Sindrome del tunnel carpale: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1465 giorni

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Introduzione

State lavorando alla scrivania, e cercate di ignorare il formicolio e la sensazione di intorpidimento che da mesi provate alla mano e al polso. Improvvisamente un dolore acuto e pungente si diffonde dal polso verso il braccio.

È soltanto un crampo passeggero?

No.

Molto probabilmente siete stati colpiti dalla sindrome del tunnel carpale, uno stato doloroso progressivo causato dalla compressione di un nervo fondamentale del polso.

La sindrome del tunnel carpale nasce se il nervo mediano, che si estende dall’avambraccio alla mano, è sottoposto a pressione o schiacciamento all’altezza del polso. Il nervo mediano controlla le sensazioni del lato palmare del pollice e delle dita (non del mignolo) come pure gli impulsi diretti verso alcuni piccoli muscoli della mano, che permettono alle dita e al pollice di muoversi.

Il tunnel carpale, un passaggio stretto e rigido costituito dal legamento e dalle ossa alla base della mano, ospita il nervo mediano e i tendini. A volte l’ingrossamento dei tendini o altri gonfiori restringono il tunnel e fanno sì che il nervo mediano risulti compresso.

I risultati sono dolore, debolezza o sensazione di intorpidimento alla mano e al polso, che si irradiano verso il braccio. Sebbene gli stati dolorosi possano indicare altre patologie, la sindrome del tunnel carpale è la più conosciuta e famosa delle neuropatie, ovvero delle patologie in cui i nervi periferici del corpo umano vengono compressi o subiscono traumi.

Cause

La sindrome del tunnel carpale spesso è il risultato di una combinazione di fattori che aumentano la pressione sul nervo mediano e sui tendini del tunnel carpale, e non un problema con il nervo in sé.

Molto probabilmente il disturbo è congenito: molto semplicemente il tunnel carpale in certe persone è più piccolo che in altre. Altri fattori scatenanti sono poi i traumi o le ferite al polso che causano gonfiore (come le distorsioni o le fratture), l’iperattività dell’ipofisi, l’ipotiroidismo, l’artrite reumatoide, i problemi di natura meccanica al legamento del polso, lo stress lavorativo, l’uso manuale ripetuto di strumenti che producono vibrazioni, la ritenzione idrica durante la gravidanza o la menopausa oppure lo sviluppo di una ciste o di un tumore all’interno del canale.

In alcuni casi non è possibile individuare una causa.

Gli studi clinici hanno prodotto poca evidenza sperimentale: per ora non si sa con sicurezza se i movimenti ripetitivi e forzati della mano e del polso durante il lavoro o le attività di svago possano causare la sindrome del tunnel carpale. Compiere movimenti ripetitivi nel corso della normale attività lavorativa o durante altre attività quotidiane può causare disturbi dei movimenti articolari, come le borsiti e le tendiniti. Il crampo dello scrivano, una condizione in cui un’attività ripetitiva scatena una perdita di coordinazione motoria specifica nonché dolore e compressione nelle mani, nel polso e nell’avambraccio, non è un sintomo della sindrome del tunnel carpale.

Sintomi

I sintomi di solito si manifestano con gradualità, con frequenti bruciori, formicolio o sensazioni di addormentamento misto a prurito al palmo della mano e alle dita, specialmente al pollice, all’indice e al medio.

Alcune persone affette da questa sindrome affermano di sentire le dita inutilizzabili e gonfie, anche se il gonfiore non c’è oppure è solo accennato. Spesso i sintomi appaiono per la prima volta in una o in entrambe le mani durante la notte, poiché molte persone dormono con i polsi piegati. Chi è affetto dalla sindrome del tunnel carpale quando si risveglia può provare la necessità di “rilassare” la mano o il polso.

Quando i sintomi peggiorano è possibile avvertire un fastidioso formicolio durante il giorno. Il fatto che la forza per esercitare la presa diminuisca potrebbe rendere difficile stringere le mani a pugno, afferrare piccoli oggetti o svolgere altre attività che implicano l’uso delle mani.

Nei casi cronici o non adeguatamente curati i muscoli alla base del pollice possono risultare compromessi per sempre. Alcune persone riferiscono di non essere in grado di distinguere al tatto tra caldo e freddo.

