Prostatite: sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 128 giorni

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Introduzione

La prostatite è una condizione frequentemente dolorosa dipendente dall’infiammazione della prostata e talvolta delle aree circostanti.

La comunità scientifica ha identificato quattro tipi di prostatite:

  • prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico,
  • prostatite batterica acuta,
  • prostatite batterica cronica,
  • prostatite infiammatoria asintomatica.

Gli uomini affetti da prostatite infiammatoria asintomatica non hanno alcun sintomo; questa forma può essere diagnosticata durante esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Questo tipo di prostatite non causa complicanze e non necessita di trattamento.

Si tratta del più frequente problema del tratto urinario negli uomini con meno di 50 anni e il terzo in quelli con più di 50.

La forma più frequente e meno capita di prostatite è la prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico; può insorgere negli uomini di qualunque età e interessa il 10 – 15% della popolazione maschile degli Stati Uniti.

Cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. La funzione principale della prostata è la produzione della componente liquida del seme. Il liquido prostatico è essenziale per la fertilità maschile. La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore. La prostata ha due o più lobi (sezioni), avviluppati da uno strato di tessuto esterno; è posta davanti al retto, appena sotto la vescica. L’uretra è il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo. Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

Cause

Le cause di prostatite dipendono dal tipo.

  • Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: le cause esatte di prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico sono sconosciute. I ricercatori ritengono che possa dipendere da un microrganismo, anche se non da un’infezione batterica. Questo tipo di infiammazione può essere in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario (ossia, risposte a precedenti infezioni del tratto urinario) o con danni neurologici dell’area pelvica.
  • Prostatite batterica acuta e cronica: è causata da un’infezione batterica della prostata. Il tipo acuto insorge improvvisamente e dura poco, mentre il tipo cronico si sviluppa lentamente e dura a lungo, spesso per anni. L’infezione può insorgere mentre i batteri si spostano dall’uretra nella prostata.

Fattori di rischio

  • Cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: i maschi con danni neurologici del tratto urinario inferiore dovuti a chirurgia o trauma hanno maggiori probabilità di sviluppare la condizione. Anche lo stress psicologico può aumentare le probabilità.
  • P. batterica acuta e cronica: i maschi con infezione del tratto urinario inferiore hanno un rischio maggiore di sviluppare la forma batterica. Le infezioni del tratto urinario ricorrenti o difficili da trattare possono portare a manifestarla in modo cronico.

Sintomi

Ciascun tipo ha una gamma di sintomi che varia secondo la causa e può essere diversa per ciascun soggetto. Molti sintomi sono simili a quelli di altre condizioni.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

I principali sintomi consistono in genere in dolore o fastidio perduranti tre o più mesi in una o più delle zone seguenti:

  • tra scroto e ano,
  • addome centro-inferiore,
  • pene,
  • scroto,
  • parte inferiore della schiena.

Il dolore durante o dopo l’eiaculazione è un altro sintomo frequente. Un soggetto con prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico può avere dolori diffusi nella zona pelvica o può avere dolore in una o più zone contemporaneamente. Il dolore può andare e venire e manifestarsi all’improvviso o gradualmente.

Altri sintomi includono:

  • dolore uretrale durante o dopo la minzione;
  • dolore al pene durante o dopo la minzione;
  • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno. La vescica inizia a contrarsi anche quando
  • contiene piccole quantità di urina, causando una minzione più frequente;
  • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla;
  • getto urinario debole o interrotto.

Prostatite batterica acuta

I sintomi compaiono improvvisamente e sono gravi. Il soggetto affetto dovrà ricorrere tempestivamente a cure mediche:

  • frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • febbre,
  • brividi,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
  • nausea e vomito,
  • dolori diffusi,
  • ritenzione urinaria, ossia l’incapacità di svuotare completamente la vescica,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario, ossia la totale incapacità di urinare,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

Prostatite batterica cronica

I sintomi sono simili a quelli della prostatite batterica acuta, anche se non altrettanto intensi. Questo tipo di infezione spesso si sviluppa lentamente e può durare tre o più mesi. I sintomi possono andare e venire, oppure possono esserci sempre in forma lieve. La prostatite batterica cronica può insorgere dopo il trattamento della forma acuta o di un’infezione del tratto urinario inferiore. I sintomi principali sono:

  • aumentata frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • ritenzione urinaria,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore.

Quando chiamare il medico

Un individuo può avere sintomi urinari non dipendenti dalla prostata, causati da problemi della vescica, infezioni del tratto urinario inferiore o iperplasia prostatica benigna. I sintomi di prostatite possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata.

Individui con sintomi di prostatite devono consultare un medico.

