Sindrome del colon irritabile o colite: sintomi, dieta, …

Ultimo Aggiornamento: 222 giorni

Introduzione

La sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome in inglese) è un disturbo che tra i suoi sintomi più frequenti annovera crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e diarrea. E’ inoltre causa di disagio e stress, ma non provoca danni permanenti all’intestino né malattie gravi, come ad esempio i tumori. La maggior parte delle persone può tenere sotto controllo i sintomi seguendo una dieta corretta, imparando a gestire meglio lo stress e facendosi prescrivere farmaci appositi.

Per alcuni pazienti, tuttavia, la sindrome del colon irritabile può rivelarsi invalidante: si può non essere più in grado di lavorare, di fare vita sociale o addirittura di fare viaggi anche se brevi.

Negli Stati Uniti il 20 per cento della popolazione adulta, ovvero una persona su cinque, presenta i sintomi della sindrome del colon irritabile e quindi questo disturbo è uno di quelli diagnosticati con maggiore frequenza dai medici. Colpisce più le donne che gli uomini e inizia prima dei 35 anni nella metà circa dei pazienti.

Colon

Il colon, che è lungo circa un metro e mezzo, collega l’intestino tenue al retto e all’ano. La funzione principale del colon è quella di assorbire l’acqua, le sostanze nutritive ed i sali minerali dal cibo parzialmente digerito proveniente dall’intestino tenue. Ogni giorno circa un litro di liquidi passa dall’intestino tenue al colon, mentre il volume contenuto nelle feci è di circa 150 ml. La differenza tra la quantità di fluidi che arrivano nel colon dall’intestino tenue e la quantità di feci è pari alla quantità di liquidi assorbita ogni giorno dal colon.

La motilità del colon (la contrazione dei muscoli del colon e il movimento dei liquidi in esso contenuti) è controllata dai nervi, dagli ormoni e dagli impulsi nervosi dei muscoli del colon; queste contrazioni spostano i liquidi contenuti nel colon verso il retto, durante questo passaggio l’organismo assorbe l’acqua e le sostanze nutritive.

Tutti gli scarti vanno a formare le feci.

Alcune volte al giorno le contrazioni fanno uscire i rifiuti dal colon, provocando così lo stimolo a defecare. Se i muscoli del colon, degli sfinteri e della zona pelvica non si contraggono correttamente le sostanze contenute nel colon non si muovono come dovrebbero, causando:

  • mal di pancia,
  • crampi,
  • costipazione,
  • sensazione di non aver eliminato tutte le feci oppure diarrea.

Cause

I ricercatori non hanno ancora scoperto alcuna causa specifica della sindrome del colon irritabile: secondo la teoria più diffusa i pazienti che ne soffrono hanno un colon, o intestino crasso, particolarmente sensibile e reattivo a determinati alimenti e allo stress. Anche il sistema immunitario, che combatte le infezioni, potrebbe essere coinvolto.

In un paziente affetto da sindrome del colon irritabile la normale motilità (movimento) dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi degli spasmi (contrazioni muscolari improvvise e dolorose, che se ne vanno improvvisamente come sono iniziate) oppure il colon potrebbe addirittura smettere temporaneamente di funzionare..

La superficie interna del colon, l’epitelio, è sotto controllo del sistema immunitario e del sistema nervoso, regolando il transito dei fluidi. Quand’è presente la sindrome del colon irritabile l’epitelio sembra funzionare correttamente tuttavia, se i fluidi in transito nel colon si muovono troppo velocemente, il colon perde la capacità di assorbirli. La conseguenza è che le feci risultano troppo liquide. In altri pazienti al contrario il transito nel colon è troppo lento e questo fa sì che vengano assorbiti troppi liquidi sviluppando costipazione.

Il colon di alcuni pazienti potrebbe reagire in modo anomalo a determinati alimenti oppure allo stress, che in condizioni normali non provocherebbero alcun disturbo.

Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che la serotonina è connessa alla normale funzionalità gastrointestinale: la serotonina è un neurotrasmettitore, ovvero una sostanza chimica che trasmette i messaggi da una parte all’altra dell’organismo. Il 95 per cento della serotonina presente nell’organismo si trova nell’apparato digerente e solo il restante 5 per cento si trova nel cervello.

Le cellule che formano la parete interna dell’intestino funzionano come trasportatori portando la serotonina al di fuori dall’apparato digerente; i pazienti affetti da sindrome del colon irritabile presentano una diminuzione dell’attività dei recettori e questo si traduce in livelli anormali di serotonina. Come conseguenza si hanno problemi di defecazione, di motilità e di sensibilità della zona causati dalla presenza di recettori del dolore particolarmente sensibili.

I ricercatori ipotizzano che la sindrome del colon irritabile potrebbe essere anche causata da un’infezione batterica dell’apparato digerente: ricerche dimostrano che i pazienti affetti da gastroenterite a volte vengono anche colpiti dalla sindrome del colon irritabile, altrimenti definita come sindrome del colon irritabile post-infettiva.

I ricercatori hanno anche individuato una forma lieve di celiachia in alcune persone con sintomi simili a quelli della sindrome: i pazienti affetti da celiachia non riescono a digerire il glutine, una sostanza presente nel grano, nella segale e nell’orzo. Le persone celiache non possono assumere questi alimenti senza sentirsi male, perché il loro sistema immunitario reagisce danneggiando l’intestino tenue. Con un esame del sangue si può scoprire l’eventuale concomitanza di celiachia.

Sintomi

I principali sintomi della sindrome del colon irritabile sono

  • dolore addominale,
  • nausea,
  • sensazione di disagio.

Tuttavia i sintomi possono variare da persona a persona: alcune persone soffrono di costipazione, le feci risultano più dure del solito e la defecazione si fa più difficile e rara. Spesso queste persone riferiscono di provare tensione e avere crampi quando tentano di defecare, pur non riuscendoci del tutto o solo in parte. Anche se riescono a defecare nelle feci può essere presente del muco, ovvero la sostanza liquida che inumidisce e protegge gli organi dell’apparato digerente.

Alcune persone affette da sindrome del colon irritabile soffrono anche di diarrea, ovvero di perdita frequente di feci non solide o acquose. Altre persone affette da sindrome del colon irritabile alternano periodi di costipazione ad altri di diarrea. In alcuni pazienti i sintomi si calmano per alcuni mesi per poi ritornare mentre in altri, invece, i sintomi peggiorano sempre più con l’andare del tempo.

La presenza di sangue nelle feci, la febbre, la perdita di peso e il dolore forte e continuo non sono sintomi della sindrome del colon irritabile e potrebbero indicare altri problemi, come ad esempio infiammazione o, raramente, un tumore.

Il peggioramento dei sintomi della sindrome del colon irritabile può essere collegato a:

  • pasti abbondanti,
  • accumulo di gas nel colon,
  • assunzione di farmaci,
  • assunzione di grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati o alcool,
  • assunzione di bevande contenenti caffeina, come ad esempio caffè, tè o cola,
  • situazioni di stress, conflitto o turbamento emotivo.

I ricercatori hanno scoperto che le donne affette da IBS presentano sintomi più gravi durante il ciclo mestruale e questo indicherebbe che gli ormoni riproduttivi possono far peggiorare i disturbi dovuti alla sindrome del colon irritabile.

I pazienti affetti da IBS spesso soffrono di depressione e ansia che possono far peggiorare ulteriormente i sintomi; può anche scatenarsi il meccanismo inverso, i sintomi connessi all’IBS possono far sì che il paziente provi depressione e ansia.

Diagnosi

Se pensate di avere la sindrome del colon irritabile per prima cosa andate dal vostro medico. Di solito l’IBS viene diagnosticata riepilogando la storia medica del paziente nella sua totalità; i sintomi devono essere descritti accuratamente e si deve procedere a un esame fisico.

