Pancreatite acuta e cronica: sintomi, cause, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 6 giorni

Introduzione

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas: nonostante sia rara, in Italia circa 15.000 nuovi pazienti vengono colpiti da pancreatite cronica ogni anno, mentre si stimano in 200.000 i casi di pancreatite acuta ogni anno.

All’inizio la pancreatite si manifesta in forma acuta, se non viene curata può diventare una malattia permanente, detta pancreatite cronica. E’ una patologia grave che può causare pericolose complicazioni e addirittura la morte del paziente, qualora non venga curata.

In questo breve articolo vi aiuteremo a capire le caratteristiche sia della pancreatite acuta sia della pancreatite cronica e le possibili terapie.

Anatomia

Il pancreas è una ghiandola piuttosto grande che si trova dietro lo stomaco, si occupa di secernere gli enzimi digestivi che si riversano nell’intestino tenue attraverso il dotto pancreatico. Gli enzimi digestivi aiutano l’organismo a digerire gli alimenti che in un secondo momento verranno assorbiti dall’intestino tenue.

Il dotto pancreatico è collegato al dotto biliare, il quale permette il passaggio della bile che proviene dalla cistifellea e dal fegato. Dopo aver attraversato il dotto biliare gli enzimi digestivi si riversano nel duodeno, il tratto iniziale dell’intestino tenue. Nell’intestino i prodotti della digestione sono assorbiti nel flusso sanguigno.

L’organismo deve assicurare che il livello di zuccheri presenti nel sangue sia adeguato, perché i livelli di glucosio molto alti o molto bassi possono provocare il coma. L’insulina è l’ormone incaricato di controllare i livelli di zuccheri nell’organismo. Gli ormoni sono sostanze chimiche presenti nel flusso sanguigno che sono in grado di controllare le funzioni dell’organismo.

Il pancreas produce l’insulina e ha quindi due funzioni principali.

  1. Contribuisce alla digestione degli alimenti
  2. Regola i livelli di glucosio nel sangue.

Le 2 forme della malattia

La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas, che viene lentamente distrutto dagli enzimi digestivi da lui stesso prodotti. Nei casi più gravi di pancreatite le lesioni del pancreas possono provocare emorragie, danni gravi ai tessuti, infezioni e formazione di cisti.

Se il pancreas è infiammato gli enzimi possono penetrare nel flusso sanguigno e raggiungere il cuore, i polmoni e i reni, provocando danni ancora più gravi.

La pancreatite può presentarsi in due forme diverse:

  1. La pancreatite acuta si verifica all’improvviso: può essere grave e mettere in pericolo la vita del paziente per via delle numerose complicazioni. Di solito è comunque una malattia curabile.
  2. La pancreatite cronica si verifica quando i danni al pancreas continuano a verificarsi anche dopo l’episodio acuto: ad esempio, se il paziente non limita l’uso di alcolici anche dopo aver sofferto di pancreatite acuta, il consumo protratto continua a danneggiare il pancreas. La forma cronica provoca un dolore molto intenso e il malfunzionamento del pancreas, che a sua volta causa perdita di peso, diabete e problemi digestivi.

Pancreatite Acuta

Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 casi di pancreatite acuta, questo disturbo inizia all’improvviso con l’infiammazione del pancreas e in seguito guarisce completamente. Alcuni pazienti nel corso della vita hanno diversi attacchi, ma possono guarire completamente dopo ciascuno di essi.

Esistono diverse forme di pancreatite acuta e, da un punto di vista generale, sono mortali nel 15% dei casi. Analizzando più in profondità si scopre tuttavia che per forme di pancreatite edematosa i casi di morte sono meno del 2%, mentre nei casi di pancreatite necrotico-emorragica si registra una mortalità superiore al 30-40% dei casi. Nel caso in cui il pancreas venga colpito interamente da necrosi la mortalità è superiore al 60%.

Nei casi più gravi di pancreatite acuta, in assenza di un tempestivo intervento, provocano la morte del paziente entro 48 ore.

