I sintomi di ansia ed attacchi di panico

Ultimo Aggiornamento: 1602 giorni

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Introduzione

Ogni anno nei soli Stati Uniti i disturbi d’ansia colpiscono circa 40 milioni di adulti di età superiore ai 18 anni (circa il 18% della popolazione), facendoli sprofondare nella paura e nell’incertezza. Diversamente dall’ansia breve e relativamente leggera causata da un singolo evento stressante (come il dover parlare in pubblico o il primo appuntamento con una persona che vi piace), i disturbi d’ansia patologici si protraggono per almeno sei mesi e possono peggiorare se non vengono adeguatamente curati; di norma si verificano contemporaneamente ad altre malattie fisiche o mentali, tra cui la dipendenza da alcool o da altre sostanze: queste patologie possono mascherare o aggravare i sintomi ansiosi. In alcuni casi, queste altre malattie devono essere curate prima di iniziare la terapia per il disturbo ansioso.

Per i disturbi d’ansia esistono terapie efficaci e la ricerca ne sta mettendo a punto di nuove, in grado di aiutare la maggior parte dei pazienti a vivere una vita produttiva e soddisfacente. Se ritenete di essere affetti da un disturbo d’ansia, dovreste informarvi e iniziare una cura il prima possibile.

In questo articolo:

  • descriveremo i sintomi dei diversi disturbi d’ansia,
  • descriveremo le terapie più efficaci,
  • vi insegneremo come farvi curare e come lavorare insieme a un medico o a un terapeuta,
  • vi suggeriremo alcuni modi per rendere più efficace la terapia.

Affronteremo i seguenti disturbi d’ansia:

  • disturbo da attacchi di panico,
  • disturbo ossessivo-compulsivo (DOC),
  • disturbo post-traumatico da stress (DPTS),
  • fobia sociale (ansia sociale),
  • fobie specifiche,
  • disturbo d’ansia generalizzato (GAD),

Ciascun disturbo d’ansia ha sintomi diversi, ma tutti hanno in comune la paura e il terrore eccessivi e irrazionali.

Disturbo da attacco di panico

Posso dire che l’attacco di panico è un’esperienza quasi violenta. Mi sento come se si interrompessero i contatti con la realtà. Sento di perdere il controllo in modo estremo e pericoloso. Il cuore mi batte fortissimo, non riesco a respirare e mi pervade la sensazione che tutto si schianti contro di me.

È iniziato tutto dieci anni fa: ero fresco di laurea e avevo appena iniziato a lavorare. Stavo partecipando per lavoro ad un seminario in un albergo e questa cosa si presentò all’improvviso. Mi sentivo come se stessi per morire.

Dopo un attacco, ho il terrore e l’ansia che se ne verifichi un altro. Ho paura di ritornare nei luoghi in cui ho avuto un attacco. Se non mi farò aiutare, fra un po’ non esisterà più alcun luogo in cui potrò sentirmi al sicuro dal panico.

Il disturbo da attacchi di panico è una vera e propria malattia da cui però si può guarire. È caratterizzato da:

  • attacchi di terrore improvvisi,
  • accompagnati di solito da un’accelerazione del battito cardiaco,
  • da forte sudorazione,
  • debolezza,
  • senso di svenimento,
  • vertigini.

Durante gli attacchi, le persone affette da disturbo da attacchi di panico possono avere

  • forti vampate di calore o brividi di freddo,
  • avere formicolio o sensazione di addormentamento alle mani,
  • provare nausea,
  • mal di stomaco,
  • una sensazione di soffocamento.

Gli attacchi di panico di solito causano

  • una sensazione di straniamento,
  • la paura di una catastrofe imminente,
  • il timore di perdere il controllo.

Un altro sintomo del disturbo da attacchi di panico è la paura dei propri sintomi fisici che apparentemente sembrano inspiegabili. Chi soffre di attacchi di panico spesso li scambia per attacchi di cuore o per sintomi di pazzia, oppure teme di essere in punto di morte. Il paziente non è in grado di prevedere dove e quando si verificherà l’attacco successivo e, tra un episodio e l’altro, può preoccuparsi profondamente nell’attesa e nel terrore dell’attacco successivo.

Gli attacchi di panico possono verificarsi in qualsiasi momento, persino durante il sonno. Il singolo attacco di solito si risolve nel giro di dieci minuti, ma alcuni sintomi possono durare molto più a lungo.

Negli Stati Uniti il disturbo da attacchi di panico interessa circa 6 milioni di adulti; le donne sono due volte più colpite degli uomini. Si presentano per la prima volta alla fine dell’adolescenza o nelle prime fasi dell’età adulta, ma il singolo episodio non evolve automaticamente in disturbo da attacchi di panico. Molte persone hanno un unico attacco nel corso della vita. La tendenza a soffrire di attacchi di panico sembra essere ereditaria.

Episodi  ripetuti e conclamati hanno forti conseguenze invalidanti; i pazienti dovrebbero farsi curare prima di iniziare a evitare i luoghi o le situazioni in cui si sono verificati gli attacchi. Ad esempio, se l’attacco di panico si è verificato in ascensore, la persona colpita potrebbe iniziare ad avere paura degli ascensori e questo potrebbe influenzare la scelta del lavoro o dell’abitazione, oppure restringere l’ambito dei luoghi frequentati per lavoro, svago o necessità (ad esempio gli ambulatori medici).

