Pancreatite acuta e cronica: sintomi, cause, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1232 giorni

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Introduzione

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas: nonostante sia rara, in Italia circa 15.000 nuovi pazienti vengono colpiti da pancreatite cronica ogni anno, mentre si stimano in 200.000 i casi di pancreatite acuta ogni anno.

All’inizio la pancreatite si manifesta in forma acuta, se non viene curata può diventare una malattia permanente, detta pancreatite cronica. E’ una patologia grave che può causare pericolose complicazioni e addirittura la morte del paziente, qualora non venga curata.

In questo breve articolo vi aiuteremo a capire le caratteristiche sia della pancreatite acuta sia della pancreatite cronica e le possibili terapie.

Anatomia

Il pancreas è una ghiandola piuttosto grande che si trova dietro lo stomaco, si occupa di secernere gli enzimi digestivi che si riversano nell’intestino tenue attraverso il dotto pancreatico. Gli enzimi digestivi aiutano l’organismo a digerire gli alimenti che in un secondo momento verranno assorbiti dall’intestino tenue.

Il dotto pancreatico è collegato al dotto biliare, il quale permette il passaggio della bile che proviene dalla cistifellea e dal fegato. Dopo aver attraversato il dotto biliare gli enzimi digestivi si riversano nel duodeno, il tratto iniziale dell’intestino tenue. Nell’intestino i prodotti della digestione sono assorbiti nel flusso sanguigno.

L’organismo deve assicurare che il livello di zuccheri presenti nel sangue sia adeguato, perché i livelli di glucosio molto alti o molto bassi possono provocare il coma. L’insulina è l’ormone incaricato di controllare i livelli di zuccheri nell’organismo. Gli ormoni sono sostanze chimiche presenti nel flusso sanguigno che sono in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Il pancreas produce l’insulina e ha quindi due funzioni principali.

  1. Contribuisce alla digestione degli alimenti
  2. Regola i livelli di glucosio nel sangue.

Le 2 forme della malattia

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas, che viene lentamente distrutto dagli enzimi digestivi da lui stesso prodotti. Nei casi più gravi di pancreatite le lesioni del pancreas possono provocare emorragie, danni gravi ai tessuti, infezioni e formazione di cisti.

Se il pancreas è infiammato gli enzimi possono penetrare nel flusso sanguigno e raggiungere il cuore, i polmoni e i reni, provocando danni ancora più gravi.

La pancreatite può presentarsi in due forme diverse:

  1. La pancreatite acuta si verifica all’improvviso: può essere grave e mettere in pericolo la vita del paziente per via delle numerose complicazioni. Di solito è comunque una malattia curabile.
  2. La pancreatite cronica si verifica quando i danni al pancreas continuano a verificarsi anche dopo l’episodio acuto: ad esempio, se il paziente non limita l’uso di alcolici anche dopo aver sofferto di pancreatite acuta, il consumo protratto continua a danneggiare il pancreas. La forma cronica provoca un dolore molto intenso e il malfunzionamento del pancreas, che a sua volta causa perdita di peso, diabete e problemi digestivi.

Pancreatite Acuta

Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 casi di pancreatite acuta, questo disturbo inizia all’improvviso con l’infiammazione del pancreas e in seguito guarisce completamente. Alcuni pazienti nel corso della vita hanno diversi attacchi, ma possono guarire completamente dopo ciascuno di essi.

Esistono diverse forme di pancreatite acuta e, da un punto di vista generale, sono mortali nel 15% dei casi. Analizzando più in profondità si scopre tuttavia che per forme di pancreatite edematosa i casi di morte sono meno del 2%, mentre nei casi di pancreatite necrotico-emorragica si registra una mortalità superiore al 30-40% dei casi. Nel caso in cui il pancreas venga colpito interamente da necrosi la mortalità è superiore al 60%.

Nei casi più gravi di pancreatite acuta, in assenza di un tempestivo intervento, provocano la morte del paziente entro 48 ore.

Cause

L’abuso di alcool e i calcoli biliari sono le due cause principali della forma acuta, tra le altre cause ricordiamo: l’uso di alcuni farmaci, traumi o interventi chirurgici all’addome oppure malformazioni del pancreas o dell’intestino.

