Onicomicosi (micosi alle unghie): terapia, rimedi e cura

Ultimo Aggiornamento: 1115 giorni

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Il presente articolo tratta in modo piuttosto tecnico il trattamento terapeutico delle onicomicosi; nel caso si desiderasse leggere un’introduzione più semplice alla patologia è possibile fare riferimento all’articolo principale: Micosi alle unghie (onicomicosi): sintomi, prevenzione e cura.

Introduzione

Le onicomicosi rappresentano, da sole, un terzo delle infezioni micotiche della pelle.

Solo il 50 per cento circa delle distrofie (degenerazione strutturale e funzionale) ungueali è causato dai funghi quindi, prima di iniziare la terapia, è sempre opportuno confermare la diagnosi con l’aiuto di un dermatologo (attraverso la preparazione di idrossido di potassio, con la coltura o con l’esame del tessuto).

Attualmente i pazienti hanno a disposizione farmaci antimicotici di ultima generazione, più efficaci dei precedenti e in grado di curare le onicomicosi con maggior facilità. La terbinafina (Lamisil®) e l’itraconazolo(Sporanox®, Triasporin®) sono i due principi attivi di prima linea e, anche se la Food and Drug Administration non ha approvato l’uso del fluconazolo (Diflucan®) come terapia per le micosi delle unghie, i primi dati sull’efficacia di questo principio attivo sembrano promettenti.

La terapia orale continua con la terbinafina è maggiormente efficace contro i funghi dermatofiti, responsabili della maggior parte degli episodi di onicomicosi. La terapia intermittente con l’itraconazolo è sicura ed efficace come terapia di breve periodo, ma è più economica e conveniente.

Se tenuti sotto stretto controllo medico, i pazienti in terapia con gli agenti antimicotici di ultima generazione hanno buone probabilità di guarire dall’onicomicosi e dalle sue complicazioni.

La micosi dell’unghia (Tinea unguium) è un’infezione micotica del letto, della matrice o della lamina dell’unghia; le unghie dei piedi sono colpite con maggior frequenza rispetto a quelle delle mani. Le onicomicosi rappresentano, da sole, un terzo delle infezioni micotiche tegumentarie e il 50 per cento dei disturbi a carico delle unghie. L’onicomicosi colpisce in particolar modo gli adulti, soprattutto gli over 60: l’incidenza di quest’infezione è probabilmente maggiore rispetto al 2 per cento riferito, e potrebbe arrivare fino al 14 per cento. L’incidenza è aumentata rispetto al passato per via delle scarpe chiuse, dell’esposizione delle unghie negli spogliatoi e della diffusione dei diversi ceppi di funghi.

L’onicomicosi non è soltanto un problema cosmetico, anche se le persone colpite da quest’infezione spesso si sentono a disagio per via dell’aspetto decisamente brutto delle loro unghie. In alcuni casi l’infezione limita la mobilità, e quindi può ostacolare indirettamente la circolazione periferica, facendo peggiorare le patologie come la stasi venosa e le ulcere diabetiche dei piedi. Le micosi delle unghie si possono diffondere in altre parti del corpo e, in alcuni casi, possono essere contagiose.

Le unghie possono essere infettate dai dermatofiti, dai lieviti e dai funghi non dermatofiti. La rilevanza clinica dei funghi non dermatofiti non è certa, perché potrebbe trattarsi di organismi infettivi non veramente patogeni.

Classificazione

Onicomicosi subungueale distale

Il tipo più diffuso di Tinea unguium è l’onicomicosi subungueale distale o, in alternativa, distale-laterale. L’onicomicosi subungueale distale può colpire le unghie dei piedi e/o delle mani ed è sempre presente un’infezione da Tinea pedis, più o meno grave. L’infezione di norma è provocata dal Trichophyton rubrum, che invade il letto ungueale e la parte inferiore del corpo dell’unghia, iniziando dalla cuticola (eponichio) e poi migrando per prossimità attraverso la matrice ungueale sottostante. La tendenza alla comparsa dell’onicomicosi subungueale distale probabilmente dipende da fattori ereditari.