In alcuni pazienti il grado di invalidità è tale che si arriva ad evitare anche le attività normali, come la spesa al supermercato o la guida dell’auto. Circa un terzo dei soggetti colpiti è costretto a rimanere a casa, oppure affronta le situazioni di cui ha paura soltanto se è accompagnato dal coniuge o da un’altra persona fidata. Quando la malattia arriva a questo punto, viene definita agorafobia, o paura degli spazi aperti.

La diagnosi e la terapia precoci spesso sono in grado di prevenire l’agorafobia, ma chi soffre di attacchi di panico spesso può cambiare medico per anni e recarsi più volte al pronto soccorso prima che gli venga diagnosticata questa patologia. Questo non dovrebbe avvenire, perché il disturbo da attacchi di panico è uno dei disturbi d’ansia più facilmente curabili e in molti casi risponde bene a determinati farmaci o a determinati approcci di psicoterapia cognitiva che aiutano a modificare gli schemi di pensiero che provocano la paura e l’ansia.

Il disturbo da attacchi di panico spesso è collegato ad altri problemi gravi, come la depressione, l’abuso di stupefacenti o l’alcolismo. Queste patologie concomitanti richiedono ovviamente una cura, diversa da quella per il disturbo da attacchi di panico. Tra i sintomi della depressione troviamo la tristezza o la disperazione, le modifiche dell’appetito o del sonno, la mancanza di energie e la difficoltà di concentrazione. La maggior parte dei pazienti affetti da depressione può essere curata efficacemente con farmaci antidepressivi, con determinati approcci psicoterapici o con una combinazione di entrambe queste terapie.

Disturbo ossessivo compulsivo

La mia vita era diventata una successione di rituali. Tutti gli aspetti della mia vita erano ritualizzati. Ero sprofondato nelle sabbie mobili dei numeri. Mi sarei lavato i capelli tre volte anziché una sola, perché ritenevo che il tre, contrariamente all’uno, fosse un numero fortunato. Ci mettevo molto tempo a leggere, perché contavo le righe di ogni paragrafo. Quando puntavo la sveglia, la puntavo solo a un’ora le cui cifre, sommate, non dessero un numero sfortunato.

Sapevo perfettamente che questi riti non avevano alcun senso e me ne vergognavo profondamente, ma non sono riuscito a liberarmene finché non ho iniziato la terapia.

Persino vestirmi di mattina era un problema, perché avevo il mio rito: se non l’avessi osservato, l’ansia avrebbe avuto il sopravvento e quindi avrei dovuto ricominciare tutto daccapo. Mi sono sempre preoccupata perché, se non avessi fatto qualcosa, i miei genitori sarebbero morti. Avevo questa terribile idea fissa di fare del male ai miei genitori. Era completamente irrazionale, ma queste idee mi rendevano sempre più ansiosa e scatenavano comportamenti ancor più irrazionali. Dedicando così tanto tempo ai rituali, non ero in grado di fare ciò che veramente era importante.

Le persone affette dal disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) sono turbate da pensieri continui (ossessioni) e, per combattere l’ansia che ne deriva, usano i rituali (compulsioni). Nella maggior parte dei casi i rituali finiscono col prendere il controllo delle loro vite.

Ad esempio,

  • se una persona è ossessionata dai batteri o dallo sporco, può sviluppare un comportamento compulsivo che consiste nel lavarsi ripetutamente le mani.
  • Se è ossessionata dai ladri può chiudere diverse volte la porta prima di andare a dormire.
  • Se teme di provare imbarazzo in pubblico la persona affetta da DOC può pettinarsi compulsivamente davanti allo specchio: a volte rimane come “ipnotizzata” dallo specchio e non riesce più a staccarsene.

Vivere in balia dei rituali non è affatto divertente. Al massimo si ha un sollievo temporaneo dall’ansia provocata dai pensieri ossessivi.

Tra gli altri rituali frequenti troviamo la necessità di controllare, toccare (soprattutto seguendo un ordine preciso) o contare ripetutamente le cose. Tra le ossessioni più diffuse ci sono

  • i pensieri frequenti di far del male alle persone care,
  • di compiere atti sessuali sgraditi,
  • di compiere azioni proibite dal proprio credo religioso.

Le persone affette da DOC possono anche preoccuparsi eccessivamente dell’ordine e della simmetria, aver difficoltà a buttar via gli oggetti (e quindi accumularli) oppure ammassare oggetti inutili.

Anche le persone sane hanno i propri rituali, ad esempio controllano diverse volte se il gas è spento prima di uscire di casa. La differenza sta nel fatto che le persone affette da disturbo ossessivo compulsivo continuano a compiere le azioni rituali anche se queste interferiscono con la vita quotidiana e la loro ripetizione provoca angoscia. Molti pazienti adulti affetti da DOC si rendono perfettamente conto di star compiendo azioni insensate, ma alcuni di essi (e la maggior parte dei bambini malati) non si rendono conto che il loro comportamento non è normale.

Negli Stati Uniti, il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce circa 2,2 milioni di adulti: può essere correlato a disordini alimentari, ad altri disturbi ansiosi o alla depressione. A essere colpiti sono sia gli uomini sia le donne, in percentuali grossomodo simili; il disturbo di solito compare durante l’infanzia, l’adolescenza o le prime fasi dell’età adulta. Un terzo degli adulti colpiti ha iniziato ad avvertire i sintomi durante l’infanzia e le ricerche suggeriscono che si tratta di un disturbo ereditario.