In rari casi la pancreatite acuta può essere provocata da un’infezione, come la parotite (gli orecchioni).

Sintomi

L’episodio di pancreatite di solito inizia con il mal di pancia nella parte superiore dell’addome, che si protrae per alcuni giorni: il dolore in molti casi è forte e a volte è costante e continuo. Il dolore può colpire solo la pancia, oppure può estendersi verso la schiena e altre zone.

Il dolore può essere improvviso e intenso, oppure può iniziare come dolore lieve e peggiorare dopo i pasti. L’addome può essere gonfio e molto dolorante.

I pazienti affetti da pancreatite acuta si sentono e appaiono molto malati, tra gli altri sintomi ricordiamo:

  • nausea,
  • vomito,
  • febbre,
  • aumento della frequenza cardiaca.

Il 20 per cento circa dei casi è di grave entità, i pazienti possono soffrire di disidratazione e avere la pressione molto bassa. In alcuni casi si registrano anche insufficienza cardiaca, polmonare o renale.

Nei casi più gravi si può verificare un’emorragia all’interno del pancreas, che può causare uno shock e raramente condurre alla morte del paziente.

Diagnosi e terapia sintomatica

Durante gli attacchi di pancreatite acuta, nel sangue sono presenti alti livelli di enzimi digestivi: possono anche essere presenti alti livelli di altre sostanze chimiche, come il calcio, il magnesio, il sodio, il potassio e il bicarbonato. I pazienti sono poi spesso soggetti ad alti livelli di glucosio e lipidi (grassi): questi fattori permettono ai medici di diagnosticare la pancreatite. Quando il pancreas sarà guarito i livelli di queste sostanze ritorneranno alla normalità.

La terapia dipende dalla gravità dell’attacco, se non si verificano complicazioni di solito migliora dopo una terapia adeguata.

Al momento dell’attacco il paziente di solito deve essere ricoverato in ospedale, il medico prescriverà il reintegro dei liquidi tramite flebo, per reintegrare il volume del sangue. I reni ed i polmoni possono essere trattati con la dialisi o con la ventilazione artificiale per prevenire l’insufficienza. In alcuni casi il paziente non è in grado di controllare il vomito, quindi deve essere intubato per consentirgli di rimuovere i fluidi e l’aria. Nei casi meno gravi si deve rimanere a digiuno per tre o quattro giorni, ma si possono somministrare liquidi e analgesici per endovena.

Gli attacchi di solito si protraggono soltanto per alcuni giorni, a meno che siano presenti calcoli biliari che ostruiscono il dotto biliare e il dotto pancreatico. I calcoli, ossia i piccoli cristalli, vengono rimossi per via endoscopica: vengono asportati usando un endoscopio che viene inserito dalla bocca e va a raggiungere il dotto biliare. Questo intervento si chiama colangiopancreatografia endoscopica retograda (ERCP).

Nei casi più gravi di pancreatite acuta il paziente deve essere nutrito tramite flebo per 3-6 settimane, durante il processo di guarigione del pancreas. Se si manifestano segni di infezione, devono essere somministrati gli antibiotici.

Quando i sintomi della pancreatite acuta saranno scomparsi, il medico cercherà di dare una diagnosi più precisa per prevenire ulteriori attacchi. A volte la causa è chiara, ma in altri casi sarà necessario eseguire ulteriori esami.

Complicazioni

Se si verificano complicazioni come infezioni, formazione di cisti od emorragia, il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per:

  • Asportare la cistifellea.
  • Escludere la presenza di altre patologie addominali che possono assomigliare alla pancreatite.
  • Asportare le cisti che si sono formate all’interno del pancreas.
  • Asportare i tessuti non più funzionanti

Pancreatite cronica

Cause

La pancreatite cronica può avere diverse cause, ma nel 70-80% dei casi è provocata dall’abuso cronico di alcool; si verifica con maggior frequenza negli uomini ed ha un’incidenza maggiore nella fascia d’età tra i 30 e i 40 anni. La forma cronica si sviluppa solo dopo un attacco acuto, soprattutto se viene danneggiato il dotto pancreatico. I danni al pancreas dovuti all’abuso di alcool potrebbero rimanere silenti per anni, poi il paziente potrebbe avere un attacco improvviso di pancreatite.

