Problemi di memoria, Alzheimer e demenza senile

Ultimo Aggiornamento: 8 giorni

Introduzione

Maria fa la maestra da 35 anni.

Insegnare le piace e la rende realizzata, ma di recente ha iniziato a dimenticare i dettagli ed è diventata sempre più disorganizzata; all’inizio non ci faceva troppo caso e la prendeva sul ridere, ma poi i problemi di memoria sono peggiorati.

La famiglia e gli amici le sono vicino, ma non sanno più di tanto che cosa fare. I parenti e i colleghi sono preoccupati per il suo rendimento in classe ed il preside le ha consigliato di farsi vedere da un medico.

Maria è frustrata e arrabbiata con se stessa e si chiede se questi problemi possano essere un sintomo dell’Alzheimer oppure se siano semplici problemi di memoria, di quelli normali quando si invecchia.

Invecchiando la memoria si modifica

I problemi di memoria possono essere una normale conseguenza dell’invecchiamento, con il passare degli anni tutto l’organismo cambia e anche il cervello non è da meno. Si può impiegare più tempo per imparare qualcosa di nuovo, non ricordare le informazioni così bene come in passato o si può tendere a perdere le cose, ad esempio gli occhiali.

Alcuni anziani, inoltre, lamentano di non avere risultati paragonabili a quelli dei giovani nei compiti di memoria più complessi o nei test di apprendimento.

Si tratta di solito di problemi di memoria lievi e la ricerca ha dimostrato che, a patto di fornire un tempo sufficiente, le persone più anziane possono comunque ottenere buoni risultati, paragonabili a quelli dei giovani.

Inoltre con l’andare degli anni gli adulti sani spesso migliorano in alcuni ambiti cognitivi, ad esempio nelle capacità linguistiche e nell’uso del lessico.

Cause

Alcuni problemi di memoria sono connessi a disturbi o patologie specifiche, ad esempio la perdita di memoria o addirittura la demenza possono essere causati da

I problemi di memoria, inoltre, possono essere causati da alcune patologie della tiroide, dei reni o del fegato e la prognosi è tanto migliore quanto più precocemente avviene la diagnosi.

Anche i problemi emotivi come lo stress, l’ansia o la depressione, possono rendere il paziente più distratto e possono essere scambiati per demenza; ad esempio chi di recente è andato in pensione o sta affrontando la perdita del partner, di un parente o di un amico, può sentirsi triste, solo, preoccupato o annoiato. Cercare di affrontare questi cambiamenti della propria esistenza può provocare difficoltà di attenzione o disturbi della memoria.

La confusione e le difficoltà a ricordare, quando sono di origine emotiva, di solito sono temporanei e scompaiono quando la causa scatenante viene superata, ma possono essere alleviati anche con l’aiuto degli amici e della famiglia.

Se invece si protraggono per molto tempo è importante farsi aiutare dal medico o da uno psicologo (la terapia può essere psicologica e/o farmacologica).

Quando chiamare il medico

In alcuni anziani i problemi di memoria sono sintomo di una patologia più grave, come il deterioramento cognitivo lieve o la demenza.

Chi è preoccupato perché ha qualche problema di memoria dovrebbe consultare il medico, che se ne occuperà in prima persona, oppure delegherà a uno specialista la valutazione fisica e mentale del paziente.

In molti casi ad occuparsi delle visite è il neurologo, un medico specializzato nella terapia dei disturbi del cervello e del sistema nervoso centrale.

Diagnosi

Se siete preoccupati per un problema di memoria grave, vostro o di qualcuno che conoscete, rivolgetevi al medico, che può essere in grado di diagnosticare il disturbo oppure indirizzarvi presso un neurologo, un neuropsicologo, un geriatra o uno psichiatra. I medici specializzati nella terapia dell’Alzheimer possono consigliarvi alcuni utili approcci per gestire il problema, oppure suggerire terapie o servizi che potrebbero esservi utili.

Una visita accurata per i disturbi della memoria deve comprendere l’esame della storia medica del paziente, compresi

  • l’uso di farmaci con e senza ricetta,
  • della dieta,
  • dei problemi di salute passati
  • e dello stato di salute attuale.

