Pressione bassa (ipotensione): sintomi, rimedi, gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 518 giorni

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Introduzione

Ipotensione è il termine specialistico usato per indicare la pressione bassa: la pressione è la forza che il sangue pompato dal cuore esercita contro le pareti delle arterie.

Quando si misura la pressione si ottengono due valori: la pressione sistolica e quella diastolica.

  • La pressione sistolica è quella misurata in corrispondenza del battito del cuore che pompa il sangue in tutto l’organismo.
  • La pressione diastolica, invece, è quella misurata tra un battito e l’altro, quando il cuore è a riposo.

Nella maggior parte dei casi nelle misurazioni della pressione il valore della pressione sistolica è scritto sopra o prima di quello della pressione diastolica, come ad esempio in 120/80 mmHg (l’unità di misura della pressione sono i mmHg, cioè i millimetri di mercurio).

La pressione degli adulti, per essere considerata normale, deve essere inferiore ai 120/80 mmHg, si può parlare di ipotensione quando la pressione è inferiore ai 90/60 mmHg.

La pressione varia nel corso della giornata, diminuisce quando dormiamo e aumenta quando ci svegliamo, può anche aumentare in situazioni di eccitazione o nervosismo oppure durante l’attività fisica.

L’organismo è estremamente sensibile ai cambi di pressione, speciali cellule che si trovano nelle arterie sono in grado di avvertire se la pressione aumenta o diminuisce e possono indurre l’organismo a riportarla alla normalità: se ci si alza troppo in fretta, ad esempio, la pressione può abbassarsi bruscamente, le cellule avvertono la diminuzione e subito si attivano affinché il sangue continui ad affluire al cervello, ai reni e agli altri organi principali.

La maggior parte delle forme di pressione bassa si sviluppa perché l’organismo non è in grado di riportare la pressione alla normalità, oppure perché non agisce abbastanza rapidamente in tal senso. Alcuni pazienti hanno sempre la pressione bassa, non manifestano alcun sintomo e l’ipotensione per loro è una situazione normale. In altre persone, invece, l’abbassamento della pressione è brusco e può essere causato da determinati diversi fattori o patologie.

L’ipotensione diventa fonte di preoccupazione solo se provoca sintomi come le vertigini, lo svenimento o, in casi estremi, lo shock.

Prognosi

Nelle persone sane una pressione bassa, se non è causa di sintomi particolari, di solito non è un problema e non deve essere curata; nel caso in cui l’ipotensione provochi disturbi il medico cercherà di diagnosticare e curare la causa che ne è all’origine.

L’ipotensione, comunque, non va sottovalutata perché può essere pericolosa:

  • il paziente può cadere a causa delle vertigini e degli svenimenti,
  • lo shock, una grave forma di ipotensione, spesso è fatale, se non viene curato con tempestività. Con una terapia tempestiva e adeguata, lo shock può essere curato efficacemente.

Cause

Esistono diverse forme di ipotensione, per esempio chi ha sempre la pressione bassa è affetto da ipotensione cronica asintomatica: non presenta alcun sintomo e non deve ricorrere ad alcuna terapia, perché la pressione bassa è una condizione normale.

Altri tipi di ipotensione, invece, si manifestano solo saltuariamente, quando la pressione si abbassa all’improvviso: i sintomi e le conseguenze sull’organismo possono essere lievi oppure molto gravi.

I tre tipi principali di ipotensione che ricadono in questa categoria sono:

  1. l’ipotensione ortostatica,
  2. l’ipotensione neuronale mediata,
  3. l’ipotensione grave legata allo shock.

L’ipotensione può colpire chiunque, a qualsiasi età, tuttavia determinate fasce sono maggiormente a rischio di soffrire di certi tipi di ipotensione.

