Polmonite: sintomi e terapia per bambini ed adulti

Ultimo Aggiornamento: 158 giorni

Introduzione

La polmonite è una malattia infiammatoria che colpisce uno o ambedue i polmoni.

Molti microrganismi, come batteri, virus e funghi, possono causare la polmonite. Può anche dipendere dall’inalazione di un liquido o di un agente chimico.

I soggetti più a rischio sono gli adulti oltre i 65 anni e i bambini sotto i 2 anni di età, oppure le persone già affette da problemi di salute.

La sintomatologia può variare da lieve a grave, i principali sintomi sono:

  • febbre alta,
  • brividi squassanti,
  • tosse produttiva, che non migliora o che tendenzialmente peggiora,
  • comparsa di affanno durante attività quotidiane normali,
  • dolore toracico associato al respiro o ai colpi di tosse,
  • improvviso peggioramento dopo un raffreddore o un’influenza.

Il medico pone la diagnosi in base all’anamnesi, all’esame obiettivo e agli esami di laboratorio. Il trattamento dipende dal tipo di polmonite.

  • Se batterica, saranno utili gli antibiotici.
  • Se virale, il trattamento può richiedere farmaci antivirali.

Per la polmonite vale il detto meglio prevenire che curare.

Prevenire la polmonite è comunque sempre meglio che trattarla. Esistono vaccini per prevenire la polmonite pneumococcica e da influenza. Altre misure preventive comprendono il frequente lavaggio delle mani e l’astensione dal fumo.

Polmoni

Polmoni nel Sistema respiratorio (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c3/Illu_conducting_passages.jpg)

Polmoni nel Sistema respiratorio (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c3/Illu_conducting_passages.jpg)

La polmonite è un’infezione del polmone, approfondiamo quindi l’anatomia dell’apparato respiratorio e il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione delle infezioni dei polmoni.

I polmoni ci permettono di riempire il nostro sangue di ossigeno, l’ossigeno che respiriamo viene infatti assorbito nel sangue grazie a particolari tessuti presenti nei polmoni; quando inspiriamo l’aria passa prima attraverso la bocca e il naso, poi attraversa la faringe e quindi la laringe.

La laringe, alla sommità, si divide in due parti:

  1. Nella parte frontale c’è la trachea, che porta l’aria verso i polmoni.
  2. Nella parte posteriore, c’è un condotto (l’esofago) che va a finire nello stomaco.

Prima di deglutire, la gola è vuota, la trachea è aperta ed è possibile respirare. Quando deglutiamo il cibo va a finire nella gola e la trachea si chiude; poi il cibo scivola nel condotto che porta verso lo stomaco. Data la chiusura della trachea, smettiamo momentaneamente di respirare. Quando il cibo ha attraversato la gola, la trachea si riapre e possiamo ricominciare a respirare.

Dopo la trachea, l’aria attraversa molti condotti di diametro sempre minore: si tratta dei bronchioli, presenti in entrambi i polmoni.

Al termine dei bronchioli troviamo piccole sacche simili a palloncini, gli alveoli. Gli alveoli sono strutture molto sottili. L’ossigeno presente nell’aria viene assorbito dall’aria grazie al passaggio negli alveoli, contemporaneamente l’anidride carbonica passa dal sangue ai polmoni attraverso gli alveoli, e viene espirata.

La parete interna dei bronchioli produce una speciale sostanza detta muco.

Il muco serve per intrappolare la sporcizia presente nell’aria e viene continuamente espulso dai polmoni. L’apparato respiratorio, infatti, è protetto dalle ciglia, simili a tante piccole spazzole, che espellono in continuazione il muco dai polmoni. Il più delle volte viene espulso automaticamente ma, se si accumula, ecco che interviene la tosse per spingerlo via.

Quando l’aria che respiriamo contiene germi il nostro sistema immunitario difende i polmoni dalle infezioni. In realtà i batteri e i virus che possono scatenare la polmonite sono piuttosto comuni nell’aria che respiriamo, ma il nostro organismo in condizioni normali impedisce loro di penetrare nei polmoni e di causare problemi.

A volte, purtroppo, i microrganismi possono oltrepassare le difese dell’apparato respiratorio, provocando la polmonite.

Cause

La polmonite può essere dovuta a

  • batteri,
  • virus
  • e funghi.

Queste infezioni causano l’infiammazione delle sacche di aria polmonari, i cosiddetti alveoli. L’infiammazione fa sì che questi alveoli si riempiano di liquido e pus.

