Morbillo: foto, sintomi, vaccino e cura

Ultimo Aggiornamento: 21 giorni

Introduzione

Il morbillo è un’infezione respiratoria altamente contagiosa causata da un virus, il cui sintomo caratteristico è un rash cutaneo che inizia dalla testa e si diffonde poi in tutto il corpo; è spesso accompagnato da sintomi simil-influenzali, tra cui

  • febbre,
  • tosse,
  • naso che cola,
  • senso di malessere,
  • congiuntivite.

Poiché il morbillo è causato da un virus, non esiste alcun trattamento medico specifico e l’infezione deve fare il suo corso, ma essendo collegato a potenziali complicazioni anche molto serie è consigliabile ricorrere alla vaccinazione per prevenire il contagio fin da bambini; con l’approvazione del decreto Lorenzin il vaccino fa infatti ora parte di quelli obbligatori e verrà somministrato insieme a quelli per parotiterosolia e varicella.

Proprio grazie alla diffusione della vaccinazione era stato pressoché eradicato dal suolo italiano, purtroppo a causa del calo della percentuale dei bambini vaccinati al di sotto della soglia critica del 95%, indicata come obiettivo minimo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’infezione sta prepotentemente tornando a diffondersi creando rischi non indifferenti.

L’OMS stima che nel 2015 ci siano state più di 130000 morti nel mondo connesse al morbillo, 15 ogni ora; grazie alla diffusione della vaccinazione si era verificato un crollo delle morti, che nel 2000 erano circa l’80% in più. Si ritiene che grazie al vaccino si siano salvati in questi 15 anni più di 20 milioni di bambini ed è per questo che è importante non abbassare la guardia proprio ora.

Una volta contratta e superata la malattia se ne diventa immuni, non è quindi di norma possibile ripetere per una seconda volta la malattia.

Foto

Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Morbillivirus_measles_infection.jpg

Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Morbillivirus_measles_infection.jpg

http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Bild:Measles_enanthema.jpg&filetimestamp=20070402211711

http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Bild:Measles_enanthema.jpg&filetimestamp=20070402211711

Cause, trasmissione e contagio

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa causata dal virus Paramyxovirus, che viene trasmesso attraverso tosse e starnuti di un soggetto infetto.

Il virus è in grado di sopravvivere fino a due ore e più nell’ambiente, rendendo così possibile anche un contagio indiretto, per esempio toccando superfici infette con le mani e portando poi queste alla bocca, al naso o agli occhi.

Non sono conosciuti intervalli certi del periodo di contagiosità o della durata della dispersione, tuttavia ci sono dati sull’isolamento del virus nelle secrezioni respiratorie da 3-4 giorni prima dell’insorgenza della febbre fino a 10 giorni dopo; in altre parole il soggetto affetto da morbillo diventa contagioso già a partire da 4 giorni prima della comparsa dei sintomi.

Possiede un indice di contagiosità pari al 97-98%, ossia quasi tutti i soggetti non immuni che vengono a contatto il paziente vengono contagiati a loro volta.

Si tratta di un virus esclusivamente umano, non è quindi possibile né contagiare né essere contagiati da animali.

Sintomi

Il periodo di incubazione riportato in letteratura è compreso in un intervallo di 9-20 giorni, con un valore mediano di circa 13 giorni.

I sintomi caratteristici del morbillo sono:

  • febbre alta (fino a 40° e oltre),
  • tosse,
  • naso che cola,
  • starnuti,
  • occhi che lacrimano e/o congiuntivite,
  • palpebre gonfie e infiammate,
  • sensibilità alla luce,
  • macchie bianche in bocca,
  • dolore diffuso,
  • perdita di appetito,
  • stanchezza,
  • irritabilità,
  • eruzione cutanea (che compare 2-3 giorni dopo i precedenti sintomi).

I primi sintomi sono quindi simil-influenzali e non, come spesso si pensa, il tipico rash cutaneo, rash che è caratterizzato da un’eruzione di colore rosso o marrone-rossastro con aspetto a macchia, che compare inizialmente sulla fronte per poi propagarsi verso il basso sul viso, collo (secondo giorno) ed infine sul tutto il corpo, fino a braccia ed i piedi (terzo giorno). Raramente è accompagnato da prurito.