Alcune forme croniche sono ereditarie: sono dovute ad anomalie degli enzimi pancreatici, che “digeriscono” il pancreas e quindi lo danneggiano.

Sintomi

Quando la malattia è nelle fasi iniziali il medico non è sempre in grado di stabilire se si tratta di pancreatite acuta o cronica, perché i sintomi possono essere gli stessi. I pazienti affetti da pancreatite cronica tendono ad avere tre tipi di problemi:

  1. Dolore.
  2. Malassorbimento degli alimenti, e conseguente perdita di peso.
  3. Diabete.

Alcuni pazienti non provano alcun dolore, ma nella maggior parte il dolore è presente: può essere costante e colpire la schiena e l’addome e, per alcune persone, può rivelarsi invalidante.

In alcune forme il dolore scompare con l’avanzare della malattia: secondo i medici questo avviene perché il pancreas smette di produrre gli enzimi pancreatici.

Spesso i pazienti affetti da pancreatite cronica dimagriscono, anche se il loro appetito e le loro abitudini alimentari non sono cambiati: il loro organismo, infatti, non secerne abbastanza enzimi pancreatici per “demolire” gli alimenti, quindi le sostanze nutritive non vengono digerite e assorbite normalmente.

I problemi digestivi causano la perdita di grassi, proteine e glucosio con le feci. A questo punto si può anche sviluppare il diabete, se le cellule del pancreas che producono l’insulina vengono danneggiate.

Diagnosi e terapia cronica

La diagnosi di pancreatite cronica è difficile, però esistono diverse tecnologie diagnostiche avanzate. Gli esami del sangue che controllano la funzionalità pancreatica aiutano il medico a stabilire se il pancreas è ancora in grado di produrre una quantità sufficiente di enzimi digestivi.

Il medico può inoltre vedere se ci sono anomalie nel pancreas usando tecniche di imaging in grado di visualizzare gli organi all’interno dell’organismo. Tra di esse ricordiamo:

  • ecografia,
  • ERCP (colangiopancreatografia endoscopica retrograda),
  • TAC.

Negli stadi più avanzati della pancreatite cronica, quando si presentano anche il diabete e il malassorbimento, il medico potrà usare gli esami del sangue, delle urine e delle feci per arrivare alla diagnosi.

La forma cronica viene curata alleviando il dolore e tenendo sotto controllo i problemi nutrizionali e di diabete.

I pazienti possono ridurre la quantità di grassi e proteine persi con le feci riducendo la quantità di grassi nella dieta ed assumendo farmaci che contengono enzimi pancreatici, in questo modo l’assorbimento degli alimenti migliorerà e si riacquisterà il peso. In alcuni casi vengono anche somministrati l’insulina o altri farmaci per tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.

In alcuni casi di pancreatite cronica si ricorre alla chirurgia: per alleviare il dolore è possible drenare e allargare il dotto pancreatico. A volte può rivelarsi necessario asportare parte del pancreas.

Dieta

A seguito di un episodio di pancreatite sarebbe opportuno moderare il consumo dei grassi ed evitare pasti abbondanti e bevande alcooliche.

Si può quindi riprendere una dieta completa ed il medico potrebbe prescrivere farmaci a base di enzimi pancreatici, se il pancreas non ne secernesse a sufficienza. Gli enzimi devono essere assunti ad ogni pasto per aiutare il paziente a digerire il cibo e riguadagnare un po’ di peso. Il passo successivo è quello di pianificare una dieta nutriente, a basso contenuto di grassi e fatta di piccoli ma frequenti pasti. Un dietologo può aiutare a sviluppare un piano adeguato.

Bere molti liquidi e limitare le bevande contenenti caffeina è altrettanto importante.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/tutorials/pancreatitis/ge179104.pdf


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. silvia

    grazie dottore,per la sua chiarezza e disponibilità.ascolto sicuramente i suoi consigli buona giornata

  2. Umberto

    Buongiorno Prof. , volevo chiederle se la formazione di liquidi addominali in eccesso può essere messa in relazione con una “pancreatite” in atto, oppure può dipendere dall’infiammazione contestuale della coliciste affetta da calcolosi.
    La ringrazio anticipatamente, Umberto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cosa intende esattamente per liquidi addominali? Come sono stati diagnosticati?

