Meningite: sintomi, vaccino, profilassi, contagio

Ultimo Aggiornamento: 1553 giorni

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Introduzione

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello ed il midollo spinale: di solito è causata da batteri o virus, ma può anche essere provocata da particolari farmaci o malattie.

  • La meningite batterica è rara, ma nella maggior parte dei casi è molto grave e può mettere in pericolo la vita del paziente se non viene curata immediatamente.
  • La meningite virale, anche nota come meningite asettica, è abbastanza comune e molto meno grave. Spesso non viene diagnosticata perché i suoi sintomi possono essere simili a quelli di una normale influenza.

La meningite si diffone in ambienti chiusi ed affollati (http://www.flickr.com/photos/futureofmath/76119880/)

La meningite si diffone in ambienti chiusi ed affollati (Credit: http://www.flickr.com/photos/futureofmath/76119880/)

Tutta la popolazione, di qualsiasi età, può ammalarsi di meningite, ma poiché può diffondersi facilmente tra le persone che vivono a stretto contatto in ambienti chiusi le persone spesso più a rischio sono gli adolescenti, gli studenti e gli universitari.

Se la prevenzione e la diagnosi vengono effettuate in tempo la meningite può essere curata con efficacia; è quindi importante sottoporsi alle vaccinazioni di routine e conoscere i sintomi della meningite, se avete il sospetto di esservi ammalato recatevi dal medico il prima possibile.

Cause

Molti dei batteri e dei virus che provocano la meningite sono abbastanza comuni e di solito sono collegati ad altre malattie molto diffuse. I batteri e i virus che infettano la pelle, l’apparato urinario, digerente o respiratorio possono diffondersi dal sangue fino alle meningi attraverso il liquido cerebro-spinale, il liquido che circola all’interno del midollo spinale.

In alcuni casi di meningite batterica i batteri si diffondono nelle meningi a causa di un grave trauma alla testa o di una grave infezione locale, come ad esempio un’infezione dell’orecchio (otite media) o dei seni nasali (sinusite).

Esistono molti tipi diversi di batteri in grado di provocare la meningite batterica:

  • nei neonati le cause più comuni sono gli steptococchi del gruppo B, l’Escherichia coli e la Listeria monocytogenes.
  • Nei bambini più grandi e negli adulti le cause più frequenti sono lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e la Neisseria meningitidis (meningococco).

Anche l’Haemophilus influenza di tipo b (Hib) è in grado di provocare la malattia, ma poiché praticamente quasi tutta la popolazione ha sviluppato difese immunitarie contro di esso questi casi sono più rari che in passato.

Analogamente la meningite virale può essere provocata da molti virus diversi, come ad esempio gli enterovirus (i coxsackievirus, i poliovirus, il virus dell’epatite A, ecc) e l’herpesvirus.

Sintomi

I primi sintomi che possono preannunciare lo sviluppo di meningite sono (Fonte: Thompson M, Ninis N, Perera R et al. Clinical recognition of meningococcal disease in children and adolescents. The Lancet 2006; DOI: 10.1016/S0140-6736(06)67932-4):

  • dolori alle gambe,
  • mani e piedi freddi,
  • colorito anormale.

I sintomi tradizionalmente conosciuti tendono invece a svilupparsi in una fase avanzata della patologia (da 13 a 22 ore dal contagio), mentre i precedenti sintomi si manifestano nelle prime 8 ore dal contagio.

I sintomi classici della meningite sono diversificati e dipendono sia dall’età del malato sia dalla causa dell’infezione. Poiché in entrambi i tipi possono presentare sintomi parainfluenzali simili, soprattutto nelle prime fasi della malattia, e poiché la meningite batterica può diventare molto grave, è importante diagnosticare velocemente l’infezione.

I primi sintomi possono presentarsi all’improvviso oppure più lentamente dopo alcuni giorni di raffreddore, naso che cola, diarrea, vomito o altri sintomi di infezione.

