Schizofrenia: cura e trattamenti

Ultimo Aggiornamento: 1357 giorni

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Poiché le cause non sono ancora note, i trattamenti e le cure sono diretti a eliminare solo i sintomi della schizofrenia: i trattamenti comprendono farmaci antipsicotici e vari trattamenti psicosociali.

Farmaci

I farmaci antipsicotici sono stati disponibili a partire dalla metà degli anni 1950, i tipi più vecchi sono chiamati antipsicotici convenzionali o tipici:

  • Clorpromazina (Largactil®, Prozin®)
  • Aloperidolo (Haldol®, Serenase®)
  • Perfenazina
  • Flufenazina (Moditen®).

Negli anni ‘90 sono stati sviluppati nuovi farmaci antipsicotici, chiamati di seconda generazione o antipsicotici “atipici”: uno di questi farmaci, la clozapina (Leponex®), è un farmaco efficace che tratta i sintomi psicotici come le allucinazioni, ma talvolta può causare un problema grave chiamato agranulocitosi, che è una perdita di globuli bianchi che aiutano a combattere le infezioni. I malati che assumono la clozapina devono quindi essere controllati per i globuli bianchi ogni 1-2 settimane. Questo problema e il costo degli esami del sangue rendono il trattamento con clozapina difficile per molte persone, ma questo farmaco è potenzialmente utile per le persone che non rispondono ad altri antipsicotici .

Sono stati sviluppati anche altri farmaci atipici, nessuno dei quali causa agranulocitosi:

  • Risperidone (Risperdal®)
  • Olanzapina (Zyprexa®)
  • Quetiapina (Seroquel®)
  • Ziprasidone (Zeldox®)
  • Aripiprazole (Abilify®)
  • Paliperidone (Invega®)

Quando il medico dice che si può interrompere il trattamento, questo dovrebbe essere ridotto gradualmente e mai interrotto all’ improvviso.

Effetti collaterali

Alcune persone subiscono degli effetti collaterali quando cominciano a prendere questi farmaci: questi effetti indesiderati possono andare via dopo pochi giorni e spesso possono essere gestiti con successo. I malati che assumono antipsicotici non devono guidare fino a quando non si siano adattati al loro nuovo farmaco.

Tra gli effetti collaterali degli antipsicotici rientrano:

I farmaci antipsicotici atipici possono causare aumento di peso e considerevoli cambiamenti nel metabolismo della persona, ciò può aumentare il rischio di diabete e il rischio di aumentare il livello di colesterolo.

Il peso corporeo, i livelli di glucosio e livelli di lipidi devono essere controllati regolarmente da un medico durante l’assunzione di un farmaco antipsicotico atipico.

Tipicamente questi medicinali possono causare effetti indesiderati legati al movimento fisico, come ad esempio:

  • Rigidità,
  • Spasmi muscolari persistenti,
  • Tremore,
  • Irrequietezza.

A lungo termine possono portare ad una condizione chiamata discinesia tardiva, che provoca movimenti muscolari che la persona non riesce a controllare: questi movimenti si verificano comunemente intorno alla bocca. La discinesia tardiva può variare da lieve a grave ed in alcune persone il problema non può essere curato. A volte gli schizofrenici affetti da discinesia tardiva riescono a recuperare parzialmente o totalmente dopo aver interrotto l’assunzione del farmaco.

La discinesia tardiva si presenta solo in poche persone che assumono farmaci antipsicotici atipici, coloro che credono di essere affetti da questo problema devono consultare il proprio medico prima di interrompere l’assunzione del farmaco.

Come vengono assunti gli antipsicotici e in che modo le persone rispondono ad essi?

Di solito gli antipsicotici vengono assunti in forma liquida o in compresse, alcuni anti-psicotici vengono presi una volta o due volte al mese.

I sintomi della schizofrenia, come la sensazione di agitazione e le allucinazioni, di solito scompaiono in pochi giorni, i sintomi come i deliri di solito vanno via in poche settimane. Dopo circa sei settimane, la maggior parte delle persone potranno constatare considerevoli miglioramenti.

