Sindrome del colon irritabile o colite: sintomi, dieta, …

Ultimo Aggiornamento: 1732 giorni

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Introduzione

La sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome in inglese) è un disturbo che tra i suoi sintomi più frequenti annovera crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e diarrea. E’ inoltre causa di disagio e stress, ma non provoca danni permanenti all’intestino né malattie gravi, come ad esempio i tumori. La maggior parte delle persone può tenere sotto controllo i sintomi seguendo una dieta corretta, imparando a gestire meglio lo stress e facendosi prescrivere farmaci appositi.

Per alcuni pazienti, tuttavia, la sindrome del colon irritabile può rivelarsi invalidante: si può non essere più in grado di lavorare, di fare vita sociale o addirittura di fare viaggi anche se brevi.

Negli Stati Uniti il 20 per cento della popolazione adulta, ovvero una persona su cinque, presenta i sintomi della sindrome del colon irritabile e quindi questo disturbo è uno di quelli diagnosticati con maggiore frequenza dai medici. Colpisce più le donne che gli uomini e inizia prima dei 35 anni nella metà circa dei pazienti.

Colon

Il colon, che è lungo circa un metro e mezzo, collega l’intestino tenue al retto e all’ano. La funzione principale del colon è quella di assorbire l’acqua, le sostanze nutritive ed i sali minerali dal cibo parzialmente digerito proveniente dall’intestino tenue. Ogni giorno circa un litro di liquidi passa dall’intestino tenue al colon, mentre il volume contenuto nelle feci è di circa 150 ml. La differenza tra la quantità di fluidi che arrivano nel colon dall’intestino tenue e la quantità di feci è pari alla quantità di liquidi assorbita ogni giorno dal colon.

La motilità del colon (la contrazione dei muscoli del colon e il movimento dei liquidi in esso contenuti) è controllata dai nervi, dagli ormoni e dagli impulsi nervosi dei muscoli del colon; queste contrazioni spostano i liquidi contenuti nel colon verso il retto, durante questo passaggio l’organismo assorbe l’acqua e le sostanze nutritive.

Tutti gli scarti vanno a formare le feci.

Alcune volte al giorno le contrazioni fanno uscire i rifiuti dal colon, provocando così lo stimolo a defecare. Se i muscoli del colon, degli sfinteri e della zona pelvica non si contraggono correttamente le sostanze contenute nel colon non si muovono come dovrebbero, causando:

  • mal di pancia,
  • crampi,
  • costipazione,
  • sensazione di non aver eliminato tutte le feci oppure diarrea.

Cause

I ricercatori non hanno ancora scoperto alcuna causa specifica della sindrome del colon irritabile: secondo la teoria più diffusa i pazienti che ne soffrono hanno un colon, o intestino crasso, particolarmente sensibile e reattivo a determinati alimenti e allo stress. Anche il sistema immunitario, che combatte le infezioni, potrebbe essere coinvolto.

In un paziente affetto da sindrome del colon irritabile la normale motilità (movimento) dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi degli spasmi (contrazioni muscolari improvvise e dolorose, che se ne vanno improvvisamente come sono iniziate) oppure il colon potrebbe addirittura smettere temporaneamente di funzionare..

La superficie interna del colon, l’epitelio, è sotto controllo del sistema immunitario e del sistema nervoso, regolando il transito dei fluidi. Quand’è presente la sindrome del colon irritabile l’epitelio sembra funzionare correttamente tuttavia, se i fluidi in transito nel colon si muovono troppo velocemente, il colon perde la capacità di assorbirli. La conseguenza è che le feci risultano troppo liquide. In altri pazienti al contrario il transito nel colon è troppo lento e questo fa sì che vengano assorbiti troppi liquidi sviluppando costipazione.

Il colon di alcuni pazienti potrebbe reagire in modo anomalo a determinati alimenti oppure allo stress, che in condizioni normali non provocherebbero alcun disturbo.

Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che la serotonina è connessa alla normale funzionalità gastrointestinale: la serotonina è un neurotrasmettitore, ovvero una sostanza chimica che trasmette i messaggi da una parte all’altra dell’organismo. Il 95 per cento della serotonina presente nell’organismo si trova nell’apparato digerente e solo il restante 5 per cento si trova nel cervello.

Le cellule che formano la parete interna dell’intestino funzionano come trasportatori portando la serotonina al di fuori dall’apparato digerente; i pazienti affetti da sindrome del colon irritabile presentano una diminuzione dell’attività dei recettori e questo si traduce in livelli anormali di serotonina. Come conseguenza si hanno problemi di defecazione, di motilità e di sensibilità della zona causati dalla presenza di recettori del dolore particolarmente sensibili.

I ricercatori ipotizzano che la sindrome del colon irritabile potrebbe essere anche causata da un’infezione batterica dell’apparato digerente: ricerche dimostrano che i pazienti affetti da gastroenterite a volte vengono anche colpiti dalla sindrome del colon irritabile, altrimenti definita come sindrome del colon irritabile post-infettiva.

I ricercatori hanno anche individuato una forma lieve di celiachia in alcune persone con sintomi simili a quelli della sindrome: i pazienti affetti da celiachia non riescono a digerire il glutine, una sostanza presente nel grano, nella segale e nell’orzo. Le persone celiache non possono assumere questi alimenti senza sentirsi male, perché il loro sistema immunitario reagisce danneggiando l’intestino tenue. Con un esame del sangue si può scoprire l’eventuale concomitanza di celiachia.

Sintomi

I principali sintomi della sindrome del colon irritabile sono

  • dolore addominale,
  • nausea,
  • sensazione di disagio.

Tuttavia i sintomi possono variare da persona a persona: alcune persone soffrono di costipazione, le feci risultano più dure del solito e la defecazione si fa più difficile e rara. Spesso queste persone riferiscono di provare tensione e avere crampi quando tentano di defecare, pur non riuscendoci del tutto o solo in parte. Anche se riescono a defecare nelle feci può essere presente del muco, ovvero la sostanza liquida che inumidisce e protegge gli organi dell’apparato digerente.

Alcune persone affette da sindrome del colon irritabile soffrono anche di diarrea, ovvero di perdita frequente di feci non solide o acquose. Altre persone affette da sindrome del colon irritabile alternano periodi di costipazione ad altri di diarrea. In alcuni pazienti i sintomi si calmano per alcuni mesi per poi ritornare mentre in altri, invece, i sintomi peggiorano sempre più con l’andare del tempo.

La presenza di sangue nelle feci, la febbre, la perdita di peso e il dolore forte e continuo non sono sintomi della sindrome del colon irritabile e potrebbero indicare altri problemi, come ad esempio infiammazione o, raramente, un tumore.

Il peggioramento dei sintomi della sindrome del colon irritabile può essere collegato a:

  • pasti abbondanti,
  • accumulo di gas nel colon,
  • assunzione di farmaci,
  • assunzione di grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati o alcool,
  • assunzione di bevande contenenti caffeina, come ad esempio caffè, tè o cola,
  • situazioni di stress, conflitto o turbamento emotivo.

I ricercatori hanno scoperto che le donne affette da IBS presentano sintomi più gravi durante il ciclo mestruale e questo indicherebbe che gli ormoni riproduttivi possono far peggiorare i disturbi dovuti alla sindrome del colon irritabile.

I pazienti affetti da IBS spesso soffrono di depressione e ansia che possono far peggiorare ulteriormente i sintomi; può anche scatenarsi il meccanismo inverso, i sintomi connessi all’IBS possono far sì che il paziente provi depressione e ansia.

Diagnosi

Se pensate di avere la sindrome del colon irritabile per prima cosa andate dal vostro medico. Di solito l’IBS viene diagnosticata riepilogando la storia medica del paziente nella sua totalità; i sintomi devono essere descritti accuratamente e si deve procedere a un esame fisico.

Non esiste alcun esame in grado di diagnosticare con certezza la sindrome del colon irritabile, però possono essere effettuati diversi esami di laboratorio per evidenziare altri disturbi. Tra questi esami troviamo

  • l’analisi delle feci,
  • gli esami del sangue
  • le radiografie.