Cause

L’abuso di alcool e i calcoli biliari sono le due cause principali della forma acuta, tra le altre cause ricordiamo: l’uso di alcuni farmaci, traumi o interventi chirurgici all’addome oppure malformazioni del pancreas o dell’intestino.

In rari casi la pancreatite acuta può essere provocata da un’infezione, come la parotite (gli orecchioni).

Sintomi

L’episodio di pancreatite di solito inizia con il mal di pancia nella parte superiore dell’addome, che si protrae per alcuni giorni: il dolore in molti casi è forte e a volte è costante e continuo. Il dolore può colpire solo la pancia, oppure può estendersi verso la schiena e altre zone.

Il dolore può essere improvviso e intenso, oppure può iniziare come dolore lieve e peggiorare dopo i pasti. L’addome può essere gonfio e molto dolorante.

I pazienti affetti da pancreatite acuta si sentono e appaiono molto malati, tra gli altri sintomi ricordiamo:

  • nausea,
  • vomito,
  • febbre,
  • aumento della frequenza cardiaca.

Il 20 per cento circa dei casi è di grave entità, i pazienti possono soffrire di disidratazione e avere la pressione molto bassa. In alcuni casi si registrano anche insufficienza cardiaca, polmonare o renale.

Nei casi più gravi si può verificare un’emorragia all’interno del pancreas, che può causare uno shock e raramente condurre alla morte del paziente.

Diagnosi e terapia sintomatica

Durante gli attacchi di pancreatite acuta, nel sangue sono presenti alti livelli di enzimi digestivi: possono anche essere presenti alti livelli di altre sostanze chimiche, come il calcio, il magnesio, il sodio, il potassio e il bicarbonato. I pazienti sono poi spesso soggetti ad alti livelli di glucosio e lipidi (grassi): questi fattori permettono ai medici di diagnosticare la pancreatite. Quando il pancreas sarà guarito i livelli di queste sostanze ritorneranno alla normalità.

La terapia dipende dalla gravità dell’attacco, se non si verificano complicazioni di solito migliora dopo una terapia adeguata.

Al momento dell’attacco il paziente di solito deve essere ricoverato in ospedale, il medico prescriverà il reintegro dei liquidi tramite flebo, per reintegrare il volume del sangue. I reni ed i polmoni possono essere trattati con la dialisi o con la ventilazione artificiale per prevenire l’insufficienza. In alcuni casi il paziente non è in grado di controllare il vomito, quindi deve essere intubato per consentirgli di rimuovere i fluidi e l’aria. Nei casi meno gravi si deve rimanere a digiuno per tre o quattro giorni, ma si possono somministrare liquidi e analgesici per endovena.

Gli attacchi di solito si protraggono soltanto per alcuni giorni, a meno che siano presenti calcoli biliari che ostruiscono il dotto biliare e il dotto pancreatico. I calcoli, ossia i piccoli cristalli, vengono rimossi per via endoscopica: vengono asportati usando un endoscopio che viene inserito dalla bocca e va a raggiungere il dotto biliare. Questo intervento si chiama colangiopancreatografia endoscopica retograda (ERCP).

Nei casi più gravi di pancreatite acuta il paziente deve essere nutrito tramite flebo per 3-6 settimane, durante il processo di guarigione del pancreas. Se si manifestano segni di infezione, devono essere somministrati gli antibiotici.

Quando i sintomi della pancreatite acuta saranno scomparsi, il medico cercherà di dare una diagnosi più precisa per prevenire ulteriori attacchi. A volte la causa è chiara, ma in altri casi sarà necessario eseguire ulteriori esami.

Complicazioni

Se si verificano complicazioni come infezioni, formazione di cisti od emorragia, il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per:

  • Asportare la cistifellea.
  • Escludere la presenza di altre patologie addominali che possono assomigliare alla pancreatite.
  • Asportare le cisti che si sono formate all’interno del pancreas.
  • Asportare i tessuti non più funzionanti

Pancreatite cronica

Cause

La pancreatite cronica può avere diverse cause, ma nel 70-80% dei casi è provocata dall’abuso cronico di alcool; si verifica con maggior frequenza negli uomini ed ha un’incidenza maggiore nella fascia d’età tra i 30 e i 40 anni. La forma cronica si sviluppa solo dopo un attacco acuto, soprattutto se viene danneggiato il dotto pancreatico. I danni al pancreas dovuti all’abuso di alcool potrebbero rimanere silenti per anni, poi il paziente potrebbe avere un attacco improvviso di pancreatite.