  • Gli anziani hanno maggiori probabilità di soffrire di ipotensione ortostatica e postprandiale. I bambini e i giovani, invece, sono più soggetti all’ipotensione neuronale mediata.
  • Chi assume determinati farmaci, ad esempio gli antiipertensivi, soffre più facilmente di pressione bassa. Lo stesso discorso vale per chi è affetto da patologie a carico del sistema nervoso centrale (come il morbo di Parkinson) o da certe patologie cardiache.
  • Tra gli altri fattori di rischio per l’ipotensione ricordiamo l’immobilità protratta e la gravidanza. L’ipotensione durante la gravidanza è normale e di solito scompare dopo il parto.

Ipotensione ortostatica

Questa forma di ipotensione si verifica quando ci si alza dopo che si è rimasti seduti o sdraiati, i sintomi principali sono

  • le vertigini,
  • il capogiro,
  • o addirittura lo svenimento.

L’ipotensione ortostatica si verifica quando l’organismo non è in grado di modificare la pressione abbastanza in fretta per rimediare al cambiamento di posizione; questo tipo di disturbo di solito dura solo per alcuni secondi o minuti dopo che ci si è alzati, può essere necessario sedersi o sdraiarsi per un po’ mentre la pressione ritorna alla normalità.

L’ipotensione ortostatica può colpire chiunque, tuttavia è più frequente tra gli anziani, soprattutto tra quelli più deboli o non in buona salute. Può essere sintomo di altri problemi di salute e le terapie spesso mirano a curare il o i disturbi che la provocano.

Alcuni pazienti che soffrono di ipotensione ortostatica, soffrono contemporaneamente anche di ipertensione (pressione alta) quando sono in posizione sdraiata.

Un’altra forma di ipotensione ortostatica, detta ipotensione postprandiale, consiste nel brusco calo della pressione dopo i pasti: questo tipo di ipertensione colpisce soprattutto gli anziani oppure chi soffre di ipertensione o di disturbi del sistema nervoso centrale, come il morbo di Parkinson.

Cause dell’ipotensione ortostatica

L’ipotensione ortostatica ha molte cause diverse, spesso all’origine di questo tipo di ipotensione c’è la combinazione di due o più fattori.

  • La disidratazione è la causa più frequente dell’ipotensione ortostatica: la disidratazione si verifica quando l’organismo perde più acqua di quella che assume. Ci si può disidratare quando non si assumono liquidi a sufficienza, oppure quando si suda molto durante l’attività fisica. Anche la febbre, il vomito e la diarrea intensa possono provocare la disidratazione.
  • L’ipotensione ortostatica può comparire anche durante la gravidanza, ma di solito scompare dopo il parto.
  • Invecchiando l’organismo non riesce più a gestire bene i cambiamenti di pressione, quindi anche l’invecchiamento può provocare questo tipo di ipotensione.

Alcune patologie possono far aumentare il rischio di ipotensione ortostatica. Tra di esse ricordiamo:

  • patologie cardiache, ad esempio: infarto, disturbi a carico delle valvole cardiache, bradicardia (frequenza cardiaca molto bassa) ed insufficienza cardiaca. Questi disturbi impediscono al cuore di pompare sangue a sufficienza nell’organismo.
  • anemia,
  • infezioni gravi,
  • disturbi endocrini, ad esempio: patologie della tiroide, morbo di Addison, ipoglicemia e diabete,
  • disturbi del sistema nervoso centrale, come il morbo di Parkinson,
  • embolia polmonare.

Alcuni farmaci usati per la terapia dell’ipertensione e dei disturbi cardiaci possono far aumentare il rischio di ipotensione ortostatica. Tra di essi ricordiamo:

  • diuretici,
  • calcio-antagonisti,
  • ACE inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina),
  • antagonisti del recettore per l’angiotensina II,
  • nitrati,
  • betabloccanti.

Anche i farmaci usati per la terapia dei disturbi come l’ansia, la depressione, la disfunzione erettile e i disturbi del sistema nervoso centrale (come il morbo di Parkinson) possono far aumentare il rischio di ipotensione ortostatica.

Altre sostanze, se assunte contestualmente ai farmaci contro l’ipertensione, possono provocare l’ipotensione ortostatica. Tra di esse ricordiamo:

  • l’alcol,
  • i barbiturici,
  • alcuni farmaci, con o senza obbligo di prescrizione.