Di norma il medico eseguirà una sigmoidoscopia, o colonscopia che gli permetterà di esaminare l’interno del colon. Viene effettuata inserendo attraverso l’ano un tubicino flessibile munito di una videocamera a un’estremità, in grado di trasferire le immagini del colon su uno schermo.

Se i risultati dell’esame sono negativi il medico può diagnosticare la sindrome del colon irritabile basandosi anche solo sui sintomi:

  • quante volte avete avuto mal di pancia o disagio durante gli anni precedenti,
  • quando inizia e termina il dolore in rapporto alla defecazione,
  • come sono cambiate la frequenza della defecazione e la consistenza delle feci.

Molti medici fanno riferimento a un elenco di sintomi specifici che devono essere presenti per poter diagnosticare la sindrome del colon irritabile.

  • Dolore o disagio addominale che si sono protratti per almeno dodici settimane nell’arco degli ultimi dodici mesi. Queste dodici settimane non devono essere consecutive.
  • Il dolore o disagio addominale ha almeno due delle seguenti caratteristiche:
    • Sembra passare dopo aver defecato.
    • Quando inizia, c’è un cambiamento della frequenza della defecazione.
    • Quando inizia, l’aspetto o la consistenza delle feci cambiano.
  • Cambiamento della frequenza della defecazione.
  • Cambiamento dell’aspetto delle feci.
  • Sensazione di urgenza incontrollabile di defecare.
  • Difficoltà o impossibilità di defecare.
  • Presenza di muco nelle feci.
  • Nausea.

Pericoli

Come si può dedurre dal nome l’IBS è una sindrome, ovvero una combinazione di sintomi e manifestazioni: non è stata dimostrata alcuna correlazione tra l’IBS e patologie più gravi, come ad esempio il tumore. Non è stato inoltre dimostrato alcun collegamento tra la sindrome del colon irritabile e le malattie infiammatorie intestinali croniche, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Stress

Lo stress, ovvero la sensazione di essere tesi, angosciati, arrabbiati o oppressi mentalmente o fisicamente, può stimolare gli spasmi del colon nelle persone affette da sindrome del colon irritabile. Il colon ha molte terminazioni nervose che lo collegano al cervello, proprio come il cuore e i polmoni è in parte controllato al sistema nervoso autonomo che reagisce allo stress.

Queste terminazioni nervose controllano le normali contrazioni del colon e causano la ben nota sensazione di disagio all’altezza dell’addome durante i momenti di stress. Spesso, infatti, quando si è nervosi o giù di morale, ci si lamenta di avere i crampi o le farfalle allo stomaco. Nei pazienti affetti da IBS il colon può reagire più del normale persino alle situazioni di stress e di conflitto meno problematiche: lo stress rende il cervello più consapevole delle sensazioni provenienti dal colon e il paziente le percepisce come sgradevoli o spiacevoli.

Alcune prove scientifiche sembrerebbero suggerire che l’IBS sia collegata al sistema immunitario, che combatte le infezioni nell’organismo.

Il sistema immunitario reagisce allo stress.

Per questi motivi la gestione dello stress è una parte importante della terapia della sindrome del colon irritabile, tra le varie possibilità di gestione dello stress troviamo:

  • esercizi di riduzione dello stress (rilassamento) e terapie di rilassamento, come ad esempio la meditazione,
  • terapia e supporto psicologico,
  • esercizio fisico regolare, come ad esempio passeggiate o yoga,
  • cercare di cambiare le situazioni che causano stress,
  • dormire bene, per un numero di ore adeguato.

Cura e terapia

Purtroppo molte persone che soffrono di IBS lasciano passare troppo tempo prima di cercare un parere medico: si stima che fino al 70 per cento delle persone affette da  sindrome del colon irritabile non riceva alcuna cura per i suoi sintomi. Non è ancora stata scoperta alcuna terapia specifica, ma esistono diverse possibilità di cura dei sintomi: il medico prescriverà la terapia migliore per i vostri sintomi e vi incoraggerà a tenere sotto controllo lo stress e a modificare la vostra dieta.