Non esiste alcun esame in grado di diagnosticare con certezza la sindrome del colon irritabile, però possono essere effettuati diversi esami di laboratorio per evidenziare altri disturbi. Tra questi esami troviamo

  • l’analisi delle feci,
  • gli esami del sangue
  • le radiografie.

Di norma il medico eseguirà una sigmoidoscopia, o colonscopia che gli permetterà di esaminare l’interno del colon. Viene effettuata inserendo attraverso l’ano un tubicino flessibile munito di una videocamera a un’estremità, in grado di trasferire le immagini del colon su uno schermo.

Se i risultati dell’esame sono negativi il medico può diagnosticare la sindrome del colon irritabile basandosi anche solo sui sintomi:

  • quante volte avete avuto mal di pancia o disagio durante gli anni precedenti,
  • quando inizia e termina il dolore in rapporto alla defecazione,
  • come sono cambiate la frequenza della defecazione e la consistenza delle feci.

Molti medici fanno riferimento a un elenco di sintomi specifici che devono essere presenti per poter diagnosticare la sindrome del colon irritabile.

  • Dolore o disagio addominale che si sono protratti per almeno dodici settimane nell’arco degli ultimi dodici mesi. Queste dodici settimane non devono essere consecutive.
  • Il dolore o disagio addominale ha almeno due delle seguenti caratteristiche:
    • Sembra passare dopo aver defecato.
    • Quando inizia, c’è un cambiamento della frequenza della defecazione.
    • Quando inizia, l’aspetto o la consistenza delle feci cambiano.
  • Cambiamento della frequenza della defecazione.
  • Cambiamento dell’aspetto delle feci.
  • Sensazione di urgenza incontrollabile di defecare.
  • Difficoltà o impossibilità di defecare.
  • Presenza di muco nelle feci.
  • Nausea.

Pericoli

Come si può dedurre dal nome l’IBS è una sindrome, ovvero una combinazione di sintomi e manifestazioni: non è stata dimostrata alcuna correlazione tra l’IBS e patologie più gravi, come ad esempio il tumore. Non è stato inoltre dimostrato alcun collegamento tra la sindrome del colon irritabile e le malattie infiammatorie intestinali croniche, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Stress

Lo stress, ovvero la sensazione di essere tesi, angosciati, arrabbiati o oppressi mentalmente o fisicamente, può stimolare gli spasmi del colon nelle persone affette da sindrome del colon irritabile. Il colon ha molte terminazioni nervose che lo collegano al cervello, proprio come il cuore e i polmoni è in parte controllato al sistema nervoso autonomo che reagisce allo stress.

Queste terminazioni nervose controllano le normali contrazioni del colon e causano la ben nota sensazione di disagio all’altezza dell’addome durante i momenti di stress. Spesso, infatti, quando si è nervosi o giù di morale, ci si lamenta di avere i crampi o le farfalle allo stomaco. Nei pazienti affetti da IBS il colon può reagire più del normale persino alle situazioni di stress e di conflitto meno problematiche: lo stress rende il cervello più consapevole delle sensazioni provenienti dal colon e il paziente le percepisce come sgradevoli o spiacevoli.

Alcune prove scientifiche sembrerebbero suggerire che l’IBS sia collegata al sistema immunitario, che combatte le infezioni nell’organismo.

Il sistema immunitario reagisce allo stress.

Per questi motivi la gestione dello stress è una parte importante della terapia della sindrome del colon irritabile, tra le varie possibilità di gestione dello stress troviamo:

  • esercizi di riduzione dello stress (rilassamento) e terapie di rilassamento, come ad esempio la meditazione,
  • terapia e supporto psicologico,
  • esercizio fisico regolare, come ad esempio passeggiate o yoga,
  • cercare di cambiare le situazioni che causano stress,
  • dormire bene, per un numero di ore adeguato.

