Prostatite: sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 382 giorni

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Introduzione

La prostatite è una condizione frequentemente dolorosa dipendente dall’infiammazione della prostata e talvolta delle aree circostanti.

La comunità scientifica ha identificato quattro tipi di prostatite:

  • prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico,
  • prostatite batterica acuta,
  • prostatite batterica cronica,
  • prostatite infiammatoria asintomatica.

Gli uomini affetti da prostatite infiammatoria asintomatica non hanno alcun sintomo; questa forma può essere diagnosticata durante esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Questo tipo di prostatite non causa complicanze e non necessita di trattamento.

Si tratta del più frequente problema del tratto urinario negli uomini con meno di 50 anni e il terzo in quelli con più di 50.

La forma più frequente e meno capita di prostatite è la prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico; può insorgere negli uomini di qualunque età e interessa il 10 – 15% della popolazione maschile degli Stati Uniti.

Cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. La funzione principale della prostata è la produzione della componente liquida del seme. Il liquido prostatico è essenziale per la fertilità maschile. La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore. La prostata ha due o più lobi (sezioni), avviluppati da uno strato di tessuto esterno; è posta davanti al retto, appena sotto la vescica. L’uretra è il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo. Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

Cause

Le cause di prostatite dipendono dal tipo.

  • Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: le cause esatte di prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico sono sconosciute. I ricercatori ritengono che possa dipendere da un microrganismo, anche se non da un’infezione batterica. Questo tipo di infiammazione può essere in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario (ossia, risposte a precedenti infezioni del tratto urinario) o con danni neurologici dell’area pelvica.
  • Prostatite batterica acuta e cronica: è causata da un’infezione batterica della prostata. Il tipo acuto insorge improvvisamente e dura poco, mentre il tipo cronico si sviluppa lentamente e dura a lungo, spesso per anni. L’infezione può insorgere mentre i batteri si spostano dall’uretra nella prostata.

Fattori di rischio

  • Cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: i maschi con danni neurologici del tratto urinario inferiore dovuti a chirurgia o trauma hanno maggiori probabilità di sviluppare la condizione. Anche lo stress psicologico può aumentare le probabilità.
  • P. batterica acuta e cronica: i maschi con infezione del tratto urinario inferiore hanno un rischio maggiore di sviluppare la forma batterica. Le infezioni del tratto urinario ricorrenti o difficili da trattare possono portare a manifestarla in modo cronico.

Sintomi

Ciascun tipo ha una gamma di sintomi che varia secondo la causa e può essere diversa per ciascun soggetto. Molti sintomi sono simili a quelli di altre condizioni.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

I principali sintomi consistono in genere in dolore o fastidio perduranti tre o più mesi in una o più delle zone seguenti:

  • tra scroto e ano,
  • addome centro-inferiore,
  • pene,
  • scroto,
  • parte inferiore della schiena.

Il dolore durante o dopo l’eiaculazione è un altro sintomo frequente. Un soggetto con prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico può avere dolori diffusi nella zona pelvica o può avere dolore in una o più zone contemporaneamente. Il dolore può andare e venire e manifestarsi all’improvviso o gradualmente.

Altri sintomi includono:

  • dolore uretrale durante o dopo la minzione;
  • dolore al pene durante o dopo la minzione;
  • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno. La vescica inizia a contrarsi anche quando
  • contiene piccole quantità di urina, causando una minzione più frequente;
  • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla;
  • getto urinario debole o interrotto.

Prostatite batterica acuta

I sintomi compaiono improvvisamente e sono gravi. Il soggetto affetto dovrà ricorrere tempestivamente a cure mediche:

  • frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • febbre,
  • brividi,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
  • nausea e vomito,
  • dolori diffusi,
  • ritenzione urinaria, ossia l’incapacità di svuotare completamente la vescica,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario, ossia la totale incapacità di urinare,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

Prostatite batterica cronica

I sintomi sono simili a quelli della prostatite batterica acuta, anche se non altrettanto intensi. Questo tipo di infezione spesso si sviluppa lentamente e può durare tre o più mesi. I sintomi possono andare e venire, oppure possono esserci sempre in forma lieve. La prostatite batterica cronica può insorgere dopo il trattamento della forma acuta o di un’infezione del tratto urinario inferiore. I sintomi principali sono:

  • aumentata frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • ritenzione urinaria,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore.

Quando chiamare il medico

Un individuo può avere sintomi urinari non dipendenti dalla prostata, causati da problemi della vescica, infezioni del tratto urinario inferiore o iperplasia prostatica benigna. I sintomi di prostatite possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata.

Individui con sintomi di prostatite devono consultare un medico.

