Quinta malattia: foto, sintomi, durata e cura

Ultimo Aggiornamento: 646 giorni

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Introduzione

La quinta malattia, comune specialmente nei ragazzi di età compresa tra i 5 e i 15 anni, di norma si manifesta con una distintiva eruzione cutanea di colore rosso sul viso che fa apparire la pelle del bambino come una guancia schiaffeggiata. L’eruzione cutanea si estende poi al tronco, alle braccia e alle gambe.

La quinta malattia in realtà è solo una malattia virale che la maggior parte di ragazzi supera rapidamente e senza complicazioni.

La quinta malattia è chiamata anche eritema infettivo ed è causata dal parvovirus B19. Il virus umano responsabile della quinta malattia non è lo stesso parvovirus con il quale hanno a che fare i veterinari, che può colpire animali domestici, e non può essere passato da umani ad animali e viceversa.

Gli studi dimostrano che sebbene il 40% – 60% per cento degli adulti in tutto il mondo abbiano dato prova in laboratorio di un’infezione da parvovirus B19, la maggior parte di questi adulti può non ricordare di aver avuto sintomi di quinta malattia. Ciò porta gli esperti medici a credere che molte persone con infezione da B19 abbiano avuto sintomi molto lievi o addirittura nessun sintomo.

La quinta malattia è diffusa in ogni parte del mondo, focolai di parvovirus tendono a diffondersi nel tardo inverno e all’inizio della primavera, ma possono esserci sporadici casi di malattia in ogni altro periodo dell’anno.

Sintomi

La quinta malattia inizia con una febbre lieve, mal di testa e sintomi influenzali (naso rosso o naso che cola). Questi sintomi poi svaniscono e la malattia sembra aver fatto il suo corso, finché un’eruzione appare qualche giorno più tardi. La manifestazione di colore rosso acceso appare prima sul viso, alcuni giorni più tardi si diffonde con un colore rosso, di solito più leggero, e si estende al tronco, alle braccia, e alle gambe risparmiando spesso le palme delle mani e le piante dei piedi.

Quando l’eruzione inizia schiarirsi tende ad assumere un aspetto simile ad un reticolato.

I bambini con età inferiore ai dieci anni hanno più probabilità di avere l’eruzione, ma i bambini più grandi e gli adulti lamentano più spesso prurito. Possono servire fino a 3 settimane perché l’eruzione cutanea svanisca completamente e durante tale periodo questa sembra peggiorare finché svanisce del tutto.

Alcuni tipi di stimolo (come la luce del sole, il calore, l’esercizio e lo stress) possono riattivare l’eruzione fin quando essa non è passata. Altri sintomi che possono manifestarsi a volte con la quinta malattia includono gonfiore alle ghiandole, occhi rossi, mal di gola, diarrea a e raramente eruzioni cutanee di aspetto simile a vescicole e lividi. In alcuni casi, soprattutto negli adulti e negli adolescenti, un attacco di quinta malattia può essere seguita da gonfiore o dolore, spesso alle mani, ai polsi, alle ginocchia o alle caviglie.

Contagiosità

Una persona con infezione da parvovirus è più contagiosa prima che appaia l’eruzione, anche durante il periodo di incubazione (il tempo che trascorrere tra l’infezione e il manifestarsi dei sintomi) e durante il periodo in cui essa ha solo lievi sintomi respiratori.

Poiché l’eruzione da quinta malattia è dovuta una reazione immunitaria (una risposta di difesa lanciata dal corpo contro sostanze estranee come ad esempio i virus) che si verifica solo che dopo l’infezione è passata, il bambino di solito non è più contagioso all’apparire dell’eruzione.

Il parvovirus B19 si diffonde facilmente da persona a persona con i fluidi provenienti da naso, bocca e gola, in particolare attraverso le goccioline che provengono da tosse e starnuti. Nelle famiglie dove un bambino ha la quinta malattia gli altri membri della famiglia che non hanno avuto in precedenza il parvovirus B19 hanno circa il 50 per cento delle possibilità di contrarre a loro volta l’infezione.

