Polmonite: sintomi e terapia per bambini ed adulti

Ultimo Aggiornamento: 6 giorni

Introduzione

La polmonite è una malattia infiammatoria che colpisce i polmoni: questa malattia può colpire chiunque, ma è più contagiosa tra gli anziani, i neonati e i pazienti affetti da malattie croniche ed ogni anno più di 60.000 persone muoiono di polmonite nei soli Stati Uniti,

Per la polmonite vale il detto meglio prevenire che curare.

Se vi ammalate di polmonite riconoscere i sintomi e curarli per tempo vi darà maggiori probabilità di guarire completamente.

Polmoni

Polmoni nel Sistema respiratorio (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c3/Illu_conducting_passages.jpg)

Polmoni nel Sistema respiratorio (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c3/Illu_conducting_passages.jpg)

La polmonite è un’infezione del polmone, approfondiamo quindi l’anatomia dell’apparato respiratorio e il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione delle infezioni dei polmoni.

I polmoni ci permettono di riempire il nostro sangue di ossigeno, l’ossigeno che respiriamo viene infatti assorbito nel sangue grazie a particolari tessuti presenti nei polmoni; quando inspiriamo l’aria passa prima attraverso la bocca e il naso, poi attraversa la faringe e quindi la laringe.

La laringe, alla sommità, si divide in due parti:

  1. Nella parte frontale c’è la trachea, che porta l’aria verso i polmoni.
  2. Nella parte posteriore, c’è un condotto (l’esofago) che va a finire nello stomaco.

Prima di deglutire, la gola è vuota, la trachea è aperta ed è possibile respirare. Quando deglutiamo il cibo va a finire nella gola e la trachea si chiude; poi il cibo scivola nel condotto che porta verso lo stomaco. Data la chiusura della trachea, smettiamo momentaneamente di respirare. Quando il cibo ha attraversato la gola, la trachea si riapre e possiamo ricominciare a respirare.

Dopo la trachea, l’aria attraversa molti condotti di diametro sempre minore: si tratta dei bronchioli, presenti in entrambi i polmoni.

Al termine dei bronchioli troviamo piccole sacche simili a palloncini, gli alveoli. Gli alveoli sono strutture molto sottili. L’ossigeno presente nell’aria viene assorbito dall’aria grazie al passaggio negli alveoli, contemporaneamente l’anidride carbonica passa dal sangue ai polmoni attraverso gli alveoli, e viene espirata.

La parete interna dei bronchioli produce una speciale sostanza detta muco.

Il muco serve per intrappolare la sporcizia presente nell’aria e viene continuamente espulso dai polmoni. L’apparato respiratorio, infatti, è protetto dalle ciglia, simili a tante piccole spazzole, che espellono in continuazione il muco dai polmoni. Il più delle volte viene espulso automaticamente ma, se si accumula, ecco che interviene la tosse per spingerlo via.

Quando l’aria che respiriamo contiene germi il nostro sistema immunitario difende i polmoni dalle infezioni. In realtà i batteri e i virus che possono scatenare la polmonite sono piuttosto comuni nell’aria che respiriamo, ma il nostro organismo in condizioni normali impedisce loro di penetrare nei polmoni e di causare problemi.

A volte, purtroppo, i germi possono oltrepassare le difese dell’apparato respiratorio, provocando la polmonite.

Cause

La polmonite è un’infezione del polmone, l’infiammazione è la normale reazione del sistema immunitario quando si trova ad affrontare microrganismi patogeni (batteri o virus) od una lesione.

Quando ci si ammala di polmonite il tessuto polmonare può riempirsi di pus e di altri liquidi, questo fa sì che l’ossigeno che giunge negli alveoli non passi facilmente nel flusso sanguigno. Con la polmonite il paziente può quindi avere difficoltà respiratorie, tosse e febbre.

La gravità della malattia dipende da diversi fattori, i più importanti sono lo stato di salute generale del paziente ed il tipo e grado della malattia. Se si è giovani e in buona salute la polmonite può quasi sempre essere curata con buoni esiti, se invece si hanno insufficienze cardiache, problemi ai polmoni, oppure se non si è più giovani la malattia potrebbe essere più difficile da curare. In questi casi ci sono anche maggiori probabilità di complicazioni, alcune di esse letali.

