Onicomicosi (micosi alle unghie): terapia, rimedi e cura

Ultimo Aggiornamento: 130 giorni

Il presente articolo tratta in modo piuttosto tecnico il trattamento terapeutico delle onicomicosi; nel caso si desiderasse leggere un’introduzione più semplice alla patologia è possibile fare riferimento all’articolo principale: Micosi alle unghie (onicomicosi): sintomi, prevenzione e cura.

Introduzione

Le onicomicosi sono infezioni delle unghie causate da funghi, che possono colpire sia le mani che, più frequentemente, i piedi e in particolar modo gli alluci.

Sono caratterizzate da alterazioni visive dell’unghia, che appare:

  • diversa nel colore (gialla, marrone o bianca),
  • più spessa,
  • fragile e friabile.

Raramente e solo nelle forme più severe compare anche dolore, ma in questo caso sono spesso associate alla presenza di un’infezione micotica del piede (piede d’atleta).

La causa va cercata in miceti (funghi o lieviti) che vivono nell’ambiente e che riescono in qualche modo a infettare l’ospite, per esempio approfittando di piccoli tagli e abrasioni.

Molto rara nei bambini, l’onicomicosi colpisce in particolar modo gli adulti, soprattutto gli over 60 con una diffusione che aumenta progressivamente e proporzionalmente all’età: l’incidenza di quest’infezione è probabilmente maggiore rispetto alle stime ufficiali ed è sicuramente aumentata rispetto al passato per via delle scarpe chiuse, dell’esposizione delle unghie negli spogliatoi e della diffusione dei diversi ceppi di funghi.

L’onicomicosi non è soltanto un problema cosmetico, anche se le persone colpite da quest’infezione spesso si sentono a disagio per via dell’aspetto decisamente brutto delle loro unghie. In alcuni casi l’infezione limita la mobilità e quindi può ostacolare indirettamente la circolazione periferica, facendo peggiorare le patologie come la stasi venosa e le ulcere diabetiche dei piedi. Le micosi delle unghie si possono diffondere in altre parti del corpo e, in alcuni casi, possono essere contagiose.

La terapia dell’onicomicosi può essere molto costosa (in genere in Italia i farmaci ad uso orale sono mutuabili, non quelli a uso topico). Tra i costi vanno annoverati:

  • i farmaci,
  • i vari interventi (chirurgici e non),
  • gli esami di laboratorio,
  • le visite,
  • nonché i costi connessi alla gestione degli effetti collaterali dei farmaci e delle terapie inefficaci.

La prognosi è in genere variabile e in gran parte dipendente dal tipo di infezione e dai fattori di rischio presenti (età, altre patologie come il diabete, …); mediamente si stima un tasso di guarigione che va da un minimo del 50% a un massimo del 75% (con l’uso di farmaci di prima scelta).

Come e quando si cura?

Si tratta di disturbi spesso ostici da curare, che raramente guariscono in modo spontaneo, ma la comunità scientifica si divide tra chi ritiene che non sempre sia necessario procedere al trattamento (per esempio l’NHS inglese) e chi invece ritiene che un’onicomicosi vada sempre curata per scongiurare il rischio di complicazioni.

Per decidere se e come avvicinarsi al trattamento può essere utile analizzare con il proprio medico/dermatologo questi aspetti:

  • le cure sono invariabilmente lunghe e necessitano di grande scrupolo e costanza,
  • l’infezione è improbabile che guarisca da sola,
  • le terapie, soprattutto quelle orali, possono essere causa di effetti collaterali,
  • anche i farmaci di ultima generazione non garantiscono il successo della cura e, anche nei casi di risoluzione, l’unghia potrebbe non tornare come prima,
  • d’altra parte rinunciare a trattare l’infezione potrebbe essere causa di peggioramenti estetici e sintomatici (dolore),
  • nei casi di successo sono necessari circa 12 mesi affinchè l’unghia ricresca completamente (se parliamo dei piedi),
  • le recidive sono frequenti e interessano quasi un quarto dei soggetti.

Nel caso di pazienti anziani e soggetti a rischio (diabete, trapiantati, sieropositivi, …) in genere è preferibile procedere alla terapia, per evitare di incorrere in pericolose complicazioni (ad esempio sovrainfezioni batteriche, infezioni sistemiche, …).

Da un punto di vista di salute pubblica è infine consigliabile provvedere quanto più spesso possibile alla cura, per ridurre la diffusione delle onicomicosi (pensiamo a palestre, spogliatoi, piscine, …).

