Sindrome del colon irritabile o colite: sintomi, dieta, …

Ultimo Aggiornamento: 21 giorni

Introduzione

La sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome in inglese) è un disturbo che tra i suoi sintomi più frequenti annovera crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e diarrea. E’ inoltre causa di disagio e stress, ma non provoca danni permanenti all’intestino né malattie gravi, come ad esempio i tumori. La maggior parte delle persone può tenere sotto controllo i sintomi seguendo una dieta corretta, imparando a gestire meglio lo stress e facendosi prescrivere farmaci appositi.

Per alcuni pazienti, tuttavia, la sindrome del colon irritabile può rivelarsi invalidante: si può non essere più in grado di lavorare, di fare vita sociale o addirittura di fare viaggi anche se brevi.

Negli Stati Uniti il 20 per cento della popolazione adulta, ovvero una persona su cinque, presenta i sintomi della sindrome del colon irritabile e quindi questo disturbo è uno di quelli diagnosticati con maggiore frequenza dai medici. Colpisce più le donne che gli uomini e inizia prima dei 35 anni nella metà circa dei pazienti.

Colon

Il colon, che è lungo circa un metro e mezzo, collega l’intestino tenue al retto e all’ano. La funzione principale del colon è quella di assorbire l’acqua, le sostanze nutritive ed i sali minerali dal cibo parzialmente digerito proveniente dall’intestino tenue. Ogni giorno circa un litro di liquidi passa dall’intestino tenue al colon, mentre il volume contenuto nelle feci è di circa 150 ml. La differenza tra la quantità di fluidi che arrivano nel colon dall’intestino tenue e la quantità di feci è pari alla quantità di liquidi assorbita ogni giorno dal colon.

La motilità del colon (la contrazione dei muscoli del colon e il movimento dei liquidi in esso contenuti) è controllata dai nervi, dagli ormoni e dagli impulsi nervosi dei muscoli del colon; queste contrazioni spostano i liquidi contenuti nel colon verso il retto, durante questo passaggio l’organismo assorbe l’acqua e le sostanze nutritive.

Tutti gli scarti vanno a formare le feci.

Alcune volte al giorno le contrazioni fanno uscire i rifiuti dal colon, provocando così lo stimolo a defecare. Se i muscoli del colon, degli sfinteri e della zona pelvica non si contraggono correttamente le sostanze contenute nel colon non si muovono come dovrebbero, causando:

  • mal di pancia,
  • crampi,
  • costipazione,
  • sensazione di non aver eliminato tutte le feci oppure diarrea.

Cause

I ricercatori non hanno ancora scoperto alcuna causa specifica della sindrome del colon irritabile: secondo la teoria più diffusa i pazienti che ne soffrono hanno un colon, o intestino crasso, particolarmente sensibile e reattivo a determinati alimenti e allo stress. Anche il sistema immunitario, che combatte le infezioni, potrebbe essere coinvolto.

In un paziente affetto da sindrome del colon irritabile la normale motilità (movimento) dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi degli spasmi (contrazioni muscolari improvvise e dolorose, che se ne vanno improvvisamente come sono iniziate) oppure il colon potrebbe addirittura smettere temporaneamente di funzionare..

La superficie interna del colon, l’epitelio, è sotto controllo del sistema immunitario e del sistema nervoso, regolando il transito dei fluidi. Quand’è presente la sindrome del colon irritabile l’epitelio sembra funzionare correttamente tuttavia, se i fluidi in transito nel colon si muovono troppo velocemente, il colon perde la capacità di assorbirli. La conseguenza è che le feci risultano troppo liquide. In altri pazienti al contrario il transito nel colon è troppo lento e questo fa sì che vengano assorbiti troppi liquidi sviluppando costipazione.

Il colon di alcuni pazienti potrebbe reagire in modo anomalo a determinati alimenti oppure allo stress, che in condizioni normali non provocherebbero alcun disturbo.

Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che la serotonina è connessa alla normale funzionalità gastrointestinale: la serotonina è un neurotrasmettitore, ovvero una sostanza chimica che trasmette i messaggi da una parte all’altra dell’organismo. Il 95 per cento della serotonina presente nell’organismo si trova nell’apparato digerente e solo il restante 5 per cento si trova nel cervello.