Cura e terapia

Purtroppo molte persone che soffrono di IBS lasciano passare troppo tempo prima di cercare un parere medico: si stima che fino al 70 per cento delle persone affette da  sindrome del colon irritabile non riceva alcuna cura per i suoi sintomi. Non è ancora stata scoperta alcuna terapia specifica, ma esistono diverse possibilità di cura dei sintomi: il medico prescriverà la terapia migliore per i vostri sintomi e vi incoraggerà a tenere sotto controllo lo stress e a modificare la vostra dieta.

I farmaci sono un elemento importante per il sollievo dei sintomi: il medico potrebbe consigliare anche integratori di fibre o dei lassativi per curare la costipazione, oppure dei farmaci per far diminuire la diarrea come ad esempio la loperamide (Imodium®, Dissenten®). Di solito viene prescritto anche un antispastico, che aiuta a controllare gli spasmi muscolari del colon e fa diminuire il dolore addominale.

Anche gli antidepressivi possono alleviare alcuni sintomi, tuttavia sia gli antidepressivi sia gli antispastici possono far peggiorare la costipazione, quindi potranno essere associati farmaci in grado di rilassare i muscoli della vescica e dell’intestino.

Un farmaco specifico per la cura della sindrome del colon irritabile è il Lotronex®, non in commercio in Italia. Il Lotronex, è stato riapprovato con importanti restrizioni dalla Food and Drug Administration (FDA), per l’uso da parte delle donne affette da IBS grave che non hanno risposto alla terapia convenzionale e il cui sintomo principale è la diarrea. Tuttavia, anche in queste pazienti, il Lotronex dovrebbe essere usato con estrema cautela, perché può avere effetti collaterali importanti, come ad esempio una grave costipazione e la diminuzione del flusso sanguigno diretto al colon.

Per tutti i farmaci, persino per quelli da banco come i lassativi e gli integratori di fibre, è importante seguire le istruzioni del medico. Alcune persone riferiscono un peggioramento del gonfiore addominale e della formazione di gas dopo aver assunto integratori di fibre, mentre i lassativi possono causare dipendenza se li si usa troppo spesso.

I farmaci hanno effetti diversi da persona a persona e non esiste un farmaco solo o una sola combinazione di farmaci che si dimostra efficace per tutte le persone affette da IBS. Sarà necessario lavorare insieme al vostro medico per individuare la migliore combinazione di farmaci, dieta, terapia e sostegno psicologico per tenere sotto controllo i vostri sintomi.

Psicoterapia

La comunità medica sa da tempo che psicoterapie come il rilassamento e l’ipnosi possono alleviare temporaneamente i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. Ora però nuove ricerche sembrano indicare che potrebbero avere anche benefici a lungo termine.

“Il nostro studio è il primo ad aver affrontato gli effetti a lungo termine”, afferma il primo autore dello studio, Lynn Walker, docente di pediatria al Vanderbilt University Medical Center di Nashville.

“Abbiamo scoperto che il moderato beneficio che si ottiene con le psicoterapie a breve termine si mantiene a lungo termine. Questo è significativo, perché la sindrome è una condizione cronica e intermittente, per la quale non esiste un efficace trattamento medico”, prosegue nel suo comunicato stampa.

I ricercatori hanno analizzato i risultati di 41 studi clinici con un totale superiore a 2.200 pazienti affetti da SII.

L’analisi ha riscontrato un’analoga efficacia di vari approcci psicoterapeutici (tecniche di rilassamento, ipnosi e terapia cognitivo-comportamentale) nell’aiutare i soggetti a cambiare il loro modo di pensare. A prescindere dalla durata del trattamento, i ricercatori hanno riscontrato che gli effetti possono durare da 6 a 12 mesi dal termine della terapia.

