Rabbia: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 16 giorni

Introduzione

La rabbia è una malattia mortale causata da un virus che si trasmette mediante il contatto con la saliva degli animali infetti. Il virus della rabbia di solito si trasmette tramite il morso di un animale infetto.

Negli Stati Uniti, tra gli animali maggiormente a rischio di trasmissione del virus della rabbia, ricordiamo i pipistrelli, i coyote, le volpi, i procioni e le puzzole. Nei paesi in via di sviluppo dell’Africa e del Sudest asiatico, sono i cani randagi le fonti più probabili di contagio e a livello mondiale sono più di 150 i Paesi interessati dalla malattia.

Rabbia - Le volpi sono gli animali più colpiti in Italia

Rabbia – Le volpi sono gli animali più colpiti in Italia (http://www.flickr.com/photos/digitalprimate/521409209/sizes/s/in/photostream/)

In Italia la rabbia urbana è stata eradicata nel 1973. In seguito ci sono stati 3 casi di rabbia di importazione nel cane, quindi di infezione contratta dopo essere stati in paesi in cui la malattia è endemica, l’ultimo diagnosticato nel 1992.

Nel 1977 la rabbia silvestre ha fatto la sua comparsa nel nord Italia ed ha interessato esclusivamente i territori dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta alla provincia di Trieste con diverse ondate epidemiche. La prima epidemia ha avuto inizio nel febbraio 1977 ed è terminata nel 1986 interessando tutto il nord Italia; la seconda ha avuto luogo nel 1988 e 1989 interessando la sola Regione Friuli Venezia Giulia, mentre la terza ha interessato sia la Regione Friuli Venezia Giulia dal 1991 al 1995, nella zona di confine tra Italia e Slovenia, sia la provincia di Bolzano nel 1993/94. Queste epidemie sono sempre state collegate alla situazione epidemiologica degli stati confinanti.

Recentemente (2008) la rabbia è purtroppo ricomparsa in Italia, in particolare nel nord-est, ma dal 2013 l’intero stato è nuovamente stato dichiarato libero da questa malattia (fonte).

Obiettivo dichiarato dell’ONU è debellare la rabbia entro il 2030, principalmente attraverso tre strategie:

  • vaccinazione di massa dei cani (nelle zone a rischio),
  • migliore assistenza sanitaria,
  • educazione (soggetti appartenenti alle fasce di popolazione più povere non sono a conoscenza del vaccino né, tantomeno, dei rischi connessi alla malattia).

Quando il paziente inizia a presentare i segni e i sintomi della rabbia di solito gli rimangono pochi giorni di vita e, proprio per questo, chiunque corra il rischio di essere contagiato dalla rabbia dovrebbe proteggersi con il vaccino antirabbico.

Cause

La rabbia è un’infezione causata da un virus (Lyssavirus) e può essere trasmessa agli esseri umani attraverso il contatto tra la saliva dell’animale infetto e una ferita o una mucosa dell’uomo, in genere attraverso un morso; in teoria si può essere a rischio anche nel caso in cui la saliva venga sputata dall’animale verso il viso, oppure se un animale infetto lecca una ferita aperta, la bocca o gli occhi (cioè una mucosa).

Si sono verificati casi aneddotici di trasmissione attraverso un trapianto d’organo, ma è ovviamente una situazione attualmente del tutto estranea all’Italia.

Una volta penetrato nell’organismo il virus si moltiplica per poi diffondersi in modo incontrollabile nelle terminazioni nervose; da queste raggiunge il midollo spinale e prosegue fino al cervello. Una volta che il virus è nel sistema nervoso centrale si moltiplica rapidamente e si diffonde a

  • ghiandole salivari,
  • polmoni,
  • reni
  • e altri organi.

Qualsiasi mammifero può trasmettere il virus della rabbia, ma tra quelli che con maggior probabilità sono in grado di contagiare gli umani ricordiamo:

  • Gatti,
  • Mucche,
  • Cani,
  • Furetti,
  • Capre,
  • Cavalli,
  • Conigli;
  • Pipistrelli,
  • Castori,
  • Coyote,
  • Volpi,
  • Scimmie,
  • Procioni,
  • Puzzole,
  • Marmotte.

Ricordiamo tuttavia che in Italia non si segnalano casi di malattia dal 2011, quindi un eventuale contatto a rischio con animali domestici o selvatici sul nostro territorio non richiede in genere alcun tipo di trattamento per questa infezione (ma soprattutto in caso di morsi da parte di animali selvatici si raccomanda di fare sempre riferimento al medico o al Pronto Soccorso).