Onicomicosi bianca superficiale

I casi di onicomicosi bianca superficiale rappresentano soltanto il 10 per cento di tutte le infezioni micotiche sulle unghie. Questo disturbo di solito colpisce le unghie dei piedi, è causata da determinati funghi che invadono direttamente gli strati superficiali del corpo ungueale e formano chiazze opache, con bordi ben definiti e di colore bianco. Con il progredire del disturbo le chiazze si uniscono e coprono l’intera unghia che diventa ruvida e fragile, sbriciolandosi con facilità. L’agente patogeno collegato con maggior frequenza a questo disturbo è il Trichophyton mentagrophytes.

Onicomicosi subungueale prossimale

L’onicomicosi subungueale prossimale è il tipo di Tinea unguium che si manifesta con minor frequenza nei pazienti sani. Si verifica quando l’agente infettivo, di norma il T. rubrum, invade l’unghia attraverso la cuticola, penetra nell’unghia appena formata e poi migra distalmente. Le unghie dei piedi e quelle delle mani sono colpite con uguale frequenza. Questa forma di onicomicosi di solito si verifica in pazienti con problemi a carico del sistema immunitario ed è considerata un sintomo del virus dell’immunodeficienza umana. L’onicomicosi subungueale prossimale può anche essere dovuta a un trauma locale.

Onicomicosi da candida

I pazienti affetti da candidosi mucocutanea cronica possono sviluppare infezioni micotiche delle unghie. Le varie specie di candida sono in grado di invadere le unghie già danneggiate da infezioni o traumi. La paronichia da candida colpisce con maggior frequenza le mani e di solito si verifica in pazienti che tengono le mani in acqua a lungo.

Onicomicosi totale distrofica

L’onicomicosi totale distrofica può essere una conseguenza diretta di una qualsiasi delle quattro forme principali viste, è caratterizzata dalla distruzione totale del corpo ungueale.

Diagnosi

La diagnosi differenziale mira ad escludere altre malattie che possono essere scambiate per infezioni da funghi sull’unghia:

  • la psoriasi,
  • il lichen planus,
  • la dermatite da contatto,
  • i traumi,
  • i tumori del letto ungueale,
  • la sindrome delle unghie gialle.

Si può escludere la presenza di funghi quando tutte le unghie delle mani o dei piedi presentano il disturbo.

Come ottenere il campione

La tecnica usata per ottenere il campione e sottoporlo ad analisi dipende dalla zona colpita dall’infezione.

  1. Nell’onicomicosi subungueale distale la concentrazione del fungo è massima all’interno del letto ungueale, quindi dopo aver tagliato le unghie corte, è possibile ottenere il campione usando una piccola curetta od un bisturi; il campione deve essere ottenuto dal letto ungueale, il più vicino possibile alla cuticola. Un secondo campione dovrebbe essere raccolto dal lato inferiore del corpo ungueale.
  2. Nell’onicomicosi bianca superficiale è possibile usare un bisturi od una curetta per grattare la superficie dell’unghia o la zona bianca e rimuovere le parti infette.
  3. Nell’onicomicosi superficiale prossimale il letto ungueale sano dovrebbe essere leggermente sollevato con un bisturi. Per rimuovere il materiale dal letto ungueale prossimale, il più vicino possibile alla lunula è possibile usare una curetta appuntita.
  4. Nell’onicomicosi da candida, il materiale infetto dovrebbe essere raccolto dai margini ungueali prossimali e laterali.

Cura e terapia

Da sempre la cura delle micosi dell’unghia è abbastanza complicata, la griseofulvina somministrata per via orale è in commercio da molti anni, ma si tratta di un farmaco a spettro ristretto che deve essere somministrato per molto tempo e presenta alti tassi di ricaduta. La forma orale del ketoconazolo è molto più efficace ma presenta il rischio di epatotossicità (disturbi del fegato).

L’onicomicosi, in passato, è stata a lungo curata con preparazioni antimicotiche per uso topico che tuttavia sono scomode da usare e spesso hanno risultati deludenti. La terapia con l’avulsione ungueale combinata con la terapia topica si è dimostrata leggermente più efficace, però quest’approccio può risultare più dispendioso in termini di tempo, più inabilitante e doloroso.

La FDA (Food and Drug Administration) ha approvato lo smalto ciclopirox (non ancora disponibile in Italia) per la terapia topica dell’onicomicosi da lieve a moderata senza coinvolgimento della lunula e causata dalla T. rubrum. La terapia con il ciclopirox è sicura e relativamente poco costosa, ma si dimostra efficace solo in rari casi.

