Reflusso gastroesofageo

Ultimo Aggiornamento: 1650 giorni

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I sintomi del reflusso gastroesofageo

Bruciore a livello dello sterno, rigurgito acido, dolore toracico, tosse cronica, asma non allergica, raceudine e mal di gola: questi sono i principali sintomi del reflusso gastroesofageo che spesso, comparendo la notte e disturbando il sonno, posso pesantemente compromettere la qualità di vita.

Decalogo per combattere il reflusso gastroesofageo

  1. Dimagrire se si è in sovrappeso e mantenere il peso forma, privilegiando una dieta mediterranea.
  2. Fare attività fisica regolare ma non troppo intensa, in particolare dopo i pasti.
  3. Evitare di indossare cinture od abiti troppo stretti in vita.
  4. Non fare pasti abbondanti, ridurre i cibi grassi e mangiare lentamente.
  5. Smettere di fumare.
  6. Abolire i superalcolici e ridurre il vino (bianco in particolare).
  7. Evitare il cioccolato.
  8. Non coricarsi o sdraiarsi dopo mangiato: attendere almeno due ore.
  9. Dormire con il capo ed il busto un po’ elevati inserendo uno spessore (10 cm) sotto le gambe del letto.
  10. Consultare il medico in presenza di sintomi d’allarme (anema, emorragia digestiva, dolore toracico o disfagia, disturbi notturni, calo di peso ingiustificato).

Fonte: Il reflusso gastroesofageo, una pericolosa inversione di marcia (Quaderno della salute, disponibile gratuitamente in farmacia)

Approfondimento

Il reflusso gastroesofageo è una comune sintomatologia caratterizzata dalla risalita anomala dei succhi gastrici all’interno dell’esofago. Normalmente il cibo ingerito, in seguito alla deglutizione, passa attraverso un canale, l’esofago, che conduce il bolo alimentare all’interno dello stomaco; qui l’ambiente fortemente acido permette la digestione degli alimenti, il cui assorbimento avviene nell’intestino.
Nei pazienti con reflusso gastroesofageo si un movimento opposto: cibo e succhi gastrici risalgono dallo stomaco nell’esofago. Quest’ultimo organo non è provvisto di sistemi di protezione contro l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco e pertanto l’irritazione dell’epitelio dell’esofago causa senso di bruciore in posizione retrosternale e dolori alla deglutizione, oltre a aumento della carie (per corrosione dello smalto dei denti ad opera degli acidi gastrici), conati di vomito dopo aver mangiato, sensazioni di eruttazioni acide (particolarmente frequenti quando dopo aver mangiato ci si stende: la posizione orizzontale facilita il processo di risalita del contenuto gastrico nell’esofago).

Il reflusso gastroesofageo è molto comune, talvolta passeggero, talvolta sintomo di una patologia ben più grave. Le cause più comuni possono essere l’obesità, diabete mellito, condizioni di secrezione gastrica aumentata, gravidanza, fumo, alcol, ernia iatale (condizione congenita in cui la posizione dello hiatus esofageo, l’apertura dell’esofago nello stomaco, si trova in una posizione anomala che favorisce la risalita del contenuto gastrico). E’ evidente quindi che un’opportuna dieta, ed un adeguato stile di vita possono aiutare molto il processo di guarigione.
In particolare, per quanto riguarda i cibi, sono assolutamente da evitare: i cibi piccanti, il caffè, alcolici e super-alcolici, pomodori e agrumi (particolarmente acidi), cibi fritti (per la cui digestione occorre normalmente una maggiore quantità di acido cloridrico).
Viceversa, cibi poco elaborati, bere molta acqua per diluire gli acidi, mangiare poco e spesso al fine di tamponare la secrezione basale di acidi gastrici, sono tutti fattori che possono aiutare a prevenire la sintomatologia da reflusso gastroesofageo.

Particolarmente consigliato è, inoltre, passeggiare al termine di un pasto. Già secoli fa, la Scuola Salernitana consigliava “post prandium lento pede deambulare“, motto latino che significa letteralmente “dopo un pasto, passeggiare lentamente”. Sebbene a quei tempi non fosse noto il motivo, questo consiglio è tuttora valido, perché camminare facilita il processo di digestione ed evita di assumere posizioni scomode e contratte che possono agevolare il reflusso.

Per quanto riguarda la cura farmacologica, è bene sottolineare la necessità di rivolgersi al proprio medico, il quale dovrà prima stabilire se si tratta di una sintomatologia passeggera, che può essere corretta solo con un migliore stile di vita, o se invece si tratta di una patologia che richiede una cura vera e propria.

Nel secondo caso, i farmaci più in uso sono i cosiddetti inibitori della pompa protonica (Mepral®, Omeprazen®, Pantorc®, Pantopan®, Pantecta®, Pariet®, Lansoprazolo, Omeprazolo, …), che bloccano il meccanismo di secrezione di acido cloridrico nello stomaco. Questi farmaci possono avere effetti collaterali come diarrea e mal di testa, i quali scompaiono con la sospensione del trattamento.

