Farmaco e Cura

Mal di testa, cefalea ed emicrania: sintomi per riconoscerle

Ultima modifica: 2 March 2010    Tag: , ,    
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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 46% della popolazione ha sofferto di almeno un episodio di cefalea tensiva ed almeno il 10% di emicrania; di tutti questi pazienti che hanno sofferto di una qualche forma di mal di testa ben il 50% non si sono mai rivolti ad un medico, ma tutti hanno assunto farmaci più o meno utili per risolvere il problema.

Iniziamo quindi con il definire la cefalea, che è una malattia che si manifesta principalmente come dolore alla testa; sempre secondo l’OMS l’emicrania è tra le prime 20 problematiche sanitarie in grado di peggiorare sensibile della qualità della vita, a causa delle sue caratteristiche invalidanti. Per curare efficacemente un mal di testa è indispensabile innanzi tutto una diagnosi specifica della tipologia, al fine di intervenire in modo corretto con farmaci od altri approcci terapeutici mirati.

Classificazione delle cefalee

La classificazione fatta dalla International Headache Society è al momento considerata il riferimento ufficiale per distinguere i diversi tipi di cefalea ed emicrania, classificati sulla base dei sintomi.

Si distinguono innanzi tutto

  1. cefalee primarie (senza specifici fattori, cause o malattie che possano aver provocato il mal di testa)
  2. cefalee secondarie (conseguenti ad una causa specifica che, se rimossa, farebbe cessare il dolore; per esempio un dente cariato, un tumore, …)

Tra le cefalee primarie distinguiamo poi:

  1. Emicrania,
  2. Cefalea muscolo-tensiva
  3. Cefalea a Grappolo
  4. Altre Cefalee

Tipi di mal di testa: Localizzazione del dolore (foto originale: http://www.flickr.com/photos/seeminglee/2042839190/)

La cefalea colpisce in modo prevalente le donne, fino a 2-3 volte di più rispetto agli uomini; per quanto riguarda le differenze di razza si rileva che in Europa è più diffusa la cefalea di tipo tensivo, rispetto per esempio ad Asia ed Africa.

Emicrania Cefalea tensiva Cefalea a grappolo
Famigliarità SI NO Raramente
Femmine:Maschi 3:1 2:1 1:4
Dolore Pulsante Gravativo-costrittivo Trafittivo
Sede Unilaterale Bilaterale Unilaterale sull’occhio
Intensità Medio-forte Medio-lieve Forte
Durata 4-72 ore 30 minuti-7 giorni 15-180 minuti
Periodicità Variabile Variabile Ricorrenza nei periodi a grappolo, gli attacchi si concentrano in alcune ore del giorno o della notte.
Aggravamento con attività di routine SI NO NO
Altri sintomi Peggioramento da luce e/o rumori, nausea e/o vomito Peggioramento da luce o rumori, nausea lieve nella forma cronica Lacrimazione, rimpicciolimento pupilla, congestione nasale e naso che cola

Emicrania

L’emicrania è un disturbo ricorrente la cui durata cade di norma nell’intervallo fra le 4 e le 72 ore (3 giorni); è più diffuso nel sesso femminile ed in genere si manifesta nell’età giovane-adulta.

I sintomi dell’emicrania sono:

  • dolore di norma pulsante su un unico lato, che peggiora con la normale attività fisica associata ai movimenti quotidiani,
  • nausea,
  • vomito,
  • fastidio indotto da suoni o luce.

La diagnosi di emicrania viene fatta sulla base di 5 criteri che devono essere tutti soddisfatti:

  1. A meno di trattamento il mal di testa dura da 4 a 72 ore,
  2. Si presenta con almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
    • Presenza su un solo lato della testa,
    • dolore pulsante,
    • intensità da moderata a severa,
    • peggioramento con le normali attività di routine (chinarsi, fare le scale, fare piccoli sforzi, …)
  3. Presenza di nausea/vomito o disturbo dato da luce/rumori,
  4. I sintomi non possono essere ricondotti ad altre malattie,
  5. Devono essere stati vissuti almeno 5 attacchi caratterizzati dai criteri 1 e 3.

