Pancreatite acuta e cronica: sintomi, cause, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1735 giorni

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Introduzione

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas: nonostante sia rara, in Italia circa 15.000 nuovi pazienti vengono colpiti da pancreatite cronica ogni anno, mentre si stimano in 200.000 i casi di pancreatite acuta ogni anno.

All’inizio la pancreatite si manifesta in forma acuta, se non viene curata può diventare una malattia permanente, detta pancreatite cronica. E’ una patologia grave che può causare pericolose complicazioni e addirittura la morte del paziente, qualora non venga curata.

In questo breve articolo vi aiuteremo a capire le caratteristiche sia della pancreatite acuta sia della pancreatite cronica e le possibili terapie.

Anatomia

Il pancreas è una ghiandola piuttosto grande che si trova dietro lo stomaco, si occupa di secernere gli enzimi digestivi che si riversano nell’intestino tenue attraverso il dotto pancreatico. Gli enzimi digestivi aiutano l’organismo a digerire gli alimenti che in un secondo momento verranno assorbiti dall’intestino tenue.

Il dotto pancreatico è collegato al dotto biliare, il quale permette il passaggio della bile che proviene dalla cistifellea e dal fegato. Dopo aver attraversato il dotto biliare gli enzimi digestivi si riversano nel duodeno, il tratto iniziale dell’intestino tenue. Nell’intestino i prodotti della digestione sono assorbiti nel flusso sanguigno.

L’organismo deve assicurare che il livello di zuccheri presenti nel sangue sia adeguato, perché i livelli di glucosio molto alti o molto bassi possono provocare il coma. L’insulina è l’ormone incaricato di controllare i livelli di zuccheri nell’organismo. Gli ormoni sono sostanze chimiche presenti nel flusso sanguigno che sono in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Il pancreas produce l’insulina e ha quindi due funzioni principali.

  1. Contribuisce alla digestione degli alimenti
  2. Regola i livelli di glucosio nel sangue.

Le 2 forme della malattia

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas, che viene lentamente distrutto dagli enzimi digestivi da lui stesso prodotti. Nei casi più gravi di pancreatite le lesioni del pancreas possono provocare emorragie, danni gravi ai tessuti, infezioni e formazione di cisti.

Se il pancreas è infiammato gli enzimi possono penetrare nel flusso sanguigno e raggiungere il cuore, i polmoni e i reni, provocando danni ancora più gravi.

La pancreatite può presentarsi in due forme diverse:

  1. La pancreatite acuta si verifica all’improvviso: può essere grave e mettere in pericolo la vita del paziente per via delle numerose complicazioni. Di solito è comunque una malattia curabile.
  2. La pancreatite cronica si verifica quando i danni al pancreas continuano a verificarsi anche dopo l’episodio acuto: ad esempio, se il paziente non limita l’uso di alcolici anche dopo aver sofferto di pancreatite acuta, il consumo protratto continua a danneggiare il pancreas. La forma cronica provoca un dolore molto intenso e il malfunzionamento del pancreas, che a sua volta causa perdita di peso, diabete e problemi digestivi.

Pancreatite Acuta

Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 casi di pancreatite acuta, questo disturbo inizia all’improvviso con l’infiammazione del pancreas e in seguito guarisce completamente. Alcuni pazienti nel corso della vita hanno diversi attacchi, ma possono guarire completamente dopo ciascuno di essi.

Esistono diverse forme di pancreatite acuta e, da un punto di vista generale, sono mortali nel 15% dei casi. Analizzando più in profondità si scopre tuttavia che per forme di pancreatite edematosa i casi di morte sono meno del 2%, mentre nei casi di pancreatite necrotico-emorragica si registra una mortalità superiore al 30-40% dei casi. Nel caso in cui il pancreas venga colpito interamente da necrosi la mortalità è superiore al 60%.

Nei casi più gravi di pancreatite acuta, in assenza di un tempestivo intervento, provocano la morte del paziente entro 48 ore.

