Sindrome di Ménière: vertigini ed altri sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1543 giorni

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Introduzione

La sindrome di Ménière è un’anomalia dell’orecchio interno che provoca molti sintomi diversi, tra cui: vertigini o grave capogiro, acufene (ronzio nelle orecchie), fluttuazioni dell’udito e sensazione di pressione o dolore nell’orecchio colpito. Il disturbo di solito colpisce un orecchio solo ed è una causa frequente di diminuzione dell’udito. La sindrome si chiama così in onore del medico francese Prosper Ménière che la descrisse per primo nel 1861.

Cause

I sintomi della sindrome di Ménière sono collegati col cambiamento della pressione dei fluidi nella parte dell’orecchio interno nota come labirinto, che è composto da due parti

  • labirinto osseo
  • labirinto membranoso.

Il labirinto membranoso, che è racchiuso dalle ossa, è fondamentale per l’udito e l’equilibrio e contiene un fluido chiamato endolinfa. Quando muovete la testa anche l’endolinfa si muove e permette ai recettori nervosi del labirinto membranoso di inviare al cervello il segnale che l’organismo è in movimento.

Molti esperti ritengono che la lacerazione del labirinto membranoso permetta all’endolinfa di mescolarsi con la perilinfa, un altro fluido presente nell’orecchio interno, che occupa lo spazio tra il labirinto membranoso e le ossa del labirinto osseo.

E’ proprio da questo mescolarsi di fluidi che hanno origine i sintomi della sindrome di Ménière, i ricercatori stanno indagando su diverse possibili cause della malattia, compresi i fattori biologici e quelli ambientali, come ad esempio l’inquinamento acustico e le infezioni virali.

Sintomi

I sintomi della sindrome di Ménière sono improvvisi: possono verificarsi tutti i giorni come una volta sola all’anno.

Le vertigini, che spesso sono il sintomo più debilitante della sindrome, di solito provocano un forte capogiro che costringe il paziente a sdraiarsi. Gli attacchi di vertigini possono provocare grave nausea, vomito e sudorazione, e spesso non hanno alcun segno premonitore.

In alcuni pazienti affetti da sindrome di Ménière gli attacchi hanno inizio con:

  • acufene (ronzio alle orecchie),
  • diminuzione dell’udito,
  • sensazione di riempimento o pressione nell’orecchio colpito.

È importante ricordare che tutti questi sintomi non possono essere previsti in alcun modo: Di norma l’attacco è caratterizzato da una combinazione di vertigini, acufene e diminuzione dell’udito e può protrarsi per diverse ore.

La frequenza, la durata e l’intensità di questi disturbi variano da persona a persona. Alcuni possono provare lievi vertigini alcune volte all’anno, altri invece possono essere affetti di tanto in tanto da un acufene intenso e incontrollabile durante il sonno.

I pazienti affetti dalla sindrome di Ménière spesso vivono anche una diminuzione dell’udito e si sentono sempre insicuri e traballanti anche per lunghi periodi. Tra gli altri sintomi della sindrome di Ménière, che però si verificano con meno frequenza troviamo:

L’udito tende a ridiventare normale tra un attacco e l’altro, ma con l’andare del tempo peggiora.

Diagnosi

La NIDCD, l’istituto statunitense che si occupa di disturbi dell’orecchio, stima che attualmente negli Stati Uniti ci siano circa 615.000 pazienti affetti da sindrome di Ménière e che ogni anno vengano diagnosticati 45.500 nuovi casi. Per una corretta diagnosti della sindrome di Ménière sono necessari diversi passaggi, tra cui un colloquio conoscitivo della storia medica del paziente e un esame fisico da parte di un medico, esami dell’udito e dell’equilibrio e un’esplorazione mediante risonanza magnetica (MRI).

La misurazione accurata e la caratterizzazione della perdita d’udito sono fattori di importanza fondamentale per la diagnosi della sindrome di Ménière.

Usando diversi tipi di esame dell’udito i medici possono caratterizzare la diminuzione dell’udito come sensoriale, cioè originata dall’orecchio interno, oppure neurale, cioè originata dal nervo acustico. La registrazione della risposta uditiva del tronco encefalico, che misura l’attività elettrica nel nervo acustico e nel tronco encefalico, è molto utile per distinguere tra questi due tipi di diminuzione dell’udito. L’elettrococleografia, ovvero la registrazione dell’attività elettrica dell’orecchio esterno in reazione al suono, può aiutare a confermare la diagnosi.

Per esaminare l’apparato vestibolare, deputato all’equilibrio, il medico irriga le orecchie con acqua o aria calda e fredda. Questo procedimento provoca il nistagmo, ovvero i rapidi movimenti involontari degli occhi, che possono aiutare il medico nell’analisi del disturbo dell’equilibrio.