Prima di iniziare una terapia, soprattutto se parliamo di approcci con principi attivi antimicotici, è bene essere assolutamente certi della diagnosi (secondo alcune stime solo il 50% delle distrofie ungueali sarebbe causato dai funghi) per evitare terapie non necessarie e/o ritardare una diagnosi alternativa corretta.

La diagnosi differenziale mira ad escludere altre malattie che possono essere scambiate per infezioni da funghi sull’unghia:

  • la psoriasi,
  • il lichen planus,
  • la dermatite da contatto,
  • i traumi,
  • i tumori del letto ungueale,
  • la sindrome delle unghie gialle.

Si può escludere la presenza di funghi quando tutte le unghie delle mani o dei piedi presentano il disturbo.

Perchè è così difficile curare queste infezioni, nonostante i numerosi approcci disponibili? Perchè la cheratina dell’unghia è dura, compatta e difficilmente penetrabile dai farmaci, rendendo così l’applicazione degli smalti e la diffusione delle molecole a uso sistemico particolarmente complicata e ostica. Ancora più difficile per i farmaci è penetrare un’unghia rotta e friabile, per questo motivo riveste una particolare importante che il paziente metta grande attenzione nella cura delle unghie durante il trattamento, tenendole molto corte e rimuovendo gli strati più superficiali attraverso lime e paste apposite che possono venire prescritte dal dermatologo.

Cura e rimedi topici

A causa della particolare struttura dell’unghia l’utilizzo di creme antimicotiche è spesso inadeguato, in quanto il principio attivo non è in grado di penetrare nel cuore dell’infezione; la maggior parte dei rimedi farmacologici locali consiste quindi in specifici smalti in grado di formare una patina residua che funga da deposito del principio attivo, in grado di mantenere il rilascio del farmaco per un numero variabile di giorni a seconda della formulazione scelta.

Nei casi meno severi di onicomicosi si può ricorrere con buona probabilità di successo a questi approcci, che tuttavia sono spesso scomodi da usare; una maggior efficacia si ottiene quando il trattamento topico viene associato a quello chirurgico, che risulta tuttavia più invasivo, debilitante e doloroso.

Tra i principi attivi attualmente in uso ricordiamo:

  • ciclopirox (Batrafen®),
  • amorolfina (Onilaq®, Locetar®, …),
  • tioconazolo (Trosyd®).

Molto variabile è la posologia, che varia da 1-2 volte al giorno per ciclopirox e tioconazolo, a 1-2 volte alla settimana per l’amorolfina.

Con questo approccio è necessario procedere almeno con sei mesi di terapia prima di valutarne i possibili benefici.

Farmaci ad uso orale

Per il trattamento dell’onicomicosi il farmaco di prima scelta è la terbinafina, anche se sono disponibili delle alternative.

Gli antimicotici triazolici come l’itraconazolo e le allilamine (terbinafina) hanno in gran parte sostituito la griseofulvina ed il ketoconazolo come farmaci di prima linea per la terapia dell’onicomicosi: questi principi attivi permettono di effettuare terapie più brevi, più efficaci e con meno ricadute.

Tutti questi farmaci possiedono caratteristiche che ne aumentano l’efficacia:

  • penetrazione rapida nell’unghia e nel letto ungueale,
  • permanenza nell’unghia per mesi dopo la fine della terapia,
  • profili di sicurezza generalmente buoni.

Terbinafina

Disponibile in Italia con il nome commerciale di Lamisil® o come formulazione equivalente, la terbinafina è ad oggi considerata il farmaco di elezione per la cura delle micosi delle unghie per:

  • efficacia (calcolata come percentuale di guarigione e minor numero di recidive),
  • tollerabilità,
  • rapporto costo/beneficio.

È particolarmente efficace contro i funghi dermatofiti, responsabili della maggior parte dei casi di onicomicosi, mentre è notevolmente meno efficace contro i non dermatofiti, ad esempio contro le varie specie della candida e contro le muffe. Agisce inibendo la sintesi dell’ergosterolo, un componente fondamentale della parete cellulare del fungo.

La dose prevede 250 mg al giorno, corrispondenti a una compressa, da assumere per:

  • 8 settimane per le unghie delle mani,
  • 12-24 settimane per le unghie dei piedi.

Gli effetti collaterali più comuni, tra cui ricordiamo il mal di testa, l’eritema e i disturbi gastrointestinali, sono tutto sommato rari e guariscono sospendendo il farmaco. La terbinafina, a causa del suo metabolismo epatico, ha purtroppo diverse interazioni importanti con altri farmaci, tra cui la più importante è probabilmente l’aumentato rischio di emorragia in caso di assunzione contemporanea al warfarin (Coumadin®), uno degli anticoagulanti più usati.