Tuttavia le persone rispondono in modo diverso ai farmaci antipsicotici e nessuno può sapere in anticipo come una persona reagirà, a volte c’è bisogno di provare vari farmaci prima di trovare quello giusto: medici e pazienti possono lavorare insieme per trovare il farmaco migliore o la migliore combinazione di farmaci, così come la dose giusta.

Alcuni pazienti possono avere una ricaduta e i sintomi possono ritornare o peggiorare: di norma la ricaduta si verifica quando viene interrotta l’assunzione dei farmaci o quando questi vengono assunti sporadicamente. Alcuni pazienti smettono di prendere il farmaco perché si sentono meglio o perché ritengono di non averne più bisogno, in realtà nessuno deve interrompere l’assunzione di un farmaco antipsicotico senza parlarne prima con il proprio medico. Se il medico è d’accordo a interrompere l’assunzione del medicinale allora deve essere diminuita gradualmente la dose, non si può stoppare improvvisamente l’assunzione.

Come interagiscono gli antipsicotici con gli altri farmaci?

Gli antipsicotici possono produrre effetti collaterali spiacevoli o pericolosi se assunti con determinati farmaci, per questo motivo il medico deve essere a conoscenza di tutti i farmaci che il malato sta assumendo, sia che si tratti di farmaci da banco che di farmaci sotto prescrizione, oppure di vitamine, minerali e integratori a base di erbe.

In generale gli antipsicotici più vecchi funzionano bene come i farmaci atipici più nuovi, ma poiché le persone rispondono in modo diverso a diversi farmaci, è importante che i trattamenti siano adeguati ad ogni persona.

Trattamenti psicosociali

I trattamenti psicosociali possono aiutare le persone affette da schizofrenia che si sono già adattate ai farmaci antipsicotici, i trattamenti psicosociali aiutano i pazienti ad affrontare le sfide quotidiane della malattia, come la difficoltà di comunicazione, la cura di sé, il lavoro, e la difficoltà di creare e mantenere i rapporti sociali. Imparare ed utilizzare questi meccanismi di adattamento sociale può aiutare le persone schizofreniche ad affrontare questi problemi ed imparare a socializzare e a frequentare la scuola e il lavoro.

I pazienti che ricevono regolarmente un trattamento psicosociale hanno anche maggiori probabilità di continuare a prendere i loro farmaci e sono esposti ad una minore probabilità di avere recidive o di essere ricoverati in ospedale. Il terapeuta può aiutare il paziente a convivere al meglio con la schizofrenia, educandolo ad affrontare il disturbo, i sintomi più comuni che possono verificarsi e a comprendere l’importanza di assumere i farmaci.

  • Capacità di gestire la malattia. Le persone affette da schizofrenia possono assumere un ruolo attivo nella gestione della loro malattia. Una volta che il paziente ha appreso le nozioni fondamentali sulla malattia ed il suo trattamento, è in grado di prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura. Se riescono a riconoscere in tempo i segni premonitori di una recidiva e se riescono ad elaborare un piano per reagire ad essa, possono imparare a prevenire le ricadute ed anche imparare ad affrontare al meglio i sintomi persistenti.
  • Trattamento integrato per il contemporaneo abuso di sostanze. L’abuso di sostanze è il disordine che più comunemente si verifica in associazione ai disturbi mentali delle persone affette da schizofrenia, ma i programmi ordinari previsti per il trattamento di abuso di sostanze di solito non affrontano delle particolari esigenze. Quando i programmi per il trattamento della schizofrenia ed i programmi per il trattamento dell’abuso di sostanze vengono usati insieme, i pazienti possono ottenere dei risultati migliori.
  • Educazione familiare. Le persone con schizofrenia sono spesso affidate dall’ospedale alla cura delle loro famiglie, quindi è importante che i familiari sappiano quanto più possibile sulla malattia. Con l’aiuto di un terapista i membri della famiglia possono apprendere strategie ed in questo modo la famiglia può contribuire ad assicurare che la persona cara prosegui il trattamento. Le famiglie devono sapere dove trovare i servizi ambulatoriali e per la famiglia.
  • Terapia cognitivo-comportamentale. La terapia cognitivo-comportamentale è un tipo di psicoterapia che si concentra sul pensiero e sul comportamento; aiuta i pazienti con sintomi che non vanno via anche quando prendono le medicine. Il terapeuta insegna alle persone affette da schizofrenia come verificare la realtà dei loro pensieri e percezioni, come non “ascoltare” le loro voci e come gestire i loro sintomi generali. Può inoltre aiutare a ridurre la gravità dei sintomi e il rischio di ricaduta.
  • Gruppi di aiuto. I gruppi di aiuto per le persone affette da schizofrenia e per le loro famiglie sono sempre più diffusi. In genere non sono coinvolti anche dei terapeuti professionali , ma i membri del gruppo di sostegno si confortano a vicenda. Le persone che fanno parte di un gruppo di aiuto sanno che gli altri si trovano ad affrontare gli stessi problemi e ciò può aiutarli a sentirsi meno isolati. La rete di rapporti sociali che si crea nei gruppi di aiuto può anche incitare le famiglie a lavorare insieme per sostenere la ricerca e i programmi di trattamento della comunità e degli ospedali. Inoltre i gruppi di sostegno possono attirare l’attenzione del pubblico rispetto al problema della discriminazione nei confronti delle malattie mentali.