La diagnosi corretta dipende anche dalla cura nella raccolta dei dettagli quindi, oltre a parlare con il paziente, il medico potrà richiedere informazioni a un familiare, a una badante o agli infermieri oppure a un amico.

Gli esami del sangue e delle urine possono aiutare il medico a scoprire la causa dei disturbi di memoria o della demenza, il medico, inoltre, può condurre test per accertare la perdita di memoria, le abilità linguistiche o di risoluzione dei problemi.

La TAC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica (MRI) del cervello possono aiutare ad escludere alcune cause dei problemi di memoria.

MCI (deterioramento cognitivo lieve)

Alcune persone con disturbi di memoria soffrono di una patologia detta deterioramento cognitivo lieve o MCI.

Chi soffre di questo disturbo ha problemi di memoria maggiori rispetto a quelli dei suoi coetanei, ma i sintomi non sono così gravi come quelli dell’Alzheimer, quindi il paziente è in grado di svolgere tranquillamente le normali attività.

Tra i sintomi più comuni del deterioramento cognitivo lieve ricordiamo:

  • perdere frequentemente oggetti personali (chiavi, occhiali, …),
  • dimenticare gli eventi e gli appuntamenti importanti,
  • avere problemi a scegliere le parole per formulare le frasi.

La famiglia e gli amici possono notare vuoti di memoria e il paziente può iniziare a preoccuparsi di queste difficoltà, e quindi è spinto a rivolgersi al medico per ottenere una diagnosi.

I ricercatori hanno scoperto che i pazienti affetti da MCI corrono un rischio maggiore della norma di ammalarsi di Alzheimer entro un certo periodo di tempo, tuttavia non tutti i pazienti affetti da MCI svilupperanno il morbo.

Attualmente non esiste alcuna terapia standard per il MCI. Di solito il medico controlla e sottopone ad esami il paziente con regolarità, per scoprire eventuali cambiamenti nella memoria e nelle capacità cognitive. Per curare il MCI amnesico non è stato approvato alcun farmaco specifico.

Demenza

La demenza è la perdita delle facoltà di pensiero, memoria e ragionamento al punto che il paziente non è più in grado di svolgere le normali attività.

La demenza in sé non è una malattia, ma è il termine usato per indicare un gruppo di sintomi causati da determinati disturbi o patologie come l’Alzheimer. Chi soffre di demenza presenta una compromissione delle proprie facoltà mentali in gradi diversi.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • non riuscire a ricordare avvenimenti, nomi, scadenze, …
  • ripetere più volte la stessa domanda o la stessa storia in continuazione,
  • perdersi in luoghi familiari,
  • non riuscire a seguire le indicazioni e le istruzioni,
  • essere disorientati rispetto al tempo, alle persone e ai luoghi,
  • non curare la sicurezza, l’igiene personale e l’alimentazione.

Le due forme più frequenti di demenza senile sono l’Alzheimer e la demenza vascolare e attualmente non esiste alcuna terapia per guarire da queste condizioni.

Nell’Alzheimer i neuroni di alcune zone del cervello subiscono un processo di degenerazione e muoiono; i sintomi dell’Alzheimer si manifestano con gradualità e peggiorano sempre più, man mano che la degenerazione neuronale progredisce.

Con il passare del tempo la perdita di memoria dà luogo a gravi problemi con il pensiero, la capacità di giudizio, il riconoscimento dei familiari e degli amici e l’esecuzione di attività normali, come guidare la macchina o maneggiare il denaro. Alla fine, il paziente deve essere seguito giorno e notte.

Nella demenza vascolare, il tessuto cerebrale muore a causa di una serie di ictus o alterazioni del flusso sanguigno. I sintomi della demenza vascolare possono variare, ma di norma iniziano all’improvviso, a seconda della zona del cervello in cui si sono manifestati gli ictus e della loro gravità. La demenza vascolare può colpire

  • la memoria,
  • le facoltà linguistiche,
  • il ragionamento
  • e la capacità di coordinazione del paziente.

Sono inoltre comuni gli sbalzi di umore e i cambiamenti di personalità.

Non è possibile rimediare alle lesioni provocate da un ictus, ma è molto importante andare il prima possibile al pronto soccorso in caso di manifestazione dei sintomi tipici.