I neonati e gli anziani di età superiore ai 65 anni sono le fasce d’età maggiormente a rischio per quanto riguarda la polmonite, tra gli altri pazienti a rischio troviamo:

  • Le persone affette da immunodeficienze, come l’HIV/AIDS.
  • Le persone affette da malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, l’enfisema o il diabete.
  • I fumatori o chi fa uso eccessivo di alcool o di droga.
  • Le persone esposte alle esalazioni tossiche e alle sostanze inquinanti.

Esistono più di 50 forme di polmonite: i batteri provocano la polmonite batterica, i virus provocano la polmonite virale. I funghi, micoplasmi ed altri microrganismi possono provocare altre forme ancora di polmonite infettiva. I micoplasmi sono organismi microscopici che provocano sintomi simili a quelli sia delle infezioni virali sia di quelle batteriche, ma che appaiono con maggiore gradualità e spesso in forma più lieve rispetto a quelli delle altre forme; nei casi di infezione da micoplasma si diffonde con facilità nelle situazioni e nei luoghi affollati, è frequente per esempio negli asili, tra i bambini in età scolare e tra i giovani. Sebbene non sia di origine batterica la polmonite da micoplasma reagisce bene alla terapia effettuata con i giusti antibiotici.

L’infezione può colpire un polmone solo oppure entrambi (polmonite bilaterale).

La polmonite comunitaria è quella che ci colpisce nella comunità di cui facciamo parte, ad esempio a scuola, sul posto di lavoro o in palestra.

La polmonite nosocomiale è una polmonite grave che colpisce le persone ricoverate in ospedale o che frequentano strutture mediche, di solito colpisce i pazienti sottoposti a ventilazione meccanica, ricoverati in terapia intensiva o con un sistema immunitario compromesso.

La polmonite da aspirazione si verifica quando i corpi estranei penetrano nei polmoni, ad esempio il contenuto dello stomaco può entrare nei polmoni quando si vomita. Nella maggior parte dei casi questo avviene perché il paziente non riesce ad impedire l’ingresso del vomito nei polmoni, i pazienti affetti da lesioni cerebrali o da altre malattie che alterano il meccanismo di deglutizione hanno maggiori probabilità che questo accada.

Quando il vomito, gli alimenti, i liquidi o la semplice acqua entrano nei polmoni provocano una reazione chimica che scatena l’infiammazione, spesso quest’infiammazione fa moltiplicare i batteri, peggiorando così la polmonite. Il meccanismo riflesso della deglutizione garantisce che la trachea sia chiusa quando il cibo attraversa la gola.

La polmonite atipica è un forma così lieve che potreste persino non accorgervi di averla ed essere in grado di camminare senza sforzo apparente.

Fattori di rischio

Sono maggiormente esposti i bambini piccoli (dai 2 anni in giù), perché il loro sistema immunitario si sta ancora sviluppando, e i soggetti con 65 anni o più.

Anche altri fattori e condizioni aumentano il rischio di polmonite, in particolare sono fattori predisponenti una malattia polmonare o altre malattie gravi come:

  • fibrosi cistica,
  • asma,
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO),
  • bronchiectasie,
  • diabete,
  • insufficienza cardiaca,
  • anemia a cellule falciformi.

Il ricovero in unità di cura intensiva, specialmente se in respirazione assistita da ventilatore, è un ulteriore fattore di rischio.

Il rischio aumenta anche in soggetti con sistema immunitario depresso o soppresso.

  • Un sistema immunitario depresso può dipendere da una malattia come l’HIV/AIDS.
  • Un sistema immunitario soppresso può essere la conseguenza di un trapianto d’organo o di cellule staminali del midollo e sangue, chemioterapia (un tipo di trattamento contro il cancro) o uso protratto di steroidi.

Il rischio aumenta anche in soggetti con difficoltà a tossire a seguito di ictus o con problemi di deglutizione. Anche l’immobilizzazione fisica o la sedazione (assunzione di farmaci che rilassano e rendono sonnolenti) elevano il rischio di sviluppare la malattia.

Ulteriori fattori sono

  • il fumo di sigaretta,
  • l’abuso di alcolici
  • la denutrizione.

Un raffreddore o un’influenza recenti, o l’esposizione ad alcuni agenti chimici, ad inquinanti o a fumi tossici, aumentano anch’essi il rischio.