Non sono finora stati riportati situazioni di contagio della rabbia tra esseri umani.

Fattori di rischio

Tra i fattori che possono far aumentare il rischio di essere contagiati dalla rabbia ricordiamo:

  • viaggiare o vivere nei paesi in via di sviluppo dove la rabbia è più diffusa, ad esempio in Africa o nel Sudest asiatico,
  • svolgere attività che fanno aumentare la probabilità di entrare in contatto con animali selvatici che potrebbero avere la rabbia (per esempio ricercatori che si occupano di fauna e che catturano animali selvatici, come i chirotterologi, per cui consigliamo la vaccinazione preventiva perché catturano anche individui migratori che probabilmente varcano i confini nazionali superando le alpi, mentre attività meno rischiose sono collegate alla speleologia, mai in Italia sono stati registrati casi di rabbia per aver frequentato grotte abitate da pipistrelli),
  • lavorare in un laboratorio a contatto con il virus della rabbia,
  • avere ferite alla testa o al collo, che potrebbero far sì che il virus della rabbia raggiunga il cervello più rapidamente.

Per gli animali domestici il rischio nasce se vivono in ambienti selvatici dove sia diffuso il virus o se vengono a contatto con altri animali domestici non vaccinati e provenienti da zone a rischio.

Sintomi

Il periodo di incubazione, ossia il tempo che intercorre tra il contagio e la comparsa dei primi segni/sintomi, è di solito compreso tra 2 e 12 settimane; a titolo di curiosità segnaliamo che in letteratura si riportano casi estremi da 4 giorni a circa poco più di un anno.

Quanto più il sito di infezione è materialmente vicino al cervello, tanto più breve sarà il periodo di incubazione, ad esempio un morso al viso, alla testa o al collo avrà un periodo di incubazione più breve rispetto a un morso al braccio o alla gamba.

La durata del periodo di incubazione è fondamentale, in quanto è l’unico periodo in cui il trattamento può avere successo.

I sintomi iniziali della rabbia sono lievi o spesso del tutto assenti, ma ben presto si manifestano in tutta la loro gravità; sono spesso vaghi e possono essere facilmente scambiati per altre infezioni meno gravi:

Circa la metà delle persone contagiate sperimentano anche dolore e una sensazione di formicolio nella sede di infezione.

I sintomi iniziali della rabbia durano per circa 2-10, per poi lasciare spazio a una sintomatologia più grave, che include:

  • un comportamento aggressivo (80% dei pazienti),
  • allucinazioni,
  • agitazione,
  • eccessiva produzione di saliva.

Merita una capitolo a parte la cosiddetta idrofobia (letteralmente “paura dell’acqua”), che è tra l’altro il nome storico usato per la malattia e che fa riferimento a un insieme di sintomi legati all’acqua che compaiono nelle fasi più avanzate; il paziente manifesta spesso difficoltà a deglutire, tanto da andare incontro a veri e proprio attacchi di panico quando non riesce a placare la sete a causa di atroci spasmi dolorosi a livello della gola che si scatenano provando a bere.

La difficoltà nasce dal fatto che il virus colpisce le ghiandole salivari e questo causa un aumento significativo della produzione di saliva con alta carica virale, biologicamente utile dal punto di vista del virus a infettare altri soggetti in seguito a morsi; se il paziente (o l’animale) potesse ingoiare facilmente la probabilità di successo di contagio si ridurrebbe significativamente. Il sintomo è strettamente legato alla comparsa dei comportamenti aggressivi.

Quando chiamare il medico

Se vi trovate in uno Stato a rischio ed un animale vi morde, andate immediatamente al pronto soccorso. A seconda delle vostre condizioni e della situazione in cui si è verificato il morso, potete decidere insieme al medico se è opportuno ricevere la terapia antirabbica.

Che cosa fare prima della visita

  • Lavate bene e delicatamente la ferita con sapone e molta acqua corrente: in questo modo probabilmente riuscirete a far scorrere via parte del virus.
  • Provate a fermare o catturare l’animale che vi ha morso senza mettervi ulteriormente in pericolo. Non uccidete l’animale con un colpo alla testa, perché i danni che gli provochereste potrebbero rendere più difficile l’esecuzione degli esami di laboratorio necessari per capire se ha o meno la rabbia.
  • Dite al medico che avete catturato l’animale che vi ha morso. Il medico, così, può mettersi in contatto con le autorità sanitarie locali, per decidere quale sarà la sorte dell’animale.

