Osteoporosi: sintomi, terapia, alimentazione e farmaci

Ultimo Aggiornamento: 978 giorni

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Introduzione

L’osteoporosi è una patologia ossea molto comune che provoca un indebolimento delle ossa, che a sua volta può causare fratture della colonna vertebrale, del femore e del polso anche dopo semplici cadute o addirittura solo con uno starnuto o un colpo di tosse!

Circa 10 milioni di americani soffrono di osteoporosi e l’80% di essi sono donne. Una donna su due, nel corso della vita, ha una frattura causata dall’osteoporosi! La buona notizia, però, è che è possibile curare e prevenire questo disturbo.

In quest’articolo vi aiuteremo a capire che cos’è l’osteoporosi, quali sono i sintomi, le cause, le modalità di diagnosi e le terapie possibili. Infine vi daremo alcuni consigli per prevenirla.

L’osteoporosi ed i meccanismo biologici

Le ossa sono costituite da tessuti viventi, perlopiù da collagene, una proteina che forma una struttura morbida, e da fosfato di calcio, un minerale che indurisce l’osso.

Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente: l’organismo deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio.

  1. Durante l’infanzia la quantità di osso nuovo che si forma è maggiore rispetto a quella di osso vecchio che viene distrutto.
  2. Il tessuto osseo ha un picco di densità e forza intorno ai trent’anni.
  3. In seguito, l’organismo inizia a rimuovere più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo!

Le principali cause dell’osteoporosi sono due:

  1. il paziente non ha abbastanza massa ossea forte prima dei trent’anni, quando inizia il processo di degrado;
  2. il processo di degrado dopo i trent’anni è troppo veloce.

Cause

I medici non sanno con esattezza perché ci si ammala di osteoporosi, ma sanno che è un disturbo che incide sul normale processo di rimodellamento osseo.

Le ossa, infatti, cambiano continuamente: nuovo tessuto osseo viene fabbricato, mentre il vecchio viene distrutto (riassorbimento) e questo processo è detto turnover o rimodellamento osseo. Quando si è giovani l’organismo produce più tessuto osseo di quanto ne distrugge, quindi la massa ossea aumenta fino a raggiungere il picco verso i 30 anni. In seguito il rimodellamento osseo continua, però si distrugge leggermente più tessuto osseo di quanto se ne fabbrichi.

La probabilità di ammalarsi di osteoporosi dipende dalla massa ossea raggiunta tra i venti e i trent’anni (picco di massa ossea) e dalla velocità con cui la si distrugge in seguito. Maggiore è il picco di massa ossea, maggiore è la quantità di tessuto osseo “di riserva”, e meno probabilità si hanno di ammalarsi di osteoporosi nella vecchiaia.

La forza delle ossa dipende dalle loro dimensioni e dalla densità; la densità, a sua volta, dipende in parte dalla quantità di calcio, fosforo e altri minerali contenuti nelle ossa. Se le ossa contengono meno minerali del normale sono meno forti e quindi finiscono per perdere la struttura di supporto interna.

Anche altri fattori, ad esempio i livelli ormonali, influiscono sulla densità ossea. Nelle donne, durante la menopausa, i livelli di estrogeno si abbassano, quindi la degenerazione ossea è più veloce. Negli uomini, se i livelli di estrogeno e testosterone sono bassi, si può verificare la diminuzione della massa ossea.

Fattori di rischio

La probabilità di soffrire di osteoporosi può aumentare per diverse cause: alcune possono essere corrette, altre purtroppo no.

