Malattia infiammatoria pelvica: sintomi, prevenzione, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1481 giorni

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Introduzione

La malattia infiammatoria pelvica colpisce prevalentemente utero e tube di Falloppio (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Genitali_femminili.gif)

Con l’espressione malattia infiammatoria pelvica (Pelvic Inflammatory Disease, o PID) si indica genericamente un’infezione e infiammazione degli organi superiori dell’apparato genitale femminile. L’infezione può colpire l’utero, le tube di Falloppio (le tube che permettono il transito dell’ovulo dall’ovaio all’utero) ed altri organi riproduttivi. Le cicatrici che rimangono all’interno di questi organi possono provocare sterilità, gravidanze ectopiche, dolore pelvico cronico, ascessi (lesioni che contengono pus) ed altri gravi problemi. Negli Stati Uniti per esempio la malattia infiammatoria pelvica è la principale causa di sterilità, ma può essere prevenuta.

Tra le donne maggiormente a rischio troviamo quelle più esposte al contagio di  malattie sessualmente trasmissibili (MST) e quelle che già hanno sofferto di PID in passato. Anche le donne sessualmente attive di età inferiore ai 25 anni sono a rischio perché la cervice (il collo dell’utero) delle adolescenti e delle giovani è più soggetta alle malattie sessualmente trasmissibili. Probabilmente questo avviene perché non ancora completamente sviluppata, e così c’è un maggior rischio di malattie a trasmissione sessuale collegate alla PID.

Tra gli altri potenziali fattori di rischio troviamo le lavande vaginali: tutte le donne dovrebbero sapere che sarebbe sempre opportuno evitarle a meno di prescrizione medica. In alcune donne, anche l’uso della spirale (IUD) come anticoncezionale può provocare la PID. In rari casi la malattia infiammatoria pelvica può essere causata da interventi ginecologici.

Secondo il Centro di controllo e di prevenzione delle malattie americano ogni anno negli Stati Uniti più di un milione di donne si rivolge al medico per guarire la malattia infiammatoria pelvica. È probabile che molte altre donne, anche più di un milione, ne soffrano senza saperlo: colpisce con maggior frequenza le adolescenti, rispetto alle donne adulte, ed inoltre è più comune tra le donne afroamericane e ispaniche.

Ogni anno più di 100.000 donne diventano sterili e più di 150 muoiono per via della malattia infiammatoria pelvica o delle sue complicazioni.

Cause

La malattia infiammatoria pelvica è causata da specifici batteri che si spostano dalla vagina e vanno a infettare le tube, le ovaie e l’utero; può essere causata da diversi tipi di germi, tuttavia i principali responsabili sono due tipi di batteri riscontrabili anche in due comuni malattie sessualmente trasmissibili: la gonorrea e la clamidia. Dopo l’infezione possono trascorrere da alcuni giorni ad alcuni mesi prima che la malattia infiammatoria pelvica si manifesti.

In rari casi ci si può ammalare anche se non si soffre di alcuna malattia sessualmente trasmessa, nessuno sa esattamente il perché, ma i batteri che normalmente si trovano nella vagina e sul collo dell’utero a volte possono provocare la malattia.

Ci sono donne più a rischio?

Sì. Siete maggiormente a rischio per quanto riguarda la PID, se:

  • avete contratto in passato una malattia sessualmente trasmessa,
  • avete meno di 25 anni e siete sessualmente attive,
  • avete diversi partner,
  • di solito fate lavande vaginali. Le lavande possono far risalire i batteri verso l’utero, le ovaie e le tube provocando l’infezione. Le lavande, inoltre, possono mascherare i sintomi dell’infezione,
  • usate la spirale (IUD). Avrete minori probabilità di contrarre la PID se prima di iniziare a usare la spirale farete un esame per escludere eventuali infezioni e, se sono presenti, le curerete.

Sintomi

Molte donne hanno contratto la malattia infiammatoria pelvica e non se ne accorgono. Questo avviene perché, a volte, la patologia rimane asintomatica. Altre donne, al contrario, presentano sintomi tipici, la cui intensità può variare da lieve a grave. Il sintomo più frequente della malattia infiammatoria pelvica è il dolore nei quadranti addominali inferiori (basso ventre). Tra gli altri sintomi troviamo:

  • febbre (pari o superiore a 37,5 °C),
  • perdite vaginali anche maleodoranti,
  • dolore durante i rapporti,
  • dolore durante la minzione,
  • irregolarità mestruali,
  • dolore nel quadrante addominale superiore destro (“mal di stomaco”).

La PID può manifestarsi improvvisamente con forte dolore e febbre, soprattutto quando provocata dalla gonorrea.

