Morbo di Chagas: sintomi, contagio, prevenzione e cura

Ultimo Aggiornamento: 48 giorni

Introduzione

Il morbo di Chagas si chiama così in onore del medico brasiliano Carlos Chagas, che lo scoprì nel 1909. E’ causato dal parassita Trypanosoma cruzi, trasmesso agli animali ed alle persone da insetti che si trovano solo nelle Americhe, e soprattutto nelle zone rurali dell’America Latina dove la povertà è molto diffusa.

Il morbo di Chagas (cioè l’infezione da T. cruzi) è anche detto tripanosomiasi americana.

Si stima che in Messico, America Centrale e Sudamerica da 8 a 11 milioni di persone siano affette dalla malattia di Chagas, e la maggior parte di esse non ne sia consapevole. Se non viene curata l’infezione dura per tutta la vita e può mettere in pericolo la vita del paziente.

Gli effetti del morbo di Chagas non si limitano alle zone rurali dell’America Latina in cui il contagio avviene tramite gli insetti, le migrazioni su larga scala dalle zone povere alle zone urbane dell’America Latina e verso altre parti del mondo hanno modificato la distribuzione geografica, diffondendo la malattia. Negli Stati Uniti e nelle altre regioni dove attualmente il morbo di Chagas fa registrare casi pur senza essere molto diffuso, le strategie di controllo dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione della trasmissione tramite trasfusioni di sangue, trapianti di organi e verticale (cioè dalla madre al neonato).

Contagio

Il contagio può avvenire secondo diverse modalità.

Nelle zone in cui la malattia è endemica (cioè molto diffusa), la trasmissione principale è mediante un insetto vettore, nel caso specifico le cimici triatomine: si tratta di cimici ematofaghe (che succhiano il sangue) e si infettano mordendo un animale o una persona infetta. Una volta infette, le cimici espellono i parassiti T. cruzi con le feci. Le cimici vivono nelle case costruite con materiali come il fango, i mattoni, la paglia e con i tetti di foglie di palma.

Durante il giorno, le cimici si nascondono nelle fessure delle pareti e dei tetti, mentre durante la notte, quando gli abitanti dormono, le cimici triatomine escono allo scoperto: tendono a nutrirsi sul volto delle persone, quindi sono anche dette cimici assassine, o cimici baciatrici.

Dopo aver morso la persona e ingerito il sangue, defecano sul volto, quindi la persona può essere contagiata dal parassita T. cruzi se le feci dell’insetto penetrano nell’organismo tramite le mucose o le lesioni della pelle.

La persona che dorme, passandosi le mani sul volto, può far penetrare accidentalmente le feci nella ferita del morso, negli occhi o nella bocca.

Il contagio, inoltre, può avvenire tramite:

  • consumo di alimenti crudi contaminati con le feci delle cimici infette,
  • trasmissione congenita (dalla gestante al bambino),
  • trasfusione di sangue,
  • trapianto di organi,
  • esposizione accidentale in laboratorio.

Per le madri affette dal morbo di Chagas l’allattamento al seno di solito è considerato sicuro; tuttavia, se la madre ha delle lesioni ai capezzoli o c’è del sangue nel latte, dovrebbe tirare e buttare via il latte, finché il capezzolo non guarisce e il sangue non scompare.

Il morbo di Chagas non viene trasmesso da persona a persona come il raffreddore o l’influenza, e nemmeno tramite contatto casuale con persone o animali infetti.

Diffusione

Il morbo di Chagas è diffuso in tutto il mondo, tuttavia la trasmissione mediante insetto vettore è limitata alle Americhe, e in particolare alle zone rurali in parte del Messico, dell’America Centrale e del Sudamerica.

In alcune regioni dell’America Latina i programmi di controllo dei vettori sono riusciti a fermare questo tipo di diffusione della patologia.

Il morbo di Chagas non è invece endemico nei Caraibi, ad esempio a Porto Rico o a Cuba. Nel sud degli Stati Uniti sono stati riportati rari casi di trasmissione tramite insetto vettore.

In Italia la diffusione del Morbo di Chagas è per larga parte ignota, perchè mancano al momento dati e statistiche sui casi presenti e la malattia è ancora poco conosciuta anche fra gli addetti ai lavori, nonostante sia considerata una grave minaccia emergente. (Fonte)

Sintomi

La maggior parte delle informazioni cliniche sul morbo di Chagas deriva dall’esperienza delle persone che sono state contagiate in età pediatrica mediante trasmissione da insetto vettore. La gravità e il decorso dell’infezione possono essere diversi nelle persone contagiate in altre fasi della vita, in altri modi o da ceppi diversi del parassita T. cruzi.

Il morbo di Chagas ha due fasi diverse:

  • la fase acuta
  • e quella cronica.

Entrambe possono essere asintomatiche, oppure estremamente gravi e mettere in pericolo la vita del paziente.

Fase acuta

La fase acuta dura per le prime settimane o i primi mesi dall’infezione. Di solito passa inosservata perché è asintomatica o i sintomi sono molto lievi, oppure non sono caratteristici del morbo di Chagas.