Tra le altre possibile cause dell’ipotensione ortostatica ricordiamo infine la permanenza protratta in luoghi caldi o l’immobilità protratta.

Ipotensione neuronale mediata

L’ipotensione neuronale mediata si verifica quando il cervello e il cuore non riescono a comunicare correttamente; se si sta a lungo in piedi, ad esempio, il sangue inizia a ristagnare nelle gambe e quindi la pressione si abbassa. Nell’ipotensione neuronale mediata l’organismo commette un errore, perché comunica al cervello che la pressione è alta. Per reazione, il cervello rallenta il battito cardiaco e in questo modo la pressione diminuisce ancora di più, provocando:

Questo tipo di ipotensione può anche svilupparsi in seguito ad esperienze spiacevoli, sconvolgenti o ad un forte spavento.

L’ipotensione neuronale mediata colpisce con maggior frequenza i bambini e i giovani rispetto alle altre fasce di età: i bambini, nella maggior parte dei casi, guariscono completamente.

Ipotensione grave legata allo shock

Normalmente si dice che “si è sotto shock” a seguito di un evento sconvolgente, per i medici, invece, la parola shock ha un significato diverso.

Lo shock è una situazione pericolosissima in cui la pressione si abbassa così tanto che il cervello, i reni e gli altri organi vitali non ricevono abbastanza sangue per funzionare correttamente. Nello shock la pressione si abbassa molto di più che nelle altre forme di ipotensione.

Diversi fattori e disturbi possono causare una situazione di ipotensione grave legata allo shock, alcuni di essi possono causare anche l’ipotensione ortostatica. Nello shock la pressione diminuisce considerevolmente e può ritornare alla normalità solo dopo l’intervento del personale sanitario.

Lo shock è una situazione di emergenza e, come tale, deve essere curato con la massima tempestività: se qualcuno manifesta i sintomi dello shock occorre chiamare immediatamente il 118.

Lo shock può essere causato da diverse infezioni gravi: in questo caso si parla di shock settico. In questo caso, i batteri possono entrare in circolo, rilasciando una tossina (sostanza velenosa) che provoca una drastica diminuzione della pressione sanguigna.

Lo shock può anche essere provocato da una consistente perdita di liquidi, questa situazione è detta shock ipovolemico e può essere causata da:

  • grave emorragia esterna (causata, ad esempio, da un taglio o da una ferita profonda),
  • grave emorragia interna (causata, ad esempio, dalla rottura di un vaso sanguigno o da lesioni che provocano emorragie all’interno dell’organismo),
  • grave perdita di liquidi dovuta a ustioni profonde,
  • forte dilatazione del pancreas (organo che produce enzimi e ormoni, come l’insulina),
  • forte dissenteria,
  • gravi patologie renali,
  • abuso di diuretici.

Lo shock può essere causato da una grave diminuzione della capacità del cuore di pompare il sangue, in questo caso si parla di shock cardiogeno che può essere causato da un infarto, da un’embolia polmonare o dall’aritmia (irregolarità del battito cardiaco).

Un’altra causa possibile è la dilatazione improvvisa delle arterie, che fa diminuire bruscamente la pressione. In questo caso si parla di shock vasodilatatorio che può essere causato da:

  • gravi lesioni alla testa,
  • reazione a determinati farmaci,
  • insufficienza epatica,
  • avvelenamento,
  • shock anafilattico (grave reazione allergica).

Sintomi

Ipotensione ortostatica

I sintomi dell’ipotensione ortostatica possono verificarsi alcuni secondi o minuti dopo che ci si è alzati in piedi provenendo da posizione seduta o sdraiata, ci si può sentire sul punto di svenire oppure si può svenire realmente. Tra i sintomi ricordiamo:

  • capogiro o vertigini,
  • visione confusa,
  • confusione,
  • debolezza,
  • nausea (mal di stomaco).

I sintomi scompaiono se ci si siede o ci si sdraia per alcuni minuti, permettendo così alla pressione di ritornare alla normalità.