Esistono alcuni sintomi che possono preannunciare l’imminente arrivo di un attacco di emicrania, ossia:

  • Sintomi eccitatori
    • irritabilità,
    • iperattività,
    • insonnia,
    • euforia,
    • sbadigli,
    • sete
  • Sintomi inibitori
    • affaticamento,
    • stanchezza,
    • debolezza,
    • depressione,
    • difficoltà di concentrazione.

Diversi sono invece i fattori considerati possibili scatenanti l’attacco di emicrania:

  • Fattori ambientali:
    • Vento,
    • temperature eccessive in entrambi i sensi,
    • variazioni del tempo,
    • pioggia,
    • cambiamento di stagione,
    • altitudine,
    • esposizione al sole,
    • rumori,
    • odori intensi,
    • fumo di sigaretta
  • Fattori Alimentari:
    • Alcool,
    • insaccati,
    • carne pretrattata (cefalea da hot dog),
    • peperoni,
    • carni, sughi e zuppe in scatola,
    • patatine,
    • condimenti e spezie (cefalea da ristorante cinese)
    • formaggi stagionati,
    • fegato,
    • yogurt,
    • fichi,
    • banane,
    • agrumi, aceto,
    • The,
    • caffè,
    • bibite con caffeina,
    • aspartame,
  • Fattori Emotivi:
    • emozioni,
    • stress,
    • rilassamento dopo un periodo stancante
  • Fattori ormonali:
  • Farmaci:
    • Nitroglicerina
    • Reserpina,
    • Fenfluramina,
    • Estrogeni,
  • Altro:
    • Insonnia,
    • Eccesso di sonno,
    • Ipoglicemia,
    • Fatica fisica,
    • Febbre,
    • Viaggi,
    • Alterazioni nell’assunzione dei pasti (ritardo o salto di un pasto per esempio).

La conoscenza di questi fattori di rischio, uniti alla propria esperienza passata, sono un ottimo strumento di prevenzione da nuovi attacchi di emicrania.

Cefalea tensiva (o muscolo tensiva)

La cefalea di tipo tensivo è senza dubbio la forma di mal di testa più comune e diffusa, in forma episodica o cronica. Gli attacchi possono durare da pochi minuti a diversi giorni ed il dolore viene descritto come gravativo-costrittivo, di intensità lieve o moderata, localizzata su entrambi i lati della testa distribuendosi come una fascia o come un casco.

E’ abbastanza semplice distinguere la cefalea tensiva dall’emicrania perchè in questo caso

  • l’attività fisica non peggiora i sintomi,
  • raramente sono presenti, e solo eventualmente in forma lieve, nausea e/o vomito.

I fattori che possono scatenare l’attacco sono:

Questa forma di mal di testa è classificabile anche in base alla frequenza di comparsa,

  • si considera non frequente un totale di circa 12 giorni l’anno,
  • si considera frequente se colpisce tra i 12 ed i 179 giorni l’anno,
  • si considera cronica se colpisce per almeno 180 giorni l’anno.

I criteri diagnostici per una corretta individuazione della cefalea tensiva episodica prevedono:

  • La cefalea dura da 30 minuti a 7 giorni,
  • Il dolore presenta almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
    • bilaterale,
    • non pulsante, ma gravativo-costruttivo,
    • intensità lieve o media (non impedisce le normali attività quotidiane),
    • non è peggiorata da attività fisica di routine (salire le scale, camminare, spostarsi, …)
  • Sono assenti nausea e vomito ed eventualmente i sintomi peggiorati solo da rumori o luce.
  • Non sono presenti altre malattie in grado di essere la causa del mal di testa.