Individui con i seguenti sintomi devono richiedere un intervento medico tempestivo:

  • totale incapacità di urinare,
  • stimolo doloroso, frequente e urgente alla minzione, con febbre e brividi,
  • sangue nell’urina,
  • fastidio importante o dolore nell’addome inferiore e nel tratto urinario.

Pericoli

Le complicanze principali possono essere:

  • infezione batterica nel circolo sanguigno,
  • ascesso prostatico, ossia una cavità piena di pus nella prostata,
  • disfunzioni sessuali,
  • infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

Diagnosi

Il medico pone la diagnosi di prostatite in base a:

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici.

Il medico può dover escludere altre condizioni che causano segni e sintomi simili prima di diagnosticare una prostatite.

Anamnesi personale e familiare

La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di prostatite.

Esame fisico

L’esame fisico può aiutare nella diagnosi di prostatite. Durante un esame fisico, il medico di solito esamina il corpo del paziente, per controllare o ricercare:

  • il getto uretrale,
  • la presenza di linfonodi inguinali ingrossati o dolenti,
  • uno scroto gonfio e dolente,
  • la prostata, tramite l’esplorazione rettale digitale.

L’esplorazione rettale digitale è un esame fisico della prostata. Per eseguire l’esame, il medico farà chinare il paziente su un tavolo o lo farà sdraiare sul fianco, con le ginocchia vicine al torace. Il medico introduce un dito guantato e lubrificato nel retto e palpa la parte della prostata adiacente al retto. Durante l’esplorazione rettale, il paziente può percepire un leggero e breve fastidio. Il medico di solito esegue l’esplorazione rettale durante una visita ambulatoriale, senza bisogno di anestesia. L’esame aiuta il medico a capire se la prostata è ingrossata o dolente o ha anomalie che richiedono ulteriori esami.

Molti medici eseguono un esame rettale come parte di un esame fisico di routine nei soggetti con 40 o più anni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno problemi urinari.

Esami medici

Il medico può consigliare un consulto urologico, ossia l’intervento di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. L’urologo impiega esami medici di ausilio alla diagnosi e al trattamento dei problemi del tratto urinario inferiore riferibili alla prostatite. Gli esami medici possono includere:

  • esame dell’urina,
  • esami del sangue,
  • esami urodinamici,
  • cistoscopia,
  • ecografia transrettale,
  • biopsia,
  • analisi dello sperma.

Esame dell’urina

Consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore indicando segni di infezione nell’urina.

Il medico può diagnosticare le forme batteriche di prostatite esaminando il campione di urina al microscopio. Può anche inviare il campione ad un laboratorio per eseguire una coltura. Per l’urinocoltura, il personale tecnico inserisce un po’ di urina in un tubo o in un piatto contenenti una sostanza che aiuta la proliferazione di eventuali batteri; una volta moltiplicati, diventa possibile identificarli.

Esami del sangue

Questi esami richiedono il prelievo di un campione di sangue durante una visita ambulatoriale (o presso un laboratorio analitico) e l’invio del campione ad un laboratorio per l’analisi. Gli esami del sangue mostrano segni di infezione e di altri problemi prostatici, come il cancro.

Esami urodinamici

Questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:

  • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina;
  • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione.

Cistoscopia

La cistoscopia è una procedura basata su uno strumento simile ad un tubo, il cistoscopio, che permette di guardare l’interno dell’uretra e della vescica. L’urologo inserisce il cistoscopio nel tratto urinario inferiore attraverso l’orifizio sulla punta del pene. Il medico esegue la cistoscopia durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. L’esame avviene in anestesia locale. In alcuni casi, il paziente può aver bisogno di sedazione e di anestesia regionale o generale. L’urologo può utilizzare il cistoscopio per cercare restringimenti, blocchi o calcoli nel tratto urinario.

Ecografia transrettale

Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. Il medico può orientare il traduttore con angoli diversi per esaminare più organi. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, radiologo o urologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Gli urologi usano quasi sempre l’ecografia transrettale per esaminare la prostata. Durante l’ecografia transrettale, viene inserito nel retto del paziente un trasduttore, leggermente più largo di una penna, che viene posizionato vicino alla prostata. L’immagine ecografica mostra le dimensioni della prostata e la presenza di eventuali anomalie, come i tumori. L’ecografia transrettale non può diagnosticare con sicurezza il cancro della prostata.

Biopsia

La biopsia è una procedura che richiede il prelievo di un piccolo pezzo di tessuto prostatico per un esame al microscopio. L’urologo esegue la biopsia in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Il paziente verrà leggermente sedato; l’esame avviene in genere in anestesia locale, anche se, in alcuni casi, il paziente avrà bisogno di un’anestesia generale. L’urologo impiega una tecnica di immagini, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica, per guidare l’ago della biopsia nella prostata. Il tessuto prostatico verrà quindi esaminato in un laboratorio da un patologo, ossia da un medico specializzato nell’analisi diagnostica dei tessuti. L’esame può far rilevare la presenza di un eventuale cancro.