Sintomi

I sintomi della polmonite possono essere molto diversi a seconda delle eventuali patologie concomitanti e dal tipo di microrganismo che provoca l’infezione; alcuni di essi, come la tosse o il mal di gola, sono collegati anche a molte altre infezioni comuni. Spesso si contrae questa malattia dopo un’influenza oppure un’infezione delle prime vie aeree, come il raffreddore.

La maggior parte dei pazienti soffre di alcuni di questi sintomi della polmonite (ma non di tutti):

  • Febbre
  • Brividi
  • Tosse
  • Respiro insolitamente affannoso
  • Asma
  • Difficoltà respiratorie

Tra i sintomi meno frequenti troviamo:

  • Dolore al petto o dolore addominale
  • Perdita dell’appetito
  • Spossatezza
  • Vomito

Se la causa della polmonite sono i batteri il sintomo che si presenta per primo nel giro di poco tempo è la spossatezza, accompagnata da febbre alta e difficoltà respiratorie.

Se la causa è un virus i sintomi compaiono con maggiore gradualità e possono essere meno gravi.

Cura e terapia

Ai pazienti affetti da polmonite batterica o atipica probabilmente verranno somministrati degli antibiotici e la terapia sarà svolta a domicilio. Il medico consiglierà inoltre di riposare e bere molto. Reidratarsi, soprattutto con acqua, aiuterà a combattere la disidratazione e contribuirà a sciogliere il muco presente nei polmoni.

Esistono anche i farmaci antivirali, in grado di diminuire la gravità di determinate infezioni virali, efficaci se assunti nel primo giorno o nei primi due giorni dopo la comparsa dei sintomi.

Per tutti i farmaci che vengono prescritti è importante seguire l’intero ciclo di terapia, smettendo in anticipo di assumere il farmaco prescritto può esporre al rischio di gravi ricadute e favorire l’insorgenza di resistenze batteriche. Seguire le istruzioni date e assumere tutte le dosi prescritte al momento indicato è la miglio strategia per evitare complicazioni.

Se la cura viene seguita in modo corretto la maggior parte delle polmoniti guarisce nel giro di una, due settimane. Nei casi più gravi la guarigione completa può richiedere più tempo ed è importante non dimenticarsi delle visite di controllo, anche in caso di miglioramento dei sintomi i polmoni potrebbero ancora essere infetti.

Alcuni pazienti affetti da forme gravi devono essere ricoverati in ospedale per garantir loro una pronta guarigione. Tra di essi normalmente troviamo:

  • neonati,
  • bambini piccoli,
  • anziani di età superiore ai 65 anni,
  • persone affette da problemi del sistema immunitario.

Quando i pazienti affetti da polmonite vengono ricoverati la terapia può consistere in:

  • Antibiotici somministrati per endovena, attraverso una flebo inserita in vena
  • Terapia respiratoria per aiutarli a respirare

Prevenzione

I germi che provocano molte delle diverse forme di polmonite possono essere contagiosi e si diffondono tramite la tosse e gli starnuti. Si può prevenire la polmonite attenendosi a semplici norme igieniche, come ad esempio:

  • Tossire o starnutire in un fazzoletto,
  • Non condividere i bicchieri e le stoviglie,
  • Lavarsi spesso le mani con acqua tiepida e sapone,
  • Non andare a trovare le persone che hanno la polmonite Se si ha la polmonite, non andare a trovare gli anziani, i neonati o le persone malate.

Alcuni forme si sviluppano se le difese immunitarie si indeboliscono, per prevenirle seguite queste norme di buonsenso, per mantenere una buona salute e tenere sempre pronto il sistema immunitario:

  • Seguire una dieta sana,
  • Dormire quanto basta,
  • Non fumare,
  • Fare attività fisica,
  • Ridurre lo stress,
  • Non eccedere con l’alcool.

Fare le vaccinazioni obbligatorie per i bambini e il vaccino antinfluenzale. Il vaccino antinfluenzale è consigliabile perché la polmonite spesso è una complicazione dell’influenza.

Diagnosi

Il medico può arrivare a ipotizzare una polmonite basandosi sulla vostra storia medica e su un esame fisico. Durante la visita il medico vi ausculterà i polmoni con lo stetoscopio per controllare se ci sono gorgoglii, scricchiolii e brontolii che segnalano la presenza di liquidi anomali. Tutti questi rumori possono indicare che è in corso un’infiammazione provocata da un’infezione.