Negli ultimi anni i risultati delle terapie dei pazienti affetti da micosi dell’unghia sono migliorati considerevolmente, soprattutto grazie all’introduzione di farmaci antimicotici per uso orale più efficaci dei precedenti. I dati attuali consigliano l’uso di questi nuovi agenti nell’ambito di terapie individualizzate che considerano i profili dei pazienti, le caratteristiche delle unghie, gli agenti infettivi, il potenziale di tossicità e di interazione del farmaco e le terapie adiuvanti.

Gli antimicotici triazolici e le allilamine hanno in gran parte sostituito la griseofulvina ed il ketoconazolo come farmaci di prima linea per la terapia dell’onicomicosi: questi principi attivi permettono di effettuare terapie più brevi, più efficaci e con meno ricadute. Tra di essi la terbinafina e l’itraconazolo sono quelli usati con maggior frequenza, e anche il fluconazolo sta rapidamente prendendo piede.

Tutti questi farmaci possiedono caratteristiche che ne aumentano l’efficacia:

  • penetrazione rapida nell’unghia e nel letto ungueale,
  • permanenza nell’unghia per mesi dopo la fine della terapia,
  • profili di sicurezza generalmente buoni.

Le ricerche pubblicate che misurano la “guarigione micotica” (preparazione a base di idrossido di potassio negativa o colture negative) e la “guarigione clinica” (morfologia normale delle unghie) hanno dimostrato l’efficacia di tutti e tre i farmaci.

Terbinafina

La terbinafina (Lamisil®) è un principio attivo allilaminico efficace contro i funghi dermatofiti, responsabili della maggior parte dei casi di onicomicosi. Questo principio attivo è notevolmente meno efficace contro i non dermatofiti, ad esempio contro le varie specie della candida e contro le muffe.

Gli effetti collaterali, tra cui ricordiamo il mal di testa, l’eritema e i disturbi gastrointestinali sono riportati con maggior frequenza dopo l’assunzione di terbinafina che non dopo l’assunzione di placebo, tuttavia gli effetti collaterali sono rari e guariscono sospendendo il farmaco. La terbinafina, a causa del suo metabolismo epatico, ha purtroppo diverse interazioni importanti con altri farmaci:

Farmaco o classe di farmaci Terbinafina Itraconazolo Fluconazolo
Benzodiazepine È controindicato l’uso concomitante del midazolam e del triazolam; l’uso delle altre benzodiazepine è sconsigliato. L’uso concomitante è da evitare perché aumenta l’effetto sedativo.
Cimetidina Possibile aumento dei livelli della terbinafina Diminuzione dell’assorbimento dell’itraconazolo Possibile diminuzione dei livelli del fluconazolo
Neutralizzatori del pH gastrico (istamina antagonisti o H2-bloccanti, inibitori della pompa protonica, sucralfato) La terapia va monitorata attentamente, perché l’assorbimento dell’itraconazolo diminuisce, mentre il pH gastrico aumenta
Statine L’uso concomitante è controindicato perché sono stati riferiti casi di rabdomiolisi
Idroclorotiazide e farmaci combinati Possibile aumento dei livelli di fluconazolo
Ipoglicemici orali (di tutti i tipi) Possibile ulteriore diminuzione della glicemia Rischio di ipoglicemia grave
Chinidina Uso concomitante controindicato perché sono state riferite aritmie ventricolari
Pimozide Uso concomitante controindicato perché sono state riferite aritmie ventricolari
Rifampicina Possibile diminuzione dei livelli della terbinafina Possibile diminuzione dei livelli del fluconazolo
Teofillina Possibile aumento dei livelli della teofillina
Warfarin Riferite emorragie Aumento del rischio di emorragie Aumento del rischio di emorragie

Alcuni pazienti in terapia con la terbinafina hanno riferito complicazioni rare ma gravi, come l’epatite colestatica, la discrasia ematica e la sindrome di Stevens-Johnson, quindi, prima di iniziare la terapia con la terbinafina è opportuno fare gli esami del sangue (enzimi epatici ed emocromo completo, comprese le piastrine) e, durante la terapia, è consigliabile ripeterli ogni quattro, sei settimane. La terapia a base di terbinafina dovrebbe essere interrotta se i valori dell’aspartato aminotransferasi o dell’alanina amino transferasi aumentano fino a raggiungere il doppio o più del valore normale.