Fattori di rischio che possono essere corretti

  • Scarso apporto di calcio. La mancanza di calcio, se si protrae per tutta la vita, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’osteoporosi. L’apporto insufficiente di calcio contribuisce alla diminuzione della densità ossea e al deperimento osseo precoce, quindi fa aumentare il rischio di fratture.
  • Uso di tabacco. I ricercatori non hanno ancora scoperto quale sia il ruolo svolto dal tabacco nell’osteoporosi, però sanno che l’uso di questa sostanza contribuisce a indebolire le ossa.
  • Disordini alimentari. Le donne e gli uomini affetti da anoressia o da bulimia hanno un maggior rischio di diminuzione della densità ossea.
  • Stile di vita sedentario. Chi sta a lungo seduto ha maggiori rischi di soffrire di osteoporosi rispetto a chi è più attivo. Tutti gli esercizi di resistenza fanno bene alle ossa, ma camminare, correre, saltare, ballare e sollevare pesi sembrano particolarmente utili per creare ossa sane.
  • Consumo eccessivo di alcool. Il consumo regolare di più di due bicchieri di alcoolici al giorno fa aumentare il rischio di osteoporosi, forse perché l’alcool interferisce con l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo.
  • Uso di corticosteroidi. L’uso protratto di corticosteroidi, ad esempio di prednisone (Deltacortene®), cortisone (Cortone Acetato®), prednisolone (DeltacorteneSol®) e desametasone (Decadron®, Soldesam®) è dannoso per le ossa. Questi farmaci sono usati in molti casi per curare i disturbi cronici, come l’asma, l’artrite reumatoide e il lupus e probabilmente non potrete interrompere la terapia per diminuire il rischio di osteoporosi. Se dovete proseguire la cura con gli steroidi per molto tempo, il medico dovrebbe tenere sotto controllo la densità ossea e consigliarvi altri farmaci per prevenire la degenerazione delle ossa.
  • Altri farmaci. L’uso prolungato degli inibitori dell’aromatasi per la terapia contro il cancro al seno, degli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), del metotrexato per la terapia contro il cancro, di alcuni anticonvulsivanti, degli antiacidi inibitori della pompa protonica e degli antiacidi contenenti alluminio è associato a un maggior rischio di osteoporosi.

Fattori di rischio che non possono essere corretti

  • Sesso femminile. Le fratture causate dall’osteoporosi sono due volte più frequenti tra le donne che tra gli uomini.
  • Invecchiamento. Più si diventa anziani, più aumenta il rischio di osteoporosi.
  • Razza. Il rischio di soffrire di osteoporosi è massimo se si è bianchi o orientali.
  • Precedenti famigliari. Se si ha un genitore o un parente affetto da osteoporosi il rischio aumenta, soprattutto se in famiglia ci sono stati casi di fratture in passato.
  • Corporatura. Gli uomini e le donne molto magri (con un indice di massa corporea minore o uguale a 19) o di corporatura molto esile tendono a essere maggiormente a rischio, perché probabilmente hanno meno massa ossea “di riserva” da cui attingere durante l’invecchiamento.
  • Ormoni tiroidei. L’osteoporosi può anche essere causata dall’eccesso di ormoni tiroidei. Questa situazione si può verificare perché la tiroide è più attiva del normale (ipertiroidismo) oppure perché si assumono quantità eccessive di ormoni tiroidei per curare una tiroide meno attiva del normale (ipotiroidismo).
  • Malattie e interventi che influiscono sulla salute delle ossa. Gli interventi chirurgici allo stomaco (gastrectomia) e quelli di liposuzione possono interferire con la capacità dell’organismo di assorbire il calcio. Anche le malattie come il morbo di Crohn, la celiachia, l’iperparatiroidismo e la sindrome di Cushing (una malattia rara in cui le ghiandole surrenali producono ormoni corticosteroidi in eccesso) hanno lo stesso effetto.

Sintomi

Nelle prime fasi dell’osteoporosi, di solito non si avverte né dolore né alcun altro sintomo, però una volta che l< patologia ha indebolito le ossa potreste iniziare a soffrire dei segni e sintomi tipici della malattia, tra cui ricordiamo:

  • Mal di schiena, anche intenso, provocato dalla frattura o dal collasso di una vertebra,
  • Diminuzione della statura,
  • Postura curva,
  • Frattura delle vertebre, del polso, del femore o di altre ossa.

