Menisco: sintomi e cura di lesione e rottura

Ultimo Aggiornamento: 181 giorni

Introduzione

L’articolazione del ginocchio è la più grande del corpo umano ed è formata dall’incontro di tre ossa: femore (coscia), tibia (gamba) e rotula (o patella).

Ciascun ginocchio è dotato di due menischi, strutture cartilaginee a forma di C, che agiscono come cuscinetti tra gamba e coscia (in particolare rispettivamente tra tibia e femore) per ammortizzare gli shock causati dal camminamento e dalla corsa; si tratta di strutture resistenti e gommose, in modo da agire come cuscinetti articolari e mantenere l’articolazione stabile.

La rottura del menisco è una delle più frequenti lesioni del ginocchio, soprattutto tra gli sportivi, ma può essere generata da qualunque attività causante una rotazione o una torsione forzata del ginocchio, specie se il corpo pesa sulla gamba impedendo al piede di seguire il ginocchio nella rotazione. In questi casi si parla di origine traumatica.

Esiste un secondo tipo di condizione in grado di causare lesioni meniscali, che si verifica a causa di una progressiva degenerazione del tessuto che con l’età diventa più fragile e meno elastico; in questo caso anche i movimenti più banali possono provocare la rottura della struttura.

I sintomi più comuni di un menisco rotto sono:

  • dolore,
  • gonfiore,
  • rigidità,
  • spesso impossibilità di estendere completamente il ginocchio.

Nei casi di infortunio più grave ad essere interessate possono essere anche altre strutture articolari del ginocchio, come i legamenti.

Il trattamento conservativo (riposo, ghiaccio e farmaci) è talvolta sufficiente ad alleviare il dolore e permettere la guarigione spontanea della lesione.

La cartilagine del menisco tuttavia è scarsamente irrorata di sangue e questo si traduce in una certa difficoltà di guarigione; se piccole rotture esterne possono quindi andare incontro a risoluzione in poco più di un mese, rotture più importanti possono richiedere la correzione chirurgica.

Cause

Nella maggior parte dei casi il menisco va incontro a rottura durante l’attività sportiva, per esempio giocando a calcio o sciando, a seguito di traumi durante movimenti di torsione; molto più rari sono invece gli episodi di lesioni a seguito di iperflessione o iperstensione (per esempio quando si calcia a vuoto), ancora in caso di contatti diretti (contrasti).

Spostando l’attenzione su soggetti anziani la probabilità di subire lesioni meniscali durante attività quotidiane aumenta in modo significativo, a causa della fisiologica degenerazione cui va incontro il tessuto articolare.

Fattori di rischio

  • Per quanto riguarda le rotture traumatiche sono a maggior rischio i soggetti giovani (10-45 anni) che praticano attività sportiva.
  • Relativamente alle rotture degenerative invece il rischio aumenta proporzionalmente all’età, indicativamente a partire dai 40 anni in poi.
  • Nei soggetti adulti in età pensionabile è comune individuare numerosi eventi di rottura meniscale nei soggetti che hanno lavorato a lungo sulle ginocchia o in posizione di squat.

Sintomi

I sintomi di un infortunio al menisco dipendono dal tipo e della posizione della rottura, in molti casi potrebbe anche non comparire alcun sintomo (soprattutto a seguito di rotture degenerative).

Nel caso di rotture traumatiche i sintomi più comuni di lesione al menisco sono:

  • dolore (che peggiora estendendo la gamba o caricando il peso durante la corsa),
  • gonfiore,
  • rigidità dell’articolazione (non è possibile muovere il ginocchio, se non con difficoltà).

In caso di rottura del menisco non è raro percepire un vero e proprio schiocco, ciononostante in un primo momento il dolore può essere ancora più che sopportabile, permettendo all’atleta di terminare l’attività in corso.

Nell’arco di 2-3 giorni tuttavia il ginocchio diventerà progressivamente più rigido e gonfio.

In assenza di trattamento un pezzo di menisco può staccarsi e ritrovarsi libero nell’articolazione. Ciò può causare slittamenti, schiocchi o blocchi del ginocchio.

Quando chiamare il medico

Contattare il medico se il ginocchio è dolente o gonfio o non si può muovere come al solito.