Batteri

Sono le cause più frequenti negli adulti. I batteri all’origine di una polmonite sono tanti, nei paesi occidentali la causa più frequente è lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco).

Si parla di polmonite atipica se l’agente batterico rientra nei tipi seguenti:

  • Legionella pneumophila. Questo tipo di polmonite è anche detto morbo del legionario; è dovuto a un batterio che è stato all’origine di gravi epidemie. Queste epidemie sono state collegate alla contaminazione di impianti di condizionamento dell’aria, vasche da idromassaggio e fontane decorative.
  • Mycoplasma pneumoniae. È un tipo di batterio molto diffuso, che in genere colpisce i soggetti sotto i 40 anni. Sono particolarmente a rischio le persone che vivono o lavorano in luoghi affollati, come scuole, ricoveri per senzatetto e prigioni. In genere, si tratta di forme lievi che rispondono bene agli antibiotici, ma può talvolta colpire anche in forma molto grave. La malattia può essere associata a eruzioni cutanee ed emolisi. Questo tipo di batterio è una causa frequente di “polmonite ambulante”, alludendo al fatto che la sintomatologia non è in genere tale da forzare il paziente a letto.
  • Chlamydia pneumoniae. Questo tipo di polmonite può colpire in qualunque stagione ed è spesso lieve. Perlopiù, colpisce i soggetti tra 65 e 79 anni.

La polmonite batterica può svilupparsi come tale o complicare un raffreddore virale o l’influenza. Spesso, la polmonite interessa solo un lobo (un’area) di un polmone. Si parla in questi casi di polmonite lobare.

Il corpo riesce quasi sempre a filtrare i batteri dall’aria che viene respirata, proteggendo così i polmoni da possibili infezioni. Il sistema immunitario, la conformazione del naso e della gola, la capacità di tossire e rivestimenti dotati di delicate strutture filiformi, simili a capelli, dette ciglia, aiutano a impedire che i germi raggiungano i polmoni.

Talvolta, i batteri riescono a entrare nei polmoni e ne provocano l’infezione. L’infezione è più probabile se:

  • Il sistema immunitario è debole.
  • Il germe è molto virulento.
  • Il corpo non riesce a filtrare i batteri dall’aria che viene respirata. Ciò può succedere per esempio in soggetti impossibilitati a tossire, a seguito di un ictus o perché sedati; in mancanza di una tosse efficace, i batteri rimangono più facilmente nelle vie aeree.

Quando i batteri raggiungono i polmoni entra in funzione il sistema immunitario, che invia una varietà di cellule a combattere i germi. Queste cellule causano l’infiammazione degli alveoli, che si possono riempire di liquido e pus. Ciò origina i sintomi di polmonite.

Virus

I virus che infettano le vie aeree possono causare polmoniti.

  • Il virus dell’influenza è la causa più frequente di polmonite virale nell’adulto.
  • Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è invece la causa più frequente di polmonite nel bambino prima dei due anni.

Anche virus come quelli del raffreddore (rhinovirus), i parainfluenzali e il metapneumovirus umano (HMPV) possono causare l’infezione.

La maggior parte delle polmoniti virali è leggera. Queste polmoniti migliorano spontaneamente nell’arco di 1 – 3 settimane, senza trattamento. Sporadicamente, sono più gravi e possono aver bisogno di un trattamento ospedaliero. Chi contrae una polmonite virale è a rischio di polmonite batterica.

Funghi

La polmonite pneumocistica è una forma infettiva grave causata dal fungo Pneumocystis jirovecii. Il fungo attacca soggetti con difese immunitarie indebolite da HIV/AIDS o dall’uso prolungato di farmaci che sopprimono il sistema immunitario, per esempio quelli usati nel trattamento del cancro o nella prevenzione del rigetto nei trapianti d’organo o midollo osseo.

Fattori di rischio

Vari fattori, tra cui età, fumo, condizioni di salute, aumentano i rischi di contrarre l’infezione e di ammalarsi in modo più grave.

Età

La polmonite può colpire gente di tutte le età, ma le fasce maggiormente a rischio di infezione e di gravità della malattia sono due:

  • Bambini piccoli (dai 2 anni in giù), perché il loro sistema immunitario si sta ancora sviluppando.
  • Anziani (dai 65 anni in su), perché il loro sistema immunitario inizia anche lui a risentire di un normale processo di invecchiamento.

Ambiente

Il rischio di polmonite può aumentare in caso di esposizione ad alcuni agenti chimici e inquinanti, o a fumi tossici.

