Prostatite: sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 5 giorni

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Introduzione

La prostatite è una condizione frequentemente dolorosa dipendente dall’infiammazione della prostata e talvolta delle aree circostanti.

La comunità scientifica ha identificato quattro tipi di prostatite:

  • prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico,
  • prostatite batterica acuta,
  • prostatite batterica cronica,
  • prostatite infiammatoria asintomatica.

Gli uomini affetti da prostatite infiammatoria asintomatica non hanno alcun sintomo; questa forma può essere diagnosticata durante esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Questo tipo di prostatite non causa complicanze e non necessita di trattamento.

Si tratta del più frequente problema del tratto urinario negli uomini con meno di 50 anni e il terzo in quelli con più di 50.

La forma più frequente e meno capita di prostatite è la prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico; può insorgere negli uomini di qualunque età e interessa il 10 – 15% della popolazione maschile degli Stati Uniti.

Cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. La funzione principale della prostata è la produzione della componente liquida del seme. Il liquido prostatico è essenziale per la fertilità maschile. La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore. La prostata ha due o più lobi (sezioni), avviluppati da uno strato di tessuto esterno; è posta davanti al retto, appena sotto la vescica. L’uretra è il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo. Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

Cause

Le cause di prostatite dipendono dal tipo.

  • Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: le cause esatte di prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico sono sconosciute. I ricercatori ritengono che possa dipendere da un microrganismo, anche se non da un’infezione batterica. Questo tipo di infiammazione può essere in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario (ossia, risposte a precedenti infezioni del tratto urinario) o con danni neurologici dell’area pelvica.
  • Prostatite batterica acuta e cronica: è causata da un’infezione batterica della prostata. Il tipo acuto insorge improvvisamente e dura poco, mentre il tipo cronico si sviluppa lentamente e dura a lungo, spesso per anni. L’infezione può insorgere mentre i batteri si spostano dall’uretra nella prostata.

Fattori di rischio

  • Cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: i maschi con danni neurologici del tratto urinario inferiore dovuti a chirurgia o trauma hanno maggiori probabilità di sviluppare la condizione. Anche lo stress psicologico può aumentare le probabilità.
  • P. batterica acuta e cronica: i maschi con infezione del tratto urinario inferiore hanno un rischio maggiore di sviluppare la forma batterica. Le infezioni del tratto urinario ricorrenti o difficili da trattare possono portare a manifestarla in modo cronico.

Sintomi

Ciascun tipo ha una gamma di sintomi che varia secondo la causa e può essere diversa per ciascun soggetto. Molti sintomi sono simili a quelli di altre condizioni.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

I principali sintomi consistono in genere in dolore o fastidio perduranti tre o più mesi in una o più delle zone seguenti:

  • tra scroto e ano,
  • addome centro-inferiore,
  • pene,
  • scroto,
  • parte inferiore della schiena.

Il dolore durante o dopo l’eiaculazione è un altro sintomo frequente. Un soggetto con prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico può avere dolori diffusi nella zona pelvica o può avere dolore in una o più zone contemporaneamente. Il dolore può andare e venire e manifestarsi all’improvviso o gradualmente.

Altri sintomi includono:

  • dolore uretrale durante o dopo la minzione;
  • dolore al pene durante o dopo la minzione;
  • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno. La vescica inizia a contrarsi anche quando
  • contiene piccole quantità di urina, causando una minzione più frequente;
  • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla;
  • getto urinario debole o interrotto.