È anche fondamentale prendere provvedimenti in ottica prevenzione, per evitare ulteriori peggioramenti.per prevenire altri ictus, che farebbero peggiorare i sintomi della demenza vascolare.

Alcuni pazienti soffrono sia di Alzheimer sia di demenza vascolare.

Terapia della demenza senile

Chi soffre di demenza senile può essere seguito da un medico generico, da un neurologo, da un internista, da un geriatra o da uno psichiatra.

Il medico è in grado di curare i problemi fisici e comportamentali del paziente (come l’aggressività, l’agitazione o la tendenza a vagabondare) e rispondere alle domande del paziente o della famiglia.

Chi soffre di demenza provocata dall’Alzheimer probabilmente dovrà assumere dei farmaci, tra i più comuni ricordiamo:

  • donepezil (Aricept®),
  • rivastigmina (Exelon®),
  • galantamina (Reminyl®),
  • memantina (Ebixa®), usato per le forme più severe.

Questi farmaci sono in grado di rallentare il peggioramento della condizione, salvaguardando le capacità di pensiero, memoria e parola; possono inoltre talvolta alleviare determinati problemi comportamentali di alcuni pazienti per un periodo variabile tra alcuni mesi e alcuni anni, tuttavia non impediscono la progressione dell’Alzheimer.

Chi soffre di demenza vascolare dovrebbe prendere provvedimenti per prevenire ulteriori ictus. Tra le decisioni più importanti ricordiamo:

Sono in corso ricerche per sviluppare farmaci in grado di diminuire la gravità dei problemi cognitivi e di memoria che accompagnano la demenza vascolare, mentre altre ricerche stanno esaminando gli effetti dei farmaci contro alcuni sintomi di questo tipo di demenza.

Aiutare un malato

I familiari e gli amici possono aiutare i pazienti affetti da demenza lieve a continuare a svolgere le normali attività, a fare attività fisica e a mantenere i contatti sociali.

Chi soffre di demenza deve essere tenuto al corrente di tutti i dettagli sulla sua vita, ad esempio dell’ora, del luogo in cui vive, di che cosa succede in casa o nel mondo.

Si possono usare diversi aiuti per la memoria, alcune famiglie ad esempio ricorrono a un grande calendario, agli elenchi di cose da fare, agli appunti contenenti alcune semplici istruzioni per la sicurezza e alle istruzioni scritte riguardanti l’uso degli elettrodomestici e delle dotazioni della casa.

Prevenzione

Chi ha problemi di memoria lievi può usare diverse tecniche per vivere una vita sana e mantenere in allenamento la memoria e le capacità mentali. Ecco alcuni consigli utili:

  1. Pianificate, scrivete degli elenchi di cose da fare e aiutatevi con i post-it e i calendari. Alcune persone trovano che è più facile ricordare qualcosa se la si associa mentalmente a qualcos’altro di significativo, ad esempio al nome di qualcuno che conosciamo, di una canzone, di un libro o di un programma televisivo.
  2. Dedicatevi ai vostri interessi o agli hobby e fatevi coinvolgere in attività in grado di mantenere in salute sia la mente sia il corpo.
  3. Fate attività fisica e ginnastica. Diverse ricerche hanno collegato l’esercizio fisico (ad esempio le passeggiate) a una migliore funzionalità cerebrale, anche se sono necessarie ulteriori studi per poter affermare con sicurezza che l’esercizio fisico è in grado di mantenere la funzionalità cerebrale oppure di prevenire o ritardare i sintomi dell’Alzheimer.
  4. Andateci piano con gli alcolici. Alcune ricerche suggeriscono che il consumo moderato di alcool può avere effetti benefici sulla salute, però eccedere con l’alcol per lunghi periodi può causare gravi problemi di memoria e danni permanenti al cervello.
  5. Dedicatevi ad attività, come l’esercizio fisico o un hobby, in grado di alleviare lo stress, l’ansia o la depressione. Se questi stati d’animo continuano per molto tempo, chiedete consiglio al medico.