Quando chiamare il medico

Prima di arrivare allo stadio avanzato in pochi casi l’osteoporosi provoca sintomi degni di nota, quindi si consiglia di effettuare l’esame di densitometria ossea se:

  • Siete una donna di età superiore ai 65 anni, o un uomo di età superiore ai 70 anni, indipendentemente dai fattori di rischio,
  • Siete una donna in menopausa con almeno un fattore di rischio per l’osteoporosi,
  • Siete un uomo tra i 50 e i 70 anni, con almeno un fattore di rischio per l’osteoporosi,
  • Avete più di 50 anni, e in passato avete avuto fratture ossee,
  • Assumete farmaci, come il prednisone (Deltacortene®), gli inibitori dell’aromatasi o gli anticonvulsivanti, che sono collegati all’osteoporosi,
  • Siete in menopausa e avete interrotto recentemente la terapia ormonale sostitutiva,
  • Siete in menopausa precoce.

Pericoli

Le fratture sono le complicazioni più frequenti e gravi dell’osteoporosi. Spesso colpiscono le vertebre o il femore, cioè le ossa che sostengono direttamente il corpo. Le fratture al femore spesso sono provocate da una caduta. Anche se la maggior parte dei pazienti si riprende relativamente bene grazie alle terapie chirurgiche moderne, le fratture al femore possono essere invalidanti e causare persino la morte come complicazione postoperatoria, soprattutto tra gli anziani. Sono frequenti anche le fratture al polso dovute alle cadute.

In alcuni casi le fratture alla colonna vertebrale possono verificarsi anche se non siete caduti e non vi siete fatti male. Le ossa della schiena (vertebre) possono essere talmente deboli che iniziano a comprimersi e a collassare. Le fratture da compressione fanno davvero male e impiegano molto tempo per guarire. Se avete diverse fratture di questo genere la vostra altezza può diminuire e la postura può diventare curva.

Diagnosi

I medici di solito diagnosticano l’osteoporosi misurando la densità delle ossa attraverso diversi esami in grado di rilevare la mineralometria ossea computerizzata (MOC).

  • Assorbimetria a raggi X a doppia energia: Il miglior esame di controllo è l’assorbimetria a raggi X a doppia energia (DEXA). Si tratta di un esame veloce e semplice che dà risultati accurati. Misura la densità delle vertebre, del femore e del polso, le zone che hanno maggior probabilità di essere colpite dall’osteoporosi, ed è usato per tenere sotto controllo i cambiamenti di queste ossa nel corso del tempo.

Tra gli altri esami in grado di misurare accuratamente la densità ossea ricordiamo:

  • Ecografia,
  • Tomografia computerizzata (TAC) quantitativa,
  • Assorbimetria a singolo raggio fotonico.

Cura e terapia

Per curare l’osteoporosi i medici possono consigliare:

  • una dieta sana, che comprende calcio, vitamina D e integratori di calcio,
  • assunzione di farmaci.

Tra gli alimenti che contengono calcio e vitamina D ricordiamo il latte, i derivati del latte come i formaggi, e le arance. Gli integratori di calcio sono altrettanto efficaci del calcio ricavato dalla dieta: sono tra l’altro poco costosi e ben tollerati dall’organismo.

In alcuni casi gli integratori di calcio possono provocare costipazione. Se bevete più acqua e mangiate alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, riuscirete ad evitarla.

Gli estrogeni sono molto efficaci per prevenire l’osteoporosi, ma il loro uso dovrebbe essere valutato da un ginecologo e tenuto sotto controllo attentamente. La terapia ormonale sostitutiva ha parecchi vantaggi, ma potrebbe anche avere diversi effetti collaterali gravi. Alcuni farmaci disponibili su prescrizione medica aiutano il calcio ad entrare nelle ossa appena formate. Tra di essi ricordiamo la calcitonina, che nella maggior parte dei casi è prescritta sotto forma di spray nasale.

Per rallentare il decadimento osseo esistono altri farmaci, ad esempio quelli della famiglia dei bifosfonati come l’alendronato (Fosamax®) e il risedronato (Actonel®). È stato dimostrato che aumentano la densità ossea e diminuiscono la probabilità di fratture.

Tuttavia hanno alcuni effetti collaterali: il più fastidioso è il bruciore di stomaco, causato dall’infiammazione dell’esofago.

