Osteoporosi: sintomi, terapia, alimentazione e farmaci

Ultimo Aggiornamento: 39 giorni

Introduzione

L’osteoporosi è uan condizione caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture, cioè di rottura delle ossa.

La resistenza ossea ha due caratteristiche principali:

  • massa (quantità),
  • qualità dell’osso.

Nelle donne dopo la menopausa e negli anziani l’osteoporosi è il più frequente fattore predisponente alle fratture. Perlopiù, queste ultime colpiscono

  • femore,
  • colonna,
  • polso,

anche se di fatto possono interessare qualunque osso. Alcune fratture determinano disabilità permanenti, specialmente quelle a carico dell’anca.

L’osteoporosi viene anche definita “malattia silente”, perché evolve senza dare sintomi finché non provoca una frattura o il collasso di una o più vertebre (le ossa della colonna vertebrale); in realtà poi il British Medical Journal l’ha definita non-malattia, in quanto è più correttamente considerabile una causa di malattia (frattura).

Il collasso vertebrale si manifesta con forti dolori alla schiena, riduzione dell’altezza o deformazioni della colonna, con posture alterate (schiena curva o gobba). Le ossa affette da osteoporosi possono diventare così fragili da fratturarsi spontaneamente o a seguito di traumi insignificanti o addirittura normali, come quelli causati dal chinarsi, alzare un peso o perfino tossire.

Molta gente è convinta che l’osteoporosi sia una componente inesorabile del processo di invecchiamento, invece è ora opinione degli esperti che sia ampiamente prevenibile. Inoltre chi soffre già di osteoporosi può comunque seguire passi per prevenire o rallentare l’evoluzione della malattia, riducendo così il rischio di fratture.

Era considerata in passato principalmente una malattia della vecchiaia, al contrario oggi si sa che può originare dallo sviluppo non ottimale delle ossa durante l’infanzia e l’adolescenza, come pure dalla perdita di materiale osseo nel corso della vita.

L’osteoporosi ed i meccanismo biologici

Le ossa sono costituite da tessuti viventi, perlopiù da collagene, una proteina che forma una struttura morbida, e da fosfato di calcio, un minerale che indurisce l’osso.

Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente: l’organismo deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio.

  1. Durante l’infanzia la quantità di osso nuovo che si forma è maggiore rispetto a quella di osso vecchio che viene distrutto.
  2. Il tessuto osseo ha un picco di densità e forza intorno ai trent’anni.
  3. In seguito, l’organismo inizia a rimuovere più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo.

Cause

Uno sviluppo osseo non ottimale nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza può impedire il raggiungimento del picco di massa ossea ideale. Di fatto il picco di massa ossea raggiunto durante lo sviluppo è un fattore importante nel determinare il rischio di osteoporosi nel corso degli anni successivi.

I soggetti che affrontano l’invecchiamento con maggiori riserve ossee (picchi di massa ossea più alti) hanno meno probabilità di andare incontro all’osteoporosi quando inizia il processo di perdita ossea per via dell’età, della menopausa o di altri fattori.

Altre cause di osteoporosi sono la perdita di osso per fenomeni di riassorbimento più veloci del previsto, crescita più lenta, o ambedue.

Nelle donne un contributo maggiore alla riduzione della massa ossea origina dalla ridotta produzione di estrogeni che sopravviene con la menopausa. Gli estrogeni sono ormoni sessuali, con effetti critici sulla formazione e sul mantenimento delle ossa. La riduzione di questi ormoni, legata alla menopausa naturale o indotta dalla rimozione chirurgica delle ovaie o da trattamenti come la chemio o la radioterapia, può indurre una perdita di tessuto osseo ed eventualmente osteoporosi. Dopo la menopausa la velocità di perdita ossea aumenta a causa della ridotta produzione di estrogeni da parte delle ovaie. La perdita è più rapida nei primi anni dopo la menopausa, anche se continua per tutta la vita post-menopausale.

Anche negli uomini si assiste a un declino con l’età nella produzione degli ormoni sessuali, ma la diminuzione è più graduale. Tale declino probabilmente contribuisce alla perdita ossea negli uomini dopo i 50 anni.