Fonte principale: NIH

Adattamento e integrazione a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Salve dottore,ho 23 anni e sono molto preoccupata. A volte soffro di formicolii al lato ex del corpo:tutti quelli che mi han visitato (tra cui 2 neurologhe)mi hanno detto che è solo ansia/stress allora mi ero tranquillizzata fino a questo periodo dove comincio ad accusare vuoti di memoria (soprattutto quella a breve termine fa davvero schifo),confusione mentale,pensieri incoerenti,distrazione frequente,umore instabile e mi son chiesta e se quei formicolii che sentivo fossero stati episodi ischemici.Si spiegherebbe come mai accuso i sovracitati sintomi anche perché sono sempre stata una persona con una memoria di ferro… Scusi il disturbo e grazie mille!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche questi sono tutti sintomi compatibili con l’ansia, quindi verifichi con il medico e non salti a conclusioni.

    2. Anonimo

      Non sarebbero compatibili neanche con MCI o demenza precoce vero? Scusi se continuo a rompere ma sono un po’ nel panico

  2. Anonimo

    Sono 92.enne, tuttora sano ed efficiente escludendo l’occhio sn. annebbiato e l’orecchio sn. molestato da acufeni soprattutto di notte.
    Marcio ancora alla bersagliera con tratti di corsa per almeno un’ora al giorno, faccio ginnastica e nuoto, in tutto tre ore pro die. Potrei accontentarmi se, oltre a qualche vuoto di memoria non avessi un sonno poco profondo ed esageratamente lungo di notte (da 12 e più ore!) e un sopore insistente di giorno con 4-6 pennichelle di ca. mezz’ora. Domanda: è demenza senile con fatale capolinea? Non mi ribello all’inevitabile rimminchionimento di spettanza, ma vorrei vederci chiaro. Cosa mi suggerite.Cordialmente – S.V.W. – San Bernardino al Avila Caracas.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo, ritengo invece che l’elevata attività fisica richieda tempi di recupero che si allungano con l’età; il medico cosa ne pensa?

  3. Anonimo

    ho 50anni, in menopausa già da molti anni e da un po’ di tempo tendo ad avere l’abitudine di nascondere le chiavi e le cose che penso che in mia assenza possano rubare in casa. Premetto che mi hanno aperto la porta di casa di recente e questo fatto ha fatto crescere la mia ansia. Per motivi di lavoro sono fuori casa 12 ore al giorno e a volte mi preoccupo perché non riesco a fare tutto quello che dovrei.Non riesco ad organizzarmi e perdo le ore a cercare gli oggetti in casa che ricordo di aver messo in determinati posti. Se non riesco a trovarli mi viene una sorta d’ansia con veri e propri attacchi di panico e non trovo pace finché non li ho trovati. Ma l’ultimo episodio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tornata a casa dopo 15 ore per problemi di lavoro e sttanchissima , ho nascosto le chiavi del negozio e l’indomani mattina controllando che tutte le chiavi fossero al loro posto mi sono resa conto di averle messe da qualche parte ma non ricordo più dove. ho ribaltato casa e garage, ma niente. questo episodio oltretutto potrebbe causarmi problemi al lavoro. A chi mi devo rivolgere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Neurologo, ma perchè ritengo che l’episodio di furto subito (purtroppo ne so qualcosa) ha fatto crescere l’ansia a livelli patologici e questa andrà curata. Non c’è motivo di pensare ad altri disturbi.

  4. Anonimo

    Ho letto un decalogo contro il declino cognitivo. Quanto incide la prevenzione?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere moltissimo; il cervello è come un muscolo, se lo manteniamo allenato si manterrà in salute più a lungo.

  5. Anonimo

    salve, sono figlio di un malato di demenza senile ammalato all eta di 63 anni oggi ne ha 71 e non parla piu vorrei sapere se ce qualcuno che sappia dirmi se mio padre ancora mi capisce grazie…

  6. Anonimo

    Salve, il commento non è del tutto attinente, ma riguarda la concentrazione e la memoria, però dal punto di vista di una studentessa. Sto preparando un esame di abilitazione. Devo ricordare il contenuto di 6 materie. Vorrei prendere qualcosa per la memoria e la concentrazione. Tra i farmaci in commercio, cosa mi consiglia? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo a nulla che sostenga di aiutare la memoria (qualche lavoro in letteratura sembra ipotizzare un aiuto dal ginkgo, ma ho qualche perplessità); nei Paesi anglosassoni usano farmaci veri e propri, ma lascerei perdere questa strada.

