Reflusso gastroesofageo

Ultimo Aggiornamento: 1502 giorni

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I sintomi del reflusso gastroesofageo

Bruciore a livello dello sterno, rigurgito acido, dolore toracico, tosse cronica, asma non allergica, raceudine e mal di gola: questi sono i principali sintomi del reflusso gastroesofageo che spesso, comparendo la notte e disturbando il sonno, posso pesantemente compromettere la qualità di vita.

Decalogo per combattere il reflusso gastroesofageo

  1. Dimagrire se si è in sovrappeso e mantenere il peso forma, privilegiando una dieta mediterranea.
  2. Fare attività fisica regolare ma non troppo intensa, in particolare dopo i pasti.
  3. Evitare di indossare cinture od abiti troppo stretti in vita.
  4. Non fare pasti abbondanti, ridurre i cibi grassi e mangiare lentamente.
  5. Smettere di fumare.
  6. Abolire i superalcolici e ridurre il vino (bianco in particolare).
  7. Evitare il cioccolato.
  8. Non coricarsi o sdraiarsi dopo mangiato: attendere almeno due ore.
  9. Dormire con il capo ed il busto un po’ elevati inserendo uno spessore (10 cm) sotto le gambe del letto.
  10. Consultare il medico in presenza di sintomi d’allarme (anema, emorragia digestiva, dolore toracico o disfagia, disturbi notturni, calo di peso ingiustificato).

Fonte: Il reflusso gastroesofageo, una pericolosa inversione di marcia (Quaderno della salute, disponibile gratuitamente in farmacia)

Approfondimento

Il reflusso gastroesofageo è una comune sintomatologia caratterizzata dalla risalita anomala dei succhi gastrici all’interno dell’esofago. Normalmente il cibo ingerito, in seguito alla deglutizione, passa attraverso un canale, l’esofago, che conduce il bolo alimentare all’interno dello stomaco; qui l’ambiente fortemente acido permette la digestione degli alimenti, il cui assorbimento avviene nell’intestino.
Nei pazienti con reflusso gastroesofageo si un movimento opposto: cibo e succhi gastrici risalgono dallo stomaco nell’esofago. Quest’ultimo organo non è provvisto di sistemi di protezione contro l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco e pertanto l’irritazione dell’epitelio dell’esofago causa senso di bruciore in posizione retrosternale e dolori alla deglutizione, oltre a aumento della carie (per corrosione dello smalto dei denti ad opera degli acidi gastrici), conati di vomito dopo aver mangiato, sensazioni di eruttazioni acide (particolarmente frequenti quando dopo aver mangiato ci si stende: la posizione orizzontale facilita il processo di risalita del contenuto gastrico nell’esofago).

Il reflusso gastroesofageo è molto comune, talvolta passeggero, talvolta sintomo di una patologia ben più grave. Le cause più comuni possono essere l’obesità, diabete mellito, condizioni di secrezione gastrica aumentata, gravidanza, fumo, alcol, ernia iatale (condizione congenita in cui la posizione dello hiatus esofageo, l’apertura dell’esofago nello stomaco, si trova in una posizione anomala che favorisce la risalita del contenuto gastrico). E’ evidente quindi che un’opportuna dieta, ed un adeguato stile di vita possono aiutare molto il processo di guarigione.
In particolare, per quanto riguarda i cibi, sono assolutamente da evitare: i cibi piccanti, il caffè, alcolici e super-alcolici, pomodori e agrumi (particolarmente acidi), cibi fritti (per la cui digestione occorre normalmente una maggiore quantità di acido cloridrico).
Viceversa, cibi poco elaborati, bere molta acqua per diluire gli acidi, mangiare poco e spesso al fine di tamponare la secrezione basale di acidi gastrici, sono tutti fattori che possono aiutare a prevenire la sintomatologia da reflusso gastroesofageo.

Particolarmente consigliato è, inoltre, passeggiare al termine di un pasto. Già secoli fa, la Scuola Salernitana consigliava “post prandium lento pede deambulare“, motto latino che significa letteralmente “dopo un pasto, passeggiare lentamente”. Sebbene a quei tempi non fosse noto il motivo, questo consiglio è tuttora valido, perché camminare facilita il processo di digestione ed evita di assumere posizioni scomode e contratte che possono agevolare il reflusso.

Per quanto riguarda la cura farmacologica, è bene sottolineare la necessità di rivolgersi al proprio medico, il quale dovrà prima stabilire se si tratta di una sintomatologia passeggera, che può essere corretta solo con un migliore stile di vita, o se invece si tratta di una patologia che richiede una cura vera e propria.