Invece la cefalea tensiva cronica prevede che:

  • Sia presente per più di 15 giorni al mese per almeno 3 mesi,
  • Abbia durata di almeno diverse ore,
  • Il dolore presenta almeno 2 delle seguenti caratteristiche:
    • bilaterale,
    • non pulsante, ma gravativo-costruttivo,
    • intensità lieve o media (non impedisce le normali attività quotidiane),
    • non è peggiorata da attività fisica di routine (salire le scale, camminare, spostarsi, …)
  • Sono assenti nausea severa e vomito ed eventualmente i sintomi peggiorati solo da rumori o luce.
  • Non sono presenti altre malattie in grado di essere la causa del mal di testa.

Nel caso di pazienti colpiti da forme croniche si osserva un drastico peggioramento della qualità di vita, oltre ad un consumo rilevante di analgesici.

Cefalea cronica

La cefalea muscolo tensiva cronica è diagnosticata quando il mal di testa è pressochè quoridiano, benchè l’intensità sia lieve o moderata ma comunque in grado di interferire con la vita del paziente colpito; è spesso legata ad una depressione di fondo, che dev’essere risolta per riuscire a limitare gli attacchi.

Spesso questo tipo di mal di testa prende anche il nome di cefalea da abuso di farmaci, in quanto causata dalla continua assunzione di antidolorifici per trovare sollievo dal dolore; queste forme sono per loro stessa natura piuttosto difficili da trattare e richiedono l’intervento di un centro anticefalea.

Cefalea a grappolo

E’ una forma di mal di testa che colpisce prevalentemente il sesso maschile (dal 70% al 90% dei casi) e si presenta sia in forma episodica che cronica: il nome deriva dall’osservazione che gli attacchi si presentano in periodi attivi (grappoli) alternati a periodi privi di mal di testa. Sulla base di questi periodi si distingue la cefalea a grappolo episodica (attacchi concentrati in periodi lunghi tra 7 giorni ed 1 anno, con periodi di pausa di almeno 14 giorni) e la cefalea a grappolo cronica (periodi di almeno 1 anno o con sospensioni inferiori ai 14 giorni).

Un attacco è caratterizzato dai seguenti sintomi:

  • un’elevata severità del dolore,
  • che compare molto rapidamente,
  • con una durata compresa tra i 15 minuti e le 3 ore,
  • ma spesso più volte al giorno; nei periodi attivi si possono contare da 1 a 3 attacchi al giorno, spesso di notte.
  • Il dolore si concentra su un unico lato della testa, di norma attorno all’occhio,
  • lacrimazione,
  • ostruzione nasale,
  • rimpicciolimento delle pupille (miosi),
  • sudorazione in viso,
  • naso che cola.

Il paziente colpito da cefalea a grappolo manifesta irrequietezza ed incapacità di stare fermo; in alcuni casi l’attacco può essere scatenato da fattori esterni come alcool, stress od eventi stressanti, sonno, …

Cefalee secondarie

Una cefalea secondaria è un mal di testa causato da un’altra malattia preesistente e che quindi scompare con la cura di quest’ultima, per esempio:

  • trauma cranico o cervicale,
  • disturbi vascolari cranici o cervicali,
  • infezione,
  • disturbo psichiatrico,
  • nevralgie,
  • ictus,
  • emorragie cerebrali,
  • tumore,

I sintomi che fungono da campanello d’allarme, spia cioè di problematiche che possono mettere a rischio la vita del paziente, sono:

  • Il paziente lamenta “la cefalea più forte della mia vita”,
  • cefalea violenta comparsa per la prima volta dopo i 40 anni,
  • segni neurologici,
  • aura prolungata (sensazioni estremamente spiacevoli che precedono un attacco di emicrania, come disturbi del linguaggio, fastidio dalla luce, difficoltà visive, …),
  • febbre,
  • cefalea persistente o frequente in gravidanza,
  • modificazioni del comportamento,
  • precedente trauma cranico,
  • cefalea in pazienti malati di tumore o HIV,
  • peggioramento di un mal di testa preesistente,
  • comparsa dopo sforzi fisici come un colpo di tosse od uno starnuto.