Una volta che i pazienti hanno appreso le nozioni fondamentali relative alla schizofrenia e al suo trattamento possono prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura.

Come si possono aiutare le persone schizofreniche?

Le persone affette da schizofrenia possono ricevere aiuto da professionisti ed operatori sanitari attraverso dei programmi giornalieri, tuttavia sono i membri della famiglia in genere ad essere i primi sostenitori di un soggetto schizofrenico.

Le persone affette da schizofrenia spesso oppongo resistenza ai trattamenti, essi non riescono a pensare di aver bisogno di aiuto perché ritengono che i loro deliri o le allucinazioni siano reali. In questi casi per la famiglia e gli amici potrebbe essere necessario intervenire per far sì che il proprio caro possa comunque sentirsi tranquillo.

In caso di emergenza a casa è bene chiedere aiuto senza paura, una volta giunti al pronto soccorso un professionista della salute mentale esamina il paziente e stabilisce se sia necessario il ricovero volontario o coercitivo: l famiglia e gli amici possono fornire delle informazioni necessarie per aiutare lo specialista di salute mentale a prendere una decisione.

Successivamente al trattamento in ospedale la famiglia e gli amici possono aiutare il soggetto schizofrenico a ricevere un trattamento adeguato e ad assumere i farmaci prescritti, se il pazientie interrompe il trattamento con i farmaci oppure smette di seguire gli appuntamenti medici i loro sintomi probabilmente ritorneranno. Talvolta i sintomi diventano gravi per le persone che smettono di assumere farmaci ed il trattamento che gli è stato indicato. Questa situazione è molto pericolosa, perché il paziente può non riuscire a prendersi più cura di se stesso. Alcune persone finiscono per la strada o in carcere, dove raramente ricevono il tipo di aiuto di cui hanno veramente bisogno.

La famiglia e gli amici possono anche aiutare i pazienti a fissare degli obiettivi realistici ed imparare ad essere attivi e badare a sé stessi. Vanno fatti volta per volta piccoli passi verso il raggiungimento di questi obiettivi. Il paziente avrà bisogno di un buon supporto durante questo periodo, quando le persone affette da una malattia mentale si sentono criticate e sotto pressione di solito non riescono a migliorare, ma spesso i sintomi possono anzi anche peggiorare. Fargli notare che stanno facendo qualcosa di buono è il modo migliore per aiutarli ad andare avanti.

Può essere difficile capire come sia giusto rispondere ad un soggetto affetto da schizofrenia che fa delle affermazioni chiaramente strane o false: ricordate che queste allucinazioni sembrano molto reali per la persona schizofrenica. È inutile dire che sono sbagliate e che sono frutto dell’immaginazione e continuare ad insistere che sono solo illusioni non è davvero utile. Provate a dire invece che vedete le cose in modo diverso, dite loro che ogni individuo ha il diritto di vedere le cose diversamente. Inoltre è importante capire che la schizofrenia è una malattia biologica, essere rispettosi, solidali, e gentili senza tollerare comportamenti pericolosi o inappropriati è il modo migliore per avvicinare le persone con questo disturbo.