Soggetti a rischio

Le donne sono tre volte più a rischio degli uomini di sviluppare la sindrome del tunnel carpale, forse perché il loro canale può essere più piccolo rispetto a quello degli uomini.

La mano dominante di solito viene colpita per prima e accusa il dolore più intenso.

Sono anche altamente a rischio le persone affette da diabete o da altri disturbi del metabolismo che colpiscono direttamente i nervi e li rendono più suscettibili di compressione.

La sindrome del tunnel carpale di solito colpisce soltanto gli adulti.

Il rischio di sviluppare la sindrome del tunnel carpale non è limitato a persone che hanno un’occupazione in un settore specifico, ma è comune specialmente in coloro che lavorano alla catena di montaggio: operai manifatturieri, cucitori, finitori, donne delle pulizie e operai che si occupano del confezionamento di carne, pollame o pesce. Nei fatti, la sindrome del tunnel carpale è tre volte più comune tra gli operai addetti all’assemblaggio che tra il personale impiegatizio che si occupa dell’inserimento dati. Nel 2001 un’indagine condotta dalla Clinica Mayo, un famoso ospedale statunitense, ha rivelato che l’uso protratto del computer (fino a 7 ore al giorno) non aumenta il rischio di sviluppare la sindrome del tunnel carpale per il mouse.

È stato inoltre stimato che, nel 1998, circa 10.000 lavoratori si sono dovuti assentare dal lavoro a causa della sindrome del tunnel carpale. Metà di essi ha perso più di 10 giorni di lavoro. Il costo medio della sindrome del tunnel carpale, calcolato per l’intera vita del lavoratore, comprese le spese mediche e il tempo sottratto all’attività lavorativa, si aggira negli Stati Uniti intorno ai 30.000 dollari (circa 24.000 euro) per ogni lavoratore che ne viene colpito.

Diagnosi

La diagnosi e la cura precoci sono importanti per evitare danni permanenti al nervo mediano. Un esame fisico di mani, braccia, spalle e collo può contribuire a diagnosticare se i sintomi lamentati dal paziente sono collegati alle attività quotidiane o a un disturbo sottostante e possono escludere altri stati dolorosi che in qualche modo assomigliano alla sindrome del tunnel carpale.

Il polso è esaminato per quanto concerne la dolorabilità, il gonfiore, il calore e lo scoloramento radiografico. Occorre sottoporre a controlli la sensibilità di ciascun dito, e i muscoli alla base della mano dovrebbero essere esaminati con particolare attenzione riguardo alla forza e ai segni di atrofia. Normali esami di laboratorio e radiografie possono portare alla luce la presenza di diabete, artrite e fratture.

I medici possono poi avvalersi di test specifici nel tentativo di riprodurre i sintomi della sindrome del tunnel carpale.

Nel test di Tinel, il medico batte leggermente o esercita pressione sul nervo mediano nel polso del paziente. Il test risulta positivo quando si verifica un formicolio nelle dita o una sensazione simile a una scossa.

Nel test di Phalen, o della flessione del polso, il paziente avvicina le mani dal lato del dorso, puntando le dita verso il basso e premendo i dorsi delle mani l’uno contro l’altro. La presenza della sindrome del tunnel carpale risulta evidente se uno o più sintomi, come il formicolio o l’intorpidimento crescente, vengono avvertiti nelle dita entro un minuto. I medici potrebbero anche chiedere ai pazienti di provare a fare un movimento che scatena i sintomi.

Spesso è necessario confermare la diagnosi usando test elettrodiagnostici. Quando si effettua un esame sulla conduttività elettrica dei nervi, vengono collocati elettrodi sulla mano e sul polso. Vengono poi applicate piccole scosse elettriche per misurare la velocità con cui i nervi trasmettono gli impulsi. Con l’elettromiografia, invece, viene inserito un piccolo ago-elettrodo nel muscolo: l’attività elettrica visualizzata sullo schermo può diagnosticare la gravità del danno al nervo mediano. L’analisi a ultrasuoni può visualizzare l’indebolimento dei movimenti del nervo mediano. L’imaging a risonanza magnetica (MRI) può visualizzare l’anatomia del polso ma, allo stato attuale, non è particolarmente utile nella diagnosi della sindrome del tunnel carpale.

