Malaria: sintomi, profilassi e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 1361 giorni

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Introduzione

La malaria è una malattia infettiva diffusa nelle zone calde e tropicali, ma può anche verificarsi (molto di rado) nelle zone a clima temperato.

Diffusione malaria (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Paludisme_-_Frequence_statistique.png)

Diffusione malaria (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Paludisme_-_Frequence_statistique.png)

Ogni anno, in tutto il mondo, si ammalano di malaria da 300 a 500 milioni di persone. La maggior parte dei casi si verifica nell’Africa subsahariana, dove muoiono circa 2 milioni di persone all’anno. Nei paesi occidentali invece la malaria è molto più rara: nell’ultimo decennio sono stati riportati circa 1.300 casi all’anno negli Stati Uniti: la maggior parte di essi si è verificata in persone che hanno intrapreso viaggi o militari ed immigrati che hanno contratto l’infezione fuori dagli Stati Uniti.

Cause

È causata da uno dei quattro ceppi principali di parassiti monocellulari (protozoi) del genere Plasmodio.

Sintomi

I sintomi e la loro gravità possono variare in relazione alla specie di plasmodio causa della parassitosi: in generale il paziente colpito dalla malaria potrebbe essere inizialmente irritabile e stanco, potrebbe avere poco appetito e problemi di sonno. A questi sintomi, di solito, seguono i brividi, poi la febbre si alza e il respiro diventa affannoso. La febbre può alzarsi gradualmente in uno o due giorni, oppure l’aumento di temperatura può essere improvviso, fino ad arrivare a 40° e oltre. In seguito, quando la febbre si abbassa e la temperatura corporea ritorna velocemente alla normalità, il malato iniziera a sudare copiosamente.

La stessa sequenza di sintomi

  • brividi,
  • febbre,
  • sudorazione

può ripetersi a intervalli di 2 o 3 giorni e durare di volta in volta da 4 a 6 ore, a seconda del tipo di parassita che ha causato l’infezione. Poiché questi primi sintomi non sono specifici e possono essere scambiati per altre patologie, la diagnosi della malaria può essere difficile. Nei paesi dove la malattia è molto diffusa, spesso i medici curano per la malaria anche coloro che hanno una semplice febbre di origine ignota, senza neppure attendere la conferma data dagli esami di laboratorio.

Tra gli altri sintomi della malaria troviamo:

  • mal di testa,
  • nausea,
  • dolori in tutto il corpo (soprattutto mal di schiena e mal di pancia),
  • ingrossamento anomalo della milza,
  • se la malaria arriva a colpire il cervello, si possono avere le convulsioni o perdita di conoscenza,
  • se la malaria colpisce i reni la quantità di urina prodotta potrebbe essere insolitamente scarsa.

Nella malaria causata dal Plasmodio falciparum l’episodio di febbre e brividi è particolarmente intenso e questo tipo di infezione è fatale nel 20 per cento dei casi.

La diagnosi avviene mediante analisi del sangue specifiche: un campione viene mandato in laboratorio e controllato al microscopio per individuare i parassiti della malaria che si insediano all’interno dei globuli rossi.

Trasmissione

E' la zanzara il vettore principale della malaria

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Aedes_aegypti_biting_human.jpg

La malaria si trasmette tramite punture d’insetto: se un insetto punge una persona malata e poi un’altra persona, anche la seconda viene contagiata. Più raramente la malattia si trasmette da persona a persona: dalla madre al bambino (in questo caso si parla di malaria congenita), oppure attraverso le trasfusioni di sangue, la donazione di organi o la condivisione di siringhe infette.

Una volta che i parassiti sono entrati nel sangue raggiungono il fegato e si moltiplicano. Nel giro di pochi giorni migliaia di parassiti vengono rilasciati dal fegato nel sangue, dove distruggono i globuli rossi, ed il processo si ripete più volte. Alcuni di essi rimangono nel fegato e continuano a moltiplicarsi, rilasciando a loro volta altri parassiti nel sangue, a cicli di pochi giorni.

Il periodo di incubazione della malaria è il lasso di tempo che intercorre tra la puntura dell’insetto e il rilascio dei parassiti da parte del fegato: può variare, a seconda del tipo di parassita che causa la malattia,  da 10 giorni a un mese.

Pericoli

Con i farmaci appositi la malaria di solito può essere curata in due settimane. Se non si assumono farmaci, invece, può essere letale, soprattutto nel caso dei bambini già indeboliti dalla malnutrizione.

Cura e terapia

A disposizione della medicina ci sono alcuni farmaci antimalarici, come ad esempio la clorochina o il chinino, somministrati per via orale, con un’iniezione o per endovena.

A seconda del parassita che provoca la malaria il paziente può essere curato in ambulatorio per alcuni giorni oppure può essere ricoverato, se necessita di farmaci somministrati per via endovenosa. I medici controllano anche i sintomi di disidratazione, convulsioni, anemia e altre complicazioni a carico del cervello, dei reni o della milza. Il malato potrebbe aver bisogno di integrazione di liquidi, trasfusioni di sangue o ausili alla respirazione.

La malaria è una delle prime cause di morte in tutto il mondo. Se diagnosticata e trattata quando ancora è nei primi stadi, può essere curata; tuttavia molte persone che vivono nelle aree più soggette alla malaria soffrono di episodi ripetuti e non guariscono mai completamente tra uno e l’altro.

Prevenzione

Le autorità sanitarie cercano di prevenire la malaria usando programmi per il controllo degli insetti: in questo modo si cerca di uccidere i vettori della malattia. Se vi recate in viaggio in una zona ad alto rischio di contagio, potete usare zanzariere alle finestre, utilizzare prodotti repellenti e mettere le zanzariere intorno al letto. Le zanzariere trattate con insetticida collocate intorno al letto si sono dimostrate efficaci, riducendo tra l’altro il numero di morti per malaria tra i bambini africani.

Prima di visitare qualsiasi zona tropicale o subtropicale ad alto rischio di contagio parlate con il vostro medico, che potrà prescrivere a tutta la famiglia farmaci efficaci nella profilassi della malaria. Diversi vaccini contro la malaria sono in via di sviluppo e di test in tutto il mondo ma, poiché il parassita ha un ciclo vitale complicato, si tratta di un vaccino difficile da sviluppare.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, direi che a questo punto può stare tranquillo, anche perchè in effetti tutto porta a pensare che sia solo polmonite; verranno fatti ultriori esami in caso di persistenza dei sintomi dopo la guarigione clinica della polmonite.

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