarle un consulto così lungo, ma visto che la sezione è presente, ci terrei ad avere un parere da lei, anche se non si tratta di uno psicologo.
    Sono ben cosciente che – se possibile – dovrò affrontare un percorso psicoteraupetico quanto prima, ma intanto per me, è importante prendere consapevolezza della situazione e un confronto seppure via mail, mi può comunque essere molto utile. Cercherò di spiegarle in modo dettagliato il tutto.

    Premesso che sono una persona emotiva, ansiosa e ho la tendenza a pensare molto, rimuginando spesso sulle cose passate o su quelle che devo fare n futuro. Il mio problema nasce qui.
    Ho sin dai tempi in cui frequentavo le scuole medie, una paura enorme di sbagliare, di andare in errore… la cosa mi mette ansia, mi terrorizza e mi blocca parecchio. In quelle situazioni, mi sento, come fossi preoccupato, poco lucido nel dover svolgere il compito a cui sono destinato… Purtroppo questo, influisce e ha sempre influito, lasciandomi poco spazio per tante cose che avrei voluto invece provare a fare, ma che a causa di questa “paura”, ho sempre lasciato perdere ed evitato di fare. Non che sia così insicuro, anche se le mie radici sono di una persona insicura, è proprio il timore di sbagliare, di sentirmi sotto pressione e avere delle forti responsabilità che mi creano problemi.

    I miei problemi ruotano tutto a un’ansia, a una forte emotività, a un’agitazione interiore così forte, da bloccarmi l’azione… Volevo fare delle domande:

    1)La mia estrema soggezione, l’imbarazzo che provo davanti alle persone in certe situazioni, al giudizio che posso subire dalle stesse, a una eventuale brutta figura che potrei fare davanti agli altri, mi ha sempre fatto evitare certi ambienti, certe situazioni sociali, etc… è strettamente correlato alla mia estrema analicità, rimuginazione ed eccessivo pensare che mi contraddistingue? Entro nel dettaglio: possibile che certe difficoltà siano causate soprattutto o esclusivamente da un’ansia di fondo che genera e blocca sul nascere qualsiasi tipo di azione e potrebbe essere, quindi, un unico problema legato all’ansia? Cioè, il rimuginare, il fatto di “anticiparmi” mentalmente a livello interiore, come le cose si presenteranno, è tutto un problema legato all’ansia?
    Faccio un esempio: l’andare dal medico (qualsiasi esso sia) – dover ricontrare un parente o un amico che non vedo da anni – un possibile incontro di lavoro, sono causa di un’ansia e una soggezione tremenda e devo veramente forzarmi per andare incontro a queste cose. Naturalmente, c’è una scala di valori dell’ansia: si va da piccole cose in cui è magari controllabile, ad altre più grandi ed importanti.
    2) L’ansia e l’insicurezza viaggiano a pari passo? Non posso negare che da ragazzino ero molto insicuro, oltre che ansioso; l’ansia che ho potrebbe derivare anche da una fonte di insicurezza avuta quando ero ragazzino/ bambino?
    Devo aggiungere che ho avuto una vita familiare difficile , spesso contrassegnata da conflitti e la cosa ha affossato ancora di più certi miei problemi.

    3) In tutto ciò, la sensazione è che mi manchi “energia” per cambiare, per migliorare e rendere la mia vita migliore. Questa “poca energia” può essere determinata da quest’ansia di fondo che circola costantemente in me? Può essere che per “contrastarla, combatterla”, mi costringa a praticare uno sforzo, che, però, mi porta via energie preziose e che quindi vengono a mancare nel momento in cui devo “prendere una decisione” o fare qualcosa di importante per la mia vita.? Questa è solo una mia riflessione, ma vorrei capire se posso aver ragione.
    Chiedo scusa per le domande, chiedo scusa per l’eccessiva analisi, ma sono arrivato a un punto in cui devo necessariamente fare chiarezza sulla mia vita e su ciò che devo combattere.

    Spesso ricorro al Lexotan, ma vorrei evitare di guarire con i farmaci, non è questa per me la risoluzione del problema.

    Ora, secondo lei, è possibile che le mie “lacune caratteriali, i miei limiti emotivi”, possano dipendere da un’unica matrice ansiosa interiore che comanda tutti i miei comportamenti, impulsi, etc? Mi scuso ancora se il consulto è così complesso ed articolato, ma in questo momento, è per me utile innanzitutto un confronto, un colloquio seppure tramite lo scritto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Ansia è un termine molto generico, ma è sicuramente la causa delle sue difficoltà; lo specialista sarà poi ovviamente in grado di dirle dove nasce, caratterizzarlo in modo più specifico (ansia sociale?) e soprattutto insegnarle a gestirla.
      2. Sicuramente sì.
      3. Riflessione assolutamente condivisibile, ma il fatto che ne abbia una così lucida consapevolezza e la volontà di superarla ci permettono di essere assolutamente fiduciosi ed ottimisti sul futuro.
      4. Sì, è sicuramente così, ma come detto sono molto fiducioso che possa risolvere con l’aiuto di una guida.