Il decorso della malattia è piuttosto variabile. I sintomi possono essere intermittenti, oppure possono migliorare o peggiorare con l’andare del tempo. Se il disturbo si aggrava il paziente può non essere più in grado di lavorare o assumersi le normali responsabilità in casa e in famiglia. I pazienti possono tentare di curarsi da soli evitando le situazioni che provocano le ossessioni, oppure possono far uso di alcol o stupefacenti per cercare di calmarsi.

Il disturbo ossessivo-compulsivo solitamente risponde bene alla terapia farmacologia e/o alla terapia comportamentale, in cui il paziente affronta le situazioni che provocano paura o ansia, desensibilizzandosi. Tra i nuovi approcci troviamo la terapia combinata e incrementale, ma anche tecniche moderne come la stimolazione cerebrale profonda.

Disturbo post traumatico da stress

Ho subito uno stupro all’età di 25 anni. Per molto tempo ho parlato dello stupro come se fosse qualcosa accaduto a qualcun’altra. Sapevo benissimo che era successo a me, ma non riuscivo a esprimerlo.

Poi ho iniziato ad avere dei flashback. Mi colpivano come una secchiata d’acqua gelida. Ero terrorizzata. All’improvviso rivivevo l’episodio. Ogni singolo attimo era terrificante. Non ero cosciente della realtà che mi circondava: era come se stessi galleggiando in una bolla. Terrificante, davvero. I flashback possono mandarti fuori di testa.

Sono stata stuprata la settimana prima di Pasqua; sembra impossibile, ma tutti gli anni l’ansia e la paura mi assalgono ancora quando arriva il momento dell’anniversario. È stato come guardare un lupo negli occhi. Non riesco a rilassarmi né a dormire; devo stare sola. Non so se riuscirò mai a liberarmi di questo terribile problema.

Il disturbo post-traumatico da stress (DPTS) si sviluppa dopo un evento doloroso e spaventoso (trauma) che ha comportato un dolore fisico o una minaccia di dolore fisico. Il paziente che ne soffre può essere stato offeso in prima persona, l’offesa può essere stata recata a una persona a lui cara, oppure può essere stato testimone di un episodio traumatico accaduto a una persona cara o ad un estraneo.

Il DPTS fu portato all’attenzione del grande pubblico nel caso dei veterani di guerra, ma può essere causato da avvenimenti traumatici di natura molto diversa come:

  • aggressioni,
  • stupri,
  • torture,
  • rapimenti,
  • prigionia,
  • episodi di pedofilia,
  • incidenti automobilistici,aerei o ferroviari,
  • bombardamenti,
  • calamità naturali come alluvioni o terremoti.

Chi è affetto da disturbo post-traumatico da stress può

  • sussultare all’improvviso,
  • diventare emotivamente insensibile (soprattutto in relazione alle persone che prima del trauma gli erano più vicine),
  • perdere interesse per le attività che gli piacevano,
  • non riuscire a manifestare affetto,
  • essere irritabile,
  • più aggressivo del solito o addirittura violento.

I pazienti evitano le situazioni che ricordano loro l’episodio traumatico e gli anniversari dell’evento spesso creano molti problemi. Sembra che i sintomi del DPTS siano più gravi se l’evento scatenante è stato provocato intenzionalmente da un’altra persona, come nel caso delle rapine e dei rapimenti.

La maggior parte delle persone colpite rivive il trauma più volte, mentalmente nel corso della giornata e negli incubi durante il sonno. Nel complesso queste situazioni sono definite flashback. I flashback possono essere composti da immagini, suoni, odori o sensazioni; spesso sono scatenati da eventi apparentemente normali, come il rumore di una porta che si chiude o da un’auto che frena improvvisamente. Se si vive un flashback si può perdere il contatto con la realtà e ritenere che l’evento traumatico stia accadendo di nuovo.

Non tutte le persone che hanno subito un trauma soffrono di disturbo post-traumatico da stress conclamato o lieve. I sintomi di solito iniziano dopo 3 mesi dal trauma, ma in alcuni casi possono apparire anche dopo anni. Per essere definiti disturbo post-traumatico da stress devono protrarsi per più di un mese. Il decorso della malattia è variabile: alcuni pazienti guariscono nel giro di sei mesi, mentre in altri i sintomi durano molto più a lungo. In alcune persone la patologia si cronicizza.

Negli Stati Uniti, il DPTS colpisce circa 7,7 milioni di adulti, ma può colpire persone di qualsiasi età, compresi i bambini. Le donne hanno più probabilità di ammalarsi rispetto agli uomini e alcune ricerche sembrano confermare che la tendenza ad ammalarsi possa essere ereditaria. Il disturbo post-traumatico da stress spesso è accompagnato dalla depressione, dall’abuso di sostanze o da uno o più degli altri disturbi d’ansia.

Alcuni tipi di farmaci e di approcci psicoterapici spesso si rivelano molto efficaci contro il DPTS.

Fobia sociale

Tutte le situazioni sociali mi impaurivano. Ero già ansiosa prima di uscire di casa e l’ansia aumentava esponenzialmente man mano che mi avvicinavo a scuola, alla festa o all’occasione che mi impauriva. Mi faceva male la pancia, quasi come se avessi avuto l’influenza. Il cuore mi batteva forte,avevo le mani sudate e mi sentivo come se fossi staccata da me stessa e da chiunque altro.

Quando dovevo entrare in una stanza piena di gente arrossivo e mi sentivo tutti gli occhi puntati addosso. Starmene in un angolo da sola mi metteva in imbarazzo, ma non riuscivo a pensare a nulla che potessi dire. Era umiliante. Mi sentivo molto a disagio e non vedevo l’ora di andarmene.