Stile di vita

Il fumo di sigaretta, l’abuso di alcolici e la denutrizione aumentano il rischio di polmonite.

Altre condizioni mediche

Anche altri fattori e condizioni aumentano il rischio di contrarre l’infezione. In particolare:

  • Tosse inefficace o problemi di deglutizione, a seguito di ictus o per altri motivi.
  • Impossibilità a muoversi efficacemente o sedazione.
  • Raffreddore o influenza recenti.
  • Malattia polmonare o altra malattia grave come la fibrosi cistica, l’asma, una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le bronchiectasie, il diabete, l’insufficienza cardiaca o l’anemia a cellule falciformi.
  • Degenza in terapia intensiva, specialmente se in ventilazione assistita (respirazione tramite una macchina).
  • Sistema immunitario debole o soppresso da HIV/AIDS, trapianto d’organo o di cellule staminali del midollo e sangue, chemioterapia (un tipo di trattamento contro il cancro) o uso protratto di steroidi.

Sintomi

La polmonite può variare da lieve a grave. Alcuni soggetti sono maggiormente a rischio di sviluppare una forma grave o con complicanze anche letali.

  • Se la causa della polmonite sono i batteri il sintomo che si presenta per primo nel giro di poco tempo è la spossatezza, accompagnata da febbre alta e difficoltà respiratorie.
  • Se la causa è un virus i sintomi compaiono con maggiore gradualità e possono essere meno gravi.

I sintomi caratteristici della polmonite sono:

  • febbre alta,
  • brividi squassanti,
  • tosse con espettorato (una sostanza viscosa), che non migliora o peggiora,
  • comparsa di affanno durante attività quotidiane normali,
  • dolore toracico associato al respiro o ai colpi di tosse,
  • improvviso peggioramento dopo un raffreddore o un’influenza.

La polmonite può anche accompagnarsi ad altri sintomi, come nausea (sensazione di malessere gastrico), vomito e diarrea.

I sintomi possono variare in alcuni gruppi di soggetti. Neonati e bambini piccoli possono non manifestare alcun segno dell’infezione. In alternativa, possono avere febbre e tosse, o apparire agitati e malati, o stanchi e apatici.

Anziani e individui con malattie gravi o sistemi immunitari depressi possono avere meno sintomi, più contenuti. Possono anche avere una temperatura corporea inferiore al normale. Se già affetti da una malattia polmonare, ci può essere un peggioramento di quest’ultima. Gli anziani che contraggono la polmonite talvolta hanno improvvise variazioni della lucidità mentale.

Quando chiamare il medico

Se pensate di avere la polmonite andate immediatamente dal medico, perchè se grave può essere molto pericolosa o addirittura letale.

Andate immediatamente dal medico se uno o più di questi sintomi non si risolvono:

  • Tosse,
  • Respiro affannoso,
  • Dolore al petto, che varia con il respiro,
  • Febbre di origine sconosciuta: soprattutto se si tratta di una febbre maggiore di 39 °C che dura per due giorni o più ed è accompagnata da brividi e forte sudorazione,
  • Se vi sentite improvvisamente male dopo un raffreddore o l’influenza.

Se pensate che vostro figlio abbia la polmonite portatelo immediatamente dal pediatra.

Andate immediatamente dal medico anche in questi casi:

  • se siete anziano,
  • se bevete troppo,
  • se avete delle lesioni,
  • se state facendo la chemioterapia,
  • se il vostro sistema immunitario è compromesso a causa di una malattia o di una terapia che seguite.

I pazienti affetti da malattie che compromettono il sistema immunitario (come l’AIDS), da altre patologie croniche, come l’asma, oppure quelli che seguono una terapia contro i tumori o che hanno subito un trapianto sono particolarmente vulnerabili alla polmonite.