Poiché i tumori, crescendo, possono provocare sintomi simili a quelli della sindrome di Ménière, una risonanza magnetica è utile per capire se le vertigini e la diminuzione dell’udito sono provocati da un tumore.

Cura e terapia

Non esiste alcuna cura definitiva per la sindrome di Ménière.

I sintomi della malattia possono essere tenuti sotto controllo se si diminuisce la ritenzione idrica modificando la dieta (ad esempio seguendo una dieta a basso tenore di sale o senza sale, ed eliminando la caffeina e l’alcool) oppure se si assumono farmaci. Può anche essere utile cambiare i farmaci che controllano le allergie o migliorano la circolazione sanguigna nell’orecchio interno. Eliminare il tabacco e diminuire lo stress sono due ulteriori buoni metodi per diminuire la gravità dei sintomi.

Alcuni medici sostengono che sia necessario un intervento chirurgico per i pazienti affetti da vertigini continue e debilitanti dovute alla sindrome di Ménière.

  • La labirintectomia (rimozione del labirinto) può essere utile per tenere sotto controllo le vertigini sacrificando però l’udito, quindi è consigliata soltanto ai pazienti che già hanno gravi problemi di udito nell’orecchio colpito.
  • La neurotomia vestibolare, che separa selettivamente il nervo dall’organo colpito nell’orecchio interno, di solito è efficace contro le vertigini e riesce a preservare l’udito, ma presenta rischi chirurgici importanti.

Di recente, per curare le vertigini da sindrome di Ménière, si preferisce somministrare la gentamicina, un antibiotico ototossico (cioè che provoca danni all’orecchio), direttamente nell’orecchio medio.

La ricerca si sta dirigendo verso l’individuazione dei fattori ambientali e biologici che potrebbero causare la sindrome di Ménière o provocarne un attacco. Sono anche in corso studi sull’influenza sull’udito e sull’equilibrio data della composizione dei fluidi e dal movimento del labirinto.

Studiando le ciglia dell’orecchio interno, responsabili dell’udito e dell’equilibrio, sarà possibile capire come l’orecchio possa convertire l’energia meccanica delle onde sonore in impulsi nervosi; con una migliore comprensione dei meccanismi della sindrome di Ménière i ricercatori potranno sviluppare strategie di prevenzione e terapie più efficaci e mirate.

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Secondo un medico amico d mamma (primario di ematologia) io nn sono malata,ho solo bisogno di essere rassicurata….psicologo????

  2. Anonimo

    Martedì finalmente torno al lavoro dopo 1 anno e mezzo d maternità….speriamo che stando occupata cn la testa nn penso più ai miei dolori!

    1. Anonimo

      Dottore ho ritirato l’esito della panoramica:diffusa paradontopatia. Cos’è???? Come si cura??? Il mio dentista è in ferie….

  3. Mati

    Io soffro di acufene e cali dell’udito, perché sono musicista e perciò sono sottoposta quotidianamente ad alti livelli di volume. Ogni tanto mi capita, sopratutto d’estate o quando faccio uno sforzo, di avere vertigini, senso di svenimento e vedere tutto nero. É questa sindrome o semplici sbalzi di pressione?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è legato alla pressione; raccomando l’uso di protezioni acustiche durante l’ascolto di musica ad alto volume.

  4. Scialla

    Buongiorno,
    mi é stata riscontrata la Sindrome di Menier all’inizio degli anni ’90, dopo essere stato soggetto a un attacco che mi ha obbligato a 3 gg di immobilità nel letto e successiva lenta ripresa. Negli anni successivi vi sono stati rari casi di lievi giramenti di testa.
    Ora, sono 3 gg che ho alcuni capogiri che imputo alla sindrome, ma potrei sbagliarmi.
    Ho assunto dello Zirtec per le allergie ai pollini, potrebbe avere influito acutizzando (e risvegliando) la sindrome di Menier latente?
    Grazie

  5. Marco

    Salve dottore,mia madre ha la sindrome di Meniere,secondo lei questa malattia è ereditaria?Io ho 38 anni e nella mia vita ho avuto diversi episodi di vertigini con vomito e diarrea,per riprendermi ho dovuto fare giorni a letto e prendere il Vertiserc.Credo che con il passare degli anni questa patologia sia diventata cronica,in pratica ogni tanto mi sembra di non essere stabile (traballante),ad esempio (cosa che mi sta creando grossi problemi) se vado a fare un giro in moto in montagna con curve e tornanti vari dopo poco mi viene mal di testa e mi viene da vomitare.Posso prendere dei farmaci per scongiurare i sintomi della malattia prima di affrontare un giro in moto oppure in barca?Oltre al Vertiserc c’è qualche altro farmaco (magari omeopatico) efficace contro la Meniere?Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non è ereditaria, ma può esserci famigliarità.
      2. Purtroppo nulla di specifico (non credo all’omeopatia).