Traduzione a cura di Francesca Giannino


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ca

    quando un dottore psichiatra non segue un paziente
    un genitore cosa puo fare non c e la possibilita di cambiare

    1. admin

      Senza conoscere a fondo la situazione è difficile consigliare, ma a meno di condizioni particolari ha tutti i diritti di cambiare specialista.

    2. stella

      in italia perseguitano e drogano persone sane che fanno ammalare nei detti cps centri psicosociali prescrivendo farmaci distruttivi, inventano diagnosi e bugie per tenere le persone schiave. torturano e minacciano le persone con tso e drogano la gente. questa non è libertà sono peggio dei nazisti.un giorno la comunità internazionale si accorgerà della persecuzione che vivono in italia persone non malate che per la leggerezza dei medici della mutua finiscono nelle maglie del centro psicosociale dove subiscono vere e proprie coercizioni e torture

  2. Pasquale

    Gentile farmacista, mi chiamo Pasquale e mio padre è affetto da disturbo bipolare e schizzofrenia. In famiglia la situazione è al limite e non riusciamo più a gestire la cosa perché mio padre rifiuta i farmaci. La situazione spesso diventa pericolosa sia per sé che per gli altri. Lo specialista esclude un’azione coercitiva per quanto riguarda il ricovero. Dice che deve fare qualche azione importante prima di poterlo ricoverare. Ma dobbiamo attendere per forza che qualcuno passi un guaio prima di ricoverarlo?
    Saluto e ringrazio anticipatamente.

    1. admin

      Purtroppo è un problema comune ed effettivamente sono situazioni davvero difficili; non mi occupo di questo campo, quindi non conosco a fondo la legislazione in questo senso, ma temo sia come presentato dallo specialista.
      Anche se credo di non suggerirle nulla di nuovo in alcuni casi si riesce a migliorare la situazione somministrando i farmaci negli alimenti, quando possibile.

    2. peppe

      mi kiamo peppe, ed ho un fratello nelle stesse condizioni di tuo padre, purtroppo dopo 10 anni di continui sbattimenti e continue delusioni da parte dei carabinieri e dalle autorità sanitarie locali, visto ke mio fratello avevo continui attacchi d’ira nei confronti dei suoi familiari procurando anke lesione come fratture, aimè ho dovuto prendere la drammatica decisione di denunciare mio fratello alle autorità e depositando una denuncia finalmente qualcosa si è mobilitato…. i carabinieri nn potevano procedere perkè nn c’erano infrazioni e lo psikiatra nn voleva dikiarare il t.s.o. perkè si spaventava delle vie legali ke secondo lui, dovevamo prendere noi famiglia nei suoi confronti e quindi abbiamo sopportato 10 anni… adesso mio fratello sta in carcere nell’attesa del processo, nel frattempo il comandante della stazione dei carabinieri (ke ha provato a dissuadermi cn tutti i mezzi possibili) nn s’è fatto più sentire (e meno male ke faceva l’amicone) ed il caso di mio fratello so sta seguendo un altro sottufficiale, lo psikiatra del paese è stato trasferito poikè mi sn inpuntato col parlare coi suoi superiori dell’asl… ho dovuto scegliere drammaticamente se far affondare tutta la famiglia di mio padre e quindi mia madre mio fratello il piccolo e me, o far affondare una persona solamente… spero nessuno si trovi in condizioni di trovarsi questo bivio davanti….. ma fino a quando nn cambieranno le leggi italiane e nn si sensibilizza a dovere la popolazione per questo problema in continua espansione, nn ci rimane altro ke rimboccarci le manike ed andare avanti aimè…

      distinti saluti e auguri…

      Giuseppe

  3. maurizio

    DESIDERO SAPERE SE PUO’ SEGUIRE MIO FIGLIO SALVATORE ANNI 19 AFFETTO DI SCHIZZO, ANCHE UN NEUROLOGO CIAO..

  4. Laura

    Salve,

    scrivo per un consiglio.
    Ho conosciuto una persona che per cinque anni ha vissuto un brutto periodo di ingiustizie delusioni e maldicenze che ha dovuto affrontarlo completamente da sola.
    Una altra delusione è soppraggiunta con un licenziamento ingiusto, che le ha causato insonnia e incubi che la colpevolizzavano e contemporaneamente le faceva comprendere le persone che le erano state contro.