Pericoli

La malattia, se non curata tempestivamente, è mortale.

Diagnosi

Immediatamente dopo che un animale malato vi ha morso, non c’è alcun modo per capire se vi ha trasmesso il virus. Per questo motivo il medico, se ritiene che abbiate rischiato di esporvi al virus, vi consiglierà la terapia antirabbica preventiva per impedire il contagio.

Nei pazienti che presentano i sintomi della rabbia la diagnosi si basa sugli esami del sangue e dei tessuti.

Cura e terapia

Per l’infezione del virus della rabbia, non c’è alcuna terapia specifica. Alcune persone, a dire la verità molto poche, sono sopravvissute al contagio, ma di norma la patologia è letale. Per questo motivo, chi è ritenuto a rischio per l’esposizione al virus, riceve una serie di vaccinazioni per prevenire che l’infezione attecchisca.

Terapia per chi è stato morso da un animale con la rabbia

Se siete stati morsi da un animale che si sa con certezza essere affetto dalla rabbia, dovrete fare una serie di vaccinazioni per impedire il contagio. Se non si riesce a trovare l’animale che vi ha morsi, può essere più sicuro dare per certo che abbia la rabbia, però vanno tenuti in considerazione diversi fattori, come il tipo di animale e la situazione in cui siete stati morsi.

Pulizia della ferita

Immediatamente dopo essere stato morso, è necessario:

  • lavare accuratamente la ferita sotto acqua corrente,
  • disinfettare bene la ferita (spesso viene usata una soluzione a base di iodopovidone come Betadine®),
  • lasciare la ferita aperta, l’eventuale cucitura potrebbe facilitare l’entrata del virus nelle terminazioni nervose,
  • cercare immediata assistenza medica.

Se pensate che il vostro occhio o un’altra mucosa (bocca) potrebbe essere stato infettato con la saliva di un animale, lavarlo accuratamente con acqua pulita e consultare un medico.

Somministrazione immunoglobuline

In caso di situazione ad alto rischio si procederà alla somministrazione delle immunoglobuline, questo aiuterà l’organismo a reagire contro un eventuale contagio in attesa di sviluppare una propria difesa grazie al vaccino.

L’immunoglobulina lavora fornendo anticorpi già pronti progettati specificatamente per neutralizzare il virus della rabbia e prevenire la diffusione nell’organismo. A parte qualche dolore temporaneo al sito di iniezione, di solito non è causa di effetti collaterali degni di nota.

Vaccinazione

Il vaccino contro la rabbia deve essere somministrato in ogni caso di sospetta esposizione alla malattia. La durata del ciclo di vaccinazione dipenderà dagli eventuali vaccini fatti in precedenza.

  • In assenza di precedente immunizzazione verranno prescritte cinque dosi di vaccino, la prima dose viene somministrata all’inizio del trattamento, seguita da ulteriori quattro dosi, fornite 3, 7, 14 e 30 giorni dopo la prima iniezione.
  • In caso di precedenti vaccinazioni saranno necessarie due sole dosi, la prima all’inizio del trattamento, seguita da una seconda dose da tre a sette giorni dopo.

Le dosi sono somministrate mediante iniezione nel muscolo della spalla.

Effetto collaterali comuni del vaccino sono arrossamento, gonfiore e dolore nel sito di iniezione, che si verificano da 24 a 48 ore dopo la puntura.

Capire se l’animale che ha morso ha la rabbia

In alcuni casi, prima di iniziare le vaccinazioni, si può sapere con certezza se l’animale che vi ha morso ha la rabbia: quindi se si riesce a capire che l’animale è sano, è possibile evitare il vaccino.

Le procedure per capire se un animale ha la rabbia variano a seconda dei casi; ad esempio:

  • Animali domestici e da allevamento. I gatti, i cani e i furetti che hanno morso una persona possono essere tenuti sotto osservazione per 10 giorni per capire se manifestano i sintomi della rabbia. Se, per questo periodo d’osservazione, l’animale non presenta sintomi, allora non ha la rabbia e il paziente quindi non ha bisogno del vaccino. Gli altri animali domestici e da allevamento vanno trattati caso per caso. Contattate il vostro medico e le autorità sanitarie locali per capire se dovete fare il vaccino antirabbico.
  • Animali introvabili. Se non si riesce a trovare l’animale che vi ha morso, affrontate la situazione con il medico e con le autorità sanitarie. In alcuni casi può essere più sicuro dare per certo che l’animale abbia la rabbia e procedere con le vaccinazioni. In altri casi può essere molto improbabile che l’animale sia malato e quindi i medici possono decidere che le vaccinazioni non sono necessarie.