Prostatite batterica acuta

I sintomi compaiono improvvisamente e sono gravi. Il soggetto affetto dovrà ricorrere tempestivamente a cure mediche:

  • frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • febbre,
  • brividi,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
  • nausea e vomito,
  • dolori diffusi,
  • ritenzione urinaria, ossia l’incapacità di svuotare completamente la vescica,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario, ossia la totale incapacità di urinare,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

Prostatite batterica cronica

I sintomi sono simili a quelli della prostatite batterica acuta, anche se non altrettanto intensi. Questo tipo di infezione spesso si sviluppa lentamente e può durare tre o più mesi. I sintomi possono andare e venire, oppure possono esserci sempre in forma lieve. La prostatite batterica cronica può insorgere dopo il trattamento della forma acuta o di un’infezione del tratto urinario inferiore. I sintomi principali sono:

  • aumentata frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • ritenzione urinaria,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore.

Quando chiamare il medico

Un individuo può avere sintomi urinari non dipendenti dalla prostata, causati da problemi della vescica, infezioni del tratto urinario inferiore o iperplasia prostatica benigna. I sintomi di prostatite possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata.

Individui con sintomi di prostatite devono consultare un medico.

Individui con i seguenti sintomi devono richiedere un intervento medico tempestivo:

  • totale incapacità di urinare,
  • stimolo doloroso, frequente e urgente alla minzione, con febbre e brividi,
  • sangue nell’urina,
  • fastidio importante o dolore nell’addome inferiore e nel tratto urinario.

Pericoli

Le complicanze principali possono essere:

  • infezione batterica nel circolo sanguigno,
  • ascesso prostatico, ossia una cavità piena di pus nella prostata,
  • disfunzioni sessuali,
  • infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

Diagnosi

Il medico pone la diagnosi di prostatite in base a:

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici.

Il medico può dover escludere altre condizioni che causano segni e sintomi simili prima di diagnosticare una prostatite.

Anamnesi personale e familiare

La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di prostatite.

Esame fisico

L’esame fisico può aiutare nella diagnosi di prostatite. Durante un esame fisico, il medico di solito esamina il corpo del paziente, per controllare o ricercare:

  • il getto uretrale,
  • la presenza di linfonodi inguinali ingrossati o dolenti,
  • uno scroto gonfio e dolente,
  • la prostata, tramite l’esplorazione rettale digitale.

L’esplorazione rettale digitale è un esame fisico della prostata. Per eseguire l’esame, il medico farà chinare il paziente su un tavolo o lo farà sdraiare sul fianco, con le ginocchia vicine al torace. Il medico introduce un dito guantato e lubrificato nel retto e palpa la parte della prostata adiacente al retto. Durante l’esplorazione rettale, il paziente può percepire un leggero e breve fastidio. Il medico di solito esegue l’esplorazione rettale durante una visita ambulatoriale, senza bisogno di anestesia. L’esame aiuta il medico a capire se la prostata è ingrossata o dolente o ha anomalie che richiedono ulteriori esami.

Molti medici eseguono un esame rettale come parte di un esame fisico di routine nei soggetti con 40 o più anni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno problemi urinari.

Esami medici

Il medico può consigliare un consulto urologico, ossia l’intervento di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. L’urologo impiega esami medici di ausilio alla diagnosi e al trattamento dei problemi del tratto urinario inferiore riferibili alla prostatite. Gli esami medici possono includere:

  • esame dell’urina,
  • esami del sangue,
  • esami urodinamici,
  • cistoscopia,
  • ecografia transrettale,
  • biopsia,
  • analisi dello sperma.

Esame dell’urina

Consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore indicando segni di infezione nell’urina.

Il medico può diagnosticare le forme batteriche di prostatite esaminando il campione di urina al microscopio. Può anche inviare il campione ad un laboratorio per eseguire una coltura. Per l’urinocoltura, il personale tecnico inserisce un po’ di urina in un tubo o in un piatto contenenti una sostanza che aiuta la proliferazione di eventuali batteri; una volta moltiplicati, diventa possibile identificarli.

Esami del sangue

Questi esami richiedono il prelievo di un campione di sangue durante una visita ambulatoriale (o presso un laboratorio analitico) e l’invio del campione ad un laboratorio per l’analisi. Gli esami del sangue mostrano segni di infezione e di altri problemi prostatici, come il cancro.