Analisi dello sperma

L’analisi dello sperma permette di misurare quantità e qualità dello sperma e degli spermatozoi. Il paziente raccoglie un campione di sperma in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Un campione di sperma può far rilevare sangue e segni di infezione.

Cura e terapia

Il trattamento dipende dal tipo di prostatite.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

Nel caso della prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo del trattamento è la riduzione del dolore, del fastidio e dell’infiammazione. I sintomi sono variegati e nessun singolo trattamento funziona sempre. Benché gli antibiotici non aiutino a trattare una prostatite non batterica, l’urologo li può prescrivere, soprattutto inizialmente, fino ad escludere totalmente un’infezione batterica. L’urologo potrà prescrivere altri farmaci:

  • silodosina (Urorec®)
  • inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride (Proscar®) e dutasteride (Avodart®)
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come aspirina, ibuprofene, …
  • glicosaminoglicani, come la condroitina solfato
  • rilassanti muscolari, come ciclobenzaprina (Flexiban®) e clonazepam (Rivotril®)
  • neuromodulatori come amitriptilina, nortriptilina (Larozyl®) e pregabalina (Lyrica®)

Trattamenti alternativi (da valutare sempre preventivamente con lo specialista) possono consistere in:

  • bagni caldi, chiamati bagni derivativi;
  • terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici;
  • terapia fisica, come:
    • esercizi di Kegel, ossia contrazione e rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica e quest’ultima nella sua posizione corretta. Sono noti anche come esercizi muscolari pelvici;
    • rilassamento miofasciale, ossia pressione e allungamento, talvolta con raffreddamento e riscaldamento, di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce. Questa tecnica è nota anche come rilassamento dei trigger point miofasciali;
    • esercizi di rilassamento;
  • biofeedback;
  • fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa (Permixon®, Saba®);
  • agopuntura.

Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

Assistenza psicologica e riduzione dello stress possono diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

Prostatite batterica acuta

L’urologo tratta la prostatite batterica acuta con antibiotici. Gli antibiotici prescritti potranno dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di solito prescrive antibiotici orali per almeno due settimane. L’infezione può recidivare, quindi alcuni urologi raccomandano l’assunzione degli antibiotici orali per 6 – 8 settimane. Casi gravi di prostatite acuta possono richiedere brevi ospedalizzazioni per poter somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo un trattamento EV, il paziente dovrà proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. La maggior parte dei casi di prostatite batterica acuta guarisce completamente con i farmaci e piccoli cambiamenti della dieta. L’urologo può raccomandare di:

  • evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica, come gli alcolici, le bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati;
  • aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

Prostatite batterica cronica

L’urologo tratta la prostatite batterica cronica con antibiotici, ma il trattamento richiede una terapia di lunga durata. L’urologo potrà prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi per prevenire infezioni ricorrenti. Lo specialista può anche prescrivere un antibiotico differente o una combinazione di antibiotici se l’infezione continua a recidivare. Può infine raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

L’urologo può usare alfa-bloccanti impiegati nella prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. Questi farmaci aiutano i muscoli della vescica a rilassarsi vicino alla prostata e riducono i sintomi quali la minzione dolorosa. Può essere necessario un intervento chirurgico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. La rimozione chirurgica di tessuto cicatriziale dall’uretra spesso migliora il flusso di urina e riduce la ritenzione urinaria.

Prevenzione

Non è possibile prevenire la prostatite. La comunità scientifica sta attualmente cercando di capirne meglio le cause e sviluppare strategie di prevenzione.

Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della prostatite. Durante il trattamento della prostatite batterica, l’urologo può raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica (bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati). Sarà necessario discutere con il proprio medico o con un dietista la propria dieta ottimale.

Fonte Principale: NIH (traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. vincenzo

    vorrei un consiglio.a seguito di visita specialistica per via di un problema di minzione lenta (prostata lievemente ingrossata)mi viene prescritto levixogram per 5 giorni e forprost per 30 giorni.Altri sintomi sono minzioni notturne e lunghi tempi di avvio del flusso.A distanza di un mese non noto benefici.Devo continuare col forprost o provare a cambiare farmaco?Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non c’è stato alcun beneficio raccomando una rivalutazione da parte dell’urologo.