Complicazioni

Nella maggior parte dei casi i soggetti con polmonite possono essere tranquillamente trattati e non andare incontro a complicanze, che tuttavia possono essere:

  • Batteriemia e shock settico. La batteriemia è una complicanza grave, che consiste nella contaminazione del sangue da parte dei batteri. Può determinare uno shock settico, potenzialmente mortale.
  • Ascesso polmonare. L’ascesso polmonare viene in genere trattato con gli antibiotici. Talvolta, è però necessario drenare il pus chirurgicamente o aspirandolo con un ago.
  • Versamento pleurico, empiema e pleurite. Si tratta di complicanze dolorose e addirittura potenzialmente mortali che possono succedere se la polmonite non viene trattata. La pleura è una membrana costituita da due ampi foglietti sottili di tessuto. Un foglietto avvolge l’esterno del polmone, mentre l’altro riveste l’interno della cavità toracica. L’irritazione e l’infiammazione di questi due foglietti costituiscono la pleurite, causa di dolore lancinante a ogni respiro. Lo spazio tra i due foglietti pleurici (spazio pleurico) è minimo. L’accumulo di liquido nello spazio pleurico viene detto versamento pleurico. Se il liquido è infetto, si parla di empiema. Quando succede, può essere necessario drenarlo tramite una cannula toracica o rimuoverlo chirurgicamente.
  • Insufficienza renale.
  • Insufficienza respiratoria.

Diagnosi

Talvolta è difficile formulare la diagnosi, perché i sintomi possono essere simili a quelli riscontrati in soggetti con raffreddore o influenza. È possibile non rendersi conto della gravità finché non si realizza che i sintomi durano più che in quelle condizioni. La polmonite verrà diagnostica in base ad anamnesi, esame obiettivo ed esami strumentali. Il tipo di polmonite può essere diagnosticato in base a come la malattia è stata contratta e al germe causa dell’infezione.

Analisi diagnostiche

Polmonite ai raggi X (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pneumonia_x_ray.jpg)

Polmonite ai raggi X (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pneumonia_x_ray.jpg)

In caso di polmonite sospetta, il medico può raccomandare uno o più degli esami seguenti:

  • Radiografia del torace, per identificare un’infiammazione dei polmoni. I raggi X sono il modo migliore per fare diagnosi di polmonite. La metodica non dice però che tipo di germe sta causando l’affezione.
  • Analisi del sangue, come un emocromo completo, per capire se il sistema immunitario sta reagendo all’infezione.
  • Emocoltura, per vedere se un’eventuale infezione batterica ha contaminato anche il sangue. Se così, il medico ha gli elementi per decidere come trattare l’infezione.

Altri esami possono essere utili nei pazienti ospedalizzati, in casi con sintomi gravi, nei soggetti anziani o con patologie concomitanti.

  • Esame dell’espettorato.
  • Tomografia computerizzata (TAC) del torace.
  • Coltura dell’essudato pleurico.
  • Pulsossimetria.
  • Broncoscopia.

Cura e terapia

Il trattamento dipende dal tipo di polmonite, dal germe che ne è la causa e dalla gravità.

La maggior parte dei soggetti affetti da polmonite acquisita in comunità (la forma più frequente) viene curata a casa. La terapia ha lo scopo di curare l’infezione e prevenire complicanze.

Polmonite batterica

Viene trattata con farmaci noti come antibiotici. Gli antibiotici andranno assunti come da prescrizione medica. Il paziente deve continuare la cura anche se può sentirsi meglio prima di aver completato il ciclo di antibiotico. Se il trattamento viene interrotto troppo presto, la polmonite può recidivare.

La maggior parte dei soggetti migliora dopo 1 – 3 giorni di antibiotici. In pratica, il paziente si sente meglio e diminuiscono i sintomi come tosse e febbre.

Polmonite virale

In questi casi, gli antibiotici non sono efficaci. Se virale, il trattamento può richiedere farmaci antivirali. La polmonite virale in genere migliora in 1 – 3 settimane.

Trattamento di sintomi gravi

Il ricovero ospedaliero può essere necessario se:

  • I sintomi sono gravi.
  • Il soggetto è a rischio di complicanze a causa di altri problemi di salute.
  • Se l’ossigenazione del sangue è bassa può essere praticata una terapia con ossigeno. In caso di polmonite batterica, gli antibiotici possono essere somministrati per via endovenosa.

Stile di vita

Una volta contratta la polmonite esistono modi per guarire dall’infezione ed evitare complicanze.

  • Riposarsi molto.
  • Rispettare il piano di trattamento stabilito dal medico.
  • Assumere tutti i medicinali secondo quanto prescritto. Se sotto antibiotici, continuare la cura fino a guarigione completa. Si deve continuare la cura anche se ci si sente meglio prima di aver completato il ciclo di antibiotico. Se il trattamento viene interrotto troppo presto, l’infezione batterica e la polmonite possono recidivare.
  • Chiedere al medico quando sottoporsi a una visita di controllo. Il medico può raccomandare una radiografia toracica per controllare la guarigione dell’infezione.

La polmonite può durare a lungo.