Esami urodinamici

Questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:

  • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina;
  • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione.

Cistoscopia

La cistoscopia è una procedura basata su uno strumento simile ad un tubo, il cistoscopio, che permette di guardare l’interno dell’uretra e della vescica. L’urologo inserisce il cistoscopio nel tratto urinario inferiore attraverso l’orifizio sulla punta del pene. Il medico esegue la cistoscopia durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. L’esame avviene in anestesia locale. In alcuni casi, il paziente può aver bisogno di sedazione e di anestesia regionale o generale. L’urologo può utilizzare il cistoscopio per cercare restringimenti, blocchi o calcoli nel tratto urinario.

Ecografia transrettale

Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. Il medico può orientare il traduttore con angoli diversi per esaminare più organi. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, radiologo o urologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Gli urologi usano quasi sempre l’ecografia transrettale per esaminare la prostata. Durante l’ecografia transrettale, viene inserito nel retto del paziente un trasduttore, leggermente più largo di una penna, che viene posizionato vicino alla prostata. L’immagine ecografica mostra le dimensioni della prostata e la presenza di eventuali anomalie, come i tumori. L’ecografia transrettale non può diagnosticare con sicurezza il cancro della prostata.

Biopsia

La biopsia è una procedura che richiede il prelievo di un piccolo pezzo di tessuto prostatico per un esame al microscopio. L’urologo esegue la biopsia in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Il paziente verrà leggermente sedato; l’esame avviene in genere in anestesia locale, anche se, in alcuni casi, il paziente avrà bisogno di un’anestesia generale. L’urologo impiega una tecnica di immagini, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica, per guidare l’ago della biopsia nella prostata. Il tessuto prostatico verrà quindi esaminato in un laboratorio da un patologo, ossia da un medico specializzato nell’analisi diagnostica dei tessuti. L’esame può far rilevare la presenza di un eventuale cancro.

Analisi dello sperma

L’analisi dello sperma permette di misurare quantità e qualità dello sperma e degli spermatozoi. Il paziente raccoglie un campione di sperma in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Un campione di sperma può far rilevare sangue e segni di infezione.

Cura e terapia

Il trattamento dipende dal tipo di prostatite.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

Nel caso della prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo del trattamento è la riduzione del dolore, del fastidio e dell’infiammazione. I sintomi sono variegati e nessun singolo trattamento funziona sempre. Benché gli antibiotici non aiutino a trattare una prostatite non batterica, l’urologo li può prescrivere, soprattutto inizialmente, fino ad escludere totalmente un’infezione batterica. L’urologo potrà prescrivere altri farmaci:

  • silodosina (Urorec®)
  • inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride (Proscar®) e dutasteride (Avodart®)
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come aspirina, ibuprofene, …
  • glicosaminoglicani, come la condroitina solfato
  • rilassanti muscolari, come ciclobenzaprina (Flexiban®) e clonazepam (Rivotril®)
  • neuromodulatori come amitriptilina, nortriptilina (Larozyl®) e pregabalina (Lyrica®)

Trattamenti alternativi (da valutare sempre preventivamente con lo specialista) possono consistere in:

  • bagni caldi, chiamati bagni derivativi;
  • terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici;
  • terapia fisica, come:
    • esercizi di Kegel, ossia contrazione e rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica e quest’ultima nella sua posizione corretta. Sono noti anche come esercizi muscolari pelvici;
    • rilassamento miofasciale, ossia pressione e allungamento, talvolta con raffreddamento e riscaldamento, di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce. Questa tecnica è nota anche come rilassamento dei trigger point miofasciali;
    • esercizi di rilassamento;
  • biofeedback;
  • fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa (Permixon®, Saba®);
  • agopuntura.

Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

Assistenza psicologica e riduzione dello stress possono diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

Prostatite batterica acuta

L’urologo tratta la prostatite batterica acuta con antibiotici. Gli antibiotici prescritti potranno dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di solito prescrive antibiotici orali per almeno due settimane. L’infezione può recidivare, quindi alcuni urologi raccomandano l’assunzione degli antibiotici orali per 6 – 8 settimane. Casi gravi di prostatite acuta possono richiedere brevi ospedalizzazioni per poter somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo un trattamento EV, il paziente dovrà proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. La maggior parte dei casi di prostatite batterica acuta guarisce completamente con i farmaci e piccoli cambiamenti della dieta. L’urologo può raccomandare di:

  • evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica, come gli alcolici, le bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati;
  • aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

Prostatite batterica cronica

L’urologo tratta la prostatite batterica cronica con antibiotici, ma il trattamento richiede una terapia di lunga durata. L’urologo potrà prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi per prevenire infezioni ricorrenti. Lo specialista può anche prescrivere un antibiotico differente o una combinazione di antibiotici se l’infezione continua a recidivare. Può infine raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

L’urologo può usare alfa-bloccanti impiegati nella prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. Questi farmaci aiutano i muscoli della vescica a rilassarsi vicino alla prostata e riducono i sintomi quali la minzione dolorosa. Può essere necessario un intervento chirurgico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. La rimozione chirurgica di tessuto cicatriziale dall’uretra spesso migliora il flusso di urina e riduce la ritenzione urinaria.

Prevenzione

Non è possibile prevenire la prostatite. La comunità scientifica sta attualmente cercando di capirne meglio le cause e sviluppare strategie di prevenzione.

Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della prostatite. Durante il trattamento della prostatite batterica, l’urologo può raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica (bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati). Sarà necessario discutere con il proprio medico o con un dietista la propria dieta ottimale.

Fonte Principale: NIH (traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Dottore Buona sera.continuo ad avere dolori durante la ieaculazione. I dolori a volte se avvertono anche prima della ieaculazione. Ho appena ripreso le risposte delle urine e spermacultura decisa dal urologo.la risposta è tutta negativa solo un po di sabbia mi sembra di aver capito.quindi di bere molto di più.

    1. Anonimo

      Sì. All inizio mi aveva detto che avevo la prostata al limite.mi ha fatto prendere per 2 settimane antibiotici per poi fermarmi e fare le analisi delle urinè e dello sperma

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non abbia paura a segnalare la persistenza del fastidio se non dovesse passare nelle prossime settimane.

      Mi tenga al corrente.

    3. Anonimo

      Ok dottore. L ho già avvertiti.se nn passa la prossima settimana riprendiamo l appuntamento

  2. Alex

    Ho 58 anni , da un mese ho dei piccoli dolori ai testicoli che vanno e vengono più che dolori direi fastidio.
    Potrebbe trattarsi di prostata ?
    Ho fatto l urinocultura ed è tutto nella norma . Gli esami del sangue di routine vanno bene . Ho preso l oki e sono passato al antibiotico, i dolori soni diminuiti ma non passati del tutto.

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, plausibile che sia la prostata; è seguito da un urologo?

    2. Anonimo

      No , non sono andato dall’urologo. Volevo specificare che i dolori se sono sdraiato scompaiono. Ma secondo lei può essere una cosa grave ?

    3. Anonimo

      Si , mi ha dato l antibiotico. Il medico di base presume che sia dovuto al rapporto sessuale ( non scaricando bene lo sperma ) parole del mio medico ..
      Il mio pensiero va oltre e pensa al peggio…

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi sembra plausibile l’ipotesi del medico, probabilmente solo un po’ di congestione.

    5. Anonimo

      Buongiorno dottore. Ho ritirato gli esami del PSA valore 0.60
      Ho tolto ogni dubbio. Grazie per le sue risposte . Sicuramente sarà una congestione come ha detto il medico. Sicuramente le ricerche in internet aumentano le paure. Cmq prima di fare l esame del PSA prendevo l antibiotico da 4 gg … non credo abbia influito sul risultato.