I farmaci sono un elemento importante per il sollievo dei sintomi: il medico potrebbe consigliare anche integratori di fibre o dei lassativi per curare la costipazione, oppure dei farmaci per far diminuire la diarrea come ad esempio la loperamide (Imodium®, Dissenten®). Di solito viene prescritto anche un antispastico, che aiuta a controllare gli spasmi muscolari del colon e fa diminuire il dolore addominale.

Anche gli antidepressivi possono alleviare alcuni sintomi, tuttavia sia gli antidepressivi sia gli antispastici possono far peggiorare la costipazione, quindi potranno essere associati farmaci in grado di rilassare i muscoli della vescica e dell’intestino.

Un farmaco specifico per la cura della sindrome del colon irritabile è il Lotronex®, non in commercio in Italia. Il Lotronex, è stato riapprovato con importanti restrizioni dalla Food and Drug Administration (FDA), per l’uso da parte delle donne affette da IBS grave che non hanno risposto alla terapia convenzionale e il cui sintomo principale è la diarrea. Tuttavia, anche in queste pazienti, il Lotronex dovrebbe essere usato con estrema cautela, perché può avere effetti collaterali importanti, come ad esempio una grave costipazione e la diminuzione del flusso sanguigno diretto al colon.

Per tutti i farmaci, persino per quelli da banco come i lassativi e gli integratori di fibre, è importante seguire le istruzioni del medico. Alcune persone riferiscono un peggioramento del gonfiore addominale e della formazione di gas dopo aver assunto integratori di fibre, mentre i lassativi possono causare dipendenza se li si usa troppo spesso.

I farmaci hanno effetti diversi da persona a persona e non esiste un farmaco solo o una sola combinazione di farmaci che si dimostra efficace per tutte le persone affette da IBS. Sarà necessario lavorare insieme al vostro medico per individuare la migliore combinazione di farmaci, dieta, terapia e sostegno psicologico per tenere sotto controllo i vostri sintomi.

Dieta

Molte persone, se fanno attenzione alla dieta, possono veder regredire i sintomi della sindrome del colon irritabile. Prima di modificare la dieta tenete un diario, annotando tutti gli alimenti che sembrano far peggiorare i sintomi, poi riferite le vostre scoperte al vostro medico.

Purtroppo gli alimenti in grado di peggiorare la situazione non sono comuni a tutti i pazienti, è quindi necessario un paziente lavoro di inserimento/esclusione di cibi dalla dieta per rilevare quelli effettivamente causa di reazioni; tra gli alimenti a potenziale rischio ricordiamo:

  • Latte,
  • Dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, …),
  • Marmellata,
  • Frutta (in particolare pesche, pere e prugne),
  • Verdura (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano),
  • Spezie,
  • Caffè,
  • The,
  • Coca Cola e bevande contenenti caffeina,
  • Bibite gasate.

Altri alimenti sono a rischio indiretto, come quelli ricchi di sale (dadi per brodo, insaccati) perchè in grado di stimolare la sete.

Potrebbe essere necessario consultare un dietologo specialista che vi potrà aiutare a modificare la vostra dieta: ad esempio, se i prodotti a base di latte fanno peggiorare i sintomi, potreste provare a diminuirne la quantità. Probabilmente potreste tollerare meglio lo yogurt, rispetto agli altri prodotti a base di latte, poiché contiene batteri che forniscono l’enzima necessario alla digestione del lattosio, lo zucchero che si trova nel latte e nei derivati. I prodotti caseari sono una fonte importante di calcio e di altre sostanze nutritive, se dovete eliminarli dalla vostra dieta cercate di assicurarvi le sostanze nutritive dagli alimenti sostitutivi, oppure assumendo degli integratori.

In molti casi le fibre alimentari possono mitigare i sintomi della sindrome del colon irritabile, in particolare la costipazione: non sono tuttavia efficaci contro il dolore né contro la diarrea.