  • Alcuni soggetti migliorano e riescono a riprendere la propria routine nell’arco di una settimana.
  • Altri possono richiedere un mese o più.
  • Molti continuano a sentirsi stanchi per circa un mese.

Consultare il medico su quando riprendere le proprie attività.

Con la polmonite,

  • limitare i contatti con conviventi e amici.
  • Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o si starnuta, gettare subito i fazzoletti usati e lavarsi le mani.

Queste azioni aiutano a evitare il contagio di altre persone.

Prevenzione

La polmonite può essere molto grave e risultare anche mortale. Alcuni tipi possono essere prevenuti grazie alle vaccinazioni. Una buona igiene, l’astensione dal fumo e un sistema immunitario mantenuto valido con l’attività fisica e una dieta sana sono altri fattori importanti per prevenire la polmonite.

Vaccini

Esistono vaccini per prevenire polmoniti da pneumococco e da influenza. I vaccini non riescono a impedire l’infezione in tutti i soggetti, ma in ogni caso, quando anche si ammalino, i soggetti vaccinati, se confrontati ai non vaccinati, tendono a sviluppare:

  • infezioni meno gravi,
  • polmoniti di durata più breve,
  • meno complicanze importanti.

I vaccini da valutare con il medico sono per:

  • pneumococco,
  • influenza,
  • haemophilus influenzae tipo B (Hib).

Altre forme di prevenzione

Anche i passi seguenti aiutano a prevenire la malattia:

  • Lavarsi le mani con sapone e acqua o gel alcolici per uccidere i germi.
  • Non fumare. Il fumo danneggia le capacità di filtro e difesa dai germi dei polmoni.
  • Mantenere il sistema immunitario in salute. Riposare bene, fare attività fisica e seguire una dieta sana.

Fonte principale: NIH

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In teoria sì, è possibile, soprattutto quando non viene adeguatamente riconosciuta e curata, ma fortunatamente nei Paesi occidentali la prognosi è attualmente molto buona (anche se strettamente dipendente, per esempio, dallo stato di salute del paziente al momento della contrazione della malattia.).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Fortunatamente in modo raro, il rischio è legato soprattutto a forme molto severe e contratte da pazienti con difese immunitarie indebolite (anziani, per esempio).

  1. Anonimo

    Buon giorno, mio figlio da più di una settimana ha tosse e raffreddore. Siamo stati dal pediatra venerdì scorso e gli ha prescritto aereosol e sciroppo. Da 2 giorni oltre a tosse raffreddore si è aggiunto un dolore strano al petto, come delle fitte.. gli arrivano all’improvviso e gli fanno parecchio male.. piange per qualche minuto. Come se non bastasse da ieri sera ha la febbre altra che va da 38,5 e arriva anche a 39,5. Non so più cosa fare. Chiamo di nuovo la pediatra o vado diretta in ps? Grazie mille

    1. Anonimo

      Buongiorno dottore ho la bambina con la varicella lo dovuta portare dal pediatra per ben due volte a anche avuto febbre molto alta…dato che lei ha una dermatite atopica il pediatra mi ha prescritto antibiotico e rifocin per uso cutaneo….adesso sarà due giorni che ha una bruttissima tosse grassa e piena di catarro secondo lei è una causa normale dopo la varicella o mi devo preoccupare…fosse mai una bronco polmonite…cmq ora nn ha febbre…grazie mille

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fatto che non ci sia febbre è positivo, ma sentirei il pediatra per telefono per un suo parere sulla situazione (e le dirà se vuole visitarla o meno).

  2. Anonimo

    Salve, dopo una settimana di tosse si è manifestata la febbre. Dopo una visita dal medico ho inziato la cura antibiotica. Durante la cura la febbre è scomparsa dopo due giorni ma al settimo giorno di antibiotico (l’ultimo) la febbre è tornata e si manifesta solo alla sera da 2gg a questa parte (max 38). Che ne pensa? Potrebbe essere polmonite? Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non credo proprio, l’antibiotico comunque non serve per abbassare la febbre, per cui non c’è nessuna relazione, e l’antibiotico è di dubbia utilità, essendo un quadro virale, a meno di situazioni ulteriori, tipo placche in gola. Si autolimita comunque nel giro di qualche giorno, dura di più delle solite, è un’influenza abbastanza aggressiva.