L’osteoporosi può derivare anche dalla riduzione ossea che può accompagnare varie condizioni patologiche, disturbi del comportamento alimentare e alcuni trattamenti farmacologici. Per esempio, l’assunzione prolungata di alcuni medicinali antiepilettici e di farmaci glucocorticoidi (prednisone, cortisone,…) può indurre osteoporosi. I glucocorticoidi sono farmaci antinfiammatori indicati nella terapia di varie malattie, come l’artrite reumatoide, il lupus, l’asma e il morbo di Crohn. Alcolismo, anoressia nervosa, livelli di ormoni sessuali anormalmente bassi, ipertiroidismo, insufficienza renale e alcuni disturbi gastroenterici sono altre possibili cause.

Talvolta l’osteoporosi è il risultato di una combinazione di cause diverse.

Fattori di rischio

La probabilità di soffrire di osteoporosi può aumentare per diverse cause: alcune possono essere corrette, altre purtroppo no.

Fattori di rischio che possono essere corretti

  • Ormoni sessuali: bassi livelli di estrogeni per periodi mestruali saltati o per la menopausa possono indurre l’osteoporosi nelle donne. Ridotti livelli di testosterone possono favorirla negli uomini.
  • Anoressia nervosa: questo disturbo del comportamento alimentare può indurre osteoporosi.
  • Assunzione di calcio e vitamina D: una dieta povera di calcio e vitamina D aumenta la predisposizione a perdere massa ossea; si noti che l’HIV/AIDS è un rilevante fattore di rischio relativamente alla carenza di vitamina D.
  • Farmaci: alcuni medicinali aumentano il rischio della malattia.
  • Livelli di attività: la mancanza di attività fisica o l’allettamento prolungato possono indebolire le ossa.
  • Fumo: le sigarette fanno male anche alle ossa, oltre che al cuore e ai polmoni.
  • Alcolici: l’abuso di alcolici può facilitare la perdita di materiale e le fratture ossee.

Fattori di rischio che non possono essere corretti

  • Genere: le donne ne soffrono più degli uomini.
  • Età: il rischio di osteoporosi aumenta inesorabilmente con l’età.
  • Dimensioni corporee: donne di taglia piccola e sottile sono maggiormente a rischio.
  • Etnia: il rischio è maggiore nelle donne caucasiche e asiatiche. Le etnie africane e ispaniche sono meno esposte.
  • Storia familiare: l’osteoporosi tende ad avere un andamento famigliare. Se un membro della famiglia è affetto da osteoporosi o si rompe un osso, il rischio per i consanguinei è maggiore.

Sintomi

Nelle prime fasi dell’osteoporosi, di solito non si avverte né dolore né alcun altro sintomo, però una volta che la patologia ha indebolito le ossa potreste iniziare a soffrire dei segni e sintomi tipici della malattia, tra cui ricordiamo:

  • Mal di schiena, anche intenso, provocato dalla frattura o dal collasso di una vertebra,
  • Diminuzione della statura,
  • Postura curva,
  • Frattura delle vertebre, del polso, del femore o di altre ossa.

Spesso, l’osteoporosi viene detta “malattia silente” perché la perdita di osso non dà alcuna manifestazione. Un soggetto può non sapere di esserne affetto finché le ossa non diventano così fragili che una sollecitazione improvvisa, un salto o una caduta non causano la frattura di un’anca o il collasso di una vertebra.

Quando chiamare il medico

Prima di arrivare allo stadio avanzato in pochi casi l’osteoporosi provoca sintomi degni di nota, quindi viene consigliato di sottoporsi alla MOC se:

  • donne oltre i 65 anni o maschi oltre i 70 anni di età;
  • qualsiasi età in presenza di pregresse fratture da fragilità, di riscontro radiologico di osteoporosi o di fattori di rischio maggiori per osteoporosi (uso di farmaci osteopenizzanti o malattie associate ad osteoporosi);
  • donne in postmenopausa o uomini di oltre 60 anni in presenza di fattori di rischio (menopausa prima dei 45 anni o periodi di amenorrea premenopausale > 6 mesi, inadeguato introito di calcio o condizioni di rischio per ipovitaminosi D, periodi prolungati di immobilizzazione, fumo, abuso di alcool, magrezza, familiarità).