Il pane e i cereali integrali, la frutta e la verdura sono delle buone fonti di fibre, le diete ad alto contenuto di fibre possono contribuire a tenere il colon leggermente più disteso e questo può prevenire gli spasmi. Alcuni tipi di fibre rendono le feci più umide e quindi prevengono la formazione di feci più dure e difficili da espellere. Le diete ad alto contenuto di fibre possono causare però gonfiore e formazione di gas, ma diversi pazienti riferiscono che questi sintomi scompaiono nel giro di alcune settimane. Se si aumenta l’assunzione di fibre fino ad arrivare a 2 o 3 grammi al giorno si può diminuire il rischio di formazione di gas e di gonfiore.

Bere da sei a otto bicchieri di acqua naturale è importante, soprattutto se si ha la diarrea. Assumere bevande frizzanti come la Coca Cola, invece, può contribuire alla formazione di gas e causare gonfiore e dolore. Masticare il chewing gum e mangiare troppo in fretta, infine, può far inghiottire involontariamente l’aria e anche questo provoca la formazione di gas.

I pasti abbondanti possono causare crampi e diarrea, quindi se si consumano pasti piccoli e frequenti o se si riducono le porzioni, è possibile alleviare i sintomi dell’IBS. Può essere utile anche consumare alimenti a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati, come pasta, riso, pane e cereali integrali (se non si è affetti da celiachia), frutta e verdura.

Consigli per il paziente

  1. Adottare una dieta opportuna,
  2. Mangiare ad orari regolari e senza fretta,
  3. Evacuare sempre alla stessa ora (preferibile al mattino dopo la colazione, quando interviene un riflesso fisiologico),
  4. Praticare una moderata ma costante attività fisica,
  5. Evitare l’uso eccessivo di farmaci, lassativi in particolare,
  6. Evitare alcolici e cibi troppo speziati.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. enrico

    Buogiorno dottore, avendo il colon irritabile è possibile anche avere stimolo di urinare ed in quantità superiore al solito (quasi di colore acqua sia di giorno che 1-2 volte nella notte).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può leggermente aumentare la frequenza di minzione.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, quello dipende da quanto beve; se beve molto perchè sente più sete del normale lo segnali al medico e verifichi eventualmente la glicemia.

  2. Anonimo

    Buongiorno sono un ragazzo di 25 anni.
    Da un anno soffro di diarrea con feci molli che tendono a scomporsi nell’acqua 3-4 volte al giorno con presenza di muco.
    Per fortuna sono rare le volte che mi provoca dolore addominale o meglio il doloro è situato al centro sotto la pancia.
    Ho fatto molteplici esami a partire da esami per vedere se erano presenti virus intestinali, sangue occulto nelle feci, ecografia intestinale, calprotectina fecale, esami del sangue, intolleranza a lattosio e glutine e persino colonscopia, per fortuna tutti negativi che non hanno evidenziato nessun problema.
    A questo punto non mi resta che pensare che sia colon irritato giusto? Ha qualche consiglio per me.
    PS dimenticavo di dire che sono un tipo ansioso che si preoccupa subito.
    La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe essere colon irritabile, che si tratta prevalentemente con grande attenzione alla dieta e gestione attenta di stress ed ansia.