    2. Anonimo

      No farmaci veri e propri assolutamente. Pensavo a vitamine o cose del genere. Ma se li sconsiglia, eviterò

  7. Anonimo

    io anche ho mia madre con demenza senile vorrei scoprire altri farmaci non cammina piu e ha le piaghe da decubito che io sto curando da sola a spese mie perche la asl non da niente pultroppo soffre di morbo di parchinson rigido

  8. Anonimo

    Buongiorno, io scrivo perchè sono un po’ preoccupata per il mio fidanzato. Non ha problemi ne a formulare pensieri ne a esprimersi in alcun modo. Sempre più spesso dimentica però le cose che gli si dicono o che lui stesso chiede. Molto spesso accade con cose dette o domande fatte, e a distanza di qualche giorno lui è convinto che non si sia mai parlato di certi argomenti.
    Mi è capitato mi rifacesse la stessa domanda 3-4 volte nel giro di 2 settimane convinto di non avermela mai fatta.
    Questa cosa inizia ad inficiare anche sul suo lavoro perchè prende accordi con i cliente e poi se ne dimentica in parte, (non di tutto si intende, ma di parti comunque importanti).

    Mi saprebbe indicare se è il caso di preoccuparsi e nel caso, si puo fare una visita con qualcuno che possa chiarire la situazione? (se si potessero evitare gli aghi sarebbe più disponibile alle mie insistenze, non ne è amante)

    Grazie molte per la disponibilità.

    1. Anonimo

      Sicuramente un po’ per il lavoro, ma non poi così tanto da giustificare un problema simile a mio parere, quanto meno non a 35 anni.
      Lei cosa ne pensa?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo stress può in realtà portare a sintomi anche severi come quelli descritti, ma sicuramente se persistessero una visita neurologica per togliersi ogni dubbio potrebbe essere consigliabile.

  9. Anonimo

    Mia mamma ha un declino cognitivo verosimilmente senile, ciò significa che ha la demenza senile? Devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, la sta sviluppando.
      2. Difficile rispondere alla seconda domanda, dipende dalla severità del declino, dalla velocità con cui si manifesta, …

    2. Anonimo

      Salve c’è qualche cura mia madre sta prendendo citicolina e nicetilene ma senza alcun risultato vorrei chiedere se mi può aiutare suggerendomi una terapia, la ringrazio se mi può aiutare, prende anche il nimotop ma è disperata e anche io con lei,

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non posso prescrivere farmaci, ma quanto sta prendendo va già bene; è molto importante aiutarla a restare serena ed ottimista, l’atteggiamento mentale è probabilmente l’aspetto più importante, così come mantenere vivi interessi e passioni (per quanto possibile).

    4. Anonimo

      Buongiorno ho una moglie che ha 70 anni e ogni volta che fa la risuonanza gli esce un decadimento cognitivo da senile,mia moglie di sintomi presenta che dimentica poco le cose ma i medici non gli danno medicine che dicono che non e demenza senile ma è solo distrazione nel fare le cose, vorrei sapere che dato che ha ernie cervicali, ernie alla schiena e pressione alta se questa è demenza senile o no perché c’è scritto come da senilita, la ringrazio sono un marito solo vi saluto e buona serata,Vincenzo

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo sia impossibile esprimere giudizi, sarebbe come tirare ad indovinare.

  10. Anonimo

    mia madre ha 88 anni e da 5 o 6 anni dimentica le cose recenti e in parte quelle più antche.Con molta fatica riesce a recuperare. La cosa strana è che il suo pessimo antico carattere riaffiora proprio quando sta meglio. Non sembra deteriorare velocemente e dorme discretamente. Maltratta molto la bravissima badante ma poi recupera… Cosa distingue nettamente Alzheimer e demenza non-Alzheimer?