La fobia sociale, anche definita ansia sociale, viene diagnosticata quando il paziente, nelle normali situazioni sociali, è oppresso dall’ansia e diventa eccessivamente insicuro. Chi è affetto da ansia sociale ha un timore intenso, continuo e cronico di essere osservato e giudicato dagli altri e di compiere azioni che potrebbero risultare sconvenienti. La preoccupazione e la paura possono iniziare anche giorni o settimane prima dell’evento temuto. La paura può diventare così opprimente da interferire con il lavoro, la scuola o le altre attività quotidiane e può rendere difficile la creazione e il proseguimento delle amicizie.

Molte persone affette da fobia sociale si rendono conto che le paure legate alle occasioni sociali sono eccessive o irragionevoli, ma non sono in grado di superarle. Anche se tentano di combatterle e di stare insieme agli altri, di solito sono molto ansiosi prima dell’incontro ed estremamente a disagio quando si trovano insieme agli altri; inoltre si preoccupano del giudizio altrui per ore dopo l’incontro.

L’ansia sociale può essere limitata a un’unica situazione (parlare in pubblico, mangiare, bere o scrivere alla lavagna davanti agli altri) oppure può essere così estesa (come nel caso della fobia sociale generalizzata) che la persona prova ansia praticamente per ogni contatto al di fuori della sfera famigliare.

Tra i sintomi fisici che di solito accompagnano la fobia sociale troviamo:

  • il rossore,
  • la sudorazione abbondante,
  • il tremore,
  • la nausea,
  • la difficoltà a parlare.

Quando si verificano i sintomi le persone affette da fobia sociale si sentono come se avessero gli occhi degli altri puntati addosso.

Negli Stati Uniti la fobia sociale colpisce circa 15 milioni di adulti. Il disturbo colpisce con uguali probabilità gli uomini e le donne e di solito si manifesta per la prima volta durante l’infanzia o nei primi anni dell’adolescenza. Alcune ricerche sembrano suggerire che potrebbe essere causato da fattori genetici. La fobia sociale spesso è accompagnata da altri disturbi d’ansia o dalla depressione; se i pazienti cercano di curare da soli l’ansia, possono sviluppare dipendenza dai farmaci o da altre sostanze.

La fobia sociale può essere curata efficacemente usando determinati approcci psicoterapici o farmacologici.

Fobie specifiche

Ho una paura tremenda di volare e non volerò mai più. Una volta iniziavo ad aver paura di un viaggio in aereo anche un mese prima della partenza. Quando il portellone dell’aereo si chiudeva ero veramente spaventata e mi sentivo in trappola. Il cuore mi batteva forte e iniziavo a sudare come una fontana. Quando l’aereo decollava avevo sempre più la sensazione di essere in trappola. Quando penso a un viaggio in aereo, mi immagino che perdo il controllo e compio atti inconsulti , ma ovviamente nella realtà non l’ho mai fatto. Non ho paura degli incidenti né delle turbolenze. Quello che temo è la sensazione di sentirmi in trappola. Tutte le volte che ho pensato di cambiare lavoro, mi sono trovata a pensare: “E se fossi costretta a volare?” Attualmente frequento soltanto luoghi raggiungibili in macchina o in treno. I miei amici mi ricordano sempre che non sarei in grado di scendere nemmeno da un treno che viaggia ad alta velocità… Allora perché i treni non mi danno alcun problema? Tutto ciò che posso rispondere è che la mia paura è irrazionale.

La fobia specifica è una paura intensa e irrazionale di qualcosa che in realtà è poco o per nulla pericoloso. Alcune delle fobie specifiche più comuni riguardano:

  • i luoghi chiusi,
  • l’altezza,
  • le scale mobili,
  • le gallerie,
  • la guida in autostrada,
  • l’acqua,
  • il volo,
  • i cani,
  • il sangue.

Le fobie non sono soltanto paure portate all’estremo: sono paure irrazionali di un oggetto o di una situazione particolare. Magari si potrebbe essere in grado di scalare l’Everest, ma non di salire oltre il quinto piano di un palazzo. Gli adulti affetti da fobie si rendono conto che le loro paure sono irrazionali però, spesso, affrontare (o anche solo pensare di affrontare) l’oggetto o la situazione che li spaventa provoca un attacco di panico o una forte ansia.

Negli Stati Uniti, le fobie specifiche colpiscono circa 19,2 milioni di adulti e le donne sono due volte più colpite degli uomini. Il disturbo di solito fa la sua comparsa durante l’infanzia o l’adolescenza e tende a continuare anche in età adulta. Le cause delle fobie specifiche non sono ancora certe, ma alcune ricerche sembrerebbero provare che siano ereditarie.

Se la situazione o l’oggetto temuto è facile da evitare i pazienti affetti da fobie specifiche potrebbero non ricorrere ad alcun aiuto; tuttavia, se l’evitare il motivo scatenante interferisce con la carriera o con la vita quotidiana, il disturbo può diventare invalidante e di solito si cerca di curarlo.

Le fobie specifiche rispondono bene ad una terapia psicologica mirata.

Disturbo d’ansia generalizzato

Ho sempre pensato di essere solo un po’ troppo apprensiva. Mi sentivo agitata e non riuscivo a rilassarmi. Alle volte l’agitazione andava e veniva, altre volte era continua. Poteva continuare per giorni. Mi preoccupavo di che cosa preparare agli invitati per cena o di che cosa regalare di bello a qualcuno. Dovevo sempre avere il controllo su tutto.