Alcune forme croniche sono ereditarie: sono dovute ad anomalie degli enzimi pancreatici, che “digeriscono” il pancreas e quindi lo danneggiano.

Sintomi

Quando la malattia è nelle fasi iniziali il medico non è sempre in grado di stabilire se si tratta di pancreatite acuta o cronica, perché i sintomi possono essere gli stessi. I pazienti affetti da pancreatite cronica tendono ad avere tre tipi di problemi:

  1. Dolore.
  2. Malassorbimento degli alimenti, e conseguente perdita di peso.
  3. Diabete.

Alcuni pazienti non provano alcun dolore, ma nella maggior parte il dolore è presente: può essere costante e colpire la schiena e l’addome e, per alcune persone, può rivelarsi invalidante.

In alcune forme il dolore scompare con l’avanzare della malattia: secondo i medici questo avviene perché il pancreas smette di produrre gli enzimi pancreatici.

Spesso i pazienti affetti da pancreatite cronica dimagriscono, anche se il loro appetito e le loro abitudini alimentari non sono cambiati: il loro organismo, infatti, non secerne abbastanza enzimi pancreatici per “demolire” gli alimenti, quindi le sostanze nutritive non vengono digerite e assorbite normalmente.

I problemi digestivi causano la perdita di grassi, proteine e glucosio con le feci. A questo punto si può anche sviluppare il diabete, se le cellule del pancreas che producono l’insulina vengono danneggiate.

Diagnosi e terapia cronica

La diagnosi di pancreatite cronica è difficile, però esistono diverse tecnologie diagnostiche avanzate. Gli esami del sangue che controllano la funzionalità pancreatica aiutano il medico a stabilire se il pancreas è ancora in grado di produrre una quantità sufficiente di enzimi digestivi.

Il medico può inoltre vedere se ci sono anomalie nel pancreas usando tecniche di imaging in grado di visualizzare gli organi all’interno dell’organismo. Tra di esse ricordiamo:

  • ecografia,
  • ERCP (colangiopancreatografia endoscopica retrograda),
  • TAC.

Negli stadi più avanzati della pancreatite cronica, quando si presentano anche il diabete e il malassorbimento, il medico potrà usare gli esami del sangue, delle urine e delle feci per arrivare alla diagnosi.

La forma cronica viene curata alleviando il dolore e tenendo sotto controllo i problemi nutrizionali e di diabete.

I pazienti possono ridurre la quantità di grassi e proteine persi con le feci riducendo la quantità di grassi nella dieta ed assumendo farmaci che contengono enzimi pancreatici, in questo modo l’assorbimento degli alimenti migliorerà e si riacquisterà il peso. In alcuni casi vengono anche somministrati l’insulina o altri farmaci per tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.

In alcuni casi di pancreatite cronica si ricorre alla chirurgia: per alleviare il dolore è possible drenare e allargare il dotto pancreatico. A volte può rivelarsi necessario asportare parte del pancreas.

Dieta

A seguito di un episodio di pancreatite sarebbe opportuno moderare il consumo dei grassi ed evitare pasti abbondanti e bevande alcooliche.

Si può quindi riprendere una dieta completa ed il medico potrebbe prescrivere farmaci a base di enzimi pancreatici, se il pancreas non ne secernesse a sufficienza. Gli enzimi devono essere assunti ad ogni pasto per aiutare il paziente a digerire il cibo e riguadagnare un po’ di peso. Il passo successivo è quello di pianificare una dieta nutriente, a basso contenuto di grassi e fatta di piccoli ma frequenti pasti. Un dietologo può aiutare a sviluppare un piano adeguato.

