Rosolia: foto, sintomi e rischi in gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 932 giorni

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Introduzione

La rosolia è un’infezione che colpisce principalmente la pelle ed i linfonodi. È causata dal virus della rosolia, simile ma non identico al virus che provoca il morbillo, e di norma viene trasmesso respirando le goccioline del naso o della gola degli altri.

Questa malattia è generalmente di lieve entità nei bambini, il principale rischio medico della rosolia è invece l’infezione delle donne in stato di gravidanza, che può provocare la rosolia congenita nel bambino in via di sviluppo; può infatti essere trasmesso dalla mamma al feto attraverso la circolazione sanguigna.

Prima che fossero resi disponibili i vaccini contro la rosolia nel 1969 le epidemie si verificavano ogni sei – nove anni. I bambini in età tra i 5 e i 9 anni erano quelli maggiormente colpiti ed in molti casi si verificavano anche episodi di rosolia congenita. Adesso, a causa dell’immunizzazione dei bambini, ci sono molti meno casi di rosolia, congenita e non.

La maggior parte delle infezioni da rosolia oggi appaiono nei giovani e negli adulti non immunizzati piuttosto che nei bambini. In realtà gli esperti stimano che il 10% dei giovani adulti siano oggi suscettibili di contrarre la rosolia, la quale potrebbe rappresentare un pericolo per i bambini che che questi potrebbero un giorno avere.

Foto

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Rubella_Dgk_kind_mitroeteln.jpg
http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Rash_of_rubella_on_skin_of_child%27s_back.JPG

Sorgente foto:

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  • http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Rash_of_rubella_on_skin_of_child%27s_back.JPG

Sintomi

L’infezione della rosolia può iniziare con uno o due giorni di lieve febbre (37-38 °C) e gonfiore ai linfonodi, di solito quelli situati nella parte posteriore del collo, dietro le orecchie. Quindi appare un’eruzione cutanea che inizia dal viso e si estende verso il basso. Come questa si diffonde verso il corpo in basso, di solito sparisce dal viso. Quest’eruzione cutanea spesso è il primo segno di malattia di cui si accorge il genitore.

L’eruzione cutanea della rosolia può apparire come per molte altre eruzioni cutanee virali. Appare infatti come un’infiammazione di colore rosa o rosso, i cui punti possono fondersi per formare delle macchie uniformemente colorate. L’eruzione cutanea può provocare prurito e durare fino a tre giorni. Come si cancella l’eruzione cutanea, la pelle colpita, occasionalmente, cade in piccoli fiocchi.

Altri sintomi di rosolia, che sono molto comuni nei giovani e negli adulti, possono includere:

  • mal di testa;
  • perdita dell’appetito;
  • una lieve congiuntivite (infiammazione del rivestimento di occhi le palpebre) ;
  • naso otturato o naso che cola;
  • linfonodi gonfi in altre parti del corpo;
  • dolore e gonfiore delle articolazioni (in particolare nelle giovani donne).

Molte persone con la rosolia invece non manifestano alcun sintomo evidente.

Trasmissione

Il virus della rosolia passa da persona a persona attraverso le piccole gocce di liquido che fuoriescono dal naso e dalla gola. Le persone che hanno la rosolia sono contagiose da una settimana prima ad una settimana dopo la comparsa dell’eruzione. Chi è stato infettato, ma non manifesta ancora i sintomi, può comunque già diffondere il virus.

Pericoli

Quando la rosolia contagia una donna incinta, può causare la sindrome della rosolia congenita al nascituro, con conseguenze potenzialmente molto dannose per il feto in via di sviluppo. I bambini che sono infettati dalla rosolia prima della nascita sono a rischio di ritardo di crescita, ritardo mentale, malformazioni del cuore, cecità, sordità, problemi al fegato, alla milza, al midollo osseo.

Dalla dodicesima alla ventottesima settimana la placenta esplica un’azione protettiva ed è quindi più raro che si verifichi un’infezione fetale in questo periodo, maggiormente a rischio è invece il periodo precedente.

E’ possibile verificare l’immunità della madre alla rosolia con il rubeotest, da eseguire prima dell’avvio della gravidanza. L’esame viene comunque ripetuto con le prime analisi del sangue da eseguire in gestazione.