    2. Anonimo

      Non posso che ringraziarla tantissimo per aver letto il mio consulto. Grazie davvero per la sua risposta.

      Dottore, posso farle l’ultima domanda? crede che l’avere così tanta consapevolezza di me, di ciò che sono, agevoli e possa rendere più breve un percorso psicoterapeutico,? Oppure, non incide affatto questa grande “consapevolezza” in una terapia psicologica?

      Io credo che possa semplificare le cose, perché se da una parte il lavoro spetta al terapeuta, l’altra parte spetta al paziente ed è fondamentale sapere fino in fondo ciò che si è. Magari sbaglio e sto sopravvalutando questo.

      Grazie ancora

    3. Anonimo

      Ho scordato una cosa: lei giustamene dice che ansia è un termine molto generico e condivido.

      Infatti io soffro sì, di ansia anticipatoria, ma in realtà ansia significa letteralmente “agitazione interiore” e qua infatti, nascono i miei problemi. Io devo imparare a saper gestire questa “agitazione”, sia che riguardi i momenti che devo apprestarmi a vivere, sia che riguardi la gestione di tutte quelle cose che “nel presente, e nel momento” possono portare – poca o tanta, non fa differenza – “tensione ed agitazione”. Lei pensa che tutto questo, debba essere chiamato e ricondotto sostanzialmente all’unica definizione di “ansia”?

      Questo è un punto focale della cosa…

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, ritengo anch’io che possa aiutarla.
      2. Qui entriamo in un campo che non è di mia competenza, quello della diagnosi, quindi le chiedo scusa ma questo mi faccio da parte.

    5. Anonimo

      Ha ragione, sostituisco la domanda con una alla quale potrà sicuramente rispondere con ampia competenza. Colgo l’occasione di chiederle una cosa che mi crea dubbi da tempo:

      Quando è realmente il caso di assumere farmaci per alleviare l’ansia?
      Quando di tanto in tanto, mi capita di prendere – ad esempio – il Lexotan, mi calmo, sì, ma mi crea sonnolenza. Anni fa, il medico mi prescrisse lo Xanax e mi diede un effetto devastante… riuscivo a fatica ad alzarmi dalla sedia e mi dava una sensazione molto intensa di intontimento. Era normale questo effetto?

      Mi è stato molto utile, grazie davvero

      saluti

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’effetto “sonnolenza” è quello più comune con gli ansiolitici e molto dipende dalla dose assunta.

      “Quando è realmente il caso di assumere farmaci” è una domanda a cui non è semplice dare una risposta, ma direi quando i sintomi ed il malessere superano i rischi e gli effetti collaterali possibili legato all’utilizzo del farmaco.

      Spesso mi viene detto dai pazienti che non si vuole ricorrere al farmaco per paura della dipendenza; è vero, per un uso regolare esiste questo rischio, ma quando l’alternativa è restare chiusi in casa perchè non si riescono a gestire gli attacchi di panico a mio avviso vale decisamente la pena rischiare la dipendenza. Ho fatto un esempio che NON riguarda il suo caso, ma spero che renda l’idea.

      Se lei ricorre a Lexotan al bisogno direi che non ci sono problemi, è un utilizzo corretto, la psicoterapia e la volontà di superare queste paure/ansia faranno il resto.

    7. Anonimo

      Io ho quasi sempre mal di testa ,vertigini ;senso di svenimento e debolezza. secondo voi è ansia???

  13. Anonimo

    Gentile dottore, sono una ragazza di 24 anni. Premetto che ho passato un periodo stressante. Vorrei un suo parere su una questione che mi preoccupa. Ho avuto un periodo di insonnia, ora migliorata, ma paradossalmente da quando ho ricominciato a dormire meglio (da tre settimane) ho sempre sonnolenza diurna e una sensazione di estraniamento tipica degli stati d’ansia (confusione, stordimento). Non capisco se sia il caso di preoccuparsi o se possa essere dovuto a questa tensione che essendosi lievemente ‘smorzata’ mi ha portato a questi sintomi. La mia preoccupazione è di avere qualcosa di neurologico, ma data l’età è possibile? La ringrazio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è proprio il rilascio della tensione; quante ore dorme di notte?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un po’ di ansia, ma raccomando di verificare con il medico.

    3. Anonimo

      Certo, la ringrazio. Ma com’è possibile che si stia peggio ‘rilassandosi’? secondo lei quanto potrebbe durare questa situazione? mi spaventa un po’ e non vorrei che la suggestione peggiorasse le cose..

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia tranquillissima, giorno dopo giorno andrà sempre meglio (ma è importante non farsi prendere dall’ansia per questi giorni).

  14. Michele

    Buongiorno Dottore, premetto che sono una persona abbastanza “ansiosa”, emotiva, sempre indecisa e con la paura di sbagliare:Ecco il mio problema: da circa 10 gg ho un pò di affanno nel respirare, sento il cuore battere più velocemente e alla gola, quando respiro, ho come la sensazione di avere un “buco” più grande della gola stessa (non so, è difficile da descrivere): alcuni giorni sto bene, altri mi si presenta questo problema: io l ho battezzata come “ansia” perché ricordo che da ragazzo (ora ho 50 anni) avevo gli stessi sintomi poi tutto è passato e ora si ripresenta il problema: a volte mi spavento anche per il cuore, ho sempre paura che succeda il peggio è un motivo fondato?…Puo trattarsi di “ansia”??
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido la sua ipotesi, ansia, ma raccomando di verificare anche con il medico.