Ipotensione neuronale mediata

I sintomi dell’ipotensione neuronale mediata sono simili a quelli dell’ipotensione ortostatica, compaiono dopo che si è rimasti in piedi a lungo oppure come reazione a un’esperienza spiacevole, triste o terrorizzante.

Il calo di pressione, in questo caso, non dura a lungo e spesso scompare dopo che si è rimasti seduti per un po’.

Ipotensione grave legata allo shock

Durante lo shock, il sangue non giunge a sufficienza agli organi vitali, ad esempio al cervello; tra i primi sintomi della diminuzione del flusso di sangue diretto al cervello troviamo

  • il capogiro,
  • la sonnolenza,
  • la confusione.

Nelle primissime fasi dello shock, può essere difficile individuare i sintomi, negli anziani il primo e unico sintomo può essere la confusione.

Con il passare dei minuti il paziente non è più in grado di alzarsi in piedi senza svenire. Se lo shock continua, si verificherà la perdita di conoscenza. Lo shock può provocare il decesso del paziente, se non si interviene con tempestività.

Gli altri sintomi dello shock variano a seconda della causa, ad esempio se lo shock è provocato dalla perdita di sangue (causata ad esempio da una grave emorragia) o dall’incapacità del cuore di pompare il sangue (ad esempio dovuta all’insufficienza cardiaca):

  • la pelle si raffredda, assumendo un colorito bluastro o diventando pallida.
  • Si inizia a sudare.
  • Se si preme sulla pelle il colore ritorna normale più lentamente del solito.
  • Diventano visibili le vene sottopelle.
  • Il battito è debole e rapido.
  • Il paziente inizia ad ansimare.

Se i vasi sanguigni si dilatano o si restringono molto a causa dello shock (ad esempio durante lo shock settico), il paziente all’inizio si sente accaldato e ha delle vampate di calore. In un secondo momento, la pelle diventa fredda e umidiccia e il paziente avverte un’improvvisa sonnolenza.

Lo shock è una situazione di emergenza, e deve essere curato con tempestività. Se qualcuno presenta i sintomi dello shock, occorre chiamare immediatamente il 118.

Convivere con la pressione bassa

I medici, nella maggior parte dei casi, possono curare efficacemente la pressione bassa e molti pazienti affetti da questo disturbo conducono una vita normale.

  • Se soffrite di ipotensione è possibile prendere provvedimenti per prevenire i sintomi, ad esempio il capogiro e lo svenimento.
  • Se soffrite di ipotensione ortostatica cercate di alzarvi lentamente dopo che siete stati seduti o sdraiati.
  • Se soffrite di ipotensione postprandiale (una forma di ipotensione ortostatica) fate pasti leggeri a basso contenuto di carboidrati.
  • Se soffrite di ipotensione neuronale mediata cercate di non stare in piedi troppo a lungo; inoltre cercate di bere molto e di evitare le situazioni spiacevoli o che potrebbero scatenare ansia o timore. Imparate a riconoscere i sintomi e prendete tutti i provvedimenti necessari per aumentare la pressione.
  • I bambini affetti da ipotensione neuronale mediata nella maggior parte dei casi guariscono completamente.

Chiedete al vostro medico di insegnarvi a misurare la pressione da soli, in questo modo potrete scoprire in totale autonomia quali sono i vostri valori normali. Anche tenere un diario delle misurazioni della pressione effettuate dal medico può aiutarvi a scoprire qualcosa in più sulla vostra pressione.

Diagnosi

La pressione bassa è diagnosticata basandosi sull’anamnesi, sulla visita e sui risultati degli esami. Il medico vorrà scoprire:

  • il tipo di ipotensione di cui soffrite e la sua gravità,
  • se l’ipotensione è causata da una patologia.

La diagnosi e la cura dell’ipotensione possono essere effettuate da un medico generico oppure da uno specialista, lo specialista verso cui probabilmente sarete indirizzati è il cardiologo (esperto di patologie cardiache). Possono essere coinvolti anche altri specialisti, ad esempio:

  • un chirurgo,
  • un nefrologo (esperto di patologie renali),
  • un neurologo (esperto di malattie del cervello e dei nervi)
  • o altri.