Tra i più frequenti e caratteristici troviamo:

  • febbre,
  • letargia (stato di coscienza ridotta),
  • irritabilità,
  • mal di testa,
  • fotofobia (sensibilità degli occhi alla luce),
  • torcicollo,
  • eruzioni cutanee,
  • convulsioni.

I neonati affetti da meningite potrebbero non avere questi sintomi, ma potrebbero semplicemente essere molto irritabili, letargici, o avere la febbre. Potrebbero essere difficili da calmare, anche se li si prende in braccio e li si culla.

Tra gli altri sintomi della meningite nei neonati troviamo:

  • itterizia (colorito giallastro della pelle),
  • rigidità del corpo e del collo (torcicollo),
  • febbre, oppure temperatura minore del solito,
  • appetito insufficiente,
  • poppate più deboli del solito,
  • pianto dai toni molto acuti,
  • sporgenza della fontanella (il punto non ancora ossificato che si trova sulla parte anteriore alta del cranio del bambino).

La meningite virale tende a provocare sintomi parainfluenzali, come la febbre e il raffreddore, e può essere talmente lieve da passare inosservata anche per il medico. La maggior parte dei casi di meningite virale guarisce completamente entro 7-10 giorni, senza alcuna complicazione o terapia.

Trasmissione

Starnuto per trasmettere la meningite (Credit: http://www.flickr.com/photos/djcmackay/319009813/)

Starnuto per trasmettere la meningite (Credit: http://www.flickr.com/photos/djcmackay/319009813/)

La maggior parte dei casi di meningite, sia virale sia batterica, deriva da infezioni contagiose che si diffondono attraverso le minuscole gocce di liquidi provenienti dalla gola e dal naso di una persona infetta. Le goccioline possono essere trasportate dall’aria quando la persona tossisce, ride, parla o starnutisce. Poi possono infettare le altre persone che le respirano oppure che, dopo averle toccate, portano le mani al naso o alla bocca.

L’infezione si trasmette anche condividendo alimenti, bicchieri, stoviglie, fazzoletti o asciugamani con una persona infetta. Alcuni agenti infettivi si possono diffondere attraverso le feci, quindi chi entra in contatto con le feci, ad esempio un bambino non abituato a lavarsi le mani, può contrarre l’infezione.

Nella maggior parte dei casi l’infezione si diffonde tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio tra coloro che vivono vive nella stessa casa oppure si espongono all’agente infettivo baciando la persona infetta o condividendo bicchieri e stoviglie. Il contatto casuale a scuola o sul posto di lavoro con una persona infetta di solito non trasmetterà l’agente infettivo.

Pericoli

Alcuni pazienti che sono stati colpiti dalla meningite potrebbe dover rimanere sotto controllo medico per più tempo: tra i problemi più frequenti provocati dalla meningite batterica troviamo difetti dell’udito ed infatti spesso vengono eseguiti esami specifici terminato il ricovero.

Le complicazioni della meningite batterica possono essere gravi e comprendono problemi neurogici come ad esempio:

  • sordità,
  • problemi di vista,
  • convulsioni,
  • disabilità intellettive.

Anche il cuore, i reni e le ghiandole surrenali potrebbero essere colpiti. Alcuni bambini sviluppano problemi neurologici che durano per tutta la vita, però nella maggior parte dei malati la patologia viene diagnosticata e curata in tempo e guarisce completamente.

In alcuni rari casi la malattia ha esito fatale, con maggior frequenza nei neonati e nelle persone anziane.

Cura e terapia

Poiché la meningite batterica può essere molto grave, se avete il sospetto che voi o vostro figlio abbiate una qualsiasi forma di meningite è importante andare dal medico il prima possibile.

Se anche il medico sospetta un caso di meningite vi prescriverà degli esami di laboratorio che lo aiuteranno a formulare una diagnosi corretta. Probabilmente tra questi esami ci sarà anche una puntura lombare (rachicentesi) che preleverà un campione di liquido cerebro-spinale. Quest’esame metterà in luce qualsiasi sintomo di infiammazione e dirà se è un virus oppure un batterio a causare l’infezione.