  2. Marco

    Buongiorno Dottore
    Espongo i fatti. Ho 46 anni. A seguito prostatite acuta con catetere per svuotare vescica rilevavo psa 4,65, dopo un mese di levofloxacina psa 3,20 psa free 0,62 e dopo un altro mese 2,39 psa free 0,52 ratio 22.
    Spermiogramma rilevava ancora batteri, insorgenza candida e sopravvenuta resistenza a levofloxacina. Inizio terapia data da urologo durante le ferie (lavoro allestero) con 6 iniezioni di cefotaxima, il primo giorno di terapia rilevo psa 3,63 psa free fermo a 0,52 ratio 14.
    Urologo sostiene che ho una prostatite cronica batterica forse presente da tempo e trascurata, inoltre l impennata in un mese da 2,39 a 3,63 evidenzierebbe un andamento da infiammazione e non da altro.
    Sono un po preoccupato, vorrei il suo parere sulla situazione e sulla terapia. Grazie per il vs sito.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho modo di esprimere giudizi approfonditi, ma quello che posso dire è che la diagnosi dell’urologo mi sembra assolutamente plausibile; se il timore è quello di un tumore posso aggiungere che alla sua età risulta comunque improbabile, a conferma della diagnosi dello specialista.

  3. Piero

    Buongiorno Dottore,
    le chiedo cortesemente un consiglio riguardo al mio caso.
    Circa un mese fa, ed in seguito ad un periodo di notevole stress, ho iniziato ad avere improvvisamente disturbi nella minzione, con disuria ed un episodio di ematuria macroscopica finale e febbre con brividi fino a oltre 39°C .
    Il mio medico di base mi ha prescritto il Clavulin (500mg x 2 x 6gg) e la febbre è regredita immediatamente mentre i sintomi urinari sono rimasti per circa una settimana.
    Dopo una settimana di assenza di sintomi il problema si è ripresentato nuovamente, con febbre alta durata un paio di giorni e poi regredita spontaneamente.
    Questa volta prima di prendere gli antibiotici ho voluto attendere l’esito dell’urinocoltura dal quale sono risultato positivo all’Escherichia Coli.
    Il mio medico mi ha quindi prescritto Ciprofloxacina ed i sintomi sono regrediti subito, a parte un’alterazione nella temperatura che continua ad oscillare tra i 36.5 ed i 37.3, portandomi a pensare che ci sia ancora un’infezione in atto.
    Il mio medico mi ha detto di fare 9 giorni di cura (oggi sono al 7°) attendere una settimana ed in seguito ad una nuova urinocoltura decidere i prossimi passi.
    Sono tuttavia preoccupato che una sospensione anticipata della terapia antibiotica possa aggravare la situazione. Lei cosa ne pensa in merito? Può trattarsi di prostatite acuta? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicarmi.

    1. Anonimo

      Perchè ho letto che nei maschi le IVU, soprattutto con febbre, sono quasi sempre associate ad un interessamento prostatico, per le quali è richiesto un trattamento di almeno 2-4 settimane di antibiotico (invece dei 9 giorni prescritti dal mio medico).

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      In assenza di altri sintomi probabilmente non è questo il caso.

  4. franco

    buona sera dottore da diversi mesi faccio fatica ad urinare, e spesso mi scappa più vole al giorno. un ecografia all’addome potrebbe bastare per capire se la prostata c’è qualche problema? grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Prima in genere si procede ad esami del sangue ed eventualmente dello sperma, ma ne parli con fiducia al medico e si lasci guidare.

  5. flavio

    Buongiorno dottore volevo condividere la mia situazione e chiedere magari qualche consiglio. Ho 35 anni e da un anno circa soffro di prostatite. Dalla prima ecografia emersero delle calcificazioni da prostatiti ma con l’accentuarsi dei disturbi, principalmente minzione frequente con leggero bruciore e talvolta notturna ho eseguito degli approfondimenti. In fase di ecografia si notò anche un residuo post minzionale di circa 33cc che è stato confermato con le successive ecografie (l’ordine di grandezza era grosso modo sempre quello).
    Ho eseguito anche altre analisi, spermicoltura e tampone uretrale negativi ed urocoltura se ricordo bene con un leggero aumento di eosinifili. Sono stato poi da due medici, due primari di due ospedali che non menziono. Il primo mi ha diagnosticato una sclerosi vescicale che impedisce il completo svuotamento. Ho fatto terapia di alcuni mesi con urorec ma ho avuto più effetti collaterali (avevo talvolta delle vere e proprie incontinenze) che benefici. Sono stato quindi da un secondo specialista secondo cui trattasi di prostatite ricorrente per cui non ci sono farmaci miracolosi e mi ha solo caldamente invitato ad avere una vita equilibrata in campo sessuale, alimentare ecc. A distanza di alcuni mesi senza prendere farmaci noto che la sintomatologia è abbastanza altalenante, in alcuni periodi va meglio in altri devo alzarmi di notte. Noto però un particolare che non notavo prima e quindi non ho avuto modo di esporre. La mattina quando ho la sensazione di aver terminato la minzione, se mi capita anche di evacuare, in genere ho delle nuovo minzioni anche piuttosto abbondanti. Ho cioè la sensazione che svuotando l’intestino riesca anche a svuotare meglio anche la vescica.
    Sono anni ormai che soffro di colon irritabile e so che le due cose vanno a braccetto però comincio a chiedermi se non sia più un problema intestinale che prostatico. Potrebbe esserci un accumulo eccessivo di feci al punto da ostacolare la minzione piuttosto che un ipertrofia prostatica ?
    grazie mille in anticipo