Tra i sintomi lamentati dai pazienti possiamo ricordare:

I sintomi evidenti durante la visita possono comprendere:

  • lieve ingrossamento del fegato o della milza,
  • gonfiore dei linfonodi
  • e gonfiore locale (chagoma) nel punto in cui il parassita penetra nell’organismo.
Chagas, sintomi

Chagas, sintomi (http://phil.cdc.gov/phil/details.asp?pid=2617)

Il segno più evidente del morbo di Chagas acuto è il segno di Romaña che comprende l’ingrossamento delle palpebre sul lato della faccia vicino al morso dell’insetto o dove l’insetto ha depositato le feci o dove le feci sono accidentalmente entrate in contatto con l’occhio.

Anche se i sintomi si sviluppano durante la fase acuta, di solito scompaiono spontaneamente, entro alcune settimane o alcuni mesi. Anche se i sintomi scompaiono, l’infezione, se non viene curata, si cronicizza. In rari casi, i bambini piccoli (mendo del 5%) muoiono per l’infiammazione/infezione grave del muscolo cardiaco (miocardite) o del cervello (meningoencefalite). La fase acuta può essere molto grave anche nei pazienti con sistema immunitario gravemente compromesso.

Fase cronica

Durante la fase cronica l’infezione può rimanere silente per decenni o addirittura per tutta la vita. Tuttavia alcuni pazienti possono soffrire di:

  • complicazioni cardiache, che possono comprendere la cardiomiopatia (ingrossamento del cuore), l’insufficienza cardiaca, l’aritmia (anomalia del battito cardiaco) e l’arresto cardiaco (morte improvvisa);
  • complicazioni dell’apparato digerente, che possono comprendere: megaesofago o acalasia (ingrossamento dell’esofago), megacolon (ingrossamento del colon) e possono comportare difficoltà nella nutrizione o nel passaggio delle feci.

Il rischio medio di sviluppare una o più di queste complicazioni durante la vita è pari al 30% circa.

Quando chiamare il medico

Il paziente dovrebbe esporre le sue preoccupazioni al medico, che lo visiterà e gli rivolgerà alcune domande, ad esempio sul suo stato di salute e sui luoghi in cui ha vissuto.

Il morbo di Chagas viene diagnosticato con gli esami del sangue. Se si scopre che siete affetti dal morbo di Chagas, dovrete effettuare un elettrocardiogramma, anche se vi sentite perfettamente bene. Probabilmente il medico vi consiglierà di rivolgervi a uno specialista per effettuare altri esami e iniziare le terapie.

Anche se i risultati dell’esame sono normali, probabilmente dovrete comunque assumere i farmaci antiparassitari per curare il morbo di Chagas.

Pericoli

Famigliari

Nel caso di diagnosi di malattia di Chagas, i famigliari della persona colpita dovrebbero fare gli esami se:

  • potrebbero essere stati contagiati con la stessa modalità vostra, ad esempio tramite insetto vettore in America Latina;
  • hanno ricevuto sangue o organi donati da voi dopo che siete stati contagiati;
  • sono vostri figli e sono nati dopo che siete stati contagiati;
  • ci sono altri motivi che inducano a pensare che siano affetti dal morbo di Chagas.

Cura e terapia

Ci sono due approcci alla terapia ed entrambi possono salvare la vita al paziente:

  • terapia antiparassitaria, che serve per uccidere il parassita;
  • terapia sintomatica, che serve per gestire i segni e i sintomi dell’infezione.

La terapia antiparassitaria è più efficace nelle prime fasi dell’infezione, ma non è limitata ai casi di morbo in fase acuta. La maggior parte dei pazienti non deve essere ricoverata in ospedale durante la terapia.

La terapia sintomatica può aiutare i pazienti affetti da complicazioni cardiache o intestinali del morbo di Chagas; ad esempio il pacemaker e i farmaci per le aritmie possono salvare la vita ad alcuni pazienti affetti da patologie cardiache croniche.

Prevenzione

Se state programmando un viaggio in una zona rurale dell’America Latina dove il morbo di Chagas è endemico, vi ricordiamo che attualmente non esistono né farmaci né vaccini in grado di prevenire il contagio.

Se dormite al chiuso, in costruzioni moderne (ad esempio con l’aria condizionata o le zanzariere), correte meno rischi di esporvi alle cimici assassine che infestano le costruzioni più povere e sono attive soprattutto durante la notte.

Per prevenire il contagio potete

  1. spruzzare i locali infestati con un insetticida ad azione residuale,
  2. coprire il letto con una zanzariera trattata con un insetticida ad azione prolungata,
  3. indossare abiti che vi proteggano ed applicare prodotti repellenti sulla pelle esposta.

Chi viaggia, inoltre, dovrebbe conoscere le altre possibili modalità di infezione, come quella tramite il sangue e quella tramite gli alimenti.

Fonte Principale: CDC

(traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Una persona che conosco, circa due anni fa, ha avuto una puntura sulla gamba dalla foglia di una palma. Un paio di giorni dopo la gamba si è arrossata e gonfiata. Il medico gli ha fatto fare tutti gli accertamenti, dall’esame del sangue risultava un’infezione. Ha preso, cortisone, antibiotici di tutti i tipi, una volta l’anno ha una febbre molto alta, la gamba si arrossa moltissimo e dopo si squama come se fosse scottata. Dopo gli antibiotici la febbre passa, ma la gamba dalla caviglia fino al ginocchio dal mattino in poi è sempre gonfia.

  2. Anonimo

    Se si fa fatica ad inghiottire e si tossisce di notte con vomito si può pensare ad un morbo di Chagas”?

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