I trattamenti online si sono mostrati altrettanto efficaci di quelli di persona, come pubblicato di recente su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Il primo autore dello studio, Kelsey Laird, dottoranda del programma di psicologia clinica a Vanderbilt, sostiene che “la medicina occidentale spesso concettualizza la mente come entità separa dal corpo, ma la sindrome  è un perfetto esempio di come i due siano connessi. I sintomi gastroenterici possono aumentare stress e ansia, che a loro volta aumentano la gravità dei sintomi. È un circolo vizioso che il trattamento psicologico può aiutare a interrompere”, riporta nel comunicato stampa.

Fonte: Comunicato Stampa Vanderbilt Univerity

Dieta

Molte persone, se fanno attenzione alla dieta, possono veder regredire i sintomi della sindrome del colon irritabile. Prima di modificare la dieta tenete un diario, annotando tutti gli alimenti che sembrano far peggiorare i sintomi, poi riferite le vostre scoperte al vostro medico.

Purtroppo gli alimenti in grado di peggiorare la situazione non sono comuni a tutti i pazienti, è quindi necessario un paziente lavoro di inserimento/esclusione di cibi dalla dieta per rilevare quelli effettivamente causa di reazioni; tra gli alimenti a potenziale rischio ricordiamo:

  • Latte,
  • Dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, …),
  • Marmellata,
  • Frutta (in particolare pesche, pere e prugne),
  • Verdura (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano),
  • Spezie,
  • Caffè,
  • The,
  • Coca Cola e bevande contenenti caffeina,
  • Bibite gasate.

Altri alimenti sono a rischio indiretto, come quelli ricchi di sale (dadi per brodo, insaccati) perchè in grado di stimolare la sete.

Potrebbe essere necessario consultare un dietologo specialista che vi potrà aiutare a modificare la vostra dieta: ad esempio, se i prodotti a base di latte fanno peggiorare i sintomi, potreste provare a diminuirne la quantità. Probabilmente potreste tollerare meglio lo yogurt, rispetto agli altri prodotti a base di latte, poiché contiene batteri che forniscono l’enzima necessario alla digestione del lattosio, lo zucchero che si trova nel latte e nei derivati. I prodotti caseari sono una fonte importante di calcio e di altre sostanze nutritive, se dovete eliminarli dalla vostra dieta cercate di assicurarvi le sostanze nutritive dagli alimenti sostitutivi, oppure assumendo degli integratori.

In molti casi le fibre alimentari possono mitigare i sintomi della sindrome del colon irritabile, in particolare la costipazione: non sono tuttavia efficaci contro il dolore né contro la diarrea.

Il pane e i cereali integrali, la frutta e la verdura sono delle buone fonti di fibre, le diete ad alto contenuto di fibre possono contribuire a tenere il colon leggermente più disteso e questo può prevenire gli spasmi. Alcuni tipi di fibre rendono le feci più umide e quindi prevengono la formazione di feci più dure e difficili da espellere. Le diete ad alto contenuto di fibre possono causare però gonfiore e formazione di gas, ma diversi pazienti riferiscono che questi sintomi scompaiono nel giro di alcune settimane. Se si aumenta l’assunzione di fibre fino ad arrivare a 2 o 3 grammi al giorno si può diminuire il rischio di formazione di gas e di gonfiore.

Bere da sei a otto bicchieri di acqua naturale è importante, soprattutto se si ha la diarrea. Assumere bevande frizzanti come la Coca Cola, invece, può contribuire alla formazione di gas e causare gonfiore e dolore. Masticare il chewing gum e mangiare troppo in fretta, infine, può far inghiottire involontariamente l’aria e anche questo provoca la formazione di gas.

I pasti abbondanti possono causare crampi e diarrea, quindi se si consumano pasti piccoli e frequenti o se si riducono le porzioni, è possibile alleviare i sintomi dell’IBS. Può essere utile anche consumare alimenti a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati, come pasta, riso, pane e cereali integrali (se non si è affetti da celiachia), frutta e verdura.