    1. flavio

      Grazie, buono a sapersi ma non mi è mai capitato.
      Sono circa due anni che bevendo due litri di acqua al giorno e cercando di mangiare più fibre riesco ad essere abbastanza regolare con le evacuazioni, in genere una al giorno. Quello che purtroppo non riesco a risolvere del tutto è il problema delle minzioni, frequenti, spesso con getto lento, e talvolta notturne. In particolare in questo periodo riesco a stare al massimo 6 o 7 ore senza alzarmi quindi a volte riesco anche a non alzarmi ma arrivo alla mattina con una certa urgenza. Mi conferma che non ci sono farmaci per “alleviare” la sintomatologia ? Detesto prendere medicinali per lunghi periodi però se ci fosse qualcosa che aiuta in pochi giorni a “disinfiammare” per poi magari capire nel caso si ripresentano quale sia la causa scatenante dal momento che l’alimentazione è piuttosto regolare così come le evacuazioni e la mia vita sessuale. Qualche medico mi consigliava delle supposte, ad es. di oki o topster, che ne pensa ?
      grazie ancora
      saluti

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. I farmaci in genere ci sono, ma si tratta di cure croniche o quasi: più spesso si prova prima a farne a meno con qualche attenzione allo stile di vita (per esempio benissimo i 2 l al giorno di acqua, ma dopo le 18-19 andrebbero limitati i liquidi assunti).
      2. Sì, può valere la pena provare, oppure molto usati sono gli integratori a base di serenoa repens.

    3. flavio

      Sul fatto di limitare i liquidi dopo le 18 non è che sono molto convinto, o meglio, sicuramente aiuta ad alzarsi meno la notte ma a me interessa combattere la causa più che il sintomo.
      Ricordo di aver usato qualcosa a base di serenoa repens alcuni mesi in concomitanza con l’urorec ma onestamente non ho notato benefici. Al contrario, quando l’urorec mi ha provocato come effetti collaterali delle vere e proprie incontinenze ricordo di aver usato delle supposte di topster che sono state miracolose. Magari ci riprovo per qualche giorno e verifico se anche questi altri disturbi legati alla minzione si attenuano.
      Grazie mille.
      Saluti

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo alcune volte non c’è molta scelta.
      2. Mi tenga al corrente, ma raccomando di appoggiarsi ad un urologo fino a trovare un equilibrio soddisfacente.

  6. Anonimo

    Buonasera, ho 51 anni e da molto tempo avverto un fastidioso bruciore all’uretra dopo ogni minzione accompagnata da una erezione, il che mi rende ancor più difficile urinare. Questo, forse, avviene ad ogni avvio della stagione invernale. Quest’anno il disturbo è stato ancora peggiore, nel senso che il bruciore rimane per tutto il giorno e si espande anche nella zona anale. Ho deciso così di intraprendere le prime indagini, con esami delle urine e del sangue con PSA totale nella norma, come il resto dei valori.
    Il primo urologo contattato mi ha consigliato una Eco trans-rettale che in verità non ho ancora effettuato; in compenso però ho potuto fare nel frattempo una eco addome pelvica, la quale non ha mostrato alcuna anomalia con ” prostata simmetrica ad ecostruttura ipoecogena omogenea a margini ben definibili a livello mediano nella norma”. Accuso tutti questi fastidi nonostante sia assolutamente astemio con funzione intestinale regolarissima.
    Ho iniziato la terapia con Ciproxin ed inizialmente sembrava molto efficace, invece…
    Vi prego di darmi dei consigli su come bisogna procedere. Grazie.

  7. Gino

    Buonasera dottore, sono un ragazzo di 27 anni. Da quasi 3 mesi soffro di alcuni disturbi tra cui dolore pubico e bruciore in fase di minzione. A ottobre sono andato da un urologo il quale mi ha fatto la visita prostatica e mi ha detto che era tutto nella norma. Poiché i disturbi non passavano sono andato da un altro urologo il quale, senza farmi una visita alla prostata ne ecografia, mi ha prescritto urorec 8 mg e capsule di serenoa repens 500 mg da assumere insieme dopo i pasti. Poiché dopo alcuni giorni avevo bruciore di stomaco ho sospeso la cura.
    Il medico allora mi ha detto di sostituite all urorec lo xatral 10 mg e di assumerlo sempre insieme alla serenoa la mattina dopo colazione. Tuttavia ho letto sul bugiardino che andrebbe preso dopo il pasto principale e che cmq può causare ipotensione.
    Ce qualche rischio a prenderlo dopo colazione? E inoltre posso prendere il latte con il caffe o c’è qualche controindicazione?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Nessun problema a prenderlo dopo colazione.
      2. Nessun problema con latte e caffè.