Nel secondo caso, i farmaci più in uso sono i cosiddetti inibitori della pompa protonica (Mepral®, Omeprazen®, Pantorc®, Pantopan®, Pantecta®, Pariet®, Lansoprazolo, Omeprazolo, …), che bloccano il meccanismo di secrezione di acido cloridrico nello stomaco. Questi farmaci possono avere effetti collaterali come diarrea e mal di testa, i quali scompaiono con la sospensione del trattamento.

Non esistono tuttavia terapie risolutive di questa patologia: il reflusso gastroesofageo può cronicizzare e rendendo necessario adeguare la dieta ed assumere farmaci antiacido per tutta la vita. Ecco perché è importante mantenere una dieta equilibrata ed uno stile di vita salutare prima che compaia tale malattia.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Angelo

    Salve dott.,
    da qualche giorno avvero bruciore allo stomaco e alla gola e solo da ieri un nodo fastidioso alla gola. Inoltre, ho difficoltà a deglutire, nel senso che quando ingoio pasto solido e acqua fredda è come se mi si bloccasse in gola e il fastidio si irradia pure nella parte alta della schiena.
    Al momento prendo gaviscon dopo i pasti.
    Può trattarsi di reflusso? Debbo anche dire che sono molto ansioso e in un periodo di stress.
    Grazie.

    1. Angelo

      Dimenticavo: ho avuto anche tiroidite. Potrebbe esserci correlazione?
      C’è però da dire che nel caso della tiroidite, i sintomi che avvertivo erano diversi.
      Grazie ancora.

  2. laura

    buondì dottore, le spiego brevemente la mia storia: sin da piccola mi capitava camminando ma anche quando stavo seduta (anche se non ricordo se mi sedevo dopo uno sforzo a distanza di ore) mi prendevano per qualche secondo delle palpitazioni veloci e forti che poi ho imparato chiamarsi extrasistoli. non ci ho mai badato se non ultimamente poiché una volta al giorno mi devono venire. ora non so se preoccuparmi o meno, ma ho scoperto che mia nonna materna ha avuto due infarti e che addirittura doveva cambiare una valvola ma poichè viveva in calabria non c’erano ospedali in cui poterlo fare e forse ai tempi costava troppo. la cosa un po’ mi ha preoccupato anche se comunque lei questi problemi ha iniziato ad averli da anziana così mi ero messa l’anima in pace. una settimana fa ho scoperto che una mia zia, sorella di mia mamma, ha avuto una bambina che ha perso ad 8 mesi perché praticamente ad un ventricolo non passava il sangue o qualcosa del genere. ora non so se c’entra la digestione che ho difficile e non c’entra nulla il cuore ma è da due giorni che puntualmente alle 12 mi viene un blocco in gola e sento il cuore che batte lì (ho mangiato oggi alle 9.30 una brioche e basta) e soprattutto un peso sul petto che stringe poco, bruciore sul petto e in gola, fatica a respirare e peso sullo stomaco. poi quando salgo le scale o faccio sforzi mi fa male lo stomaco e sento come se il cuore battesse lì. il cuore mi sembra ok, al massimo mi agito un po’ e batte forte. anche se ieri la solita extrasistole è venuta, oggi ancora no. poi soffro di cervicale quindi mi agito perché spesso mi viene un formicolio e dolore al braccio sinistro ma non so se è per colpa della spalla sinistra contratta. se mi metto un po’ piegata in avanti va meglio. non ho mai fatto una visita dal cardiologo al massimo qualche elettrocardiogramma però sempre risultato ok. ho fatto l’holter il 17 giugno ancora non so neanche i risultati perché sono in vacanza in calabria. partirò settimana prossima. cosa ne pensa posso stare tranquilla? ho 22 anni.

  3. laura

    ah volevo aggiungere che ho un continuo catarro in gola e che devo sempre deglutire per mandarlo giù ma resta bloccato in gola.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sono disturbi legati allo stomaco (ernia iatale e/o reflusso gastroesofageo), ma data la famigliarità con i problemi cardiaci raccomando di parlarne anche con il medico.

  4. laura

    si ho parlato con il mio medico dibase che e anche cardiologo dice che e ansia ma cmq devo fargli avere i risultati dell’holter. cmq questo blocco in gola si accompagna a rutti. anche se poco fa ho avuto la solita extrasistole. posso stare tranquilla fino a che non parto?

  5. laura

    grazie mille dottore gentilissimo! un’ultima domanda: sento questo peso al petto non in mezzo ai seni ma sopra al cuore e non sopra ai seni, ma più su. che sarà? non avverto nessun dolore.

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