Cause

L’abuso di alcool e i calcoli biliari sono le due cause principali della forma acuta, tra le altre cause ricordiamo: l’uso di alcuni farmaci, traumi o interventi chirurgici all’addome oppure malformazioni del pancreas o dell’intestino.

In rari casi la pancreatite acuta può essere provocata da un’infezione, come la parotite (gli orecchioni).

Sintomi

L’episodio di pancreatite di solito inizia con il mal di pancia nella parte superiore dell’addome, che si protrae per alcuni giorni: il dolore in molti casi è forte e a volte è costante e continuo. Il dolore può colpire solo la pancia, oppure può estendersi verso la schiena e altre zone.

Il dolore può essere improvviso e intenso, oppure può iniziare come dolore lieve e peggiorare dopo i pasti. L’addome può essere gonfio e molto dolorante.

I pazienti affetti da pancreatite acuta si sentono e appaiono molto malati, tra gli altri sintomi ricordiamo:

  • nausea,
  • vomito,
  • febbre,
  • aumento della frequenza cardiaca.

Il 20 per cento circa dei casi è di grave entità, i pazienti possono soffrire di disidratazione e avere la pressione molto bassa. In alcuni casi si registrano anche insufficienza cardiaca, polmonare o renale.

Nei casi più gravi si può verificare un’emorragia all’interno del pancreas, che può causare uno shock e raramente condurre alla morte del paziente.

Diagnosi e terapia sintomatica

Durante gli attacchi di pancreatite acuta, nel sangue sono presenti alti livelli di enzimi digestivi: possono anche essere presenti alti livelli di altre sostanze chimiche, come il calcio, il magnesio, il sodio, il potassio e il bicarbonato. I pazienti sono poi spesso soggetti ad alti livelli di glucosio e lipidi (grassi): questi fattori permettono ai medici di diagnosticare la pancreatite. Quando il pancreas sarà guarito i livelli di queste sostanze ritorneranno alla normalità.

La terapia dipende dalla gravità dell’attacco, se non si verificano complicazioni di solito migliora dopo una terapia adeguata.

Al momento dell’attacco il paziente di solito deve essere ricoverato in ospedale, il medico prescriverà il reintegro dei liquidi tramite flebo, per reintegrare il volume del sangue. I reni ed i polmoni possono essere trattati con la dialisi o con la ventilazione artificiale per prevenire l’insufficienza. In alcuni casi il paziente non è in grado di controllare il vomito, quindi deve essere intubato per consentirgli di rimuovere i fluidi e l’aria. Nei casi meno gravi si deve rimanere a digiuno per tre o quattro giorni, ma si possono somministrare liquidi e analgesici per endovena.

Gli attacchi di solito si protraggono soltanto per alcuni giorni, a meno che siano presenti calcoli biliari che ostruiscono il dotto biliare e il dotto pancreatico. I calcoli, ossia i piccoli cristalli, vengono rimossi per via endoscopica: vengono asportati usando un endoscopio che viene inserito dalla bocca e va a raggiungere il dotto biliare. Questo intervento si chiama colangiopancreatografia endoscopica retograda (ERCP).

Nei casi più gravi di pancreatite acuta il paziente deve essere nutrito tramite flebo per 3-6 settimane, durante il processo di guarigione del pancreas. Se si manifestano segni di infezione, devono essere somministrati gli antibiotici.

Quando i sintomi della pancreatite acuta saranno scomparsi, il medico cercherà di dare una diagnosi più precisa per prevenire ulteriori attacchi. A volte la causa è chiara, ma in altri casi sarà necessario eseguire ulteriori esami.