  11. Anonimo

    Mia nonna ebbe l’alzheimer a 75 anni, ma in famiglia nessun altro caso, mai più ricomparsa, si trattò di un caso sporadico; lei non aveva problemi di circolazione, diabete, colesterolo, ecc, appariva piuttosto stanca e stressata, perciò mi domando se in alcuni casi la malattia venga per cause di natura psicologica, cioè sarebbero le persone a voler staccare la spina, ad arrendersi? e l’ansia è un fattore di rischio per la malattia?

    1. Anonimo

      Capisco, anche se non è abbastanza chiaro in parte quali siano i meccanismi che innescano la malattia, nel caso di mia nonna, unico caso senza più ricomparsa in nessun altro membro di famiglia, c’è un rischio elevato che anche io possa contrarla in età avanzata, o il rischio è lo stesso del resto della popolazione?

  12. Anonimo

    Salve dottore…mia nonna 82 anni compiuti da quando è morto mio nonno a marzo di quest anno dopo una vita insieme..ha cominciato a cambiare un Po. .le sottolineo che in questi mesi abbiamo avuto comunque situazioni brutte in casa con altri suoi figli..da settembre (dopo queste brutte situazioni) mia nonna ha cominciato ad essere sospettosa sui propri figli dicendo che le avessero sottratto oggetti e soldi…lei ricorda tutto..ma davvero tutto è una donna attiva ed autonoma..lei pensa che possa essere un sintomo di alzheimer o di demenza?

  13. Anonimo

    Vorrei aggiungere che ultimamente è anche abbastanza depressa e ripete spesso che vuole morire…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo affatto che si tratti di demenza, mentre in casi come questo vedo spesso prescrivere cure antidepressive con buoni risultati sulla serenità del paziente.

  14. Anonimo

    Quindi il fatto che abbia sospetti sui figli sia legato ad una forte deoressione? …dimenticavo..la notte dorme poco…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo non glielo so dire, perchè si entra sulle dinamiche famigliari che prescindono la medicina (i fatti successi possono aver dato valide ragioni alla signora per questi sospetti).

  15. Anonimo

    Non so come mia nonna abbia potuto interpretare la situazione..comunque le ripeto che è lucida..svolge attività autonome come le faccende domestiche..cura personale..e spesso le faccio domande a trabocchetto su cose avvenute di recente e cose passate..e lei risponde correttamente anche correggendo. .quindi escluderebbe alzheimer e demenza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Con tutti i limiti della situazione (parere a distanza, NON sono neurologo, …) sì, lo escluderei.

  16. Anonimo

    Salve dottore, avendo letto di certi studi che indicano la mancanza di sonno come possibile causa per la demenza, avvalorando sempre più questa tesi, sono proccupato dal momento che per problemi di natura ansiosa-depressiva, mi capita in determinati periodi di non dormire regolarmente x alcuni giorni per poi riprendere, poi a notti alterne; ho 35 anni e non ho mai curato questa condizione con farmaci, anche per il medico curante è una situazione di nervosismo e ansia. mi preoccupa quello che ho sopra specificato. lei cosa mi dice? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia tranquilla, si tratta intanto solo di un fattore di rischio, poi capita a tutti di passare dei periodi in cui si dorme poco (per scelta, necessità o cause di forza maggiore).

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta dottore, ho letto di conseguenze drammatiche dovute alla mancanza di sonno, ma dipende comunque da tante situazioni e circostanze, non è la stessa cosa per tutti, giusto? poi quello che leggiamo sul web può a volte essere un pò esagerato e non bisognerebbe dare tutto per scontato?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Giusto.
      Assolutamente sì, il referente per la salute è il suo medico, non il web.

  17. Anonimo

    Buongiorno,mia madre 75 anni da anni assume farmaci per epilessia sotto controllo neurologico (gardenale e amital) Da alcuni mesi assume anche (senza controllo) dosi importanti di cardiazol paracodina che usa per i dolori di varia natura e per la tosse. Ultimamente ho scoperto che arriva a consumare 1 flacone di gocce al giorno. Sono molto preoccupata mentre il dottore di base quasi non mi crede. Ho ragione? Cosa posso fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Le confermo che può essere pericoloso e, se davvero sono queste le dosi, potrebbe essere un problema anche sospendere il farmaco da un giorno all’altro.

      Se ha idea di dove/come li acquisti proverei a parlarne per verificare se le dosi siano davvero queste.