Durata

Il periodo di incubazione della rosolia è di 14-23 giorni, con una media di 16-18 giorni. Questo significa che ci possono volere da 2 a 3 settimane perché un bambino manifesti la rosolia dopo la prima esposizione al virus.

L’eruzione cutanea della rosolia in genere dura tre giorni. I linfonodi possono rimanere gonfi per una settimana o più, il dolore alle articolazioni può durare per più di due settimane. I bambini che hanno la rosolia di solito recuperano entro una settimana, ma gli adulti possono richiedere più tempo.

Cura e terapia

La rosolia non può essere trattata con antibiotici, perché gli antibiotici non funzionano contro le infezioni virali. A meno che non vi siano complicazioni, la rosolia si risolverà da sola.

Ogni donna incinta esposta a malati di rosolia deve invece contattare immediatamente il suo ginecologo.

La rosolia in genere è una malattia lieve, in particolare nei bambini. I bambini colpiti in genere possono essere curati a casa. Controllare la temperatura del giovane malato e chiamare il medico se la febbre diventasse troppo elevata.

Per alleviare i sintomi minori ad un bambino, è possibile somministrare paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina) od ibuprofene (Nureflex, Antalfebal). Evitare di somministrare l’aspirina ad un bambino che ha una malattia virale, perché il suo uso in questi casi  è stato associato con lo sviluppo della sindrome di Reye, che può portare all’insufficienza epatica e alla morte.

Prevenzione

La rosolia può essere prevenuta con un vaccino anti-rosolia. Una larga immunizzazione contro la rosolia è fondamentale per controllare la diffusione della malattia, impedendo in tal modo difetti di nascita causati da sindrome da rosolia congenita.

Il vaccino è di solito dato al bambino dai 12 ai 15 mesi come parte dell’immunizzazione morbillo-parotite-rosolia. Una seconda dose del vaccino è generalmente data dai 4 ai 6 anni di età. Come nel caso di tutte le altre immunizzazioni in programma vi sono importanti eccezioni e circostanze particolari da considerare.

Il vaccino da rosolia non deve essere somministrato ad ogni stadio di gravidanza o in donne che possono diventare gravide entro un mese dalla data di ricevimento del vaccino. Se state programmando una gravidanza, assicuratevi di essere immuni alla rosolia attraverso un esame del sangue con una prova di immunizzazione. Se non siete immunizzate, dovreste prendere il vaccino almeno un mese prima della gravidanza.

Riammissione a scuola

Il bambino può tornare all’asilo o a scuola dopo 7 giorni dalla comparsa dell’esantema.

Quando chiamare il medico

Chiamate il medico se il vostro bambino sviluppa una febbre di 39 gradi o superiore (in un bambino di età inferiore ai sei mesi, chiamatelo se la febbre supera i 38 gradi), o se il bambino sembra avere una malattia più grave rispetto ai lievi sintomi descritti sopra.

Fonte: libera traduzione da kidshealth, a cura di Sara


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anita

    Buongiorno dottore, sono alla sesta settimana di gravidanza…
    Ho fatto la sierologia della rosolia e sia igg che igm sono risultate negative.
    Sono stata vaccinata nel 1993 e richiamo nel 2003…
    Cosa vuol dire che il vaccino non ha fatto effetto? Non sono coperta?

    1. Anita

      E adesso come dovrò comportarmi per ridurre al minimo la possibilità di essere contagiata?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Eviti bambini malati e situazioni a rischio come gli asili, ovviamente per quanto possibile.

  2. Anita

    Devo evitare di frequentare anche i ristoranti e altri luoghi pubblici?
    Mentre con nipoti e figli di amici cosa faccio? Basta non starci attaccata o meglio evitare di vederli?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Basta non “starci attaccata” ed in generale evitare il contatto con bambini con sintomi dubbi.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere assolutamente sì, poi ovviamente senta cosa ne pensa il ginecologo.

    3. Anita

      La ginecologa la vedrò a fine mese e chiederò. Intanto volevo sapere se posso andare a mangiare una pizza in tranquillità. Grazie mille e scusi il disturbo

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