I bambini con manifestazione cutanea di quinta malattia possono frequentare l’asilo o la scuola in quanto non più contagiosi.

A seguito della contrazione della quinta malattia il soggetto sviluppa immunità e di solito non può essere infettato nuovamente.

Quinta malattia e gravidanza

Di norma questa malattia non rappresenta un problema né per la gestante né per il bambino, anche perchè la metà circa delle gestanti è immune al parvovirus B19: queste donne e i loro bambini, quindi, normalmente sono protetti dal virus e dalla quinta malattia.

Le gestanti non immuni non presentano complicazioni gravi dopo l’esposizione al virus della quinta malattia, di solito l’eruzione cutanea è molto lieve, e anche i bambini di solito non hanno alcun problema.

Raramente può succedere che il bambino possa iniziare a soffrire di anemia grave e la gestante rischia quindi di andare incontro ad un aborto spontaneo: si tratta tuttavia di un’eventualità molto rara, che si verifica in meno del 5% delle gestanti contagiate e con maggiore frequenza nella prima metà della gravidanza.

Consigliamo in ogni caso alle future mamme non immuni che non sono mai entrate in contatto con il virus di evitare il contatto con i pazienti affetti dalla quinta malattia.

Esami per il parvovirus B19 in gravidanza

L’esame del sangue per la quinta malattia può aiutarvi a capire se:

  • siete immuni al virus e non avete segni di infezione recente,
  • non siete immuni e non siete mai state contagiate,
  • siete state contagiate di recente.

Prevenzione

Se aspettate un figlio, vi consigliamo di andare al medico se:

  • siete entrate in contatto con una persona colpita dalla quinta malattia,
  • soffrite di disturbi che potrebbero essere ricondotti all’infezione da parvovirus B19,
  • siete state contagiate di recente dal parvovirus B19.

Esistono diversi modi per tenere sotto controllo le gestanti contagiate: il medico potrebbe consigliarvi di farvi visitare con maggior frequenza, di fare esami del sangue specifici e di fare qualche ecografia in più rispetto alle altre donne che aspettano un figlio.

Prevenzione

Non c’è vaccino per la quinta malattia e non c’è nessun modo sicuro per prevenire il diffondersi del virus. Isolare chi presenta l’eruzione della quinta malattia non previene il diffondersi dell’infezione, perché la persona di solito non è contagiosa in quel lasso di tempo.

Praticare una buona igiene, specialmente lavandosi frequentemente le mani, è sempre una buona idea perché può aiutare a prevenire il diffondersi di molte infezioni.

Diagnosi e durata

Il periodo di incubazione (il tempo che intercorre tra il momento dell’infezione e la manifestazione dei sintomi) per la quinta malattia va dai 4 ai 28 giorni, con una media pari a 16-17 giorni.

L’eruzione della quinta malattia di solito dura da 1 a 3 settimane, in rari casi nei bambini più grandi e negli adulti il gonfiore ed il dolore comuni della quinta malattia durano da pochi mesi fino a qualche anno.

I medici possono diagnosticare la quinta malattia dall’eruzione distribuita sulla faccia e sul corpo. Se un bambino o un adulto dice di non aver avuto alcuna eruzione ma è stato malato per un certo periodo il dottore può ordinare gli esami del sangue per determinare se la malattia può essere causata dal parvovirus B19.

Trattamento e complicazioni

La quinta malattia è causata da un virus e non può essere trattata con gli antibiotici usati per le infezioni batteriche. Sebbene esistano dei medicinali antivirali, al momento non ne esistono di disponibili per il trattamento della quinta malattia.

In molti casi questa è una malattia talmente lieve che non è necessaria nessuna medicina, di solito i bambini con la quinta malattia si sentono abbastanza bene e hanno bisogno di pochi trattamenti nella degenza a casa, comunque non molto diversi da altre patologie. Dopo che la febbre e i lievi sintomi influenzali sono passati, ci può essere poco da trattare all’infuori dell’eruzione stessa.