    Per un giorno ha sentito delle voci appartenenti a persone da lei conosciute che la colpevolizzavano e la voce del nonno che le diceva ce la farai.
    Lei era cosciente di se e si aiutava dicendo domani andrò dallo psicologo e starò bene.
    Cosi è stato:la speranza del nonno l’ha incoraggiata.Si è sentita come sempre, anzi più forte.
    Ora lavora sta bene da cinque anni, però la gente è venuta a conoscenza di ciò e dei racconti fatti allo psicologo e la deridono. A lavoro la trattano come una scema ed è sola. Le urlano le fanno trabocchetti e la invitano a stare a casa da sola.

    Voglio aiutarla perche sta bene, sono cinque anni che non ha più sintomi però si sente arrabbiata per cosa è costretta a subire.

    Posso considerarla guarita?
    Ho bisogno di sapere perchè voglio aiutala a trovare un nuovo lavoro, lontano dal suo paese in modo che nessuno possa stressarla.
    E’ una ragazza che merita, non lasciamola sola!

    Grazie

    1. admin

      A mio avviso può senza dubbio considerarla guarita; non escluderei la possibilità di rivolgersi direttamente al datore di lavoro minacciando azioni legali se il clima non cambiasse.

  5. karla

    buon giorno sono una ragazza cubana e sono molto preocupata per una zia che ho a cuba a fatto vari intenti suiccidi, habiamo una famiglia unita e comprensibili, ley adesso e in hospitale e non migliora sono disperat per mia zia mi podete dare un consiglio e un sufrimento vedere una famiglia cosi, vorrei saper si esiste una clinica agiuta a un paziente che sia fuori del italia magari la cruce rosa visto che cuba economicamente stapasando per un momento dificile e non ci sono le medicina, chi mi puo agutare grazie.

    1. admin

      Purtroppo non mi occupo di questo campo e non saprei davvero come aiutarla, mi dispiace davvero.

  6. adele

    salve..sono in cura da un psichiatra, ieri mi ha prescritto metà compressa di abilify15 e una compressa di thymanax dopo il tramonto per curare il mio disturbo alimentare, ansia, depressione, e fobia sociale premettendo di nn aver fatto cure farmacologiche in precedenza. prendo la pillola yaz da circa tre mesi e il mio psichiatra mi ha suggerito di terminare quest’ultima scatola e di interrompere la cura per nn avere complicazioni, sicura di non avere più il ciclo senza quest’ultima. Lei cosa mi consiglia? Che complicazioni potrei avere ,dato che mi mancano 12 pillole per terminare,sull’umore, sulla depressione??? grazie anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando si cerca di curare un disturbo dell’umore, o qualcosa di correlato, è senza dubbio opportuno eliminare tutti i fattori che potrebbero essere causa o concausa; Yaz, come molti altri anticoncezionali, è stato talvolta associato ad un peggioramento di condizioni di depressione, oltre ad essere potenzialmente causa di altri problemi come riduzione del desiderio sessuale (sintomo peraltro che si porta dietro anche la depressione).
      Condivido quindi il parere dello specialista: cerchiamo di risolvere il problema più importante, per il resto c’è sempre tempo a fare prove in futuro.

    2. adele

      La ringrazio per la tempestiva risposta…quindi termino quest’ultima scatola e poi smetto sperando di avere effetti collaterali sino alla fine dell’ultima pillola. Comunque ho notato un aumento della depressione con l’utilizzo di yaz e apatia nella sfera sessuale. Grazie infinite. Arrivederci.

  7. adele

    SCusi ancora il disturbo ma ho un terribile singhiozzo da ieri pomeriggio arriva poi scompare e cosi via, tutta la notte e anche oggi ancora presente.Preciso di non averne mai sofferto in precedenza. Può essere la cura di abilify e di thymanax? Nel caso domani contatto il mio dottore, perkè giuro è fastidiosissimo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non dovrebbero essere i 2 farmaci citati: assume altri farmaci?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questa sicuramente no, mentre ho approfondito la ricerca per l’Abilify e sembrerebbe in effetti l’indiziato principale: anche se il foglietto illustrativo non lo riporta, alcune molecole analoghe sono note per il rischio di singhiozzo, quindi potrebbe essere questo la causa.
      Mi faccia in ogni caso sapere cosa ne pensa lo specialista.