  3. gennaro

    buonasera,ho 44 anni, alla fine del 2012 cominciai ad avere dei problemi sul lavoro dovuti al mio stato psicofisico pesavo circa 96 kg sono alto 1,78 di robusta costituzione,lavoro con mezzi pesanti.in pratica al mattino mi svegliavo e dopo aver passato una notte tranquilla ,era come se avessi preso una sbronza senza aver bevuto un goccio , in pratica facevo molta fatica per fare cio che in passato eseguivo ad occhi chiusi,in seguito ad esami del sangue classici, il medico di base mi diceva che non avevo nulla, ma col tempo presentavo un dolore presente sotto il costato dx in seguito ad ecografia dello stomaco superiore il fegato risultava steatosico credo a sfondo alimentare,erano anni che non toccavo alcool proprio per l attacamento al mio lavoro, ma il dottore non mi credette forse perche in gioventu avevo abusato di sostanze alcooliche, ma da allora erano passati piu di 10 anni,allora mi misi a dieta, persi circa 6 kg, ma i problemi non si risolsero ,cosi su consiglio di un collega andai da un gastroenterologo, ma il collega non mi disse che era un omeopata cosi dopo una prima visita non ebbi molta fiducia nei suoi metodi il quale mi disse tra l altro di non mangiare pane e pasta per almeno 2 mesi e in piu disse che ero leggermente celiaco per cui di evitare orzo, farro grano ect ect non diedi molto ascolto se non per il fatto delle intolleranze .passarono 2 anni circa,la situazione era migliorata relativamente,in quanto cercavo di contenere alimenti che sentivo che mi procuravano fastidi,tipo latticini o grassi animali, purtroppo o per fortuna la sindrome del colon irritabile è un disturbo che sembrerebbe non sviluppi gravissime patologie, per cui chi ne e affetto non riesce a rendersi conto di cosa è affetto,e quindi si puo convivere per molto tempo anche se credo che con il tempo si tenda a perdere il senso della relta in quanto si è relativamente menomati anche a livello mentale in quanto non riposando bene anche il cervello comincia perdere colpi es perdita i memoria difficolta ad esprimersi.nell maggio dello scorso anno in seguito alle solite fitte sotto le costole a dx il medico di base ( un altro che avevo cambiato nel frattempo) mi prescrisse aciso ursodesosicolico,da 300,una cp al di dopo cena ,a settembre decisi dopo eco superiore che presentava fegato steatosico con cristalli di colesterolo nella cistifellea decisi di fare un altra dieta a settembre eliminando tutti grassi animali carne rosse e latticini persi 6 kg in un mese circa presentavo anche forme importanti di gastrite curate in seguito da riopan,ad ottobre incontrai una nutrizionista biologa la quale mi prescrisse altra dieta penso per il fegato steatosico e i cristalli di colesterolo,persi altri 5 kg e mezzo arrivando ad 82 e mezzo questo intorno ai primi di novembre a quel punto vedendomi troppo magro decisi di smettere la dieta, anche se la biologa disse che dovevo continuare la dieta ed arrivare a 78 kg,e mi consiglio di presentarmi da psicoterapeuta,dicendomi che avevo molto somatizzato, tendo a dire che la mia vita privata è abbastanza movimentata in quanto ultimamente mi sono ritrovato circondato da figure (fratello alcoolista, fidanzate malate da problemi nervosi tipo annoressia) e pure il lavoro presenta situazioni abbastanza stressanti infarcite di turni notturni .in seguito alla forte dieta riportai problemi sul lavoro in quanto il fisico si era indebolito e la notte non riusci piu dormire, bene ritornando ad oggi un gastroenterologo mi ha prescritto duspatal da 200 mg 3 volte al di prima dei pasti per tre settimane circa riferendo ad un problema di aria nell intestino,le cose sembra che stiano migliorando ,tengo a precisare che ultimamente ho scoperto di avere un soffio al cuore che dopo visita cardiologica non dovrebbe comportarmi problemi,ma non capisco perche dopo mangiato sopratutto alla sera cado dal sonno, e poi di notte solitamente mi sveglio per le 04 o giu di li di solito mi addormento verso le 22 30 – 23 00 dalla fine di dicembre non assumo piu acido ursodesosicolico distinti saluti gennaro

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La sera è piuttosto comune accusare improvvisamente o quasi la stanchezza della giornata; fra la cena e la messa a letto si addormenta per qualche minuto od anche un po’ di più?

  4. maria

    Salve dottore soffro di colon irritabile,il mio dottore la definisce “colite nervosa” giovedì ho finito la cura con le compresse levopraid mattina e sera e non ho avuto più problemi,ieri mi sono fatta il pane con il tonno in scatola ed ecco che ritornano le coliche e un pò di dolore ai fianchi…oggi mia madre ha fatto la pasta con i legumi ma siccome lei li frulla lo mangiati tranquillamente e non mi hanno fatto niente,la sera rimango un pò di pasta uguale a quella che ho mangiato a pranzo non l avessi mai fatto si sono ripresentate coliche ma soprattutto ho gonfiore addominale e dolori in tutto il colon nei lati e al basso ventre….può calmare solo oppure devo rifare la cura??sono un pò stanca di prendere sempre medicinali,ma il colon irritabile non calma solo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo dal colon irritabile non si guarisce, bisogna imparare a convivere con i sintomi ed imparare a gestirsi nell’alimentazione.

