Sindrome di Ménière: vertigini ed altri sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1362 giorni

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Introduzione

La sindrome di Ménière è un’anomalia dell’orecchio interno che provoca molti sintomi diversi, tra cui: vertigini o grave capogiro, acufene (ronzio nelle orecchie), fluttuazioni dell’udito e sensazione di pressione o dolore nell’orecchio colpito. Il disturbo di solito colpisce un orecchio solo ed è una causa frequente di diminuzione dell’udito. La sindrome si chiama così in onore del medico francese Prosper Ménière che la descrisse per primo nel 1861.

Cause

I sintomi della sindrome di Ménière sono collegati col cambiamento della pressione dei fluidi nella parte dell’orecchio interno nota come labirinto, che è composto da due parti

  • labirinto osseo
  • labirinto membranoso.

Il labirinto membranoso, che è racchiuso dalle ossa, è fondamentale per l’udito e l’equilibrio e contiene un fluido chiamato endolinfa. Quando muovete la testa anche l’endolinfa si muove e permette ai recettori nervosi del labirinto membranoso di inviare al cervello il segnale che l’organismo è in movimento.

Molti esperti ritengono che la lacerazione del labirinto membranoso permetta all’endolinfa di mescolarsi con la perilinfa, un altro fluido presente nell’orecchio interno, che occupa lo spazio tra il labirinto membranoso e le ossa del labirinto osseo.

E’ proprio da questo mescolarsi di fluidi che hanno origine i sintomi della sindrome di Ménière, i ricercatori stanno indagando su diverse possibili cause della malattia, compresi i fattori biologici e quelli ambientali, come ad esempio l’inquinamento acustico e le infezioni virali.

Sintomi

I sintomi della sindrome di Ménière sono improvvisi: possono verificarsi tutti i giorni come una volta sola all’anno.

Le vertigini, che spesso sono il sintomo più debilitante della sindrome, di solito provocano un forte capogiro che costringe il paziente a sdraiarsi. Gli attacchi di vertigini possono provocare grave nausea, vomito e sudorazione, e spesso non hanno alcun segno premonitore.

In alcuni pazienti affetti da sindrome di Ménière gli attacchi hanno inizio con:

  • acufene (ronzio alle orecchie),
  • diminuzione dell’udito,
  • sensazione di riempimento o pressione nell’orecchio colpito.

È importante ricordare che tutti questi sintomi non possono essere previsti in alcun modo: Di norma l’attacco è caratterizzato da una combinazione di vertigini, acufene e diminuzione dell’udito e può protrarsi per diverse ore.

La frequenza, la durata e l’intensità di questi disturbi variano da persona a persona. Alcuni possono provare lievi vertigini alcune volte all’anno, altri invece possono essere affetti di tanto in tanto da un acufene intenso e incontrollabile durante il sonno.

I pazienti affetti dalla sindrome di Ménière spesso vivono anche una diminuzione dell’udito e si sentono sempre insicuri e traballanti anche per lunghi periodi. Tra gli altri sintomi della sindrome di Ménière, che però si verificano con meno frequenza troviamo:

L’udito tende a ridiventare normale tra un attacco e l’altro, ma con l’andare del tempo peggiora.

Diagnosi

La NIDCD, l’istituto statunitense che si occupa di disturbi dell’orecchio, stima che attualmente negli Stati Uniti ci siano circa 615.000 pazienti affetti da sindrome di Ménière e che ogni anno vengano diagnosticati 45.500 nuovi casi. Per una corretta diagnosti della sindrome di Ménière sono necessari diversi passaggi, tra cui un colloquio conoscitivo della storia medica del paziente e un esame fisico da parte di un medico, esami dell’udito e dell’equilibrio e un’esplorazione mediante risonanza magnetica (MRI).

La misurazione accurata e la caratterizzazione della perdita d’udito sono fattori di importanza fondamentale per la diagnosi della sindrome di Ménière.