Polmonite ai raggi X (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pneumonia_x_ray.jpg)

Polmonite ai raggi X (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pneumonia_x_ray.jpg)

Il medico potrà anche farvi una radiografia al petto per confermare la diagnosi di polmonite, per scoprire la gravità dell’infezione e per individuare la zona colpita. Se le radiografie non sono nitide potreste dover ricorrere a una tecnica di imaging più sofisticata: la tomografia computerizzata o CT, in cui il computer scatta una serie di radiografie.

Inoltre potreste anche dover fare delle analisi del sangue per controllare il numero di globuli bianchi o per verificare se nel sangue sono presenti virus, batteri o altri microrganismi. In alcuni casi il medico può esaminare un campione di muco o di sangue per identificare con maggior facilità il microrganismo che ha provocato la malattia.

Più raramente, e solo nei casi più gravi, il medico può eseguire una broncoscopia, un esame particolare in cui si entra nei polmoni con una sonda apposita. Durante la broncoscopia, il medico può ripulire i bronchioli dal pus e dal muco, che altrimenti non potrebbero essere espulsi soltanto tossendo. In questo modo, si può anche prelevare un campione di pus, per un’analisi più approfondita e quindi individuare la causa esatta della polmonite.

Una volta identificato il microrganismo che provoca la polmonite, esistono diverse terapie specifiche per debellarlo.

Quando chiamare il medico

Se pensate di avere la polmonite andate immediatamente dal medico, perchè se grave può essere molto pericolosa o addirittura letale.

Andate immediatamente dal medico se uno o più di questi sintomi non si risolvono:

  • Tosse,
  • Respiro affannoso,
  • Dolore al petto, che varia con il respiro,
  • Febbre di origine sconosciuta: soprattutto se si tratta di una febbre maggiore di 39 °C che dura per due giorni o più ed è accompagnata da brividi e forte sudorazione,
  • Se vi sentite improvvisamente male dopo un raffreddore o l’influenza.

Se pensate che vostro figlio abbia la polmonite portatelo immediatamente dal pediatra.

Andate immediatamente dal medico anche in questi casi:

  • se siete anziano,
  • se bevete troppo,
  • se avete delle lesioni,
  • se state facendo la chemioterapia,
  • se il vostro sistema immunitario è compromesso a causa di una malattia o di una terapia che seguite.

I pazienti affetti da malattie che compromettono il sistema immunitario (come l’AIDS), da altre patologie croniche, come l’asma, oppure quelli che seguono una terapia contro i tumori o che hanno subito un trapianto sono particolarmente vulnerabili alla polmonite.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Ferny

    Vorrei un suo parere ho avuto il raffreddore per pochi giorni dopo ogni tanto tossico tosse secca un po il naso chiuso ma non cose fastidiose per una ventina di giorni poi una sera ho febbre a 39 con freddo ho preso una ta chip Irina e sono andata ha letto dopo 2 ore mi sono svegliata sudata dopo un ora
    grande dolore al petto e con accertamenti mi hanno trovato la broncopolmonite può essere stato la grande sudata a scatenare grazie della ridposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, la sudata è stata legata alla diminuzione della febbre, ma non può spiegare la broncopolmonite che quasi sicuramente era già in corso.

  2. Valeria

    Dottore innanzitutto buongiorno mia figlio a 2 anni da pochi giorni sono due settimane che ha tosse grassa che non si risolve con aerosol anche se non si riesce a farlo come si deve perché lui dopo un Po lo rifiuta febbre mai avuto e ha perso un Po l appetito ultimamente che dice può essere polmonite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Poco probabile, ma dopo due settimane è comunque ora di farlo visitare dal pediatra se ancora non l’avesse fatto.