Bere molti liquidi e limitare le bevande contenenti caffeina è altrettanto importante.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. oliver

    Buona sera,
    quattro anni fa mi è stato diagnosticato un diabete di tipo 2 e mi è stata prescritta la metformina alla dose di 1gx3/die. Ho spiegato al medico che la malattia è insorta in coincidenza con l’esecuzione di una TAC con mezzo di contrasto alla quale è seguita l’insorgenza di uno zoster intercostale trattato immediatamente con Brivirac. Questa terapia non ha mai ottenuto un controllo ottimale della glicemia. La diagnosi mi ha lasciato perplesso perché contemporaneamente, al contrario di quanto viene descritto per il diabete, è scomparso il senso della fame tanto che posso rimanere ore e giorni senza mangiare senza aver alcun senso di fame. La situazione è precipitata cinque mesi fa in quanto è stato trovato un valore di Emoglobina Glicosilata di 12,5. Mi è stata prescritta l’insulina (pronta ai tre pasti e lenta la notte) con cui ottengo un buon controllo dei valori glicemici. Non convinto della diagnosi ho effettuato, all’insaputa dei sanitari, un’ecografia pancreatica che ha evidenziato una”disomogenea ecostruttura del pancreas con ipoecogenicità del corpo e della coda pancreatica come si osserva nelle pancreatopatie croniche”. nello stesso giorno ha effettuato alfa amilasi sieriche che hanno rilevato valori di 141 U/l (v.n. < 90) e lipasi con valori di 185 U/l (v.n. 1-57). Non ho mai bevuto ne bevo alcoolici, non ho mai assunto una quantità eccessiva di grassi nell'alimentazione ma bevo molti caffè nell'arco della giornata. A questo punto la mia diagnosi non è più quella iniziale di diabete mellito di tipo 2 ma quella di diabete secondario. Vorrei trovare la causa della pancreatite e sono indeciso se effettuare una TAC SPIRALE, una Risonanza magnetica o un' ERCP (ho letto che quest'ultimo non è più un esame di elezione per tentare di scoprire la causa della mia pancreatite cronica). Vorrei anche sapere se siete conoscenza dell'esistenza ci centri iperspecialistici, in Italia ma anche all'estero, che siano in grado di effettuare una diagnosi ertiologica visto che, dove vivo (in Sardegna) le persono con cui finora ho parlato sono in grado solo di eseguire la normale routine senza essere in grado di andare oltre. Saluto e ringrazio

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, allora innanzitutto non è vero che chi ha il diabete ha sempre fame, per cui il fatto che lei non ne abbia non significa che non abbia il diabete, se ha valori elevato di glicemia a digiuno e valori alti di emoglobina glicata come dice la diagnosi è quella, diabete; non esiste una diagnosi di diabete “secondario”, anche il diabete di tipo 1 può essere secondario a qualcosa. l’ecografia che ha fatto vede una pancreatire cronica, confermata dai valori elevati di amilasi e lipasi, che ha ovviamente causato disfunzione pancreatica e quindi diabete. Non c’è motivo di fare nessun altro esame, la diagnosi c’è, la causa non è sempre possibile scoprirla, soprattutto non ci sono esami in grado di dirle quale sia la causa della sua pancreatite. L’importante a questo punto è solo seguire la terapia più corretta per il suo caso. Saluti.

  2. paola

    Da un ecografia addome si e’ visto una cisti pancreas…ho fatto rmn con mezzo di contrasto mi dicono neoplasia intraduttale mucinosa papillare…faccio ecoendoscopia e viene confermato…ogni sei mesi faccio rmn…faro controlli a dicembre…xo’ da circa un mese ho dolori al lato dx …ma poi mi.passa solo…ma poi mi viene di nuovo..il dolore e’ abbastanza forte.sono un po preoccupata ..non.so se anticipare il controllo gastroenterologico e se fare,altri esami,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In prima battuta lo segnali al medico curante che, conoscendola e potendola visitare, saprà consigliarle per il meglio.