Cura e terapia

Le cure per la sindrome del tunnel carpale dovrebbero iniziare il prima possibile, sotto la supervisione di un medico.

Le cause scatenanti, come il diabete o l’artrite, dovrebbero essere curate per prime. La cura iniziale di solito comporta il riposo della mano e del polso ammalato per almeno due settimane: occorre evitare tutte le attività che potrebbero peggiorare i sintomi e steccare il polso per evitare ulteriori danni che potrebbero essere scatenati da torsioni o flessioni inopportune. Se la zona è infiammata, l’applicazione di impacchi ghiacciati può contribuire a ridurre il gonfiore.

Trattamenti non chirurgici

Farmaci

In alcune circostanze farmaci di diversa natura possono alleviare il dolore ed il gonfiore associati alla sindrome del tunnel carpale. I farmaci antinfiammatori non steroidei, come ad esempio l’aspirina, l’ibuprofene (Moment, Nurofen, Antalgil, Buscofen, …) e altri analgesici senza obbligo di ricetta, possono alleviare i sintomi presenti da poco tempo o causati da un’attività molto intensa.

I diuretici somministrati per via orale possono diminuire il gonfiore.

I corticosteroidi (cortisone), con la lidocaina (un anestetico locale), può essere iniettato direttamente nel polso oppure assunto per via orale per alleviare la compressione del nervo mediano e dare sollievo immediato e temporaneo alle persone che accusano sintomi intermittenti o di lieve entità. (Attenzione: le persone che soffrono di diabete e i pazienti che hanno una predisposizione al diabete dovrebbero notare che l’uso dei corticosteroidi può rendere difficile la regolazione dei livelli di insulina. I corticosteroidi non dovrebbero essere assunti senza prescrizione medica.)

Alcune ricerche infine hanno evidenziato che una maggiore assunzione di vitamina B6 (piridossina, per esempio Benadon compresse) può alleviare i sintomi della sindrome del tunnel carpale.

Esercizio fisico

Gli esercizi di stretching e di rafforzamento possono essere utili per le persone con sintomi di modesta entità. Questi esercizi devono essere svolti sotto la supervisione di un fisioterapista, capace di usare gli esercizi per la cura delle menomazioni fisiche, o di un esperto di medicina del lavoro,  in grado di valutare i pazienti con menomazioni fisiche e aiutarli a migliorare la salute e il benessere.

Terapie alternative

L’agopuntura e le cure chiropratiche possono essere state utili per alcuni pazienti in passato, ma la loro efficacia rimane ancora da dimostrare. L’unica eccezione è lo yoga: è stato dimostrato che riduce il dolore e migliora la forza della mano tra i pazienti che soffrono di sindrome del tunnel carpale.

Interventi chirurgici

L’intervento sul tunnel carpale è una delle procedure chirurgiche più comuni degli Stati Uniti.

Generalmente consigliato se i sintomi durano da più di sei mesi, l’intervento chirurgico consiste nel tagliare la fascia di tessuti intorno al polso per ridurre la compressione sul nervo mediano. L’intervento è effettuato in anestesia locale e non è nemmeno necessario passare una notte in ospedale. Per molti pazienti risulta necessario intervenire su entrambe le mani. Ecco i diversi tipi di chirurgia per la decompressione del tunnel carpale:

  • L’intervento di neurolisi, la procedura tradizionale usata per correggere la sindrome del tunnel carpale, consiste nel praticare un’incisione lunga fino a 5 cm nel polso per poi recidere il legamento carpale per allargare il tunnel carpale. L’intervento generalmente è eseguito in anestesia locale per scelta del paziente, a meno che ci siano aspetti insoliti di cui i medici debbano tenere conto.
  • L’intervento endoscopico può permettere una riabilitazione più veloce e minori disagi postoperatori rispetto al tradizionale intervento di neurolisi del nervo. Il chirurgo realizza due incisioni (ciascuna lunga poco più di un centimetro) sul polso e sul palmo della mano, inserisce una telecamera attaccata a un tubicino, osserva il tessuto su schermo e recide il legamento carpale (il tessuto che tiene insieme le articolazioni). Questo genere di chirurgia endoscopica a due incisioni, che generalmente viene realizzata in anestesia locale, è molto efficace e minimizza i rischi di creare cicatrici e di fragilità connessa alle cicatrici, se queste sono presente. Per la sindrome del tunnel carpale è anche possibile l’intervento endoscopico a una sola incisione.