Il bambino affetto da meningite virale può essere ricoverato in ospedale, però ad alcuni bambini viene dato il permesso di stare a casa, se i sintomi non sono troppo gravi. La terapia per alleviare i sintomi comprende riposo, adeguata assunzione di liquidi e analgesici da banco.

Se viene diagnosticata (o anche solo sospettata) una meningite batterica i medici inizieranno il prima possibile a somministrare antibiotici per via endovenosa. Possono essere somministrati liquidi per sostituire quelli persi con la febbre, la sudorazione, il vomito e lo scarso appetito; i corticosteroidi (cortisone) possono contribuire a ridurre l’infiammazione delle meningi, a seconda della causa della malattia.

Per le complicazioni della meningite batterica può essere necessaria una terapia aggiuntiva. Ad esempio, potrebbero essere somministrati farmaci anticonvulsanti per curare le convulsioni. Se il paziente si trova in una situazione di shock o di ipotensione (pressione bassa) possono essere somministrati ulteriori liquidi per endovena e farmaci in grado di aumentare la pressione sanguigna. Per alcuni potrebbe essere necessaria l’ossigenazione o la ventilazione meccanica se hanno difficoltà respiratorie.

Prevenzione

I vaccini di routine possono essere molto utili per la prevenzione della meningite. I vaccini contro l’influenza, il morbillo, la parotite, la poliomelite, il meningococco e lo pneumococco possono difendere l’organismo dalla meningite causata da questi microrganismi. Alcuni bambini più a rischio dovrebbero anche essere vaccinati contro certi altri tipi di pneumococco.

Alcuni medici attualmente consigliano di far vaccinare i bambini undicenni contro l’affezione meningococcica, un’infezione batterica molto grave che può causare la meningite. Il vaccino è noto come vaccino quadrivalente contro la meningite. Anche i bambini di età superiore agli 11 anni che non sono ancora stati vaccinati dovrebbero farsi vaccinare, soprattutto se vanno a scuola, in collegio, in campeggio o in altre strutture in cui vivono a stretto contatto con altre persone. Il vaccino può anche essere consigliato per le persone che si recano in paesi in cui la meningite è più diffusa.

Molti dei batteri e dei virus responsabili della meningite sono abbastanza comuni. Una buona igiene è importante per prevenire qualsiasi infezione. Raccomandate ai bambini di lavarsi le mani accuratamente e con frequenza, soprattutto prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. Anche evitando il contatto ravvicinato con le persone malate e la condivisione di alimenti, bevande o stoviglie si  può contribuire ad arrestare la diffusione dei batteri responsabili.

Più in generale è possibile consigliare di:

  1. Evitare luoghi affollati
  2. Attenersi alle comuni norme igieniche
  3. Le persone venute a contatto con un malato, essendo fortemente a rischio, devono essere trattare con un’adeguata profilassi antibiotica
  4. Vaccinazione: I 3 vaccini disponibili rappresentano la migliore arma di prevenzione attualmente disponibile, i cui benefici durano tutta la vita.

E’ bene infine ricordare che, anche somministrando tutti i vaccini disponibili per le diverse forme di meningite, non è possibile acquisire un’immunità completa per questa malattia, perchè non sono disponibili i vaccini per le forme meno comuni; è bene in ultima analisi affrontare il discorso con il pediatra/medico per valutare il rapporto rischio beneficio ad personam.

Quando chiamare il medico

Rivolgetevi immediatamente al medico se riconoscete la meningite oppure in caso di sintomi come

  • vomito,
  • mal di testa,
  • letargia,
  • confusione,
  • rigidità del collo,
  • eruzioni cutanee,
  • febbre.

I neonati che hanno la febbre, sono irritabili o letargici e hanno poco appetito dovrebbero essere visitati da un medico il prima possibile.

Se vostro siete entrati in contatto con qualcuno ammalato di meningite chiamate il medico per sapere se è consigliabile una terapia preventiva.