Le cellule che formano la parete interna dell’intestino funzionano come trasportatori portando la serotonina al di fuori dall’apparato digerente; i pazienti affetti da sindrome del colon irritabile presentano una diminuzione dell’attività dei recettori e questo si traduce in livelli anormali di serotonina. Come conseguenza si hanno problemi di defecazione, di motilità e di sensibilità della zona causati dalla presenza di recettori del dolore particolarmente sensibili.

I ricercatori ipotizzano che la sindrome del colon irritabile potrebbe essere anche causata da un’infezione batterica dell’apparato digerente: ricerche dimostrano che i pazienti affetti da gastroenterite a volte vengono anche colpiti dalla sindrome del colon irritabile, altrimenti definita come sindrome del colon irritabile post-infettiva.

I ricercatori hanno anche individuato una forma lieve di celiachia in alcune persone con sintomi simili a quelli della sindrome: i pazienti affetti da celiachia non riescono a digerire il glutine, una sostanza presente nel grano, nella segale e nell’orzo. Le persone celiache non possono assumere questi alimenti senza sentirsi male, perché il loro sistema immunitario reagisce danneggiando l’intestino tenue. Con un esame del sangue si può scoprire l’eventuale concomitanza di celiachia.

Fattori di rischio

  • Uomini/Donne: Predominanza nel sesso femminile (2:1) che manifesta anche sintomi più gravi.
  • Età: I primi sintomi si manifestano prima dei 45 anni (in genere dall’adolescenza a prima dei 30 anni)
  • Abusi sessuali
  • Giardiasi
  • Infezioni gastrointestinali
  • Malattie psichiatriche
  • Maltrattamenti
  • Stress

Sintomi

Il vero sintomo chiave della sindrome è il dolore o fastidio addominale, che tuttavia può manifestarsi in moltissimi modi: può cambiare per intensità e localizzazione, può essere occasionale o costante, può essere abbastanza lieve da essere ignorato, oppure così forte da risultare invalidante.

In genere il dolore è:

  • diffuso,
  • spesso colpisce il basso ventre, a sinistra,
  • può aumentare dopo i pasti,
  • la defecazione può dare sollievo,
  • in alcuni casi può comparire dolore a livello toracico per la presenza di sacche di gas nella fessura splenica (ossia dove il colon trasverso si curva e diventa colon discendente).

Molto rari sono la malnutrizione o la carenza di sonno dovuti alla sindrome, poichè il dolore caratterizza prevalentemente le ore diurne (anche se i risvegli notturni possono essere frequenti). Caratteristiche del dolore sono che può essere aumentato dai pasti o dallo stress e diminuito dall’evacuazione o dall’emissione di gas. Nelle donne i sintomi possono peggiorare durante il flusso mestruale e nei giorni che lo precedono.

Altro sintomo caratteristico sono le alterazioni dell’alvo, ossia disturbi della defecazione; la più comune è l’alternanza tra stipsi e diarrea, ma si verifica anche la sensazione di evacuazione incompleta e presenza di muco nelle feci. Non sono invece caratteristiche della sindrome del colon irritabile la presenza di sangue (a meno della presenza di emorroidi) e la perdita di peso dovute al malassorbimento.

I disturbi intestinali possono variare nel tempo.

Alcuni pazienti lamentano poi gonfiore e aumento della flatulenza (o quantomeno sensazione che avvenga un aumento).

I sintomi dell’apparato digerente superiore (dispepsia, pirosi retrosternale, nausea e vomito) sono presenti in circa il 25-50% dei pazienti.

Riassumendo, i sintomi possibili del colon irritabile sono:

  • dolore addominale (che migliora con l’evacuazione),
  • stipsi (sforzo nell’evacuazione),
  • diarrea (urgenza di evacuare),
  • alterazione aspetto delle feci,
  • tenesmo (senso di evacuazione incompleta),
  • mucorrea (muco nelle feci),
  • flatulenza (gas intestinali),
  • gonfiore addominale,
  • dispepsia (dolore all’altezza dello stomaco e senso di pienezza),
  • bruciore retrosternale,
  • nausea,
  • vomito,
  • borborigmi,
  • aumento frequenza ed urgenza minzione,
  • dispareunia (dolore durante i rapporti),
  • calo del desiderio.

