Occhio di pernice sul piede: rimedi per toglierlo

Ultimo Aggiornamento: 22 giorni

Introduzione

L’occhio di pernice è un eccesso di pelle, simile ad un callo, che si forma nei piedi, in particolare

  • tra le dita,
  • sulla parte superiore delle dita,
  • sulla pianta del piede.

Il termine medico è tiloma e consiste in un ispessimento duro o molle dello strato più esterno dell’epidermide, detto strato corneo, con tendenza ad estendersi agli strati di cute sottostante provocando dolore.

A differenza dei calli veri e propri, l’occhio di pernice

  • è più piccolo,
  • interessa esclusivamente i piedi, mentre i calli possono formarsi sia sui piedi sia sulle mani.

I sintomi sono gli stessi, così come l’interessamento dello strato corneo della pelle.

Cause

L’occhio di pernice si sviluppa generalmente a causa di

  • uno sfregamento costante e ripetuto o
  • per una forte pressione

esercitati su una parte del piede, spesso dovuti all’utilizzo di scarpe nuove o poco comode.

Le persone più a rischio di sviluppare questo tipo di tiloma sono quindi:

  • chi indossa regolarmente scarpe con i tacchi o troppo strette,
  • chi sta a lungo in piedi,
  • chi pratica sport,
  • chi non allaccia le scarpe, abitudine frequente tra i giovani,
  • chi ha i piedi
    • con una forma particolare o con deformità solitamente su base congenite,
    • con ossa prominenti o pelle particolarmente sottile tra le dita,
    • con borsite, un’infiammazione di una borsa, ossia di una sorta di cuscinetto protettivo e di supporto presente in prossimità di un’articolazione,
    • con dita a martello e alluce valgo.

In tutti questi casi, si avrà un’errata posizione del piede all’interno della scarpa; il piede può risultare più scivolato o compresso con conseguente sfregamento continuo o maggiore pressione di una parte di esso, generalmente tra le dita, dove si forma più frequentemente l’occhio di pernice.

Sintomi

Il sintomo più comune dell’occhio di pernice è il dolore, per l’approfondimento dell’ispessimento calloso negli strati più interni dell’epidermide, quelli a contatto con i nervi.

Gli altri sintomi sono conseguenti alla sintomatologia dolorosa e comprendono:

  • gonfiore della zona interessata,
  • difficoltà a camminare,
  • difficoltà a stare per lungo tempo in piedi,
  • difficoltà ad indossare le solite calzature.

Generalmente l’occhio di pernice ha una consistenza dura e si presenta come un piccolo rigonfiamento, rugoso al centro. In altri casi può avere una consistenza più molle ed apparire biancastro e ruvido al tatto.

Può interessare qualsiasi parte del piede, con maggior frequenza degli spazi compresi tra le dita, soprattutto tra il quarto e quinto dito. In questi casi insieme al dolore, è possibile che si manifestino anche infezioni da batteri o funghi trattandosi di una zona del piede più fragile perché maggiormente umida, più esposta alla produzione di sudore e alla macerazione.

Complicazioni

A parte una possibile e curabile infezione da batteri o funghi nel caso di occhio di pernice molle, favorito dal sudore e dalla maggiore umidità presente tra le dita dei piedi, questa sorta di callo in persone sane, non da complicazioni e quindi non deve destare alcuna preoccupazione.

Occhio di pernice e diabete

L’occhio di pernice potrebbe essere causa di complicazioni severe per coloro che soffrono di diabete. L’occhio di pernice in un diabetico infatti, per la concomitante presenza di una cattiva circolazione del sangue, potrebbe

  • infiammarsi,
  • infettarsi con produzione di pus,
  • aprirsi in ulcere, anche profonde e difficilmente guaribili.

Il paziente diabetico potrebbe non accorgersi subito di queste complicanze, dal momento che la condizione si può associare ad alterazioni del sistema nervoso periferico (note come neuropatia diabetica) che riducono la sensibilità al dolore: in pratica anche in presenza di tagli, ferite, ustioni o congelamento il diabetico può non avvertire dolore.