  3. Valeria

    Buongiorno dottore ieri sono stata dal pediatra e mi ha detto che i bronchi sono liberi però mi ha prescritto l antibiotico macladin ieri sera glielo ho dato ed ha dormito benissimo stanotte non ha mai dormito volevo aggiornata buona giornata

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Bene, mi sembra che la situazione stia andando per il meglio. saluti

  4. tanino

    Buongiorno Dottore ho avuto una polmonite dietro un influenza male curata e nelle radiografie ha lasciato il segno, dietro a questo quasi ogni influenza che arriva sono soggetti a ricadute domenica pomeriggio sono andato a un centro sociale ho sudato molto alla fine sono via e ho cominciato ha sentirmi spossato poi forti brividi tutta la notte febbre a 39.6 ero sprovvisto di antibiotico ho preso una tachipirina da 1000 la mattina avevo 38.5 sono andato in farmacia e ho preso il tavanic top fo presente che mi è stato tolto il medico di famiglia è ho 65 anni compiuti ora LE chiedo come mi devo contenere questa mattina avevo la temperatura a 37.2 Saluto e ringrazio per la Vostra Disponibilità Gaetano.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo assolutamente indispensabile fare il punto con un medico, sia per il recente episodio di polmonite, che per l’età che la pone più a rischio di complicazioni.

  5. Alfosp

    Salve mio figlio ha 11 mesi è stato ricoverato per una settimana , diagnosticando una polmonite , con antibiotici e bentelan, è stato dimesso ha continuato la terapia a casa per un altra settimana , ora a distanza di 2 giorni dalla fine della terapia ha nuovamente muchi e raffreddore cosa devo fare? Portarlo dinuovo in ospedale ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ha notato peggioramenti gravi (febbre, per esempio) sì, lo porti in ospedale; in caso di peggioramenti lievi valuti lei se attendere domani e sentire il pediatra o se portarlo in PS.

  6. Anonimo

    Buongiorno dottore, Come sempre anche quest’anno ho preso il raffreddore. Ieri sono uscita con una mia amica e ho preso molto freddo. C’era un vento fortissimo e freddo ed il mio petto era coperto solo da una maglia di velluto e una giacca. Siamo state fuori per 15-20 minuti, poi siamo tornate a casa e abbiamo visto un film. Per due ore sono stata tranquilla ma quando è arrivato il momento di andarmene, ho sentito delle fitte ,se posso chiamarle così, al petto, una sensazione di punture di spillo. Le ho avute tutta la serata e poi sono andata a dormire. Stamattina al risveglio non avevo niente anche se non sono andata a scuola per riposarmi e vedere come mi sentivo. Sono stata bene, ma poi poco fa ho sentito un’altra fitta come quella di ieri, ma è durata circa 5 secondi. Poi mi sono soffiata il naso. Il muco è uscito giallo (non mi sono meravigliata perchè succede sempre quando ho il raffreddore) ma con un piccolissimo filamento rosso. Ora io sono consapevole che senza una visita medica fatta di persona è impossibile formulare una diagnosi, ma potrebbe darmi almeno un’ipotesi? Secondo lei è polmonite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dai sintomi che descrive non c’è motivo di pensarlo, ma ovviamente senta anche il parere del medico.

    2. Anonimo

      Sono tornata dal medico proprio poco fa. Ha detto che è stato un colpo di freddo, ma di stare a riposo per 2-3 giorni perchè ultimamente da me c’è cattivo tempo e se sto al vento potrebbe peggiorare

  7. Luca

    Salve, dopo una settimana di tosse si è manifestata la febbre. Dopo una visita dal medico ho inziato la cura antibiotica. Durante la cura la febbre è scomparsa dopo due giorni ma al settimo giorno di antibiotico (l’ultimo) la febbre è tornata e si manifesta solo alla sera da 2gg a questa parte (max 38). Che ne pensa? Potrebbe essere polmonite? Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non credo proprio, l’antibiotico comunque non serve per abbassare la febbre, per cui non c’è nessuna relazione, e l’antibiotico è di dubbia utilità, essendo un quadro virale, a meno di situazioni ulteriori, tipo placche in gola. Si autolimita comunque nel giro di qualche giorno, dura di più delle solite, è un’influenza abbastanza aggressiva.

  8. Niki

    Buon giorno, mio figlio da più di una settimana ha tosse e raffreddore. Siamo stati dal pediatra venerdì scorso e gli ha prescritto aereosol e sciroppo. Da 2 giorni oltre a tosse raffreddore si è aggiunto un dolore strano al petto, come delle fitte.. gli arrivano all’improvviso e gli fanno parecchio male.. piange per qualche minuto. Come se non bastasse da ieri sera ha la febbre altra che va da 38,5 e arriva anche a 39,5. Non so più cosa fare. Chiamo di nuovo la pediatra o vado diretta in ps? Grazie mille

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