Mal di testa e stress

Lo stress è il fattore scatenante diagnosticato con maggior frequenza, può essere fisico o emotivo, “buono” o “cattivo”, ma è ormai è una componente imprescindibile della vita moderna.

Gli eventi che provocano lo stress emotivo sono in grado di scatenare l’emicrania. Si ritiene che chi soffre di emicrania abbia reazioni emotive più accentuate e reagisca velocemente alle situazioni di stress. Nei periodi di stress emotivo vengono rilasciate diverse sostanze chimiche che causano cambiamenti a livello vascolare, provocando l’emicrania. Gli attacchi sono quindi più frequenti nei periodi di maggiore stress. Tra i fattori collegati allo stress ricordiamo l’ansia, la preoccupazione, lo shock, la depressione, l’agitazione e l’affaticamento mentale. Anche reprimere le emozioni può far peggiorare l’emicrania, e la tensione muscolare causata dalle situazioni stressanti può rendere il mal di testa ancora più doloroso. Dopo un periodo stressante si può avere un periodo in cui ci si sente giù di morale che, a sua volta, è in grado di scatenare l’emicrania: si tratta di una delle possibili cause di quei mal di testa che si ripresentano puntuali solo durante il fine settimana.

Lo stress è anche un fattore importante per quanto riguarda la cefalea tensiva. La cefalea tensiva episodica può essere connessa a situazioni specifiche di maggiore preoccupazione, ansia o depressione e di solito può essere alleviata eliminando o evitando la situazione stressante oppure ricorrendo a farmaci da banco. Lo stress cronico e ripetuto, invece, può causare episodi di cefalea tensiva cronici, che si verificano a cadenza quotidiana o quasi. Il mal di testa è generalizzato (normalmente è distribuito come una fascia intorno al capo) e spesso è accompagnato da disturbi del sonno. Per combatterlo si può cercare di diminuire lo stress, ricorrere alla psicoterapia, al biofeedback, alle tecniche comportamentali e ai farmaci antidepressivi, sempre sotto la supervisione del proprio medico.

È impossibile evitare completamente lo stress, ma se si impara a gestirlo si potranno diminuire gli episodi di mal di testa.

Mal di testa e gravidanza

Nell’80 percento circa delle donne incinte che soffrono di mal di testa gli attacchi cessano prima della fine del terzo mese e non si ripresentano fino al momento del parto. Si ritiene che questo fatto sia causato dalla stabilizzazione ormonale.

Durante la gravidanza è consigliabile non fare uso di farmaci, a meno che siano assolutamente indispensabili. Prima di usare qualsiasi tipo di farmaco contro il mal di testa, vi consigliamo di consultare il medico. Durante la gravidanza si possono rivelare efficaci i programmi terapeutici non farmacologici.

Tumore al cervello

In rari casi il mal di testa è provocato da un tumore al cervello. Il mal di testa può essere uno dei primi sintomi del tumore al cervello, oppure può comparire in fase più avanzata, a seconda della collocazione del tumore. L’aumento progressivo e inesorabile del dolore oppure il cambiamento improvviso delle caratteristiche del mal di testa dovrebbero mettere in allerta il medico. La maggior parte dei tumori al cervello, comunque, è accompagnata, oltre che dal mal di testa, anche da altri sintomi neurologici, come le convulsioni, il cambiamento della personalità o la debolezza generalizzata.

Si dovrebbe sempre indagare sugli episodi di mal di testa da sforzo, ad esempio quelli che iniziano dopo aver corso, tossito, starnutito o essere andati in bagno, per escludere la presenza di un tumore al cervello.