Individui con i seguenti sintomi devono richiedere un intervento medico tempestivo:

  • totale incapacità di urinare,
  • stimolo doloroso, frequente e urgente alla minzione, con febbre e brividi,
  • sangue nell’urina,
  • fastidio importante o dolore nell’addome inferiore e nel tratto urinario.

Pericoli

Le complicanze principali possono essere:

  • infezione batterica nel circolo sanguigno,
  • ascesso prostatico, ossia una cavità piena di pus nella prostata,
  • disfunzioni sessuali,
  • infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

Diagnosi

Il medico pone la diagnosi di prostatite in base a:

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici.

Il medico può dover escludere altre condizioni che causano segni e sintomi simili prima di diagnosticare una prostatite.

Anamnesi personale e familiare

La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di prostatite.

Esame fisico

L’esame fisico può aiutare nella diagnosi di prostatite. Durante un esame fisico, il medico di solito esamina il corpo del paziente, per controllare o ricercare:

  • il getto uretrale,
  • la presenza di linfonodi inguinali ingrossati o dolenti,
  • uno scroto gonfio e dolente,
  • la prostata, tramite l’esplorazione rettale digitale.

L’esplorazione rettale digitale è un esame fisico della prostata. Per eseguire l’esame, il medico farà chinare il paziente su un tavolo o lo farà sdraiare sul fianco, con le ginocchia vicine al torace. Il medico introduce un dito guantato e lubrificato nel retto e palpa la parte della prostata adiacente al retto. Durante l’esplorazione rettale, il paziente può percepire un leggero e breve fastidio. Il medico di solito esegue l’esplorazione rettale durante una visita ambulatoriale, senza bisogno di anestesia. L’esame aiuta il medico a capire se la prostata è ingrossata o dolente o ha anomalie che richiedono ulteriori esami.

Molti medici eseguono un esame rettale come parte di un esame fisico di routine nei soggetti con 40 o più anni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno problemi urinari.

Esami medici

Il medico può consigliare un consulto urologico, ossia l’intervento di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. L’urologo impiega esami medici di ausilio alla diagnosi e al trattamento dei problemi del tratto urinario inferiore riferibili alla prostatite. Gli esami medici possono includere:

  • esame dell’urina,
  • esami del sangue,
  • esami urodinamici,
  • cistoscopia,
  • ecografia transrettale,
  • biopsia,
  • analisi dello sperma.

Esame dell’urina

Consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore indicando segni di infezione nell’urina.

Il medico può diagnosticare le forme batteriche di prostatite esaminando il campione di urina al microscopio. Può anche inviare il campione ad un laboratorio per eseguire una coltura. Per l’urinocoltura, il personale tecnico inserisce un po’ di urina in un tubo o in un piatto contenenti una sostanza che aiuta la proliferazione di eventuali batteri; una volta moltiplicati, diventa possibile identificarli.

Esami del sangue

Questi esami richiedono il prelievo di un campione di sangue durante una visita ambulatoriale (o presso un laboratorio analitico) e l’invio del campione ad un laboratorio per l’analisi. Gli esami del sangue mostrano segni di infezione e di altri problemi prostatici, come il cancro.

Esami urodinamici

Questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:

  • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina;
  • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione.

Cistoscopia

La cistoscopia è una procedura basata su uno strumento simile ad un tubo, il cistoscopio, che permette di guardare l’interno dell’uretra e della vescica. L’urologo inserisce il cistoscopio nel tratto urinario inferiore attraverso l’orifizio sulla punta del pene. Il medico esegue la cistoscopia durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. L’esame avviene in anestesia locale. In alcuni casi, il paziente può aver bisogno di sedazione e di anestesia regionale o generale. L’urologo può utilizzare il cistoscopio per cercare restringimenti, blocchi o calcoli nel tratto urinario.

Ecografia transrettale

Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. Il medico può orientare il traduttore con angoli diversi per esaminare più organi. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, radiologo o urologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Gli urologi usano quasi sempre l’ecografia transrettale per esaminare la prostata. Durante l’ecografia transrettale, viene inserito nel retto del paziente un trasduttore, leggermente più largo di una penna, che viene posizionato vicino alla prostata. L’immagine ecografica mostra le dimensioni della prostata e la presenza di eventuali anomalie, come i tumori. L’ecografia transrettale non può diagnosticare con sicurezza il cancro della prostata.