La FDA raccomanda un dosaggio di 250 mg/dì di terbinafina (1 compressa al giorno di Lamisil® od equivalente), per 12 settimane consecutive nel caso di infezione alle unghie dei piedi e di sei settimane nel caso di infezione delle unghie delle mani.

Le ricerche hanno dimostrato che questo regime terapeutico, nel caso delle unghie dei piedi, ha un tasso di guarigione micotica variabile tra il 71 e l’82 per cento e un tasso di guarigione clinica variabile tra il 60 e il 70 per cento. Le terapie più brevi ed il dosaggio intermittente della terbinafina sembrano promettenti, stando a quanto indicato da alcune ricerche minori, ma i dati non sono ancora sufficienti per consigliare l’uso di terapie di questo tipo.

Itraconazolo

L’itraconazolo (Triasporin® e Sporanox®) è un nuovo farmaco della famiglia dei triazoli, con un ampio spettro antimicotico che comprende i dermatofiti, molti funghi non dermatofiti e diverse specie di candida. Il mal di testa, le eruzioni cutanee ed i disturbi gastrointestinali si verificano nel 7 per cento circa dei pazienti in terapia, ma la tossicità epatica è rara.
L’itraconazolo è metabolizzato dal sistema epatico del citocromo P450, quindi possono verificarsi interazioni significative con altri farmaci (vedi tabella precedente): in particolare è controindicato l’uso concomitante dell’itraconazolo con la chinidina e la pimozide, per il rischio di aritmie ventricolari. È inoltre controindicato l’uso concomitante dell’itraconazolo e delle statine, come l’atorvastatina (Torvast®), per via dell’aumento del rischio di rabdomiolisi. L’itraconazolo, poi, non dovrebbe essere assunto insieme a determinate benzodiazepine (ansiolitici, tranquillanti e sonniferi), come il midazolam e il triazolam (Halcion®, Songar®), perché aumenta la sedazione e presenta un rischio di compromissione delle vie aeree.
Il pH gastrico troppo elevato ostacola l’assorbimento dell’itraconazolo, pertanto l’efficacia di questo principio attivo antimicotico potrebbe essere compromessa dall’assunzione concomitante degli H2-antagonisti, come la ranitidina (Zantac® e Ranidil® per esempio) e la famotidina (Gastridin®, MyliconAcid®), e degli inibitori della pompa protonica, come l’omeprazolo (Mepral®, Omeprazen®) ed il lansoprazolo (Lanosx®, Limpidex®). Per questo motivo, l’itraconazolo dovrebbe essere assunto durante i pasti.

Il dosaggio consigliato dalla FDA per l’itraconazolo e di 200 mg/dì (in genere due compresse al giorno), per 12 settimane consecutive nel caso di infezioni delle unghie dei piedi e di sei settimane consecutive nel caso delle unghie delle mani. La FDA ha approvato la terapia intermittente solo nel caso di infezione delle unghie delle mani. La terapia intermittente consiste in 200 mg/2 volte dì per una settimana al mese, ripetuti per due o tre mesi (cioè per due o tre volte).

Il dosaggio, somministrato per 3 o 4 volte, si è dimostrato efficace per la terapia delle onicomicosi dei piedi. Gli studi finora pubblicati hanno dimostrato percentuali di successo simili per le terapie continue e intermittenti, con percentuali di guarigione micotica variabili tra il 45 e il 70 per cento e percentuali di guarigione clinica variabili tra il 35 e l’80 per cento.

È consigliato il monitoraggio degli enzimi epatici prima dell’inizio della terapia continua e ogni 4-6 settimane durante la terapia. Non sono invece necessari controlli nel caso della terapia intermittente.

Fluconazolo

Il fluconazolo, come l’itraconazolo, è efficace contro i dermatofiti comuni, le specie di Candida e alcune specie di funghi non dermatofiti. Gli effetti collaterali come la nausea, il mal di testa, il prurito e le anomalie negli enzimi epatici, sono riferiti nel 5 per cento circa dei pazienti in terapia. Gli effetti collaterali, però, scompaiono dopo l’interruzione della terapia con il fluconazolo. L’assorbimento del principio attivo non è influenzato dal pH gastrico e non è in alcun modo legato alla soppressione dell’acidità o all’assunzione di particolari alimenti. Tuttavia il fluconazolo ha altre interazioni farmacologiche importanti (vedi tabella).

