Malattia “mani piedi bocca”: cause, sintomi, trasmissione e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 650 giorni

Mani piedi bocca, piedi bocca mani oppure bocca mano piede… sembra uno scioglilingua, invece è il curioso nome popolare dato ad una malattia esantematica frequente nei bambini. Per conoscere la sindrome “mani piedi bocca” (Hand, foot and mouth in inglese), cominciamo spiegando che per malattia esantematica si intende una condizione che porta alla comparsa di esantema, ossia un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle; come dice il nome stesso della malattia, nella mani piedi bocca l’esantema si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. La malattia ha generalmente decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Non va confusa con la malattia piede bocca (o afta epizootica) tipica di ruminanti e suini.

Cause

La mani piedi bocca è causata da virus Coxsackie o, più raramente, da altri enterovirus. Risulta più frequente a cavallo fra estate ed autunno.

Sintomi

I primi segni della mani piedi bocca sono in genere una leggera febbre (in media 38.3°C), scarso appetito, sensazione di malessere e dolori addominali. La malattia esordisce quindi dopo 1-2 giorni con la manifestazione di macule rosse in bocca e sulla lingua di 4-8 mm che tendono spontaneamente a rompersi, causando dolorose ulcerazioni alle mucose che possono provocare difficoltà a mangiare; dopo 2 giorni compaiono quindi manifestazioni cutanee anche su mani e piedi per un periodo di alcuni giorni. Molto frequente è poi la comparsa di pustole anche sui glutei (sedere).

L’eruzione si concentra sopratutto sui palmi delle mani e piante dei piedi: anche in questo caso compaiono inizialmente delle macchie rosse di 2-10 mm che si trasformano in vescicole di un caratteristico colore grigio, sono ellittiche e presentano l’asse più lungo parallelo alle linee di tensione cutanea. In genere non provocano prurito, con occasionali eccezioni. La guarigione avviene spontaneamente in una settimana o poco più, raramente si osserva febbre alta, malessere, diarrea.

Trasmissione

La malattia non risulta particolarmente contagiosa, anche se in particolari condizioni come gli asili può essere facilmente trasmessa a più soggetti ed essere causa di piccole epidemie fra i piccoli ospiti della struttura; in generale i bimbi attorno al di sotto dei 10 anni risultano i più colpiti. Il contagio avviene per contatto diretto con secrezioni nasali, saliva (quindi starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando) di pazienti nella prima settimana di malattia o per contatto orale di feci di pazienti anche dopo un mese dalla guarigione. Dal momento del contagio trascorrono di norma da 3 a 6 giorni prima della comparsa dei sintomi. La malattia non può essere trasmessa da/a animali.

Pericoli e gravidanza

Di norma l’unico pericolo reale è la disidratazione se, sopratutto nel caso di lattante, questi rifiuta cibo e liquidi; in questo caso contattare immediatamente il pediatra. Molto raramente si associa un quadro di meningite.

Decisamente più importante deve invece essere l’azione di prevenzione verso donne in gravidanza, a possibile rischio di gravi complicazioni, anche se la relazione causa-effetto non è del tutto chiara.

In gravidanza infatti la malattia può avere un andamento molto subdolo, a volte i sintomi compaiono solo in epoca avanzata e non sono sufficientemente specifici da permettere una corretta diagnosi; è infine possibile la comparsa di un anasarca fetale (incremento del liquido negli interstizi con accumulo dello stesso in cavo addominale e/o nella cavità pleurica oltre che nel sottocutaneo) ed un incremento del volume del liquido amniotico con conseguenze molto gravi per il feto. In caso di potenziale contagio è quindi indispensabile avvertire tempestivamente il ginecologo che potrebbe consigliare di eseguire frequenti controlli ecografici e di misurare periodicamente la febbre per evidenziare l’inizio dello sviluppo della malattia. Più avanzata è la settimana raggiunta e, in genere, minori sono i rischi.

Cura

Non esiste cura specifica, è possibile somministrare, meglio se dietro consiglio del pediatra, paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, …) per la febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

Prevenzione

E’ difficile consigliare azioni specifiche per prevenire l’insorgenza della mani piedi bocca, generalmente si consiglia semplicemente di lavarsi accuratamente le mani ed osservare con scrupolo le comuni norme igieniche. Il paziente già colpito dalla malattia rimane comunque sensibile agli altri ceppi responsabili della stessa.

Evitare di rompere le bolle limita la diffusione del virus.

Riammissione a scuola

In genere il bambino può tornare a scuola in seguito alla scomparsa della febbre mentre, nei casi degli asili nido, talvolta vi sono norme un pochino più restrittive.

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Michele

    Salve dottore,

    vorrei poterle fare qualche domanda più mirata in merito a MPB.
    Nella classe di mia figlia (asilo) è scoppiata una piccola epidemia, pensavamo di averla scampata ma “venerdì” è apparsa la febbre. Non abbiamo subito ricondotto a MPB. La mamma si è occupata di cure e “coccole”. Sabato mattina le prime macchie. Sapendo che in classe c’era stato l’episodio abbiamo associato immediatamente. Il problema è che la mamma è al secondo mese di gravidanza.

    Ho più volte suggeritole di “andare via di casa” ma sono riuscito a convincerla solo dopo qualche giorno. Mamma e figlia sono state a stretto contatto il giorno in cui si è manifestata la febbre e hanno vissuto nella stessa casa per due giorni seguenti se pur limitando al minimo i contatti.

    Non potendo più far nulla sul pregresso vorrei operare nel miglior modo possibile per i prossimi giorni. Ho allontanato la mamma. Abbiamo avuto un primo contatto con la ginecologa ma ancora non ci siamo visti. Sto comunque procedendo di testa mia per vedere se è possibile fare delle analisi per verificare la situazione in proposito.

    Avrebbe qualche buon consiglio da dispensarmi?
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non si può fare nulla, se non aspettare; la probabilità di contagio non è fortunatamente elevata e, in ogni caso, non lo è nemmeno il rischio di complicazioni. La ginecologa sarà comunque più precisa in merito.

    2. Michele

      La ringrazio. Il fatto di leggere che le complicanze non rappresentano una certezza in caso di contagio è già di gran sollievo. Proverò comunque a produrre le analisi il prima possibile in modo da dare al ginecologo quante più informazioni possibili a riguardo.

      Grazie infinite.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che sarà impossibile ottenere analisi specifiche, ma mi tenga al corrente.

    4. Michele

      Le confermo che sto riscontrando difficoltà. Non ho ancora avuto un confronto diretto con il ginecologo (che avrò comunque a breve) ma sia il pediatra che il medico di base, ambedue dottori molto attenti e preparati, sostengono che non ci sia nulla di attendibile in proposito.

      L’unica “strada” (se così si può definire) è fare ecografie a carattere mensile, incrociare le dita e pregare di non dover interrompere la gravidanza.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, purtroppo anch’io non sono a conoscenza di altre strade.

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