In alcuni pazienti potrebbe essere consigliabile procedere con periodici esami del sangue epatici prima e durante la cura, che andrà interrotta nel caso in cui i valori delle transaminasi dovessero aumentare in modo eccessivo.

La letteratura disponibile stima un tasso di guarigione attorno al 75% nel caso dei piedi e poco meno nel caso delle mani.

Itraconazolo

L’itraconazolo, disponibile con il nome commerciale di Sporanox®, Triasporin® o equivalente, è il farmaco di seconda scelta per la maggior parte delle onicomicosi sostenute da dermatofiti e muffe, mentre rappresenta la prima scelta in caso di infezione da lieviti. Ha azione fungistatica.

La posologia risulta leggermente più complicata:

  • 200 mg (corrispondente a due compresse insieme), due volte al giorno per una settimana ogni mese,
    • per due mesi nel caso di onicomicosi alle mani,
    • per 3-4 mesi nel caso di onicomicosi ai piedi.

Il mal di testa, le eruzioni cutanee ed i disturbi gastrointestinali si verificano in meno di un paziente su 10 e la tossicità verso il fegato è ancora meno comune; il principio attivo è metabolizzato dal sistema epatico del citocromo P450, quindi possono verificarsi interazioni significative e numerose con altri farmaci, tra cui:

  • statine per l’abbassamento del colesterolo, come l’atorvastatina (Torvast®) e la simvastatina (Sivastin®), per via dell’aumento del rischio di rabdomiolisi,
  • benzodiazepine (ansiolitici, tranquillanti e sonniferi), come il midazolam e il triazolam (Halcion®, Songar®) perché aumenta la sedazione e presenta un rischio di compromissione delle vie aeree.

Un pH gastrico elevato riduce l’assorbimento del farmaco, quindi tutti i pazienti in terapia con farmaci per la gastrite e/o il reflusso potrebbero andare incontro a una ridotta efficacia.

La percentuale di guarigione, in rapporto a quella ottenuta dalla terbinafina, risulta mediamente leggermente inferiore.

Fluconazolo

Il fluconazolo (Diflucan®) rappresenta la terza possibilità di terapia orale, considerata nella maggior parte dei casi solo quando per qualche motivo non si possa utilizzare una delle prime due.

È risultato efficace contro i dermatofiti comuni, le specie di Candida e alcune specie di funghi non dermatofiti. Gli effetti collaterali come la nausea, il mal di testa, il prurito e le anomalie negli enzimi epatici, sono riferiti nel 5 per cento circa dei pazienti in terapia, ma sono effetti che regrediscono con la sospensione della terapia.

Tra le possibili interazioni ricordiamo:

  • benzodiazepine, per il rischio di aumentato effetto sedativo,
  • idroclorotiazide (diuretico), per il possibile aumento della concentrazione circolante dell’antimicotico,
  • ipoglicemizzanti (farmaci per diabetici), per il rischio di severe ipoglicemie,
  • warfarin, per il rischio di emorragie.

La dose prevista è variabile, a giudizio del dermatologo, da 150 mg a 450 mg al giorno, una volta alla settimana fino a 9 mesi di terapia o fino a guarigione ottenuta.

Griseofulvina

In passato molto più usata, la griseofulvina (Fulcin®) è un principio attivo antimicotico scelto ormai sempre più raramente perchè si tratta di un farmaco a spettro ristretto che deve essere somministrato per molto tempo e presenta alti tassi di ricaduta.

Viene ancora talvolta usata in pediatria, ma l’onicomicosi nei bambini è piuttosto rara e colpisce in genere bambini immunosoppressi (ad esempio con sindrome da immunodeficienza acquisita, sotto chemioterapia o con sindrome da immunodeficienza congenita), con precedenti familiari gravi di onicomicosi o con micosi cutanea estesa (Tinea capitis o Tinea pedis).

Tra i vantaggi c’è sicuramente il bassissimo costo e la grande esperienza accumulata in decenni di utilizzo, ma la necessità di lunghi trattamenti e la ridotta efficacia la rendono una scelta sempre meno conveniente.

Terapia combinata e chirurgica

Molto spesso il dermatologo può decidere di ricorrere ad approcci combinati per velocizzare la comparsa del miglioramento clinico e ridurre il rischio di recidive.