Pericoli

Le fratture sono le complicazioni più frequenti e gravi dell’osteoporosi. Spesso colpiscono le vertebre o il femore, cioè le ossa che sostengono direttamente il corpo. Le fratture al femore spesso sono provocate da una caduta. Anche se la maggior parte dei pazienti si riprende relativamente bene grazie alle terapie chirurgiche moderne, le fratture al femore possono essere invalidanti e causare persino la morte come complicazione postoperatoria, soprattutto tra gli anziani.

Sono frequenti anche le fratture al polso dovute alle cadute.

In alcuni casi le fratture alla colonna vertebrale possono verificarsi anche in assenza di cadute, le ossa della schiena (vertebre) possono essere talmente deboli che iniziano a comprimersi e a collassare. Le fratture da compressione fanno particolarmente male e impiegano molto tempo per guarire. In presenza di diverse fratture di questo genere l’altezza può diminuire e la postura può diventare curva.

Diagnosi

La misurazione della massa ossea può far parte di un controllo medico di routine. La densitometria ossea (o MOC, mineralometria ossea computerizzata) è un test importante di salute ossea. La MOC può

  • identificare l’osteoporosi,
  • determinare il rischio di frattura
  • e misurare la risposta al trattamento della condizione.

La tecnica di riferimento oggi è la densitometria ossea con tecnica di assorbimento a raggi X (DEXA). Indolore, è simile a una radiografia, ma con quantità di raggi decisamente minori. Può misurare la densità ossea a livello dell’anca e della colonna vertebrale. In alternativa può essere eseguita l’ultrasonografia del calcagno.

Questi esami possono:

  • rilevare una bassa densità ossea prima che si verifichi una frattura,
  • confermare una diagnosi di osteoporosi in soggetti che abbiano già subito una o più fratture,
  • stimare le probabilità di fratture future,
  • determinare la velocità di perdita ossea e monitorare gli effetti del trattamento, se l’esame viene ripetuto regolarmente con intervalli di un anno o più.

Per valutare la probabilità di essere affetti da osteoporosi è possibile sottoporsi a un test validato (per esempio on-line) in grado di stimare il rischio di andare incontro a frattura nei 10 anni successivi.

Tra gli altri esami in grado di misurare accuratamente la densità ossea ricordiamo:

  • ecografia,
  • tomografia computerizzata (TAC) quantitativa,
  • assorbimetria a singolo raggio fotonico.

Cura e terapia

Un programma di trattamento completo dell’osteoporosi include

  • l’attenzione alla dieta,
  • all’attività fisica
  • e ad aspetti di sicurezza per prevenire cadute che potrebbero generare fratture.

In aggiunta, possono anche essere prescritti farmaci per

  • rallentare o interrompere la perdita di materiale osseo,
  • aumentarne la densità
  • e ridurre il rischio di fratture.

Alimentazione

Una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura, quantità adeguate di calorie, calcio, vitamine D e K è fondamentale per contenere la perdita di peso e mantenersi in buona salute. Calcio e vitamina D sono particolarmente importanti per la salute delle ossa.

Il calcio è l’elemento più rilevante per la prevenzione dell’osteoporosi e per il raggiungimento del picco di massa ossea. Supplementi di calcio e vitamina D aiutano a conservare la massa ossea e a prevenire le fratture del femore nella donna in buona salute che dopo la menopausa non assuma calcio a sufficienza (1.200 mg al giorno) con la dieta. Il calcio è necessario anche per il buon funzionamento di cuore, muscoli e nervi e per la coagulazione del sangue. Viene assunto con la dieta ed eliminato dal corpo principalmente tramite urine, feci e sudore. L’organismo ha bisogno del calcio alimentare per generare tessuto osseo sano ed evitare perdite eccessive di calcio dalle ossa.

