Paralisi facciale (paralisi di Bell): sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 206 giorni

Introduzione

La paralisi di Bell è una forma di paralisi temporanea del viso causata da danni o traumi ai nervi facciali.

Nervo facciale

Nervo facciale (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Cranial_nerve_VII.svg)

La maggior parte dei muscoli del volto è controllata dal nervo faciale, cioè dal settimo paio di nervi cranici. Il nervo faciale parte dal tronco cerebrale, attraversa il cranio dentro un canale molto stretto (canale di Falloppio) e poi esce dal cranio poco dietro l’orecchio. Per la maggior parte del suo sviluppo il nervo è quindi racchiuso in questo guscio osseo.

Il nervo faciale si dirama da dietro l’orecchio e serve i muscoli del volto: permette alla fronte di muoversi, alle palpebre di chiudersi e alla bocca di chiudersi e di sorridere. Controlla le ghiandole salivari e la lacrimazione, è responsabile della sensazione di gusto avvertita dalla lingua e si occupa di attutire i rumori provenienti dall’ambiente circostante agendo sull’udito.

Quando si verifica la paralisi di Bell la funzione del nervo faciale viene meno, causando un’interruzione in tutti i messaggi che il cervello invia ai muscoli facciali. Questa interruzione provoca la paralisi, che si manifesta sotto forma di alterazione di tutte le funzioni viste.

La condizione prende il nome da Sir Charles Bell, un chirurgo scozzese del XIX secolo che ha descritto per primo il nervo faciale e la sua connessione con questo disturbo.

La paralisi di Bell, che non è in alcun modo correlata all’ictus, è la causa più comune di paralisi facciale. Generalmente colpisce solo uno dei due nervi faciali manifestandosi quindi su un solo lato del viso, ma in rari casi può interessare entrambe le parti contemporaneamente.

Cause

La paralisi di Bell si verifica quando il nervo che controlla i muscoli del viso diventa

  • gonfio,
  • infiammato
  • o compresso.

La trasmissione dei segnali nervosi non può più avvenire correttamente e si manifesta quindi la debolezza ai muscoli del viso e gli altri sintomi.

La causa esatta che porta a questa condizione è tuttavia ancora sconosciuta.

La maggior parte dei ricercatori ritiene che spesso possa esserci alla base un’infezione da virus, come la meningite virale o anche solo i più comuni virus del raffreddore o dell’herpes simplex. Si pensa che a causa di questi virus il nervo faciale possa andare incontro a infiammazione e gonfiore, causando un progressivo aumento della pressione all’interno del canale di Falloppio con conseguenza ischemia (riduzione dell’afflusso di sangue e ossigeno alle cellule nervose). In alcuni casi lievi (dove il recupero è rapido) si riscontra un danno limitato alla guaina mielinica del nervo, il rivestimento lipidico (di grasso) che funge da isolante sulle fibre nervose del cervello.

Il disturbo è stato associato anche a

Fattori di rischio

Interessa uomini e donne con la stessa frequenza e può verificarsi a qualsiasi età, ma è meno comune prima dei 15 anni e dopo i 60; soggetti con diabete e/o disturbi respiratori delle vie aree superiori (come influenza o raffreddore) sembrano esserne maggiormente soggetti.

Sintomi

Poiché il nervo faciale  è associato come visto a numerose funzioni, l’alterazione o una completa interruzione della sua funzione può causare numerosi segni e sintomi.

Paralisi di Bell

Paralisi di Bell (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Bells_palsy_diagram.svg)

I sintomi della paralisi di Bell possono variare da un soggetto all’altro e l’intensità con cui si presentano può cambiare in termini di gravità da una lieve debolezza alla paralisi totale, talvolta con presenza di spasmi involontari.

La malformazione del volto provocata da questo tipo di paralisi è piuttosto caratteristica, la metà colpita del viso appare appianata e priva di espressione, ma il paziente può provare dolore e fastidio nella parte sana, che potrebbe sembrargli contratta. Nei casi più gravi la rima palpebrale è ampia e il paziente non riesce a chiudere l’occhio, così come l’angolo della bocca che tende a cadere verso il basso.

Altri sintomi possibili sono:

  • perdita involontaria di saliva dal lato della bocca colpito,
  • secchezza oculare e/o della bocca,
  • lacrimazione eccessiva dell’occhio,
  • alterazione o perdita del gusto,
  • dolore o disagio attorno alla mascella e dietro l’orecchio,
  • acufene (suono o ronzio in una o entrambe le orecchie),
  • mal di testa,
  • iperacusia (ipersensibilità al suono sul lato interessato),
  • difficoltà di parola,
  • vertigini,
  • difficoltà ad alimentarsi e/o bere.

Molto spesso questi sintomi, che di solito iniziano improvvisamente e raggiungono il loro picco entro 48 ore, portano a significative distorsioni visive.