Attualmente la FDA non approva il fluconazolo per la terapia dell’onicomicosi, tuttavia i primi dati sull’efficacia sembrano promettenti. L’attenzione dei ricercatori si concentra sul dosaggio di 450 mg una volta a settimana, che sfrutta la farmacocinetica del principio attivo per diminuire i costi della terapia, diminuire la percentuale di effetti collaterali e migliorare potenzialmente il decorso del disturbo.

In uno studio in doppio cieco su pazienti affetti da onicomicosi delle unghie delle mani, il fluconazolo assunto in dosaggio di 450 mg una volta a settimana per tre mesi si è dimostrato connesso a una percentuale di guarigione clinica pari al 90 per cento e all’eliminazione quasi totale del fungo.

Dosaggi inferiori si sono dimostrati leggermente meno efficaci.

Tra la terapia e il placebo non sono state osservate differenze nei rischi di complicazioni.

I dati finora pubblicati relativi all’uso del fluconazolo nelle infezioni micotiche delle unghie dei piedi hanno evidenziato percentuali di “miglioramento clinico” (meno del 25 per cento delle unghie non guarite) variabili tra il 72 e l’89 per cento, mentre il placebo si è fermato a una percentuale del 3 per cento. La durata delle terapie prese in considerazione da queste ricerche andava da un mese ai nove mesi, con un vantaggio minimo, ma comunque misurabile, per terapie più lunghe.

Farmaco antimicotico Indicazioni Dosaggio Controlli ed esami
Terbinafina Terapia di prima linea per le infezioni da funghi dermatofiti (maggior parte dei casi di onicomicosi) 250 mg/dì per 6 settimane per la cura delle unghie delle mani e per 12 settimane per la cura delle unghie dei piedi Emocromo completo, ALT e AST prima di iniziare la terapia. Da ripetere ogni 4, 6 settimane durante la terapia.
Itraconazolo Terapia alternativa di prima linea per le infezioni da funghi dermatofiti Terapia continua: 200 mg/dì per 6 settimane per le unghie delle mani e per 12 settimane per le unghie dei piedi ALT e AST prima di iniziare. Da ripetere ogni 4, 6 settimane durante la terapia.
Terapia raccomandata per i funghi non dermatofiti e la candida Terapia intermittente: 200 mg/ 2 volte dì per 7 giorni al mese, da ripetere per 2 o tre mesi nel caso di infezioni alle unghie delle mani e per 3, 4 mesi nel caso di infezioni alle unghie dei piedi Nessuno consigliato
Fluconazolo Terapia di prima linea per le infezioni da candida, anche efficace contro i dermatofiti. Da preferire nel caso di pazienti con regimi farmacologici complicati 150 mg una volta a settimana finché l’unghia non è normale o migliora in modo accettabile (la terapia spesso richiede dai 6 ai 9 mesi) Nessuno consigliato

Esperimenti clinici comparativi

La maggior parte dei dati pubblicati relativi al trattamento delle onicomicosi hanno un uso clinico limitato. Molte ricerche sono su piccola scala ed empiriche, e sono carenti per quanto riguarda la randomizzazione e i soggetti di controllo; tuttavia recentemente sono stati pubblicati i risultati di alcuni esperimenti clinici randomizzati e più ampi. Questi studi danno spiegazioni più convincenti per la scelta di terapie più appropriate.

In una ricerca del 1998 condotta su 378 pazienti affetti da micosi alle unghie da dermatofiti, la terapia continua con la terbinafina si è dimostrata più efficace rispetto alla terapia continua con l’itraconazolo, nel caso di onicomicosi delle unghie dei piedi. Le ricerche sulle modalità di guarigione in rapporto alla terapia hanno evidenziato circa l’85 per cento di colture negative nel gruppo trattato con il farmaco, rispetto al 55 per cento del gruppo di controllo, nonché il 65 per cento di miglioramento clinico nel gruppo della terbinafina contro il 37 per cento del gruppo dell’itraconazolo.