In molti soggetti il regime dietetico seguito apporta quantità di calcio molto più basse del fabbisogno. Sono valide fonti, ricche del minerale:

  • latticini con pochi grassi;
  • verdure a foglie verde scuro, come broccoli, cavoli, cime di rape;
  • sardine e salmone con gli ossi;
  • soia e derivati.

Se la propria dieta non garantisce quantità di calcio sufficienti, può essere necessario integrarla con supplementi (sotto forma di carbonati, fosfati o citrati di calcio).

Il calcio di origine alimentare comporta meno rischi di calcoli renali. Un soggetto affetto da calcoli renali dovrà aumentare i liquidi e l’apporto di calcio alimentare e ridurre le quantità assunte sotto forma di integratori.

La vitamina D è necessaria per l’assorbimento intestinale del calcio. Viene prodotta dalla pelle dopo esposizione alla luce del sole. I cibi ricchi di vitamina D sono pochi, in pratica i pesci grassi e gli oli di pesce. Gli alimenti arricchiti di vitamina D (ancora poco comuni in Italia), come latte e cereali, rappresentano quindi una fonte dietetica fondamentale. Benché molti soggetti abbiano apporti sufficienti della vitamina, esistono studi che dimostrano che la produzione della vitamina diminuisce nei soggetti anziani, in chi sta molto in casa e durante l’inverno, in particolare nei paesi nordici. I soggetti a rischio carenza possono assumere complessi multivitaminici o supplementi di calcio e vitamina D.

Oltre a una dieta sana, la salute delle ossa richiede uno stile di vita adeguato. Si raccomanda l’abolizione del fumo e, nel caso si assumano alcolici, la massima moderazione (non più di una bevanda al giorno è una buona prassi).

È anche importante sapere che alcuni farmaci possono causare perdita ossea o aumentare il rischio di cadere e fratturarsi. Consultare il medico in caso di dubbi su un farmaco.

Attività fisica

L’esercizio è parte essenziale di un programma di trattamento dell’osteoporosi. L’attività fisica è necessaria per costruire e mantenere le ossa per tutta l’età adulta; l’allettamento prolungato determina imponenti perdite di minerale.

Ci sono dati a sostegno del fatto che le attività fisiche più adeguate per le ossa comprendono gli esercizi di resistenza o di forza. L’esercizio aiuta a mantenere o addirittura ad aumentare un po’ la densità ossea da adulti e, associato a introiti adeguati di calcio e vitamina D, aiuta a contenere le perdite ossee legate all’invecchiamento.

Nei soggetti con osteoporosi, vari tipi di esercizio hanno anche altri importanti benefici. Possono ridurre il rischio di cadere aumentando massa e forza muscolare e migliorando coordinazione ed equilibrio. Negli anziani, l’attività fisica aumenta anche le capacità funzionali e ritarda le perdite di autonomia.

Benché l’esercizio sia utile in chi è affetto da osteoporosi, le ossa non dovranno mai essere sottoposte a sforzi improvvisi o eccessivi. In caso di osteoporosi, bisognerà evitare esercizi con possibili impatti. Il fisioterapista o il fisiatra possono indicare esercizi specifici di rinforzo e sostegno della schiena, insegnare modi sicuri per muoversi e dedicarsi alle attività quotidiane e raccomandare programmi di allenamento adatti ai singoli casi, che aiutino a prevenire fratture. Altre figure professionali, come i fisiologi o specialisti dell’esercizio, possono essere di aiuto nello sviluppo di programmi sicuri ed efficaci.

Farmaci

Sono disponibili vari medicinali per la prevenzione e/o il trattamento dell’osteoporosi, tra cui i bifosfonati, gli agonisti/antagonisti estrogenici (modulatori selettivi del recettore degli estrogeni, comunemente detti SERM, dall’inglese Selective Estrogen Receptor Modulator), la calcitonina, l’ormone paratiroideo, la terapia estrogenica o con ormoni e, approvato di recente, un inibitore RANKL (RANK lingand).