Pericoli

Una terapia precoce ed adeguata può contribuire alla prevenzione delle complicazioni della malattia infiammatoria pelvica. Se non viene curata può invece provocare danni permanenti agli organi riproduttivi femminili. I batteri che causano l’infezione possono invadere silenziosamente le tube e creare cicatrici nei normali tessuti. Le cicatrici bloccano o interrompono la normale discesa dell’ovulo verso l’utero.

Se le tube sono completamente bloccate dal tessuto cicatriziale, gli spermatozoi non riescono a fecondare l’ovulo e quindi la donna diventa sterile. Si può diventare sterili anche se le tube sono solo parzialmente bloccate o lievemente danneggiate. Circa il 20 percento delle donne affette da malattia infiammatoria pelvica non riesce ad avere figli.

Inoltre se le tube sono parzialmente bloccate o lievemente danneggiate l’ovulo può rimanere fermo al loro interno, anziché scendere verso l’utero. Se l’ovulo fecondato si impianta nelle tube anziché nell’utero, si ha la cosiddetta gravidanza ectopica o tubarica. La gravidanza ectopica può provocare la lacerazione della tuba, provocando un dolore molto intenso, un’emorragia interna e persino il decesso della paziente.

Le cicatrici all’interno delle tube o degli altri organi dell’apparato riproduttivo possono anche causare il dolore pelvico cronico (ovvero un dolore che continua per mesi o addirittura per anni). Se nella vita avete sofferto già diverse volte di PID, avete maggiori probabilità di non riuscire ad avere un figlio (20 percento delle donne), di avere una gravidanza ectopica (9 percento) o di soffrire anche di dolore pelvico cronico (18 percento).

Maggiori sono gli episodi di PID, maggiori sono le probabilità di non riuscire ad avere un figlio.

Diagnosi

Il medico può avere difficoltà a capire che soffrite di PID. I sintomi possono essere molto lievi e simili a quelli di alcune altre patologie. Se pensate di aver contratto la malattia infiammatoria pelvica, andate immediatamente dal medico. Se la cura inizierà tempestivamente, avrete minori probabilità di soffrire di problemi sul lungo periodo, come l’infertilità.

Se avete mal di pancia (nella zona del basso ventre), il ginecologo vi visiterà. La visita comprenderà un esame ginecologico (interno) che consentirà al medico di capire meglio l’origine del dolore. Il medico controllerà se sono presenti:

  • perdite vaginali o cervicali anomale,
  • gonfiori e noduli nella zona delle ovaie e delle tube,
  • dolorabilità o dolore negli organi riproduttivi.

Il medico vi farà anche fare degli esami per escludere la presenza di malattie sessualmente trasmissibili e di infezioni dell’apparato urinario; se necessario vi consiglierà anche di fare un test di gravidanza. Inoltre potreste dovervi sottoporre agli esami per l’HIV e la sifilide.

Se necessario, il medico potrà sottoporvi ad ulteriori esami:

  • Ecografia: in quest’esame vengono usate le onde sonore per scattare immagini della zona pelvica.
  • Biopsia endometriale (uterina): viene prelevato un piccolo campione di tessuto endometriale (il rivestimento interno dell’utero), che sarà esaminato in laboratorio.
  • Laparoscopia: un tubicino con una fonte luminosa all’estremità viene inserito nell’addome (praticando un’incisione) e viene usato per esaminare più da vicino gli organi riproduttivi.

Questi esami aiuteranno il vostro medico a scoprire se siete affette da PID o da un problema diverso ma con sintomi simili.

Ricercatori esperti hanno scoperto che nelle donne rispettivamente il 70 e il 50 per cento circa delle infezioni da clamidia e da gonococco rimangono asintomatiche (cioè non presentano sintomi evidenti). Queste infezioni di solito vengono diagnosticate durante le normali visite di screening. Dovreste fare regolarmente degli esami per escludere di essere affette da clamidia, gonorrea e infezioni dell’apparato urinario o, se è il caso, per escludere o evidenziare un’eventuale gravidanza. Per un controllo annuale di routine, il vostro medico potrà suggerirvi questi esami, ma anche quelli per l’HIV e la sifilide.

Cura e terapia

Secondo il CDC (Centro di controllo e prevenzione delle malattie americano) i medici dovrebbero iniziare a curare le giovani donne sessualmente attive e le altre donne a rischio di malattie sessualmente trasmesse se queste lamentano dolori all’utero, alle ovaie, alle tube o al collo dell’utero. Senza una terapia adeguata una percentuale variabile tra il 20 e il 40 percento delle donne affette da clamidia e tra il 10 e il 40 percento di quelle affette da gonorrea può iniziare a soffrire anche di malattia infiammatoria pelvica.