  18. Anonimo

    Vorrei far presente un disturbo comparso da qualche tempo, premetto di non avere particolari problemi di salute, sono però ansioso e un tantino nervoso, ho 40 anni, ho notato che mi succede a volte di ricordar male certe cose, non con precisione come in passato, cioè pur ricordando determinati fatti potrei però sbagliare il periodo o confondere le persone, ma non sempre, ad esempio il nonno che morì nel 2011, io ricordavo nel 2012, oppure ricordavo di un allenatore che tempo fa portò una squadra in promozione, ma in realtà lui era venuto dopo la promozione, mentre era un’altro l’allenatore che guidò la squadra in promozione, e così via…..mai avuti casi di demenza in famiglia. Lei che ne pensa? è una modificazione naturale del mio stato psicologico dovuto in parte all’età e in parte agli eventi quotidiani? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono dimenticanze che capitano a tutti, non si preoccupi.

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta, lei crede che le vitamine B, B1, fosforo possano essere utili alla memoria, oppure no?

  19. Anonimo

    Buongiorno ,
    Mi madre 73 enne ha avuto una diagnosi di malattia di Alzheimer due anni fa .
    Svolge una vita normale sebbene a seguito di varie cadute si è rotta una spalla e una clavicola .
    Unica cura il cerotto .
    Un mese fa alzatasi di notte x andare in bagno è caduta procurandosi in botta alla testa.
    Dopo ha iniziato ad avere nausea e conati accentuati dal movimento , oltre che sudare freddo e sentirsi come influenzata e con pessimo aspetto .
    Pressione e battiti normali .
    Temendo traumi è stata visitata ampiamente al P. Socc. Senza esiti negativi .
    Ieri notte è successa esattamente la stessa cosa senza la botta al capo .
    Il medico di base il gg dopo ha somministrato iniezione e pastiglie che l’hanno rimessa in piedi in qualche ora Fernando il vomito .
    Non ho avuto spiegazioni esaurienti sulle cause di tutto ciò .
    Le chiedo se ritiene siano attinenti alla sua malattia che è ancora in fase iniziale ?
    Il gg prima di cadere era in ottima forma psico fisica .

    Grazie anticipatamente
    Rodolfo

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, dal momento che spesso cade ,si, potrebbe essere anche la malattia di base in quanto in alcuni pazienti può comunque esordire con disorientamento , problemi di coordinazione. Ovviamente deve essere periodicamente rivalutata dal centro specialistico. Saluti

  20. Anonimo

    Salve dottore.. volevo sapere se stanno facendo delle ricerche per la cura dell Alzheimer .. O letto che la malattia porta a eliminare le cellule del cervello.. ma non ce una cura che fa nascere cellule nuove da quelle vecchie??
    Un altra cosa a che punto della gravita della malattia porta a morire?? Grazie.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, le ricerche ci sono, ma purtroppo ancora le cure disponibili ci permettono solo di rallentare l’evoluzione della malattia e non di curarla.
      Non c’è un livello di gravità dell’Alzheimer che fa morire, spesso le persone vanno avanti per anni ma muoiono per altri motivi legati all’età avanzata e ad una maggiore compromissione generale: infezioni, insufficienza cardiaca, insufficienza renale a altro. saluti

  21. Anonimo

    Salve Dottore, è un po’ di tempo che ho problemi di memoria: mi scordo continuamente cosa penso, dove metto le cose, ripeto più volte le cose che dico perché non mi ricordo se quella cosa l’ho già detta oppure no, l’altro giorno ho messo la Nutella nel lavandino invece che nella credenza, infatti quando me lo ha detto mia madre di aver sbagliato quasi non ci credevo, mi sembrava impossibile. Infine la cosa che mi dà più fastidio è che non riesco a parlare bene, intreccio le parole e non riesco a dire ciò che penso in maniera corretta e questo mi fa molto preoccupare perché ho paura di parlare con le persone, perché ho paura che mi deridano e che non riescano a capire ciò che dico. Secondo mia madre avrei bisogno un po’ di Fosforo, secondo Lei?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo poco a queste integrazioni, meglio invece trovare il modo di distrarsi e svagarsi.

