Malaria: sintomi, profilassi e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 86 giorni

Introduzione

La malaria è una pericolosa malattia infettiva causata da un parassita e diffusa soprattutto nelle zone calde e tropicali, che può anche verificarsi (molto di rado) nelle zone a clima temperato.

Diffusione malaria (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Paludisme_-_Frequence_statistique.png)

Diffusione malaria (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Paludisme_-_Frequence_statistique.png)

È ancora oggi una delle principali cause di morte nel mondo, anche se ormai praticamente assente nei Paesi occidentali. Viaggiando in Paesi tropicali in via di sviluppo esiste il concreto rischio di essere contagiati, contagio che avviene attraverso la puntura di una zanzara.

Si distinguono 4 diverse forme dell’infezione e la più temibile è quella diffusa nell’Africa sub-sahariana.

I sintomi tipici della malaria includono

  • brividi,
  • sintomi influenzali,
  • febbre,
  • vomito,
  • diarrea,
  • ittero.

La diagnosi avviene attraverso un esame del sangue e, anche se può essere fatale, abbiamo a disposizione farmaci efficaci e specifici per le diverse forme.

La terapia migliore rimane in ogni caso la prevenzione.

Cause

La malaria è causata da un parassita (protozoo del genere Plasmodium) che infetta comunemente una varietà di zanzara che si nutre di sangue umano; quattro sono tipi di parassiti capaci di contagiare l’essere umano:

  • Plasmodium falciparum,
  • P. vivax,
  • P. ovale
  • P. malariae.

Il P. falciparum è senza ombra di dubbio la specie più temibile, in grado di causare infezioni gravi che, se non trattate tempestivamente, possono risultare fatali.

E' la zanzara il vettore principale della malaria

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Aedes_aegypti_biting_human.jpg

Di norma il contagio avviene attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Anopheles; quando una zanzara punge una persona infetta, nel sangue prelevato sono presenti i microscopici parassiti responsabili della malattia. Circa una settimana dopo, al momento di consumare il pasto successivo, questi parassiti vengono mescolati alla saliva della zanzara, che viene iniettata durante la puntura.

Poiché il parassita trova posto nei globuli rossi di una persona infetta, la malaria può essere trasmessa anche attraverso

  • trasfusioni di sangue,
  • trapianto di organi,
  • uso condiviso di aghi o siringhe contaminati da sangue.

Il contagio avviene anche da madre a figlio prima o durante il parto, causando così la malaria congenita.

Una volta che i parassiti sono entrati nel sangue raggiungono il fegato e si moltiplicano. Nel giro di pochi giorni migliaia di parassiti vengono rilasciati dal fegato nel sangue, dove distruggono i globuli rossi, ed il processo si ripete più volte. Alcuni di essi rimangono nel fegato e continuano a moltiplicarsi, rilasciando a loro volta altri parassiti nel sangue, a cicli di pochi giorni.

La malaria non è contagiosa tra le persone e non viene trasmessa sessualmente; ovviamente quindi non avviene alcun contagio nemmeno attraverso i contatti occasionali, come una stretta di mano, un abbraccio, …

Fattori di rischio

Chiunque può venire contagiato e la maggior parte dei casi coinvolge soggetti residenti in Paesi endemici; per quanto riguarda l’Italia il rischio nasce in caso di viaggi verso Paesi a rischio.

Sintomi

Il tempo che passa dal contagio alla comparsa dei segni e dei sintomi della malaria è detto “tempo d’incubazione” ed è specifico per ogni parassita:

  • P. falciparum 9-14 giorni,
  • P. vivax 12-17 giorni (raramente il periodo è ancora più lungo),
  • P. ovale 16-18 giorni,
  • P. malariae 18-40 giorni (raramente il periodo è ancora più lungo).

Nel caso di infezioni da P. vivax e P. ovale i parassiti possono rimanere dormienti nel fegato per diversi mesi, in alcuni casi fino a circa 4 anni dalla puntura causa del contagio, prima di manifestare la loro presenza.

I sintomi e la loro gravità possono variare in relazione alla specie di plasmodio causa della parassitosi: in prima battuta il paziente potrebbe apparire irritabile e stanco, con poco appetito e con il sonno disturbato.

In seguito si verifica invece un ciclo che prevede oscillazioni della temperatura corporea con :

  • comparsa di brividi improvvisi della durata di 1-2 ore, durante i quali la febbre aumenta;
  • la febbre si stabilizza, spesso oltre i 40° per 2-7 ore, ma in molti casi il paziente non avverte la sensazione di calore ed anzi manifesta una condizione di ragionevole benessere.
  • In ultimo si va incontro a un’abbondante sudorazione durante la discesa della temperatura corporea.

Questo ciclo si ripete ogni due giorni nella P. vivax e P. ovale, mentre ogni tre per P. malariae; non c’è periodicità tra un episodio e il successivo.

Nel caso della malaria da P. falciparum la febbre può essere

  • ricorrente ed alta ogni 36-48 ore
  • o una febbre lieve e continua (o quasi).

La febbre è quindi il sintomo chiave della malaria; in assenza di trattamento e se la malattia non si sviluppa in forma grave, sembra andare incontro a risoluzione spontanea, salvo ricomparire sotto forma di nuovi episodi intermittenti febbrili che nella forma P. falciparum possono durare per 3-4 mesi.