Quando i miei problemi si sono aggravati ho preso qualche giorno di ferie e mi sono sentita veramente in colpa. Poi ho iniziato a preoccuparmi di perdere il lavoro. Finché non mi sono fatta curare ero ridotta in condizioni pietose.

Avevo gravi problemi a dormire. C’erano delle volte in cui mi svegliavo di soprassalto in piena notte. Anche concentrarmi era difficile, persino quando si trattava solo di leggere il giornale o un romanzo. A volte mi sentivo un po’ meglio. Di solito, però, avevo il batticuore. Mi faceva preoccupare ancor di più. Mi immaginavo sempre le cose peggiori di come in realtà fossero. Una volta, per un semplice mal di pancia, ero convinta di avere l’ulcera.

I pazienti affetti da disturbo d’ansia generalizzato (GAD) trascorrono le giornate in preda a tensione e preoccupazioni costanti, quando in realtà non ci dovrebbe essere nulla che li preoccupa. Sono sempre pessimisti ed eccessivamente preoccupati per la loro salute, per le questioni economiche, per i problemi famigliari o per le difficoltà lavorative. In alcuni casi, basta il pensiero di dover affrontare la giornata per scatenare l’ansia.

Il GAD viene diagnosticato quando la persona si preoccupa eccessivamente per tutta una serie di problemi quotidiani per un periodo di almeno sei mesi. Le persone affette da disturbo d’ansia generalizzato sembrano non venire mai a capo delle loro preoccupazioni, anche se di solito si rendono conto che l’ansia è sproporzionata rispetto alla situazione che la scatena. Non riescono a rilassarsi, si allarmano con facilità e hanno difficoltà di concentrazione. Spesso hanno difficoltà ad addormentarsi o a dormire serenamente. Tra i sintomi fisici che di solito accompagnano l’ansia troviamo:

  • l’affaticamento,
  • il mal di testa,
  • la tensione muscolare,
  • i dolori muscolari,
  • le difficoltà di deglutizione,
  • il tremore,
  • le contrazioni nervose,
  • l’irritabilità,
  • la sudorazione eccessiva,
  • la nausea,
  • le vertigini,
  • la necessità di andare in bagno frequentemente,
  • la sensazione di mancanza d’aria,
  • le vampate di calore.

Se l’ansia è lieve, le persone affette da GAD riescono ancora ad avere una vita sociale e a mantenere il lavoro. Il disturbo non li porta ad evitare determinate situazioni ma, se l’ansia è grave, possono avere difficoltà a svolgere le attività quotidiane più semplici.

Negli Stati Uniti il GAD colpisce circa 6,8 milioni di adulti e le donne sono due volte più soggette degli uomini. Il disturbo di sviluppa gradualmente e può iniziare in qualsiasi momento, nonostante il periodo più a rischio vada collocato tra l’infanzia e l’età adulta. Le ricerche dimostrano che la componente genetica è quasi ininfluente.

Spesso il GAD è accompagnato da altri disturbi d’ansia, dalla depressione o dall’abuso di sostanze, e solo in rari casi non ha altre patologie concomitanti. La terapia più comune per il disturbo d’ansia generalizzato è farmacologica o cognitivo-comportamentale, ma anche i disturbi concomitanti devono essere sconfitti, ciascuno con una terapia adeguata.

Cura e terapia

(Per quanto riguarda le terapie fare riferimento alla seconda parte: Ansia ed attacchi di panico, rimedi e cure)

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anna

    Un`ultima cosa dottore:mi capita da un po di avere dei “lapsus”di pensiero,di cui mi rendo conto un attimo dopo,cioe`tipo piccole dimenticanze di cui mi rendo conto un attimo dopo,su cui xo rimango a pensare con preoccupazione.puovrientrare nell ansia?..tutto cio mi sta succedendo da quando ho smesso di lavorare,cioe`da giugno,quando ero impegnata,cmq ero ansiosa,ma in modo diverso..

  2. Renata

    Salve , dottore. Dopo aver trascorso settimane piene di serenitâ durante le vacanze e lontana da casa/scuola/genitori separati.. mia figlia che soffriva di attacchi di ansia é tornata a casa..e come temevo sono tornati i primi sintomi. Sinceramente ho subito addottato il sistema “visto che non si possono CONTROLLARE meglio ACCETTARLI”..cioé sapendo che potresti avere un attacco ..trovati un “alleato” ..tipo un’amica che in caso ti si siede accanto e aspetta con te che passi..oppure..visto che tti senti svenite: sai bene che non si puo morire di svenimento..e..avrai tutta l’attenzione e aiuto che ti serve uintorno (scuola e sport) e ti puoi rilassare! Per ora mia figlia ha accettato i consigli con umorismo..secd lei ho sbagliato?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non ha sbagliato, ma se non vedesse miglioramenti (intesi come diminuzione della frequenza e dell’intensità degli episodi) non abbia paura a chiedere aiuto a specialisti.

  3. Renata

    Grazie davvero. Ho passato l’estate a cercare di appianare gli attriti in famiglia e oserei dire che abbiamo fatto passi avanti..ad esempio festeggeremo il suo 18esimo compleanno uniti come GENITORI e non piu come EX-CONIUGI..e lei ne é molto contenta. Spero le sue ansie siano sempre meno legate a paure profonde di abbandono e che lei accetti che alla sua etâ la vita É piena di incognite..che io chiamo avventure e occasioni di fare nuove esperienze! E..sono maturata anch’io molto con questa esperienza. Grazie della Sua disponibilitâ.