Complicazioni

Se si verificano complicazioni come infezioni, formazione di cisti od emorragia, il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per:

  • Asportare la cistifellea.
  • Escludere la presenza di altre patologie addominali che possono assomigliare alla pancreatite.
  • Asportare le cisti che si sono formate all’interno del pancreas.
  • Asportare i tessuti non più funzionanti

Pancreatite cronica

Cause

La pancreatite cronica può avere diverse cause, ma nel 70-80% dei casi è provocata dall’abuso cronico di alcool; si verifica con maggior frequenza negli uomini ed ha un’incidenza maggiore nella fascia d’età tra i 30 e i 40 anni. La forma cronica si sviluppa solo dopo un attacco acuto, soprattutto se viene danneggiato il dotto pancreatico. I danni al pancreas dovuti all’abuso di alcool potrebbero rimanere silenti per anni, poi il paziente potrebbe avere un attacco improvviso di pancreatite.

Alcune forme croniche sono ereditarie: sono dovute ad anomalie degli enzimi pancreatici, che “digeriscono” il pancreas e quindi lo danneggiano.

Sintomi

Quando la malattia è nelle fasi iniziali il medico non è sempre in grado di stabilire se si tratta di pancreatite acuta o cronica, perché i sintomi possono essere gli stessi. I pazienti affetti da pancreatite cronica tendono ad avere tre tipi di problemi:

  1. Dolore.
  2. Malassorbimento degli alimenti, e conseguente perdita di peso.
  3. Diabete.

Alcuni pazienti non provano alcun dolore, ma nella maggior parte il dolore è presente: può essere costante e colpire la schiena e l’addome e, per alcune persone, può rivelarsi invalidante.

In alcune forme il dolore scompare con l’avanzare della malattia: secondo i medici questo avviene perché il pancreas smette di produrre gli enzimi pancreatici.

Spesso i pazienti affetti da pancreatite cronica dimagriscono, anche se il loro appetito e le loro abitudini alimentari non sono cambiati: il loro organismo, infatti, non secerne abbastanza enzimi pancreatici per “demolire” gli alimenti, quindi le sostanze nutritive non vengono digerite e assorbite normalmente.

I problemi digestivi causano la perdita di grassi, proteine e glucosio con le feci. A questo punto si può anche sviluppare il diabete, se le cellule del pancreas che producono l’insulina vengono danneggiate.

Diagnosi e terapia cronica

La diagnosi di pancreatite cronica è difficile, però esistono diverse tecnologie diagnostiche avanzate. Gli esami del sangue che controllano la funzionalità pancreatica aiutano il medico a stabilire se il pancreas è ancora in grado di produrre una quantità sufficiente di enzimi digestivi.

Il medico può inoltre vedere se ci sono anomalie nel pancreas usando tecniche di imaging in grado di visualizzare gli organi all’interno dell’organismo. Tra di esse ricordiamo:

  • ecografia,
  • ERCP (colangiopancreatografia endoscopica retrograda),
  • TAC.

Negli stadi più avanzati della pancreatite cronica, quando si presentano anche il diabete e il malassorbimento, il medico potrà usare gli esami del sangue, delle urine e delle feci per arrivare alla diagnosi.

La forma cronica viene curata alleviando il dolore e tenendo sotto controllo i problemi nutrizionali e di diabete.

I pazienti possono ridurre la quantità di grassi e proteine persi con le feci riducendo la quantità di grassi nella dieta ed assumendo farmaci che contengono enzimi pancreatici, in questo modo l’assorbimento degli alimenti migliorerà e si riacquisterà il peso. In alcuni casi vengono anche somministrati l’insulina o altri farmaci per tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.

In alcuni casi di pancreatite cronica si ricorre alla chirurgia: per alleviare il dolore è possible drenare e allargare il dotto pancreatico. A volte può rivelarsi necessario asportare parte del pancreas.

Dieta

A seguito di un episodio di pancreatite sarebbe opportuno moderare il consumo dei grassi ed evitare pasti abbondanti e bevande alcooliche.

Si può quindi riprendere una dieta completa ed il medico potrebbe prescrivere farmaci a base di enzimi pancreatici, se il pancreas non ne secernesse a sufficienza. Gli enzimi devono essere assunti ad ogni pasto per aiutare il paziente a digerire il cibo e riguadagnare un po’ di peso. Il passo successivo è quello di pianificare una dieta nutriente, a basso contenuto di grassi e fatta di piccoli ma frequenti pasti. Un dietologo può aiutare a sviluppare un piano adeguato.