Se il vostro bambino ha prurito per via dell’eruzione chiedete al dottore dei consigli su come alleviare il fastidio, questi può anche consigliare di usare paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan) per la febbre e i dolori articolari.

La maggior parte dei bambini con la quinta malattia recupera senza complicazioni. Nel momento in cui appare l’eruzione cutanea si sentono bene e possono tornare alle loro attività normali.

I bambini con sistema immunitario indebolito (come quelli con AIDS o con leucemia) o con malattie al sangue (come l’anemia falciforme o con l’anemia emolitica) possono diventare molto malati quando infettati da parvovirus B19, questo virus è in grado di rallentare temporaneamente o arrestare all’interno del corpo la produzione di globuli rossi, causando anemia.

Quando un bambino è in salute questo rallentamento della produzione di globuli rossi di solito passa inosservato, perché non pregiudica la salute globale, ma alcuni bambini che sono già anemici possono diventare malati se la loro produzione è ulteriormente intaccata dal virus. La produzione può raggiungere livelli pericolosamente bassi, che riguardano la fornitura dell’ossigeno ai tessuti del corpo.

Quando chiamare il medico

Chiamate il medico se il bambino ha sviluppato un’eruzione cutanea, soprattutto se essa è diffusa sul corpo ed è accompagnata da altri sintomi.

Se siete incinta e sviluppate un’eruzione cutanea o se siete state esposte a qualcuno con la quinta malattia (o a chiunque abbia un’insolita è eruzione cutanea) chiamate il vostro ginecologo.

Per approfondire: Fifth Disease

Fonte: Libera traduzione di kidshealth


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve dottore nn so se si ricorda di me gli ho scritto x mio marito x’ aveva febbre da 15gg e aveva fatto analisi x HIV citamegalomavirus e mononucleosi e parvavirus ho ritirato esiti e fortunatamente HIV nn centra la sua dottoressa dice che la mononucleosi l’ha fatta ma e’ roba vecchia lo si vede se nn ho capito male dagli IGM mentre e’ risultato positivo al parvavirus… Noi ci chiediamo come possa averlo preso e se e’ possibile che lo abbia preso avendo bevuto dell’acqua con muffa x’ noi ci siamo accorti di quest’acqua nn buona e abbiamo chiamato il numero verde x fare presente la situazione loro sono venuti a ritirare le bottiglie arrivati esiti risulta acqua con tracce di muffa… Intanto grazie infinite…

  2. ValeriaLe

    Salve dottore,
    sono una mamma in cerca della seconda gravidanza. Mio figlio di 23 mesi ha avuto febbre alta per un paio di giorni con ingrossamento, indolenzimento e arrossamento tonsillare. Il pediatra ha detto inizialmente “tonsillite”. Ha prescritto un antibiotico che però ho smesso di dargli già al terzo giorno di cura perchè si è presentato un esantema: macchioline rosse su tutto il tronco, lievi sul viso (appena accentuate) e assenti su braccia e gambe. Pensavo fosse una reazione all’antibiotico e il pediatra mi ha detto che era possibile, così come è possibile sia una reazione alla febbre che ora il bimbo non ha più. Così ha detto di non continuare con l’antibiotico e di chiamarlo solo nel caso in cui le macchioline presentino ostinazione ad andarsene. Premetto che mio figlio ha già fatto tutti i vaccini per le malattie esantematiche più importanti. La mia domanda è: è possibile sia una malattia esantematica minore? Se si, a scopo precauzionale, dal momento che cerco una seconda gravidanza, è meglio che aspetti un altro pò? Ovvero: se dovessi rimanere incinta tra una settimana (approssimativamente) c’è qualche rischio per la riuscita di una buona ovulazione (e quindi per il feto) oppure no? Scusi per la domanda (forse bizzarra), ma è gia da molto che per motivi diversi rimando! Grazie per la sua risposta, per il suo parere!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La febbre è scomparsa poco prima della comparsa dell’esantema?