Non esistono tuttavia terapie risolutive di questa patologia: il reflusso gastroesofageo può cronicizzare e rendendo necessario adeguare la dieta ed assumere farmaci antiacido per tutta la vita. Ecco perché è importante mantenere una dieta equilibrata ed uno stile di vita salutare prima che compaia tale malattia.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. teresa

    Grazie mille dottore forse è l’ansia che dovrei curare di più , comunque per la gastrite ha due mesi che assumo omeprazen20 mg

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, l’ansia è sicuramente da affrontare, perchè in grado di peggiorare qualunque sintomo.
      Se omeprazen non è sufficiente si può valutare con il medico di associare un antireflusso.

  2. Vis

    Salve Dottore, gentilmente, un consiglio riguardo all’argomento. Ho dei periodi che soffro di reflusso, sentendo la gola bruciare e la bocca amara. Niente dolori o bruciori allo stomaco però. Un farmaco consigliato da Lei per questo problema? Grazie

  3. giudyb

    Salve dott cimurro è dal 28 dicembre che soffro di bruciore al petto e dolore retrosternale con formicolio dell’arto a volte il dx a volte il sx… Ho molto difficoltà a deglutire…poiché al secondo boccone che mando giù…mi ritrovo in gola e on bocca un eccesso di muco…che mi rende difficile se non impossibile la deglutizione e quindi l’assunzione di cibo solido (anche la pasta in brondo per intenderci…cosa che peggiora notevolmente con cibi asciutti) per avviare e cercare di alimentarmi bevo moltissimo durante i pasti per cercare di spingere giù il boccone…sono andata dal medico di famiglia che mi ha diagnosticato un esofagite da candida causata da un eccesso di antibiotici….dopo un trattamento con uno sciroppo specifico per 7gg…mi ha prescritto il viruxan al5% sciroppo 5ml x2 volte al giorno…dopo un rapido miglioramento soprattutto nella deglutizione dopo 7gg di trattamento abbiamo interrotto il trattamento ma dopo solo 12h si sono ripresentare le difficoltà a deglutire così mi ha prescritto viruxan compresse da 500g per 10gg…questa volta però non ci sono stati molti miglioramenti anzi mi sono aumentati il bruciore di stomaco e il dolore retrosternale mentre mangio così forti e dolorosi che devo interrompere il pranzo e la cena…vorrei sapere se dovrei eseguire qualche altro tipo di analisi o trattamento visto che queste esofagiti non passano ormai a distanza di quasi un mese? La ringrazio buona giornata.

    1. giudy

      In realtà il dott mi aveva consigliato di assumere gaviscon dopo pranzo e cena ma siccome sto prendendo ilviruxan…la colifagina Pro e il biotrap (per la sindrome colon irritabile varietà diarrea) non saprei quandoassumerlo… Mi piego meglio tutta questa terapiaassunta a stomaco vuoto..quindi generalmente prendo il viruxan alle 10 e alle 22… Il biotrap alle 11… La colifagina pro al23…..comunemente pranzo alle 13 e xeno alle 20….vado a letto alle 23…quando dovrei assumere l’antiacido???

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è il farmaco più importante di tutta la terapia, o comuqnue è quantomeno indispensabile.

      Da assumere 30 minuti dopo i pasti ed eventualmente prima di coricarsi.

    3. giudyb

      Non interferirà dunque con il resto della terapia?
      La ringrazio della sua solerte risposta. Buona giornata.
      P.S.: soffro di calcoli alla colecisti, ma mi hanno consigliato di attendere e di ristabilirmi prima di un eventuale intervento…
      Questi disturbi gastrici possono essere stati indotti o peggiorati da questo?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Assolutamente no, non interferirà.
      2. Probabilmente no, salvo forse in parte per il dolore.

  4. giudyb

    Chiedo scusa se la disturbo nuovamente, volevo chiederle alcune informazioni… il medico di famiglia a causa dei disturbi gastro-esofagei e intestinali prolungati (sono 3 anni che soffro di diarrea e l’unica diagnosi approssimata perchè non ho fatto alcuna colonscopia ma solo una visita gastroenterologa, da cui è risultato solo un dismicrobismo intestinale) mi ha consigliato un altra visita gastroenterologa, vorrei sapere se esiste un esame che possa analizzare tutto l’apparato digerente (gola, esofago, stomaco ed intestino)? E dove è possibile effettuato? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo no, gli esami sono due (gastroscopia e colonscopia).

  5. Anonimo

    Salve Dottore,
    sto passando un periodo prevalso da stati di ansia generalizzata e somatizzata. Il reflusso anche se non ho bruciore, ma altri fastidi, può essere dato da entrambi questi fattori?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può essere non causato, ma sicuramente peggiorato da questi fattori.

    2. Anonimo

      La ringrazio. fino a 5 mesi fa ne soffrivo giusto nei cambi di stagione di reflusso. Però dopo un epigastralgia che mi ha portato al pronto soccorso, i sintomi sono continui. volevo fare una gastroscopia, ma per il medico non occorre ora.

  6. teresa

    Salve dottore io soffro di gastrite e credo di avere anche reflusso ho un problema ogni tanto e come se sento il cuore battere al centro vicino lo stomaco uno schiacciamento sempre li come se mi stessero premendo il fiato diventa piu corto come se l ossigeno mi stesse x mancare mi viene spesso e dura sui 5 secondi non so se il tutto proviene da reflusso o gastrite o e un problema di cuore che visita dovrei fare x questo tipo di dolori che appaiono cosi al improvviso

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