Il raloxifene (Evista®) è un farmaco che ha un effetto simile a quello dell’estrogeno sul metabolismo osseo, sfortunatamente può avere alcuni effetti indesiderati potenzialmente gravi, come la formazione di trombi a livello degli arti inferiori.

Il teriparatide (Forsteo®) è un farmaco iniettabile che dovrebbe essere assunto una volta al giorno per un periodo compreso tra i 21 e i 24 mesi. È un ormone presente in natura che aiuta a costruire una maggior quantità di tessuto osseo.

Il medico vi aiuterà a decidere quale farmaco o combinazione di farmaci può essere più adatta nel vostro caso.

Per monitorare l’efficacia della terapia potrebbe essere necessario sottoporsi a esami periodici.

Stile di vita e rimedi pratici

Questi consigli vi aiuteranno ad alleviare i sintomi e a non dover dipendere da nessuno se siete affetti dall’osteoporosi:

  • Fate attenzione alla postura. Una buona postura (testa in alto, mento verso l’interno, spalle in fuori, schiena diritta e parte inferiore della spina dorsale inarcata) vi aiuta a non accumulare tensione sulla colonna vertebrale.
    • Quando state seduti o guidate mettete un asciugamano arrotolato contro la parte bassa della schiena.
    • Se dovete leggere o lavorare non sdraiatevi.
    • Quando dovete sollevare un peso, piegate le ginocchia e non la schiena, e scaricate il peso sulle gambe, tenendo dritte le spalle.
  • Prevenite le cadute.
    • Indossate scarpe con tacchi bassi e suole antiscivolo e controllate che in casa non ci siano cavi volanti, tappetini scivolosi o superfici che potrebbero farvi inciampare o cadere.
    • Illuminate bene le stanze, posizionate opportune maniglie dentro e fuori dalla doccia e controllate di poter salire e scendere dal letto con facilità.
  • Gestite il dolore. Chiedete consiglio al medico per quanto riguarda le terapie contro il dolore. Non sottovalutate il dolore cronico: se non lo curate può limitare la mobilità e diventare ancora più difficile da sopportare.

Prevenzione

I tre fattori essenziali per mantenere le ossa sane per tutta la vita sono:

  1. Adeguato apporto di calcio,
  2. Adeguato apporto di vitamina D,
  3. Esercizio fisico regolare.

Calcio

La quantità di calcio necessaria per stare in buona salute cambia nel corso dell’esistenza. L’Institute of Medicine (IOM) statunitense consiglia i seguenti apporti giornalieri di calcio, da ricavare dagli alimenti e solo eventualmente dagli integratori:

  • Fino a 1 anno: da 210 a 270 mg
  • Da 1 a 3 anni: 500 mg
  • Da 4 a 8 anni: 800 mg
  • Da 9 a 18 anni: 1.300 mg
  • Da 19 a 50 anni: 1000 mg
  • Oltre i 51 anni: 1200 mg

Il latte e i derivati sono importanti fonti di calcio, ma non sono le uniche. Le mandorle, i broccoli, gli spinaci, i cavoli cotti, il salmone in scatola (con lisca), le sardine ed i prodotti derivati dalla soia, come il tofu, sono tutti ricchi di calcio.

Se per voi è difficile assumere abbastanza calcio con la dieta, potete pensare di ricorrere agli integratori. L’IOM consiglia di non assumere più di 2.500 mg di calcio al giorno.

Vitamina D

Per la salute delle ossa, un adeguato apporto di vitamina D è altrettanto importante di una giusta quantità di calcio. I ricercatori non sanno ancora con esattezza quale sia la dose giornaliera ottimale di vitamina D, ma un dosaggio giornaliero di 2.000 Unità Internazionali (UI) è sicuro per tutti, superato l’anno di età.

Gli esperti generalmente consigliano agli adulti di assumere tra i 400 e le 1.000 UI al giorno.