Consigli per il paziente

  1. Adottare una dieta opportuna,
  2. Mangiare ad orari regolari e senza fretta,
  3. Evacuare sempre alla stessa ora (preferibile al mattino dopo la colazione, quando interviene un riflesso fisiologico),
  4. Praticare una moderata ma costante attività fisica,
  5. Evitare l’uso eccessivo di farmaci, lassativi in particolare,
  6. Evitare alcolici e cibi troppo speziati.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Alina

    Salve,
    secondo lei un fibroma intramurale anteriore di circa 1 cm potrebbe provocare dolori al colon o comunque accentuare in certi periodi del mese i dolori tipici della colite localizzati a destra dell’ombelico?…

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può essere causa di dolore addominale; tenga comunque conto che anche ovulazione e flusso mestruale possono causare peggioramento del colon irritabile.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si in certi casi per cercare di riequilibrare la flora batterica, quando si ritiene che l’infiammazione sia anche causata da un’infezione batterica.

    2. Matteo

      come si fa? come per i diverticoli? 10 giorni poi fermo per 20 giorni poi si ricomincia?
      oppure 7 giorni una tantum quando escrezione di muco é abbondante?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A giudizio del medico, non è una terapia di automedicazione.

    4. Matteo

      Le scoccia se intervengo spesso? se è me lo faccia presente senza problemi!

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel mio piccolo sono a disposizione, è solo essenziale che questo servizio NON sostituisca in alcun modo il suo medico.

    6. Matteo

      Dottor…. confesso…. sono un giovane farmacista… relegato, spero non per sempre, alla professione di isf… ho scoperto questa pagina perchè sto riprendendo molti studi… ho visto che lei e gli altri doctor siete professionali… gente d’esperienza… ho voglia di apprendere da chi sta a contatto tutti i giorni con terapie etc.
      grazie ancora.

  2. Arturo

    Salve dottore buongiorno,vorrei un suo parere,premetto che soffro di colon irritabile diagnosticato in seguito ad una colonscopia fatta il 2014…ed anche di intolleranza al lattosio….ho episodi di diarrea associata a muco…ultimamente non mi era mai successo ,quando ho delle scariche un po’ più forti sto notando macchie di sangue separate dalle feci piccolissime ed una volta nella mucosa…sento un po di fastidio all ano che toccandolo percepisco un piccolo rigonfiamento…può essere sempre dovuto al colon irritabile o a qualche emorroide o ragade…ma non mi da dolore nell evacuazione solo senzazione strana…lei. Che ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un’emorroide infiammata, ma va verificato con il medico.

  3. Anonimo

    Salve sono giorni che non riesco ad andare in bagno…sono andata venerdì poco e dopo quel giorno solo un po’ d’aria e muchi oppure un po’ di feci piccolissime…oggi mi sento delle bozze nei fianchi ho preso anche il caffè e mi ha fatto venire il dolore mandare aria e ho mandato feci piccolissime…è il colon?c’è il rischio di un blocco?e un’altra cosa che mi mette paura…quali sono i sintomi della diverticolite?può essere quella?ho paura di avere questa malattia

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, sembra solo colon irritato, può dipendere da cosa ha mangiato ultimamente, non penso si possa instaurare un blocco, non sono nemmeno sintomi precisi di diverticolosi; provi a bere molto e a seguire una dieta equilibrata ricca in fibre, in caso di insuccesso senta il medico per una visita specifica. Saluti.

    2. Anonimo

      La ringrazio per la risposta…a cena ho bevuto un goccio di birra ed ora sto avvertendo dolore al basso ventre vicino alle ovaie e al fianco ho preso un goccio di melissa ed è calmato poco

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, verosimilmente sembra colite, ma ha mai sofferto in passato d stipsi o è la prima volta che di questi disturbi? Comunque eviti bevande gasate. Saluti

    4. Anonimo

      Anche se mangio due pere piccoline mi arriva il dolore al basso ventre e dopo aver mangiato 2 cucchiai di pasta devo scappare in bagno e mando solo muchi…sono 3 giorni che non mangio più come prima…sto perdendo i miei chili

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Colite? Colon irritabile? Intolleranze? Succede sempre o comunque dopo aver mangiato tutto o cibi specifici?Sono tutte ipotesi, da verificare in ambito di visita medica però.