  8. adele

    Certemente, domani lo contatterò sicuramente, perchè oltre il fastidio sono parrecchio preucuppata. Grazie tante, arrivederci!

  9. Adele

    Salve, ho contattato il mio psichiatra è mi ha detto che è possibile ma non certo che il farmaco che prendo integrato con un altro possa creare il singhiozzo, ovvio se è continuativo è un altro discorso. Comunque da ieri sera ha smesso e fino ad ora non si è presentato, speriamo bene. grazie per la sua disponibilità come sempre. Arrivederci.

  10. fiorenza

    mio figlio lo stanno bombardando di medicinali x la schizzofrenia, energico campione sportivo,nervoso si ,ma x lavoro e la solitudine che lo costringeva a stare lontano per lavoro,un propritario che lo assillava con un figlio malato depressivo .
    Lo hanno fatto arrestare,in più mandato in un opg,e li lo hanno aggravato con tutti i medicinali che usano x ammattirli ,con chi c’è la dobbiamo prendere? con il giudice?il psichiatra che l’ha mandato in quell’orrore?con l’avvocato che è lento? purtoppo il tempo passa e mio figlio peggiora sempre x le sue condizioni di salute che da esaurito sta diventando matto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non so davvero cosa consigliarle, proverei a sentire un medico esperto di medicina legale oppure un diverso avvocato.

  11. angela

    Salve,sono in cura da un anno e mezzo per una psicosi acuta avuta all’età di 26 anni. prendo abilify da 15 mg e haldol ….sto molto bene,ma mi chiedo se un giorno interrompendo la cura possano verificarsi di nuovo sintomi come deliri e allucinazioni , oppure c’è speranza di una completa guarigione.grazie per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo purtroppo di non saperle rispondere, è invece necessario provare a chiedere al medico che la segue, che ha una conoscenza del suo caso più approfondita.

  12. Carlo

    Salve la mia compagna e’ affetta da sindrome bipolare depressiva e il suo neurologo le ha prescritto 5mg zyprexa ; efexor da 75mg e disipal terapia che sta assumendo da 2 anni
    Vorrei sapere fin quando deve assumere questa terapia e che effetti collaterali potrebbe avere nel tempo… Da precisare che e’ ingrassata di 15 kg … Inoltre periodicamente ha delle ricadute… Come devo comportarmi???
    Le chiedo aiuto anche perche abbiamo una bambina
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      E’ possibile che debba andare avanti molto a lungo, forse per sempre, ma su questo solo lo specialista può fare ipotesi; nel caso di ricadute va avvertito il medico.
      Purtroppo l’aumento del peso è un effetto collaterale comune.

  13. lalla'

    salve, ho un fratello affetto da schizzofrenia da 5 anni. dopo 2 anni da incubo in casa ha avuto una grossa crisi e li’ siamo riusciti a farlo ricoverare e fargli prend le medicine. negl’ ultimi mesi aveva deciso si mettersi a dieta, di and in palestra e tenersi un po’ di piu’. poi di punto in bianco si e’ sognato di nn prendere piu’ le pastiglie ( zyprexa 10mg la sera) xche’ diceva che nn contavao niente e da li’ nel giro di pochi giorni e’ ricominciato il calvario. e’ stato ricoverato in ospedale x 15 giorni ma anche se gli hanno cambiato la cura nn conta niente. purtroppo in casa abbiamo anche un grosso problema con mio papa’ che da qualche mese e’ sulla sedia a rotelle e x mio fratello, secondo noi, e’ una cosa molto dolorosa. io sn della provincia di mantova, volevo chiederle se conosceva qualcuno in gamba x darci una mano xche’ con l’asl nn abb un gran aiuto, anzi…. anche la psichiatra lo vede una volta ogni 50 giorni, se va bene, e mi sembra un po’ poco e poi parlano sl di calcio. siamo disperati, mia mamma nn dorme la notte e ho paura che con mio papa’ paralizzato e mio fratello in quelle condizioni, crolli anche lei. grazie x la sua disponibilita’

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non conosco nessuno in zona mi dispiace; proverei eventualmente a chiedere quali siano i migliori specialisti al medico di base, che sicuramente li conosce per esperienza.