L’episodio può essere provocato da molti batteri diversi, quindi il medico vi prescriverà degli antibiotici ad ampio spettro (generalmente vengono associati due antibiotici diversi, somministrati per endovena o per via orale): ampio spettro significa che gli antibiotici agiscono contro diversi tipi di batteri. Dovreste iniziare la terapia appena il medico ha diagnosticato la malattia, perché se gli antibiotici vengono assunti immediatamente è possibile prevenire le complicazioni della malattia.

Le donne che eseguono lavande vaginali senza necessità particolari sono una delle categorie più a rischio. Le lavande possono alterare la flora batterica vaginale (i microrganismi che vivono nella vagina) e possono costringere i batteri a spostarsi verso gli organi riproduttivi superiori.

Anche se i sintomi scompaiono dovrete seguire la terapia fino alla fine. Vi consigliamo inoltre di ritornare dal medico due o tre giorni dopo l’inizio della terapia, per essere sicuri che gli antibiotici funzionino.

Il medico può consigliarvi il ricovero in ospedale per curare la malattia infiammatoria pelvica se:

  • Siete gravemente malate,
  • Siete incinte,
  • La terapia non è efficace oppure non potete assumere farmaci per via orale,
  • Dovete assumere antibiotici per endovena,
  • Avete un ascesso (gonfiore anomalo) nelle tube o nell’ovaio,
  • Se i sintomi continuano o se l’ascesso non scompare, probabilmente dovrete sottoporvi a un intervento chirurgico. Le complicazioni della PID, come il dolore pelvico cronico e le cicatrici, sono difficili da curare, ma a volte migliorano dopo l’intervento.

I vostri partner potrebbero essere stati contagiati dai batteri che provocano la PID, ma non rendersene conto perché la malattia è asintomatica. Per proteggervi dalla reinfezione da parte dei batteri che provocano la malattia infiammatoria pelvica vi consigliamo di chiedere consiglio al vostro medico.

Non si dovrebbero avere rapporti con un partner malato fino alla sua completa guarigione.

Prevenzione

Nella maggior parte dei casi la malattia infiammatoria pelvica è causata da una malattia sessualmente trasmissibile che non è stata curata, quindi è possibile prevenire la PID prevenendo le malattie sessualmente trasmesse.

  1. L’unico modo sicuro è ovviamente l’astinenza.
  2. Limitate i rapporti ad un unico partner sano.
  3. Usate il preservativo in tutti i rapporti, siano essi vaginali, anali o orali. Leggete e seguite attentamente le istruzioni riportate sulla confezione. Se usato correttamente, il preservativo può diminuire le probabilità di contrarre le malattie sessualmente trasmesse.
  4. Non fate lavande vaginali se non prescritte dal medico. Le lavande rimuovono alcuni dei normali batteri presenti nella vagina, proprio quelli che vi proteggono dalle infezioni. Senza questa difesa, è più facile contrarre una malattia a trasmissione sessuale.
  5. Se siete sessualmente attive chiedete al medico l’impegnativa per gli esami di controllo delle malattie più comuni. Se diagnosticate precocemente sono più facili da curare.
  6. Documentatevi sui sintomi più frequenti delle malattie sessualmente trasmesse. Se sospettate di aver contratto una di queste patologie andate immediatamente dal medico.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. betty

    Salve dottore, sono 3 giorni ke ho delle brutte fitte al basso ventre, simili a contrazioni. ..il ciclo deve arrivare il 9 agosto, nn riesco ad avere rapporti xk il dolore e atroce…nn c’è la faccio più. ..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile una visita medica, a meno che non sappia di avere tutti i mesi un’ovulazione dolorosa.

  2. laura

    salve dottore,sono incinta di 9 settimane,ma avverto spesso durante il giorno,dolori pelvici.Spero sia niente di preoccupante….cosa potrebbe essere?

  3. luisa

    salve volevo sapere ..ho un brufolo sulle grandi labbra da piu di una settimana prima lo schiacciato ed e’ uscito tantp pus giallastro e purulento pensavo che se ne andasse dopo 2 giorni invece e’ ancora presente piu piccolo ma di nuovo duro ora si e’ di nuovo maturato ed e uscito pus ancora purulento sembra che se sia sgonfiato del tutto..ho anche prurito puo essere un infezione?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se c’è pus è sicuramente un’infezione, ma non lo tocchi più e si rivolga con fiducia al medico od al ginecologo.

  4. luisa

    grazie.ora sto prendwndo l antibiotico zandos e la pomata gy nocanesten..vanno bene? ancora il mii medico e’ in ferie..grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, dovrebbe essere sufficiente; le raccomando di non sospendere a metà l’antibiotico, anche se dovesse passare subito.

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