Sciatica: sintomi, rimedi, dolore, gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 103 giorni

Introduzione

Sciatica (o sciatalgia) è il nome dato a un dolore che si irradia sulla parte posteriore della gamba, si tratta quindi più propriamente di un sintomo e non di una malattia; il dolore può partire dalla schiena e di norma colpisce un unico lato del corpo, causando spesso anche debolezza e/o intorpidimento dell’arto colpito.

Nove casi su dieci sono dovuti all’ernia del disco, quindi la sciatica non deve essere considerata un disturbo a sé stante, ma un sintomo di un problema a carico del nervo dovuto ad altre ragioni, tra cui:

  • stenosi spinale, ossia un restringimento del canale che accoglie il passaggio del nervo,
  • un infortunio traumatico, come una frattura pelvica.

In molti altri pazienti la causa rimane sconosciuta.

A seconda della causa i sintomi in genere scompaiono senza alcuna terapia dopo un periodo variabile dalle quattro alle otto settimane; quando necessario le opzioni terapeutiche comprendono fisioterapia, farmaci e chirurgia e nel frattempo si può ricorrere ad alcuni rimedi pratici per alleviare il dolore.

Nervo sciatico

nervo-sciatico

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Il nervo sciatico (o ischiatico) è il nervo più lungo dell’organismo umano, parte dal midollo spinale, raggiunge le natiche e la zona delle cosce e serve la parte posteriore delle gambe. La parola sciatica (o sciatalgia) è riferita al dolore che si irradia dal percorso del nervo, cioè dalla schiena verso le natiche e le gambe.

Innerva quasi tutta le pelle della gamba gestendone la sensibilità, nonchè la muscolatura che va dalla schiena al piede.

 

Cause

La sciatica in molti casi si manifesta quando la radice del nervo viene compressa nella zona inferiore (lombare) della colonna vertebrale, generalmente per la presenza di un’ernia del disco nella zona lombare.

I dischi sono intercapedini cartilaginee che separano le ossa (vertebre) della colonna vertebrale, mantenendola flessibile e permettendo così la vasta gamma di movimenti di cui è capace la schiena.

All’interno le vertebre sono cave, permettendo così la formazione di un canale che consente il passaggio del midollo spinale, che è un fascio di nervi che si estende per tutta la lunghezza della colonna vertebrale. Si trova all’interno del canale spinale formato dalle vertebre e da qui i nervi si diramano a tutto l’organismo, permettendo al cervello di comunicare con organi, arti, …

Con l’invecchiamento (e a causa di altri fattori di rischio, come il fumo e il sovrappeso, o incidenti traumatici) i dischi possono iniziare a deteriorarsi, perdendo idratazione e diventando più piatti e più fragili; a lungo andare il rivestimento esterno del disco, in condizioni normali spesso e fibroso, può sviluppare piccole lesioni che permettono la fuoriuscita della sostanza gelatinosa presente al centro del disco (nucleo).

Questa condizione è nota come ernia del disco e la sostanza fuoriuscita può andare a premere contro la radice del nervo, causando mal di schiena, male alle gambe o entrambi.

Se il disco danneggiato si trova nella parte intermedia o bassa della schiena possono comparire anche intorpidimento, formicolio o debolezza nelle natiche, nella gamba o nel piede.

Anche se l’ernia del disco è una causa frequente di sciatalgia, anche altre situazioni e malattie possono provocare la compressione del nervo sciatico. Tra di esse ricordiamo:

  • Gravidanza, a causa della compressione esercitata dall’utero sul nervo sciatico e  per la tensione muscolare per la necessità di dover costantemente sopportare il peso del feto, oltre alla postura propria della gravidanza avanzata.
  • Stenosi spinale lombare. Per stenosi si intende il restringimento di una porzione del canale vertebrale (spinale), il condotto della colonna vertebrale entro passa il midollo spinale.
  • Spondilolistesi. Questa malattia, che spesso è la conseguenza della degenerazione discale, è una patologia della colonna vertebrale, caratterizzata dallo scivolamento di una vertebra sull’altra con conseguente compressione del nervo sciatico nella zona dove questo si dirama dalla colonna vertebrale.
  • Stenosi foraminale. In questo caso il restringimento patologico si verifica tra il tratto lombare e quello sacrale della colonna vertebrale, a livello dei piccoli canali attraverso cui scorrono le radici dei nervi spinali.
  • Sindrome piriforme. Situato direttamente sopra il nervo sciatico, il muscolo piriforme parte dalla zona inferiore della colonna vertebrale e si connette ai due lati del femore. Il disturbo è caratterizzato dall’insieme dei sintomi che scaturiscono dalla compressione e dall’irritazione del nervo sciatico, da parte del muscolo suddetto. La causa può essere una contrattura o un trauma, per esempio un incidenti automobilistici o una caduta accidentale.
  • Tumori spinali. Nella colonna vertebrale i tumori possono colpire il midollo spinale, all’interno delle membrane (meningi) che lo rivestono, oppure lo spazio tra il midollo spinale e le vertebre. Crescendo, il tumore comprime il midollo spinale stesso o le radici dei nervi. Si tratta di una condizione rara.
  • Fratture. Un incidente d’auto, una caduta o un colpo alla colonna vertebrale possono danneggiare le radici dei nervi spinali lombari in caso di fratture vertebrali.
  • Sforzo muscolare. In alcuni casi, l’infiammazione di un blocco muscolare delle gambe può indirettamente causare pressione su una radice del nervo e causare i tipici dolori da sciatica.
  • Tumore o lesione del nervo sciatico. A volte, è lo stesso nervo sciatico a essere colpito da un tumore o da una lesione.
  • Sindrome della causa equina. Si tratta di una condizione che richiede assistenza medica immediata, perchè la grave compressione a cui vengono sottoposti i nervi possono essere causa di danni permanenti (incontinenza urinaria e fecale).
  • Infezione. Situazione molto rara ma possibile, che prevede un’infezione che colpisce la radice del nervo.
  • Altre cause. In alcuni casi, il medico può non essere in grado di diagnosticare una causa per la sciatica. Le ossa, le articolazioni e i muscoli possono essere colpiti da molti problemi diversi, e tutti potenzialmente possono causare il dolore della sciatica.

Fattori di rischio

Tra i principali fattori di rischio della sciatica ricordiamo alcuni problemi di salute, lo stile di vita errato e le caratteristiche intrinseche della persona:

  • Età. I cambiamenti della colonna vertebrale legati all’età sono una causa frequente della sciatica, che colpisce soprattutto tra i trenta e i cinquanta anni.
  • Sesso. A essere colpiti con leggermente maggior frequenza sono gli uomini.
  • Obesità. Un eccessivo peso corporeo è causa di importanti pressioni sulla schiena, che quindi più facilmente andrà incontro a problemi vertebrali.
  • Abuso di alcolici e fumo.
  • Occupazione. Un lavoro in cui è necessario torcere la schiena, sollevare pesi o guidare un automezzo per lunghi periodi vi rende maggiormente soggetti al problemi di schiena (come l’ernia del disco) e conseguentemente alla sciatica.
  • Pratica di sport ad alto impatto, che espongono al rischio di traumi e fratture.
  • Sedentarietà. Le persone che stanno sedute per molto tempo o che hanno uno stile di vita sedentario sono più soggette alla sciatica rispetto a quelle attive.
  • Diabete. Questa malattia, che impedisce all’organismo di usare correttamente il glucosio presente nel sangue, aumenta il rischio di lesioni ai nervi.
  • Artrite. L’infiammazione delle articolazioni della colonna vertebrale espone al rischio che si infiammino anche i relativi nervi.

Sintomi

I sintomi della sciatica sono:

  • dolore che parte dalla schiena e corre verso la parte posteriore della gamba passando per la natica,
  • sensazione di intorpidimento,
  • formicolio che si irradia lungo la gamba, raggiungendo spesso anche il piede,
  • debolezza dei muscoli del polpaccio o dei muscoli che muovono il piede e la caviglia.

Il sintomo caratteristico della sciatica è il dolore, che può essere da lieve e invalidante e può essere peggiorato da starnuti, colpi di tosse o da una posizione seduta mantenuta per un lungo periodo di tempo. È possibile avvertirlo su tutto il percorso del nervo, ma è più probabile che parta dalla zona lombare e si irradi solo da un lato, verso la natica, la coscia e il polpaccio. Talvolta viene descritto come una scossa elettrica.

Oltre al dolore il paziente può avvertire una sensazione di torpore e la difficoltà nel muovere o controllare la gamba.