  14. loredana

    ce mia cogniata che cella questa malatia ma non sapeamo cosa fare con lei perche non mangia è diventata magrissima è ultimamaente cella fa a dosso è puoi rifiuta di parlare con noi non sapeamo come fare per farla lavarsi

  15. Cris

    Gent. Dott.
    mia mamma è stata sottoposta a cura con Abilify dalla psichiatra. Inizialmente con la dose da 5mg che ha notevolmente migliorato la situazione a livello di tranqullità (la mamma non è più nervosa come prima) ed anche a livello di “confusione mentale” qualcosa è cambiato. Sempre sotto consiglio della specialista si è passati a 15mg (che poi sarebbero passati a 20mg) che hanno funzionato per un periodo ed ora al passaggio al dosaggio superiore abbiamo notato che i sintomi si sono accentuati anzichè migliorare. Tenendo conto che la mamma non ha storia precedente a questi episodi che sono comparsi improvvisamente 4 mesi fa e che deve ancora sottoporsi a risonanza magnetica seguita da visita neurologica (una l’ha già fatta ed è stata consigliato l’accertamento radologico), ci chiedavamo se fosse possibile che mamma non tolleri i 20mg tanto da peggiorare i sintomi. In tal caso torniamo ai 15mg che se non hanno migliorato più di tanto certo è che non hanno peggiorato come sta succedendo ora.
    Grazie

    1. Anonimo

      Intanto la ringrazio per la risposta. Abbiamo cominciato tre giorni fa con questo dosaggio. Mi rendo conto che sono pochi per capire se la causa è il farmaco però avevamo già fatto questo tentativo tempo addietro e si è verificata la stessa situazione. Per questo chiedevo se potesse essere un’intolleranza ad un dosaggio maggiore. Il foglietto illustrativo, come lei ben saprà, dice solamente che un maggiore dosaggio non significa migliore efficacia. Da tenere presente anche che il farmaco le è stato prescritto dalla psichiatra che l’ha vista prima che mamma facesse la TAC, l’ecocolordoppler carotideo e la visita dal neurologo. Quest’ultimo ha mantenuto la terapia con Abilify ma in realtà ancora una diagnosi noi non l’abbiamo.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il passo corretto è ovviamente segnalare il tutto allo specialista e valutare con lei come procedere, ma fino a quel momento consiglierei di continuare, perchè potrebbe anche essere una reazione temporanea all’aumento del dosaggio.

  16. Cris

    Lunedi mi recherò presso il centro e cercherò di contattare la specialista. Nel frattempo mi auguro vivamente che sia come dice lei perchè essere riconosciuti a momenti alterni è davvero pesante.
    La ringrazio per la disponibilità e la gentilezza con cui ha speso il suo tempo. Le auguro buona giornata.

    1. giovanna

      ho una figlia che in sette anni ha avuto due episodi gravi di pscosi .adistanza circa didue anni si e’ stabilizata .abbiamo pero’ un nuovo problema non riesce a smaltire i chili che ha accumulato negli anni di terapia. lei prende 200mg di clozapina da due anni eda sei mesi abbiamo aggiunto 15mg di abilaify x aiutarla nel peso ma non abbiamo avuto nessuna risposta mangia in continuazione. non esiste un farmaco che la puo’ aiutare’ vi prego di darmi una risposta grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo che a quest’età tutti gli specialisti consiglierebbero di intervenire sullo stile di vita più che sui farmaci per il controllo del peso, anche se mi rendo conto che può non essere banale. Utile poi verificare che non ci siano problemi alla base di questa situazione, come per esempio alterazione della funzione della tiroide.

  17. Patrizia

    Gentile dr. Cimurro, mio figlio di 25 anni, ricoverato in ospedale psichiatrico, sta’ per interrompere, dopo un anno, l’ uso del paliperidone, quale sintomatologia potrebbe avere? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Verrà interrotto gradualmente? Perchè viene interrotto?