  4. serena

    Dott.re ho 26 anni e da 4 soffro d ansia. Ho imparato a conviverci ma ancora una cosa mi spaventa: il senso di svenimento che ho quando mi arriva un attacco di ansia accompagnato poi da gola chiusa. Perché ? Come posso calmare questa sensazione? È possibile svenire realmente?Grazie mille

  5. valentina

    Buongiorno dottore, ormai è tutta la notte che non dormo e dovrei “alzarmi” alle 6 per andare a lavoro ma ovvio che non lo farò. Sono stata malissimo tra oggi pomeriggio e stanotte. Io soffro già di ansia e tachicardia, ma era tanto che non mi prendeva una tachicardia ed un insonnia come quella di questa notte…. e tutto questo perché, secondo me, ho mangiato a pranzo tropppo tiramisù e di conseguenza ho ingerito molta caffeina, che a me fa male anche a dosi molto basse. Quello che un po’ mi lascia perplessa, in quanto avendo mangiato verso le 15 e non avendo ingerito null’altro per tutto il resto della giornata (mi sentivo gonfia da morire e avevo mal di stomaco) è: come è possibile che la caffeina sia ancora in circolo e non mi abbia fatto dormire tutta la notte procurandomi anche un forte attacco di ansia con tachicardia e difficoltà respiratorie? Sto ancora male e ho paura che sia qualcosa di grave. Che deve fare? Vado dal mio medico tra qualche ora? ho sofferto di tachicardie notturne ma mai come stanotte. … ho tutto lo stomaco sotto sopra e mi sento le gambe tremanti. Non so che cosa pensare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nulla di grave, ma bene sentire il medico se adesso stesse ancora male; più che la caffeina probabilmente non ha digerito (“mi sentivo gonfia da morire e avevo mal di stomaco”).

  6. Sara

    Salve dottore!! Non so se si ricorda di me,le avevo parlato tanto tempo fa di mancanza di respiro,dall’ultima volta son cambiate tante cose,ora lavoro e quindi sono impegnata ma quando torno a casa che sono stanchissima mi manca il respiro( non sempre ma raramente) anche quando ceno,poi smetto di cenare e passa e quando son li tranquilla riesce fuori come se mi strozzassi la gola e mi sento di morire poi passa!! Dall’ultima volta che veniva spesso questa cosa viene poco ora ma ho sempre paura del “cuore” e ho notato che rispetto a quando ero più piccola ora ogni volta che ho raffreddore,maldi gola o altre cose così mi manca il respiro sono diventata molto paurosa mi spavento per tutto!! Lei cosa pensa?! Grazie in anticipo!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra solo ansia, ma le raccomando di sentire anche il parere del medico.

  7. tamara

    ieri sono andata pronto soccorso…pensavo di avere infarto o ictus..panico attacco ansia …ora assumo fiori di back e oligoelementi contro ansia gia presi tempo addietro beneficio .dna ansioso padre etc. anche ovvio ho molti problemi non lavoro .mancanza denaro impegni mutuo e non appropriato aiuto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente consiglierei un approccio più classico al problema dell’ansia, da valutare con il medico.

  8. tamara

    dottore. mentre subivo un attacco di panico .oltre ilk tremore sul dorso e in tutta le schiena, compresi i glutei. mi restava difficile il pensiero tradurlo in parola, come se un ala della testa non fosse mia. cosa ne pensa grazie

  9. Sara

    Il medico dice sempre che è Ansia/Attacco di panico,di cercare di stare tranquilla!! Ho notato che a volte sembra che ho una sensazione come se si bloccasse il cuore e poi riparte e mi sento strana e poi accellera e ritorna normale!! Boh!! Vorrei tanto fare holter ma dicono che sono troppo fissata e che non ho nulla!! Grazie comunque della risposta!!

  10. Anonimo

    GENTILE DOTTORE
    PREMETTO CHE SPESSO HO UN PO’ DI ANSIA MA IN QUESTI ULTIMI 2 GIORNI HO AVUTO DEGLI EPISODI MAI AVUTI PRIMA. SI TRATTA DI UNA SENSAZIONE COME DI APNEA COME SE MI SI CHIUDESSERO LE VIE RESPIRATORIE. HO NOTATO CHE HO UNA SPECIE SI GOCCIOLIO AL NASO MA NON MI SEMBRA UN VERO E PROPRIO RAFFREDDORE. COME FACCIO A DISTINGUERE SE è ANSIA O QLCOSA ALLE VIE RESPIRATORIE? GRAZIE BUONA SERA.

    1. Anonimo

      no come le ho accennato sopra mi gocciola il naso e il buco sinistro sembra più tappato ma non ho un vero e proprio raffreddore…ho una sensazone simile anche al petto e alla gola..bo!

  11. Sara

    No non sto facendo nulla!! Anche perchè questa cosa non esce tutti i giorni va a momenti!! Dato che il lavoro che svolgo è piuttosto pesante arrivo a casa alla sera stanchissima e nel momento in cui sono rilassata mi manca il respiro e poi magari il giorno dopo sono meno stanca e non mi viene nulla!! Io noto solo che ogni tanto esce questa sensazione di blocco al cuore e che poi riparte e da fastidio,poi provo a sentirlo ed è accellerato o sembra che batte strano!! Appena ho la possibilità prenoto una visita per fare Holter giusto per levarmi ogni dubbio!! Lei che dice?? Grazie!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cercherei di trovare una soluzione all’ansia, che se occasionale può essere un ansiolitico.