Prevenzione

Se vivete in una zona potenzialmente a rischio (in Italia praticamente solo il Friuli Venezia Giulia) è possibile diminuire il rischio di entrare in contatto con gli animali che hanno la rabbia, seguendo alcuni semplici consigli:

  1. Fate vaccinare i vostri animali domestici, in particolare lungo il confine italo-sloveno. I cani, i gatti e i furetti possono essere vaccinati contro la rabbia. Chiedete al veterinario con quale frequenza è opportuno farli vaccinare.
  2. Tenete sotto controllo gli animali domestici. Teneteli in casa e controllateli attentamente quando sono all’aperto. In questo modo riuscirete a non farli entrare in contatto con gli animali selvatici.
  3. Proteggete gli animali domestici piccoli dai predatori. Tenete i conigli e gli altri animali domestici piccoli, come i porcellini d’India, in casa o in gabbia per difenderli dagli animali selvatici. Gli animali domestici piccoli, infatti, non possono essere vaccinati contro la rabbia.
  4. Se vedete degli animali incustoditi e pericolosi, avvisate le autorità locali. Avvisate il canile, il gattile o le autorità sanitarie locali se vedete cani o gatti selvatici.
  5. State lontani dagli animali selvatici. Gli animali selvatici che hanno la rabbia, probabilmente sembrano molto più amichevoli del solito, però non è normale che un animale selvatico si lasci avvicinare facilmente, quindi state lontani da tutti quegli animali che non sembrano spaventati.
  6. In Italia i pipistrelli non sono un pericolo se vivono nei vostri sottotetti, nelle vostre cantine o dietro le grondaie delle vostre case. È importante non disturbarli e non temerli. Se dovesse subentrare un problema di convivenza o se dovesse entrarne uno dentro casa non serve farvi prendere dal panico, ma contattate un esperto che saprà dirvi cosa sia meglio fare e che tipo di rischio correte.
  7. Se dovete fare un viaggio, prendete in considerazione l’eventualità di farvi vaccinare contro la rabbia. Se dovete fare un viaggio in un paese dove la rabbia è diffusa e dovete rimanerci per molto tempo, chiedete al medico se è opportuno fare il vaccino antirabbico.

Fonti Principali:

A cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Questa mattina sono stato morso dal mio cane che, giocando, mi ha sollevato leggermente l’unghia; so che non devo preoccuparmi dalla rabbia, ma devo fare altro? Devo rivolgersi in PS?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Disinfetti bene, magari prima sciacquando con acqua fisiologica.
      Per oggi tenga sott’occhio la ferita e, se il dolore/rossore/calore non dovesse migliorare senta il suo medico per valutare una profilassi antibiotica. Verifichi di aver fatto l’antitetanica.

      Preciso che sono consigli generali validi per qualsiasi ferita, non ci sono rischi particolari legati al fatto che la causa sia stata il morso del cane.

      Sentire il medico, in ogni caso, non è mai sbagliato (non fosse altro per permettergli di valutare visivamente la situazione).

  2. Anonimo

    Le feci di animali possono veicolare il virus della rabbia se ingerite ? La domanda sembra stupida scusate ma per sbaglio mi è successo e sono preoccupata

  3. Anonimo

    No , febbre non ne ho .
    La mia temperatura non arriva nemmeno a 36, ma è normale per me.

  4. Anonimo

    Buonasera dottore,il 27 novembre sono stata morsa da un gatto randagio , malato e molto magro , che è morto 2 giorni dopo. Il morso aveva provocato una ferita e una ammaccatura perché il micio era anche molto anziano , quindi non aveva più tutti i denti. Sembrava anche fin troppo buono per come lo conoscevo io.
    Da quando mi ha morso non sono stata più bene , ho attacchi di mal di testa , svarioni e non mi sento in forma. Cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Febbre?
      Raccomando comunque di fare il punto con il medico; potrebbe essere solo una somatizzazione dovuta alla situazione, ma va verificato.

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