    2. Anonimo

      Non lo so’. Ma chiedero’. Comunque gli somministrano anche Aripripazole.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la sospensione verrà fatta gradualmente è auspicabile che non si manifesteranno sintomi da astinenza, che in ogni caso potrebbero in prima battuta essere gli stessi sintomi che hanno indotto all’uso del farmaco (ma se è stato deciso di toglierlo saranno state fatte adeguate valutazioni).

  18. Elio

    Salve Dottore,
    a mia madre sono stati prescritti contro la schizofrenia paranoide:
    ansiolin 20 gocce x 3 volte al dì
    entumin 5 gocce x 3 volte al dì
    risperdal (4 mg) x 2 volte al dì
    risperdal (50 mg iniezione I.M.) ogni 15 gg
    Dopo 3 mesi di trattamento non esistono più problemi di schizofrenia ma presenta problemi quali tremolio, intorpidimento muscoli della bocca, male alle gambe e “spilli dappertutto” a suo dire (e a mio avviso è meno “sveglia”), tanto che ha interrotto l’uso dei farmaci orali da 4 gg mantenendo l’iniezione e così sono spariti i sintomi suddetti.
    Per ora non presenta sintomi schizofrenici ed in effetti è più “sveglia”.
    La psichiatra ancora non lo sa dell’interruzione ma glielo dirò, ma mi chiedo: forse il dosaggio era troppo alto?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può essere, ma attenzione che la brusca sospensione potrebbe essere peggio ancora; contatti appena possibile la specialista e valuti cosa fare.

    2. Elio

      diciamo che non è stata così brusca, in quanto nelle settimane scorse avevamo esposto tali problemi alla specialista tanto che dimezzò la dose orale.
      proseguendo e non vedendo miglioramenti si era dimezzato autonomamente tale dose orale.

      Ma Lei approva una terapia del genere come era originalmente (farmaci+dosi)?
      Che non sia da percorrere la terapia con altri farmaci che magari reagiscono meglio?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non me la sento di esprimere giudizi sulla terapia proposta, in quanto non specialista e soprattutto non conosco nel dettaglio la situazione di partenza.

  19. angelica

    Buona sera dottore, mi sono innamorata di un uomo bipolare schizofrenico, non sapevo nulla a riguardo ma ho riconosciuto i sintomi appena, con sguardo ossessivo ripeteva che ero satana, poi alzava il volume della tv in maniera esorbitante e cosi ho compreso che sentiva le voci. Sono fuggita e lui dopo tanto alcool e uno svenimento propizio ( in questo caso) che gli ha procurato una caduta in mezzo alla strada con perdita di sangue copiosa, è stato ricoverato … tso…stato delirante, megalomania…era in cura l’anno scorso ma (ho scoperto tramite la sua confidenza in questi gg) ha sospeso i farmaci, per aumento di peso, scarsa libido e quant’altro…cosi c’è stata questa brusca ricaduta…siamo tornati a vivere insieme, dopo tante domande, se-forse-come-perchè, l’amore ha trionfato…conviviamo ma da un mese ha sospeso le medicine….solito discorso di prima….la cosa che non comprendo è l’atteggiamento dei genitori, che prima di andare dalla psichiatria (testuali parole di lui) hanno chiesto a Lui, cosa dire al dottore!!!!! Per ottenere la sospensione dei farmaci!!!!! Come si può incoraggiare un figlio malato a sospendere le cure!!!!! Perchè negano che lui stia male!!!!?????
    Le chiedo, io da convivente, senza residenza in comune, quando sarò di fronte di nuovo alle sue crisi, cosa devo fare??? Chi chiamo??? Dove mi chiudo se diventa violento???
    Non posso parlare con il suo psichiatria perchè me lo proibisce…i genitori non parlano con me….cosa fare????

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Di fronte ad una situazione di violenza il suo rifiuto a parlare con lo psichiatra a mio avviso non conta nulla, per il resto in caso di necessità chiami il 113 (faccia in modo di avere SEMPRE un cellulare in tasca). Non le chiedo di rivalutare la relazione perchè non ne ho il diritto di fronte all’amore, ma non metta a rischio la sua incolumità fisica.

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