  3. Bandini

    Salve,
    un valore di amilasi di 136 su valori di rif 28-100,
    è da considerarsi alto e meritevole di ulteriori accertamenti?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non emerge nessun’altra ipotesi sì, potrebbe valere la pena approfondire, ma il valore non sembra preoccupante di per sè.

  4. gb

    Ciao, sono un ragazzino e mio padre oggi é andato all ospedale.. non mi hanno detto per bene cosa ha, mi hanno detto che ha qualcosa al pancreas.. c é il rischio che gli succeda qualcosa? C é qualche malattia che non si puó curare? ..ti prego sono molto dispiaciuto é preoccupato..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Comprendo la tua preoccupazione, ma senza sapere di cosa si tratta preferisco non fare alcuna ipotesi.

  5. Paolo

    Buonasera, ho 36 anni ed ho avuto 6 mesi fa un episodio di pancreatite acuta di tipo edematoso di origine alcolica, senza necrosi o compromissione di dotti pancreatici.
    Dopo 60 g.g. i valori di amilasi, lipasi, glucosio ed altri indici relativi alla digestione sono ritornati entro i parametri di riferimento, dalle tac ed ecografie non emerge nessuna complicazione o danno apparente del pancreas ed altri tessuti.
    Quindi una restitutio ad integrum totale.
    Il problema che si pone è relativo al tipo di dieta da seguire, poichè, nonostante siano ripristinati caratteri fisici e funzionali dell’organo, resta una limitazione alimentare permanete relativa all’assunzione di alcol e grassi.
    Perchè dunque questa menomazione alimentare non essondoci disfunzioni dell’organo rispetto ad un pancreas che non ha mai subito infiammazioni?
    Nel caso di alimentazione scorretta è maggiore il rischio di p.a. recidiva o di altro tipo di pancreatite rispetto ad un soggetto sano o è solo un fatto precauzionale data la suscettività personale al tipo di malattia?
    In altre parole corro un rischio maggiore di incorrere in un nuovo episodio di pancreatite o la possibilità è la stessa di un quasiasi soggetto?
    In altre ancora: una pancreatite pregressa di per sé, nonostante la risoluzione completa resta comunque un ulteriore fattore di rischio per una p.a. recidivante od è trascurabile?
    Ultima domanda:”…per non incorrere in un nuovo episodio è sufficiente rimuovere la causa scatenante…” (cit.aa.vv. web).
    Nel caso che la la causa scatenante sia “abuso di alcol” è sufficiente rimuovere “l’abuso di alcol” o anche “l’alcol”?
    La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia ed il suo tempo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dato il precedente episodio con tutta probabilità l’indicazione dietetica nasce dall’aumentata probabilità di una recidiva e questo porta a sconsigliare qualsiasi consumo di alcool (non solo l’abuso).

  6. Paolo

    Quindi anche se non apparentemente, in qualche modo vi è diminuzione della funzionalità?
    Dunque esiste un’aumentata probabilità di una recidiva dopo una pancreatite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è detto che ci sia una diminuzione della funzionalità, ma per qualche motivo l’ipotesi è invece che sia in qualche modo sensibile e più soggetto del resto della popolazione.

  7. Raimonda

    Buon giorno. Ho 48 anni, e otto anni fa ho avuto la pancreatite, a causa, mi hanno detto della bile densa. Da allora solo occasionalmente, raramente sento dei leggeri dolorini all’addome e allora cerco di controllarmi nel mangiare oppure salto un pasto. Da ieri sto sentendo delle leggere fitte all’addome, che mi ricordano i sintomi della pancreatite. Oggi ho fatto colazione e non ho pranzato. Secondo lei è il caso di fare le analisi del sangue o basta che mi controlli nel mangiare.Questi sintomi POSSONO ESSERE DOVUTI AL FATTO CHE NON BEVO MAI ACQUA (solo una tazza di te a colazione)? La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Durante tutta la giornata gli unici liquidi che assume sono del te al mattino?