  22. Anonimo

    Buongiorno Dottore, ho bisogno di un consiglio, ho mio nonno di 81 anni che soffre di demenza sinile, inizio di alzheimer. Lui alza le mani a sua moglie senza rendersi conto,lei ha riferito a mia madre tutto questo, sono 2 anni che va avanti questa storia e solo ors chiede aiuto, e il caso di denunciarlo? Come bisogna reagire in questo caso davvero triste e pauroso? Aspetto sue notizie, saluti
    Anna

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Chiedo scusa, mi era sfuggita la notifica.

      Farei inizialmente il punto con il medico curante, per capire se ci sia modo di agire dal punto di vista sanitario prima che legale.

  23. Anonimo

    buongiorno dottore, conosco una mia amica che ha la madre di 92 anni che presubibilmente soffre di demenza senile, visto che il fratello si rifiuta sia per un ricovero che per una casa di cura, le chiedo che questa signora nell’ultima settimana e’ peggiorata moltissimo, lei si immaggina che ci sono uomini che vogliono entrare a casa sua con i bastoni, quando stava un pò meglio accusava la figlia di andare a rubare nei campi di oeraggi o a casa sua, tutti questi fenomeni possono portare alla conclusione che sia Alzaimher? e visto il continuo peggioramento non sarebbe il caso di un ricovero? grazie per l’eventuale risposta!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Da questa descrizione non è possibile formulare una diagnosi, anche se chiaramente un qualche disturbo esiste.
      2. Non è per forza necessario un ricovero, ma sicuramente va immediatamente aiutata con l’aiuto di uno specialista (geriatra?).

  24. Anonimo

    Vi prego di aiutarmi. Un mio caro amico a la madre con sindrome di invecchiamento cerebrale precoce ed a 66 anni. Seguita subito da un neurologo che gli a dato psicofarmaci che lhanno resa una donna allettata, stanca. Cosa deve fare. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, molto dipende dal quadro clinico, ma purtroppo sono sindromi che non sempre hanno una buona risposta alle terapie; se non c’è fiducia nello specialista in questione e vogliono un altro parere consiglierei di valutare una visita neurologica presso altro neurologo, magari specializzato nella sindrome in questione.

  25. Anonimo

    mia madre ha alzheimer da 10 anni. oggi ha 78 anni. ultimamente non riesce a defecare e si lamenta molto di piu’. l’aiutiamo con il clistere.mi chiedevo se devo darci qualche medicina diversa per calmarla.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, purtroppo è una patologia degenerativa e come tale va controllata nel tempo perché la terapia necessita di aggiustamenti periodici, per cui va fatta rivalutare la situazione dal neurologo.

  26. Anonimo

    Salve mia zia 83 enne analfabeta (e non conosce bene i soldi)..dopo la morte del marito (2 anni fa) e varie situazioni brutte in famiglia (litigi e cose varie)..ha cominciato ad accusare figli e nipoti di furti e di maltrattamenti se così posso spiegare…non so se si tratta di demenza o alzheimer o di una forte deoressione e attaccamento verso i soldi..poiché ricorda tutto..ed è lucidissima..ricorda le cose a breve termine..si orienta bene nel tempo..ricorda tutti gli appuntamenti o compleanni..secondo lei? Mi dia un parere..grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi permetto di azzardare ipotesi diagnostiche, ma è sicuramente una situazione che può beneficiare di una consulenza specialistica (geriatra).

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non possiamo escluderlo, ma serve comunque una valutazione completa e mirata.

  27. Anonimo

    Buonasera sono molto preoccupata, ho 43 anni, mi capita di avere vuoti di memoria, stamattina sono uscita dal bar ed ho detto dove e ‘ la macchina nn ricordavo dove l’ avevo messa poi mi e’ tornato in mente, ho messo su un tegame oggi x caffè, lo trovatoche nn c’ era piu’ acqua, ho sofferto d’ ansia, attacchi di panico e penso anche depressione, cosa potrebbe essere. X il caffe ‘ e’ successo che sono andata piano di sotto, fuori ho casa grande. Nn ero concentrata….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Stress e ansia possono spiegare la situazione, ma:
      1. Verifichi con il medico,
      2. l’ansia deve essere affrontata.

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