Farmaco e Cura

Mollusco contagioso: sintomi, trasmissione, prevenzione e cura

Ultima modifica: 3 December 2009    Tag: , ,    
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Introduzione

Mollusco contagioso sul braccio (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Mollusca1klein.jpg)

Mollusco contagioso sul braccio (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Mollusca1klein.jpg)

Il mollusco contagioso (o Molluscum contagiosum) è una malattia della pelle che di solito provoca piccole lesioni o papule (lesioni molli). Generalmente è un’infezione benigna ed sintomi possono guarire da soli, senza alcun farmaco. Il mollusco contagioso un tempo era una malattia che colpiva soprattutto i bambini, poi però si è evoluto, diventando una malattia a trasmissione sessuale che colpisce gli adulti. Si pensa che il virus appartenga della famiglia dei virus del vaiolo.

Sintomi

Negli adulti di norma le lesioni si manifestano sulle cosce, sulle natiche, sull’inguine ed il basso ventre e, in alcuni casi, possono comparire sui genitali esterni e nella zona anale.

I bambini, di solito, presentano lesioni sul volto, sul tronco, sulle gambe e sulle braccia.

Mollusco contagioso, papule (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Molluscaklein.jpg)

Mollusco contagioso, papule (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Molluscaklein.jpg)

Le lesioni all’inizio sono dei piccoli rigonfiamenti che, dopo un periodo di diverse settimane, possono ingrandirsi. Possono essere dello stesso colore della pelle, grigie, biancastre, gialle o rosate. Alle volte causano prurito o dolore nella zona in cui compaiono, ma nella maggior parte dei casi danno pochi problemi. Le lesioni provocate dal mollusco contagioso possono durare da due settimane fino a quattro anni, ma in media rimangono visibili per due anni.

Se molto grosse e infiam­mate le papule possono lasciare cicatrici.

I malati di AIDS e tutti coloro che hanno un sistema immunitario compromesso potrebbero avere eruzioni cutanee più gravi.

Trasmissione

Il mollusco contagioso può essere trasmesso per via sessuale, mediante il contatto con tra le epidermidi (e non necessariamente tra le mucose) e/o con le lesioni della pelle. La trasmissione mediante contatto sessuale è la forma più frequente di contagio tra gli adulti.

Il contagio può anche avvenire se si viene a contatto con gli oggetti, come gli asciugamani e i vestiti, che sono stati vicino alle lesioni. La trasmissione del virus è stata associata all’acqua delle piscine e alla condivisione delle vasche o delle docce con un paziente infetto.

E’ infine possibile la trasmissione per autoinoculazione, ad esempio quando ci si tocca una lesione della pelle e poi un’altra parte del corpo. Per fermare il contagio,non radetevi nelle zone o vicino alle zone che presentano infezioni visibili.

Il periodo di incubazione in media dura 2 o 3 mesi, ma in alcuni casi può durare da una settimana a sei mesi.

Non si sa con certezza per quanto si rimanga contagiosi, ma i ricercatori ritengono che il virus, finché non viene eliminato, possa sempre essere trasmesso.

Pericoli

Nelle persone contagiate dal virus HIV, spesso il mollusco contagioso è una malattia progressiva e cronica.

Diagnosi

La diagnosi di solito è resa possibile dall’aspetto caratteristico delle lesioni. Il mollusco contagioso può essere diagnosticato prelevando un campione dalla lesione, collocandolo su un vetrino ed effettuando la cosiddetta colorazione di Gram: a seconda del colore ottenuto si capisce se le cellule sono infette o meno. La diagnosi, inoltre, può anche essere effettuata raccogliendo un campione dalla lesione ed esaminandolo con un microscopio elettronico.

Cura e terapia

La maggior parte dei sintomi del mollusco contagioso scompare senza bisogno di ricorrere ai farmaci, ma di solito le papule vanno rimosse. La loro rimozione diminuisce la probabilità sia dell’autoinoculazione sia di contagiare gli altri.

Le papule possono essere rimosse chirurgicamente e/o trattate con una sostanza chimica, come la podofillina, la cantaridina, il fenolo, il nitrato d’argento, l’acido tricloroacetico o lo iodio.Un metodo di rimozione alternativo è la crioterapia.

Un approccio più recente prevede l’applicazone direttamente sulle lesioni farmaci antivirali come il cidofovir o l’imiquimodina.
Le lesioni possono ripresentarsi, ma non è chiaro se le ricadute siano dovute alla reinfezione, al peggioramento di un’infezione subclinica o alla riattivazione di un’infezione latente.