La paralisi di Bell, fortunatamente, regredisce molto spesso senza alcuna cura nel giro di poche settimane o pochi mesi e il nervo faciale di solito ritorna a funzionare come prima, ma poichè in alcuni casi i danni possono diventare permanenti si preferisce in genere iniziare con tempestività un trattamento farmacologico.

Pericoli

La prognosi per i soggetti colpiti da paralisi di Bell è generalmente molto buona, ma è l’entità del danno nervoso a determinare la percentuale di recupero.

Il miglioramento è graduale e i tempi di recupero possono variare significativamente da un paziente all’altro; a prescindere da eventuali trattamenti la maggior parte dei pazienti inizia a migliorare entro 2 settimane dall’insorgenza iniziale dei sintomi e la maggior parte si riprende completamente, recuperando la funzione normale entro 3 – 6 mesi.

In alcuni casi, tuttavia, i sintomi possono durare più a lungo o addirittura diventare permanenti.

Sono a maggior rischio di complicazioni i soggetti con:

  • paralisi assoluta del lato colpito,
  • più di 60 anni,
  • comparsa di dolore severo alla prima manifestazione dei sintomi,
  • pressione alta,
  • diabete,
  • gravidanza in corso,
  • assenza di miglioramenti dopo 2 mesi.

È raro, ma possibile che la paralisi possa ripetersi, sullo stesso o sul lato opposto del viso.

Diagnosi

La diagnosi della paralisi di Bell viene fatta sulla base della presentazione clinica, in particolare sull’aspetto distorto del viso e sull’incapacità di spostare i muscoli sul lato affetto del volto, dopo aver escluso altre possibili cause di paralisi facciale.

Non esiste un test di laboratorio specifico per confermare la diagnosi del disturbo.

Un test che prende il nome di elettromiografia (EMG) può confermare la presenza di danni ai nervi e determinarne l’entità; eventuali esami del sangue possono essere richiesti per diagnosticare altri problemi concomitanti, come il diabete e/o alcune infezioni.

Alcune tecniche di imaging (come la risonanza magnetica la tomografia computerizzata) possono evidenziare eventuali altre cause di pressione sul nervo colpito.

Cura e terapia

La paralisi di Bell colpisce ogni soggetto in modo diverso.

Alcuni casi sono lievi e non richiedono un trattamento, in quanto i sintomi tendono a regredire spontaneamente nell’arco di due settimane.

In altri casi si ricorre a farmaci e/o differenti opzioni terapeutiche; quando si riesce a risalire alla causa esatta della paralisi (ad esempio un’infezione) un trattamento specifico può essere ovviamente utile.

Recenti studi hanno dimostrato che i cortisonici possono ridurre l’infiammazione e il gonfiore e sono quindi sono efficaci e utili nel trattamento della paralisi di Bell. Altri farmaci come l’aciclovir, usati per combattere le infezioni da herpes, possono in specifici casi abbreviare il decorso della malattia. Gli analgesici come aspirina, paracetamolo o ibuprofene possono alleviare il dolore.

Un altro fattore di fondamentale importanza nel trattamento è la protezione degli occhi: la paralisi di Bell può interrompere la naturale capacità di lacrimazione dell’occhio, lasciando così il prezioso organo esposto a secchezza e conseguente irritazione. È quindi importante mantenere lubrificato l’occhio (per esempio con lacrime artificiali) e proteggerlo da polvere e lesioni, soprattutto durante la notte.

Può infine risultare utile il ricorso alla fisioterapia.

L’approccio chirurgico di decompressione, per alleviare la pressione sul nervo, è tuttora argomento controverso e raramente viene consigliato; in rari casi può essere necessaria una chirurgia estetica o ricostruttiva per ridurre le deformità e correggere alcuni danni, come una palpebra che non si chiude più completamente o un sorriso curvo.

 

Fonte principale: NIH

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  1. Anonimo

    Gentile Dottore,

    il 19 agosto mi sono svegliata con mezza faccia intorpidita e incapace di chiudere l’occhio destro, chiudere la bocca dal lato destro, …

    Sono volata in Pronto Soccorso, ero terrorizzata, poi il neurologo mi ha visitata e mi ha tranquillizzata diagnosticando paralisi di Bell.

    A distanza di qualche giorno sto assumendo con scrupolo la cura prescritta ma vedo pochi miglioramenti, dice che rimarrò così per sempre? Ho tanta paura…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Abbia fiducia e continui con la cura prescritta (cortisone?), vedrà che gradualmente i risultati arriveranno.

    2. Anonimo

      Ciao Anonimo, ci sono passato anch’io, ma ti confermo quello che ti ha risposto il dottore, con un po’ di serenità e di costanza nell’assunzione dei farmaci i sintomi pian piano regrediranno completamente.

      Anch’io ho avuto la fortuna di rendermi conto subito della situazione così da poter avere conferma della diagnosi di paralisi di Bell nell’arco di poche ore e iniziare la cura subito.

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