Anche altre ricerche che hanno messo a confronto la terbinafina e l’itraconazolo sono giunte a risultati simili. Un recente esperimento clinico prospettico, in doppio cieco, randomizzato e controllato, ha messo a confronto la terapia continua con la terbinafina e la terapia intermittente con l’itraconazolo su 496 pazienti con infezioni micotiche delle unghie dei piedi. Questa ricerca, disegnata in modo ineccepibile, ha dimostrato che la terbinafina dà migliori risultati clinici e micotici a 15 mesi dopo la fine della terapia. Finora il fluconazolo non è stato considerato in nessuno degli esperimenti clinici a comparazione diretta pubblicati.

La maggior parte dei pazienti coinvolti nelle ricerche pubblicate era colpita da onicomicosi da dermatofiti, contro cui la terbinafina è il farmaco più efficace. I dati pubblicati relativi alle onicomicosi da funghi non dermatofiti e da candida sono molto limitati, ma si ritiene che i triazoli ad ampio spettro siano più efficaci contro questi agenti patogeni.

Costi

La terapia dell’onicomicosi può essere molto costosa (in genere in Italia i farmaci ad uso orale sono mutuabili). Tra i costi vanno annoverati:

  • i farmaci,
  • i vari interventi (chirurgici e non),
  • gli esami di laboratorio,
  • le visite,
  • nonché i costi connessi alla gestione degli effetti collaterali dei farmaci e delle terapie inefficaci.

Una ricerca farmacoeconomica ha messo a confronto il rapporto costo-efficacia delle terapie continue con la terbinafina e con l’itraconazolo nel caso di onicomicosi delle unghie dei piedi. I ricercatori hanno concluso che la terapia continua con la terbinafina è meno costosa, e costa un po’ più della metà di quella con l’itraconazolo. Occorre notare, tuttavia, che la terapia intermittente con l’itraconazolo è meno costosa di quella continua con lo stesso farmaco, perché si deve assumere una minore quantità di itraconazolo e non bisogna fare gli esami del sangue. La ricerca è stata effettuata sui prezzi di listino americani all’ingrosso. I costi potrebbero variare in modo significativo a causa degli standard di laboratorio, dei diversi prezzi al dettaglio, e della prescrizione sempre più frequente di farmaci non mutuabili.

Terapie ausiliarie

Oltre alle terapie orali, alcuni pazienti possono trarre benefici anche da altri tipi di terapie. L’avulsione chirurgica o chimica può essere utile nei pazienti affetti da onicomicosi grave, da grave ispessimento, da strisce longitudinali o da chiazze biancastre nell’unghia. Queste anomalie possono essere causate da un dermatofitoma, cioè da un agglomerato infettivo che reagisce poco e male alle terapie standard.

Le terapie antimicotiche protratte possono essere utili per quei pazienti in cui le unghie crescono lentamente, la cui circolazione diretta al letto ungueale è scarsa a causa di disturbi come l’occlusione vascolare periferica o il diabete o in cui l’infezione coinvolge totalmente o quasi totalmente il letto ungueale.

Possono inoltre essere utili le creme o le polveri antimicotiche per uso topico, soprattutto nei pazienti colpiti contemporaneamente da Tinea pedis.

Per migliorare i risultati della terapia e prevenire le ricadute, i pazienti devono imparare le corrette misure igieniche per i piedi (cfr Prevenzione); è consigliabile indossare quando possibile scarpe traspiranti e calzini 100 per cento in cotone, e di tenere i piedi asciutti durante il giorno. La diffusione di infezioni con caratteristiche simili nella stessa casa o struttura residenziale e nelle strutture con bagni pubblici fa decisamente propendere per la protezione dei piedi nelle aree a rischio.

Probabilmente per alcuni tipi di infezione da Tinea rubrum ci può essere una predisposizione ereditaria, in questi casi può essere presa in considerazione la profilassi per tutta la famiglia.

Onicomicosi in età pediatrica

L’onicomicosi nei bambini è piuttosto rara, si stima che la sua incidenza sia intorno allo 0,2 per cento. Nella maggior parte dei casi l’onicomicosi colpisce bambini immunosoppressi (ad esempio con sindrome da immunodeficienza acquisita, sotto chemioterapia o con sindrome da immunodeficienza congenita), con precedenti familiari gravi di onicomicosi o con micosi cutanea estesa (Tinea capitis o Tinea pedis).