Sebbene i sintomi risultino alleviati immediatamente dopo l’intervento, per riprendersi completamente dalla sindrome del tunnel carpale possono trascorrere mesi. È possibile che alcuni pazienti presentino infezioni, danneggiamento del nervo, intorpidimento e dolore alla cicatrice. A volte il polso perde forza poiché il legamento carpale è stato tagliato. I pazienti dovrebbero sottoporti a terapia fisioterapica dopo l’intervento per recuperare la forza del polso. Per altri pazienti, invece, potrebbe essere necessario cambiare mansione o addirittura lavoro dopo essersi ripresi dall’intervento.

Le recidive della sindrome del tunnel carpale sono rare. La maggior parte dei pazienti si riprende completamente.

Prevenzione

Sul posto di lavoro, i lavoratori possono eseguire piccoli esercizi fisici, fare esercizi di stretching, fare frequenti pause di riposo, indossare stecche per tenere dritti i polsi e tenere una postura e una posizione corretta del polso.

Indossare guanti senza dita può contribuire a tenere le mani calde e flessibili.

Le postazioni di lavoro, gli strumenti e le maniglie, le mansioni, potrebbero essere riprogettate per permettere al polso del lavoratore di tenere una posizione naturale durante il lavoro. Le varie mansioni possono essere distribuite a turno tra i dipendenti. I datori di lavoro possono sviluppare programmi di ergonomia, il processo che consiste nell’adattare le condizioni del luogo di lavoro e le richieste lavorative alle capacità dei dipendenti.

Tuttavia le ricerche non hanno ancora dimostrato con sicurezza che questi modifiche introdotte sul luogo di lavoro prevengono la ricorrenza della sindrome del tunnel carpale.

Il futuro

Il National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), che fa parte dell’Istituto Superiore di Sanità statunitense, è il partner governativo più importante della ricerca biomedica sulle neuropatie, compresa la sindrome del tunnel carpale. Gli scienziati stanno studiando la cronologia degli eventi che si verificano in concomitanza con la sindrome del tunnel carpale per poter capire, curare e prevenire meglio questo disturbo. Determinando fattori biomeccanici distinti legati al dolore, come angoli specifici tra le cartilagini, movimenti, forza e progressione nel tempo, i ricercatori stanno individuando nuovi modi per limitare o prevenire la sindrome del tunnel carpale sul luogo di lavoro e diminuire l’incidenza di altre malattie professionali costose e inabilitanti.

Sono stati inoltre progettati test clinici randomizzati per valutare l’efficacia degli interventi educativi nella riduzione dell’incidenza della sindrome del tunnel carpale e degli altri disturbi traumatici degli arti superiori. I dati che saranno raccolti dallo studio relativo all’incidenza della sindrome del tunnel carpale tra gli operai edili, sponsorizzato dal National Institute for Occupational Safety and Health, permetteranno una migliore comprensione dei fattori lavorativi specifici associati al disturbo, forniranno dati pilota per progettare progetti di studio sulla storia naturale della patologia e contribuiranno a sviluppare strategie di prevenzione tra gli operai edili e tra gli altri lavoratori.

Altre ricerche permetteranno di comprendere le differenze tra i relativamente nuovi test di compressione del tunnel carpale (in cui il medico esercita una moderata pressione con entrambi i pollici direttamente sul tunnel carpale e sul nervo mediano sottostante, all’altezza del legamento trasverso del carpo) e il test di pressione (in cui viene gonfiata una manetta collocata nella parte anteriore del tunnel carpale, causando una compressione diretta del nervo mediano) per quanto concerne la previsione della sindrome del tunnel carpale.

Gli scienziati stanno anche compiendo ricerche sull’uso delle terapie alternative, come ad esempio l’agopuntura, nella prevenzione e nella cura di questo disturbo.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Monica G.