  4. Marta

    Buongiorno dottore dato i miei dolori all addome che si propongano giorni al lato destro ombellico ma oggi mi sento anche a sinistra il dolore volevo sapere ho sospeso l asacol lo prendevo perché la gastro voleva vedere se andava via il dolore ma il dolore nn e mai andato via ho fatto la terza cplon a febbraio e dalle biopsie è uscito frammenti bioptici di infiammazione cronica ileo colite inattiva volevo sapere quando prendevo la mesalazina quando andavo in bagno io ci vado solo la mattina dopo colazione facevo tante feci ma davvero tante ore invece dopo aver sospeso vedo che le feci sono tornate di nuove poche ma è normale?comunque sono sempre feci sfatte piene di cibo ingerito è un odore davvero sgradevole e loro continuano a dire colon irritabile ed io non riesco a mangiare più nulla per la paura che il dolore diventi più forte e ho perso pure peso ora peso 49800kg cosa mi dice lei a riguardo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha perso peso perchè mangia di meno e ritengo la diagnosi di colon irritabile assolutamente plausibile.

  5. Marta

    Dottore io sono pure intollerante al lattosio di grado severo quindi nn mangio più questi alimenti da un anno oggi il dolore si è spostato a sinistra dell ombellico ho preso L obispax ma nn passa sento come se dovessi andare di nuovo in bagno ma esce solo aria io penso che non uscirò mai da questa situazione e non guarirò mai vero dottore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo con il colon irritabile è spesso necessario imparare a convivere, proprio per questo è essenziale accettare la situazione e viverla con maggior serenità (diminuiranno anche i sintomi).

  6. Roberto

    Buon giorno. Ho 51 anni e da febbraio di quest’anno circa accuso dolori al basso ventre specialmente nei piegamenti in avanti e sono pieno d’aria. Non sono regolare nella defecazione e alterno giorni normali ad altri di feci molto lente ad altri ancora di stipsi ma in ogni caso il fastidio alla pancia rimane. Come da prassi ho anche effettuato l’esame per individuare il sangue occulto nelle feci che ha dato esito negativo. Dopo numerosi colloqui con il mio medico di famiglia e dopo tanti inutili tentativi di alleviare i fastidi con cure medicinali per colite nervosa che lui mi ha diagnosticato e l’assunzione di tante fibre e un ciclo di carbone vegetale associato a vitamina B il tutto con una dieta attenta ma sono sempre al punto di partenza. Secondo il mio medico non ci sono dubbi sulla diagnosi di colite nervosa e me la devo tenere. Possibile? Gli ho chiesto esami specifici come la colonscopia e mi ha detto che al momento non è un esame urgente. Di mia iniziativa ho eseguito una ecografia agli organi , reni, fegato, vescica e pancreas ( pancreas che lo specialista non è riuscito a vedere per la troppa aria presente) che ha dato esito negativo. Ho fatto esami del sangue che sono nella norma. Non so più che fare per uscirne fuori e poter rifare una vita normale. Mi sento spossato, stanco, nervoso, ho sonnolenza , a volte qualche nausea ed avverto dolori anche alle ossa del bacino. Potreste darmi qualche consiglio per favore? Grazie mille e buon lavoro.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso darle la garanzia che il suo medico abbia ragione, ma posso assicurarle che la diagnosi è assolutamente plausibile.

    2. Roberto

      Grazie. Ma allora è tutto nella norma e la situazione è destinata a rimanere tale? Avere eliminato latticini, spezie, vino, dolci, caffè bevande gassate non ha dato nessun beneficio. Ho tralasciato di dire nel post precedente che ho mia madre celiaca ma i miei esami del sangue sono negativi. Possibile che non vi sia rimedio o comunque un’alternativa per avere dei miglioramenti? Potreste darmi qualche consiglio su come affrontare la situazione? Grazie.

