Pertosse: Sintomi, vaccino, trattamento
Ultima modifica: 22 July 2010Introduzione
La pertosse (o tosse canina) è un’infezione delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis. E’ caratterizzata da una tosse violenta che finisce con il tipico urlo inspiratorio quando il malato inspira. Prima che fosse disponibile il vaccino la pertosse uccideva da 5000 a 10000 persone negli Stati Uniti ogni anno, adesso il vaccino contro la pertosse ha ridotto il numero annuo di morti a meno di 30.
Negli ultimi anni tuttavia i casi registrati hanno ricominciato ad aumentare e nel 2004 il conteggio dei malati di pertosse è arrivato ad un numero record, il più elevato dal 1950; ne sono principalmente colpiti i lattanti di età inferiore ai 6 mesi, non ancora protetti da vaccinazioni, ed i bambini dagli 11 ai 18 anni la cui immunità è svanita.
I sintomi
I primi sintomi della pertosse sono simili a quelli di un raffreddore:
- Naso che cola
- Starnuti
- Tosse lieve
- Febbre lieve
Trascorse circa 1 o 2 settimane la tosse secca ed irritante evolve in tosse convulsiva, il cui episodio può durare anche più di un minuto, con il bambino che può diventare rosso o violaceo; passata la crisi il bambino emette di norma il caratteristico urlo durante l’inspirazione e non sono raroiuno o più conati di vomito. Tra un attacco e l’altro di solito il bambino si sente bene.
Anche se è probabile che i bambini e i giovani che contraggono la pertosse sviluppino la caratteristica tosse convulsiva con l’urlo, questo non avviene in tutti i casi; spesso infatti i bambini più piccoli non manifestano tosse convulsiva come i ragazzi più grandi, possono invece manifestare respiro affannoso per mancanza d’aria e avere il volto arrossato; la respirazione si può effettivamente fermare per pochi secondi durante episodi di tosse particolarmente forti.
Adulti e adolescenti con pertosse possono avere sintomi più lievi o sintomi atipici, come ad esempio una tosse prolungata senza convulsioni o tosse senza urlo.
Contagiosità
La pertosse è particolarmente contagiosa, i batteri responsabili si trasmettono da persona a persona tramite gocce di liquido provenienti da naso o bocca del soggetto infetto; queste possono diffondersi nell’aria in concomitanza di uno starnuto, un colpo di tosse, una risata, … L’infezione può così avvenire direttamente per inalazione o indirettamente se le minuscole goccioline si depositano per esempio sulle mani, che vengono successivamente portate a contatto con la bocca.
Le persone infette sono più contagiose nel corso delle prime fasi della malattia, fino a circa 2 settimane dall’inizio della tosse; gli antibiotici possono accorciare la durata della contagiosità a 5 giorni circa dalla prima somministrazione.
Prevenzione
Il vaccino antipertossico è il metodo di prevenzione d’elezione ed è solitamente combinato con il vaccino antitetanico e antidifterico (DTaP), al quale si accomuna per modo e calendario di somministrazione.
Per l’immunizzazione dei nuovi nati viene di norma somministrato il vaccino esavalente (Infanrix Hexa) che, oltre a proteggere dalla pertosse, previene anche il tetano, la difterite, la poliomielite, l’epatite virale B, e le infezioni invasive da HIB.
Gli esperti ritengono che fino all’80% dei membri di una famiglia non immunizzata possano sviluppare la pertosse vivendo nella stessa casa di un soggetto infetto; per questo motivo, chiunque entri in stretto contatto con un malato, dovrebbe assumere antibiotici per prevenire la diffusione della malattia. I giovani ragazzi che non hanno ricevuto tutte e tre le dosi di vaccino richieste possono richiedere una dose se esposti a causa di un membro della famiglia infetto.
Durata
Il periodo di incubazione (il tempo tra l’infezione e la comparsa dei sintomi) per la pertosse è di solito da 7 a 10 giorni, ma può essere lungo anche 21 giorni.
La pertosse può causare sintomi di lunga durata, il bambino di solito ha per 1 o 2 settimane sintomi da raffreddore, seguiti da circa 2-4 settimane di tosse acuta, anche se gli attacchi di tosse possono a volte prolungarsi. L’ultima fase consiste di diverse settimane di recupero graduale con risoluzione finale dei sintomi.