  3. sconosciuto

    Dott. Buona sera ho 25 anni ed avverto dolori al testicolo dx che pare si accentuino quando sforzo un po più del solito ma si avvertono anche portando solo l’auto, ho fatto l’ecografia e anche l’eco color dop, ma non risulta nulla tranne che un infiammazione, inoltre da dire che quando vado di corpo si scorgono, sulla carta, piccoli segni di sangue, molto lievi quasi invisibili. Mi hanno detto che potrebbe essere o prostatite o pubalgia, e cge il sangue sia dovuto ad emorroidi, il mio prossimo step sarà l’ urologo, ma ho paura matta della sua visita. Se mi attengo a quello da lei scritto, ovvero facendo le analisi, se fosse prostatite potrei anche ovviare il famoso dito dell’ urologo? (Mi scuso per il linguaggio). Grazie

  4. Michele

    Buonasera dottore volevo da lei una dritta per un problema che mi sta causando nn pochi problemi…ho sempre condotto una vita sessuale regolare ma per aumentare la durata della prestazione ho eseguito (secondo me esagerando) gli esercizi di kegel cioè’ ho contratto e poi rilassato per 20 sec i muscoli simulando un’intrattenimento dell’urina!questi esercizi mi hanno causato un dolore nel basso ventre,dolore nella minzione,dolore dopo eiaculazione precoce…(durante il rapporto avvertivo un bruciore della vescica quasi come stessi gia’ per raggiungere l’orgasmo). Nn ho mai sofferto di eiaculazione precoce in passato e nn ho mai avvertito dolori o bruciore al pene al bacino o all’addome e per questo mi sono rivolto ad uno specialista che dopo un controllo della prostata(molle nn ingrossata) mi ha prescritto permixon e mi ha detto di fare spermiocultura e esame delle urine…tali esami hanno dato esito negativo ma il permixon prescrittomi per presunta iperattività’ della vescica nn e’ stato di alcun aiuto nella risoluzione del problema!!! Dottore cosa mi consiglia di fare per risolvere tale problema?

  5. Michele

    Veramente dottore nn lo assumo da una settimana per mancati risultati (l’ho usato due mesi costo 60 €)ma comunque penso di riacquistarlo per riacutizzazzione del fastidio!!! Dottore ho notato che il bruciore aumenta se uso il sapone liquido e persiste dopo orgasmo (precoce)o minzione…quello che più’ mi infastidisce è la sensazione di peso sovrapubalgico!lei cosa mi consiglia?

    1. Michele

      Si lo specialista e’ urologo !!!ho fatto anche una radiografia alla vescica e nn e’ risultato nulla!!! Questa sensazione di bruciore mi accompagna anche dopo la minzione e mi rende la giornata un vero inferno!ho notato di nn poter bere caffè’ e alcolici perché’ anche se in maniera live mi accentuano il fastidio, per nn parlare del bruciore post eiaculazione!!se nn risultano infezioni da esame delle urine e dello sperma cosa mi consiglia di prendere o fare per placare o attenuare tale problema? La ringrazio per l’interessamento!

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’urologo cosa pensa che sia? È stato escluso un problema di colon irritabile (che comunque non spiegherebbe il bruciore post-eiaculazione)?