Usando diversi tipi di esame dell’udito i medici possono caratterizzare la diminuzione dell’udito come sensoriale, cioè originata dall’orecchio interno, oppure neurale, cioè originata dal nervo acustico. La registrazione della risposta uditiva del tronco encefalico, che misura l’attività elettrica nel nervo acustico e nel tronco encefalico, è molto utile per distinguere tra questi due tipi di diminuzione dell’udito. L’elettrococleografia, ovvero la registrazione dell’attività elettrica dell’orecchio esterno in reazione al suono, può aiutare a confermare la diagnosi.

Per esaminare l’apparato vestibolare, deputato all’equilibrio, il medico irriga le orecchie con acqua o aria calda e fredda. Questo procedimento provoca il nistagmo, ovvero i rapidi movimenti involontari degli occhi, che possono aiutare il medico nell’analisi del disturbo dell’equilibrio.

Poiché i tumori, crescendo, possono provocare sintomi simili a quelli della sindrome di Ménière, una risonanza magnetica è utile per capire se le vertigini e la diminuzione dell’udito sono provocati da un tumore.

Cura e terapia

Non esiste alcuna cura definitiva per la sindrome di Ménière.

I sintomi della malattia possono essere tenuti sotto controllo se si diminuisce la ritenzione idrica modificando la dieta (ad esempio seguendo una dieta a basso tenore di sale o senza sale, ed eliminando la caffeina e l’alcool) oppure se si assumono farmaci. Può anche essere utile cambiare i farmaci che controllano le allergie o migliorano la circolazione sanguigna nell’orecchio interno. Eliminare il tabacco e diminuire lo stress sono due ulteriori buoni metodi per diminuire la gravità dei sintomi.

Alcuni medici sostengono che sia necessario un intervento chirurgico per i pazienti affetti da vertigini continue e debilitanti dovute alla sindrome di Ménière.

  • La labirintectomia (rimozione del labirinto) può essere utile per tenere sotto controllo le vertigini sacrificando però l’udito, quindi è consigliata soltanto ai pazienti che già hanno gravi problemi di udito nell’orecchio colpito.
  • La neurotomia vestibolare, che separa selettivamente il nervo dall’organo colpito nell’orecchio interno, di solito è efficace contro le vertigini e riesce a preservare l’udito, ma presenta rischi chirurgici importanti.

Di recente, per curare le vertigini da sindrome di Ménière, si preferisce somministrare la gentamicina, un antibiotico ototossico (cioè che provoca danni all’orecchio), direttamente nell’orecchio medio.

La ricerca si sta dirigendo verso l’individuazione dei fattori ambientali e biologici che potrebbero causare la sindrome di Ménière o provocarne un attacco. Sono anche in corso studi sull’influenza sull’udito e sull’equilibrio data della composizione dei fluidi e dal movimento del labirinto.

Studiando le ciglia dell’orecchio interno, responsabili dell’udito e dell’equilibrio, sarà possibile capire come l’orecchio possa convertire l’energia meccanica delle onde sonore in impulsi nervosi; con una migliore comprensione dei meccanismi della sindrome di Ménière i ricercatori potranno sviluppare strategie di prevenzione e terapie più efficaci e mirate.

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. shanara

    Buon giorno doctore anche a me da 2 anni mi vspita di sentire una forta sordida nelle orechie con giramento di testa e a lq fine un forte fischio come se fosse il rumore del mare.doppo un po sto bene ma sono spaventada. geazie

  2. shanara

    una volta o 2 al mese o dalle volte quando meno me lo aspetto.la cosa piu brutta e che fino que non mi passa il rumore come si fosse acqua no sto bene per di piu mi fa male dietro la testa nella cervicale.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Di cervicale ne soffre spesso? La causa potrebbe essere quella.