Si tratta in parole povere di associare una cura orale con un rimedio topico, ossia compresse e smalto contemporaneamente.

Questo approccio permette di aumentare l’azione antimicotica, attraverso un effetto sinergico tra i due medicinali.

Va invece evitata l’associazione di due farmaci ad uso orale, per il rischio di tossicità non giustificato da un dubbio aumento dell’efficacia.

Di particolare utilità è invece l’asportazione della porzione dell’unghia infetta in associazione al trattamento sistemico (compresse) o topico (smalto) per permettere una guarigione più rapida grazie a una maggior incisività del farmaco.

È possibile procedere in due modi:

  • chimicamente, attraverso l’uso di sostanze cheratolitiche (come l’urea) in grado di ammorbidire l’unghia e permetterne la rimozione attraverso il taglio,
  • chirurgicamente.

L’approccio chirurgico è tuttavia considerato solo nel caso in cui altri approcci abbiano fallito, in quanto particolarmente invasivo e doloroso per il paziente.

Esistono infine nuovi approcci che fanno uso di laser, ma ad oggi sono ancora relativamente poco usati; si basano sull’emissione di fasci di luce ad alta energia in grado di distruggere il fungo.

Le prime ricerche sono promettenti, ma serviranno ulteriori studi prima di poterla consigliare come approccio di routine.

Prevenzione

  1. Indossare calzini 100 per cento cotone e cambiarli tutti i giorni o anche più volte al giorno in caso di attività fisica e/o abbondante sudorazione.
  2. Scegliere scarpe traspiranti ed evitare tacchi alti.
  3. Proteggere i piedi nelle vasche, nelle piscine e nelle docce usate anche da altre persone con l’uso di calzature adeguate.
  4. Tenere i piedi asciutti durante la giornata.
  5. Riconoscere e curare la Tinea pedis (piede d’atleta).
  6. Tenere sotto controllo e cercare di migliorare le malattie croniche (tenere sotto controllo il diabete, smettere di fumare, …).
  7. Mantenere le unghie pulite e corte.
  8. Tagliare le unghie dritte per ridurre il rischio che si incarnino.
  9. Evitare per quanto possibile eventi traumatici ai piedi.
  10. Rivolgersi a centri estetici in cui l’attenzione all’igiene sia una priorità (gli strumenti devono sempre essere sterili) e non condividere strumenti per l’igiene personale e asciugamani con altre persone.

Fonti:

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  1. Anonimo

    Intanto correggo(parafarmacia), ho iniziato ad usarlo, speriamo bene. Grazie e bn settimana.

  2. Anonimo

    Ho scoperto di avere la paronichia …quali farmaci posso usare dal momento che allatto ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci; le confermo però che il medico non avrà difficoltà a suggerirle farmaci compatibili con l’allattamento.

  3. Anonimo

    Salve dottore. Da qualche giorno ho notato che le unghie delle mani presentano una linea longitudinale leggermente più scura rispetto al colore dell’unghia, più visibili su alcune dita che su altre. Ho cercato su internet per vedere cosa più o meno poteva essere e come aspetto assomigliano alle linee di muehrcke, ma non saprei come fare a saper bene perchè ci sono queste linee. Ci sono degli esami che potrei fare per capire esattamente cos’è ? Grazie.

  4. Anonimo

    SALVE DOTTORE COS’è LA CISTITE UNGHIALE, E COME SI CHIAMA L’ESAME DELLE UNGHIE?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non credo che sia il nome corretto, ma non capisco cosa intenda.
      2. Coltura del prelievo di un campione di unghia?

  5. Anonimo

    Buonasera dottore. Da diversi anni ho una onicomicosi alle unghie delle dita delle mani che però non ho mai curato.
    Essendo assai antiestetica, dall’8 Febbraio scorso sto usando un apposito preparato da stendere sull’unghia due volte al giorno per il primo mese, 1 volta per almeno due mesi successivi. L’unghia più rovinata è quella del pollice destro, deformata e piena di striature biancastre, mentre in quella del pollice sinistro è molto meno evidente. Secondo lei potrei fare altro per affrettare la guarigione? Ho un olio essenziale e puro di Tea Tree, secondo lei potrei utilizzarlo in aggiunta all’altro preparato? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere non servirebbe; la diagnosi/prescrizione è stata fatta da un dermatologo?

