Ritenzione idrica e gambe gonfie: cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 27 giorni

Introduzione

L’edema è un accumulo di liquidi nel corpo che si manifesta sotto forma di gonfiore sulla zona colpita; una delle cause più comuni di comparsa è la ritenzione idrica, un disturbo molto diffuso e spesso dovuto a stili di vita non corretti.

Il gonfiore può verificarsi in un particolare distretto corporeo (per esempio gambe e caviglie), oppure può essere più generale, a seconda della causa.

Può essere manifestarsi come

  • alterazione del colore della pelle,
  • dolori,
  • rigidità delle articolazioni,
  • aumento di peso.

Linfedema

Il linfedema è il gonfiore (tipicamente alle gambe) causato da un blocco nel sistema linfatico o da malattie ereditarie.

Il sistema linfatico è costituito da una serie di linfonodi (ghiandole) collegati da una rete di vasi linfatici simili ai vasi sanguigni. Il fluido che circonda i tessuti del corpo di solito viene drenato nei vasi linfatici presenti in modo che possa nuovamente essere immesso nel sangue, ma se i vasi linfatici sono bloccati i liquidi non potranno essere riassorbiti e si accumuleranno nei tessuti.

Diversamente dall’edema, il linfedema è una condizione a lungo termine in grado di causare

  • disagio,
  • dolore
  • e perdita di mobilità.

Non può essere curato, ma può essere controllato utilizzando una serie di trattamenti, tra cui:

  • calze a compressione,
  • cura della pelle,
  • massaggio linfatico,
  • sollevamento delle gambe.

Cause

Un po’ di gonfiore alle gambe a fine giornata è del tutto normale, soprattutto stando seduti o in piedi per lunghi periodi, ma in questo caso l’edema sparirà nell’arco della notte.

La mancanza di esercizio fisico è un’altra causa comune di ritenzione idrica nelle gambe in soggetti sani. L’attività fisica è infatti di grande aiuto per le vene degli arti inferiori, le cui vene sono sempre costrette a lavorare contro la forza di gravità per permettere al sangue di tornare al cuore. Se il sangue viaggia troppo lentamente e inizia a ristagnare nelle vene delle gambe, la pressione può forzare la fuoriuscita di liquido al di fuori dei capillari, negli spazi di tessuto. I capillari possono rompersi, lasciando tracce di sangue di piccole dimensioni sotto la pelle, e le vene stesse possono diventare gonfie, dolorose e visibili (vene varicose).

Gambe, caviglie e piedi gonfi sono comuni in gravidanza; il problema è dovuto in parte al peso dell’utero che grava sulle principali vene del bacino, ma di solito è una condizione che si risolve dopo la nascita del bambino. Quando presente va comunque sempre verificato con il ginecologo per escludere altre cause più pericolose (gestosi).

Una presenza di edema più ricorrente e persistente può invece essere un sintomo di ritenzione idrica dovuta a una condizione di salute sottostante, oppure essere legato a fattori esterni come:

Fattori di rischio

  • Una delle cause più comuni, e spesso sottovalutate, è la ritenzione idrica dovuta all’eccessivo consumo di sale (o più in generale di sodio).
  • Le donne sono più inclini degli uomini a trattenere i liquidi; gli ormoni femminili (soprattutto il progesterone) tendono a causare ritenzione idrica, per cui molte donne notano caviglie e piedi gonfi prima delle mestruazioni.
  • Sovrappeso.
  • Allergie e anemia possono favorire la comparsa del disturbo.
  • Le persone anziane possono sviluppare facilmente edema se si siedono per lunghi periodi di tempo, anche perché molto spesso coesistono problemi di salute sottostanti che possono favorirne la comparsa (problemi di cuore e ai reni).
  • La necessità di restare in piedi per lunghi periodi, per esempio sul lavoro, può facilitare la comparsa di gonfiore, in quanto vi è un aumento della pressione nelle vene delle gambe quando si è in piedi rispetto alla posizione sdraiata (a causa della forza di gravità).
  • Affrontare lunghi viaggi o comunque rimanere seduti per lunghi periodi di tempo può allo stesso modo peggiorare il gonfiore; tipica è per esempio la condizione dei viaggi aerei su lunghe tratte, in cui è consigliabile riattivare periodicamente la circolazione facendo qualche passo.
  • Una possibile causa di ritenzione di liquidi, spesso sottovalutato anche perchè difficile da diagnosticare, è da ricercare nel binge-eating (disturbo del comportamento alimentare che si presenta con episodi di abbuffate tipici della bulimia nervosa, senza però mostrare i comportamenti compensatori tipici di quest’ultima) alternato a periodi di dieta rigida. Ciò può causare ritenzione di liquidi intermittente.