  15. Nunzio

    Salve dott…ho semore paura che il mio cuore non funziona bene..tachicardia fitte…ecc l ecg e un ecocardio possono bastare per .tranquillizzarmi

  16. Sara

    Salve dott… Le avevo già scritto anni fa che soffrivo di ansia fortissima…le scrivo per dirle che,inizi di marzo sono stata operata di nuovo ma stavolta al ginocchio dx e l’intervento è stato più lungo e complicato perché ci sono stati di mezzo i legamenti dietro quindi la ripresa è veramente lunga,dopo 1 mese che pensavo avessi finito e finalmente potessi camminare senza stampelle il mio ortopedico mi ha richiesto una lastra x vedere…il problema che io sono una persona che lotta ed è forte ma si tiene tutto dentro il nervoso. Poi è successa lunedì un’altra cosa molto seria che non ci voleva e mi a dato la botta finale. Il punto che sto notando che alla sera o faccio fatica a dormire perché mi manca il respiro,poi devo continuare a fare sospiri profondi,continuo a sbadigliare e poi ho questi dolori sempre dalla parte sinistra dello sterno e mi spavento,in più come è successo questa notte che le sto scrivendo mi sono svegliata di botto che mi è preso una sensazione di mancamento e fatica a respira e poi spaventandomi è aumentato tutto. Sono stanca,ho sonno ma la testa lavora e non sono tranquilla. Mi aiuti a capire quale sia il problema x favore. Grazie mille in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il problema è purtroppo l’ansia; sta assumendo farmaci per questo? Psicoterapia?

    2. Anonimo

      Di solito prendo i fiori di bacca che mi aiutano molto,solo che ultimamente ho la testa confusa e altrove e non mi ricordo mai di prenderli. Vorrei evitare di prendere altre cose tipo medicinali ma rimanere su qualcosa tipo che non faccia male. Lo so che dovrei ricordarmi visto che è una cosa che mi fa solo bene,solo che come le dicevo lunedì è successa una cosa grave e tutta di fretta che non me l’aspettavo. Non so come fare ad udire da tutti questi problemi,ho la testa in palla,piena di cose a cui pensare. Mi aiuti x favore.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      I fiori di Bach potrebbero non essere sufficienti, valuterei qualcosa di più incisivo (che potrebbe essere semplicemente un supporto psicologico).

    4. Sara

      Dice che quello mi potrebbe aiutare? Che poi ogni tanto quando sono nervosa noto che il cuore inizia a battere velocemente e rimbomba. È normale secondo lei?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, potrebbe aiutare.
      2. Potrebbe essere l’ansia, ma anche questo sintomo va valutato con il suo medico.

    6. Sara

      Va bene,grazie mille dott delle risposte. Ne parlerò con mia mamma e al massimo andrò dal mio medico. Buona serata

  17. Giuseppe

    salve è da sette giorni che mi fa male la testa legermente e più ci penso più mi fa male e alcune volte mi sento svenire ho sentito che potrebbe essere ipocondria perché ho paura di avere qualcosa mi sento certe volte anche debole.ma la mia preoccupazione e che adesso mi è restato il dolore di testa potrebbe essere legato all ipocondria

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile che sia ansia, ma dopo 7 giorni è ora di verificare con il medico.

  18. Giuseppe

    Quel che mi fa paura è di avere un tumore .potrebbe essere possibile?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensarlo, ma come detto un mal di testa che dura 7 giorni va approfondito (cefalea tensiva?).

  19. Fulvio

    Salve.
    Premetto che sono una peersona ansiosa.
    Nei momenti in cui vengono fuori delle
    Contrarieta nei miei confronti anche se appena prima
    Ero perfettamente a posto mi alzo comincio a sbandare
    Perdendo l equilibrio vertigini e la testa che gira.
    Prendendo 15 gtt di lexotan torno a letto mi addormento
    Senza piu fare nulla.
    Esiste una cura farmacologica?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Una cura farmacologica la sta già assumendo, ma si potrebbe valutare di affiancare un percorso di supporto psicologico.

  20. Sara

    Salve dott,sono ancora io Sara le avevo scritto qualche settimana fa per il problema di ansia,non so se si ricorda…che grazie a dio sta passando perché sto cercando di stare tranquilla e di andare a letto serena e pensando a qualcosa di bello. Però le sto scrivendo x un altro motivo,spero che riesca ad aiutarmi come ha fatto fino adesso, praticamente è da stasera che sto avendo delle fitte che vanno e vengono sotto al seno sinistro,provo a toccare x vedere da dove arrivano e non capisco…solo che non le avevo mai avute prima e pensandoci mi è venuto in mente una cosa,oggi è il primo giorno di mestruo può essere dovuto da questo?
    Grazie mille

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