Pressione minima alta: cause, sintomi e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 21 giorni

Introduzione

La pressione minima alta è un disturbo comune nella popolazione, soprattutto tra i giovani. La presenza di alcuni fattori di rischio, quali ad esempio

  • familiarità,
  • età,
  • obesità,
  • sedentarietà,
  • alimentazione sbagliata,

possono favorirne lo sviluppo. Ma di cosa si tratta?

Prima di parlarne, facciamo un breve ripasso sulla pressione arteriosa, rispondendo ad alcune domande.

Cos’è la pressione arteriosa?

Per pressione arteriosa si intende la forza che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni, quando viene pompato dal cuore. Questa forza è regolata da 4 fattori:

  • quantità di sangue immessa in circolo ad ogni contrazione del cuore,
  • viscosità del sangue, ossia l’ematocrito,
  • forza di contrazione del cuore,
  • resistenze che il sangue incontra durante il suo passaggio, ossia le arterie e le vene.

Questi fattori sono controllati da stimoli ormonali e nervosi, in modo tale che in ogni situazione e in base alle esigenze del nostro corpo, il cuore pompi sempre la giusta quantità di sangue ed ossigeno ai tessuti.

Quanti tipi di pressione arteriosa ci sono?

Si distingue una pressione arteriosa:

  • sistolica (o massima),
  • diastolica (o minima)

dovute alle variazioni che il flusso di sangue subisce all’interno dei vasi, in relazione alla dinamica del cuore.

Il cuore è un muscolo che si contrae e rilassa, seguendo un ritmo preciso.

  • La pressione massima è quella pressione che si sviluppa quando il cuore si contrae (sistole) e dipende dall’efficienza della pompa cardiaca e dall’elasticità della parete dei vasi sanguigni arteriosi. Ogni volta che il cuore si contrae, viene pompata in circolo una grossa quantità di sangue che scorre velocemente, circa 50 cm/al secondo, per cui la pressione all’interno dei vasi è grande (pressione sistolica o massima).
  • La pressione minima invece, è quella pressione che origina dopo lo svuotamento del cuore quando è stato espulso tutto il sangue ed il cuore è pronto ad una nuova fase di riempimento (diastole); dopo la contrazione del cuore, il flusso di sangue nelle arterie diminuisce e quindi anche la pressione (pressione diastolica o minima).

Come si misura?

La pressione arteriosa si misura con uno strumento, inventato più di 100 anni fa da un italiano, chiamato sfigmomanometro, la cui unità di misura è il millimetro di mercurio (mmHg).

Lo strumento è composto da un manicotto che si avvolge attorno al braccio, all’altezza del cuore (poco sopra il gomito). Tra il manicotto ed il braccio si pone lo stetoscopio.

Per misurare la pressione arteriosa si fa gonfiare il manicotto pompando dell’aria al suo interno, fino a quando non si avverte più alcun rumore con lo stetoscopio.

Questa operazione avrà creato una pressione sull’arteria brachiale del braccio.

A questo punto, con un’apposita valvola posta sul corpo della pompetta con cui si è insufflato l’aria, si comincia a far abbassare lentamente la pressione esercitata sull’arteria

  • fino a quando non si ritorna ad avvertire con lo stetoscopio un rumore, tipo schiocco, corrispondente alla pressione massima e alla ripresa del flusso di sangue all’interno dell’arteria del braccio.

Lo schiocco assume quindi il ritmo tipico del battito cardiaco. Si continua a far scendere la pressione, sempre abbassando la valvola,

  • fino a quando il rumore cessa totalmente e ciò corrispondente alla pressione minima.

In breve :

  • La pressione arteriosa sistolica si sviluppa quando il ventricolo sinistro del cuore si contrae e corrisponde al valore più alto rilevato alla lettura con lo sfigmomanometro.
  • La pressione arteriosa diastolica si sviluppa quando il ventricolo sinistro del cuore si rilassa e corrisponde al valore più basso rilevato alla lettura con lo sfigmomanometro.

Quali sono i valori normali di pressione arteriosa?

I valori considerati normali della pressione arteriosa sono:

  • pressione massima tra 90-119 mmHg,
  • pressione minima tra 60-79 mmHg.

Al di sotto di questi valori (ipotensione arteriosa) il sangue non viene immesso in circolo con la forza necessaria per apportare ai tessuti periferici nutrienti ed ossigeno e si potrà avvertire

  • senso di vertigine,
  • annebbiamento della vista
  • o svenimento.

Al di sopra di questi valori (ipertensione arteriosa) il sangue all’interno dei vasi scorre con maggior forza e ciò può provocare un danno a carico delle pareti dei vasi sanguigni, chiamato arteriosclerosi, con pericoli anche gravi per alcuni organi:

  • reni,
  • cuore,
  • vasi,
  • cervello,
  • occhi.
Valori (in mmHg) Pressione massima (sistolica) Pressione minima (diastolica)
ipotensione <90 <60
normali 90-119 60-79
pre-ipertensione 120-139 80-89
ipertensione Oltre 140 Oltre 90

Pressione minima alta

La pressione minima alta è quella condizione che si sviluppa quando si ha un rialzo del solo valore della pressione minima, pari o superiore a 90 mmHg, mentre la pressione massima è normale.