  8. Anonimo

    Giorno Dottore, volevo chiederle un parere… pratico masturbazione una volta al giorno da tanto tempo, a volte ma raro anche più volte al giorno… l’altro ieri nello sperma è uscito un bel po’ di sangue vivo, poi subito dopo mi sono sentito come cadere il mondo adosso(penso dal panico boh visto che non mi è mai successo), ripreso i sensi sono andato in bagno cercando di urinare per vedere se mi è successo chissà cosa nelle zona, ma niente le urine non avevano tracce di sangue, sentivo più che altro un bruciore nella parte bassa dell’asta dopo l’episodio di sangue.
    Ora io sono nel dubbio se posso controllare di aver ancora il problema riprendendo la “pratica” oppure meglio attendere ancora altri giorni?
    Grazie mille in anticipo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si spaventi, può succedere, ma va comunque verificato con il medico.

      Età?

    2. Anonimo

      Buonasera Dottore,
      Ho 21 anni, in verità ieri dopo aver scritto preso dal dubbio di magari avere ancora ferita aperta o chissà cosa ho “dato un’occhiata” e il risultato era “nessuna presenza di sangue” ma ho sentito che era più doloroso e strano alla fine boh…
      Quindi perché mai uno della mia età debba mai avere sangue nello sperma?!?!
      Già di problemi intestinali ne ho parecchi e da anni, che nemmeno mangiassi sassi o terra, però il fatto che certe cose accadano, senza cause apparente è inquietante.
      A proposito, è vero che alla mia età per ogni patologia è molto improbabile la presenza di tumore?
      Perché da come i media ci mostrano pare che anche giovani apparentemente sani possano beccarsi così un tumore senza sapere come e morire da sani accorgendosene all’ultimo periodo?!
      Infatti vorrei proprio sapere se in caso di tumore, ulcera, o ogni altro grave problema i sintomi siano altrettanto gravi e invalidanti(per esempio se si ha tumor al colon: dolore fortissimo continuo in pancia e sangue copioso nelle feci, tumore alla prostata: forte dolore e sangue persistente nello sperma etc)
      Inoltre, come sempre la stimo per l’aiuto che dona a tutti noi poveracci che non sappiamo a chi rivolgerci in casi disperati/assurdi e quant’altro, grazie ancora di cuore! (non è la prima volta che le scrivo)
      Buona continuazione!

  9. flavio

    Buongiorno dottore torno a ricontattarla.
    Ho 34 anni e soffro da ormai 1 anno di prostatite.
    I sintomi di cui soffro sono: leggero bruciore alla minzione, minzione frequente e spesso anche di notte, eiaculazione talvolta con grumi che definirei gommosi, getto alla minzione spesso abbastanza lento.
    Ho eseguito nel tempo vari approfondimenti: ecografia addominale, esplorazione anale (leggero ingrossamento della prostata), uroflussometria (minzione lenta e prolungata ma tuttavia nei limiti), tampone uretrale (negativo), urinocoltura (sono un valore leggermente alto di eosinofili), ultimamente questi grumi nello sperma.
    Insomma dalle indagini non si evincono cause particolari.
    Il primo andrologo mi diede una cura con urorec e leviaprost per tre mesi ma non ho avuto benefici anzi direi solo effetti collaterali ed era dell’idea che prima o poi mi sarei dovuto sottoporre ad una TURP per il problema della sclerosi vescicale.
    Il secondo andrologo invece , anche esso primario ma di un altro ospedale, circa 6 mesi fa mi disse che il problema alla vescica non lo vede e che se ci fosse stato l’uroflussometria l’avrebbe evidenziato mentre i valori sono nei limiti accettabili. Secondo questo specialista trattasi di prostatite ricorrente per cui non c’è cura farmacologica ma solo da migliorare in abitudini sessuali, alimentari ecc ecc. Onestamente sono ormai parecchi anni che soffro di colon irritabile e proprio per questo problema sono ormai due anni che mangio in modo molto regolare, idratandomi molto e riesco ad essere anche molto regolare con il bagno. Stesso dicasi per la sfera sessuale, sono sposato e ritengo di avere una vita sessuale abbastanza regolare. Eppure la situazione nel complesso (il leggero bruciore alla minzione, la minzione frequente, il fatto che a volte mi devo alzare di notte, e ora anche i grumi) non sembra regredire nonostante tutti i miei sforzi.
    L’urologo mi disse di ritornare a controllo dopo 6 mesi ma mi chiedo che senso abbia dal momento che questa persona non ritiene sia necessario/utile nel mio caso un apporto farmacologico.
    Vorrei chiederle un consiglio sul da farsi, onestamente non faccio una vita irregolare o trasgressiva e non riuscire ad avere risultati a 34 anni è mortificante. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il passo corretto sarebbe una rivalutazione con lo stesso specialista, sottolineando la necessità di una cura che possa dare sollievo ai sintomi.