Prevenzione

  • La trasmissione attraverso il contatto sessuale è la forma più frequente di contagio tra gli adulti, quindi il modo più efficace per prevenire l’infezione virale è quello di evitare i contatti epidermici con un partner infetto.
  • Il preservativo o gli altri metodi di barriera per i rapporti vaginali, orali e anali possono contribuire a evitare il contatto. Questi metodi comunque hanno alcune limitazioni, perché per essere contagiati dall’MCV non è necessario il contatto tra le mucose.
  • Non è consigliabile usare gli spermicidi, perché sono in grado di irritare la pelle o il tessuto vaginale e, soprattutto nelle donne, di causare abrasioni (piccole aperture nella pelle) che potrebbero facilitare il contagio delle MST e delle infezioni a trasmissione sessuale.
  • Il preservativo è in grado di proteggere il pene o la vagina dall’infezione, però non impedisce il contatto con altre zone, come lo scroto o la zona anale.
  • È consigliabile avere relazioni monogame (cioè avere rapporti con un solo partner sano) e pretendere che il partner faccia lo stesso con voi.

Se siete stati colpiti dal mollusco contagioso evitate di toccare altre parti del corpo subito dopo aver toccato una lesione: potete farlo solo se vi lavate bene le mani, per prevenire il rischio di autoinoculazione.

Traduzione a cura di Elisa Bruno

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2 Commenti

  1. Damm says:

    Salve, innanzitutto complimenti per aver trattato l’argomento in modo completo e dettagliato,
    volevo ,se possibile, esporre il mio caso:
    33 anni, uomo, nessuna malattia infettiva, ho contratto il mollusco contagioso nella zona genitale circa 4 mesi fa.
    D’apprima mi sono stati asportati circa una ventina di elementi, poi a distanza di un mese ne sono ricomparsi altri 5/7 che ho fatto asportare (anche se ammetto che la dott.sa che li ha asportati sbadatamente ne ha tralasciato uno..) , ad oggi passati circa 2 mesi dall’ultimo curretage ho notato che sotto lo scroto ed in minima parte sull’asta del pene sono rispuntati all’incirca altri 5/7 elementi (nel frattempo la papula tralasciata dalla dott.sa non si è ingrandita, anzi forse ha cambiato leggermente il suo colore da bianco a rosa, e cmq pare che,almeno nelle “immediate vicinanze” non ne abbia fatte nascere altre.)
    le mia domande sono le seguenti:
    1) il primo dottore che mi ha visitato mi ha detto che dopo un po’ il corpo riconosce il virus e lo debella, quindi, il
    fatto che gli elementi di oggi siano più piccoli ed in quantità inferiore rispetto a quelli di 4 mesi fa (almeno fin’ora..) è sintomo che il mio corpo ha riconosciuto o sta riconoscendo il virus ? In questo caso posso sperare che almeno questa volta questi dannati molluschi passino da soli o devo ricorrere un’altra volta al currettage e magari tra un altro mese siamo di nuovo punto e a capo ?
    2)Leggo nel Vs sito che un nuovo approccio nella risoluzione del mollusco contagioso consiste nelll’applicazione di cidofovir o imiquimodina (aldara crema ?). Credete possa valere la pena di provare con questi farmaci ? E, nel caso, sareste così gentili da indicarmi la posologia ?
    3)Un’ ultima cosa se posso. Una curiosità più che altro. Saranno almeno 2 anni che non mi prendo un raffreddore che raffreddore si possa chiamare, sono sempre molto attento a quello che mangio, non fumo e bevo pochissimi alcolici. Mi chiedo quindi come sia possibile che, anche in presenza di un sitema immunitario che reputo efficiente, e che “aiuto” quotidiamente con un’alimentazione corretta, questo virus abbia così tanta vita facile e non riesca ad essere sconfitto dal mio corpo.
    Voglio dire, se è vero che nelle persone con HIV con sistema immunitario compromesso questo virus addirittura diventa progressivo e cronico,allora nelle persone con sistema immunitario normale non dovrebbe essere subito debellato?
    O forse il mio sistema immunitario non è forte come credo io?
    .
    Grazie anticipatamente
    Cordiali saluti
    Damm

    • admin says:

      Premesso che non mi occupo di questo campo e non ho le competenze necessarie per rispondere in modo esauriente:

      1. La malattia non è ancora conosciuta sufficientemente a fondo, ma si pensa che possa diminuire fino ad azzerarsi la frequenza di comparsa delle papule; le singole papule stesse sono destinate a risolversi nel tempo, ma se non rimosse possono permanere fino ad 1 anno e lasciare profonde cicactrici, per cui in linea di massima si consiglia di procedere sempre alla loro rimozione.
      2. Imiquimod (come da lei ipotizzato commercializzato in Italia come Aldara) e cidofovir rappresentano un protocollo in uso credo sopratutto negli Stati Uniti, prova ne è il fatto che Aldara non è registrato in Italia per il trattamento di questo tipo di infezione ed il secondo principio attivo non è invece proprio disponibile. Non sono personalmente in grado di suggerirle dosi ed eventuali svantaggi nel loro uso.
      3. La risposta non è così semplice, in ogni caso come quasi tutte le infezioni sessualmente trasmesse si rivela un ospite subdolo e duro da eradicare per qualsiasi paziente, anche se in perfetta salute e di giovane età.

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