Per approfondimenti: Meninigite (Istituto Superiore di Sanità)

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anonimo

    nella scuola in cui lavoro un collega è affetto da meningite batterica diagnosticata lo scorso sabato. Ci sono rischi per una bambina di 7 mesi con cui sono stata in contatto per 4 giorni? grazie

  2. Anonimo

    buongiorno dottore. volevo chiederle qual è il periodo di incubazione? cioè se uno viene a contatto con una persona infetta e la malattia non si è ancora manifestata. la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      ll tempo può variare a seconda dell’agente causale e della presentazione clinica. Il periodo di incubazione della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni; per la forma batterica il periodo di incubazione è un pò più lungo, dai 2 ai 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria). La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta.

      Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?lingua=italiano&id=104

    2. Anonimo

      se entro 6-10 giorni dal presunto contagio non si ha febbre o solo qualche linea tipo 37 non si sviluppa la meningite cioè si è fuori pericolo?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con buona approssimazione sì, ma se la meningite fosse batterica raccomando di valutare con il medico la prevenzione antibiotica.

    4. Anonimo

      quindi dottore se entro in contatto con una persona 5 giorni prima che gli viene la febbre la persona non è a rischio?giusto?

    5. Anonimo

      ho letto nell’articolo che lei mi ha cortesemente indicato che la persona che viene in contatto con il malato non ancora malato anche se questo non ha sintomi la persona sana è fuori pericolo comunque se passano 10 giorni anche se il malato non ha ancora i sintomi

    6. Anonimo

      Occorre identificare i contatti stretti da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria.
      Quindi, individuare i conviventi e coloro che hanno avuto contatti stretti con l’ammalato nei 10 giorni precedenti la data della diagnosi.I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia. Qualora al momento dell’identificazione fossero già trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, i soggetti esposti non sono più considerati a rischio

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi è chiaro il suo dubbio, ma quello che trova nel link che le ho dato può considerarlo assolutamente affidabile (si tratta di fonti Ministeriali).

    8. Anonimo

      le ho riportato copiando dal sito. e dice che i dieci giorni prima che si manifestano i sintomi è contagioso il “malato” quindi le persone che vanno a contatto con lui rischiano. è un controsenso se diventa contagiosa solo quando ha i sintomi

    9. Dr. Cimurro (farmacista)

      La diagnosi avviene quasi sempre dopo alcuni giorni dalla comparsa dei primi sintomi, ossia da quando il paziente diventa contagioso; poichè non è facile ricordare il giorno e l’ora esatta di inizio della fase acuta, e data la gravità della situazione, si agisce per eccesso di scrupolo sottoponendo a terapia antibiotica tutti coloro che potrebbe averla in incubazione.

      Se non è chiaro me lo dica pure.

    10. Anonimo

      capito la ringrazio molto. ho letto dei commenti precedenti e ho anche capito grazie a lei molte informazioni tra le quali che non è possibile contrarla da terzi. grazie ancora

    11. Anonimo

      ho un ultimo dubbio che non sono riuscito a togliermi cercando in internet. è pericoloso entrare in un luogo che è stato frequentato da un malato? la ringrazio non la disturbo più

    12. Dr. Cimurro (farmacista)

      Che io sappia sull’ambiente non viene mai presa alcuna precauzione, quindi direi che il rischio è trascurabile.

    13. Anonimo

      ho letto che disinfettano. quindi chi entra ad esempio in casa di un malato ma senza di lui non rischia nulla giusto? o anche li ci sono i tempi in cui il virus diventa inattivo?

    14. Anonimo

      dottore entro quando il virus nell’aria non è più infettivo? la ringrazio

  3. anis

    salve Dottore. le volevo chiedere se con la meningite fulminante si muore subito? dove lavora mia madre ieri hanno ricoverato un collega che però non lavora strettamente con mia madre ma è di un altro piano del palazzo. mia madre rischia qualcosa? e qual ora fosse venuta in contatto in modo veloce potrebbe aver contatto qualcosa?