    Salve sono Monica ho 55 anni il 29 Novembre 2013 ho avuto l’intervento alla mano destra del tunnel carpale che nei 3 mesi precedenti mi faceva molto male, dopo l’operazione sono stata subito meglio per 3 settimane anche se il dito medio era ed è rimasto completamente insensibile al tatto, ma passati i 20 giorni è tornato il dolore forte come prima dell’intervento, l’ortopedico che mi ha operato dice che la causa del dolore è l’indurimento della cicatrizzazione intorno e sui lati del nervo Mediano, da allora ad oggi quando il dolore era più forte l’ho curato con il Cortisone Bentelan, solo nell’ultimo mese ci sono stati periodi di 3/4 giorni alterni, quando il dolore si assopiva e quando riemergeva facendomi stare sveglia la notte. Circa un mese fa ho effettuato l’esame dei Sensitivi e Motori Arti superiori che risultano normali fino al polso, ho ripetuto EMG che confrontata a quella prima dell’intervento adesso è doppiamente peggiore, sono disperata, Lei cosa mi consiglia?
    Devo nuovamente operarmi al più presto, oppure è bene aspettare ancora un paio di mesi, o cos’altro?
    Spero di essere stata chiara ed esauriente nell’esporre il mio problema, attendo il Suo parere e i suoi consigli in proposito, visto l’urgenza, sono certa che arriveranno presto, nell’attesa La ringrazio anticipatamente, Monica

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono ortopedico, ma se lo specialista le ha suggerito di intervenire per correggere il problema procederei subito.

  2. Francy

    Salve, ho 20 anni e mi è stato diagnosticato il nervo mediano compresso nella mano sx tramite un’ ecografia 1 mese fa.. Non ho fatto più altri esami perchè penso che se si deve operare proprio quando non se ne può fare a meno mi sembra inutile approfondire ulteriormente. Mi sbaglio? Ieri però ho stirato e la notte non ho dormito per il dolore alla mano dx sintomi simili al tunnel carpale, però non ho ancora fatto ecografie, addirittura sentivo e vedevo pulsare, e infatti in quel braccio ho anche formicolii.. Oggi ho comprato dei polsini quelli che si inseriscono anche nel pollice e mi sto chiedendo visto che sono abbastanza stretti non è che danneggiano ulteriormente il nervo mediano già compresso? Cosa potrei fare? Adesso il dolore a quella mano non ce l’ho più ma cel’ho alla sx. Quello che mi preoccupa è che anche solo per aver stirato mi abbiano fatto così male, è segno che si sta aggravando?
    la ringrazio per la sua disponibilità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al suo posto non avrei dubbi e mi rivolgerei ad un ortopedico, sia per decidere la terapia (conservativa con farmaci? chirurgica?) sia per valutare i tempi; non è detto che l’aver stirato a lungo abbia peggiorato il problema, ma anche per imparare a gestirsi servirebbe a mio parere una valutazione più precisa.

  3. Giovanni

    Una domanda Dott Cimurro, ho un deficit di forza a la mano dx dovuto ad una ciste sul polso proprio dove passano i nervi ulnari , mi e` stato proposto di aprire sia il canale di guyon togliere la ciste sia il tunnel carpale per decomprimere i nervi .
    Sono andato a leggere un po nei vari siti in internet riguardo questi tipi di interventi e ho visto che sia il legamento del tunnel carpale che quello del canale di guyon vengono tagliati e lasciati aperti con molti casi di perdita di forza anche del polso. Io pensavo che venissero allargati i canali e non recisi e lasciati aperti i legamenti dei 2 tunnel, e` possibile che dopo un operazione cosi pesante e demolitiva si possa tornare a fare sport e lavori pesanti come prima? Le risulta anche a lei che vengano tagliati e lasciati cosi aperti?Se madre natura li ha formati a qualcosa serviranno o no?! Sarei curioso di un suo parere, e se ha avuto occasione di conoscere qualcuno operato in questo modo sapere se e` possibile tornare come prima del sopraggiunto problema, la cosa mi spaventa un po` il chirurgo dice che adesso va tolta la compressione dei nervi e dopo vedremo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non avendo esperienza clinica sufficiente in casi come il suo non mi sento di esprimere giudizi.

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