Parotite (orecchioni): sintomi, vaccino e cura

Ultimo Aggiornamento: 1599 giorni

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Introduzione

La parotite (comunemente chiamata orecchioni) è una malattia causata da un virus che si diffonde di norma attraverso la saliva e che può infettare molte parti del corpo, con una predilezione particolare per le ghiandole salivari parotidee; queste ghiandole, che producono la saliva per la bocca, si trovano verso la parte posteriore di ogni guancia, nella zona tra l’orecchio e la mandibola, e nei casi di parotite si gonfiano fino a diventare dolenti.

Contrarre gli orecchioni è stato un fatto ordinario fino a quando il vaccino per la parotite è stato reso disponibile nel 1967. Prima del vaccino si verificavano più di 200.000 casi ogni anno solo negli Stati Uniti, da allora il numero è sceso a meno di 1000 all’anno e le epidemie sono diventate piuttosto rare. Come nell’epoca precedente al vaccino, la maggior parte dei casi di parotite colpisce bambini dai 5 ai 14 anni d’età, ma la percentuale di giovani adulti che vengono contagiati è aumentata lentamente nel corso degli ultimi due decenni. Le infezioni da parotite non sono frequenti nei bambini di età inferiore ad 1 anno di età.

Una volta superata la malattia si acquisisce l’immunizzazione che mette al riparo l’organismo da un secondo caso. Anche altre infezioni possono tuttavia causare gonfiore alle ghiandole salivari, ed è questo il motivo per cui diversi genitori pensano erroneamente che il proprio bambino abbia avuto gli orecchioni più di una volta.

I sintomi

I sintomi della parotite esordiscono con una febbre fino a 39.4 C°, spesso accompagnata da mal di testa e perdita di appetito. Il classico sintomo degli orecchioni è il gonfiore con dolore alle ghiandole parotidee, che rende le guance del bambino come quelle del criceto quando nasconde il cibo nelle guance. Di solito le ghiandole diventano sempre più gonfie e doloranti per un periodo da 1 a 3 giorni ed il dolore peggiora quando il bambino mangia, parla, mastica, beve bevande o succhi di frutta acidi (come il succo d’arancia).

Sia la ghiandola parotidea sinistra che la destra possono essere coinvolte, ma raramente allo stesso tempo. In rari casi, la parotite attaccherà altri gruppi di ghiandole salivari invece delle parotidi, se questo accade il gonfiore può essere osservato sotto la lingua, sotto la mandibola o lungo la parte anteriore del torace.

Gli orecchioni possono portare ad infiammazione e gonfiore del cervello e di altri organi, anche se questa sintomatologia è fortunatamente piuttosto rara: encefalite (infiammazione del cervello) e meningite (infiammazione del rivestimento del cervello e del midollo spinale) sono entrambe complicazioni rare.

Altri sintomi comuni sono torcicollo, mal di testa, nausea e vomito, sonnolenza, convulsioni, e altri segni di implicazioni al cervello.

La parotite negli adolescenti e negli adulti maschi può anche comportare lo sviluppo di orchite, un’infiammazione dei testicoli. Di solito un testicolo diventa gonfio e dolorante dopo circa 7-10 giorni che si sono gonfiate le parotidi, accompagnato da febbre alta, brividi, mal di testa, nausea, vomito e dolore addominale che può essere a volte scambiato per appendicite se il testicolo interessato è il destro. Dopo 3-7 giorni il dolore ed il gonfiore testicolare si calmano, di solito in contemporanea all’abbassamento della febbe. In alcuni rari casi possono essere coinvolti entrambi i testicoli, ma la sterilità rimane in ogni caso un’eventualità piuttosto remota.

La parotite può influire inoltre su pancreas o, nelle femmine, sulle ovaie, causando dolore e sensibilità addominale.

In alcuni casi, i segni e sintomi sono talmente lievi che nessuno sospetta un’infezione alle parotidi, si ritiene infatti che circa 1 persona su 3 possa avere contratto la parotite in maniera asintomatica.

Contagiosità

Il virus della parotite è contagioso e si diffonde con le piccole gocce di liquido espulse dal naso o dalla bocca di qualcuno che è stato infettato; può essere passato ad altri attraverso starnuti, tosse od anche con le risate. Il virus può anche diffondersi ad altre persone attraverso il contatto diretto, come ad esempio utilizzando biancheria o bicchieri che sono stati utilizzati dalla persona infetta.

Le persone che hanno la parotite sono contagiose da 2 giorni prima dell’inizio dei sintomi a 6 giorni dopo la loro scomparsa. Il virus può diffondersi anche da persone che sono infette pur non presentandone i sintomi.

Prevenzione

La parotite può essere prevenuta con la vaccinazione, il vaccino può essere somministrato da solo o come parte dell’immunizzazione morbillo-parotite-rosolia (MPR) che viene di solito somministrata ai bambini tra i 12 e i 15 mesi di età. Una seconda dose di MPR viene data generalmente dai 4 ai 6 anni.

Come per tutti i programmi di immunizzazione, vi sono importanti eccezioni e circostanze particolari da considerare con il proprio pediatra di fiducia.

Nel corso di un focolaio di morbillo il medico potrebbe raccomandare un’ulteriore dose di vaccino se il vostro bambino non ha ancora ricevuto la seconda dose di vaccino.