    2. Anonimo

      So che non si guarisce però nei mesi successivi dopo che facevo la cura calmava invece questa volta è diverso continuo ad avere dolori,un’altra domanda domenica fino a lunedì ho preso il laevolac per andare in bagno martedì e mercoledì l ho preso solo di mattina e mercoledì sera dopo avermi liberato ho interrotto lo sciroppo per vedere se riuscivo ad andare sa sola ma sono passati 3 giorni è in bagno non ci sto andando…devo riprendere lo sciroppo?e per quanto?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, temo che debba riprenderlo; difficile stabilire in anticipo i tempi, lo si assume per tutto il tempo che serve.

    4. Anonimo

      Mi scusi ho cominciato ad assumere il laevolac,lo sciroppo l ho comprato l’anno scorso ed è stato usato ora guardando la confezione ho letto che la data di scadenza che sarebbe il 5 2016 si riferisce al prodotto integro e ben confezionato…cioè io ormai l ho preso…fa effetto oppure fa male?lo continuo o no?mi scusi ma la mia ansia mi porta a pensare tante cose

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cioè scade alla fine di maggio del prossimo anno, cosa la preoccupa? Il fatto che fosse aperto?

      Quando non è specificato nulla non è un problema fino alla naturale scadenza.

    6. Anonimo

      “La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto al confezionamento integrazione, correttamente conservato.”..questo c’è scritto!si può prendere?

  5. Anonimo

    Buongiorno Dottore volevo chiederle e possibile che sia il collon irritabile a provocarmi pesantezza al pube?

    1. Anonimo

      Perke ho pesantezza al pube fatto visita ginecologica tt ok fatto collonscopia tt ok ….ma quando vado in bagno sento una pesantezza pelvica …..Ke dice? Secondo lei cosa devo fare?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questi giorni accusa i sintomi classici del colon irritato?

    3. Anonimo

      In questi giorni sento questa pesantezza al pube e quando vado di corpo nelle feci ci sono residui di mangiare e si distinguono benissimo…come mai?

    4. Anonimo

      Un altra cosa sono tanto ansiosa e sto prendendo farmaci antidepressivi possono essere pure questi a provocare tt ciò?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è legato al colon , ma in ogni caso senta anche il parere del medico.

  6. anonimo

    Dottore buona sera circa 4anni fa ho fatto la colonscopia mi e stata diagnosticata la sindrome del colon irritabile a causa dello stress.adesso si e ripresentato questo problema da quando o partorito cioè soffro di stitichezza e o anche delle coliche improvvise cosa posso fare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Aumenti gradualmente la fibra nell’alimentazione (frutta e verdura) e beva molto; utile esercizio fisico.

      Per i dolori valuti un antispastico con il suo medico.

  7. anonimo

    Quindi posso stare tranquilla le parlo cosi perche mi spavento facilmente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Certo, ma ovviamente senta anche il parere del medico.

  8. anonimo

    Buongiorno ho 18 anni è da sempre che non posso mangiare latticini ,derivati e cioccolata perché mi provocano diarrea e dolore addominale. Pratico da sempre attività fisica e soffro di colite ed è da un bel pò di tempo che mi sento sempre gonfiodei , addominali e esigenza di evacuare e emettere peti con feci molto molli e diarrea dipende anche dal mio stato emotivo perché quando sono agitato e preoccupato questa situazione aumenta.Cosa può essere , se posso fare degli esami e quali

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra colon irritabile e, nel caso, non esistono esami specifici; mi limiterei ad una visita medica e magari valuti di verificare l’intolleranza al lattosio.

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