  12. paola

    Salve i miei attacchi di panico sono cambiati e aumentati prima mi prendevano a livello viscerale adesso mi gira la testa ho forte nausea anche con conati si asciuga la salivazione ho la sensazione di svenire non riesco più ad uscire di casa con la macchina e ancora peggio a piedi pochi passi mi sembrano chilometri e anche se sono in compagnia non cambia niente che posso fare?sono stata dal medico ho fatto delle analisi e devo aspettare i risultati stoale e vivo male

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Psicoterapia e/o farmaci, temo che non ci sia altra strada.

  13. elena

    SalvE dottore, stanotte mentre dormivo mi sono svegliata perché colpita da sensazioni strane come vampate di calore ed un forte senso di vuoto nello stomaco. Da li e partita la paura di stare per morire e conseguentemente ho iniziato a sentire formicolio al braccio. Premetto che da luglio di quest’anno sono iniziati gli attacchi di panico. Vorrei che finissero…non ne posso più.

  14. davide

    Salve dott mi e stata diagnostica una insufficienza della valvola mitrale minima a volte mi manca l aria e sento il cuore in modo strano la mia domanda e dato chebe minima e non moderata puo essere solo ansia?

  15. Elena

    Sì. Ho fatto le analisi del sangue e tutto ok… il mio medico dice che è ansia…ma io non ne posso più passare una notte così., mi sembra di non essere più padrona della mia viTa.

  16. antonella

    Salve dott. Io nn soffro d’insonnia ma la mattina come mi sveglio mi sembra ke mi manki il respiro e questa sensazione ce l’ho x tutta la giornata. Mi viene tremorio e sensazione di vertigini ,vampate oppure brividi ed altri vari sintomi cm dolore al petto formicolio al braccio mal di stomaco .io nn vivo più cosa posso fare?

  17. andrea

    Buon giorno dottore sono un ragazzo di 25 anni da 5 anni soffro di attacchi di panico ansia e depressione ho cambiato vari psicologi e psichiatri ma tuttora non anno trovato una cura adatta o provato vari tipi di gocce xanax lexsotan tranquirit enn tutto senza successo vari anti depressivi entact cipralex e tanti altri non ne posso più quando mi viene l’attaco di panico mi viene dolore al petto vampata di calore sudorazione e Pressione arteriosa sulle 170coon 110 con FC fino a 130 al minuto ospedali ne ho girati parecchi o battuto il record almeno 120 accessi in 5 anni per ogni ospedale sono tre oaspedali 360 accessi totali e non mi possono trovare una curda io non bevo alcolici ne caffè ne fumo ne o fatto mai uso di sostanze stupefacenti mi può dare qualche Consiglio lei. GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il tentativo che farei è affidarsi ad uno psichiatra, uno solo, e collaborare con lui fino a trovare un equilibrio; cambiare continuamente specialista non è la scelta giusta.

  18. cristina

    Salve dottore…da anni soffro di attacchi di panico curati con sereupin………tre mesi fa lo smesso con tanta fatica…scalandolo piano piano…..purtroppo lo ricominato perché stavo troppo male…..!!!! Ieri ho avuto mal di testa penso da cervicale ed ho lavorato tutto il giorno. ….la sera ho cenato leggero poi sono andata al cinema con mia figlia. …ad un tratto mal di stomaco inprovviso vampata di caldo tachicardia molto forte……mi passava e mi ritornava e così per tutta la sera……al rientro a casa mi sono coricata sempre con batticuore e mi sonoaaddormentata….alle 2 mi soni alzata per andare in bagno e di nuovo dolori di stomaco vampate di caldo e batticuore. …stamattina sono un po stranita….secondo lei cosa può essere? ?? Ho notato che mi viene in concomitanza con il mal di testa…….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È molto importante segnalarlo al medico, ma a mio parere potrebbe essere ansia e passerà con il prosieguo della terapia.

  19. Lino

    Salve dottore,ieri sono stato per l’ennisima volta dal mio medico per i soliti disturbi che ormai sono presenti da piu di 1 anno.dolori in tutto il corpo,formicolii,bruciori,rigidità,sensazioni di freddo o caldo,dolori allo stomaco,nausea,giramenti di testa,dolori all’orecchio fischi,mandibola,denti,mento,comunque mi sento di avere 80anni e ne ho solo 28quasi.Il mio medico dice che si tratta di disturbi d’ansia,ma io ho perso un po la fiducia nel mio medico,ho fatto 2volte esami al cuore ed e tutto normale,e quindi lui dice che è inutile rifare analisi o altri esami perche e sicuro al 100% che si tratta di ansia.ma io nn gli credo piu,vivo malissimo ogni giorno dolori in tutto il corpo,e poi l’ansia da formicolii alla lingua e al petto? oltre al mio medico che nn mi ispira piu fiducia a chi devo rivolgermi e secondo lei è ansia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutti i sintomi sono compatibili con l’ansia e se i sintomi sono gli stessi di un anno fa è inutile ripetere gli stessi esami; se lo desidera può eventualmente sentire il parere di un internista.

    2. Lino

      infatti il mio medico si occupa di medicina generale,e ha detto che è ansia,e mi ha dato degli ansiolotici da prendere solo in caso di crisi di panico.

  20. Genny

    Salve dottore. Ho 17 anni e soffro di ansia e attacchi di panico da un anno (peggiorato quest’estate). Non posso più uscire perché al solo pensiero mi sale l’ansia e mi vengono dolori all’addome, schiena, tremori, tachicardia, respiri pesanti, necessita di andare al bagno e soprattutto paura. Ne ho parlato ai miei genitori, ma non mi credono (o pensano sia una stupidaggine) cosa devo fare? Mi sento in un vicolo cieco.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Puoi rivolgerti con fiducia in consultorio, magari facendoti accompagnare ad una amica se non ti senti di andare da sola.