    2. Anonimo

      Buongiorno dott sto prendendo il bassado x curare una prostatite..pastiglie da 100 mg. Due al giorno sono troppe?visto che c e scritto una al gg..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si attenga scrupolosamente alla dose che le ha prescritto lo specialista, una cura troppo leggera non le permetterebbe di risolvere il problema.

    4. Anonimo

      Mi scusi dott ma sono al quinto giorno della terapia bassado ma ho ancora il bruciore..ma quanto tempo ci mette ad agire?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto normale che non abbia ancora visto risultati, la prostata richiede tempi lunghi perchè arriva “poco” antibiotico per volta.

  10. Giulius

    Buongiorno,volevo sapere se è possibile che con la prostatite diminuisca la voglia sessuale e l’erezione.
    Grazie in anticipo per la risposta.

  11. Anonimo

    Anche a me avendo una prostatite recidiva da quando avevo 38 anni e ora ne ho 46 ho disturbi dell erezione e meno desiderio..non vorrei fosse questa prostatite…lei che dice dott?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vale sicuramente la pena fare il punto con lui, ci sono vari aspetti che andranno valutati (testosterone, prostata, …).

  12. Andrea

    ho fatto un intervento di TURP a fine giugno, con esito buono così come il primo periodo di convalescenza, non urinavo così da quanto avevo 20 anni ( adesso ne ho 62) Circa quindici giorni fa comincia ad avvertire sia io che mia moglie bruciore nella fase minzionale, il medico curante si prescrive ad entrambi tavanic per 5 giorni.Mia moglie si sentita subito bene con disturbi scomparsi, io dopo aver allungato di qualche giorno l’antibiotico, continuo ad avere non più bruciore ma idisturbi che avevo prima dell’intervento.Il mio medico mi fa fare tutte le analisi del caso per vedere la presenza di batteri, ma non risulta nulla, PSA in ordine 0,5- ed è così che adesso sono un po preoccupto, perchè comincio a pensare ai sei anni passati con quei dolori alla vescica e alla scarsa minzione.Ciò detto, e prima di consultare l’urologo e farmi fare i soliti martiri (si dici cosi in siciliano) che mi ha operato, gradirei sapere il suo parere. grazie per la risposta.

  13. Andrea

    No……esami batteriologici e non negativi.Forse una prostatite, ma il medico sostiene che dagli esami non si direbbe….se non previa esplorazione rettale..o esami del liquido seminale (vorrei capire con la eaculazione retrograda come si fa) sta di fatto che avevo buttato lo xatral….e ho dovuto ricomprarolo, almeno va un po meglio ed al bisogno prendo qualche compressa di cistalgan.L’idea di una eventuale anomala cicatrizzazione e quindi indagare con cistoscopie etccc..mi fa venire la pelle d’oca. Aggiungo soltando, e finisco, che per motivi di lavoro sono costretto a stare parecchio seduto davanti al computers…..e so che non va bene.grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo che lo stile di vita potrebbe aiutare, così come una diagnosi di prostatite potrebbe spiegare tutti i sintomi; onestamente è difficile esprimere giudizi, anche perchè comprendo perfettamente la ritrosia a sottoporsi agli esami.

  14. Ale

    Salve Dottore, sono un ragazzo di 22 anni.
    3 settimane fa ho notato una leggera ematuria a cui non ho voluto dare importanza.
    Queste ematurie sono peggiorate e in questi ultimi 3 giorni durante, e dopo ogni minzione perdo gocce di color rosso vino, e devo andare più di 10 volte in bagno. Domani penso di recarmi dal medico di famiglia.
    Lei crede che sia un problema di prostata o solo un’infiammazione ?
    La ringrazio anticipatamente

    1. Ale

      2 settimane fa si bruciava un po, ma ora non più dottore, ma ci sono ancora tracce di sangue

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente la prostata è un po’ infiammata, non è nulla di grave ma è sicuramente necessario parlarne con il medico senza aspettare ancora.

  15. Anonimo

    Salve dottore! Da un paio di giorni ho necessità d’urinare molto più spesso del solito, cosa potrebbe essere? Ho fatto le analisi del sangue e sono usciti soltanto i globuli bianchi alti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sente bruciore mentre urina?
      Di notte deve alzarsi ad urinare?
      Uomo o donna?
      Età?