Prevenzione di cadute

I soggetti colpiti da osteoporosi devono fare molta attenzione a evitare le cadute. Una caduta può aumentare le probabilità di fratture al femore, al polso, alla colonna vertebrale o ad altre ossa. Oltre a fattori ambientali, le cadute possono anche essere dovute a vista o equilibrio difettosi, malattie croniche che alterino il buon funzionamento mentale o fisico, e farmaci come i sedativi o gli antidepressivi. È importante che soggetti con osteoporosi prendano coscienza di qualunque modifica fisica alterante l’equilibrio o la deambulazione e ne discutano con il proprio medico.

Prevenzione

I tre fattori essenziali per mantenere le ossa sane per tutta la vita sono:

  1. adeguato apporto di calcio,
  2. adeguato apporto di vitamina D,
  3. esercizio fisico regolare.

Come visto nel caso del trattamento è poi essenziale:

  • Smettere di fumare; il fumo peggiora l’osteoporosi, probabilmente perché fa diminuire la quantità di estrogeno prodotta dall’organismo femminile e perché diminuisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale.
  • Non esagerare con gli alcoolici; consumare più di due bicchieri di alcoolici al giorno può impedire il rinnovamento delle ossa e può alterare la capacità dell’organismo di assorbire il calcio.

Fonte principale: NIH, a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Buonasera dottoressa mi scusi non ho menzionato la mia età…ho 49 anni e sono in menopausa chirurgica da due anni …ho subito una isterectomia totale ma senza asportazione delle ovaie anche se iniziano a fare le bizze perché ogni tanto ho forti dolori come se si torcessero su loro stesse….penso che il nome del macchinario sia…Explorer (S/N90030)….il risultato vertebrale dice così :La paziente presenta un contenuto mineraleBMD di 0,885 g/cm2 con T score -1.5 e Z score -0,8.Il dato densiometrico depone per una condizione di osteopenia secondo la classificazione proposta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. MOC femorale dice:La paziente presenta un contenuto minerale BMD di 0.875 g/cm2 con T scopre -0,6 e Z scopre -0,1.Il dato densiometrico depone per una condizione di soddisfacente mineralizzazione secondo la classifica proposta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità…

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, se le hanno lasciato le ovaie non è in menopausa chirurgica; confermo quello che avevo detto prima dunque, osteopenia a livello vertebrale, situazione pressoché normale per il resto, come d’altronde viene riportato nel referto.

    2. Anonimo

      Buona sera mia madre 61 ha avuto questo referto sul femore osteopatia grado severo cosa consiglia di fare!!!? È in pericolo di rottura???

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Probabilmente sì, serve una valutazione medica per la terapia relativa, se è osteoporosi sarà a base di vitamina D e calcio.

  2. Anonimo

    Mi scusi dottoressa mia madre a 64 anni si a fatto la visita sullo stato delle ossa gli anno riscontrato osteoporosiconrischio di fratture alto cosa può fare è cosa rischia la ringrazio e buona serata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è di andare incontro a rotture, per esempio del femore; il medico valuterà di aiutarla con farmaci e consigli sullo stile di vita.

  3. Anonimo

    Ho fatto densitometria.ho 54 anni esito:osteopenia colonna vertebrale,,,debbo preoccuparmi?ho fosfatasi alcalina alta e vitamina d…bassissima

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ l’anticamera dell’osteoporosi, non è grave ma bisogna trattarla per prevenire peggioramenti.

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, come prima cosa può prendere un prodotto per integrare la vitamina d. Ma ne deve comunque parlare con il suo medico. saluti

  4. Anonimo

    Buonasera ..ho 51 anni e ho un osteoporosi avanzata al femire e vertebre, il mio ginecologo
    mi ha consigliato Luvual una compressa alla sera. Io sono preoccupata x i commenti cge fanno sul farmaco, tanti effetti indesidetati compreso l aumento di peso. So.o 4 giorni che le prendo, oggi ho la lu.gua un pó pesante come avessi mangiato aglio. Stasera non lho presa sono titubante. Vorrei un consiglio e se qualcuno la prende , se avete reazioni poco desiderate. Graxie x l attenzione

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Tutti i farmaci hanno effetti collaterali, non è un buon motivo per non seguire una terapia; se si dovessero manifestare disturbi importanti ne parlerei col medico prescrittore, per verificare se fosse effettivamente il caso di sospendere o modificare la terapia.

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