    1. Anonimo

      questo non lo so. so solo che l’altro ieri non è andato a lavoro poiché è stato male. ieri l’anno ricoverato e le condizioni peggiorano.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se riterrà che ci sia rischio di contagio le prescriverà una profilassi antibiotica.

    3. Anonimo

      questa mattina abbiamo saputo che alle persone in contatto con questa malata non è stato prescritto alcun farmaco poiché sono passate 48 ore e quindi sono fuori pericolo

    4. Anonimo

      comunque dottore oggi nel luogo di lavoro di mia madre stanno facendo la disinfettazione. penso sia per precauzione

  4. elena

    buonasera Dottore. volevo chiederle, se una persona non sa di avere l’hiv e si prende la meningite può guarire dalla meningite o è a rischio di vita?

  5. sara

    Dottor Cimurro buonasera. sono molto preoccupata. il mio fidanzato settimana scorsa ha avuto contatti di lavoro per poco tempo con una persona che oggi ha scoperto di avere la meningite. ho visto il mio ragazzo in questo week end quando la persona che oggi è malata stava bene. oggi ho molta paura per lui e anche per me. rischiamo tutti e due? sono passati 7 giorni da quando il mio ragazzo ha visto questo tipo e non ha avuto sintomi. posso io stare tranquilla? io da domenica non ho avuto sintomi. la ringrazio per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi scriva con mille normi diversi… Comprendo il suo stato d’ansia, ma come le ho detto la cosa migliore che può fare è rivolgersi al medico

    2. Anonimo

      è possibile che una persona si possa contagiare da un altra che è entrata in contatto con una malata?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma come può pensare che scrivendomi con nomi diversi le dia risposte differenti?

  6. monica

    Buonasera mia cugina ricoverata da venerdi in un reparto infettivo per sospetto meringite,oggi la mamma e entrata senza mascherina vuol dire che non e piu infetta?la ringrazio

  7. Silvia

    Salve dottore, abbiamo avuto un caso di decesso di lattante di 9 mesi. Tutto si è svolto nell’arco della stessa giornata. (la sera prima il bambino stava bene) La nostra storia è andata così:
    Il bimbo si è svegliato la mattina e aveva la febbre a 38,5 respiro corto, non mangiava, era stata somministrata tachipirina e chiamata la pediatra alle 12:00, chiedendole se sarebbe venuta a farci visita a casa, lei ci rispose di andare nel suo studio alle 15:30.
    Prima di andare alla visita ci eravamo accorti che il bimbo aveva mani e piedi molto freddi, abbiamo fatto un massaggino al piede per stimolare la circolazione, perchè la pella era bianca fino al ginocchio.
    Alla pediatra fu fatta presente la cosa, ci lascio uscire parlando di torace pulito normale febbre alle 16:00, senza prescrivere alcun antibiotico.
    Tornando a casa il bimbo fu messo subito a letto e alle 19:00 si è risvegliato con minuscole petecchie sul dorso della schiena.
    Chiamata la pediatra a visita a casa, in sua presenza il bimbo stava per soffocare e lei fece respiro bocca a bocca sul posto, le labbra avevano gia colore cianotico.
    l’ambulanza arrivò intorno alle 20.00 e venne portato al pronto soccorso in cui arrivo’ verso le 20.30 /21:00, fu tenuto fin verso le 22:30 in pronto soccorso per poi esser portato in neonalogia intensiva fin al decesso avvenuto alle ore 23:30.
    L’esito autopsia è stato stepsi da menigococco tipo b.
    Vorrei sapere se a suo parere era possibile diagnosticare o sospettare meningite tre ore prima di essere così grave, vorrei capire se secondo lei se il bimbo avrebbe avuto possibilità di salvezza se fosse stato diagnosticato o portato in prontosoccorso immediato nel primo pomeriggio.
    La ringrazio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non ho le competenze per darle una risposta certa, ma per quella pochissima esperienza che ho di casi simili in queste situazioni la malattia è purtroppo quasi sempre fulminante.

      Le faccio le mie più sentite condoglianze.

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