Diagnosi

Mentre fino a pochi anni fa la diagnosi di colon irritabile avveniva per esclusione, ad oggi si arriva invece a diagnosticarla per inclusione in base a criteri definiti.

Il dolore o fastidio addominale è un sintomo chiave della sindrome; la diagnosi può essere posta (in accordo ai criteri di Roma III) quando questo sintomo è presente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi, associato a due o più delle seguenti condizioni:

  1. Miglioramento con la defecazione,
  2. Esordio associato ad un cambiamento della frequenza di evacuazione,
  3. Esordio associato ad un cambiamento dell’aspetto delle feci,

Sono inoltre di norma presenti anche alcuni o tutti i seguenti sintomi.

  • Alterata frequenza di evacuazione (indicativamente si intende per “alterata” più di tre evacuazioni al giorno o meno di tre evacuazioni a settimana).
  • Alterata forma delle feci (feci grumose, a pezzi o acquose).
  • Passaggio delle feci alterato (sforzo, urgenza, o sensazione di evacuazione incompleta).
  • Gonfiore o sensazione di distensione addominale.
  • Presenza di muco.

La diarrea o la stipsi senza dolore non sono permettono quindi diagnosi di colon irritabile.

La quantità di esami ed indagini è correlata a diversi fattori:

  • Durata dei sintomi,
  • Cambiamento dei sintomi nel tempo,
  • Età,
  • Sesso,
  • Stato di salute generale,
  • Famigliarità di patologie intestinali,
  • Grado di condizionamento della vita sociale.

In genere si cerca di non sottoporre il paziente ad un eccessivo numero di indagini, quando non strettamente necessarie.

A seconda della gravità dei sintomi, il paziente deve essere gestito da personale diverso:

Gravità sintomi Diffusione Frequenza sintomi Assistenza
Sintomi lievi 70% pazienti occasionali No difficoltà sociale Medico di base
Sintomi medi 25% pazienti frequenti Poche difficoltà sociali Specialista
Sintomi gravi 5% pazienti costanti Invalidanti Centro Specialistico

Il primo approccio è sempre psicologico, per tranquillizzare il paziente ed insegnarli uno stile di vita compatibile, mentre i farmaci si usano solo per dar sollievo a specifici sintomi.

Quando chiamare il medico?

  • I sintomi peggiorano,
  • aumenta in modo anomalo la stanchezza,
  • i sintomi sono causa di risveglio notturno,
  • si perde peso,
  • diminuisce l’appetito,
  • il dolore non cessa con l’evacuazione,
  • il dolore si concentra in una zona molto specifica,
  • è presente sangue nelle feci.

Pericoli

Come si può dedurre dal nome l’IBS è una sindrome, ovvero una combinazione di sintomi e manifestazioni: non è stata dimostrata alcuna correlazione tra il colon irritabile e patologie più gravi, come ad esempio il tumore. Non è stato inoltre dimostrato alcun collegamento tra la sindrome del colon irritabile e le malattie infiammatorie intestinali croniche, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

La malattia è in genere a carattere cronico, quindi con andamento variabile nel tempo dei sintomi ma raramente con la concreta prospettiva di guarigione definitiva.

Stress

Lo stress, ovvero la sensazione di essere tesi, angosciati, arrabbiati o oppressi mentalmente o fisicamente, può stimolare gli spasmi del colon nelle persone affette da sindrome del colon irritabile. Il colon ha molte terminazioni nervose che lo collegano al cervello, proprio come il cuore e i polmoni è in parte controllato al sistema nervoso autonomo che reagisce allo stress.

Queste terminazioni nervose controllano le normali contrazioni del colon e causano la ben nota sensazione di disagio all’altezza dell’addome durante i momenti di stress. Spesso, infatti, quando si è nervosi o giù di morale, ci si lamenta di avere i crampi o le farfalle allo stomaco. Nei pazienti affetti da IBS il colon può reagire più del normale persino alle situazioni di stress e di conflitto meno problematiche: lo stress rende il cervello più consapevole delle sensazioni provenienti dal colon e il paziente le percepisce come sgradevoli o spiacevoli.