Durata

Il periodo di incubazione per la parotite varia dai 12 ai 25 giorni, ma la media è di 16-18 giorni.

I bambini di solito si riprendono dalla parotite in circa 10-12 giorni, mentre ci vuole circa 1 settimana perché il gonfiore scompaia in ciascuna ghiandola parotidea, anche se di solito non si gonfiano entrambe le ghiandole allo stesso tempo.

Trattamento

Se pensate che il vostro bambino abbia gli orecchioni chiamate il medico, che può confermare la diagnosi e lavorare con voi per monitorare i progressi del piccolo e sorvegliare qualsiasi altra complicazione. Il medico può anche notificare l’infezione alle autorità sanitarie il che tengono traccia dei programmi di immunizzazione infantile e delle epidemie di parotite.

Poiché la parotite è causata da un virus, non può essere trattata con antibiotici.

A casa controllate e tenete traccia della febbre del vostro bambino . È possibile utilizzare farmaci per la febbre che non siano aspirina, come ad esempio paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, …) od ibuprofene (Antalfebal, Nureflex, …) per far scendere la febbre. Questi medicinali aiuteranno anche a lenire il dolore dovuto al gonfiore delle ghiandole parotidee. Salvo diverse istruzioni del pediatra, l’aspirina non deve essere usata nei bambini con malattie virali, perché l’uso di aspirina in tali casi è stata associata con lo sviluppo di sindrome di Reye, che può portare a insufficienza epatica e morte.

Adottate una dieta con cibi morbidi, che non richieda molta masticazione ed incoraggiate il vostro bambino a bere molti liquidi. Evitate di servire torte acide o succhi di frutta (come succo d’arancia, succo di pompelmo, o limonata) che peggiorano il dolore, mentre acqua, bevande analcoliche decaffeinate e tè
sono meglio tollerati.

Quando la parotite coinvolge i testicoli il medico può prescrivere farmaci più forti per il dolore e il gonfiore e fornisce istruzioni su come applicare impacchi per calmare la zona e come fornire un sostegno supplementare per i testicoli.

Un bambino con orecchioni non ha bisogno di rimanere a letto, ma può giocare tranquillamente. Rivolgetevi al medico per valutare il momento migliore per il ritorno a scuola.

Quando chiamare il pediatra

Chiamate il medico se sospettate che il bambino abbia gli orecchioni.

Se al vostro bambino è stata diagnosticata la malattia tenete traccia della sua temperatura corporea e ricontattate il pediatra se questa sale sopra i 38,5 ° C.

Poiché la parotite può coinvolgere anche il cervello e le sue membrane, chiamate il medico immediatamente se il vostro bambino ha uno dei seguenti sintomi:

  • torcicollo,
  • convulsioni (crisi epilettiche),
  • estrema sonnolenza,
  • grave mal di testa,
  • cambiamenti dello stato di coscienza.

Prestate attenzione al dolore addominale che può significare il coinvolgimento del pancreas in entrambi i sessi od il coinvolgimento delle ovaie nelle ragazze. Nei ragazzi, prestate attenzione alla febbre alta, con dolore e gonfiore dei testicoli.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. giorgia

    Perciò dottore lei cosa mi può suggerire? E poi potrebbe causare danni a lui questa malattia se dovesse contrarla?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Niente panico, semplicemente se dovesse manifestarne i sintomi si rivolga subito al medico per tenerne monitorata l’evoluzione e prevenire complicazioni.

    2. Anonimo

      Quindi posso tornare a casa? La sterilità è da prendere in considerazioni in eventuale contagio? Mi scusi ma sono piuttosto ansiosa. ..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non l’ha mai fatta al suo posto aspetterei che la malattia sia completamente superata da almeno 6 giorni, è comunque preferibile evitare il contagio.

  2. Anonimo

    Quindi nn si deve escludere la possibilità che possa rimanere sterile se la contrae?..e poi icm già detto ho iniziato la degenza da lunedi che ero a casa cn lui per cui di sicuro il contagio nell aria ci sarà stato e poi dopo quanto si può verificare sull altra persona?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A prescindere dal rischio sterilità cercherei comunque di non fargli fare una malattia di questo tipo da adulto; il contagio non è detto che ci sia stato, il periodo di incubazione per la parotite varia dai 12 ai 25 giorni, ma la media è di 16-18 giorni.

  3. Lorella

    Quanto ho letto sopra mi è stato molto utile, ho riscontrato i sintomi della Parotite confrontando i miei con quelli scritti sopra e ho avuto conferma che quello che provo è un evidente segno di Parotite; infatti mi ha anticipato un leggero mal di testa con conseguente sangue dal naso (poche gocce), poi ho visto gonfiarsi la ghiandola che si trova sotto l’orecchio, verso la mandibola e spesso ho dei doloretti al basso ventre con qualche pugnalata nella zona fegato, premetto che sono una cuoca di 55 anni e che non capisco niente di medicina. Mi sono rivolta alla guardia medica dopo circa 6 ore di questi lievi disturbi per avere il suo parere. Gli orecchioni (dice la mia mamma che li ho avuti da piccola), o Parotite che è il termine più corretto secondo la dottoressa che mi ha diagnosticato la malattia, possono anche ritornare. Adesso ho la guancia destra gonfia e un leggero dolore simile al torcicollo, seguito da un leggero mal di testa e di ovaie non ho febbre e sono al secondo giorno.

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