    2. ValeriaLe

      Si, la febbre è scomparsa poco prima della comparsa dell’esantema: forse qualche macchiolina lieve ( vicino al collo) c’era già prima (quando la febbre cominciava ad abbassarsi), ma la maggior parte delle macchioline è comparsa subito dopo la scomparsa della febbre.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene da pensare a quinta o sesta malattia ed in linea di massima non dovrebbero esserci problemi.

  3. ValeriaLe

    Innanzitutto grazie per la rapida risposta che mi ha dato in precedenza.
    Poi vorrei farle altre domande, giusto per avere più risposte (chiederò, ovviamente al mio medico curante): mettiamo il caso che io abbia una infezione in procinto di manifestarsi (che sia morbillo o influenza o un banalissimo raffreddore e così via dicendo); mi chiedo se è possibile già durante il periodo di incubazione del virus o dell’attacco batterico (quando non so se sia stata infettata), scoprire da semplice analisi del sangue la presenza dell’infezione in arrivo. Ovvero: la semplice valutazione dell’emocromo è sufficiente a riscontrare l’infezione che si manifesterà? I globuli bianchi appaiono già in numero diverso dal range? Oppure ci sono alcune malattie infettive per le quali è necessario valutare per forza gli anticorpi specifici perchè l’emocromo appare nella norma ugualmente?
    Chiedo quindi se sia o meno necessario effettuare altre analisi del sangue e se si, quali.
    Inoltre vorrei domandare questo: mettiamo il caso che io abbia già avuto la varicella e che, pertanto, le mie igg siano alte e le igm siano nella norma (infezione passata). Nel caso in cui io venga a contatto con qualcuno che abbia la varicella e dopo pochi giorni volessi fare suddette analisi del sangue, come apparirebbero le igm a questo punto? Sempre nella norma? E l’emocromo?
    Grazie per la pazienza e per la risposta!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Più che altro durante l’incubazione è raro che ci sia una qualsiasi alterazione, che si tratti di emocromo, IgM o sintomi.
      2. IgM di norma stabili e negative, emocromo normale o solo lievemente alterato.

    2. ValeriaLe

      Grazie.
      Mi sorge un dubbio: sono passate 2 settimane dal primo giorno di febbre di mio figlio. Ora è guarito e mi chiedo se abbia potuto o meno trasmettere e me il virus. Avrei già dei sintomi? Oppure non è detto? Se faccio analisi del sangue mirate alle malattie esantematiche rischiose in gravidanza, devo aspettare o posso già farle? Se mi conviene aspettare, quando posso farle? Se risulto positiva, quanto dovrò ancora aspettare per cercare un altro bimbo?
      Il mio medico curante ha detto che è inutile fare prima del concepimento le analisi in questione, perchè il problema si vede se ci sono dei sintomi ed è allora che si agisce. quindi mi ha detto di non allarmarmi e di fare le analisi solo quando e se rimarrò incinta.
      Io, però, non sono d’accordo: mi sembra una assurdità! A cosa servono allora gli esami preconcezionali? A prevenire! Allora io voglio prevenire, altrimenti mi sentirei una sconsiderata. Forse sono esagerata, ma se ho un dubbio, cerco di togliermelo, se posso. Grazie per la risposta.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi corregga se sbaglio, ma nel suo caso il problema è che non sappiamo con esattezza che malattia ha passato suo figlio, quindi è difficile fare ragionamenti su tempi di incubazione e pericolosità, perchè molto variabili da una malattia esantematica all’altra.

    4. ValeriaLe

      Si, esatto: non sappiamo quale malattia esantematica possa essere stata (mi chiedo anche se ci siano altre malattie esantematiche non descritte nemmeno su internet, tanto sono “minori”).
      Il mio cruccio è dover aspettare!
      Grazie comunque.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non condivido in toto il discorso del medico, gli esami preconcezionali sono utili e necessari, ma per queste patologie tutto sommato non mi farei troppi problemi; è molto probabile che sia immune ed in genere i rischi non sono comunque elevati.

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