    2. Anonimo

      Grazie dottore per la risposta,posso prendere il Vertiserc prima di affrontare sport?Sempre sempre per scongiurare il manifestarsi dei sintomi,secondo Lei funziona?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo deve valutarlo con il medico, non posso purtroppo avvallare farmaci.

  6. mario

    buongiorno dottore, convivo con idrope endolinfatica (non meniere di fatto) da circa 3 anni, ad oggi ho un buon controllo con la sola terapia dietetica ed a volte farmacologica, l’udito è praticamente intatto e la lesione labirintica ben compensata.
    secondo la sua esperienza questo è un buon segno? posso spsperare in un controllo della malattia in questa maniera senza evoluzioni negative? sono musicista.
    Grazie

  7. mario

    conosce di persone o casi nella mia stessa situazione anche dopo molti anni?
    Grazie ancora

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non essendo otorino non ho casistiche così ampie e soprattutto non ho una verifica periodica della situazione.

  8. Emy76

    Buongiorno Dottore!!
    E’ da un po’ di giorni che se sono sdraiato e mi alzo ma non troppo veloce mi gira la testa, se tengo la testa in giù da in piedi e poi la tiro su mi gira anche tutto ma solo per pochi secondi, come lei sa sto prendendo cymbalta 60mg da 2 mesi più meno, può essere quello? Cioè ho proprio la testa pesante ultimamente dopo questi giramenti

    1. Emy76

      Si , infatti ho tutto il collo tesso, ma può fare questo le cervicali ? Cioè questi giramenti da pochi secondi quando mi alzo?

  9. Anonima

    Salve dottore, sono una donna di 40 anni ho 2 figli e da 7 anni fa ho effettuato l’intervento di decompressione xche la meniere mi lasciasse vivere un po meglio, come qualita di vita è migliorata ma la meniere non mi da tregua, le crisi ci sono ancora!!!
    proprio sabato scorso ho iniziato a stare male, la cosa strana è che ad oggi non sto ancora meglio , quando guardo giù, quando giro la testa un po più velocemente, quando la piego come x sdraiarmi le vertigini ritornano e da ferma la mia visuale non è che perfetta….mi sto duncue chiedendo se questa volta la componente della crisi non sia di altra causa? come x esempio i cristallini?? cosa ne pensa lei?? mercolefi proxy ho una visita con uno specialista, secondo lei posso aspettare o mi recò al pronto soccorso x farmi vedere prima di mercolefi???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non credo che la causa sia diversa.
      2. A meno che non le risulti impossibile attendere, aspetterei lo specialista.

  10. Anonimo

    Scusi dott buondi, sebbene io soffro di vertig, stamattina ho un problema piuttosto particolare: ogni volta che mi abbasso e guardo in giu sento lievi capogiri (per fortuna non violenti) che passano. Mi puo dire da cosa dovrebbe dipendere ? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Soffre di cervicale?
      Guardando in alto non avverte nulla?

  11. Anonimo

    No dott non soffro di cervicale. io so di avere la sofferenza cerebrale. Se guardo in alto un po mi gira…. meno da fermo ma anche adesso qui davanti al pc. ho da poco finito di mangiare. grazie dott

  12. Anonimo

    Scusi tanto se l’ho infastidita; non volevo ma dato che soffro di questi disturbi l’ho contattata, mi perdoni carissimo dott. Anche muovendomi un po’ mi gira. Adesso cerco di rilassarmi per vedere se migliora. Sa dott, anche e soprattutto a letto a volte mi vengono dei capogiri. Sono più volte andato dal medico specie in passato, mi ha solo riscontrato delle calcificaz nella sostanza grigia. Mi puo aiutare lei a dire cmq di cosa si tratta e se mi passa oggi stesso? Scusi tanto dott, grazie ancora !!!!

  13. anonimo

    ah volevo aggiungere che ho letto un documento degli esami che avevo fatto (risposte di RM);non solo ho delle calcificazioni ma anche ipodensita’ al cervello, cisterna del liquido da una parte meno dall’altra di piu.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è un po’ di cervicale, peggiorata dall’ansia, ma ovviamente senta anche il parere del suo medico.

  14. mirella

    salve datore, o da un po di tempo fortissimi mal di testa (sempre dietro alla nuca) accompagnati. di giacenti di testa che sono talmente forte che se sono x strada mi devo da apogiare. subito x non finire x terra. .Queste cose sono diventate molto. .molto spesse (anche. 2-3 volte a gg) cosa può essere? grazie

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