Pericoli

Un menisco rotto può favorire la progressione di fenomeni artrosici, in grado di andare a rovinare gradualmente la cartilagine dell’articolazione.

Diagnosi

A seguito di un infortunio al ginocchio è necessario rivolgersi al medico per una diagnosi esatta; durante la prima visita si procederà a:

  • anamnesi, ossia la raccolta dei dati salienti del paziente (sintomi lamentati, storia clinica, stato di salute, fattori di rischio, modalità di comparsa del dolore, …),
  • esame obiettivo, che prevede l’attenta ispezione del ginocchio, andando alla ricerca dei punti di comparsa del dolore, anche ma non solo attraverso specifiche manovre per evidenziare reazioni caratteristiche della rottura meniscale, per esempio un rumore secco a seguito del test di McMurray come illustrato nel seguente video:

Diagnostica per immagini

Poiché gli stessi sintomi possono essere causati da altri problemi del ginocchio, il medico può richiedere esami di diagnostica per immagini per confermare la diagnosi.

  • Raggi X: benché i raggi X non mostrino le lesioni meniscali, possono evidenziare altre cause di dolore al ginocchio, come l’osteoartrite.
  • Risonanza magnetica (RM): questa tecnica genera immagini migliori dei tessuti molli dell’articolazione del ginocchio, tra cui i menischi.
  • Artroscopia: nei casi più semplici è possibile procedere con un’artroscopia del ginocchio, che permette una conferma della diangnosi e una simultanea riparazione del danno.

Cura e terapia

Ne casi più semplici il trattamento RICE, dall’inglese Rest-Ice-Compression-Elevation è spesso più che sufficiente a favorire una rapida guarigione della rottura del menisco:

  • Riposo: evitare attività che aggravino il dolore al ginocchio, specie quelle che potrebbero generare torsioni. Eventualmente, si può ricorrere all’impiego di stampelle per rimuovere la pressione dal ginocchio e facilitarne la guarigione.
  • Ghiaccio: il ghiaccio può ridurre dolore e gonfiore del ginocchio. Si effettuano in genere sessioni di circa 15 minuti, da ripetere ogni 4 – 6 ore per un giorno o due, poi al bisogno.
  • Compressione: Il ghiaccio viene premuto con ragionevole forza sul ginocchio e, tra una sessione e l’altra, viene fasciato in modo da tenerlo compatto.
  • Elevazione: Dormire sollevando le gambe rispetto all’altezza del petto favorisce il ritorno venoso del sangue verso il cuore, questo permette una miglior circolazione in grado di drenare il liquido accumulato che causa gonfiore.

I medici possono infine ricorrere alla prescrizione di antinfiammatori in grado di aiutare ad alleviare il dolore al ginocchio.

Fisioterapia

Le lesioni più piccole tendono a guarire nell’arco di sei settimane circa, tempo che può essere impiegato al rinforzo della muscolatura attraverso un percorso fisioterapico di supporto.

Intervento chirurgico

Se il ginocchio rimane dolente, rigido o bloccato, o quando i sintomi non regrediscono spontaneamente, può essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico, benchè la letteratura scientifica non ne dimostri in modo inequivocabile l’efficacia (soprattutto nel caso di rotture degenerative).

L’intervento è in genere minimamente invasivo perchè eseguito in artroscopia, secondo diverse tecniche in base alla situazione.

Prevenzione

La rottura del menisco è un infortunio piuttosto comune nei soggetti che praticano attività sportiva, soprattutto quando si tratta di calcio, football americano, hockey su ghiaccio e tennis. Per ridurre il rischio di infortunio è consigliabile:

  • Fare sempre uso dell’abbigliamento e degli accessori specifici (per esempio le scarpe con i tacchetti per chi gioca a calcio, per migliorare stabilità e bilanciamento).
  • Procedere a specifici esercizi volti all’aumento della forza e dell’elasticità dei muscoli delle gambe.
  • Curare con attenzione la tecnica alla base del gesto atletico (ad esempio come ruotare correttamente con il corpo) per evitare di sovraccaricare le articolazioni del ginocchio e relativi menischi.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, a seconda del tipo e dell’entità della lesione possono essere valutati anche approcci più conservativi.

La sezione commenti è attualmente chiusa.