Un valore di pressione minima compreso tra 80 e 89 mmHg indica una condizione di pre-ipertensione e richiede un attento monitoraggio.

Una pressione minima alta è più frequente tra i giovani, perché più soggetti a sforzi fisici quali sport o divertimenti vari. Anche i bambini possono soffrire di pressione minima alta.

Negli anziani, di contro, è più frequente l’ipertensione arteriosa da aumento di pressione massima.

Cause

Le cause che possono determinare un aumento della pressione minima non sono differenti da quelle che possono causare l’ipertensione arteriosa in generale. In realtà sarebbe più corretto non parlare di cause ma di fattori di rischio, dal momento che si tratta solitamente di condizioni che predispongono il soggetto a sviluppare un aumento della pressione.

Queste comprendono:

Tra le cause secondarie di pressione minima alta ritroviamo

Si noti tuttavia che nel 90% dei casi non è possibile riconoscere una causa scatenante, per cui si parlerà di ipertensione primaria o idiopatica.

Osservando questo elenco si può notare che alcune cause, o meglio fattori di rischio, sono correggibili e si correlano con uno stile di vita errato:

  • avere un peso eccessivo,
  • seguire un regime alimentare non sano,
  • fumare,
  • bere molto,
  • non praticare nessuno sport,

sono tutte condizioni che possono provocare un aumento del contenuto di grassi nel corpo, che si andranno a depositare lungo le pareti dei vasi sanguigni (sotto forma di placche di colesterolo) provocandone un restringimento ed un aumento della pressione al suo interno.

Perseguire uno stile di vita sano e stare il più possibile lontani da situazioni stressanti è il primo atto di prevenzione contro lo sviluppo di pressione alta e delle sue possibili severe complicanze.

Sintomi

Purtroppo nella maggior parte dei casi una pressione minima alta non causa alcun sintomo, ma quando presenti tra i più comuni possiamo ricordare:

Altri possibili sintomi (più frequenti in corso di una crisi ipertensiva) sono:

Come detto purtroppo spesso però i sintomi della pressione minima alta sono assenti, da cui il soprannome killer silenzioso, ed il valore della pressione minima superiore alla norma costituisce l’unico segno rilevabile.

Se lo sfigmomanometro misura una pressione minima superiore ad 80 mmHg, è bene iniziare un monitoraggio della pressione, misurandola periodicamente, più volte al giorno:

  • il valore della pressione potrebbe rientrare nella normalità, nelle misurazioni successive, e quindi trattarsi di un caso isolato, non legato alla presenza di una malattia specifica;
  • se più misurazioni giornaliere rilevano valori di pressione minima sempre elevata diventa invece necessario rivolgersi al medico per una corretta valutazione e cure adeguate.

Per il monitoraggio della pressione ci si può rivolgere al medico, al farmacista o eseguire misure da soli in casa con misuratori elettronici automatici da braccio, mentre quelli da polso sono intrinsecamente legati a una ridotta accuratezza.

I valori andrebbero riportati su un foglio o un diario, annotando anche l’orario o particolari situazioni di stress presenti al momento della misurazione (ad esempio la necessità di svolgere un compito impegnativo, una forte emozione, agitazione, …).

Si noti che la pressione arteriosa subisce variazioni fisiologiche durante la giornata:

  • è più alta la mattina, al risveglio,
  • diminuisce nel pomeriggio,
  • raggiunge valori più bassi la sera, e quando dormiamo.

È quindi consigliato misurare la pressione al mattino, quando presenta il picco più alto (e quindi più a rischio per la salute) e controllarla eventualmente in altri momenti della giornata, ad esempio tra un pasto e l’altro, e alla sera. Per un buon controllo della pressione, inoltre, è importante

  • rilassarsi 5-10 minuti prima della misurazione,
  • attendere almeno un’ora dalla fine dei pasti, dalla pausa caffè o tè, dalla sigaretta o da sforzi fisici più o meno intensi,
  • evitare di misurarla se si è affamati o si deve andare in bagno.

Diagnosi

Il medico raccoglie la storia clinica del paziente, prende nota della sua età, del peso e dei sintomi descritti, quindi pone alcune domande riguardo

  • malattie note,
  • uso di farmaci,
  • abitudini voluttuarie (fumo, alcool),
  • uso di droghe,
  • tipo di alimentazione,
  • sport praticati,
  • parenti stretti ipertesi,
  • particolari condizioni di stress.