Oltre alla febbre tra gli altri sintomi della malaria troviamo:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • dolori in tutto il corpo (soprattutto mal di schiena e mal di pancia),
  • ingrossamento anomalo della milza,
  • ingrossamento del fegato,
  • tachicardia e delirio in conseguenza della febbre alta,
  • se la malaria arriva a colpire il cervello, si possono avere le convulsioni o perdita di conoscenza,
  • se la malaria colpisce i reni la quantità di urina prodotta potrebbe essere insolitamente scarsa.

La diagnosi avviene mediante analisi del sangue specifiche: un campione viene mandato in laboratorio e controllato al microscopio per individuare i parassiti della malaria che si insediano all’interno dei globuli rossi.

Poichè nel caso della malaria da Falciparum nella sua forma più grave può progredire in modo estremamente rapido, risultando fatale in poche ore o in qualche giorno (20% dei casi circa), spesso può essere necessario iniziare rapidamente la terapia prima di ottenere la risposta dal laboratorio.

Pericoli

Con i farmaci appositi la malaria di solito può essere curata in due settimane con una buona prognosi.

Se non si assumono farmaci, invece, può essere letale, soprattutto nel caso dei bambini già indeboliti dalla malnutrizione, che sono anche ad alto rischio di complicazioni permanenti sotto forma di infezioni croniche, deficit neurologici e cognitivi, disturbi del comportamento ed epilessia.

Cura e terapia

La malattia dovrebbe venire sempre essere trattata il più presto possibile, prima cioè che possa diventare grave e potenzialmente fatale; a disposizione dei medici ci sono alcuni farmaci antimalarici, come ad esempio la clorochina o il chinino, somministrati per via orale, con un’iniezione o per endovena, che garantiscono un’ottima efficacia.

La scelta della molecola e della durata del trattamento dipendono

  • dal tipo di malaria,
  • dalla zona geografica di infezione,
  • dall’età,
  • dall’eventuale stato di gravidanza
  • e dalla gravità dei sintomi.

Potrebbe inoltre essere necessario supporto farmacologico relativamente a

  • sintomi di disidratazione,
  • convulsioni,
  • anemia
  • e altre complicazioni a carico del cervello, dei reni o della milza.

Il malato potrebbe infine aver bisogno di integrazione di liquidi, trasfusioni di sangue o ausili alla respirazione.

Quando si utilizzano i medicinali nel modo corretto i soggetti vengono curati e tutti i parassiti della malaria vengono eliminati dall’organismo; in assenza di trattamento, o quando questo viene interrotto o somministrato in modo incompleto, l’infezione può persistere; si verifica inoltre sempre più spesso una certa resistenza del parassita ai farmaci. In queste condizioni è possibile andare incontro a recidive e riattivazioni.

Molte persone che vivono nelle aree più soggette alla malaria soffrono infine di episodi ripetuti e non guariscono mai completamente tra uno e l’altro.

Prevenzione

Le autorità sanitarie cercano di prevenire la malaria usando programmi per il controllo degli insetti: in questo modo si cerca di uccidere i vettori della malattia.

In caso di viaggi in una zona ad alto rischio di contagio è raccomandabile l’utilizzo di:

  • zanzariere alle finestre,
  • prodotti repellenti,
  • zanzariere intorno al letto.

Il metodo di elezione per la prevenzione è tuttavia il ricorso alla profilassi della malaria, ossia la somministrazione di farmaci anti-malarici a basse dosi, ma sufficienti a impedire il contagio dopo un’eventuale puntura di zanzara infetta; la somministrazione deve in genere iniziare prima della partenza e continuare per tutto il periodo di permanenza, fino a qualche settimana dopo il ritorno (i tempi esatti cambiano in base al medicinale prescritto).

Diversi vaccini contro la malaria sono in via di sviluppo e di test in tutto il mondo ma, poiché il parassita ha un ciclo vitale complicato, si tratta purtroppo di formulazioni particolarmente ostiche da mettere a punto.

Fonte principale: CDC

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  1. Anonimo

    Buongiorno tutti io sono di Nigeria stamattina mi hanno confermato che il testi di malaria che ho fatto è positivo dopo 10 anni che vivo in Italia

    1. Anonimo

      Niente ho fatto le esame di sangue x diventare donatore di sangue e nel esame è positivo anti malaria

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, c’è una terapia da fare in base al quadro clinico, si affidi ai medici che hanno fatto la diagnosi.

    3. Anonimo

      È quello che vado fare
      Ma cmq no n’è contagioso?
      La mia moglie è incinta no ci sarà nnt di conseguenza per la nostra bambina?

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, faccia fare anche a sua moglie il controllo. Ovviamente poi si affidi agli specialisti. saluti

    5. Anonimo

      Buongiorno…il mio bambino aveva la malaria ,contratta nel suo paese d’origine.,….ed è stato curato in Italia.Sono preoccupata perché dobbiamo intraprendere un nuovo viaggio in un paese dove è presente la malattia e so che ci sono 4 ceppi di malaria,soprattutto uno , dev’essere curato nelle 48.Vorrei sapere se per tutti i tipi di malaria c’è la prevenzione e visto che il bimbo ha già avuto questo “problema” basta la prevenzione?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È una valutazione che spetta al pediatra, che probabilmente rimanderà la decisione all’ufficio competente dell’ASL locale.

  2. Anonimo

    ma la puntura della zanzara anofele infetta trasmette sempre la malaria alle persone?
    Grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Non è così automatico, non è possibile dire quante punture occorrono, ma se si è in zone di epidemia è molto più probabile essere contagiati . saluti

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