Di norma i sintomi colpiscono un unico lato del corpo e durano per qualche settimana o qualche mese.

Quando chiamare il medico

Consultare il medico se i sintomi sono gravi, persistenti o vanno peggiorando nel tempo.

Il medico di norma può formulare una una diagnosi di sciatica sulla base dei soli sintomi e raccomandare quindi un trattamento adeguato.

In caso si manifestassero

  • problemi di incontinenza, fecale o urinaria,
  • formicolio o intorpidimento tra le gambe e intorno i glutei,
  • sintomi della sciatica da entrambi i lati,

si raccomanda di sentire il medico immediatamente, in quanto potrebbe trattarsi di sindrome della cauda equina, una malattia rara ma grave per cui è necessario un intervento medico immediato.

Pericoli

La maggior parte dei pazienti guarisce completamente dalla sciatica, spesso senza alcuna terapia specifica, ma eventuali complicazioni più gravi dipendono dalla causa scatenante; in alcune condizioni potrebbe portare a intorpidimento o debolezza permanente della gamba.

Gravidanza

La sciatalgia può manifestarsi durante la gravidanza avanzata, principalmente come risultato della compressione esercitata dall’utero sul nervo sciatico e, in secondo luogo, per la tensione muscolare e/o la compressione vertebrale causata dal peso extra costituito dal feto, oltre alla postura propria degli ultimi mesi di gravidanza.

In questi casi il trattamento è prevalentemente conservativo, attraverso:

  • fisioterapia,
  • tecniche di rilassamento (yoga, training autogeno, …).

Alcune pazienti traggono beneficio dall’agopuntura, ma si raccomanda in questo caso di rivolgersi esclusivamente a personale medico competente, con la consapevolezza che ad oggi non esistono in letteratura dimostrazioni inequivocabili della sua efficacia.

In casi selezionati, quando il dolore fosse debilitante, il ginecologo potrà eventualmente ricorrere alla somministrazione di terapia antidolorifica appropriata (di norma paracetamolo, più raramente altri antinfiammatori).

Approcci simili sono adottati anche durante l’allattamento, con la possibilità eventualmente di ricorrere con maggior serenità a dosi medio-basse di antinfiammatori.

Diagnosi

La diagnosi di sciatica viene generalmente formulata attraverso

  • anamnesi (un’attenta e scrupolosa raccolta di informazioni riguardanti sintomi, modi e tempi di comparsa, storica clinica, stato di salute generale, …),
  • ed esame obiettivo (quello che generalmente si chiama “visita”), con particolare attenzione alla spina dorsale e alle gambe.

È particolarmente utile il ricorso a specifici test in grado di valutare forza muscolare e riflessi: il test più usato è la ricerca del segno di Lasègue, che si verifica chiedendo al paziente di alzare la gamba tesa a partire da una posizione supina.

Il test è considerato positivo se il dolore del nervo sciatico appare con una flessione passiva di 30 e 70 gradi della gamba diritta

Se il dolore dura più di quattro settimane o è molto intenso, oppure soffrite di un’altra malattia grave come un tumore, vi potrà essere richiesto di sottoporvi a uno o più esami di diagnostica per immagini che aiuteranno a stabilire se il nervo sciatico sia compresso e per escludere eventuali altre cause dei vostri sintomi.

Tra gli esami più frequenti ricordiamo:

  • Radiografia spinale. Le radiografie tradizionali non riescono a individuare eventuali ernie del disco o lesioni ai nervi, quindi di solito non sono utili per diagnosticare la causa della sciatica. Le radiografie spinali, invece, sono in grado di visualizzare la maggior parte dei tumori che colpiscono le strutture ossee della colonna vertebrale, la stenosi discale e la spondilolistesi e possono aiutare ad escludere cause diverse delle lesioni delle radici dei nervi.
  • Risonanza magnetica (MRI). Quest’esame è probabilmente il più sensibile in assoluto per l’accertamento delle cause della sciatica. Diversamente dalle radiografie, la risonanza magnetica usa un magnete potente e le onde radio per produrre immagini della schiena in sezione. Quest’esame può evidenziare le lesioni ai dischi e ai legamenti nonché eventuali tumori. La risonanza magnetica non è invasiva e non provoca alcun effetto collaterale. Durante l’esame, sarete distesi su una tavola mobile all’interno dell’apparecchiatura per la risonanza magnetica che, molto semplicemente, è una specie di enorme calamita. Se avete problemi a rimanere fermi per il periodo di tempo richiesto o se siete ansiosi e soffrite di claustrofobia vi potrà essere somministrato un sedativo. Alcune apparecchiature per la risonanza magnetica sono più larghe, più corte o aperte da entrambi i lati, e quindi potranno essere più comode, però la qualità delle immagini elaborate con questi sistemi può variare.
  • Tomografia assiale computerizzata (TAC). In questo esame viene usato un fascio di radiazioni concentrato per produrre immagini a sezione trasversale del vostro organismo. Se dovete sottoporvi alla TAC per accertamenti relativi alla colonna vertebrale, probabilmente vi sarà iniettato un mezzo di contrasto nel canale spinale prima della radiografia vera e propria: questa procedura è detta mielogramma. Il mezzo di contrasto si diffonde nel midollo spinale e nei nervi spinali, che durante l’esame appariranno bianchi.

Cura e terapia

Nella maggior parte dei pazienti la sciatalgia è un disturbo autolimitante che tende a risolversi spontaneamente nell’arco di 6 settimane circa, per questo motivo il trattamento deve essere inizialmente conservativo; possono essere utili rimedi di automedicazione come

  • la borsa dell’acqua calda,
  • impacchi di ghiaccio,
  • stretching,
  • farmaci da banco antinfiammatori e/o antidolorifici.

Da notare che un riposo assoluto, tolti eventualmente i primi 1-2 giorni, è generalmente controindicato.

Oltre alle tecniche a cui probabilmente avrete già fatto ricorso, il medico potrà consigliarvi:

  • Fisioterapia. Un accurato programma di riabilitazione può aiutare il paziente a recuperare più rapidamente e prevenire nuovi episodi, attraverso esercizi che aiutano a correggere la postura, rafforzano i muscoli che sostengono la schiena e migliorano la flessibilità. Al di là dell’aspetto medico, uno stile di vita attivo che preveda la regolare attività fisica aerobica e di rafforzamento muscolare (per esempio attraverso la pratica della ginnastica funzionale) è la ricetta migliore per prevenire disturbi alla schiena e al fisico in generale.
  • Farmaci antidolorifici. Gli analgesici (farmaci per il controllo del dolore) sono di due tipi diversi: alcuni riducono il dolore e l’infiammazione mentre altri curano soltanto il dolore. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, l’ibuprofene (Moment®, MomentAct®, Cibalgina2Fast®, Antalgil®, …) e il paracetamolo (Tachipirina® e altri) possono essere efficaci per la cura della sciatica. Entrambi i tipi possono alleviare il dolore, ma hanno un “effetto di soglia”, cioè possono controllare il dolore soltanto fino a una certa intensità, dopodichè se non sufficienti sarà necessario passare a antidolorifici più incisivi. È importante ricordare che i FANS possono causare effetti collaterali come nausea, sanguinamento gastrico o ulcere, mentre il paracetamolo può causare problemi al fegato se assunto in eccesso.
  • Altri farmaci. In alcuni casi il medico potrebbe prescrivervi un antinfiammatorio o un antidolorifico più forte, eventualmente combinato con un miorilassante; per alleviare il dolore, solo nelle fasi acute, potrebbero anche essere prescritti dei narcotici. Anche gli antidepressivi triciclici e gli anticonvulsivanti possono alleviare il dolore cronico neuropatico, perché sono in grado di bloccare i segnali di dolore diretti al cervello oppure di aumentare la produzione di endorfine, gli analgesici naturali prodotti dall’organismo.