La griseofulvina rimane il pilastro della terapia dell’onicomicosi nei bambini, tuttavia la sua efficacia è variabile e le ricadute sono frequenti. I nuovi farmaci in commercio potrebbero migliorare i risultati tradizionalmente mediocri di questa terapia in questa fascia d’età.

La FDA non ha ancora approvato l’uso della terbinafina nei bambini, tuttavia alcune ricerche hanno dimostrato che la terbinafina è sicura e abbastanza efficace nella terapia della Tinea capitis e, infatti, questo farmaco è in vendita in diversi paesi proprio per quest’uso.

In alcuni studi più limitati, anche l’itraconazolo si è dimostrato sicuro ed efficace per la terapia della Tinea capitis. Quando saranno stabilite la sicurezza e l’efficacia della terbinafina e dell’itraconazolo per le terapie di lungo periodo necessarie nel caso delle infezioni alle unghie, questi due farmaci potrebbero diventare le terapie principali per l’onicomicosi nei bambini.

Prevenzione

Alcuni consigli pratici per coadiuvare la terapia e prevenire le ricadute dell’onicomicosi:

  1. Indossare calzini 100 per cento cotone e cambiarli frequentemente.
  2. Scegliere scarpe traspiranti.
  3. Proteggere i piedi nelle vasche, nelle piscine e nelle docce usate anche da altre persone.
  4. Tenere i piedi asciutti durante la giornata.
  5. Riconoscere e curare la Tinea pedis.
  6. Tenere sotto controllo e cercare di migliorare le malattie croniche (tenere sotto controllo il diabete, smettere di fumare, …)

Insuccesso della terapia e ricadute

Le percentuali di insuccesso delle terapie possono essere ricavate dai risultati degli esperimenti pubblicati, invece quelle relative alle ricadute sono più difficili da ottenere.

Il follow-up a seguito della terapia è lungo, i tassi di ricaduta di diverse ricerche sono significativi o non vengono riportati, e la maggior parte delle ricerche non permette di incrociare le varie terapie. Inoltre, soprattutto nel caso di risultati che dimostrano unicamente un miglioramento clinico (e non la cura dell’unghia né il ritorno a un aspetto normale delle unghie), i criteri di valutazione non sono standardizzati e spesso comprendono affermazioni soggettive difficili da quantificare.

Le ricerche finora pubblicate non hanno affrontato nello specifico la gestione dell’insuccesso della terapia o delle ricadute, nonostante queste difficoltà ci possono essere diverse misure utili per gestire l’insuccesso della terapia o le ricadute.

Il primo passaggio è la conferma dell’esame micologico, se la diagnosi iniziale era basata sulla sola preparazione di idrossido di potassio, la coltura di campioni accuratamente raccolti è obbligatoria. I risultati dell’esame micologico spesso identificano diversi microrganismi, tra cui possono figurare anche funghi non patogeni, quindi le terapie dovrebbero essere mirate al microrganismo o ai microrganismi che con maggiore probabilità causano il disturbo. Quando si interpreta il risultato dell’esame micologico, può essere utile consultare un microbiologo o un infettivologo.

Ricordiamo che gli esperti sono preoccupati per lo sviluppo di farmacoresistenza tra gli agenti patogeni micotici, soprattutto a causa dell’uso sempre più diffuso della terapia sistemica con il fluconazolo in caso di candidosi orofaringea e vaginale ricorrente. Al momento tuttavia le conseguenze della resistenza ai farmaci antimicotici sulla terapia delle onicomicosi non sono ancora chiare.

Studi clinici attenti potrebbero identificare i pazienti o le caratteristiche dell’unghia che ostacolano la terapia; questi fattori, poi, potrebbero essere gestiti con opportune modifiche della terapia o con provvedimenti ausiliari. Grazie alla maggiore efficacia, la terapia antimicotica continua dovrebbe essere presa in considerazione per quei pazienti in cui la terapia intermittente non ha successo o dà luogo a ricadute.

 

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Fiorella

    Intanto correggo(parafarmacia), ho iniziato ad usarlo, speriamo bene. Grazie e bn settimana.

  2. Gilda

    Ho scoperto di avere la paronichia …quali farmaci posso usare dal momento che allatto ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci; le confermo però che il medico non avrà difficoltà a suggerirle farmaci compatibili con l’allattamento.

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