  6. Anonimo

    Mi ha detto che si tratta di un fungo un bravo podologo, che si non è un dermatologo, ma cura micosi ogni giorno…cmq sono anni che è presente. Circa un anno fa l’unghia del pollice destro si è persino completamente sollevata, poi è tornata “quasi” a posto, mentre quella del pollice sinistro, la prima a rovinarsi, resta a tutt’oggi la più danneggiata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, in questo caso non ci sono dubbi sulla diagnosi e procederei come sta facendo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sull’unghia potrebbe trattarsi di micosi, mentre non mi sento di formulare ipotesi su quanto presente sulla pianta del piede.

  7. Anonimo

    Non posso cominciare ad applicare farmaci ad uso esterno, come si vede per esempio sui giornali o in tv?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza una diagnosi certa non applicherei nulla.

  8. Anonimo

    Salve,
    ho letto sopra che la FDA non ha approvato l’uso del Fluconazolo per curare l’onicomicosi, il motivo qual è? Mi è appena stato prescritto l’Ezalor 200 mg e ho molta paura degli effetti collaterali (devo prenderne una capsula al giorno per 15 giorni e poi 2 capsule una volta alla settimama per 4 mesi)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non glielo so dire, ma probabilmente sono in attesa di ulteriori conferme sulla sua efficacia; non è raro trovare farmaci in uso in Europa e non approvati degli USA.

  9. Anonimo

    salve io da circa 6 anni ho un problema al cuoio capelluto , all’altezza dell’orecchio sinistro ho un cilindro rossastro con mancaza di capelli, con avvolte croste , giallastre. ho fatto tante visite di tutti i tipi,ho speso tanti soldi per medicinali ,ma senza mai concludere niente. un dermatologo addirittura nel lontano 2012 mi disse che il problema veniva dai denti cariati, o addirittura nel 2013 un altro dermatologo mi disse che fosse un NEO VERRUCOSO :/ dandomi anchesso medicinali da aquistare , e anche quella volta non conclusi niente ,in questa data .08.08.1014, ho fatto un raschiato del cuoio capelluto,il risulato è questo (SONO STATE IDENTIFICATE COLONIE DI TRICOPHYTON MENTAGROPHYTES) per un anno e forse qualcosa in più, ho fatto la cura che mi e stata data da loro stessi , un campione da mettere a gocce a gocce sul posto della mancanza dei capelli e dell’appunto rossore, ma non ho concluso niente , niente di niente il probelma c’è e persiste , non è mai migliorato per niente, ringraziando a dio non è nemmeno peggiorato, da un mese a questa parte ho deciso di fare ricerche per conto mio, visto il continuo esito negativo da parte dei dermatologi . ho scoperto che il mio problema si chiama tinea capitis, o per lo meno ne sono convinto al 80% , ho deciso di provare a modo mio, con pillole griseofulvina e nizoral crema , ma anche questa volta non sto avendo risultati, adesso mi rivolgo a lei dottor cimurro sono arrivato al limite non so più cosa devo fare, almeno mi dicesse qualcuno che il mio problema rimane cicatrizale , e mi metto il cuore in pace, ma cosi davvero non riesco, lei può aiutarmi, aspetto una sua eventuale risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non sono in grado di aiutarla.

  10. Anonimo

    Salve dottore le volevo chiedere una cosa..io faccio le unghie delle mani col gel ormai da 5 anni.. sta sera le ho rifatte e sul un dito ho notato che sulla unghia ci sono delle macchiette rosse circolari contornato di bianco.. sono piccoline.. lei pensa sia micosi? ? La mia estetista dice che è dovuto da unghia troppo limata.. lei cosa ne pensa..??? Dolore non è ho ne col gel ne senza e l’unghia non è gialla, mi da solo un po fastidio senza ma xk e molto sottile.. lei cosa mi consiglia??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono più in linea con il parere della sua estetista, ma senza vedere è solo una sensazione.

    2. Anonimo

      Guardi ho una foto ma non riesco a inserirla nel commento.. cmq le ripeto l’unghia sotto e rosa ma ho tre macchioline in un lato rosse con contorno bianco… può essere un inizio di micosi?? Se fosse micosi farebbe male?? O la micosi non provoca dolore??

  11. Anonimo

    Buongiorno Dottore, ho una domanda da farVi, il mio medico mi ha prescritto un antimicotico per l’onicomicosi da prendere due capsule una volta la settimana mentre leggo nel foglietto del medicinale Sporanox 100 mg capsule che si deve fare un ciclo di 2 capsule 2 volte al giorno per 2 settimane, ora mi chiedo come mai il medico mi ha prescritto una cura così ridotta?? farà effeto lo stesso? 2 capsule al giorno per 2 settimane mi sembra eccessivo ma 2 capsule una volta a settimana mi sembra molto poco, quale sarà la dose giusta da prendere?
    La ringrazio per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi atterrei alla dose prescritta dal medico, piuttosto chiedendo direttamente a lui conferma (magari chiedendo in modo delicato, dicendo che non si ricorda più e si chiedeva se la dose del foglietto illustrativo fosse corretta).