Alcune prove scientifiche sembrerebbero suggerire che l’IBS sia collegata al sistema immunitario, che combatte le infezioni nell’organismo.

Il sistema immunitario reagisce allo stress.

Per questi motivi la gestione dello stress è una parte importante della terapia della sindrome del colon irritabile, tra le varie possibilità di gestione dello stress troviamo:

  • esercizi di riduzione dello stress (rilassamento) e terapie di rilassamento, come ad esempio la meditazione,
  • terapia e supporto psicologico,
  • esercizio fisico regolare, come ad esempio passeggiate o yoga,
  • cercare di cambiare le situazioni che causano stress,
  • dormire bene, per un numero di ore adeguato.

Cura e terapia

Purtroppo molte persone che soffrono di IBS lasciano passare troppo tempo prima di cercare un parere medico: si stima che fino al 70 per cento delle persone affette da  sindrome del colon irritabile non riceva alcuna cura per i suoi sintomi. Non è ancora stata scoperta alcuna terapia specifica, ma esistono diverse possibilità di cura dei sintomi: il medico prescriverà la terapia migliore per i vostri sintomi e vi incoraggerà a tenere sotto controllo lo stress e a modificare la vostra dieta.

I farmaci sono un elemento importante per il sollievo dei sintomi: il medico potrebbe consigliare anche integratori di fibre o dei lassativi per curare la costipazione, oppure dei farmaci per far diminuire la diarrea come ad esempio la loperamide (Imodium®, Dissenten®). Di solito viene prescritto anche un antispastico, che aiuta a controllare gli spasmi muscolari del colon e fa diminuire il dolore addominale.

Anche gli antidepressivi possono alleviare alcuni sintomi, tuttavia sia gli antidepressivi sia gli antispastici possono far peggiorare la costipazione, quindi potranno essere associati farmaci in grado di rilassare i muscoli della vescica e dell’intestino.

Un farmaco specifico per la cura della sindrome del colon irritabile è il Lotronex®, non in commercio in Italia. Il Lotronex, è stato riapprovato con importanti restrizioni dalla Food and Drug Administration (FDA), per l’uso da parte delle donne affette da IBS grave che non hanno risposto alla terapia convenzionale e il cui sintomo principale è la diarrea. Tuttavia, anche in queste pazienti, il Lotronex dovrebbe essere usato con estrema cautela, perché può avere effetti collaterali importanti, come ad esempio una grave costipazione e la diminuzione del flusso sanguigno diretto al colon.

Per tutti i farmaci, persino per quelli da banco come i lassativi e gli integratori di fibre, è importante seguire le istruzioni del medico. Alcune persone riferiscono un peggioramento del gonfiore addominale e della formazione di gas dopo aver assunto integratori di fibre, mentre i lassativi possono causare dipendenza se li si usa troppo spesso.

I farmaci hanno effetti diversi da persona a persona e non esiste un farmaco solo o una sola combinazione di farmaci che si dimostra efficace per tutte le persone affette da IBS. Sarà necessario lavorare insieme al vostro medico per individuare la migliore combinazione di farmaci, dieta, terapia e sostegno psicologico per tenere sotto controllo i vostri sintomi.

Psicoterapia

La comunità medica sa da tempo che psicoterapie come il rilassamento e l’ipnosi possono alleviare temporaneamente i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. Ora però nuove ricerche sembrano indicare che potrebbero avere anche benefici a lungo termine.

“Il nostro studio è il primo ad aver affrontato gli effetti a lungo termine”, afferma il primo autore dello studio, Lynn Walker, docente di pediatria al Vanderbilt University Medical Center di Nashville.

“Abbiamo scoperto che il moderato beneficio che si ottiene con le psicoterapie a breve termine si mantiene a lungo termine. Questo è significativo, perché la sindrome è una condizione cronica e intermittente, per la quale non esiste un efficace trattamento medico”, prosegue nel suo comunicato stampa.

I ricercatori hanno analizzato i risultati di 41 studi clinici con un totale superiore a 2.200 pazienti affetti da SII.