  3. Mary Ve

    2 settimane fa mi è capitato di avere giramenti fortissimi di testa e vomito della durata di 3 ore ..il mio medico mi ha consigliato di prendere…microser 8 mg compresse vorrei sapere se va bene …ho la cervicale ossificata ma senza dolori grazie della risposta

  4. MeryNapoli

    Buongiorno dottore.Sono più di tre anni ormai che soffro della sindrome di meniere e da allora la mia vita è cambiata totalmente…il rumore nell’orecchio e tutto il resto dei sintomi da lei elencati ormai sono fissi nel mio corpo.Le vertigini e il senso di instabilità mi stanno portando anche problemi alla schiena,la tensione si è appoggiata tutta sul basso ventre provocandomi dolore.Prima prendevo i Vertiserc x le vertigini e la Plasil x la nausea,ma ormai non trovo sollievo nemmeno più con questo.Il professore del Policlinico dove sono in cura mi ha prescritto una terapia infusiva con glicerolo,secondo lei troverò sollievo? So che non si guarisce,ma almeno vorrei sentirmi più libera di muovermi!!! Grazie

  5. Sofia

    Gentile dottore,
    mia mamma soffre ormai da qualche anno di presunta labirintite, dico presunta perchè pur essendo dovuta ricorrere almeno un paio di volte al pronto soccorso, non le è mai stato fatto nessun esame per accertare se effettivamente trattasi di labirintite, adesso leggendo il suo articolo sulla labirintite sono venuta a conoscenza della sindrome di Meniere e allora mi sto chiedendo: non è che mia mamma ha qualcos’altro che sembra labirintite ma in realtà non lo è? Non sarebbe meglio se facesse una risonanza magnetica per avere la certezza di cosa si tratta magari escludendo anche il tumore?
    Gli episodi all’anno sono circa 1-2 gravi, cioè da chiamare l’ambulanza e 4-5 meno gravi che in qualche giorno si ristabiliscono da soli e soffre da sempre anche di cervicale.
    Purtroppo tra amici abbiamo già due casi di questo genere (32 e 36 anni), uno ha perso totalmente l’udito da un orecchio dopo un’infezione e l’altro è stato operato per rimuovere un tumore scoperto perchè progressivamente non ci sentiva più, quindi capisco bene che sono cose che succedono più frequentemente di quanto si pensi e da non prendere assolutamente alla leggera liquidandole senza fare nemmeno un esame.
    Pertanto mi può gentilmente consigliare che strada percorrere per stare davvero tranquilli? Meglio fare una risonanza?
    La ringrazio davvero per la Sua disponibilità.
    Distinti saluti
    Sofia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Più che esami al suo posto mi appoggerei ad un otorino che possa essere lo stesso ad ogni episodio e quindi seguirla in modo più preciso rispetto al PS.

    2. mario

      avverto già da una ventina di giorni un continuo e fastidioso ronzio alle orecchie, la pressione arteriosa è sotto controllo (130/75 di media)ho sessanta anni, le chiedo se secondo il suo parere vertiserc può in qualche maniera risolvere il mio problema . La ringrazio per la risposta.

  6. franco

    dottore che differenza c’è tra vertigini ed instabilità o dizziness, o sensazione di stordimento?
    Di queste ultime soffro ma non vertigini vere e proprie; mi è stato accertato che il labiritno dx funziona meno (circa il 25%).
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le vertigini sono un sintomo più severo ed invalidante.

  7. Anonimo

    salve dott ho 14 anni e da 3 settimane ho un acufene dapprima all’orecchio sinistro poi ad entrambe le orecchie e dolore al padiglione auricolare. L’acufene (senza essermi rivolto a nessuno) è diminuito e quasi scomparso mentre da lunedì ho (in certi momenti) vertigini, cefalea seguita da emicrania, senso di vomito, giramenti di testa. Ho preso solo un efferalgan 330 anche se leggera per me che peso (50kg) per il ma di testa. Che si tratti della sindrome di Ménière? O di una semplice labirintite??

    1. anonimo

      O potrebbe trattarsi di qualcosa di molto grave (un trauma alla testa…)?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Era solo un invito a non scrivere in due pagine per lo stesso problema.

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