Biopsia

La biopsia è una procedura che richiede il prelievo di un piccolo pezzo di tessuto prostatico per un esame al microscopio. L’urologo esegue la biopsia in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Il paziente verrà leggermente sedato; l’esame avviene in genere in anestesia locale, anche se, in alcuni casi, il paziente avrà bisogno di un’anestesia generale. L’urologo impiega una tecnica di immagini, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica, per guidare l’ago della biopsia nella prostata. Il tessuto prostatico verrà quindi esaminato in un laboratorio da un patologo, ossia da un medico specializzato nell’analisi diagnostica dei tessuti. L’esame può far rilevare la presenza di un eventuale cancro.

Analisi dello sperma

L’analisi dello sperma permette di misurare quantità e qualità dello sperma e degli spermatozoi. Il paziente raccoglie un campione di sperma in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Un campione di sperma può far rilevare sangue e segni di infezione.

Cura e terapia

Il trattamento dipende dal tipo di prostatite.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

Nel caso della prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo del trattamento è la riduzione del dolore, del fastidio e dell’infiammazione. I sintomi sono variegati e nessun singolo trattamento funziona sempre. Benché gli antibiotici non aiutino a trattare una prostatite non batterica, l’urologo li può prescrivere, soprattutto inizialmente, fino ad escludere totalmente un’infezione batterica. L’urologo potrà prescrivere altri farmaci:

  • silodosina (Urorec®)
  • inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride (Proscar®) e dutasteride (Avodart®)
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come aspirina, ibuprofene, …
  • glicosaminoglicani, come la condroitina solfato
  • rilassanti muscolari, come ciclobenzaprina (Flexiban®) e clonazepam (Rivotril®)
  • neuromodulatori come amitriptilina, nortriptilina (Larozyl®) e pregabalina (Lyrica®)

Trattamenti alternativi (da valutare sempre preventivamente con lo specialista) possono consistere in:

  • bagni caldi, chiamati bagni derivativi;
  • terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici;
  • terapia fisica, come:
    • esercizi di Kegel, ossia contrazione e rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica e quest’ultima nella sua posizione corretta. Sono noti anche come esercizi muscolari pelvici;
    • rilassamento miofasciale, ossia pressione e allungamento, talvolta con raffreddamento e riscaldamento, di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce. Questa tecnica è nota anche come rilassamento dei trigger point miofasciali;
    • esercizi di rilassamento;
  • biofeedback;
  • fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa (Permixon®, Saba®);
  • agopuntura.

Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

Assistenza psicologica e riduzione dello stress possono diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

Prostatite batterica acuta

L’urologo tratta la prostatite batterica acuta con antibiotici. Gli antibiotici prescritti potranno dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di solito prescrive antibiotici orali per almeno due settimane. L’infezione può recidivare, quindi alcuni urologi raccomandano l’assunzione degli antibiotici orali per 6 – 8 settimane. Casi gravi di prostatite acuta possono richiedere brevi ospedalizzazioni per poter somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo un trattamento EV, il paziente dovrà proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. La maggior parte dei casi di prostatite batterica acuta guarisce completamente con i farmaci e piccoli cambiamenti della dieta. L’urologo può raccomandare di:

  • evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica, come gli alcolici, le bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati;
  • aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

Prostatite batterica cronica

L’urologo tratta la prostatite batterica cronica con antibiotici, ma il trattamento richiede una terapia di lunga durata. L’urologo potrà prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi per prevenire infezioni ricorrenti. Lo specialista può anche prescrivere un antibiotico differente o una combinazione di antibiotici se l’infezione continua a recidivare. Può infine raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

L’urologo può usare alfa-bloccanti impiegati nella prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. Questi farmaci aiutano i muscoli della vescica a rilassarsi vicino alla prostata e riducono i sintomi quali la minzione dolorosa. Può essere necessario un intervento chirurgico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. La rimozione chirurgica di tessuto cicatriziale dall’uretra spesso migliora il flusso di urina e riduce la ritenzione urinaria.

Prevenzione

Non è possibile prevenire la prostatite. La comunità scientifica sta attualmente cercando di capirne meglio le cause e sviluppare strategie di prevenzione.

Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della prostatite. Durante il trattamento della prostatite batterica, l’urologo può raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica (bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati). Sarà necessario discutere con il proprio medico o con un dietista la propria dieta ottimale.

Fonte Principale: NIH (traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. wiki

    buon giorno dottore ho visto la sua gentilezza nel risolvere molti problemi ho fatto esame psa volevo sapere qualcosa in merito psa reflex 4.906 psa free 0.710 ratio psaf/psa 14.47 ringrazio di cuore per ogni suo consiglio buona giornata wiki scusi ho 70 anni.