Rimedi pratici

  1. Riposare per un giorno o due per alleviare temporaneamente il dolore, ma in seguito riprendere l’attività quotidiana perchè l’eccessiva sedentarietà peggiora la sciatica.
  2. Impacchi di ghiaccio, per 15-20 minuti alla volta, da ripetere più volte al giorno.
  3. Terapia del caldo, con una borsa dell’acqua calda o con cerotti riscaldanti, che possono essere alternati al ghiaccio.
  4. Stretching, che può contribuire al dare sollievo al dolore e ad alleviare la compressione del nervo.
  5. Farmaci da banco.
  6. Esercizio fisico. Fare esercizio fisico quando si ha male potrebbe sembrare controintuitivo, ma l’attività fisica regolare è uno dei modi migliori per combattere il dolore cronico e costringe l’organismo a rilasciare le endorfine, le sostanze chimiche che impediscono ai segnali del dolore di raggiungere il cervello.
  7. Nelle prime fasi della sciatica, l’esercizio fisico in acqua o altri esercizi a basso impatto come la cyclette vi aiuteranno a rimanere attivi, senza peggiorare i vostri sintomi. In un secondo momento, quando inizierete a guarire e il dolore diminuirà, potrete affiancare l’attività aerobica ad allenamenti dedicati alla forza e all’equilibrio, che miglioreranno la forza dei muscoli della schiena e aiuteranno a limitare gli effetti della degenerazione della schiena legata all’età.

Terapie più aggressive

Se le misure conservative non riescono ad alleviare il dolore nel giro di alcuni mesi, la sciatica può essere curata ricorrendo a una delle opzioni seguenti:

  • Iniezioni epidurali di steroidi. In alcuni casi si opta per una somministrazione di un farmaco corticosteroide nella zona colpita (infiltrazione). I corticosteroidi (cortisone) imitano gli effetti degli ormoni cortisone e idrocortisone, prodotti dalla parte corticale (corteccia) delle ghiandole surrenali. Se prescritti in dosi maggiori rispetto a quelle normalmente prodotte dall’organismo, i corticosteroidi sopprimono l’infiammazione del nervo e quindi contribuiscono ad alleviare il dolore. L’utilità di queste sostanze per la terapia della sciatica è tuttora oggetto di dibattito. Alcune ricerche hanno dimostrato che i corticosteroidi sono in grado di alleviare i sintomi sul breve periodo, ma non rappresentano una soluzione efficace sul lungo periodo; inoltre possono avere effetti collaterali, quindi il numero di iniezioni che potete effettuare è limitato, di solito è consigliabile non effettuare più di tre iniezioni all’anno.
  • Intervento chirurgico. Di solito è riservato ai casi in cui il nervo compresso provoca debolezza significativa, incontinenza fecale o urinaria oppure ai casi in cui il dolore peggiora progressivamente o non migliora con le altre terapie. Tra i possibili interventi chirurgici ricordiamo la laminectomia e la microdiscectomia. Durante l’intervento i chirurghi rimuovono una parte del disco che, provocando l’ernia, comprime il nervo. Si tende comunque a mantenere intatta la maggior parte del disco per lasciare intatta la colonna vertebrale il più possibile. In alcuni casi il chirurgo potrà eseguire l’intervento praticando una piccola incisione e osservando attraverso di essa con il microscopio (microdiscectomia). Le percentuali di successo della discectomia normale e della microdiscectomia sono simili, ma con la microdiscectomia di solito si prova meno dolore e si guarisce più rapidamente. Vi consigliamo di decidere insieme al vostro medico qual è l’opzione migliore e di valutare attentamente il rapporto rischi/benefici dell’intervento chirurgico.

Medicina alternativa

L’espressione “medicina complementare e alternativa” è riferita ai sistemi, alle pratiche e ai prodotti sanitari e medici che attualmente non fanno parte della medicina convenzionale, quella comunemente praticata dal vostro medico di famiglia.

Nella maggior parte dei casi non ci sono studi approfonditi o, quelli disponibili, sono di cattiva qualità.

Si raccomanda quindi di rivolgersi sempre a personale competente e valutare preventivamente con il proprio medico eventuali trattamenti alternativi e/o complementari come:

  • agopuntura.
  • chiropratica.
  • massaggio (diverso dai trattamenti effettuati da fisioterapisti, che sono invece di competenza della medicina ufficiale).

Prevenzione

La prevenzione della sciatica non è semplice, perchè il fattore di rischio principale è la degenerazione vertebrale legata all’età, aspetto su cui ovviamente non è possibile intervenire.

È possibile ridurre il rischio di sviluppare la sciatica attraverso:

  • adozione di una postura corretta,
  • sollevamento dei pesi con tecnica corretta,
  • pratica regolare di attività fisica aerobica e di rafforzamento muscolare, preceduta e seguita da una sessione di stretching.