    2. Anonimo

      Grazie per avermi risposto… sinceramente non sento bruciore dopo che urino, mi viene questo stimolo sopratutto dopo che bevo dell’acqua. La notte anche succede

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Verifichi con il medico che non sia cistite od una leggera infiammazione della prostata, ma urinare di più quando si beve è normale.

    4. Anonimo

      ho chiamato il mio medico, e mi ha detto che potrebbe essere stata la sbagliata alimentazione assunta in questi giorni di festa.

  16. catullo

    vorrei sapere quale farmaco prendere in quando vado ad urinare ogni 2 ora anche di notte devo urinare

  17. Luca

    Salve,volevo sapere la correlazione tra attività sportive come ciclismo mtb con la prostatite,sono ciclista e recentemente mi è stata diagnosticata la prostata infiammata che sto curando…ho acquistato una sella studiata per questo tipo di problema,vorrei sapere se posso ancora pedalare o devo smettere del tutto…grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono posizioni diverse tra gli urologi ma, se è vero che il troppo è nemico del bene, è anche vero che un uomo depresso (perchè non più praticare l’attività che ama) è sicuramente un uomo che non può stare bene.

    2. Luca

      Grazie dottore,le sue parole mi hanno rincuorato,infatti l’urologo stesso mi ha proposto uno stop di almeno 60 giorni e poi riprendere pian piano,cosa che sto facendo…ancora grazie.

  18. Anonimo

    Salve dottore le avevo gia scritto poco tempo fa..ho tutti i sintomi della prostatite avendo gia avuto il problema..ma avendo fatto gli esami cioe spermiocultura e urinocultura e tutto negativo..quindi non capisco cosa possa avere..pero continuo ad avere bruciore dopo aver urinato e quando sto seduto a lungo ecc…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere comunque infiammata; l’urologo cosa ne pensa?

  19. Anonimo

    Buonasera o 53 anni e da un mese che soffro d fastidio dopo aver urinare il mio medico curante m a fatto prendere antibiotici x 5 giorni ma accusò

    ancora fastidi sia al pane che al retto preciso faccio il ca,mi onesta da 30 an ni e soffro anche d emorragia e la prima volta che non sono riuscito ad avere un rapporto completo cosa può essere grazie anticipatamente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi è chiarissima la situazione; il PSA è stato verificato?

  20. giacinto maggio

    e da 15 giorni che ho un forte bruciore a lano interno da premettere che ho anche una racade invecchiata l e dolore dx esx scroto e perineo lurologo mi a scritto prostatil forte ddeninase infiammatorio perche facendomi visit rettale dice di avere riscontrato prostata inf ma ancora tutto come prima

  21. mario

    ho bruciori da circa 4o5 anni ho fatto diverse cure ma a dire il vero quando stavo meglio non continuavo anzi smettevo, mai i problemi persistono , scarsa erezione quasi nessuna eccitazione, insomma non saprei. il livello del psa è buono l’ecografia fa notare un ingrossamento della prostata, vado spesso in bagno e sento sempre bruciori nella parte finale del pene.

  22. euclide

    sono alcuni mesi che a seguito di espulsioni di calcoli renali ho iniziato ad avere dei fastidi / dolori persistenti nella zona del perineo che a volte si estendono verso il pene sono stato dall’urologo il quale dopo una visita rettale mi ha diagnosticato una prostatite facendomi fare una cura antibiotica con un esito soddisfacente ,a suo giudizio, sulla disinfiammazione della prostata ma con scarso risultato sui fastidi che mi sono rimasti persistenti .
    A seguito di questa persistenza ho poi fatto ,sempre su consiglio dell’urologo una cura per circa 10 gg di supposte di feldene poi seguita da un periodo di bustine di cistoflux(spero sia il nome esatto) e infine una cura ancora in atto di permixon che dopo 20 gg dall’inizio non mi sta dando risultati .Il PSA mi è andato a 4.80 cosa che l’urologo dice essere prevedibile con la prostatite .
    Adesso ritornerò in settimana a fare un’altra visita ma continuo a non vedere risultati.Non ho altri sintomi di urina frequente ,perdite di sangue o cose che ho letto essere spesso concomitanti con la prostatite .Ho 65 anni .
    Cosa ne pensa ??
    Grazie per la risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È migliorato nell’arco di tempo in cui ha sostenuto queste cure?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente l’urologo suggerirà di pazientare ed insistere con la terapia, in genere non ci sono altre cause per questo fastidio.

  23. aldo grillo

    Buona sera, da un po di tempo o un psa che sale e scende l ‘ urologo mi a consigliato di eseguire una biopisia prostatica :risultato fustoli di prostata esenti da neoplasia nelle sezioni esaminate Con aspetti di atrofia ghiandolare,focale iperplasia a cellule basali e lieve flogosi cronica focalmente riacutizzata.

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