  6. luca

    buonasera,
    è partito tutto 4 anni fa, periodo universitario, è cominciato una sorta di “prurito” alla vescica, e anche dopo averla svuotata sentivo come se non si fosse svuotata del tutto. Inoltre ho subito una chiara perdita della pressione del getto. Ora di notte sento sempre questo prurito alla vescica, e mi alzo più volte per svuotarla di quelle poche gocce rimaste.
    Ormai da qualche tempo ho anche lo sperma che presenta granuli gialli gelatinosi, e dopo un rapporto sessuale abbastanza prolungato, mi capita di sentire dolore durante l’eiaculazione. Il glande si presenta poi sempre appiccicoso e maleodorante, anche subito dopo averlo lavato (non so se c’entri qualcosa, ma le “ghiandole sebacee di Fordyce” presenti sulla corona del pene, così ho letto, si sono ingrossate).
    Nell’ analisi delle urine e dello sperma non si sono riscontrate infiammazioni, e l’andrologo mi ha prescritto per ben 2 volte delle inefficaci cure antibiotiche.
    Non so se influisca, ma ho un varicocele sinistro di 3 grado.
    Non so più cosa fare.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il varicocele non dovrebbe influire; la prostata è stata verificata?

    2. Luca

      Buonasera,
      durante la visita l’urologo ha inserito un dito nell’ano (penso che sia la procedura per sentire la prostata) e non ha riscontrato problemi. Davvero potrebbe essere una cosa irreversibile? ho solo 25 anni. Se continuo a non trovare soluzioni al problema potrebbe peggiorare?

  7. Nicola

    Salve,

    io soffro di prostatite cronica (purtroppo). L’urologo mi ha dato la seguente cura:

    -unixime 1 compressa al giorno x 15 giorni
    -topster supposte 1 al giorno x 10 giorni

    Da ripetere poi dopo 30 giorni da capo

    In più:
    -Ipertrofan 1 compressa al giorno x 60 gg.
    -Enterovital fermenti lattici 1 al giorno x 10 gg.

    Praticamente da luglio 2013, quando l’urologo mi ha trovato questa prostatite ho già fatto 4 cicli di antibiotici o più (adesso non ricordo preciso).

    Aggiungendo anche che all’epoca i fastidi erano molto evidenti e adesso no, questa volta ho deciso di fare il ciclo con supposte topster e ipertrofan (che costano un sacco di soldi) senza antibiotici per evitare possibili resistenze e giusto per sfiammare la prostata.

    Lei approva questa mia decisione, nel senso che è meglio assumere gli antibiotici solo se espressamente necessario?

    Grazie Mille
    Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non condivido; è vero che esiste il problema dell’insorgenza di resistenze batteriche, ma se lasciamo proliferare l’infezione il rischio è che diventi molto più difficile da curare.

    2. Nicola

      D’acordo,

      allora al prossimo ciclo mi faccio prescrivere di nuovo gli antibiotici.

      Grazie Mille

  8. Anonimo

    Sono disperato, sono andato dall’ideologia per una prostatite e mi ha prima palpato CON FORZA il pene stringendolo forte e facendomi male, poi l’esame prostatico, ho sentito dolore e ora ho fastidio è normale?
    Lui ha detto che è dovuto alla prostatite.

  9. Anonimo

    Ma è normale che abbia stretto molto forte la base del pene, a che serve fare ciò?

    1. Anonimo

      Però credo che sia normale, un urologo penso sappia fare xD
      Ma quindi un esame con palpazione alla prostata rilevata in via di guarigione, può comportare dei fastidi dopo l’esame anche per 5-6 ore?
      Cioè tipo come se me la sento un pò più gonfia?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, sicuramente.
      2. La palpazione della prostata serve per verificarne il volume ed eventuali infiammazioni; è di per sè una procedura che causa irritazione della ghiandola ed è normale un certo fastidio residuo.

    3. Anonimo

      Ok, comunque mi ha diagnosticato una prostatite cronica con prostata molle ma dolente al tatto dovuta a prostatite in via di guarigione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la frequenza non è eccessiva non dovrebbe essere un problema (una regolare attività sessuale è tra l’altro di beneficio per la prostata sana), ma l’ultima parola spetta al suo medico.

  10. Paolo

    Buongiono.
    L’urologo mi ha diagnosticato la prostata leggermente infiammata.
    Mi ha dato una compressa di cernilen 20 e due suppste di rectoreparil.
    Cosa ne pensa della cura. Grazie.

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