      Purtroppo io non posso consigliare o modificare terapie, mi dispiace.

  12. Anonimo

    buondi . da oltre due anni soffro di una forma di onicomicosi ai piedi con desquamazione e prurito nei talloni .dita,e pianta .cosa ne pensa

  13. Anonimo

    da 2 anni ho una macchia scura sul lato dell’alluce con la scortificazione hanno detto che avevo una candida, ma nonostante le cure con quella specie di smalto che mi fa comprare il dermatologo la macchia è sempre lì e sotto l’unghia esce come una polvere di unghia che tolgo con l’attrezzo, cosa fare mi sono scocciata di comprare sempre questi prodotti, perché la macchia è sempre lì senza muoversi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha già segnalato allo specialista l’assenza di risultati?

  14. Anonimo

    BUONA SERA DOTTORE DA CIRCA TRE MESI MI SONO ACCORTA DI AVERE (SE C’ERA PRIMA NON LO PERCHE’ ASINTOMATICA ) NEL DITO MIGNOLO UNA RIGA NERA ALL’INIZIO PENSAVO FOSSE UN COAGULO DI SANGUE COSI ASPETTAVO CHE L’UNGHIA CRESCESSE PER TAGLIARE MAN MANO LA RIGA PERO’ SEMBRA NON CRESCERE MAI L ARIGA è DI COLORE NERO ED è UNA LINEA VERTICALE NON PROVOCA NESSUN DOLORE ,COSA PUO’ ESSERE ?

    1. Anonimo

      si sull’unghia e’ verticale la linea di colore nero ho provato a raschiare e sembra che diminuisce la densita di colore poi ricompare nuovamente nero scuro

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile una visita dermatologica, ci sono condizioni che possono spiegare il sintomo che il più delle volte non sono pericolose, ma che vanno verificate dallo specialista con ragionevole tempestività.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Probabilmente no ma è difficile dire qualsiasi cosa senza vedere la lesione, per sicurezza faccia una visita dermatologica. Saluti

  15. Anonimo

    Buon giorno dottore,
    il medico di famiglia (in Spagna) mi ha prescritto terbinafina (Lamisil) per un fungo all’alluce sinistro, con terapia intermittente: 2 compresse/giorno (tot. 500 mg) per 7 giorni, poi pausa di 20 giorni e ripetere il ciclo. Ho giá completato 3 cicli. Dopo il 2º ciclo l’unghia stava ricrescendo pulita, tuttavia poi il fungo ha ripreso il sopravvento. Il medico mi ha detto di fare una pausa piú lunga (adesso sono 36 giorni di pausa) e ripetere altri 3 cicli. Vedo dal suo articolo che la FDA raccomanda invece una terapia continua con 1 compressa al giorno per 12 settimane. Ritiene che la terapia continua possa essere piú efficace? Pensa che dovrei parlarne col medico?
    Vorrei inoltre sapere se la terbinafina rende foto-sensibili. Infatti dovrei fare una seduta di depilazione laser, l’infermiera del centro estetico mi ha detto che non ci sono problemi con questo medicinale, ma gradirei avere una conferma. La ringrazio molto.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, probabilmente è uno schema terapeutico meno impegnativo che al suo medico ha dato in altri casi buoni risultati, ma effettivamente la cura spesso deve essere fatta continuamente per mesi. Ne parli con lui. Secondo scheda tecnica è un farmaco che non dà problemi di fotosensibilizzazione. saluti

  16. Anonimo

    Salve dottore da qualche mese soffro da micosi all’alluce del piede sinistro. Ne ho parlato con il mio medico di famiglia qualche giorno fa’ e mi a prescritto lo sporanox da prendere più volte giorno e uno smalto da trattare sull’unghia. Ma mi SNO accorta che le compresse mi danno fastidio allo stomaco. Ce qualche altro farmaco che posso prendere in sostituzione a quello? Grazie.

  17. Anonimo

    È vero che la candeggina è sufficiente a guarire dal fungo del piede?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo no, soprattutto se parliamo di onicomicosi, anche se può essere un buon trattamento complementare.

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