I puntini tendono poi a unirsi fra loro prima di sfumare gradualmente dopo qualche giorno, insieme alla scomparsa della febbre.

Si raggiunge il picco di malessere attorno al primo-secondo giorno dopo la comparsa dell’eruzione.

Una caratteristica indicativa di morbillo sono le macchie di Koplik, piccole macchie rosse con centro blu-bianco che compaiono all’interno della bocca 1-2 giorni prima dell’esantema.

La malattia dura in genere dai 7 ai 10 giorni.

Pericoli

Il morbillo in alcuni casi può essere causa di gravi complicazioni, qualsiasi sia l’età del soggetto colpito, ma sono esposti a un maggior rischio:

  • bimbi con meno di un anno,
  • bambini malnutriti,
  • soggetti con sistema immunitario indebolito,
  • adolescenti e adulti.

Le complicanze più comuni sono:

  • infezioni dell’orecchio (1 bambino su 10), che nei casi più gravi possono portare a sordità permanente,
  • diarrea, che colpisce poco meno di un bambino su 10 (con il rischio di disidratazione nei bimbi più piccoli).

I pericoli maggiori sono fortunatamente più rari, ma particolarmente temibili:

  • un caso su 20 sviluppa in genere polmonite, la causa più comune di morte a causa del morbillo,
  • un caso su 1000 sviluppa encefalite (gonfiore e infiammazione del cervello) che può causare convulsioni e disabilità intellettiva permanente.

Sono infine possibili gravi complicazioni della vista (che possono portare a cecità), cardiache ed epatiche.

La mortalità legata al morbillo è stimata in circa 1-2 casi su 1000 (fonte: CDC), mentre altre fonti risultano più caute ipotizzando 1 morte ogni 5000 casi.

Esiste infine il rischio di sviluppare panencefalite subacuta sclerosante (PESS), una malattia degenerativa cronica del sistema nervoso centrale che può manifestarsi a distanza di molti anni dal morbillo (1 caso ogni 10.000).

Nel caso di donne in gravidanza che contraggono l’infezione esiste la possibilità di andare incontro ad aborto, parto pretermine e neonato con basso peso alla nascita.

Quanto contattare il medico

È consigliabile contattare il medico appena sorga il dubbio di morbillo, che tuttavia è poco probabile che si manifesti nei soggetti vaccinati; si raccomanda che il primo contatto avvenga telefonicamente, per evitare di esporre al rischio di contagio eventuali altri pazienti e parenti presenti in studio.

Nel caso di soggetto a cui è stato diagnosticato il morbillo si raccomanda di contattare il 118 in caso di:

  • mancanza di fiato,
  • dolore al petto che peggiora con la respirazione,
  • tosse con sangue,
  • sonnolenza,
  • confusione,
  • convulsioni.

Cura e terapia

Non esiste alcun trattamento medico specifico per il morbillo, per cui in genere l’approccio si limita alla gestione dei sintomi attraverso:

  • riposo,
  • abbondante idratazione,
  • farmaci sintomatici.

Febbre e dolore vengono in genere trattati con paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan) o ibuprofene (Antalfebal, Nurofen, …), mentre va evitata l’aspirina al di sotto dei 16 anni per il rischio di sviluppo della sindrome di Reye.

I bambini con il morbillo devono essere attentamente seguiti, a causa della possibilità di sviluppo delle gravi complicazioni descritte in precedenza (otite media, laringite, diarrea, polmonite, encefalite, …), che possono richiedere l’ospedalizzazione o l’uso di antibiotici.

Nei Paesi in via di sviluppo la vitamina A è utilizzata per ridurre le complicanze e le morti associate con le infezioni da morbillo, mentre nei Paesi occidentali può essere presa in considerazione per ridurre il rischio di cecità.

Vaccino e prevenzione

I neonati sono generalmente protetti dal morbillo per 6 mesi dopo la nascita, perché l’immunità viene loro trasmessa dalle madri, se vaccinate o se immunizzate dalla malattia fatta in passato.

A parte evitare contatti con pazienti affetti dall’infezione, lo strumento di elezione per la prevenzione è il vaccino: la vaccinazione contro il morbillo, effettuata con due dosi, ha un’efficacia del 98 – 99 % e l’immunità dura tutta la vita.