Bruxismo

Molte persone hanno l’abitudine di digrignare i denti, durante il giorno o durante la notte, e non si rendono conto di quello che stanno facendo. Questo disturbo, detto bruxismo, può essere provocato da una malocclusione dentale, dallo stress o dalla preoccupazione eccessiva. L’eccessiva attività muscolare a volte dà origine a spasmi muscolari e al mal di testa che, nella maggior parte dei casi, viene classificato come cefalea tensiva. Il dentista spesso è in grado di alleviare i sintomi, applicando un piccolo apparecchio all’arcata superiore, che dovrete indossare solo durante il sonno. In determinati casi possono rivelarsi utili i farmaci, la ginnastica, il biofeedback e altre tecniche di riduzione dello stress.

Negli ultimi anni, l’aumento della consapevolezza che i dolori del volto e il mal di testa possono essere causati da problemi dentali ha permesso a molte persone di trarre benefici da cure dentistiche appropriate.

Mal di testa del weekend

Chi soffre di emicrania e nel fine settimana riferisce episodi di mal di testa provocati dall’eccessivo numero di ore di sonno, dovrebbe cercare di svegliarsi sempre alla stessa ora, sia nel fine settimana sia nei giorni feriali, e di mantenere un ritmo sonno-veglia regolare per tutta la settimana. Inoltre è fondamentale che chi soffre di emicrania dorma a sufficienza, perché l’affaticamento eccessivo può essere un fattore scatenante del mal di testa: l’affaticamento, in realtà, è il fattore scatenante più comune dell’emicrania.

Caffè e mal di testa

Se si cessa improvvisamente di fare uso di caffè, si può verificare una vasodilatazione improvvisa e un mal di testa da astinenza da caffeina. La caffeina è anche uno stimolante, quindi ci si può sentire giù quando il suo effetto cessa. Questo tipo di mal di testa è molto frequente tra i consumatori assidui di caffè. Uno dei fattori che contribuiscono alla comparsa del mal di testa solo nei fine settimana o durante le vacanze è l’astinenza da caffè: se una persona di solito consuma grandi quantità di sostanze contenenti caffeina nei giorni feriali, una cefalea da rebound o mal di testa da astinenza si può verificare durante i fine settimana o le vacanze, quando tali quantità non vengono consumate. Il meccanismo che causa il dolore probabilmente è dovuto alla vasodilatazione delle arterie che irrorano il cervello. Il mal di testa può essere continuo e generalizzato e durare per intere settimane. Per diminuire la gravità del mal di testa da astinenza è possibile diminuire con gradualità il consumo di prodotti che contengono caffeina.

Fonti:

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1 commento

  1. Papera Nera says:

    Ho 50 anni e soffro di mal di testa fin da piccolissima, andavo all’asilo ……………..
    Crescendo è peggiorato e si è modificato, da mal di testa fortissimi ma con pochi giorni di quasi benessere (qualcosa mi faceva sempre male ma allora non lo capivo, nessuno capiva), sono passata a mal di testa quasi giornalieri ma meno forti, poi dopo i 40 anni, quando mi hanno riscontrato l’ipertensione e ho cominciato a prendere la pillola per la pressione, i mal di testa di sono di nuovo diradati e sono diminuiti anche di intensità.
    Finalmente mi hanno riscontrato la “FIBROMIALGIA” (http://www.farmacoecura.it/malattie/fibromialgia-sintomi-terapia-centri-di-cura/ ndADMIN)che avevo dalla nascita, in pratica, e così curandola (si fa per dire, perchè è incurabile, ma si può tenere un po’ a freno) i mal di testa sono scomparsi del tutto.
    Non era mal di testa, ma FIBROMIALGIA, ma nessuno l’aveva capito.
    MI sarei risparmiata enorme dolore e intossicazioni inutili da farmaci che mi hanno peggiorato
    la salute.
    Volevo puntulizzarlo perchè io penso che sono ancora troppo pochi i medici e i pazienti che conoscono la fibromialgia

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