  2. Marco

    Buonasera dottore, ho 38 anni e questa settimana mi è successo un paio di volte che subito dopo la minzione ho come avuto la sensazione di non averla del tutto completata, associata ad un leggero fastidio/bruciore, che non avverto invece durante la minzione. Nel corso di indagini per indagare cause di infertilità ho già effettuato diversi esami e visite che non hanno riscontrato nulla se non un enterococco curato con antibiotici e un altra volta piospermia, curata nuovamente con antibiotici. La prostata era a posto. Questo sintomo cosa può essere? Una prostatite o una leggera cistite? Grazie per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le due infezioni sono state verificate dopo la cura?

  3. marco

    Anzitutto grazie per la celere risposta. L’infezione da enterococco era stata un anno fa e dopo cura antibiotica di un mese la spermiocoltura era negativa, ma lo spermiogramma ripetuto ad aprile 2014 dava piospermia. Ho ripreso antibiotici piu volte ad aprile e a luglio e finalmente a settembre lo spermiogramma non aveva più piospermia e la spermiocoltura ripetuta nuovamente sia a luglio che a settembre era negativa. Questo fastidio non l’avevo mai avuto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi ha scritto nel primo intervento che è successo due volte questa settimana, è ancora successo?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non succederà più direi che possiamo dimenticarcene, diversamente il medico (che comunque la invito ad interpellare) suggerirà qualche approfondimento.

  4. claudio

    salve dottore,vorrei sapere se gli esami del sangue e urine possono risultare anche normali in caso di prostatite? e si puo vedere qualcosa dall’ecografia all’addome?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, possono essere normali, dipende da che cosa viene analizzato.
      2. Ci si può fare un’idea, per esempio, della dimensione.

  5. Anonimo

    Salve, le scrivo con non poco imbarazzo, ma è una situazione per me impossibile da sostenere.
    Da circa 3 mesi ho problemi a livello dei genitali, insomma pene compreso. Dopo aver consultato un andrologo mi ha riferito che avevo una prostatite in via di risoluzione, e mi ha liquidato dandomi degli antibiotici(Ciproxin mi pare si scriva così).
    Gin quì tutto ok nel senso avevo bruciori e fastidi, ma con l’antibiotico stavo meglio.
    Poi ho cominciato ad avere dolori al pene, sono andato a fare un ecocolor doppierà dinamico penieno mi pare si chiami così e non hanno riscontrato problemi, dopo un ecografia totale anche a reni prostata e genitali mi hanno detto che avevo ancora dei sedimenti in vescica.
    Il problema sorge ora, sono stra in ansia ogni minimo sintomo mi sembra accentuato, ma da 3 giorni ho un deficit erettivo, tento di spiegarmi meglio, riesco a raggiungere l’erezione masturbandomi, anche se è un periodo in cui lo faccio più che altro per provare se tutto ancora funziona, resta di fatto che sono sparite le erezioni spontanee, per esempio prima vedendo una ragazza bella in TV già era in erezione.
    Di notte il pene va in erezione.
    Anche l’ultimo orgasmo indotto da masturbaZione è stato strano, meno piacevole degli altri. Che mi sta succedendo? Sto diventando impotente? Ho 19 anni.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È subentrata tanta, tanta ansia; cerca di scrollarti di dosso queste paure e vedrai che tutti i sintomi regrediranno.

    2. Anonimo

      Ho paura di dire una boiata, ma io sono una persona abbastanza introversa e diciamo eccentrica se si può dire, ho avuto una brutta infanzia e alcune cose, anche sul punto di vista sessuale mi hanno scosso, non parlo dei miei genitori, persone meravigliose, ma diciamo che ho avuto un brutto episodio che ogni tanto mi rieccheggia nei ricordi.
      Io da quando avevo 15-16 anni sono diventato diciamo cinico, ho perso pure una parte di me stesso dopo quello che mi è capitato ho cominciato ad avere 3000 problemi, ho cominciato a smettere di far trasparire i miei sentimenti ed ho chiuso il cuore in uno scrigno come si suol dire.
      Mi sento sempre inadeguato e non all’altezza.
      Da una settimana però qualche cosa è cambiata, ho conosciuto una ragazza e gin da subito mi sono preso per la prima volta una cotta per una persona dopo troppi anni, ed ho una paura matta di rovinare la mia prima vera relazione amorosa per colpa di questi problemi che sono sorti.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra retorica, ma non lo è: ascolta il tuo cuore e non rovinerai mai nulla.

  6. Anonimo

    Salve dottore
    dopo aver esagerato con la mia ragazza (in 2 giorni e mezzo abbiamo fatto l’amore 7 volte) all’ultima eiaculazione ho riscontrato come dei piccoli grumi nello sperma in numero abbastanza elevato. Nessun dolore anche se il pane non era molto eretto. È la prima volta che mi capita credo.. a cosa possono essere dovuti questi grumi? Come una sorta di molliche di pane presenti all ‘ interno….. c’è da preoccuparsi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non darei peso all’accaduto, mi aspetto che al prossimo rapporto non compaia più.