L’analisi ha riscontrato un’analoga efficacia di vari approcci psicoterapeutici (tecniche di rilassamento, ipnosi e terapia cognitivo-comportamentale) nell’aiutare i soggetti a cambiare il loro modo di pensare. A prescindere dalla durata del trattamento, i ricercatori hanno riscontrato che gli effetti possono durare da 6 a 12 mesi dal termine della terapia.

I trattamenti online si sono mostrati altrettanto efficaci di quelli di persona, come pubblicato di recente su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Il primo autore dello studio, Kelsey Laird, dottoranda del programma di psicologia clinica a Vanderbilt, sostiene che “la medicina occidentale spesso concettualizza la mente come entità separa dal corpo, ma la sindrome  è un perfetto esempio di come i due siano connessi. I sintomi gastroenterici possono aumentare stress e ansia, che a loro volta aumentano la gravità dei sintomi. È un circolo vizioso che il trattamento psicologico può aiutare a interrompere”, riporta nel comunicato stampa.

Fonte: Comunicato Stampa Vanderbilt Univerity

Dieta

Molte persone, se fanno attenzione alla dieta, possono veder regredire i sintomi della sindrome del colon irritabile. Prima di modificare la dieta tenete un diario, annotando tutti gli alimenti che sembrano far peggiorare i sintomi, poi riferite le vostre scoperte al vostro medico.

Purtroppo gli alimenti in grado di peggiorare la situazione non sono comuni a tutti i pazienti, è quindi necessario un paziente lavoro di inserimento/esclusione di cibi dalla dieta per rilevare quelli effettivamente causa di reazioni; tra gli alimenti a potenziale rischio ricordiamo:

  • Latte,
  • Dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, …),
  • Marmellata,
  • Frutta (in particolare pesche, pere e prugne),
  • Verdura (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano),
  • Spezie,
  • Caffè,
  • The,
  • Coca Cola e bevande contenenti caffeina,
  • Bibite gasate.

Altri alimenti sono a rischio indiretto, come quelli ricchi di sale (dadi per brodo, insaccati) perchè in grado di stimolare la sete.

Potrebbe essere necessario consultare un dietologo specialista che vi potrà aiutare a modificare la vostra dieta: ad esempio, se i prodotti a base di latte fanno peggiorare i sintomi, potreste provare a diminuirne la quantità. Probabilmente potreste tollerare meglio lo yogurt, rispetto agli altri prodotti a base di latte, poiché contiene batteri che forniscono l’enzima necessario alla digestione del lattosio, lo zucchero che si trova nel latte e nei derivati. I prodotti caseari sono una fonte importante di calcio e di altre sostanze nutritive, se dovete eliminarli dalla vostra dieta cercate di assicurarvi le sostanze nutritive dagli alimenti sostitutivi, oppure assumendo degli integratori.

In molti casi le fibre alimentari possono mitigare i sintomi della sindrome del colon irritabile, in particolare la costipazione: non sono tuttavia efficaci contro il dolore né contro la diarrea.

Il pane e i cereali integrali, la frutta e la verdura sono delle buone fonti di fibre, le diete ad alto contenuto di fibre possono contribuire a tenere il colon leggermente più disteso e questo può prevenire gli spasmi. Alcuni tipi di fibre rendono le feci più umide e quindi prevengono la formazione di feci più dure e difficili da espellere. Le diete ad alto contenuto di fibre possono causare però gonfiore e formazione di gas, ma diversi pazienti riferiscono che questi sintomi scompaiono nel giro di alcune settimane. Se si aumenta l’assunzione di fibre fino ad arrivare a 2 o 3 grammi al giorno si può diminuire il rischio di formazione di gas e di gonfiore.

Bere da sei a otto bicchieri di acqua naturale è importante, soprattutto se si ha la diarrea. Assumere bevande frizzanti come la Coca Cola, invece, può contribuire alla formazione di gas e causare gonfiore e dolore. Masticare il chewing gum e mangiare troppo in fretta, infine, può far inghiottire involontariamente l’aria e anche questo provoca la formazione di gas.