  3. Anonimo

    Buongiorno dottore, Come sempre anche quest’anno ho preso il raffreddore. Ieri sono uscita con una mia amica e ho preso molto freddo. C’era un vento fortissimo e freddo ed il mio petto era coperto solo da una maglia di velluto e una giacca. Siamo state fuori per 15-20 minuti, poi siamo tornate a casa e abbiamo visto un film. Per due ore sono stata tranquilla ma quando è arrivato il momento di andarmene, ho sentito delle fitte ,se posso chiamarle così, al petto, una sensazione di punture di spillo. Le ho avute tutta la serata e poi sono andata a dormire. Stamattina al risveglio non avevo niente anche se non sono andata a scuola per riposarmi e vedere come mi sentivo. Sono stata bene, ma poi poco fa ho sentito un’altra fitta come quella di ieri, ma è durata circa 5 secondi. Poi mi sono soffiata il naso. Il muco è uscito giallo (non mi sono meravigliata perchè succede sempre quando ho il raffreddore) ma con un piccolissimo filamento rosso. Ora io sono consapevole che senza una visita medica fatta di persona è impossibile formulare una diagnosi, ma potrebbe darmi almeno un’ipotesi? Secondo lei è polmonite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dai sintomi che descrive non c’è motivo di pensarlo, ma ovviamente senta anche il parere del medico.

    2. Anonimo

      Sono tornata dal medico proprio poco fa. Ha detto che è stato un colpo di freddo, ma di stare a riposo per 2-3 giorni perchè ultimamente da me c’è cattivo tempo e se sto al vento potrebbe peggiorare

  4. Anonimo

    Salve mio figlio ha 11 mesi è stato ricoverato per una settimana , diagnosticando una polmonite , con antibiotici e bentelan, è stato dimesso ha continuato la terapia a casa per un altra settimana , ora a distanza di 2 giorni dalla fine della terapia ha nuovamente muchi e raffreddore cosa devo fare? Portarlo dinuovo in ospedale ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ha notato peggioramenti gravi (febbre, per esempio) sì, lo porti in ospedale; in caso di peggioramenti lievi valuti lei se attendere domani e sentire il pediatra o se portarlo in PS.

  5. Anonimo

    Buongiorno Dottore ho avuto una polmonite dietro un influenza male curata e nelle radiografie ha lasciato il segno, dietro a questo quasi ogni influenza che arriva sono soggetti a ricadute domenica pomeriggio sono andato a un centro sociale ho sudato molto alla fine sono via e ho cominciato ha sentirmi spossato poi forti brividi tutta la notte febbre a 39.6 ero sprovvisto di antibiotico ho preso una tachipirina da 1000 la mattina avevo 38.5 sono andato in farmacia e ho preso il tavanic top fo presente che mi è stato tolto il medico di famiglia è ho 65 anni compiuti ora LE chiedo come mi devo contenere questa mattina avevo la temperatura a 37.2 Saluto e ringrazio per la Vostra Disponibilità Gaetano.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo assolutamente indispensabile fare il punto con un medico, sia per il recente episodio di polmonite, che per l’età che la pone più a rischio di complicazioni.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Bene, mi sembra che la situazione stia andando per il meglio. saluti

  6. Anonimo

    Buongiorno dottore ieri sono stata dal pediatra e mi ha detto che i bronchi sono liberi però mi ha prescritto l antibiotico macladin ieri sera glielo ho dato ed ha dormito benissimo stanotte non ha mai dormito volevo aggiornata buona giornata

  7. Anonimo

    Dottore innanzitutto buongiorno mia figlio a 2 anni da pochi giorni sono due settimane che ha tosse grassa che non si risolve con aerosol anche se non si riesce a farlo come si deve perché lui dopo un Po lo rifiuta febbre mai avuto e ha perso un Po l appetito ultimamente che dice può essere polmonite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Poco probabile, ma dopo due settimane è comunque ora di farlo visitare dal pediatra se ancora non l’avesse fatto.

  8. Anonimo

    Vorrei un suo parere ho avuto il raffreddore per pochi giorni dopo ogni tanto tossico tosse secca un po il naso chiuso ma non cose fastidiose per una ventina di giorni poi una sera ho febbre a 39 con freddo ho preso una ta chip Irina e sono andata ha letto dopo 2 ore mi sono svegliata sudata dopo un ora
    grande dolore al petto e con accertamenti mi hanno trovato la broncopolmonite può essere stato la grande sudata a scatenare grazie della ridposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, la sudata è stata legata alla diminuzione della febbre, ma non può spiegare la broncopolmonite che quasi sicuramente era già in corso.

La sezione commenti è attualmente chiusa.