Bere molti liquidi e limitare le bevande contenenti caffeina è altrettanto importante.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/tutorials/pancreatitis/ge179104.pdf


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. mara

    La ringrazio :) quindi posso escludere anche la milza?domani andrò dal.dottore e le.faro’sapere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Penso più ad un colon irritabile o comunque aria nell’intestino, ma se mi tiene al corrente mi fa piacere.

    2. sara

      Buongiorno D.r. mio marito e da diciasette giorni ricoverato per una pancreatite cronica gli stanno somministranno i medicamenti ma anno provato per due volte a darle cualcosa da mangiare e subito dopo iniziano i dolori forti ma anche con i medicamenti i dlori ci sono sempre leggeri ma persistono mi aiuti a capire qualcosa la ringrazio

  2. meca

    Circa due mesi fa ho subito un intervento ginecologico con asportazione totale,però prima dello intervento mi fecero una tac per vedere come intervenire.Rimasi colpita quando mi diagnosticarono una pancreatite cronica,in quanto mai lamentata di avere disturbi allo stomaco e tantomeno dolori.Tengo a precisare che non bevo nessun tipo di alcolici e regolare nel mangiare.Dottore,gradirei un suo commento se possibile, grazie.

  3. SIMONE LB

    SALVE DOTTORE,sono un uomo di 41 anni mi accorgo quasi e spesso che quando faccio le feci perdo abbondante sangue, sa cosa puo’ essere.???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile in questo caso una visita proctologica.

  4. Marco77

    Gentilissimo Dottore,
    qualche mese fa ho subito un episodio di pancreatite acuta.
    Sono stato ricoverato a digiuno per una settimana, ed i medici che mi hanno curato hanno ricondotto la natura del mio problema ad una dieta non bilanciata:
    – consumo di alcolici, senza abusare nelle quantità, ma con regolarità: birra fuori pasto, vino ai pasti, e qualche volta un “ammazzacaffé” dopo i pasti;
    – poca frutta e verdura;
    – molti cibi grassi;
    – fumo.
    Dopo questo episodio ho cambiato dieta:
    – molta verdura e frutta;
    – pochi cibi grassi;
    – birra o vino, non quotidianamente, al pasto, e raro “ammazzacaffé”;
    – ridotto ma non eliminato il fumo.
    Oggi ho ritirato il referto delle analisi di controllo, ed in particolare ho trovato questi due valori:
    – amilasi 90 (0-90 rif.)
    – lipasi 170 (7-60 rif.)
    Certamente consulterò il mio medico per approfondire, ma non potendo farlo subito, vorrei sapere se questi valori debbano destarmi qualche preoccupazione o posso non allarmarmi troppo.
    La ringrazio in anticipo per la risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha sottomano i valori precedenti? Quando erano stati misurati?

    2. Marco77

      No, non li ho mai visti, fui portato in ospedale e ricoverato direttamente dal pronto soccorso, dove mi fecero le analisi e risultò che questi due valori erano molto al di sopra del normale.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sono i residui di quanto passato, ma va comunque verificato con il medico (che immagino prescriverà un ulteriore esame per verificare che stia scendendo).

  5. anonimo

    Buongiorno dottore ieri il mio compagno a fatto
    Le analisi del sangue ma nn anno potuto lavorarci perché anno trovato troppo grasso nel suo sangue il dottore a detto che e pericoloso per una panceatrite e una persona che li piace molto la birra ma beve molto infatti ora il medico gli a fatto fare la dieta per vedere se le analisi si possono vedere che pericolo c’è dottore il gamma GT lo scoppia sicuro nn vorrei immaginare il suo fegato posso nascere delle complicazioni ora che smette di bere?😖😖
    E

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Smettere di bere non sarà un rischio, il dubbio è che i danni ci siano già.