Molte persone sintetizzano una quantità sufficiente di vitamina D grazie alla luce del sole, però questa potrebbe non essere una buona fonte se vivete a latitudini alte, se siete costretti a stare molto in casa oppure se usate regolarmente i filtri solari o evitate completamente il sole per ridurre il rischio di tumori alla pelle. La vitamina D è presente nel pesce grasso, ad esempio nel tonno e nelle sardine, e nel tuorlo d’uovo, però con ogni probabilità non consumate questi alimenti tutti i giorni. Gli integratori di vitamina D o di calcio e vitamina D rappresentano una buona alternativa.

Esercizio fisico

L’esercizio fisico può aiutarvi a costruire ossa più forti e a rallentare il processo che porta all’osteoporosi. L’attività fisica fa sempre bene alle ossa, indipendentemente da quando si inizia, però si ottengono i benefici maggiori se iniziate a fare attività regolarmente da giovani e continuate per tutta la vita. È consigliabile affiancare gli esercizi per la forza a quelli per la resistenza. Gli esercizi per la forza vi aiutano a rafforzare i muscoli e le ossa delle braccia e della parte alta della schiena, mentre quelli per la resistenza (camminare, fare jogging, correre, fare le scale, saltare la corda, sciare o praticare sport a impatto globale) coinvolgono soprattutto le ossa delle gambe, il femore e la parte bassa della schiena. Nuotare, andare in bicicletta e allenarsi sulle macchine, ad esempio sulle ellittiche, possono rappresentare un buon allenamento cardiovascolare, ma questi esercizi sono a basso impatto, e quindi non sono efficaci per migliorare la salute delle ossa come quelli di resistenza.

Altri consigli per la prevenzione

Anche questi consigli vi aiuteranno a prevenire l’osteoporosi:

  • Non fumate. Il fumo peggiora l’osteoporosi, forse perché fa diminuire la quantità di estrogeno prodotta dall’organismo femminile e perché diminuisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale.
  • Non esagerate con gli alcoolici. Consumare più di due bicchieri di alcoolici al giorno può impedire il rinnovamento delle ossa e può alterare la capacità dell’organismo di assorbire il calcio.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anna

    Salve dottore !sono una donna di cinquanta anni e dalla moc che ho fatta risulta che ho un osteopenia con t.score -2.10 a livello del tratto lombare e un osteoporosi con t-score -2.58 a livello femorale .sto prendendo il bonecal una bustina al giorno !la mia endocrinologa mi aveva prescritto il. Protools ma ho avuto paura degli effetti collaterali !cosa mi consiglia visto che mia mamma ha una grave osteoporosi scoperta all età di sessant anni con la rottura del femore ?prendo l eutirox x una tiroidite !la ringrazio !

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si fidi della specialista, se non tollerati i farmaci si possono sempre sospendere; non mi è tuttavia chiaro il nome del farmaco prescritto.

  2. Anna

    Salve dottore !il nome del farmaco e protelos .oggi comunque sono tornata al controllo dall endocrinologa ma ho trovato una sostituta che mi ha consigliato Binosto capsule effervescenti +la vitamina d . Però mi ha detto che con queste cure nn posso fare interventi importanti dal dentista ed io dovrò mettere degli impianti !non subito ma dovrò farlo cosa mi consiglia ?grazie x una sua ulteriore risposta !

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un tentativo con Protelos forse l’avrei fatto, ma al suo posto farei il punto con il medico di base.

  3. Iolanda

    Può sembrare una domanda sciocca…ma assumendo l’alendronato si può andare al mare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Occasionalmente si sono verificate reazioni da fotosensibilità (reazioni sulla pelle dopo l’esposizione al sole).

  4. positiva

    Ho paura di tossire, starnutire, ogni movimento che faccio ho la sensazione do una nuova frattura (ho osteoporosi grave) posso fare lunghe camminate. Grazie per la gentile risposta (68anni)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ultima parola spetta al suo medico, ma non solo può, sarebbe di grande aiuto.

  5. Anonimo

    Dottore chi colpisce l eteroplasia ossea? Cone si ha la diagnosi ed é possibile curarla?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma è una malattia su cui non ho competenze.

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