  7. Roberto

    Grazie mille!! Le farò sapere se e come si evolverà la situazione. Buon lavoro.

  8. Anonimo

    Buona sera ieri mia madre ha sbucciato le “fico d’india” nel lavabo…oggi mentre pulivo posate e piatti con la pezza mi è entrata una spina nella mano evidentemente c era qualche spina nella pezza (visto che si è punto anche il mio ragazzo”volevo chiederle se pulendo posate e piatti e ne sia caduta o ne sia rimasta una su quelle posate e stasera mentre si mangia se ne inghiotte se c’è ne fosse qualcuna cosa pio succedere?è grave?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non capiterebbe nulla, ma potrebbe essere comunque una buona idea dare una ripassata veloce.

  9. Marta

    Buongiorno dottore le scrissi ieri scusi se la ridisturbo di nuovo ieri pomeriggio il dolore a sinistra del ombellico era diventato fortissimo da farmi una puntura di toradol ma nn ha fatto chissà che il dolore è sempre rimasto poi sono riuscita a fare un po D aria e mi sono sentita meglio sto notando che in bagno sto andando davvero poco stamattina mi sono sforzata tantissimo ma con feci poche e durissime ma come si può che io altri giorni espello feci molli e scalciate e altri giorni come se mi blocco e le feci sono davvero poche il dottore ho paura di questa situazione ma questo dolore a sinistra può dipendere dall aria che ho dentro o dalla feci che stanno lì che comunque non escono?stamattina potrei mettermi una supposta di glicerina pur essendo andata in bagno ma pochissimo e con feci durissime sforzandomi tanto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è probabile che la causa sia proprio quella, ma se il dolore è così forte raccomando di verificare con il medico.

    2. Marta

      Dottore cosa può essere secondo lei perché mi dice di andare dal medico sospetta qualcosa?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Perché serve una visita, sembra colon irritabile, colite, una qualche disfunzione intestinale probabilmente non importante e autolimitantesi, per cui se continua ad avere disturbi vada a farsi visitare, per la sua sicurezza.
      Saluti.

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, autolimitante vuol dire che si risolve da sola. Per cui se il suo fastidio migliora bene altrimenti occorre fare una visita medica per valutare meglio la situazione. saluti

  10. Noemabia

    Salve,
    A gennaio mi è stato diagnosticato dopo 1 visita con palpazione e domande specifiche dal mio medico curante, nonché gastroenterologo,la sindrome del colon irritabile…
    Da gennaio passo periodi “buoni”in cui vado al bagno ogni mattina “normalmente “…e periodi meno buoni in cui vado ogni mattina ma con feci non del tutto formate…a volte anche 2 volte al giorno…
    Premettendo che ciò non è invalidante per la mia vita ma semplicemente mi preoccupa non aver quasi mai feci solide..ho sofferto di dolori sotto la costola sinistra, visitata dal mio medico 3 volte, da 1 altra dottoressa…che alla fine m ha fatto fare 1 ecografia addominale, dove è tutto perfetto tranne “intensa motilità e ipercinesia delle anse intestinali..”…idem le analisi del sangue sono perfette….
    Che faccio?mi rassegno ad aver queste qlternanze o sarebbe meglio indagare con colonscopia??
    Ho 33 anni, perdo 1 kg solo nei periodi in cui s acutizza la colite ma poi lo recupero subito…
    Non sono anemica, le mie analisi di febbraio sono ottime (a detta di 1 dottoressa tralaltro ematologa)
    Non ho mai eseguito esami per la celiachia perché non par quasi correlato al cibo….a volte sto “male”la mattina dopo 1 pizza…a volte no….idem con altri cibi…a volte sto attentissima al latte o al glutine…e magari sto male comunque…e viceversa se mangio invece “porcate”!
    Grazie se saprà consigliarmi

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