Esami diagnostici

Se il paziente è sotto shock è necessario chiamare immediatamente il 118 per una terapia d’urgenza. Per gli altri tipi di pressione bassa, il medico può prescrivervi degli esami per scoprire la risposta della pressione in determinate situazioni. I risultati aiuteranno il medico a capire la causa degli svenimenti o degli altri sintomi.

Analisi del sangue

Durante l’esame del sangue vi viene prelevato un piccolo campione di sangue, di solito da una vena del braccio, usando un ago sottile. Il prelievo è veloce e semplice, ma può causare un disagio temporaneo.

Gli esami del sangue possono aiutare a capire se l’ipotensione è provocata dall’anemia o dall’ipoglicemia.

Elettrocardiogramma (ECG)

L’elettrocardiogramma è un semplice esame che registra l’attività elettrica del cuore. Visualizza la frequenza cardiaca, determinandone le eventuali irregolarità, e registra la forza e la frequenza dei segnali elettrici che attraversano le singole parti del cuore.

Holter ed event monitor

Il monitor Holter e l’event monitor sono dispositivi che registrano l’attività elettrica del cuore, la modalità diagnostica è simile all’elettrocardiogramma, però l’ECG standard registra il battito solo per alcuni secondi e quindi non è in grado di individuare le irregolarità del battito che si presentano in momenti diversi dall’esame.

Il monitor Holter e l’event monitor sono piccoli dispositivi portatili, li si può indossare durante le normali attività e permettono di registrare il battito cardiaco per un tempo maggiore rispetto all’elettrocardiogramma standard.

Ecocardiografia

L’ecocardiografia è un esame che usa le onde sonore per creare un’immagine in movimento del cuore: l’immagine visualizza funzionamento, dimensioni e forma del cuore, evidenziando eventuali anomalie.

Esistono diversi tipi di ecocardiografia, tra cui ricordiamo l’ecocardiografia da sforzo, eseguita come parte della prova da sforzo. L’ecocardiografia da sforzo di solito viene prescritta per scoprire un’eventuale diminuzione del flusso di sangue diretto verso il cuore, che può essere sintomo di una coronaropatia.

Prova da sforzo

Alcuni problemi cardiaci sono più facili da diagnosticare se il cuore lavora a pieno regime e la frequenza cardiaca è molto alta. Durante la prova da sforzo si fanno alcuni semplici esercizi (oppure sono somministrati dei farmaci, se non si possono eseguire gli esercizi) per aumentare l’attività e la frequenza cardiaca e, contestualmente, viene monitorato il battito cardiaco con speciali esami.

Tra di essi ricordiamo: la risonanza magnetica nucleare, l’ecocardiografia, la risonanza magnetica (MRI) e la tomografia a emissione di positroni (PET).

Manovra di Valsalva

Si tratta di un semplice esame che accerta il funzionamento della parte del sistema nervoso centrale deputata al controllo del battito cardiaco e dell’allargamento e restringimento dei vasi sanguigni. Un eventuale malfunzionamento può provocare problemi di pressione. Durante l’esame vi viene richiesto di fare un respiro profondo e poi di espirare forzatamente con la bocca, per alcune volte; nel frattempo vengono controllate la frequenza cardiaca e la pressione.

Tilt test

Quest’esame è effettuato se il paziente è già svenuto diverse volte per cause sconosciute. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino reclinabile, dalla posizione orizzontale a quella verticale. Il medico controlla la reazione al cambiamento di posizione.

Il tilt test è usato per diagnosticare l’ipotensione ortostatica e l’ipotensione neuronale mediata, chi soffre di ipotensione neuronale mediata, infatti, nella maggior parte dei casi sverrà durante l’esame. L’esame, inoltre, può aiutare i medici a diagnosticare eventuali patologie cerebrali o nervose che causano la pressione bassa.

Cura e terapia

La terapia dipende dal tipo di ipotensione di cui soffrite e dalla gravità dei sintomi, lo scopo è quello di alleviare i sintomi e di gestire le eventuali patologie che provocano la pressione bassa.