  21. Marianna

    Salve dottore,volevo sapere se il formicolio e prurito al torace e gola è uno dei tanti sintomi dei disturbi dell’ansia.Grazie

  22. Nazaren

    Salve dottore,
    Ho 20 anni e da circa un mese ho situazioni molto simili descritte qui sopra. Ho avuto 3 attacchi dove il cuore batteva forte e sentivo caldo e freddo, nausea e vista annebbiata…il tutto durava qualche minuto e per le restanti 2-3 ore mi sentivo debole e impaurito e talvolta pure troppo rilassato. Oltre a questi 3 soli casi, praticamente ogni giorno me lo vivo male con leggeri giramenti di testa e nodo alla gola. Il dottore mi ha prescritto esame urine,sangue,tiroide e holter e tutti sono perfetti (holter fatto tra l’altro durante attività fisica in palestra).
    Il primo attacco è avvenuto una notte, dopo aver bevuto il latte prima di andare a dormire (lo faccio spesso), risvegliandomi con rigurgito e una fortissima acidità mai avvenuta così forte e i sintomi tipici della tachicardia.
    Cercando sul web ho trovato questo sito e leggendo le domande fatte da altri mi sono un po’ calmato, in quanto vedo che molti come me pensano subito male e magari peggiorano solo la situazione creando ulteriore ansia. Secondo lei può attribuirsi ad ansia, problemi gastrointestinali o cardiaci? Premetto che ho fin da piccolo un rene che non funziona.
    Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente ansia, ma provi ad evitare il latte alla sera che potrebbe essere causa di reflusso; i sintomi vanno comunque segnalati al medico.

  23. Lara

    Buongiorno dottore sono una donna di 42 anni gravida alla 19 settimana insulino dipendente seguita da diabetologa ginecologi e medico di famiglia, sono circa tre mesi che ho vertigini e tachicardia senso di formicolio dal volto sinistro brividi vampate e extrasistole premetto che ho fatto ablazione nel 2006 per work parkinsson white, ho fatto tantissimi accertamenti su mia richiesta rm encefalo senza mezzo di contrasto risultati negativi ecocardio negativo tronchi sovraortici negativi esami tutti apposto due visite neurologiche negative, ora ho su holter ovviamente da quando c’è l ho ho spesso extrasistole e tachicardia, sono già in cura da uno psichiatra con zoloft e xanax da un mese in realtà questo ultimo lo prendevo anche prima perché sono ansiosa,volevo sapere possibile che una settimana fa stavo un po’ meglio è da due o tre giorni sto peggiorando soprattutto non riesco a calmarmi nonostante le rassicurazioni, ovviamente mi manca esito del holter che sarà disastroso visto la continua ansia e tachicardia associata avolte a extrasistole

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi sembra ottimamente seguita, quindi se non è stato rilevato nulla di patologico è proprio molto probabile che l’unica causa sia l’ansia (purtroppo peggiorata dagli ormoni della gravidanza).

  24. Vale

    Soffro di ansia ed DAP da 4 anni, in seguito ad un incidente che ebbi. Da quel giorno, la mia vita è cambiata…adesso aspetto anche un bambino e sono ancora più terrorizzata, non vorrei che per colpa mia dovesse succedere qualcosa. Mi manca il respiro, pressione alta (sempre dovuta all’ansia), ho la sensazione e la paura di morire, di avere un infarto od ictus. Sono andata dal cardiologo per fare una visita e un ECG e non c’è nulla, ma ho paura. Può succedere qualcosa al mio bambino?

  25. napoli

    Doc…da qualche settimana. ..la notte mi viene un senso di vuoto alla testa paura di svenimenti…mentre il giorno giramenti di testa.e mi.muovo freneticamente per paura di svenire, qualche volta mi vengono sforzi di vomito e tachicardia a 1000. E un semplice mal di pancia mi fa pensare che sto morendo..e ritorna la paura di svenire.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Partirei da quello, in modo da non farsi prendere dal panico in caso sintomi; ovviamente l’ultima parola spetta al suo medico che, dopo la visita, potrà verificare che non ci siano altri problemi.

  26. Paky

    Salve dottore, c’è un post attacco di panico?
    In poche parole sto avendo degli attacchi di panico frequenti, quando mi succede poi dopo per un po di giorni mi sento come la testa confusa e la parte sinistra della faccia addormentata, vista annebbiata dall’occhio sinistro e alcune volte anche un dolore che prende la parte sinistra, cioè orecchio, occhio e testa.
    Quando sembra che tutto stia per passare, mi viene un altro attacco di panico e il processo ricomincia.
    Grazie per la risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ritengo che sia abbastanza normale; è già seguita dal medico?

    2. Paky

      Sono andato dal medico e mi ha prescritto dei raggi alla testa, una visita neurologica e ha detto anche una visita alla cervicale.
      Devo ancora fare tutte queste cose, perchè nel frattempo mi era passato e ora di colpo sono ricominciati gli stessi problemi

  27. enzo

    dott sono tanti anni che convivo con ansia e vero brutto o fatto tutti i controlli e sto bene grazie a dio pero e da cualche giorno mi sento confuso occhi appanati e non riesco a mantenere la calma dott puo essere pure da ansia dott

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