    2. Anonimo

      La terrò aggiornato se vuole.. grazie mille..una buona giornata e buon lavoro :-)

  7. max

    salve, da un paio di mesi riscontro che la pressione dell’urina di mattina si è ridotta del 30% . puo darmi una risposta ho quasi 50 anni.
    non ho dolore o altri sintomi , vado in bagno circa 5 – 7 volte al giorno
    grazie

    1. max

      ho fatto esami di urine e sangue : TUTTO OK
      solo il PSA totale = 7
      che ne pensa? NON ALTRI SINTOMI

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ribadisco la necessità di una visita urologica; potrebbe essere solo ipertrofia prostatica benigna, ma va verificato.

  8. Jerry

    salve, ho 50 anni e quasi un mese che soffro di disturbi e fastidi nel basso addome tutto è cominciato quando un giorno sono andato al bagno facendo feci grosse e dure provocando la rottura della ragade anale già operata 20 anni fa,ho fatto un po di sangue,dopo alcuni giorni ho cominciato ad avere problemi nell’ urinare e bruciori a fine minzione con sgocciolamento finale,e dolori anali e all’addome basso,dopo alcuni giorni avvertivo sempre piu’ problemi anali è mi è venuta la febbre e urinavo frequentemente e avevo forti dolori alla schiena,andato al mio medico curante mi ha prescritto normix x 5 giorni,dopo 5 giorni i problemi si erano un po’attenuati tornando dal medico mi prescrive un antibiotico per la vie urinarie mi sembra la Flomaxcina 600, e ansiolitici, attualmente ho dei giorni che sto bene ad alternarsi dei giorni come oggi con dolori addominali e all’ano e frequenti minzioni senza piu’ bruciori,ma questi dolori mi si irradiano anche a entrambi l’inguine e ho una debolezza da non reggersi in piedi con scarsa concentrazione!!!!!!! voglio far notare che tutte le volte controllo le feci e non vedo sangue ne occulto ne rosso,la diagnosi del mio medico è stati ansiosi associati a stati depressivi!!!!!!!!!! vorrei sapere cosa ne pensate. Grazie anticipatamente in attesa di risposta

    cordiali saluti

    1. Jerry

      ho fatto gli esami dell’urine e del sangue, tutto ok tranne nelle urine emoglobina 0,20 eritrociti 47, per il medico tutto ok……..

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      In assenza di sintomi urinari probabilmente ha ragione.

    3. Jerry

      OGGI HO FATTO UNA VISITA UROLOGICA, LA DIAGNOSI “SOSPETTA PROSTATITE” DATO CHE IL PSA E 0,3 MI HA DETTO DI PROVARE UNA SETTIMANA CON UNA SUPPOSTA AL GIORNO A BASE DI ERBE(OGGI NON LI HO TROVATE IN FARMACIA E SINCERAMENTE NON RIESCO A LEGGERE IL NOME SULLA RICETTA) SE NON PASSA MI HA DETTO CHE TRA UNA SETTIMANA DI TORNARE X FARE UNA CURA DI ANTIBIOTICI SPECIFICI, MI HA SCONSIGLIATO DI FARE UNA COLONSCOPIA PRIMA CHE IL PROBLEMA VENGA RISOLTO SI RISCHIEREBBE DI AUMENTARE L’INFIAMMAZIONE.GRAZIE SEMPRE GENTILI

  9. rino

    buongiorno dottore ,da qualche mese noto durante iaculazione dei grumi duricci giallastri nello sperma con qualche fastidio come se si bloccano , sento come graffiare e lieve fastidio parte alta del testicolo sinistro.di cosa potrebbe trattarsi?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che raccomandare una visita urologica, per capire se si tratti di pus od altro.

  10. rino

    io ho 37 anni ho varicocele di 3 grado lei crede che c entri qualcosa?il fastidio si verificava raramente invece ora ogni iaculazione ,oltre a grumi duri noto anche sperma piu denso .il tutto crea piccoli fastidi alla fuoriuscita del liquido come se si blocca.ne ho parlato per telefono con i mio medico e mi ha detto di bere molto ..inoltre mi hadetto di prendere mondex.lei cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, non dovrebbe influire.
      2. Mondex è un antibiotico, quindi probabilmente ha ipotizzato la stessa cosa; provi con fiducia, se non passasse non trascuri il problema e lo ricontatti.

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