La visita medica comprende:

  • auscultazione del cuore e dei battiti cardiaci, alla ricerca di eventuali suoni anomali. Il medico ascolterà con il fonendoscopio anche il rumore del sangue sulle pareti dei vasi sanguigni più importanti, presenti sul
    • collo,
    • pancia,
    • arti inferiori;
  • analisi del sangue per valutare eventuali danni ai reni, diabete, infezioni batteriche o da virus, disturbi metabolici. I valori controllati comprendono:
  • test per valutare l’attività del cuore, come ad esempio
  • misurazione della pressione dell’occhio.

Avere la pressione minima alta è pericoloso?

Avere la pressione minima costantemente alta espone ad una maggior rischio di possibili danni a carico di alcuni organi, quali

  • cervello,
  • cuore,
  • vasi sanguigni,
  • reni,
  • occhio.

Le malattie, spesso gravi, cui si può andare incontro sono

Cosa fare?

In presenza di una pressione minima che si mantiene alta, o se compaiono sintomi tipici di pressione alta, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico per una corretta valutazione, ricerca di possibili cause ed adozione della cura ottimale.

Il primo consiglio del medico sarà perseguire uno stile di vita sano, cioè

  • mangiare bene, evitando cibi troppo grassi o salati, ad esempio insaccati, cibi in scatola o confezionati, zuppe o sughi pronti, carni grasse, formaggi stagionati, alimenti sotto sale o in salamoia, liquirizia; privilegiare il consuno di frutta e verdura e in generale di tutti quei cibi che favoriscono il mantenimento di una buona pressione arteriosa, come ad esempio:
    • aglio,
    • barbabietola,
    • frutta di stagione,
    • cereali integrali,
    • latte e yogurt scremato,
    • verdure ed ortaggi,
    • carni bianche,
    • noci;
  • praticare attività fisica: ci si potrebbe dedicare più volte a settimana ad uno sport preferito (ad esempio nuoto, danza, aerobica, corsa, …) , andare in palestra, eseguire semplici esercizi in casa o semplicemente fare 20-30 minuti di passeggiata a passo veloce all’aria aperta;
  • se si è in sovrappeso o obesi rivolgersi ad un nutrizionista o dietologo per perdere peso. Ogni kg perso riduce il valore della pressione arteriosa di circa 1 mmHg; di particolare importanza in termini di prevenzione, non solo cardiovascolare, è il girovita, che nei maschi dovrebbe essere inferiore a 102 cm e nella donna inferiore a 88 cm;
  • smettere di fumare;
  • non eccedere con l’alcool;
  • bere due litri di acqua al giorno, preferendo acque che favoriscono la diuresi e con basso contenuto di sodio (riportato sull’etichetta della bottiglia);
  • ridurre lo stress.

Il ricorso a farmaci contro l’ipertensione avviene solo su indicazione medica; il curante sceglierà in base alle caratteristiche del paziente e alle sue condizioni cliniche generali quali farmaci utilizzare tra:

  • diuretici,
  • calcioantagonisti,
  • betabloccanti,
  • antagonisti dell’angiotensina II,
  • ACE inibitori.

Un buon monitoraggio della pressione aiuterà il medico a capire se si sta facendo bene o se è necessario modificare le terapie prescritte, cambiando farmaco, posologia o aggiungendone uno nuovo.

Vediamo brevemente come agiscono questi farmaci ed i loro possibili effetti collaterali.

Diuretici

I diuretici sono quei farmaci che ci fanno urinare di più, abbassando la pressione arteriosa perché causano una riduzione

  • sia dell’assorbimento di sodio e acqua a livello renale,
  • sia della volemia (cioè del volume di sangue che circola nel corpo).

Possibili effetti collaterali sono:

  • vertigini,
  • aumento del senso di sete,
  • rash cutaneo.

Calcio antagonisti

Questa classe di farmaci ha come meccanismo di azione il blocco dei canali del calcio presenti lungo le pareti dei vasi sanguigni: in questo modo abbassano la pressione arteriosa perché causano vasodilatazione.

Possibili effetti collaterali sono:

Beta bloccanti

Si tratta di medicinali che abbassano la pressione arteriosa agendo sulla muscolatura dei vasi sanguigni innescando

  • vasodilatazione
  • e riduzione delle resistenze pressorie periferiche

Possibili effetti collaterali sono:

Antagonisti dell’angiotensina II

Questa classe di farmaci agisce occupando e bloccando il recettore dell’angiotensina II, un ormone regolatore della pressione arteriosa che ha l’effetto di restringere i vasi sanguigni aumentando la pressione al loro interno. Questi farmaci abbassano la pressione arteriosa perché non consentono all’angiotensina II di legarsi al proprio recettore esplicando l’effetto fisiologico.

Possibili effetti collaterali sono:

  • cefalea,
  • vertigini,
  • sintomi simil-influenzali

Ace-inibitori

Queste molecole sono in grado di bloccare l’enzima deputato alla conversione dell’angiotensina I in angiotensina II, abbassando la pressione del sangue perché ostacolano la formazione di angiotensina II, un ormone ipertensivo.

Possibili effetti collaterali sono:

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

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