  8. lina

    Il mio amico e ricoverato da 4 giorni x pancreatite le fanno tanti flebi e digiuno non riesco a capire se oggi o domani che non lo mandano a casa

  9. albarosa

    Da una tac al torace per un fibroma sottoscapolare sì sono evidenziate delle calcificazioni pancreatiche.mi devo preoccupare.La ringrazio della sua cortesia

  10. luigi

    salve Dott io ho avuto una pancreatite acuta da alcol due anni fa adesso sto di nuovo male i sintomi sono quelli da lei descritti A differenza della volta scorsa non e acuta e nella fase iniziale io presuppongo nel eco grafia non risulta pero ho i valori alti tipo :nel ematologia l’emocromo e nella chimica il glucosio la bilirubina totale e diretta la amilasi e il pcr .lei cosa ne pensa sono al punto di due anni fa ?i medici che mi anno visto finora pensano che sia una gastrite ma io dopo la prima esperienza dato i sintomi che ho e quello che lei ha segnalato penso che sia di nuovo pancreatite di che entità è non so .lei cosa ne pensa ?

    1. maria iacono

      cardo dottore mia mamma circa 3 anni fa ha avuto la pancreatite e gli e stata curata pero lei a dicembre ha avuto di nuovo mal di pancia ma la milasi e uscita buona adesso da 15 giorni dice sempre che gli fa male la pancia e dietro la schiena e si sente stanca mia mamma e stata anche operata di colecisti prima che aveva la pancreatite vorrei fargli fare delle anilisi piu specifiche mi da un consiglio su che analisi puo fare grazie mille

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si avventuri in analisi e ne parli con il medico.

  11. Margherita

    Dottore buongiorno è quasi un mese che avverto dolori come crampi alla pancia e in direzione della bocca dello stomaco. E dolori al fianco destro e in determinate posizioni sensi di pesantezza. Ho fatto 3 ecografie addominali e due analisi del sangue dove non è risultato nulla e il pancreas è nella norma e non presenta masse. Le volevo chiedere una cosa ma con un quadro cosi si possono escludere problemi di ogni tipo del pancreas? buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima sì se con le analisi del sangue sono stati rilevati anche livelli normali degli enzimi pancreatici.

  12. emy

    salve, ho 36 anni da circa 2 mesi e mezzo sono operata di coliciste dopo 20 giorni da questo intervento mi hanno fatto l ercp a causa di un calcolo scivolato nel coledolo, dopo 2 giorni mi mandano a casa, dopo 3 giorni ritorno in ospedale con un calo brusco di potassio, per 9 giorni mi sottopongono ad antibiotici,dopo di che mi mandano a casa e mi dicono che è tutto apposto,io volevo chiederle che cosa è capitato e sopratutto corro il rischio dopo tutto cio di avere una pancreatite…… grazie ……..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sono in grado di risponderle.

  13. giuseppe

    salve Dr.
    ho 38 anni e a fine gennaio 2014 mi sono recato in pronto soccorso per un dolore acuto a un testicolo, soffrivo di ernia inguinale, mi hanno fatto esame del sangue, e hanno riscontrato amilasi 215 e lipasi 240. mi hanno detto che i dolore al testicolo era causato da una protusione alla schiena L5S1 ,che già sapevo di avere,ho fatto delle punture di antinfiammatorio per la schiena, sotto consiglio del mio medico ho rifatto le analisi del sangue e amilasi 139 e lipasi 87,4.ho fatto anche una tac con contrasto, ed il risultato diceva che era tutto ok, mi sono operato all’ernia inguinale il 12 marzo e il 3 aprile ho rifatto le analisi e l’amilasi 218 e lipasi 270.tengo a precisare che fino alla fine di gennaio bevevo vino a pranzo e a cena circa 1L giornaliero,ma da allora ho smesso del tutto, adesso mi ha consigliato il mio medico di fare una visita da un chirurgo. ma non ho mai avuto dolori addominali e neanche problemi di digestione, ho avuto una perdita di peso da settembre 2013 ad adesso di 6-7 kg.

    1. giuseppe

      “mi scuso ho dimenticato la domanda”. secondo lei possiamo parlare di pancreatite?

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