Con l’introduzione del vaccino nella lista di quelli obbligatori (giugno 2017), il vaccino per il morbillo è parte della vaccinazione morbillo-parotiterosolia (MMR) o della vaccinazione morbillo-parotite-rosolia-varicella (MMRV) e viene somministrato dai 13 ai 15 mesi di età e di nuovo dai 4 ai 6 anni di età (la seconda dose è ritenuta indispensabile per il raggiungimento e il mantenimento di un’immunizzazione ottimale); di fatto quindi i bambini non ancora sottoposti alla prima dose di vaccino potrebbero essere suscettibili di contagio, problema che potrebbe diventare molto grave a causa della recente recrudescenza della malattia a causa della diminuzione di adesioni alla vaccinazione.

A causa di questo rischio in speciali circostanze può essere somministrata una prima dose a partire dai sei mesi di età, per esempio quando il bimbo sia venuto a contatto con un paziente affetto dall’infezione.

Il vaccino è efficace anche post-esposizione, a patto che venga somministrato entro 72 ore dal contatto.

Le reazioni avverse importanti sono molto rare; molti bimbi manifestano una leggera febbre e dolore nel sito di iniezione, ma reazioni potenzialmente letali si verificano in meno di un caso per milione di vaccinazioni (<0,0001%), ossia in numero sensibilmente inferiore al rischio di morte a causa di complicazioni per l’infezione (0,02% nella migliore delle ipotesi).

Come con tutti i programmi di immunizzazione vi sono importanti eccezioni e circostanze particolari da considerare. Il vaccino contro il morbillo non deve essere somministrato alle donne in gravidanza o ai bambini con la tubercolosi, leucemia o altri tumori non curati, o persone il cui sistema immunitario è compromesso per qualsiasi motivo.

Inoltre, il vaccino non dovrebbe essere somministrato ai bambini che hanno una storia di grave reazione allergica alla gelatina o all’antibiotico neomicina, in quanto sono a rischio di gravi reazioni al vaccino.

Riammissione a scuola

La legge italiana prevede la riammissione a scuola dopo 5 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee.

Fonti:

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  1. Anonimo

    In più il bambino dice di avere fame, appena mette qualche cosa in bocca che sia solido o liquido lo vomita. Beve solo acqua…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il rischio di contagio esiste.
      2. Se riesce a tenere i liquidi è comunque sufficiente, se invece anche piccole quantità di acqua scatenano episodi di vomito lo segnali al pediatra.

  2. Anonimo

    Buonasera dottore
    Ho ritirato il mio libretto delle vaccinazioni in quanto lo avevo perso, ho notato che sono vaccinata per il morbillo cio’ vuol dire che non posso contrarla giusto?

    1. Anonimo

      Mi scuso chiedo anche un altra cosa nel libretto vaccinazioni ce scritto che ho fatto solo un unica dose di vaccino del morbillo all eta’ di un anno. Va bene ugualmente? Perche’ ho visto che nel libretto di mio marito lui ha fatto due dosi di morbillo

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, in teoria come per ogni vaccino servirebbero dei richiami, ne parli col medico, potrebbe consigliarle il dosaggio degli anticorpi per verificare l’immunità.

  3. Anonimo

    Buongiorno dottore,
    Sono alla decima settimana di gravidanza,so con certezza di aver avuto sia la rosolia(da piccola)e la varicella a 20 anni.la prossima settimana la mia nipotina di quasi tre anni sarà vaccinata contro la varicella ma sicuramente farà il vaccino mpr in accoppiata.
    Io nn ho la certezza di aver contratto il morbillo e la parotide,corro qualche rischio? Mi viene questo rischio perché so che sono virus attenuati ma vivi,conviene stare lontano dal vaccino? Ho letto pareri discordanti e non so che fare.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La scheda tecnica riporta che “Non è mai stata documentata la trasmissione dei virus morbillo e parotite da vaccinati a contatti suscettibili. E’ noto che possa verificarsi escrezione faringea di virus di morbillo e rosolia circa 7-28 giorni dopo la vaccinazione con un picco dell’escrezione attorno all’11° giorno”, quindi per scrupolo eviterei i contatti più ravvicinati.

  4. Anonimo

    Grazie per la risposta! Conviene magari stare lontano una ventina di giorni?e se la bambina non presentasse nessun sintomo visibile?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, per sicurezza si conviene evitare contatti stretti anche se non ha sintomi. Saluti

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