Utile anche un’attenta scelta del materasso, che può ridurre il rischio di sviluppare problemi alla schiena se fornisce un adeguato supporto a tutta la schiena seguendone la fisiologica curva.

Più nel dettaglio:

  1. Fare esercizio fisico regolarmente è sicuramente l’aspetto più importante per mantenere un buono stato di salute generale e della schiena in particolare; possono essere utile numerose attività sportive, tra cui:
    • camminata a passo svelto,
    • corsa,
    • nuoto,
    • stretching,
    • yoga,
    • pilates,
  2. Mantenere una postura corretta mentre si sta seduti è fondamentale per evitare di sovraccaricare e stressare le vertebre; le sedie (e il sedile in auto) devono fornire un adeguato supporto al bacino a alla parte lombare della schiena, adattandosi alla fisiologica curvatura presente. Lavorando al PC è importante che i piedi tocchino comodamente a terra, in modo che ginocchia e braccia appoggiate alla scrivania (o ai braccioli) formino all’incirca un angolo retto. Essenziale fare frequenti pause per sgranchire i muscoli, compresi quelli del collo. È altrettanto importante che la postura sia corretta anche mentre si sta in piedi e mentre si cammina.
  3. Prima di sollevare un peso è opportuno piegarsi sulle ginocchia, in modo che lo sforzo sia concentrato sulle gambe; il peso deve poi essere portato indicativamente all’altezza della vita ed è importante evitare movimenti di torsione. Evitare sforzi quando si è stanchi oppure tentativi di sollevare pesi oltre le proprie capacità.

È infine molto importante, per evitare episodi di sciatica:

  • smettere di fumare, in quanto il fumo è responsabile di una più rapida degenerazione ossea delle vertebre,
  • mantenere un peso corretto, per evitare inutili stress alla colonna vertebrale,
  • seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca in frutta e verdura, che possa tra l’altro permettere un’efficace prevenzione di malattie metaboliche come il diabete (fattore di rischio della sciatalgia),
  • ridurre o evitare il consumo di alcool,
  • concedersi il numero necessario di ore di sonno, 7-8 per un adulto, che consentono alla schiena di andare in scarico e ridurre così fenomeni degenerativi.

Fonti principali:

A cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Il dottore per un doloroso attacco di sciatica che mi tormenta da due settimane mi ha prescritto Voltaren fiale e Dobetin, sempre fiale. OK l’antinfiammatorio, ma a cosa serve Dobetin? È vitamina B12, giusto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Le vitamine del gruppo B hanno effetto neuroprotettivo; semplificando al massimo agisce come antinfiammatorio per i nervi.

  2. Anonimo

    Salve, qualche anno fa ho avuto un terribile attacco di sciatica che mi ha fatto tribolare per settimane; adesso sono incinta e ovviamente felicissima di esserlo, ma ho il terrore di dover ripassare quella terribile esperienza, in più senza poter ricorrere ai farmaci antidolorifici. Mi verrà di sicuro, vero?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente no, non è scontato che debba soffrirne di nuovo.

  3. Anonimo

    Ho tutti i sintomi della sciatica, perchè il mio medico insiste con il dire che si tratta di ernia del disco? Saluti.

  4. Anonimo

    Con la radiografia se avessi un tumore qualcosa si sarebbe visto grazie di tutto

  5. Anonimo

    Dottore volevo farle sapere che ho fatto la radiografia nessuno lesione alla osso del femore se avessi un tumore si sarebbe visto qualcosa poi volevo dirle anche che prendo la atorvastatina e so che crea problemi alle ossa e ai muscoli e vero

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, le confermo che l’atorvastatina può causare dolori muscolari.
      Ottima notizia che dalla radiografia non sia emerso nulla!

  6. Anonimo

    Le ho chiesto solo se un dolore al femore fa male solo se cade o il dolore può essere causato anche d’altro come io ho dolore alla natica e alla coscia nn dolori forti ma se mi siedo o mi appoggio verso il femore

  7. Anonimo

    Ma dottore io nn sono caduta e il dolore al femore e cancro perché nn può essere diversamente nn crede

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non ho modo di sapere che tipo di dolore abbia, probabilmente è sciatica , non può fare altro che seguire le indicazioni del suo medico, ma se vuole risolvere il problema e evitare di avere eccessi di ansia è necessario fare qualche controllo specifico ( visita specialistica o indagine radiologica) .saluti

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