  3. Anonimo

    Salve dottore
    Mio nonno dovrebbe seguire una cura farmacologica di antinfiammatori e antidolorifici per un problema alla colonna vertebrale,ma il medico curante entra in crisi perché lo scorso anno a causa di alcuni farmaci prescritti da lui mio nonno ha avuto una pancreatite acuta. Quali antinfiammatori e antidolorifici potrebbe assumere senza avere conseguenze

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, dipende da molti fattori, che tipo di problema ha nello specifico, per quanto tempo deve durare la terapia, le patologie concomitanti eventuali e il quadro clinico d’insieme insomma, ma sono sicura che il suo medico saprà quali farmaci può prescrivere con relativa sicurezza.

    2. Anonimo

      Mio nonno ha un’ernia al disco,il dolore non passa,è due settimane che non può alzarsi dal letto

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Non possiamo consigliare farmaci senza conoscere bene il paziente, soprattutto sapendo che nel suo caso ha poi avuto effetti collaterali importanti . Deve deciderlo il suo medico di fiducia. saluti

  4. margherita

    Buonasera,l anno scorso ho fatto analisi e
    avevo gamma gt,fosfatasi alcalina,bilirubina alte…faccio ecografia addome e trivano fegato steatosico,,,dopo 4 mesi la,ripeto…cisti al fegato…dopo 5 mesi.la,ripeto…cisti al.pancreas…faccio rmn con mdc…esito” ipmn”…faccio.econdoscopia.esito”
    conferma ipmn multifocale”I medici che mi seguono mi dicono che e’ una neoplasia che cresce molto.lentamente,,,sono diabetica…il mio grande pensiero e’…chissa’ degenera…ogni sei mesi faccio controlli…ora faro’ ecografia addome e visita,gastroenterologica…e marcatori tumorali sono molto preoccupata…ho 55 anni…ma xche’ non.si puo’ intervenire prima che degeneri??!!grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è vero che può avere una crescita molto lenta, sicuramente da ciò che hanno valutato i medici non emerge sospetto di malignità, altrimenti l’iter sarebbe stato diverso, e quello che si consiglia in questi casi e il controllo nel tempo della lesione, per verificare eventuali cambiamenti. Molte persone ne sono affette e ci convivono tranquillamente da anni, per cui mi fiderei degli specialisti che la seguono.

  5. salvatore

    salve mi chiamo salvatore quiondici anni fa sono stato operato di pertonite e mie venuta pure la setticemia e ho avuto una pancreatite acuta emorragica da allora ho avuto soltanto l amilasi un po altine intorno ai 180 quelle totale e le lipasi intorno ai 40 cioe normali da una settimana mi è stata diagnosticata il diabete mellito tipo 2 c’ e qualche correlazione con quanto successo grazie per la risposta buona sera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Essendo passati 15 anni onestamente non credo, ma non mi sento di garantirglielo.

  6. Anonimo

    Buonasera volevo sepere se una pancreatite cronica iniziale è curabile e se può creare altre patologie.grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, è curabile attraverso una corretta dieta e le terapie relative ai possibili problemi che può creare, tipo il diabete, dipende molto dal caso particolare.

  7. Roberto

    Buonguorno mi è stata diagnosticata un pancreatite cronica iniziale premetto che nn fumo e non bevo e non ho mai avuto dolori, volevo sapere se ci sono cure e quali sono le aspettative di vita…

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, dipende dal grado di malattia, esistono comunque farmaci in grado di far mantenere al paziente una normale qualità di vita. Ma le hanno detto quale potrebbe essere la causa?

    2. Roberto

      La causa potrebbè essere un trauma toracico a seguito di inciden te e un uso eccessivo di farmaci dovuto allo stesso. Volevo sapere se è curabile e se è le aspettative di vita considerato che alle fasi iniziali. Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono domande a cui solo il medico che la sta seguendo può risponderle con certezza, perchè dipende dalla gravità della situazione; dalle sue parole mi sembra che si possa essere ragionevolmente ottimisti, ma ripeto, è solo un’impressione.

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