  6. Anonimo

    Si può beccare malattie al fegato visto e immagini che sia molto ingrossato anno detto che un sangue così nn l’anno mai visto😭😭😭😭😭😭😭

  7. Anonimo

    Le dirò dottore e abbastanza tranquillo senza dolori vive la vita di ogni giorno per quello mi dico che danni può avere addosso? E senza che lui se ne accorge?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fatto che non abbia sintomi è positivo, vediamo cosa emergerà dagli approfondimenti.

  8. Anonimo

    E vero che a appena smesso da ieri di bere perciò credo che sia presto per vedere se sentirà dolori oppure no sono sicura che il suo fegato nn tornerà mai normale il dottore a pure detto che e rischio di diabete

    1. francesco filippone

      Salve dottore ieri ho effettuato una colonscopia e gastroscopia per problemi di stomaco passati, ovviamente ho effettuato l iter pre colonscopia con assunzione di liquidi per “lavare” il colon.
      Una volta svegliato per andare a fare gli esami ho notato subito un dolore acuto alla schiena.
      Post gastroscopia e colonscopia essendo stato a digiuno mi son permesso di nutrirmi.
      Ed i risultati sono stati drammatici penso di non aver mai provato dolore più forte nella mia vita schiena quasi bloccata a fascia è molto dolorante con parte addominale alta molto gonfia.
      Respiro veloce e superfluo.
      Essendo all estero il mio medico era preoccupato per una pancreatite lei pensa sia possibile? Se si quale esame mi consiglia fare?
      Le sto scrivendo dopo dodici ore di agonia ora sono meno dolorante ma appena mangiato due biscotti riaverto il forte dolore.
      Mi scusi e cordiali

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma data la severità della situazione non mi sento di esprimere giudizi.

  9. Anonimo

    Buonasera dottore, mio padre di 78 anni è stato ricoverato il 5 agosto per pancreatite acuta. Quando hanno messo il sondino è uscito tanto liquido verde. È’ normale? Gli hanno dato l’antibiotico per cinque giorni, con varie flebo e poi l’hanno mandato a casa, con ulteriori 5 giorni di antibiotico. Ha perso 7-8 chili ed è molto debole. Mangia poco e spesso,i dolori sono diminuiti,non ha febbre, ma dorme molto ed è visibilmente stanco e affaticato.Oggi abbiamo fatto ripetere le analisi che aveva fatto all’ospedale e avremo le risposte lunedì. Possiamo fare qualche altra cosa per aiutarlo? La stanchezza/sonnolenza è normale? Inoltre ha la voce bassa e fa fatica a parlare. La ringrazio in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo purtroppo che sia una situazione al di là delle mie competenze, quindi la invito a rivolgere le stesse domande anche e soprattutto al medico di famiglia già domani:

      1. Per ora non si può fare altro.
      2. È normale che sia molto provato, ma in caso di sintomi dubbi non abbia timore di chiamare il 118.

    2. Anonimo

      La ringrazio. Il nostro problema è che mio padre è fuori sede e quindi non ha il suo dottore di famiglia. Ma il 118 che funzioni ha? C’è qualche servizio che si può chiamare per consiglio o visita a casa? Purtroppo abito all’estero e pensavo che il 118 è solo per chiamare l’ambulanza. Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il 118 è il Pronto Soccorso Sanitario e può aiutare a capire come intervenire in attesa del personale medico; per situazioni meno gravi va invece contattata la guardia medica.
      2. Essendo all’estero purtroppo non so dirle se i servizi siano gli stessi.

    4. Anonimo

      Grazie dell’informazione. Purtroppo mi sono espressa male, mio padre è a Roma al momento e li’ non ha un dottore di famiglia. Lui è’ della provincia di Latina . Io abito all’estero e non sono molto informata dei servizi italiani. Grazie, consigliero’ a mia madre una telefonata alla guardia medica o se le cose peggiorano, di chiamare il 118.

    5. Anonimo

      Certo, grazie. Per il momento la situazione è stazionaria, molto debole e stanco, ma niente più dolore. Domani i risultati delle analisi. Grazie per il consiglio in un momento di confusione e preoccupazione.

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