La reazione alla terapia dipende dall’età, dalla forza e dallo stato di salute generale del paziente, ma anche dalla facilità con cui si inizia, si termina o si è in grado di modificare la terapia farmacologica.

Nei pazienti sani, l’ipotensione asintomatica di solito non richiede alcuna terapia.

Se si presentano i sintomi della pressione bassa vi consigliamo di sedervi o di sdraiarvi il prima possibile e di portare i piedi in alto, sopra il livello del cuore. Se i sintomi non scompaiono entro un tempo ragionevole, è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Ipotensione ortostatica

Per l’ipotensione ortostatica si può ricorrere a diverse terapie, se soffrite di questo tipo di pressione bassa il medico vi potrà consigliare di modificare il vostro stile di vita, ad esempio così:

  • bevete molti liquidi, e soprattutto molta acqua,
  • abolite o diminuite il consumo di alcolici,
  • quando vi alzate, fatelo lentamente,
  • non accavallate le gambe quando state seduti,
  • se dovete rimanere a lungo immobili a causa di un problema di salute, non alzatevi di scatto, ma iniziate con gradualità a sedervi,
  • se soffrite di ipotensione postprandiale, fate pasti leggeri a basso contenuto di carboidrati.

Chiedete al vostro medico se è opportuno usare le calze elastiche, queste comprimono leggermente la parte bassa delle gambe e facilitano la circolazione.

Se la pressione bassa è causata dall’assunzione di farmaci il vostro medico può cambiare il farmaco oppure la dose.

Per curare l’ipotensione ortostatica è possibile assumere alcuni farmaci in grado di aumentare la pressione.

Ipotensione neuronale mediata

Se soffrite di ipotensione neuronale mediata può essere necessario modificare il vostro stile di vita, vi consigliamo ad esempio di:

  • evitare le situazioni che provocano i sintomi, ad esempio lo stare in piedi per periodi protratti. Cercate anche di evitare le situazioni spiacevoli, sgradevoli o che generano timore o ansia.
  • Bere molti liquidi, e soprattutto molta acqua.
  • Aumentare la quantità di sale nella dieta solo ed esclusivamente se avvallato dal medico .
  • Imparare a riconoscere i sintomi che precedono lo svenimento e prendere le dovute contromisure per aumentare la pressione, ad esempio sedersi e mettere la testa tra le ginocchia può essere utile per aumentare la pressione.

Se la pressione bassa è causata dai farmaci il medico può prescrivervi un medicinale alternativo o adeguare la dose, inoltre può prescrivere un farmaco per curare l’ipotensione neuronale mediata.

I bambini affetti da ipotensione neuronale mediata nella maggior parte dei casi guariscono completamente.

Ipotensione grave legata allo shock

Lo shock è una situazione molto pericolosa che può mettere in pericolo la vita del paziente, chi è sotto shock di solito deve recarsi in ospedale o al pronto soccorso. Se qualcuno manifesta i sintomi dello shock occorre chiamare il 118 il prima possibile.

Gli scopi della terapia dello shock sono:

  • ripristinare nel minor tempo possibile la circolazione diretta agli organi vitali, per impedire che subiscano danni,
  • scoprire la causa dello shock e risolverla.

Per ripristinare la circolazione diretta verso gli organi vitali spesso occorre una trasfusione di sangue o di liquidi e possono essere usati farmaci in grado di aumentare la pressione o di rafforzare il battito cardiaco.

A seconda della causa dello shock può essere necessario ricorrere ad altre terapie, ad esempio antibiotiche o chirurgiche.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Gentile dr
    Ho 24 anni e ho sempre sofferto di peressione bassa, peggiorata dalla gravidanza(ho partorito da 4 mesi)
    Ultimamente i valori sono bassissimi arrivano anche a 80/45.
    Cosa mi puo succedere? Rischio di morire???

    1. Anonimo

      Si dr stancgezza affaticamento debolezza mal di testa…sto allattando…cosa posso fare rischio qualcosa di pericoloso?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, in genere non è pericoloso, ma solo fastidioso.

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