In alcuni bambini, il periodo di recupero può durare per mesi.
Trattamento
Chiamate immediatamente il medico se sospettate che il vostro bambino abbia la pertosse.
Per effettuare una diagnosi il medico dovrà fare un’anamnesi, eseguire un approfondito esame fisico e prelevare dal naso e della gola campioni di muco che verranno esaminati in laboratorio. Possono anche essere fatti esami del sangue ed una radiografia del torace.
Se il bambino ha effettivamente contratto la pertosse sarà trattato con antibiotici, di solito per 2 settimane. Molti esperti ritengono che il farmaco sia più efficace nel ridurre il contagio quando è somministrato nella prima fase della malattia, prima della comparsa degli episodi di tosse, ma anche se gli antibiotici vengono iniziati successivamente sono sempre importanti perché in grado di arrestare la diffusione dell’infezione della pertosse ad altri. Rivolgetevi al medico se sono necessari antibiotici preventivi o vaccini per gli altri membri della famiglia.
Alcuni bambini con pertosse devono essere trattati in ospedale. Lattanti e bambini hanno maggiori probabilità di essere ricoverati in ospedale perché sono più a rischio di complicazioni quali la polmonite, che si verifica in circa 1 bambino su 5 di età inferiore di 1 anno che abbia la pertosse. Fino al 75% dei bambini di età inferiore ai 6 mesi di età con pertosse riceverà un trattamento ospedaliero.
Nei bambini di età inferiore ai 6 mesi di età, la pertosse può anche essere pericolosa per la vita.
Mentre si trova in ospedale il bambino può avere bisogno di rimuovere le spesse secrezioni respiratorie, la respirazione sarà monitorata e verrà somministrato ossigeno se necessario. Potrebbe essere richiesta la somministrazione di fluidi per endovena se il bambino mostrasse segni di disidratazione o difficoltà a mangiare. Saranno quindi adottate precauzioni per prevenire che l’infezione sia diffusa ad altri pazienti, al personale ospedaliero e ai visitatori.
Se il vostro bambino è in trattamento per la pertosse e rimane a casa, seguite la posologia degli antibiotici esattamente come prescritta dal medico. Dare una medicina per la tosse probabilmente non aiuterà, perché anche il più forte sedativo di solito non è in grado di alleviare gli episodi di tosse della pertosse.
Nel corso della convalescenza lasciate che il vostro bambino si riposi a letto ed utilizzate un vaporizzatore per aiutare ad allentare le secrezioni respiratorie e lenire l’irritazione ai polmoni e alle vie respiratorie. (Ricordatevi di seguire le indicazioni per mantenere l’ambiente pulito e privo di muffa.) Inoltre mantenere la casa libera delle sostanze irritanti che possono scatemare gli attacchi di tosse, come ad esempio spray, fumo di tabacco e fumo di cucina, di caminetti e di stufe a legna.
I bambini con pertosse frequentemente patiscono episodi di vomito oppure non mangiano/bevono a causa della tosse; potete aiutarli offrendo loro pasti più piccoli e frequenti ed incoraggiandoli bere molti liquidi. Ponete attenzione ai segni di disidratazione, tra cui la sete, l’irritabilità, l’irrequietezza, la letargia, occhi affossati, secchezza della bocca e della lingua, pelle secca, pianto senza lacrime, ed un diminuito bisogno di urinare (o nei neonati, meno pannolini bagnati).
Quando chiamare il pediatra
Chiamate il medico se sospettate che il bambino abbia la pertosse o sia stato esposto al contagio da un malato, anche se avesse già ricevuto tutte le vaccinazioni in programma per la malattia.
Il vostro bambino deve allo stesso modo essere visitato da un medico se ha attacchi prolungati di tosse, specialmente se ha questi sintomi:
- diventa rosso o porpora,
- i colpi di tosse sono seguiti da vomito
- ed accompagnati da un suono come di ululato quando il bambino respira dopo la tosse
Se al vostro bambino è stata diagnosticata la pertosse ed è in trattamento a casa, cercate immediata assistenza medica in caso di difficoltà a respirare o comparsa di segni di disidratazione.
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