Sintomi

La ritenzione idrica ha come segno principale il gonfiore dovuto all’edema (accumulo di liquidi), che si manifesta principalmente a carico di:

  • piedi,
  • caviglie,
  • gambe,
  • mani,
  • pancia (addome),
  • seno,
  • viso.

Il sintomo in genere peggiora alla fine della giornata e tende a risolversi dopo una notte di riposo. Talvolta il gonfiore può essere così severo da richiedere di togliere gli anelli dalle dita e indossare abiti più larghi.

In alcuni soggetti può manifestarsi un significativo aumento di peso.

Prognosi

L’evoluzione del disturbo dipende strettamente dalla causa sottostante, ma è generalmente molto buona.

Essendo la maggior parte dei casi di ritenzione di liquidi dovuta alla necessità di restare in piedi tutto il giorno, magari in un giornata calda, non si verificano particolari complicazioni, che sono invece strettamente legate a eventuali altre condizioni pre-esistenti.

Cura

L’edema è spesso temporaneo e tende a risolversi da solo.

Quando si sta in piedi per troppo tempo in una giornata calda le caviglie possono gonfiarsi e rimanere tali finchè non sia possibile riposarsi sollevando i piedi all’altezza del corpo (sdraiandosi).

Nel caso in cui l’edema non scompaia sarà invece ovviamente necessario rivolgersi al medico per capire se possa esserci una diversa causa di fondo che necessiti di essere diagnosticata e trattata.

Migliorare lo stile di vita è spesso il primo passo per trattare e prevenire il problema:

  • perdendo peso in caso di sovrappeso,
  • praticando regolarmente esercizio fisico, come camminare, nuotare o andare in bicicletta,
  • sollevando le gambe da tre a quattro volte al giorno per migliorare la circolazione,
  • evitando di stare in piedi per lunghi periodi di tempo.

Può essere di grande aiuto posizionare una coperta o un cuscino sotto al materasso all’altezza dei piedi, in modo da sfruttare la forza di gravità per favorire il ritorno venoso dalle gambe al cuore durante la notte.

Anche se sembra controintuitivo, è di norma consigliabile bere molto per favorire la diuresi e l’eliminazione dei liquidi in eccesso; a questo proposito è di fondamentale importanza ridurre il contenuto di sale nella dieta. Il sale è dal punto di vista chimico l’unione di sodio e di cloro, il sodio in particolare aiuta l’organismo a regolare l’equilibrio dei liquidi nel corpo.

Quando l’acqua si accumula nei tessuti, uno dei modi più efficaci per eliminarla è quello di ridurre la quantità di sale (o più precisamente di di sodio) nella dieta. Questo permetterà di ridurre il volume di sangue che il cuore si trova a dover pompare e, di conseguenza, i liquidi non tenderanno più ad accumularsi nelle zone periferiche dell’organismo (principalmente arti, soprattutto in quelli inferiori).

Ridurre il consumo di sale (e di alimenti salati in genere) non è facile all’inizio, quindi è consigliabile procedere gradualmente, ma con il tempo il gusto si abituerà e i vantaggi sulla salute saranno importanti (un eccesso di sale aumenta per esempio anche la pressione sanguigna). Ricordiamo che moltissimi alimenti di origine industriale sono molto ricchi di sale, è quindi consigliabile iniziare a leggere le etichette (non mancheranno le sorprese…). Un adulto dovrebbe consumare al massimo 5 g di sale al giorno, calcolando sia quello giù presente negli alimenti che quello usato in cucina.

Aumentare il contenuto di potassio nella dieta può invece aiutare a ridurre i livelli di sale nell’organismo, per esempio assumendo banane e pomodori.

Alcuni pazienti assumono farmaci diuretici a causa di altre condizioni preesistenti e questo può aiutarle anche a ridurre la presenza di edema, ma nel caso di ritenzione idrica idiopatica (ossia senza cause di salute sottostanti) i diuretici possono peggiorare la situazione perchè in grado di alterare un equilibrio liquidi-sali corretto e quindi NON sono la bacchetta magica che tante persone sperano essere.

Nessuno meglio del proprio medico può valutare se e cosa assumere in questi casi.

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  1. Anonimo

    Perchè se soffro di ritenzione idrica devo bere di più? Non peggiora la situazione?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il trucco è bere abbondantemente (senza esagerare, ovviamente, ma in genere il classico 1.5-2 l al giorno è corretto) e mangiare meno sale (che significa usarne meno per cucinare ed evitare gli alimenti in cui è già presente in quantità eccessiva, come cibo industriale, affettati, …). Questo permette di eliminare l’acqua in eccesso ritenuta dall’organismo.

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