I pasti abbondanti possono causare crampi e diarrea, quindi se si consumano pasti piccoli e frequenti o se si riducono le porzioni, è possibile alleviare i sintomi dell’IBS. Può essere utile anche consumare alimenti a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati, come pasta, riso, pane e cereali integrali (se non si è affetti da celiachia), frutta e verdura.

Consigli per il paziente

  1. Adottare una dieta opportuna,
  2. Mangiare ad orari regolari e senza fretta,
  3. Evacuare sempre alla stessa ora (preferibile al mattino dopo la colazione, quando interviene un riflesso fisiologico),
  4. Praticare una moderata ma costante attività fisica,
  5. Evitare l’uso eccessivo di farmaci, lassativi in particolare,
  6. Evitare alcolici e cibi troppo speziati.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    salve da un po di tempo ho notato molta schiuma nelle urine e da qualche tempo mi è stato diagnosticato colon irritabile.
    ci sono connessioni tra queste 2 cose? un anno fa ho avuto un calcolo bloccato nell’uretere poi espulso tramite pipi, ho fatto tutte le analisi ecografia tac addome esame urine e feci, esame sperma… anche colonscopia tutto ok.
    cosa puo essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se dall’esame delle urine non è emerso nulla credo che possa stare ragionevolmente tranquillo, ma ovviamente senta anche il parere del medico.

    2. Anonimo

      ma può dipendere dal colon o no?

      ho letto anche lo stress può portare questo.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere la schiuma nelle urine è segno di presenza di proteine, che sarebbero emerse con l’analisi fatta, quindi è probabile che non ci siano anomalie.

  2. Anonimo

    ora sto prendendo fermenti lattici e basta possono essermi utili altri farmaci, so che non può consigliarmi, ma bastano fermenti?
    in passato ho assunto duspatal e debritat ora cambiando gastroenterologo li ho sospesi

  3. Anonimo

    Buongiorno. Soffro molto spesso di diarrea, bruciore all ano e stimolo di andare in bagno. Può essere qualcosa di grave? Si possono fare esami per capire di cosa si tratta? Se si quali?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere semplice colite; il primo passo è una visita medica.

  4. Anonimo

    Buona sera, allora io sono stitica ma mi sono accorta che ci sono periodi che riesco ad evacuare normale tutti i giorni e altri che mi blocco Oppure vado dura e poi non vado per 3 o 4 giorni e poi rivado dura… Oggi sto avendo coliche da stamattina, diciamo che ieri ho mangiato il pane con il pomodoro strofinato stamattina mi sono svegliata con le coliche e un po’ di bruciore… Oggi verso le 16 30 ho preso un succo di Frutta e una brioscina e ora ho coliche che vanno e vengono… Puo’ esser stato il succo? Provo ad andare in bagno ma l’ unica cosa che faccio e’ meteorismo e mando di nuovo muchi… Sono fastidi da colon irritabile? Ci si mette pure il tempo che piove e io ne soffro di piu’… Me ne sono accorta anche che 2 settimane che mi arriva il ciclo io non vado piu’ in bagno, mi blocco,come mai?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Le confermo che il colon irritabile è influenzato da tempo, stress, sindrome premestruale, … ma sono sintomi che vanno comunque segnalati al medico.

  5. Anonimo

    Salve ho una colite ho sempre stimolo e mi prende male dietro la schiena quando devo andare in bagno c’è qualcosa che allevia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ci sono diverse soluzioni, ma purtroppo non posso prescrivere farmaci, mi dispiace.

    2. Anonimo

      Beh ….. allora di che si parla….almeno un consiglio sull’alimentazione o abitudini varie….almeno

  6. Anonimo

    Buongiorno..ieri sono stata dal gastroenterologo per dei forti mal di pancia..mi ha prescritto lexil 15mg …Io devo prendere per 3 volte al giorno…come effetti collaterali tanta sonnolenza…nel foglio illustrativo Ce scritto che dovrebbero scomparire nelle prossime somministrazioni. ….io domani devo andare a lavoro. ..nel caso rinuncio ad andare a lavoro o diminuisco dose? Andrei cmq con il bus e non in macchina..oppure e solo oggi questo effetto e domani già meglio?grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non cambi il dosaggio senza parere del medico, gli effetti collaterali probabilmente miglioreranno nei giorni successivi, è anche piuttosto soggettivo, ma se dovessero diventare intollerabili lo segnali al medico stesso.