Quando rivolgersi al medico?

Tutti i diabetici che presentano uno o più occhi di pernice è bene che si rivolgano al medico per prevenire possibili complicanze. In ogni caso si può sempre consultare il medico per

  • chiedere consigli sui possibili rimedi e cure,
  • quando i trattamenti praticati hanno fallito,
  • se l’occhio di pernice provoca molto dolore
  • se tende a recidivare (ossia guarisce ma poi si ripresenta più volte, nel tempo).

Il medico, podiatra o podologo non avrà alcuna difficoltà nella diagnosi:

  • l’occhio di pernice è facilmente visibile ad occhio nudo
  • e non richiede nessun esame in particolare per la sua valutazione.

Importante, una volta diagnosticato, è ricercarne le cause scatenanti che ne hanno provocato la formazione, per poterlo trattare nel migliore dei modi ed evitare che si ripresenti.

Come si cura?

Il trattamento dell’occhio di pernice si basa innanzitutto sulla ricerca ed eliminazione della causa o delle cause scatenanti lo sfregamento ripetuto o la forte pressione che ne ha determinato la formazione.

Una volta eliminata la/e causa/e, le possibili cure praticabili danno generalmente buoni risultati nel giro di poche settimane e comprendono l’utilizzo di vari rimedi naturali contro l’ispessimento della parte di piede colpita.

Ci sono in commercio molti prodotti che possono ammorbidire e ridurre l’ispessimento della pelle causato dall’occhio di pernice e, in taluni casi, anche cercare di prevenirlo. Alcuni prodotti infatti possono fungere da cuscinetti protettivi contro possibili sfregamenti o pressioni del piede durante il movimento o favorire una più comoda posizione del piede anche se si sono indossate scarpe poco comode. Tra questi rimedi, ricordiamo

  • creme idranti, ad esempio creme all’urea,
  • pediluvi caldi con sali inglesi o bicarbonato,
  • cerotti in gomma,
  • imbottiture morbidi o solette per le scarpe,
  • dischi in silicone da inserire intorno alle dita ammalate per evitare compressioni,
  • liquidi o gel ad azione antiinfiammatoria, a base di acido salicilico.

Quest’ultimo rimedio non va usato in presenza di diabete, di malattie dei vasi o dei nervi periferici (note come arteriopatia e neuropatia periferica), o se la pelle del piede è fragile, molto secca o presenta delle ferite.

Un occhio di pernice infetto, quindi molto dolente, gonfio, arrossato, con presenza di pus o ulcere richiede una cura antibiotica e la sua asportazione per mano del medico.

La rimozione chirurgica dell’occhio di pernice da parte del medico è un’opzione a cui ricorrere, quando gli altri rimedi naturali non hanno funzionato. Si effettua in ambulatorio ed il medico effettuerà una piccola incisione per rimuovere l’ispessimento calloso.

Generalmente questo trattamento non procura alcun fastidio o dolore, trattandosi di pelle dello strato corneo, priva di recettori per il dolore: in pratica si eliminano cellule dell’epidermide che hanno già completato il loro ciclo vitale e sono di fatto morte.

La rimozione dell’occhio di pernice deve avvenire solo ed esclusivamente per mano di un professionista esperto: rivolgersi ad altre persone, o peggio tentare da soli di rimuoverlo, potrebbe causare ferite ed infezioni.

Prevenzione

I consigli da seguire dopo aver curato un occhio di pernice per evitare che si possa riformare o formare in un’altra parte del piede, sono pochi e semplici. Una buona prevenzione comprende:

  • mantenere un corretta igiene dei piedi,
  • utilizzare saponi idratanti e antibatterici,
  • asciugare sempre in modo accurato i piedi, dopo averli lavati, evitando che alcune zone restino più bagnate e quindi più umide (specie gli spazi tra le dita)
  • fare un pediluvio ogni tanto ed eliminare delicatamente le piccole aree più dure ed ispessite del piede con la pietra pomice o con una limetta in cartone
  • utilizzare scarpe comode

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

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