  7. Anonimo

    Salve dottori, ho 34 anni e Soffro di nausee ricorrenti, in passato ho fatto 2 gastroscopie con esito di reflusso gastro esofageo.L’anno scorso a causa della nausea ne ho fatto una colonscopia e mi hanno diagnosticato l’ernia iatale. feci una cura e tutto si risolse( mi passarono le nausee)Ora mi sono ritornate le nausee associate anche a gonfiore addominale che mi portano ad emettere molti peti.Ho notato che la mattina come mi alzo vado in bagno ed una volta defecato mi passano le nausee. E’ possibile che all’ernia iatale si è associato anche il colon irritabile? Da premettere che ho un carattere abbastanza ansioso ed il mio lavoro mi porta a stressarmi molto. Nel 2007 ho fatto anche una colonscopia ma senza alcun problema.Grazie dottori

  8. Anonimo

    Gentili dottori, vorrei esporre il mio problema in quanto sono un po’ preoccupata. Da circa un mese avverto un dolore al basso ventre a destra, e nella zona ombelicale. Agli inizi di novembre mi sono recata al pronto soccorso e lì mi era stato detto che si trattava di colite, così mi hanno dato delle pillole che però non mi hanno aiutata, per questo motivo nei giorni seguenti ho fatto un’ecografia addominale e il medico mi ha detto che era tutto a posto. Il dolore persisteva e dunque ho fatto anche le analisi del sangue e delle urine, anche queste con risultati nella norma. A questo punto il medico mi ha anche dato una cura “più forte” per la colite, ho preso 6 pillole al giorno per dieci giorni, di cui per 5 giorni anche antibiotico, ho mangiato in bianco e dunque il dolore sembrava svanire ogni giorno sempre di più. Adesso ho finito la cura e il dolore è tornato dopo nemmeno due giorni. in tutto questo è passato un mese. Non so esattamente cosa pensare, inizialmente credevo fosse appendicite ma poi visto il lungo periodo, viste le analisi del sangue e soprattutto il fatto che non ho nessun altro sintomo a parte il dolore, il dottore ha escluso questa possibilità. Non so più che altro tipo di visite o cure fare per venirne a capo. Voi cosa mi consigliate? se davvero si tratta di colite nelle analisi non dovrebbe risultare un’infezione? e se si tratta di colite possibile che sia così difficile da curare?.. non ci capisco più nulla. grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La colite non è legata ad alcuna infezione e purtroppo è spesso ostica da risolvere completamente; nell’articolo la trova descritta in maniera esaustiva.

  9. Anonimo

    Salve dottors , da un po di tempo ho come una colica a sinistra addome auadrante superiore che si espande dietro la spalla dx .migliora o peggiora mangiando, con senzazione di bruciore stomaco digestione ldntissima , gonfiore,eruttazzione e lieve acidita.inoltre ho notato un lieve dimagrimento sul viso.il mio medico dice che si trzttz di colon infiammato o colite.lei cosa puo dirmi? Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe trattarsi di colon irritabile, di reflusso gastroesofageo se ha acidità, problemi alla colecisti…se persistono i sintomi potrebbe eseguire un’ecografia addominale.

  10. Anonimo

    ho sempre la senzazione di eruttare e a volte capite un po di acidita , anche a distanza dei pasti.questi sintomi li ho da un po di anni solo che ofa sono piu persistenti.un altro sintomo e nn so se puo essere correlato , durante una corsettina sento tirare diietro la schiena dalle scapole in giu .grazie ancora

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un po’ di reflusso, non lo trascuri e lo segnali al medico.
      Il fastidio nella corsa a mio avviso non è correlato, ma ovviamente lo faccia comunque presente al medico.

  11. Anonimo

    Ho da mesi un forte dolore alla pancia e il medico non mi fa fare esami? Sarà un tumore?

    PS: Ho 17 anni.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Alla tua età non c’è alcun motivo di pensare a un tumore, anche se ovviamente va capita la causa (colon irritato?).

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